Parrocchia
San Vito
Piazza
San Vito - 92026 Favara (Agrigento)
Comunità
Ecclesiale di Favara
Arcidiocesi
di Agrigento
Vicariato
Foraneo N.2 - Aragona - Comitini - Favara
Zona
Pastorale San Gerlando
Parroco:
don Diego
Acquisto
Direttore responsabile
dell'informazione di Radio Favara 101,
con registrazione
al n. 208 del 21.10.1994 del Tribunale di Agrigento.
Domiciliato
in via
P.S. Mattarella, 1 (Seminario)
92026 Favara (Agrigento) -
tel. e fax 0922.31927 - Cellulare wind 3289748129 -
Cellulare tim 3319520614
e-mail diegoacquisto@alice.it
dieg
Nota
al direttore del giornale on line "...perlacittà.it"
sui preti di Favara
28
luglio 2010
Nota
in merito all'affermazione " non si alzano
le voci ..... dei preti che fino a qualche mese
addietro sembravano abitare in paese...”,
contenuta nel
servizio del 28.7.2010 dal titolo : "
Favara – In Consiglio si parla ancora di quota
rosa di Franco Pullara " in cui, oltre
che del problema delle quote rosa, che ha
paralizzato l'attività amministrativa di Favara,
si parla anche del degrado in alcuni settori della
città, con i seguenti interrogativi :
"Cosa dire sulla via Umberto che resta
chiusa? E sulla via San Calogero? Per l’acqua
che non arriva? Per la sporcizia? Per la macchina
burocratica comunale che non funziona?".
Caro
direttore,
la
mia non vuole essere una difesa d’ufficio, ma è
chiaro che l’opinione di noi preti (alcuni dei
quali sono legittimamente fuori sede, in vacanza)
oltre alla mia che non ha mancato di farsi
sentire, non può che essere quella di puntare
anzitutto al bene comune, nelle linea del nostro
costante impegno di evangelizzazione che non può
escludere la politica. Anzi.
Papa
Benedetto ricorda spesso che la Chiesa non può
disinteressarsi del bene comune, con particolare
attenzione alla fasce sociali più deboli. Favara
specie dopo la tragedia del 23 gennaio scorso, non
può essere abbandonata a se stessa…il degrado
nei settori da te denunciati può e deve essere
fermato…la macchina burocratica del Comune
(dirigenti e personale vario…più che
sufficiente nel numero…) mi pare che, in qualche
caso, si stia mettendo all’opera, per esempio, x
qualche intervento necessario in qualche via…
Perché
non procedere in tutti i settori, per quanto
riguarda l’ordinario ? E’ proprio sempre
necessario l’ordine di servizio dell’assessore
? Non basta quello del dirigente per l’ordinaria
amministrazione ?
Comunque,
a scanso di equivoci, la politica non deve cercare
alibi. E’ urgente, anzi urgentissima, la
costituzione (rimodulazione, rinnovo…ecc…) di
una autorevole Giunta, formata da persone
qualificate e di buona volontà , di ambo i sessi.
A
mio modesto parere, i politici-uomini ( a parte
l’opportunità o meno di talune iniziative
giuridiche che pare vogliano intraprendere)
intanto hanno l’occasione di liberarsi
dall’accusa di essere attaccati al potere e di
incurabile maschilismo in politica, realizzando
subito l’idea di una Giunta a maggioranza
femminile, con il 20% di uomini . E’ difficile
realizzarla ? Forse sì, ma non impossibile ! Per
fare proprio presto (perché è davvero
necessario) ogni Partito (nessuno escluso),
subito, dovrebbe fornire una rosa di nomi,
lasciando la decisione al Sindaco, al quale, per
legge, spetta sempre l’ultima parola nella
scelta degli assessori x la composizione della
squadra di governo. Naturalmente, il discorso
dell’urgenza nel procedere, se vale x tutti,
vale soprattutto x il Sindaco, al quale subito –
e giustamente – sempre, in ogni cosa si pensa,
avendo egli ricevuto un mandato diretto dai
cittadini x l’amministrazione della cosa
pubblica.
Formata
la GIUNTA, dopo questo necessario ed urgente
passaggio, si riprenda pure il dibattito a 360
gradi. Ciò anche con un occhio alla situazione
politica nazionale, che credo non manchi, neppure
a Favara, di avere il suo influsso sulla politica
locale. Si possono fare tutte discussioni che si
ritengono più utili x il bene di Favara, non
dimenticando però che x tutti, singoli operatori
politici, raggruppamenti vari, e Partiti nel loro
insieme, ci sarà, nel segreto dell’urna, il
giudizio degli elettori, in questi tempi, forse più
desiderosi che mai di esercitare direttamente la
loro sovranità. Le sorprese, a mio giudizio, sono
o saranno proprio da mettere nel conto.
Con
sensi di stima
Favara
28.7.2010
Sac.
Diego Acquisto
********************
13.7.2010-Lettera
a Franco Pullara, direttore del giornale online ...Per
la città, in riscontro ad un suo servizio dal titolo: Favara
- L'opposizione c'è.
Caro
direttore,
partendo
dal principio che la Chiesa non è e non vuole essere,
un agente politico, ma che tuttavia non può non
sentirsi interessata a dare il proprio contributo per il
bene comune, il tuo articolo ed i vari post di commento,
hanno suscitato in me le seguenti considerazioni, forse
anche per il ruolo che esercito all’interno della
comunità.
La
mancata indignazione del popolo rispetto a talune,
oggettive, disfunzioni denunciate, forse si può spiegare con il fatto
dell’abitudine, consolidata nel tempo, perché il
presente eredita un passato, difficile da smaltire e la
buona volontà degli attuali, come dei passati
amministratori, ha sostanzialmente lasciata immutata la
situazione, consolidando la cultura della rassegnazione.
Il nuovo da costruire sono forse davvero i piccoli passi
di una cultura collettiva di corresponsabilità, con un
confronto costante e diretto dei cittadini con
l’Amministrazione, che mi auguro davvero possa,
finalmente, davvero iniziare.
Non servono, a mio giudizio, né le rampogne
contro l’attuale legislazione, né le invettive, né
le lamentele, specie se condite da inutili volgarità
e/o palesemente frutto di malanimo e
faziosità.
Ma
il senso complessivo del tuo servizio, caro direttore
Pullara, è certamente un altro, quello di
un’opposizione di sinistra che manca.
Avendo
il popolo decretato di affidare il governo della città
al centro-destra, contestualmente, nella normalità
della vita democratica, alla parte sconfitta assegna il
ruolo di opposizione.
A
Favara la situazione appare anomala, perché a
quanto pare, la sinistra, o meglio le forze del
centro-sinistra, (complessivamente meno di un terzo del
consiglio comunale, formato da 30 consiglieri)si
trovano, spesso, a
condividere le scelte dell’Amministrazione.
Da
tre mesi a questa parte, che cosa è avvenuto ? Come
riferisci in questo servizio, “dell’opposizione
se n’è fatto carico l’onorevole Bosco e il gruppo
consigliare vicino alle sue posizioni politiche”, cioè
i lealisti del PDL, un gruppo di quattro/cinque
consiglieri.
Cioè, in assenza della naturale opposizione esterna, è
nata un’opposizione interna allo stesso Partito del
sindaco. Un’opposizione fatta in casa, dato che il PDL
risulta frazionato tra
“lealisti”, PDL-Sicilia, e di recente, anche,
PDL-Favara. Una guerra “civile”, che, in
qualche occasione, talvolta, appare anche inutilmente
cruenta. Una situazione anomala di frammentazione e
confusione, questa del PDL a Favara che sicuramente
disorienta i cittadini. E, per dirla tutta, la
frammentazione a
Favara non
risparmia nemmeno il centro-sinistra, il PD, al cui
interno le fratture sono pure evidenti, tra riformisti e
conservatori, così come a livello nazionale, regionale,
provinciale .
Le conseguenze per
l’Amministrazione Comunale,
- costretta democraticamente a tenere conto degli
umori di una maggioranza variabile in Consiglio
Comunale, non infrequentemente diversa
da quella da cui politicamente è nata, lo
scorso marzo, dopo un travaglio di oltre cinque mesi -
mi sembrano quelle di una navigazione a vista, con il
Sindaco che richiama agli impegni programmatici
sottoscritti.
Cosa
avverrà nel prossimo futuro ? Perché è sicuro che
democraticamente tutto ritornerà al giudizio del
popolo, che nel segreto dell’urna valuterà e dovrà
esprimersi. L’esperienza ci dice che dall’urna
possono uscire risultati davvero inaspettati, a riprova
che la valutazione della gente comune – dove spesso
c’è tanto buon senso -
può essere assai diversa da quella che alcuni
vorrebbero far credere.
Ma quale possibilità di
scelta sarà offerta ai cittadini favaresi alle prossime
elezioni amministrative?
Continuando
così le cose, in considerazione che MPA e UDC sono
ufficialmente alleati del PDL (ma anche loro, con
problemi, divisi al loro interno), VIENE da PENSARE
che i
FAVARESI dovranno solo SCEGLIERE
tra due FAZIONI di
UNO STESSO PARTITO, cioè il PDL.
Perché,
in questo contesto, le forze del centro sinistra
appaiono quasi inesistenti, non
alternative e comunque, comportandosi in questo modo in
Consiglio Comunale, non pare davvero che abbiano per
Favara un progetto credibile di alternativa
all’attuale gestione.
Inoltre,
alcune domande si devono ancora porre. Funzionano
i partiti ? Quale
lavoro stanno facendo per formare i nuovi possibili
amministratori
da sottoporre al giudizio dei cittadini ? Perché,
all’interno di ogni partito, - per essere concreti -
non si incominciano a fare i nomi (uomini e donne) di
possibili, futuri amministratori della cosa pubblica ?
E’ possibile risolvere
tutto, ponendo all’attenzione solo domande retoriche,
come : “Daremo fiducia di nuovo ai nostri eroi “ (cioè agli stessi
consiglieri comunali) ?”.
Oppure lanciare solo qualche frase ad effetto,
che, per esempio, inviti
a coglier il “guanto” “perché
la sfida è aperta ?”.
Mi
rendo conto che è facile criticare e lamentarsi, mentre
scendere al concreto, specie se si tratta di scelta di
persone, è davvero difficile. Con la conseguenza poi di
scegliere però all’ultimo momento, pressati solo
dalla scadenza e dalla sola urgenza e necessità di
pigliare voti.
Per questo, credo che la
strada da percorrere, concretamente, sia quella di un
forma di democrazia diretta di controllo popolare,
avviando un processo di educazione della coscienza
collettiva alla partecipazione responsabile, liberando la mente da
pregiudizi e attese
messianiche, quasi che possa sorgere un uomo carismatico
che miracolosamente possa farsi carico e
risolvere i problemi della collettività.
Unitamente
all’augurio di buone vacanze, c’è da
sperare, magari dopo la calura di questi mesi,
in un ripensamento generale per il bene della
città e della democrazia.
Cordialmente
13.7.2010
Sac.
Diego Acquisto
|
Radio
Favara101-L'Editoriale
“La
voce del direttore”
Rubrica
settimanale di don Diego Acquisto
in onda ogni lunedì
alle
ore 7,15 - 11,15 - 14,15 - 18,15
(La
rubrica, dopo la pausa estiva, riprenderà lunedì
20 settembre2010)
|
In questi ultimi giorni, sulla situazione
politica generale, ci è toccato di leggere
l’editoriale di un noto politologo, dal
titolo “I governanti sulla luna”. Un
titolo quanto mai indovinato per la situazione
che stiamo vivendo e per l’argomento
trattato. Cioè, in un momento di grande
difficoltà per la gran parte dei cittadini,
misuriamo con mano la distanza della politica,
che si interessa e che litiga per cose, che se
pure importanti, perché da tempo aspettano
una soluzione, in questo momento sicuramente
la priorità dovrebbe essere data ad altro, se
è vero, come è vero, che come dicevano i
latini, “primum vivere deinde philosophari”,
cioè prima bisogna pensare a restare in vita,
e poi, se si resta in vita si può pensare
alla filosofia, al modo migliore di
filosofare, al modo migliore di quale
filosofia scegliere per vivere meglio la vita.
Per essere chiari, a nostro giudizio, al di là
di qualsiasi polemica, il governo, in questo
difficile momento in cui tante famiglie ma
proprio tante, per una somma di circostanze e
di situazioni, non arrivano non solo
all’ultima settimana, ma nemmeno alla
penultima, il Governo avrebbe dovuto - ed
aggiungiamo - dovrebbe, confrontandosi con
l'opposizione (e naturalmente sperando che
questa, mettendo da parte l’antiberlusconismo
viscerale, almeno in questa circostanza mostri
senso di responsabilità ed realismo) , dare
priorità alla grave situazione economica:
alla disoccupazione, specie quella giovanile,
sempre in aumento; all'impoverimento delle
famiglie; alle difficoltà delle medie e
piccole industrie; alla scuola, (sì alla
scuola, dove è in corso la protesta
sacrosanta dei 100.000 precari che rischiano
di finire sul lastrico); all'Università;
all'inarrestabile fuga dei cervelli (è di
questi giorni la denuncia dell’Arcivescovo
di Palermo, mons. Paolo Romeo, sul grande
esodo di giovani che lasciano l’isola in
disperata ricerca di lavoro); ai pensionati;
alle infrastrutture che ancora non decollano.
Il Governo avrebbe dovuto e dovrebbe subito
dare assoluta priorità a questi problemi. Si
può rispondere che a queste cose il Governo
ci ha già pensato, ma tutto , ci sembra che
ancora sia solo sulla carta ed è tutto da
verificare. E poi il clima rissoso creatosi
non solo con l'opposizione, ma anche
all'interno della stessa maggioranza, non
promette nulla di buono. Non parliamo delle
promesse fatte al Sud. Berlusconi aveva tempo
addietro promesso un piano per il Meridione.
Non risulta che oltre le parole, concretamente
si sia avviato questo piano. Alla Sicilia non
arrivano ancora i soldi dei Fas. Certamente
alcuni rimproveri e provvedimenti severi ce li
meritiamo, la Sicilia li merita, per lo
sperpero del denaro pubblico a vantaggio solo
di alcuni privilegiati e di alcune fasce
clientelari, ma una cosa è punire gli abusi,
un’altra è tagliare i fondi.
La massiccia vittoria del Centrodestra aveva
fatto pensare, anche a chi non l'aveva votato,
che finalmente era in condizione di
realizzare, condivisibile o meno, il suo
programma. Concreto nell'affrontare
l'emergenza (rifiuti di Napoli e terremoto
dell'Aquila), veloce nel varare qualche
riforma, il governo Berlusconi è andato poi a
impantanarsi su tre cose: la spaccatura con
Fini; lo scandalo del G8 con un ministro,
Scajola, costretto alle dimissioni (e si parla
anche di altri ministri); la pasticciata legge
sulle intercettazioni, su cui adesso,
finalmente e provvidenzialmente, sembra essere
in atto un supplemento di riflessione, per
migliorarla ed eliminare ogni sospetto che si
voglia favorire la casta o peggio ancora la
criminalità più o meno organizzata.
L’obiettivo deve essere solo quello di
tutelare la privacy dei cittadini onesti e
laboriosi, che hanno tutto il diritto
costituzionalmente protetto di non essere
spiati e di non finire sui giornali, con
l’iniziativa maldestra di qualche giudice,
ultimo esempio, quel magistrato di Trani
scoperto mentre per telefono (ecco perché le
intercettazioni sono utili) dava notizie
riservate a un giornalista.
Si tratta di amare riflessioni, che portano a
pensare che i governanti non si accorgono
della realtà che li circonda. Operano come se
fossero su un altro pianeta. La conclusione è
– come è stato da più parti, amaramente
osservato - che il cittadino diventa solo uno
spettatore da adulare (quando va a votare), da
zittire (quando chiede o vuole sapere), da
prendere in giro (quando le promesse rimangono
promesse).
21-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì
14.06.2010-S.
Antonio
Dobbiamo
sempre ricordare che la spiritualità cristiana
non è per
la passività, per il disimpegno, non è la
spiritualità dell’assenteismo o della
rassegnazione, ma la spiritualità della presa di
coscienza, della responsabilità, della passione e
della creatività, per cercare di risolvere i
problemi, non in maniera utopistica, ma
realistica. È la spiritualità delle scelte
concrete e possibili, nell’ottica di scegliere
sempre per il maggior bene o per il minor male .
Quella cristiana è, in una parola, la spiritualità
dell’incarnazione. In questo senso, non abbiamo
condiviso, non condividiamo e non condivideremo
mai la cultura dello sfascio di tutto e di tutti,
la cultura della critica fine a se stessa, la
cultura unicamente finalizzata alla demolizione di
chi, pur con i suoi limiti, ha trovato il coraggio
di volersi spendere in prima persona per la
collettività, mettendoci la sua faccia, cercando
di adoperarsi con i propri talenti per il bene
comune.
A Favara non sono mai mancati e non mancano
i problemi, ma non manca nemmeno, fortunatamente,
un potenziale di bene, in tutti i versanti, che
non
deve andare disperso o misconosciuto, ma
incrementato e valorizzato, isolando senza
tentennamenti quelli che seminano solo zizzania e
discordie.
E
in questo senso la festa del Patrono, celebrata
ieri, ogni anno, - e quest’anno in particolare
– deve offrire, e specialmente quest’anno,-mi
auguro che
abbia già offerto - un’opportunità di
riflessione. Se il tempo che stiamo vivendo è
oggettivamente difficile, dobbiamo considerare che
S. Antonio è vissuto anch’ egli in un tempo
travagliato e problematico. Ma ecco un breve
profilo di S. Antonio, il "Santo
dei miracoli", come viene pensato
nell'immaginario collettivo, per i numerosi
prodigi legati al suo nome. Nato a
Lisbona nel 1195, battezzato col nome di Fernando,
lo si voleva avviare alla carriera militare oppure
a quella forense, per farne un alto magistrato. Ma
Dio aveva altri progetti su quel giovinetto,
nell'animo del quale si andava sempre più facendo
strada il disprezzo di tutto quel mondo incentrato
sullo sfarzo e
sul lusso, di tutto quel mondo delle corti
nobiliari, incentrato sulla forza,
sul potere e sullo sfruttamento delle
classi sociali più deboli. Per contro, avveniva
nel suo animo una progressiva maturazione del
sentimento religioso, in cui l'amore a Cristo -
che aveva proclamato beati i poveri in spirito,
beati i perseguitati, beati
gli affamati di giustizia - l’amore a
Cristo esercitava un fascino potente e misterioso.
Nel 1221 si incontrò con
Francesco ad Assisi. Suo seguace,
divenne predicatore
instancabile
del Vangelo. Combatté le eresie, con un
messaggio forte e convincente, che comunque
tendeva sempre al rispetto delle convinzioni
personali.
S.
Antonio individuò il
segreto della perfezione
nell'accordo tra la vita contemplativa e la
vita attiva.
Il 1231 fu l'anno in cui la sua
predicazione nella quaresima, toccò vertici
di incisiva intensità per i forti
contenuti sociali. Ma il 1231 è anche l’anno
della sua morte, perché spirò all'Arcella,
sobborgo di Padova, il 13 giugno 1231, ad appena
36 anni di età.
Fu
canonizzato l’anno successivo, il 30 maggio, a
meno di un anno dalla morte, sulla spinta di una
popolarità che si sarebbe allargata di epoca in
epoca e che ha raggiunto la nostra Favara, che lo
ha scelto come suo Patrono.
A
vantaggio del suo carisma di taumaturgo,
risulta trascurato il suo impegno concreto
per la soluzione dei problemi sociali più
scottanti del suo tempo. Ed è l’aspetto, questo
del suo impegno concreto, su cui invito a
riflettere. Infatti egli riuscì
ad ottenere dai
magistrati di Padova la revoca dell'ordine di
incarcerazione per i debitori insolventi, salvando
così tantissimi
poveri dalla prigione e dal conseguente
peggioramento delle già misere condizioni
economiche. Un vero miracolo per quei tempi!
Ancora,
una piaga sociale di quel periodo storico era
l'usura - e io mi chiedo e
chiedo a tutti i radioascoltatori :(solo di
quel tempo!? - apriamo gli occhi a sufficienza su
quello che avviene anche
oggi nella nostra Favara, o preferiamo non vedere
e non sapere ?) - l’usura di allora, al tempo di
S. Antonio, era davvero un grosso problema, perché
strozzava senza pietà tanta gente, succhiava e
succhia (se praticata) il sangue ai poveri,
spingendoli alla disperazione e talvolta anche al
suicidio. Contro l’usura S. Antonio ha prediche
infuocate. L’ impegno concreto di S.
Antonio, per la soluzione dei problemi più gravi
del suo tempo, ci sprona a vincere ogni forma di
pigrizia e ci ricorda che l’impegno per la Città
terrena, costituisce per ogni cristiano, una delle
condizioni necessarie per il premio della Città
celeste. Si avverte oggi l’esigenza, a tutti i
livelli, di un impegno nuovo, di un cambiamento
nella capacità di confronto e nella qualità di
presenza, a livello individuale e nelle
istituzioni; tutte condizioni per rendere più
vivibile la Città e tutelare efficacemente la
dignità della persona umana, trovando sempre
punti di convergenza per operare bene a vantaggio
del bene comune, all’interno del quale è
legittimo che si trovino pure soluzioni per il
bene dei singoli.
Radioascoltatrici
e radioascoltatori, Don Diego Acquisto
cordialmente vi saluta
e, come al solito, anche a nome dello staff
tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi
augura buona settimana con i programmi della
nostra emittente.
19-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì
31.05.2010 –
Situazione amministrativa di Favara
Sulla
situazione amministrativa di Favara, le notizie
attinte da Radio Cavour, la radio “popolare”,
- si fa per dire - cioè le voci che circolano
nella piazza più importante di Favara, luogo di
ritrovo dei meno giovani, dove
ci sono diversi saloni da barba e diversi
bar, e dove solitamente bivaccano per passare il
tempo, assieme ad alcuni politici,
anche pseudo-politici e politicanti di
bassa lega, le voci che sono circolate e forse
ancora circolano, si riferiscono a presunti
dissapori di alcune forze politiche della
maggioranza e quindi di alcuni
assessori. Queste voci, non ufficiali, che
anzi sono state ufficialmente smentite dal primo
cittadino, sono state
riferite da alcuni organi di informazione,
che hanno parlato di quello che si vociferava in
piazza, cioè di una certa situazione confusa ed
incerta, che forse si vorrebbe creare ed
alimentare, - a detta dei cronisti -
creare o comunque alimentare da parte
di alcuni più o meno (forse più meno che
più) responsabili politici, responsabili di
alcuni di quei partiti, - precisiamo - che pure,
appena due mesi fa, nella seconda metà dello
scorso marzo, dopo oltre cinque mesi di
riflessione, finalmente, avevano risposto
all’invito del Sindaco Russello ed avevano
indicato i nomi degli assessori, per la
costituzione dell’auspicata Giunta politica.
Ma
a parte il fatto che, a
quanto pare la notizia, non è risultata
vera e comunque è apparsa subito, da parte degli
attori di piazza, un po’ gonfiata, la nostra
opinione è che se ci fosse anche solo qualche
fondamento di verità, al di là di un legittimo
confronto e di una leale e corretta dialettica
politica, la notizia, avrebbe dell’assurdo e
dell’incredibile. Dell’assurdo perché non è
nella nostra più sana cultura siciliana
il tradimento, - per dirla con Antonio
Russello -, che dice che Gesù non ha scelto la
Sicilia per la sua incarnazione, perché sarebbe
stato “impossibile,
in Sicilia, trovare un Giuda”. Nel caso
concreto il tradimento sarebbe verso la città. La
notizia avrebbe pure dell’incredibile, perché
Favara, specialmente in questa momento e con la
concreta situazione che sta vivendo, di tutto ha
bisogno tranne che di una farsa, di una politica
poco seria, di una politica che nega il giorno
dopo quello che ha deciso il giorno prima. Non si
può concettualmente concepire che, a poco più di
due mesi di distanza, quando, da parte della
Giunta, dopo un minimo di due mesi di
assestamento, quando si deve passare al dunque,
perché arriva il tempo di affrontare
concretamente i problemi sul tappeto,
con la necessaria determinazione ed
autorevolezza, ecco che l’insorgere di taluni
atteggiamenti incomprensibili rischia di
vanificare tutto.
La
lotta politica anche personale, la più aspra, va
veramente oltre il limite consentito. Nessuno
riuscirebbe a comprendere e, credo, che, nel caso
fosse vero, nemmeno gli interessati, forse
riuscirebbero mai, a spiegare credibilmente
all’opinione pubblica il loro comportamento.
Dovunque,
il momento politico è sicuramente non facile, a
livello, nazionale, regionale e provinciale,
mentre contemporaneamente sul piano
amministrativo, anche dalle città vicine, non
arrivano esempi esaltanti; la cronaca riferisce
continuamente di situazioni ingarbugliate o
addirittura paradossali; vedi per es. Licata e non
solo. Ma questo non può autorizzare che a Favara
non si operi per il bene della collettività
anzitutto, mettendo insieme impegno e buona volontà.
Superare
le difficoltà, da mettere sempre nel conto, non
dovrebbe essere estremamente difficile,
soprattutto a Favara, dopo quello che è successo
e come si sono svolti gli eventi, se subito si
pensa al bene comune e della città, accogliendo
(perché no ?) gli stimoli culturali ,
anche recenti che sulla collettività sono
stati largamente diffusi con la celebrazione della
giornata della legalità e con il recente,
interessantissimo convegno sullo scrittore
siculo-veneto, ma favarese doc, Antonio Russello.
Stimoli
culturali che vengono positivamente
accolti da tanti giovani e dal grosso della
popolazione, ma che, purtroppo, troppo spesso
vengono snobbati o addirittura
sembrano non scalfire minimamente – (se
alcuni atteggiamenti dovessero risultare esse veri
e continuare), - i responsabili politici locali,
ai quali la fiducia popolare
ha delegato la gestione amministrativa
della città.
Favara,
con i suoi problemi, specie dopo la
tragedia del 23 gennaio scorso, deve
trovare la sua via, il suo sano orgoglio, la sua
necessaria coesione sociale, senza aspettare chissà
quale soluzione dall’alto e chissà quale messia
politico-amministrativo. Favara deve sapere alzare
concordemente la voce, e dopo aver compiuto i
propri doveri, reclamare i propri diritti ed
avviare a soluzione i propri veri problemi.
Nessuno si può legittimamente permettere di
mortificare la città. Anche per questo
qualcuno griderebbe…”un
giorno ci sarà il giudizio di Dio”.
Antonio
Russello, nel suo romanzo “La
grande sete” parla dell’assassinio del
giusto, il commissario Righi, che si consuma alla
presenza della moglie, al cospetto degli
agrigentini, che non gridano il loro dolore.
Una
metafora che esprime la visione generale che
Russello traccia della Sicilia, e sicuramente, di Favara: una città,
a suo giudizio, pressoché immobile, impermeabile,
che lampedusianamente sembra destinata a non
volere sperimentare mai la dolcezza della
redenzione, con un deciso salto positivo di qualità
nello stile di vita.
Russello
vuole condannare e condanna questo tipo di
atteggiamenti siculo-favaresi.
A
tutti noi,
ognuno nel suo ruolo e per la sua parte, l’onore
e la
responsabilità di un positivo cambiamento.
Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto
cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff
tecnico e giornalistico di radio Favara 101 vi
augura buona settimana con i programmi della
nostra emittente.
Comunicato
stampa 19.05.2010
Per
Festa di S. Rita, del prossimo 22 maggio, il
Consiglio Pastorale della Parrocchia S. Vito ha
preparato il programma, comunicato alla
cittadinanza attraverso un pubblico manifesto, che
viene affisso oggi, di cui invio il testo.
Da
sottolineare,
il giorno della vigilia, venerdì 21 maggio p.v.
l’anticipo della
Giornata della Legalità, con la funzione
religiosa, ai piedi di S. Rita, chiesta
dall’Amministrazione Comunale e dalla Presidenza
del Consiglio Comunale. Alla Santa Messa
della ore 18, dopo la benedizione del
Quadro della Legalità “Per non
dimenticare”, la preghiera degli Artisti,
recitata dal Maestro Vincenzo Patti,
e la preghiera per la Città, recitata dal
Sindaco, seguirà la FIACCOLATA
,
con brevi interventi alla conclusione, davanti
alla lapide che ricorda il sacrificio del
Sindaco Guarino ed a pochi metri di
distanza dal luogo della tragedia del 23 gennaio
scorso,con il sacrificio di Marianna Chiara Pia
Bellavia.
Nella
preghiera, richiamando la vita di S. RITA, “esempio
fulgido di un ruolo determinante ed attivo della
donna nel campo sociale, della pace, della
giustizia e della legalità”
(come si dice nel manifesto), vogliamo
invocare dall’alto, la capacità di crescere
nella cultura della solidarietà
e della riconciliazione, nel rispetto delle
leggi che
regolano la convivenza civile. Favara non può e
non deve dimenticare l’efferato crimine del
giovane commerciante di legname di Serradifalco,
dell’estate scorsa, e
la tragedia
del crollo della casa di via del Carmine del
23 gennaio scorso. Famiglie colpite in
circostanze diverse, ma con episodi originati da
situazioni di peccato sociale, frutto di
indurimento del cuore, a cui Favara deve porre
rimedio, con tutti i mezzi umani e di grazia
disponibili.
Favara
19.05.2010
Sac.
Diego Acquisto
Parroco
MANIFESTO
Parrocchia
S. VITO - 22 Maggio 2010
-
Favara :
S. RITA e le ROSE
Ricca di fascino, ritorna la festa di S. Rita ed
anche quest’anno vogliamo chiedere alla Santa
la grazia di continuare ad affrontare il “buon combattimento della fede”, imitando la sua forza ed il suo coraggio .
Santa
Rita, donna carismatica, la cui festa quest’anno
cade nella vigilia di Pentecoste, “ci offre nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno”,
necessario per consolidare la coesione sociale, e
con la forza dello Spirito Santo, affrontare uniti
i problemi che travagliano la nostra collettività.
S.
Rita, sposa e madre, vedova e suora, esempio
fulgido di un ruolo determinante ed attivo della
donna nel campo sociale, della pace, della
giustizia e della legalità, amando e
perdonando, ci richiama ai valori della solidarietà,
della famiglia e della vita consacrata a servizio
del prossimo.
PROGRAMMA
Nei
giorni 19-20-21 maggio triduo di preparazione.
--Ogni
giorno, alle ore 17,30 recita del S. Rosario,
canti ed invocazioni alla Santa di Cascia.
--Ore
18,00 S. Messa con omelia su aspetti della vita e
della spiritualità di S. Rita.
Mercoledì
19 maggio
– GIORNATA
degli
ANZIANI ed AMMALATI
Giovedì
20 maggio
GIORNATA della
FAMIGLIA
Venerdì 21 maggio- vigilia
della festa - GIORNATA
della LEGALITA’
Momento
di preghiera in preparazione alla celebrazione
civile della Giornata della Legalità
del 22 maggio
Ore 18 -
Santa Messa, animata dalla Corale della
Parrocchia dell’Itria, con partecipazione
dell’Amministrazione Comunale, del Presidente
del Consiglio, dei Consiglieri Comunali, e dei
responsabili di Partiti.
Durante la Messa: Preghiera a Santa Rita del Sindaco per la Città e
benedizione del quadro della legalità “Per
non dimenticare” del Maestro Vincenzo Patti,
che, in rappresentanza degli artisti favaresi,
leggerà “La
preghiera dell’artista”.
A seguire FIACCOLATA dalla Chiesa S. Vito
fino alla lapide di Guarino, con brevi interventi
e testimonianze.
22
Maggio-FESTA di S. RITA
Ore
11,00
– Nella
Chiesa di S. Vito, recita del S. Rosario, con
invocazioni a S. Rita, S. Messa e benedizione
delle rose.
Ore 16,00 - In Piazza S. Vito, COLLETTIVA di PITTURA, con
esposizione di quadri da parte di artisti noti e
meno noti, affermati o in via di affermazione, con
il coordinamento del Maestro Vincenzo Patti,
responsabile del Laboratorio artistico
comunale disegno e pittura.
(Gli interessati a partecipare sono pregati di mettersi in
contatto con il Maestro Patti, telefonando ai
numeri 0922419725
- 3382016183)
Ore
17,00
– Nella
Chiesa di S. Vito, recita del S. Rosario, con
invocazioni a S. Rita. S. Messa animata dalla
CORALE PARROCCHIALE guidata da Luigi Farini e
benedizione delle rose.
Ore
19,00
- S.
Messa solenne della Vigilia di Pentecoste, animata
dalla CORALE “IERUSALEM” diretta
dal Maestro Salvatore Lentini e benedizione delle
rose. Preghiera del Sindaco per la Città.
Il
Parroco ed il Consiglio Pastorale
|
Radio
Favara 101- lunedì 26.04.2010
Sulla
scena a Favara, nella Sala del Teatro S. Francesco
il
23 e 24 aprile,
l’Associazione
Giò ’90 S. Vito
che
così festeggia i primi venti anni di vita e di
attività.
|
Due
rappresentazioni a Favara, di una brillante commedia in tre atti, “Mi
faresti un piacere ?” di Daniele Nutini,
nella grande Sala del Teatro S. Francesco,
da parte dell’Associazione “Giò
’90 S.
Vito”, che così festeggia i primi venti
anni di vita e di attività. Un’associazione
nata all’ombra del campanile, per decisione
del Consiglio Pastorale Parrocchiale,
formalmente, nel 1990; ma già con alle spalle
alcuni anni di positive manifestazioni teatrali in
ambito parrocchiale e che, con la formale
costituzione, sotto la presidenza del Parroco-pro
tempore di S. Vito, ha deciso
di aprirsi a tutti i talenti della città.
Il
soggetto quest’anno scelto, in linea con le
tematiche dei venti anni precedenti, è quello
della satira di costume, che, tra tante risate,
porta gli spettatori alla riflessione su problemi importantissimi, come i valori fondanti della
famiglia, che non sono destinati affatto a
tramontare e che però una certa cultura
pseudo-moderna si ostina a
chiamare “tradizionali”, con la carica
di negatività che a questo aggettivo si vuole
dare. Nella
commedia scelta per la rappresentazione,
l’autore, il fiorentino Nutini, si diverte e fa
divertire, nel mettere in risalto le ignobili ed
assurde complicazioni che
derivano da un comportamento di leggerezza
e di infedeltà
coniugale. Infatti il sottotitolo della commedia
rappresentata è “Maledetto
il giorno che ho fatto le corna a mia moglie”.
Una
commedia divertente, con battute fulminanti e
ritmi serrati, ambientata a Firenze, tra gli anni
’50 e ’60, in cui
Dino Patti, regista e attore, da par suo interpreta la storia di Roberto
Galletti, ricco possidente che vive di
rendita e che subisce una condanna in contumacia
ad un mese di carcere, per avere schiaffeggiato un
maresciallo dei carabinieri al cinema,
dove si era recato di nascosto con Cornelia
Mariti, la sua amante, abbigliata sempre
come si conviene in questo ruolo, interpretato
brillantemente da Sonia Vetro Marianello.
Per
evitare che la propria moglie, Sara
, (interpretata in maniera davvero originale da
Lilia Alba), venga a conoscenza di quanto avvenuto
al cinema di Firenze,Roberto, con una serie di
imbrogli e falsificazione di documenti, riesce
farsi sostituire in prigione da un amico
squattrinato, Giorgio
Panzanella, (interpretato bene da Carmelo
Sutera Sardo), mentre lui se ne va in vacanza con
la famiglia: la moglie Sara, la zia Olga (sulla
scena la brava Liliana Muscarà), la sorella Emma
( la promettente Lucia Vinciguerra) sempre gentile
ed educata, rispettosa del fratello Roberto, quale
capo famiglia, vista la mancanza dei genitori;
giovane Emma
fidanzata di Simone, figura grottesca di bambinone (sulla scena,l’impareggiabile Antonio Castronovo).
Ma
la vicenda si complica maledettamente, perché
l’amico Panzanella ne combina di tutti i colori
e l’intreccio che si crea tra i vari personaggi
diventa un carosello, degno della terra di
Pirandello, per lo scambio di identità di persone
e per il proliferare di equivoci, a effetto
domino. A rendere più comica la situazione
contribuiscono tante divertenti macchiette, la più
esilarante delle quali è sicuramente quella di Libero
Mai ( interpretato da Lillo Montaperto,
assieme all’attore-regista Dino Patti, uno degli
elementi portanti dell’Associazione Giò ’90
S. Vito, quasi fin dalla sua costituzione,
direttore artistico della compagnia teatrale, e,
da poco più di un mese, assessore comunale alla
Cultura ed alla
P. I.,
alla Sanità, con la pesante delega di vice
–Sindaco). Ma Libero Mai, non è l’unica
macchietta, perché non è da meno il nonno, Vittorio
Galletti, (sulla
scena Carmelo Schembri, nel cui ruolo si è
perfettamente identificato) vecchio e
disabile in carrozzella,
sempre morbosamente e patologicamente
attratto dalle belle giovani donne, come la
cameriera di casa Galletti,
Rosetta,
appassionata di fotoromanzi che si diverte
a provocare un po’ maliziosamente il vecchio
Vittorio, anche se poi a parole
protesta; (ruolo questo di scaltra e
discreta provocatrice, interpretato superbamente
da Rosetta Azzaretto).
Non
manca infine la figura di un eccentrico
personaggio, a cui pensa di rivolgersi per il suo
matrimonio il povero Simone,
il mago Alfredo Leggimano (interpretato dal giovane Antonio Di Noto,
che ha superato positivamente la
sua prima esperienza sulla scena). Così
come positivamente deve essere giudicata, a
sentire i commenti del pubblico, - (tra cui il
Sindaco Russello ed il Tenente di Favara Treleani),
- della
prima serata, la prima volta di nuovi promettenti
talenti : i giovani Salvatore Chiarenza che interpreta la figura dell’avvocato Francesco Toga
e Stefano Arnone nei panni del magistrato Giusto Pazienza.
Una
commedia davvero interessante, per le riflessioni
che, tra le tantissime risate, suscita su temi
importantissimi come la famiglia, la giustizia, e
– per sintetizzare -
il buon senso,
che dovrebbe sempre accompagnare il
comportamento umano, se improntato a senso di
responsabilità.
Sac.
Diego Acquisto
**************************
13- LA VOCE del DIRETTORE di Radio Favara 101 – lunedì 12.04.2010
Messaggio dell’arcivescovo don Franco e
dell’arciprete don Mimmo.
La riflessione di Maria Grazia Brandara
Ed
ecco a risentirci, subito dopo l’ottava di
Pasqua, per riprendere subito, il messaggio che è
stato dato, in alcune omelie particolarmente
significative, il Venerdì Santo, proprio prima
della celebrazione della gioia della Risurrezione.
Il messaggio forte del nostro Arcivescovo don
Franco, che, parlando ad Agrigento, ha fatto
riferimento proprio a Favara, ed il messaggio non
meno forte, di
don Mimmo Zambito, arciprete di Favara alla Città.
L'arcivescovo
Montenegro, Don Franco, - come preferisce farsi
chiamare - ha parlato
in piazza Municipio ad Agrigento, davanti
l'urna di Gesù Morto ed il simulacro di Maria
SS. Addolorata. Con
la sua solita schiettezza, al centro del
messaggio, ha messo le
tante piaghe della società agrigentina: la
sofferenza, il centro storico, la mafia,
l'estorsione, i giovani, l'alcol, la droga, il
futuro incerto. Tutto in forma di preghiera,
ricordando la tragedia del 23 gennaio scorso a
Favara, tragedia costata la vita alle sorelline
Bellavia, nel
crollo della loro abitazione.
Don
Franco, riferendosi alla tragica vicenda di
Marianna e Chiara Pia Bellavia, ha parlato di
vittime della burocrazia «schiacciate
dalle inadempienze burocratiche. Non
capisco - ha detto - perché
oggi si debba morire per questo. Tutti ci sentiamo
colpiti da questo lutto. Noi cristiani, in modo
particolare, oltre che sentirci privati della
presenza delle due sorelle, che appartenevano alla
nostra comunità, ed essere vicini con la
preghiera, ci sentiamo interrogati e provocati
dalla loro morte e da questa disgrazia. Noi per
auto-giustificarci abbiamo puntato il dito contro
di Te Signore, dandoti la colpa della tragedia di
Favara. Siamo bravi a storpiare. Perdonaci».
L'Arcivescovo
ha voluto dedicare attenzione agli ultimi. Infatti
ha ancora detto
don Franco, riferendosi proprio a Favara
«Fa male –- scoprire
che in una società civile che si definisce
solidale e cristiana ci siano persone chiamate "linticchieddri", il cui destino è di essere sempre
scartate, evitate come se fossero figli di un Dio
minore, come fossero meno fratelli tuoi di noi.
Stranieri - ha proseguito - non solo coloro che vengono da terre lontane e che hanno il colore
della pelle diverso dal nostro. Stranieri sono
anche i cittadini della nostra stessa città».
Ancora,
mons. Montenegro ha "gridato": «Dovrei
parlarti Signore,- e la mia gente lo chiede - di
mafia sempre attiva, di lavoro sempre più
mancante e di lavoro nero, di disoccupazione, di
agricoltura in crisi, dei giovani drogati e già
alcolizzati, privi di un futuro certo, di acqua
che manca, di bollette impossibili e di altri
pesanti problemi che feriscono questa terra. ».
(Ed
a proposito di bollette, voglio fare
in’incidentale: pare che siano partite per le
famiglie favaresi, bollette del secolo scorso,
della prima metà degli anni ’90, bollette
relative all’acqua, dopo oltre 15 anni. Una
richiesta che ci sembra veramente assurda…forse
solo propria di Favara…dove, soprattutto, per la
povera gente e comunque per tutti, specie in
questo momento non mancano proprio altri
problemi…perché ? …e se dopo 15 anni anche le
bollette pagate non si trovano più ?...ci voleva
propria anche questa ?...)
In
tutto questo, ce n’è veramente abbastanza per
meditare e riflettere. Nell’omelia, don
Franco ha richiamato tutte le devianze di una
società che si fa sempre meno cristiana e sempre
più pagana.
Come
è stato rilevato in qualche autorevole commento
pubblico, riportato dalla stampa, - (per la
cronaca in un intervento di Maria Grazia Brandara)
tutti i richiami dell’Arcivescovo, fatti nel
giorno di sofferenza più emblematico dell’anno,
cioè il “Venerdì Santo”, “attendono
non il solito silenzio dei richiamati
ma la risposta attiva conseguente
all’accettazione di quel richiamo, cosa che ogni
anno non accade!”…perché si fa acutamente
osservare, che “la
questione non è religiosa – o aggiungiamo
noi non è religiosa soltanto -
perché
,- come la responsabilità, anche
- la spiritualità è individuale e anche se nella
Chiesa tutti diventiamo comunità,
è poi nella società che ognuno
diventa Abele o Caino”.
“E’ un tempo tormentato questo presente, con la malattia
dell’anima e con la crudeltà sociale, dal cui
labirinto non riusciamo ad uscire o non vogliamo
uscire”. Così Maria Grazia Brandara, ex
sindaco di Naro, persona attenta e riflessiva, al
cui messaggio volentieri ci associamo, nella
speranza di provocare una salutare reazione, in
noi ed in quanti questo messaggio vorranno
raccogliere.
L´arciprete Mimmo Zambito, nell'omelia finale del Venerdì Santo,
applicando a Favara, il passo del Vangelo della
donna adultera, ha ricordato l’ammonimento di
Gesù «Chi
non ha peccato scagli la prima pietra”,ed
ha ripetutamente detto:
“Opponiamoci alla lapidazione della città”.
“Basta gettare pietre su qualcuno o su una parte
della popolazione, opponiamoci alla lapidazione
delle leggi, delle istituzioni: opponiamoci
all'indurimento del cuore”. Non ha mancato
di fare riferimento
all'uccisione a Favara del giovane commerciante di legname di
Serradifalco e al crollo della casa di via del
Carmine del 23 gennaio scorso. E
in questo scenario di avvenimenti successi, Don
Mimmo ha richiamato tutti alla comunione, alla
coesione sociale,
senza divisioni di sorta, senza
separazioni, senza frange strumentali di
contestazione inopportuna, senza fazioni e
frizioni, insomma senza contrapposizioni, sterili,
infruttuose e controproducenti, se non addirittura
veramente dannose per il tessuto sociale favarese.
Tessuto sociale che tutti, - voglio augurarmi, non
solo a parole - vogliamo sicuramente migliorare.
Radioascoltatrici
e radioascoltatori, don
Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche
a nome dello staff tecnico e giornalistico di
Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i
programmi della nostra emittente.
11-Editoriale di Radio Favara 101- lunedì
22.03.2010
-34 anni di vita e di attività di
RF 101
-Ricordo dei soci fondatori scomparsi
-Linea editoriale dell’emittente.
Sabato
scorso 20 marzo, Radio Favara 101 ha compiuto il
compleanno ed ha completato 34 anni di vita e di
attività; 34 anni a servizio del territorio.
Prima radio della provincia e quindi madre di
tutte le emittenti radiofoniche del territorio
agrigentino, ha operato sempre in uno stile di
discrezione, festeggiando sempre, in modo assai
sobrio, solo alcune date, l’ultima delle quali
è stata quella del ventennio, nel marzo del 1996.
Adesso gli anni compiuti sono ben 34 ed anzitutto
il pensiero va ai soci fondatori, a quelli ancora
viventi (che ringraziamo ma non nominiamo, sia per
lo stile consueto di discrezione…sia, per paura
di dimenticarne qualcuno), mentre, soprattutto,
vogliamo ringraziare quelli che non sono più in
vita. E si tratta di laici di grande valore
culturale e grande spessore umano, come Lillo
Lentini. Eugenio Celani e Peppe Casà. Ed
accanto a loro, alla base della loro matura
formazione laicale, due grandi figure di Frati
Francescani, P. Francesco Schifano e P.
Pacifico Nicosia, stimatissime figure di
uomini, di sacerdoti e di frati, che hanno
profondamente inciso nel territorio favarese con
quella semplicità francescana, ricca di fascino e
di valori. Il Convento S. Antonio di Favara, dove
è nata e dove ancora si trovano gli studi di RF
101, è stata la culla di formazione ed il punto
di riferimento valido, nel travaglio che Favara ha
vissuto a metà degli anni ’70, in conseguenza
delle idee innovative del Vaticano II e, ancora di
più del rivoluzionario clima culturale
post-sessantottino. E noi onorati e gravati da
così illustri predecessori, e dall’ambiente in
cui operiamo, senza minimamente volere rivendicare
meriti non dovuti – ci sentiamo di dire con
serena obiettività, che questa emittente, nei
suoi 34 anni di attività ha sicuramente
contribuito alla crescita culturale del tessuto
sociale favarese, allargando gradualmente il suo
raggio di ascolto e conquistando sempre nuove
fasce di radiascoltatrici e radioascoltatori,
resistendo, - ci sembra con successo - alle
difficoltà con cui tutte le radio hanno dovuto
confrontarsi nei riguardi di mamma TV negli ultimi
anni e restando validamente presente nel panorama
degli ascolti e della comunicazione del territorio
agrigentino.
Il
glorioso passato di servizio svolto, la
gratitudine verso quanti hanno avuto intuito e
lungimiranza, sprona tutti gli attuali operatori
dei vari settori e programmi, a continuare nell’impegno,
valorizzando l’esperienza accumulata e con la
volontà decisa e ferma di continuare nel servizio
di promozione culturale. L’impegno sarà sempre
quello di evitare un giornalismo basato sul
sensazionale o sulla enfatizzazione delle notizie
specie se negative, e come sempre, di evitare
assolutamente il gossip, continuando in quello
stile di moderazione, di discrezione e di
efficacia che le nostre radioascoltatrici ed i
nostri radioascoltatori conoscono bene. Rubriche
di intrattenimento musicale, notiziari, interventi
di carattere religioso e culturale, spazio alle
associazioni di volontariato. E, a proposito colgo
volentieri l’occasione per invitare i vari
responsabili delle associazioni di volontariato ad
utilizzare questa nostra emittente per far
conoscere le loro iniziative, servendosi e
collaborando con i volontari che operano nel
settore dell’informazione di questa nostra
emittente…e tra volontari, il dialogo è tra
pari..; ogni settimana, il lunedì va in onda la
voce del direttore, che vuole offrire stimoli di
riflessione su argomenti vari, con particolare
attenzione ai problemi del territorio e di Favara
in particolare, magari con una certa attenzione ai
fatti ecclesiali, talvolta disinvoltamente
trascurati da grandi mezzi di comunicazione di
oggi.
Perché
davvero restano sconosciuti ai più tanti fatti
significativi, che, se vogliamo, sono magari di
routine , ma che, al di là di tutte le
chiacchiere inutili e spesso anche solo dannose,
sono gli unici che riescono ad accendere una luce
ed a portare una parola di speranza in ambienti di
degrado e di disperazione.
Ci
sono gruppi di volontari, ecclesiastici e laici,
che, sotto qualsiasi sigla operino, nella nostra
provincia e nella nostra Favara, riescono ad
arrivare là dove nessun servizio predisposto
dalla comunità civile arriva o potrebbe arrivare.
Persone giovani e meno giovani, che seguono
categorie particolari di anziani, di diversamente
abili, uomini e donne in difficoltà.
Ci
sono tante persone immerse nell’anonimato, che
svolgono un’opera preziosissima di servizio
sociale, non per uno scopo di lucro, ma unicamente
perché nel fratello o nella sorella sofferente,
se credenti, vedono l’immagine stessa di Dio e
altri che magari, pur senza porsi il problema di
Dio, fanno lo stesso servizio, e che sono quindi
sulla strada giusta, perché come dice la Bibbia, "la
gloria di Dio è l’uomo vivente".
E
poi, perché non dirlo, da questa nostra
emittente, vogliamo stimolare ad agire alla luce
della Dottrina Sociale della Chiesa, se
necessario, fustigando anche con energia
amministratori ed amministrati, ma sempre e solo
per favorire il bene comune, che deve essere posto
al di sopra degli interessi personali o di parte.
E
noi siamo fermamente convinti che tante polemiche
si potranno evitare e si potrà tendere veramente
al bene comune, se il Vangelo sarà adattato, con
spirito di coerenza e di creatività, alle
situazioni concrete, senza escludere la politica,
che anzi deve essere davvero evangelizzata e
sempre più recuperare il vero senso di servizio
alla polis, alla città. E proprio per la nostra
Favara, che vede, proprio in questi giorni, una
nuova Giunta di Governo, iniziare il suo servizio
alla città in questo momento non difficile ma
difficilissimo, ci viene di ricordare, a proposito
di talune voci non proprio edificanti di questi
giorni, - voci che – ci sembra - in maniera
preconcetta esprimono giudizi negativi su tutto e
su tutti - la definizione della democrazia del
famoso uomo politico inglese WINSTON CHURCHILL : "La
democrazia è il peggiore sistema di governo che
esista, ma sino ad ora non se n’è trovato uno
migliore".
Radioascoltatrici
e radioascoltatori, don Diego Acquisto
cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff
tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi
augura buona settimana con i programmi della
nostra emittente.
LETTERA APERTA
10.03.2010
La
città si prepara ad accogliere l’annuncio
ufficiale, ormai imminente,
della nuova Giunta, con atteggiamenti
diversi, per alcuni di ostilità, per altri di
indifferenza, per altri ancora di attesa, e,
infine, per una fascia - a mio giudizio non
proprio ristretta, se non addirittura
maggioritaria – di speranza.
Una nuova Giunta dopo un travaglio di oltre cinque mesi; un lungo
periodo segnato anche dalla tragedia del 23
gennaio scorso, che ha drammaticamente messo in
evidenza il degrado del centro storico, con tutti
i problemi connessi di povertà, di emarginazione
e di mancanza di sicurezza per la stessa incolumità
fisica.
Il
nuovo governo della città, inizia in un momento
assai difficile, in cui, malgrado tutto,
i partiti che nelle ultime elezioni hanno
ricevuto il mandato popolare, hanno ritrovato il
coraggio di rimettersi assieme, sicuramente nel
proposito – mi auguro fermo e sincero - di
seppellire la cultura delle divisioni e del
disfattismo,-
o del
FALLIMENTO DI TUTTO E DI TUTTI - come
è stato scritto in questi giorni scorsi.
Assolutamente
prioritaria l’esigenza di
dare risposta a quella grande voglia di
cambiamento uscita dal segreto delle urne nelle
ultime elezioni
e provare, con senso di responsabilità e
ritrovata grinta e determinazione, ad amministrare
la città, uscendo dall’emergenza, con l’avvio
di un cammino decisamente nuovo,dopo la tragedia
del 23 gennaio; un cammino nuovo sotto il pungolo
costruttivo dell’opposizione, anch’essa già
predisposta, e comunque coinvolta e richiamata al
suo ruolo di responsabilità.
A
partire dai prossimi giorni, Favara avrà al
governo una maggioranza legittimata dal voto
popolare; una maggioranza che si assume le proprie
responsabilità ed un’opposizione, anch’essa
voluta dal popolo, che ne deve controllare l’operato.
Ciò,
dopo il travaglio dei mesi scorsi, in cui sono
emerse ancora in tutti i settori dei vari partiti,
- dove più, dove meno – rilevanti debolezze e
contraddizioni, malcelate furbizie e ambizioni
personali, pur
nel desiderio sincero di un cambiamento in
meglio. La democrazia vera non nasconde le sue
fragilità. Adesso, con
buoni propositi, grazie alla tenacia e
determinazione del Sindaco Russello, che ha
via via rivelato, prudenza e saggezza, oltre a
doti non comuni per gestire l’emergenza, sembra
avviarsi subito, davvero una nuova fase, quanto
meno, nella
chiarezza, per affrontare i problemi sul tappeto.
Auguri
a tutti i protagonisti e soprattutto alla città.
Favara ha grande bisogno di coraggio nella
chiarezza. Credo l’augurio di una franca
risposta a questo bisogno, sia il più adatto per
la prossima Pasqua.
Per
la verità, nella ricomposizione della
maggioranza, dobbiamo dire, che all’ultimo
momento è venuta a mancare la sola componente
consiliare che si rifà al PDL dell’on.
Bosco, il quale ha accolto l’idea di una Giunta
di salute pubblica, già in precedenza avanzata
dai massimi esponenti locali del PD. Bosco ha
voluto tuttavia,
a chiare lettere, sottolineare di appoggiare
pienamente e sostenere con tutte le sue forze
i partiti del centro-destra, nella loro
concorde decisione di questa ripresa di impegno
comunitario per la città.
Le
motivazioni addotte dall’on. Bosco non vanno
sottovalutate, perché
egli richiama a
comportamenti nobili e virtuosi, che
è facile collegare con alcuni principi
fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa;
principi richiamati anche nel recente documento
pubblico della Comunità Ecclesiale, “Per
un atto di amore alla città”, a firma
congiunta del Collegio dei Parroci e del Direttivo
del Consiglio Pastorale Cittadino.
Come
non condividere i richiami dell’on. Bosco a “invertire
a Favara “la rotta politica” ed
uscire dall’anomalia della confusione”
? E ancora,
il richiamo ad
“attenzionare concretamente i problemi del
popolo”…a “mettere da parte
ed abbandonare la linea della ricerca
esasperata di poltrone, per fare prevalere,
invece, l’interesse collettivo?”. E questo
per puntare “sulle
vere emergenze: lavoro, centro storico, qualità
della vita e legalità.” Su questo progetto
– dice ancora testualmente l’on. Bosco – “sarò presente e partecipe, …per riuscire finalmente a misurare
l’impegno per Favara, non su sterili promesse,
ma per dare soluzioni, rapide e concrete, alla
popolazione”. Pensieri nobili che devono
essere condivisi e che sicuramente, vogliamo
augurarci, saranno tenuti presenti dai Partiti e
dai nuovi assessori che si sono caricati la
responsabilità di governare la città,
imbroccando la strada giusta. Fra due anni, sarà
poi il popolo sovrano a giudicare nel segreto
dell’urna e confermare l’attuale maggioranza o
eventualmente mandarla a casa, per assegnare il
governo all’attuale opposizione, e fare
diventare opposizione l’attuale maggioranza,
secondo le regole maestre della democrazia.
Ricordiamo
che, da troppo tempo, la sensazione diffusa è che
la politica miri solo al raggiungimento di
interessi particolari a scapito di quelli
generali. La voglia di cambiamento espressa dal
popolo nel maggio 2007, deve essere tenuta
presente dal Sindaco e dai nuovi assessori, specie
dopo il 23 gennaio scorso. Essi devono dimostrare
concretamente una vera inversione di marcia, per
rendere palese che la furbizia e la scaltrezza non
prevalgono sull’intelligenza onesta e sulla
volontà seria di collaborare per il bene comune.
Ricordiamo
che la Gaudium
et spes definisce il bene comune “l’insieme
di quelle condizioni che permettono tanto ai
gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere più
pienamente e più speditamente la propria
perfezione”(n.26). Chiaro il sottinteso che
ci vuole l’impegno di tutti. I politici devono
creare con le loro scelte le condizioni in questo
senso. Favara, - è stato ripetutamente detto da
tutte le parti politiche e non solo - dopo il 23
gennaio non è, non deve e non può continuare ad
essere più la stessa. Ed allora si richiede un
impegno corale, da parte dei politici, maggioranza
ed opposizione, degli alti dirigenti del Comune,
dei burocrati, di tutti gli impiegati ai vari
servizi. Insomma , un impegno ed un atteggiamento
nuovo veramente da parte di tutti, dal Sindaco,
agli assessori sino all’impiegato con le
mansioni che sembrano le più umili, ma
sempre importanti, come ad esempio quelle del
messo-notificatore, chiamato anche lui a compiere
bene il suo dovere, perché una mancata o
intempestiva notifica provoca guasti e rallenta
l’iter delle decisioni dei vertici più alti.
Bando
alla cultura ed alla prassi dell’appiattimento.
Meriti e sanzioni non
devono esser considerati una cosa del
passato.
La
Dottrina Sociale della Chiesa dice
a tutti di muoversi nel binario del vedere,
giudicare,
agire,
con tempestività e diligenza.
Favara
ha tutte le potenzialità per risollevarsi dalle
attuali difficoltà ed
assicurare
una migliore qualità della vita ai suoi
concittadini.
Con
sensi di stima, porgo a tutti AUGURI di
feconda riflessione per il bene di Favara, in
questo fine Quaresima e per la prossima Pasqua.
Sac.
Diego Acquisto
******************
Senza
continuare a chiudersi nel silenzio, dicevamo che
, dopo cinque mesi di inutili riunioni,
l'assunzione di responsabilità, moralmente, era
obbligatoria “sub gravi”da parte di ognuno,
secondo il
proprio ruolo.
Adesso pare, finalmente, che la situazione
si è sbloccata e si
fa almeno chiarezza. Se possibile, bisogna
recuperare saggezza, perché ne manca tanta
e quindi anche tempo perduto, perché ne è
stato perduto veramente troppo.
Hanno sempre predicato e praticato la
disobbedienza civile che, in sostanza, vuole
dire infischiarsi della legge, non tenerne conto,
fare il contrario, magari atteggiandosi a martiri,
con digiuni più o meno veri o
più o meno
finti; diffondere
insomma a piene mani la cultura del
trasgressivismo, con esempi pratici, come per
esempio, fumare spinelli e usare droghe cosiddette
leggere, quando per legge – si sa bene - questo
è reato. E ancora. Praticare aborti
non consentiti dalla legge …inneggiare a visioni
della famiglia che sono in netto contrasto con
quanto è stabilito dalla nostra
Costituzione Repubblicana, ecc. Invece i
radicali in questi giorni si presentano come
paladini, difensori della legge e del rispetto di
essa, solo perché così sperano che siano esclusi
dalla competizione elettorale per le elezioni
regionali, la candidata dello schieramento
avversario nel Lazio o
in Lombardia il Governatore uscente. Da un
eccesso all’altro, a convenienza; ci si rifugia
in un formalismo che calpesta la sostanza. Un
timbro rotondo o quadrato, o la dabbenaggine di
qualche incapace, vengono difesi, come legge
importantissima, a discapito di un obbligo-dovere
ben più importante, sancito dalla Costituzione,
che è il diritto di voto di ogni cittadino
per il Partito di sua scelta.
E
infine una buona notizia che riguarda il
CROCIFISSO – una notizia che solleva l’animo
di non pochi italiani. La Corte di Strasburgo ha
accolto il ricorso del governo italiano. contro la
sentenza che, il 3 novembre 2009, aveva ritenuto
lesiva della libertà religiosa e della libertà
di educazione la presenza del crocifisso nelle
aule delle scuole pubbliche.
Il caso, comunque, sarà riesaminato nei prossimi
mesi dai diciassette giudici della Grande Camera
di Strasburgo, che emetteranno la sentenza
definitiva. Intanto un primo passo. Nel suo
ricorso, il Governo di Roma ha sostenuto che le
questioni religiose devono essere regolate a
livello nazionale in quanto rispondenti a elementi
distintivi dell’identità di una nazione e che
attualmente non esiste in Europa una
interpretazione condivisa del principio di laicità
dello Stato. Perciò “l’esposizione del
Crocifisso nelle scuole non deve essere vista
tanto per il significato religioso quanto in
riferimento alla storia e alla tradizione
dell’Italia”. Questa prima decisione e della
Corte di Strasburgo viene intanto giudicata
un atto di buon senso. “Il crocifisso esprime il
centro della nostra fede cristiana, la sintesi dei
valori che hanno ispirato la cultura di libertà,
di rispetto della persona e della dignità
dell'uomo che sta alla base dell'Occidente. Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi
saluta ed anche a nome dello staff tecnico e
giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona
settimana con i programmi della nostra emittente.
********************
NOTA di CHIARIMENTO
sul FAVARA DAY X
Sicilia TV
23.02.2010
Favara
ha bisogno di coraggio nella chiarezza,
senza alimentare quella cultura
dell’anonimato, che in un passato remoto, quando
andava di moda, –
pare - non le sia affatto appartenuta. Una cultura
allora diffusa soprattutto in alcuni paesi della
nostra diocesi, per
cui , il nostro Sinodo diocesano,-
al fine di contrastarla, sottolineandone la
gravità, aveva
inserito il peccato delle lettere anonime “graviter
infamantes”, tra i peccati riservati al
Vescovo e perciò l’assoluzione era sottratta al
confessore ordinario.
La
precisazione di cui sopra può servire per una
riflessione utile a quanti partecipano
lodevolmente, - servendosi dell’opportunità offerta dalle moderne conquiste mediatiche -
al dibattito e al confronto delle idee. La morale
cristiana invita sempre alla chiarezza ed all’assunzione di responsabilità.
E
personalmente credo che bisogna lavorare in questa
direzione, perché solo così si può contribuire
ad un vero cambiamento in meglio. Seminare
sospetti e veleni, nascondendosi, credo
solo che arrechi danno alla collettività.
Avevo
aderito al programma del FAVARA DAY, accogliendo
un invito ricevuto tramite face book, senza
conoscere i nomi degli organizzatori non indicati
(o dell’organizzatore), ma tuttavia, constatando
che era già
registrata l’adesione da parte di persone ben
note e socialmente
qualificate.
Condividendo
nella sostanza il documento programmatico,
con talune importanti precisazioni e con
un’ottica diversa, me ne sono fatto cassa di
risonanza, anche tramite
RF 101, prestigiosa emittente, della quale
mi onoro di essere il direttore responsabile, da
alcuni lustri. Credo così
di avere contribuito, notevolmente, a
diffondere il messaggio del documento, che ho
condiviso.
Nel
pomeriggio di ieri, tramite un messaggio su face
book di ZORRO, - (forse l’unico o il
principale organizzatore), - ho appreso con
rammarico e disappunto, che non era stata chiesta
l’autorizzazione, per cui la manifestazione del
FAVARA DAY cambiava impostazione.
Subito ponevo e pongo
qualche interrogativo fondamentale: Perché non
rispettare le regole del nostro Stato democratico
? Non è meglio scoraggiare la cultura
dell’anonimato ?
La
Quaresima ci può aiutare a riflettere anche in
questa direzione, augurando che anche ZORRO possa
“convertirsi”. Lo merita anche il documento
del FAVARA DAY, il cui messaggio per la città, a
mio giudizio, deve essere ripreso alla luce del
sole e nel rispetto delle regole democratiche.
AUGURI.
Favara
23.02.2010
Sac. Diego Acquisto
********
FAVARA DAY - Nota di don Diego Acquisto
del
19.02.2010
- Editoriale di RF101 del 22.2.2010
UNITI
PER LA SPERANZA, UNITI PER CAMBIARE è il tema
della marcia del FAVARA DAY, in programma
martedì 23 febbraio, a trenta giorni
esatti del tragico
crollo di una casa del centro storico; crollo che
ha portato Favara alla ribalta della cronaca
nazionale per la morte delle due sorelline
Marianna a Chiara Pia Bellavia. Dopo una
celebrazione religiosa, che si svolgerà in
mattinata alle ore 11 nella Chiesa Madre, per
ricordare le due vittime innocenti, il FAVARA
DAY prevede alle ore 19 un raduno in Piazza
don Giustino, per procedere poi con una fiaccolata
sino a Piazza Cavour, dove possibilmente non
mancheranno alcuni interventi degli organizzatori.
Chi vi parla ha aderito subito, annunciando
pubblicamente la sua partecipazione. E già prima
di questo invito, aveva avuto modo su un giornale
on line di esprimere la propria opinione, per
sollecitare nella ricorrenza di questo trigesimo
della tragedia, le forze vive
ad agire, con grinta e determinazione,
perché Favara non può restare inerte ad
aspettare, ascoltando solo promesse e ancora
promesse, mentre di concreto ancora c’è poco o
quasi niente. Uscire insomma
dal silenzio assordante, aiutando la
trasformazione della "folla in popolo",
di quella folla che magari parla e mormora, si
lamenta nei circoli e nei bar, uscire da questa
logica e da questo modo di fare, una priorità
assoluta per Favara. Le prossime occasioni per
questo obiettivo – dicevo -potrebbero essere: a)
- l'ufficializzazione e l'insediamento della
nuova Giunta "politica" (o la
riconferma ufficiale di quella esistente
rafforzata e potenziata da un nuovo consenso);
b)-
la prossima ricorrenza del 23 febbraio,
celebrazione religiosa
e manifestazione civile, con grande
concorso di popolo, per fare il punto sulla
situazione, alzare
la voce e farsi ascoltare dalle Autorità
competenti.
In
questi giorni passati, come fanno osservare gli
organizzatori del FAVARA
DAY , le
luci che
hanno messo alla
ribalta Favara, hanno mostrato fatti e misfatti delle amministrazioni, che si
sono succedute nel tempo, in una logica di
continuità amministrativa impressionante;
Favara ha mostrato il peggio di se stessa.
E’ venuto a galla lo stato di degrado con
il quale quotidianamente si convive, in assenza
delle istituzioni politiche e nel silenzio, spesso
ossequioso, delle
Autorità politiche, civili e
anche religiose, a parte da queste ultime
qualche presa di posizione, che per la verità,
nel tempo, non è mancata. Gli organizzatori del
FAVARA DAY
scrivono che “Al funerale la maggioranza invisibile della cittadinanza è stata
incapace, non si sa perché affranta dal dolore o
perché assuefatta dall’indifferenza, di
esprimere una vera e sentita indignazione e di
lanciare un messaggio concreto affinché
situazioni del genere non si ripetano mai più”.
Noi
dissentiamo da questo giudizio e diamo una lettura
diversa. Siamo convinti che
Favara,
nel suo insieme, a stragrande maggioranza,
in questo frangente, ha dato prova di grande
compostezza e di responsabile maturità,
che non significano incapacità a
sapere
osservare e giudicare, ma condanna muta e
nello stesso tempo molto eloquente della
prolungata disattenzione
politico-sociale-amministrativa.
Nello
stesso tempo, questo silenzio carico di dignità e
compostezza, vuole essere per tutti
un forte richiamo a
mettere, finalmente, da parte le beghe e
dare fondo a tutte le risorse intellettuali e
politiche , di destra e di sinistra, per
risanare al più presto le profonde ferite sociali
ed urbane. L’Amministrazione in carica, in
questo frangente ha cercato di fare al meglio la
sua parte, soprattutto il Sindaco Russello, a cui
da più parti e dalla stessa Comunità ecclesiale,
è stato dato atto di avere operato bene in questa
drammatiche settimane scorse. Ma adesso bisogna
fare il punto e puntare al sodo, uscendo anzitutto
dall’incertezza
e dando alla città un GIUNTA forte ed
autorevole, sostenuta in questa
opera di risanamento dalla maggioranza e
dalla stessa opposizione, finalizzata, così come
ha fatto negli ultimi tempi, unicamente al bene
della Città. Perché ancora – si fa giustamente
osservare che “la
città è in emergenza continua. Si demolisce, si
transennano strade, si crea disagio al traffico
veicolare e pedonale, le “scaffe” delle strade sono un corredo indissolubile del tessuto
urbano, il commercio è pressoché paralizzato”.
Non si può “uccidere anche la speranza dei cittadini onesti per un futuro
migliore. BASTA!!!! ”.
Condividiamo
che a Favara per tutti, ma proprio tutti,
(preti, amministratori, burocrati, politici,
consiglieri, tecnici, giornalisti,
cittadini…laici e non, religiosi e non, per
tutti, è l’ora del
rinnovamento e del cambiamento. Sì perché
davvero, come si legge nel documento del FAVARA
DAY “E’
giunto il momento storico di farci sentire. Il
limite di sopportazione è stato superato. C’è
stanchezza, c’è rabbia e sfiducia. - contro la
politica del malaffare lontana dai bisogni della
cittadinanza; - contro le istituzioni insensibili,
sorde e grigie;- contro chi calpesta costantemente
i diritti”. Ripetiamo: per tutti è’
l’ora del rinnovamento
e del cambiamento; la Quaresima che abbiamo da
poco iniziata
ci offre in questo, uno stimolo in più di
impegno e di determinazione. Manifestiamo da veri
cittadini e per chi crede anche da veri cristiani;
facciamo sentire alle Autorità competenti ed
a coloro che volgono lo sguardo altrove la
nostra voce.
***************************
DOCUMENTO
della COMUNITA' ECCLESIALE
“Per un atto di amore alla città”
-Al Sig. Sindaco, avv. Domenico Russello
-Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale, dott. Luca
Gargano
-Ai Sigg. Consiglieri Comunali
-A tutti i cittadini di Favara
In quest’ora segnata ancora dal dolore per la tragica
perdita delle piccole Marianna e Chiara Pia, con
voi tutti ci stringiamo ai genitori e alla
famiglia Bellavia.
Con loro preghiamo per il conforto che viene dalla fede
in Cristo Gesù, morto e risorto.
La stessa fede ci sospinge ad un atto di amore alla città
e a coloro che ci governano per il mandato
popolare.
Ai
nostri Amministratori e in particolar modo al
Sindaco Avv. Domenico Russello, ribadiamo la
nostra fiducia e il pieno sostegno.
La vicenda inerente all’intento di sequestro del
figlio, poteva distoglierla dal perseverare nel
suo compito di Primo Cittadino, in questo
frangente di così profonda difficoltà della
comunità. Questa paga il prezzo per colpe non
certo addebitabili a Lei.
Perseverando nel gravoso compito di guidare la Città,
con alto senso civico, di amore all’umanità di
questa comunità di Favara e delle istituzioni
democratiche, Lei ha infuso
– in noi cittadini e alla sua famiglia
– il seme della volontà buona di anteporre
l’interesse del bene pubblico a quello
familiare. A chiare lettere perciò esprimiamo a
Lei Signor Sindaco vicinanza, apprezzamento. La
gratitudine per il suo esempio come un seme,
discreto e silenzioso nella terra, produca in noi
la stessa volontà nella ricerca del bene comune.
Mettere mano a sgomberi, demolizioni e chiusura delle
strade in maniera urgente per le tragiche vicende
occorse, è forse il giusto prezzo che la comunità
e non certo Lei deve pagare. La Comunità tutta
paga il prezzo per il diffuso senso di illegalità
spicciola e quotidiana che ha caratterizzato
soprattutto la violenta gestione del territorio e
delle relazioni civiche, favorendo gli interessi
familiari e di parte, piuttosto che quello del
bene pubblico.
Al Signor Presidente del Consiglio Luca Gargano , ai
Sigg. Consiglieri e alla forze politiche locali,
regionali e nazionali esprimiamo la nostra ferma
fiducia che dopo i giorni del cordoglio e della
pena, si imponga quotidiano ed instancabile
servizio alla cosa pubblica e alle scelte politico
– amministrative, legislative e di intervento
sociale, lungimiranti per il futuro della Comunità di Favara.
Come Comunità Ecclesiale, dal giorno del dolore, ci
siamo messi accanto ad ogni cittadino, soprattutto
se fedele di Cristo, per chieder a Dio perdono,
cambiamento di mentalità ed impegno.
Abbiamo chiesto e ancora chiediamo perdono a Dio perché
la tragedia di una casa che cade e distrugge una
famiglia in una città, ha origini nel cuore dei
cittadini.
Dal cuore nostro nascono le malvagità, i furti (Mt
15,19; Mc 7,21), l’avidità del possesso dei
beni che è idolatria (Col 3,5), che conduce
all’omicidio (Gc 5,1-6).
Riconosciamo di essere tutti colpevoli quando il povero,
il debole, colui che non sa e non può,
è maltrattato e calpestato da coloro che
hanno, che sanno e che possono. Ciò a Favara è
avvenuto con forme persistenti di esclusione
sociale e di rifiuto di impegno
all’integrazione, con modalità diverse, in
tutte le istituzioni, comunità dei credenti in
Cristo compresa.
La difficoltà al reperimento di alloggi disponibili
all’affitto per le famiglie sfollate in una città
che ha circa quarantamila vani disabitati – pur
con le garanzie offerte dalla Amministrazione
Comunale e dalla mediazione della Comunità
Ecclesiale e finanche delle agenzie- è segno
evidente di questa comune triste colpevolezza.
Chiediamo ancora a Dio di mutare la nostra mentalità e
di suggerirci giorni di impegno e di amore per
Favara.
Per un atto di amore alla Città e solo alla Città,
queste parole vi scriviamo perché siano di
incitamento all’unità della comunità, alla
pace che viene da Dio e al cambiamento del cuore.
La disponibilità al supporto dell’operato della
Amministrazione Comunale di Favara, in quest’ora
di giudizio per le negligenze e le colpe del
passato, è per la comunità dei credenti in
Cristo, consapevolezza del peccato sociale e
invocazione di cambiamento di mentalità e di
impegno di giustizia.
Dio cambi il nostro cuore perché cambi il cuore della
città.
Favara, 9 Febbraio 2010
Il Collegio dei
Parroci e il Direttivo del Consiglio Pastorale
Cittadino di Favara
***
Nota X
SICILIA TV
04
febbraio 2010
Da
apprezzare il fatto che l’ex sindaco Airò, con
la sua lunga e dettagliata lettera ha detto quello
che non è riuscito a dire a Barbara D’Urso, cioè
il motivo della perdita di tempo, nell’assegnare
le case popolari, durante i suoi cinque anni di
amministrazione.
Speriamo
a presto, di conoscere anche, con la stessa
chiarezza con cui ha dato ufficialmente le
spiegazioni il dott. Lorenzo Airò, che lo stesso
faccia il responsabile dell’IACP. Pubbliche
spiegazioni che il responsabile dell’IACP vorrà
mettere su carta.
Così,
leggendo le spiegazioni delle due campane, ne
risulterà un contributo prezioso alla crescita
della civiltà e della democrazia, perché ogni
cittadino potrà formarsi il suo giudizio e al
momento giusto trarne doverosamente le
conclusioni. La democrazia funziona così. Altre
scorciatoie, specie se di tipo autoritario, sono
illecite, dannose e pericolose.
Ma
qualche cosa mi sento subito di dire. Al di sopra
di tutto, senza volere puntare il dito su nessuno,
a me pare, che quelle palazzine popolari
semidistrutte, al di là di ogni spiegazione, mi
pare proprio che siano il monumento muto ma
eloquente del modo come la politica ha sino ad ora
affrontato e condotto i problemi. Anche quelli
della povera gente e le emergenze sociali che
interessano soprattutto le fasce sociali più
deboli.
Noi
tutti dove siamo stati ?
Dove siamo stati preti e laici, burocrati e
politici, operatori dell’informazione e
culturali, cittadini di tutte le colorazioni
politiche e di diversa sensibilità religiosa….?
Dove siamo stati ?
Almeno
adesso, dalle immagini delle case popolari
semidistrutte, da questo monumento muto ma
eloquente, contemplato e meditato, sullo sfondo
della tragedia, può e deve venire fuori da parte
di tutti, – ognuno nel ruolo che occupa – un
risveglio delle coscienze, per un cambiamento
radicale di rotta, a 360° gradi. Dopo la
tragedia, devono partire da Favara segnali veri,
teorici e pratici,di sostanziale cambiamento.
Perché
nel prossimo futuro non pensare ad un’assemblea
popolare, ad un Consiglio Comunale aperto per
raccogliere idee e fissare propositi ?
Sac. Diego Acquisto
Parroco S. Vito
Direttore dell’informazione di Radio Favara 101
******************
Una settimana drammatica per Favara
4-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 01.02.2010
“La voce del direttore”
Settimana
intensa di avvenimenti per Favara, quella che si
è appena conclusa sabato scorso; settimana per
tanti versi drammatica, quella che è trascorsa da
sabato 23 a sabato 30 gennaio, che proviamo a
ripercorrere a ritroso. E il sabato è
ordinariamente il giorno in cui registriamo questo
nostro intervento settimanale su questa emittente
radiofonica, che voi ascoltate poi il lunedì, a
partire dalla prima messa in onda delle 7,15.
Settimana che si è conclusa con la notizia
clamorosa che alcuni baby criminali di casa
nostra, con il marchio doc di favaresi, pur
provenienti da buone famiglie, per fare carriera
nella “disonorata” società, avevano elaborato
e messo a punto un progetto, per sequestrare il
figlio del sindaco di Favara, avv. Mimmo Ruscello.
Tante persone, semplici e singoli cittadini,
movimenti ed organizzazioni, dopo questa
incredibile ma vera notizia, hanno espresso la
loro solidarietà al sindaco Russello, invitandolo
ad andare avanti, per il bene della città.
All’emergenza sociale, l’emergenza educativa,
le due grandi emergenze di Favara. Ma procediamo,
se ci riusciamo, - coinvolti emotivamente come
siamo in questi drammatici eventi- con un certo
ordine. Il giorno
prima, giovedì
28, la Comunità Ecclesiale di Favara,
con una lunga lettera dell’arciprete don Mimmo Zambito, dopo
tante notizie inesatte dei giorni precedenti,
aveva riconfermato il suo impegno di
evangelizzazione, con particolare attenzione a
favore dei più
poveri, rendendo
omaggio alla verità, chiarendo equivoci e
distorsioni, più o meno
strumentali
o interessati, sulla
persona del sindaco Ruscello, sulla sua “azione
civica e politica, prosecuzione finissima della
capacità di reggere con maturità e coscienza la
famiglia, le relazioni e la professione”,
come ha scritto testualmente don Mimmo, la cui
voce è apparsa artificiosamente amplificata, solo
quando sembrava parlare contro le istituzioni
locali. Con la lettera, riconoscendo che nella
tragedia qualche
passo falso è stato compiuto, don Mimmo e la
chiesa di Favara hanno voluto trovare e di fatto
hanno trovato il coraggio di chiedere perdono e
comprensione
per la fragilità umana, ricordando a se
stessi ed a tutti che sempre c’è bisogno di
conversione.
Già,
perché gli equivoci erano iniziati nei giorni
precedenti e soprattutto, nel giorno dei funerali
delle due povere ragazze, Marianna e Chiara Pia
Bellavia, tragicamente perite nel crollo
improvviso della loro casa in Via del Carmine. Un
evento dolorosissimo che ha portato Favara
all’attenzione dei network nazionali; un evento
che ha drammaticamente portato alla ribalta una
situazione di povertà e di degrado del centro
storico, su cui, per la verità, anche noi da
questa nostra emittente, ogni tanto abbiamo alzato
la voce.
I
funerali si sono svolti in maniera ordinata e
responsabile, segno della grande dignità e
maturità, della famiglia colpita dal gravissimo
lutto e dell’intera collettività favarese. La
comunità ecclesiale, come, giustamente, ha
scritto don Mimmo Zambito,
non poteva tirarsi fuori da questa
tragedia, pur consapevole che la comunicazione di
massa –
sopratutto nazionale – mediante televisione,
giornali, internet avrebbe massacrato con
superficialità la nostra città, i suoi
amministratori e
il dolore dei favaresi e della stessa
famiglia Bellavia.
E alla fine, spente le luci delle telecamere e
andati via i network nazionali, avrebbe lasciato
strascichi di divisione, soprattutto col il
Sindaco Russello, fatto
bersaglio di assurde ed arbitrarie accuse. Avere
impedito l’accesso alle TV per l’accoglienza
delle salme di Marianna e Chiara Pia in Chiesa e
per il funerale, rientrava in questa logica. Ma
malgrado questo, il modo ed il taglio come sono
stati presentati da tutte le emittenti nazionali,
l’omelia di don Mimmo, gli applausi, i silenzi
significativi del popolo, la rinuncia
dell’Arcivescovo don Franco a presiedere la
concelebrazione, malgrado la sua presenza in
Chiesa tra il popolo, tutto questo, tutti insieme
questi atteggiamenti e questi comportamenti, con
il taglio ed il modo come sono stati presentati,
sono risultati, come una
vera e propria bomba atomica mediatica, contro
quasi un unico bersaglio: il sindaco di
Favara Russello. Ecco il senso del perchè
della lettera dell’arciprete: chiarire equivoci
e distorsioni, ristabilire la verità sul giudizio
da dare alla persona ed all’operato del Sindaco
Russello, richiamare tutti, alla luce degli
eventi, alla conversione. Adesso tutto sembra
definitivamente chiarito e bisogna guardare
avanti. Sì, dobbiamo guardare avanti, facendo
tesoro dell’esperienza di quanto accaduto e
riflettendo che
alcuni poco praticanti delle cose di
Chiesa, che, magari, vengono solo in queste
circostanze, sono portati ad
interpretare l’omelia,
come quella di don Mimmo, - un’omelia
particolarmente incisiva e profetica - con la
categoria del comizio, quasi in favore di una
certa parte
politica, arrecando così, anche se
inconsapevolmente, un danno, prima alla propria
parte politica, poi alla gente, e quindi Città ed
alla
Chiesa.
L’omelia
deve essere presa come omelia, cioè come
messaggio squisitamente religioso, e da parte di
tutti – proprio di tutti, a partire dallo stesso
predicatore – accolta con atteggiamento di
conversione interiore.
E
quando da parte di tutti, c’è veramente
desiderio ed impegno di conversione, le cose non
possono che migliorare.
L’emergenza
sociale e l’emergenza educativa iniziano un
cammino nuovo di soluzione, con la grazia di Dio,
che per i credenti, accompagna e potenzia gli
sforzi umani sinceri, non quelli strumentali,
interessati e falsi.
Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto
cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff
tecnico e giornalistico di radio Favara 101 vi
augura buona settimana con i programmi della
nostra emittente.
Radio Favara 101 – Editoriale straordinario di don Diego Acquisto
sabato 23.01.2010
Crollo di una palazzina a tre piani: due morti.
Tragedia
a Favara. Un popolo sgomento. Tutti avrebbero
voluto direttamente partecipare alle operazioni di
soccorso subito scattate. Un particolare encomio
lo meritano senz’altro i carabinieri di favara
subito accorsi, e poi subito dopo, i Vigili del
fuoco di Villaseta , i volontari
dell’Associazione Civile Grifoni, e ancora i
vigili urbani, e altri ancora, ognuno mettendo a
servizio la propria professionalità, senza
risparmiarsi di fronte a pericoli
e fatiche. Ci riferiamo al
crollo di un’abitazione del centro
storico di Favara, una palazzina come tante
fatiscente. Una palazzina di tre piani,
nella zona del Carmine, in pieno centro
storico a Favara, un’abitazione che si fa per
dire, è crollata all’improvviso. Sotto le
macerie sono rimasti tre bambini, dei coniugi
Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, lui un
manovale saltuario, lei una casalinga, persone
oneste e laboriose, che pare da tempo chiedevano
una casa popolare, una di quelle case da assegnare
da tempo, una quelle case finite da oltre 10 anni,
e che i vandali hanno semidistrutto. Se la
burocrazia non avesse bloccato l’iter di
assegnazione, la famiglia Bellavia-Bello, che
sicuramente pensiamo avrebbe avuta assegnata una
casa popolare, non si troverebbe a vivere
direttamente questa tragedia. Una tragedia che
comunque è dell’intera città, sentita da tutte
le autorità, subito convenuto nel luogo del
disastro, dal sindaco al Prefetto, alle Aurotità
provinciali, civili e militare alle Autorità
religiose, con lo stesso arcivescovo Montenegro,
con centinaia e centinaia di cittadini, tutti pronti a lavorare,
per estrarre dalle macerie i tre ragazzi, ma
impossibiliti a farlo perché già in numero più
che sufficiente, i soccorritori; a giustamente le
forze dell’ordine hanno tenuto un po’ distanti
gli altri, perchè
la maggiore vicinanza avrebbe significato
rallentare le operazioni di possibile soccorso.
Alla fine il bilancio è pesante, due ragazzi
morti, ed uno che lotta per vivere ed al quale
tutti facciamo i più fervidi auguri di
guarigione. E intanto la città si prepara ai
funerali, che sicuramente vedranno una
straordinaria partecipazione di popolo. Superato
ed archiviato qualche momento di comprensibile
tensione, è davvero solo il caso di pregare e di riflettere, per vedere quello che con
determinazione si deve fare, perché altre
tragedie potrebbero davvero verificarsi, nel
centro storico che interessa soprattutto i
quartieri della Chiesa Madre, del Carmine
e della parrocchia S. Vito. Il sacrificio
delle due ragazze Marianna e Maria Pia Bellavia
dovrebbe spronare finalmente tutti, autorità e
Popolo favarese e non solo, a fare tutto quello
che umanamente è possibile fare, invocando se
necessario anche una legislazione straordinaria
per evitare, per quanto possibile simili tragedie.
La
situazione di Favara è la stessa, se non più
drammatica di quella d Agrigento; a Favara il
problema non è nuovo, più di una voce ogni tanto
si è levata, per denunciare possibili pericoli,
specie dopo il crollo, fortunatamente senza danni,
di uno stabile di Via Bersagliere Urso, a pochi
metri dal Calvario. Per il centro storico di
Agrigento, dove tra l’altro manca una via di
fuga e continua la perdita di tempo, anche dopo il
sopralluogo di Bertolaso, si è levata forte la
voce dell’Arcivescovo. In una lettera che
l'arcivescovo Francesco Montenegro ha scritto e
inviato al sottosegretario alla protezione civile
Guido Bertolaso, al prefetto, Umberto Postiglione,
all’assessore regionale ai Lavori pubblici,
Antonino Beninati, al sindaco di Agrigento ed a
tante altre autorità, tra l’altro ha detto: Busso
una seconda volta, dopo il terremoto abruzzese,
alle porte di Voi, gentili Autorità, per
richiamare la Vostra attenzione sul grave
problema, pur sapendo che da parte Vostra questa
non manca, però il tempo passa veloce e non si
riesce ad arrivare a nessuna conclusione.
Improvvisamente e con frequenza, sconcertati,
vediamo scomparire paesi interi a causa della
forza della natura e degli avversi elementi
atmosferici. Fa male e fa rabbia sentire,
puntualmente dopo ogni disastro, che sono sciagure
preannunciate e attese. Mi passano per la mente le
immagini di due anni fa quando già una frana colpì
il paese di Giampilieri, in provincia di Messina.
Allora, la gravità e l’urgenza di interventi
era condivisa da tutti. Le promesse delle
istituzioni davano l’impressione che tutto, in
quei territori, in poco tempo sarebbe stato
sistemato. Invece, dopo due anni e nonostante
alcuni segni premonitori, si piangono decine di
morti! E ora si ha l’imprudenza, da parte di chi
ha responsabilità di governo, di affermare che
questo non è il momento delle polemiche. La vita
è sacra! Ogni cittadino ha diritto alla
sicurezza. Le istituzioni hanno il dovere di
assicurarla. Mi chiedo: - continua
l'arcivescovo -quanto tempo dovrà ancora
passare, qui da noi, prima di arrivare a soluzioni
condivise? Sono anni che ad Agrigento si parla di
questo problema e alla richiesta di fare qualcosa
di risolutivo, si risponde, da chi ha possibilità
di decisione, che si sta studiando la soluzione
migliore. Ma perché ci vogliono i morti per
trovare subito le giuste risposte? Così
conclude, per Agrigento, l'Arcivescovo.
Purtroppo
a Favara i morti li abbiamo avuto. Finalmente da
parte di tutti, ognuno per il suo ruolo di
responsabilità, deve prontamente intervenire.
Bando alle polemiche ed allo scaricabarile di
responsabilità. Bisogna agire. E anzitutto
intervenire con ogni mezzo a favore della Famiglia
Bellavia-Bello così duramente provata.
*****
Caro
direttore,
oggi
15 gennaio 2010, leggo di buon mattino su “per
la città.it” il
tuo servizio, “Favara
– I diciannove? Grazie, no!” - come al
solito tempestivo e puntuale, e credo subito che
ci sia solo
da rallegrarsi perché la situazione
amministrativa di Favara, anche se con ritardo,
(dovuto alla lentezza e/o prudenza forse
necessarie per la delicatezza della problematica,
ma forse anche l’una e l’altra un po’
eccessive da parte del Sindaco), sembra avviarsi
alla soluzione auspicata dalle persone più
responsabili. In sostanza, come tu interpreti dal
comunicato ufficiale del Sindaco, sembra ormai
finalmente imminente la ricomposizione del quadro
politico, voluto dai favaresi nelle ultime
elezioni ed auspicato in tanti mesi di dibattito,
nonché ufficialmente annunciato all’inizio
dell’ottobre scorso. A
questo punto è doveroso, per un verso,
dare atto al Sindaco per la riuscita della sua
azione di abile tessitura e, subito dopo, agli
Assessori di questa Giunta cosiddetta tecnica, per avere
con coraggio lavorato al meglio delle loro
possibilità, in una situazione obiettivamente
difficile e travagliata, prima
subendo attacchi frontali da più parti e
poi… nell’ultima fase, confrontandosi con quella maggioranza consiliare anomala e solo indicata da un
numero, maturata, a detta di qualcuno degli
artefici "sul
lavoro concreto ... ma che poi è cresciuta (?) e
ci ha preso gusto (sic!) (gusto! di che tipo?)
...” Una
maggioranza consiliare , anomala e senza una
precisa linea, al di là di un generico desiderio
di bene per la città, da concretizzare e
concordare di volta in volta, una maggioranza
sorta in un momento di grande incertezza
amministrativa e poi forse consolidata nel
contesto di una
penosa querelle tra istituzioni. e …che
poi superata tale querelle è ancora
durata
…una maggioranza che non sembra,
seriamente parlando, avere prodotto chissà quali
risultati e vantaggi
per Favara.
Del resto,
da subito, era stata sconfessata e
ripudiata - come documentato – oltre che da
esponenti qualificati del centro destra,
anche da autorevolissimi esponenti dello
stesso PD locale e provinciale. Altro che
maggioranza "trasversale...di novità
positiva ..., capace di una grande capacità di
dialogo e di confronto”, come sostenuto da
qualcuno degli artefici principali.
La verità forse è
che quando si lavora, con maldestra furbizia, non
si costruisce nulla di valido e non si
prepara nulla di veramente nuovo. La
confusione dei ruoli, che in democrazia sono
quelli di maggioranza e di opposizione, stabiliti
non a tavolino ma dagli elettori, anche se
all’inizio sembra allettante, poi alla lunga non
è mai foriera di chissà quali cose meravigliose
e positive.
Adesso, con l'auspicata
chiarezza, conseguente alle possibili decisioni
del Sindaco, nella normalità delle regole maestre
della democrazia, auguri di buon lavoro a tutti
gli attori, di maggioranza e di opposizione, per
continuare con tenacia in alcune positive
iniziative intraprese, come quella di
educare alla cittadinanza attiva ed al
rispetto delle norme per mantenere pulita la città;
e più in generale, auguri fervidi per un impegno ancora più qualificato ed
incisivo per il bene di Favara.
Proprio
di recente, Papa Benedetto ha voluto ricordare il
principio cardine della Dottrina Sociale della
Chiesa, che cioè la persona umana deve essere
sempre al centro dell'azione politica e la sua
crescita morale e spirituale deve essere la prima
preoccupazione per coloro che sono chiamati ad
amministrare la comunità civile. In questa
impostazione culturale, è fondamentale che
“quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei
cittadini l'alta responsabilità di governare le
istituzioni, avvertano come prioritaria l'esigenza
di perseguire costantemente il bene comune”.
Ciò
soprattutto per venire incontro alle fasce più
deboli purtroppo in crescita nella nostra Favara,
mentre aumenta il divario e quindi
il lusso da parte di ristrette fasce di
privilegiati. L’obiettivo a cui tendere ancora con maggiore efficacia,
deve essere la promozione di una convivenza
sempre più giusta e solidale, nella
linea della fermezza per evitare possibili
sperperi o comunque un uso inopportuno del denaro
pubblico. AUGURI.
Sac.
Diego Acquisto
Su PER LA
CITTA’ 12.01.2010
Caro
Franco, nel tuo servizio “La
corsa al potere affaristico”, la radiografia
della situazione socio-politica della nostra
provincia e regione ( e forse non solo) sembra
davvero azzeccata. Ma, quale la terapia ?
Perché
è chiaro che alla diagnosi esatta deve
seguire la terapia giusta, somministrata magari in
dosi appropriate e
con paziente gradualità. A quanti si
vogliono lasciare illuminare dai principi della
Dottrina Sociale della Chiesa, che, con il
coraggio di sapersi "sporcare
le mani" cerca di tradurre nel concreto i
perenni valori de Vangelo, la strada
è quella indicata da Giovanni XXIII del
"Vedere, giudicare, agire". Naturalmente tutto deve
scaturire da un rinnovamento interiore, che parta
dalla coscienza e che si traduce, anche se con
gradualità, in passi concreti nella direzione del
superamento degli interessi egoistici e
particolari per il fine del bene comune. La
strategia obbligata, suggerita dalla Dottrina
Sociale della Chiesa, non è quella
dell'imposizione, ma della democrazia, che sa
ricercare e trovare il consenso. Si tratta di un
sogno ? In parte sì, ma se aumenteranno quelli
che sognano
in questa direzione,
il sogno si va traducendo in realtà. La
spiritualità cristiana, impregnata di sano
realismo, pur sollecitandoci sempre al massimo
d'impegno concreto a fattibile, ci ricorda sempre
che "i cieli nuovi e la terra nuova, in cui
avrà stabile dimora la giustizia", in cui lo
spirito umano troverà pieno appagamento, sono
oltre questo orizzonte terreno.
Altre
soluzioni non ne vedo. D’altra parte, la storia
anche recente ci
ha insegnato quanto pericolose e
controproducenti siano le scorciatoie delle
imposizioni autoritarie.
La
Voce del Direttore - Editoriale di Radio Favara
101
38-Editoriale di radio Favara 101 – lunedì 21.12.2009
Per
la Chiesa, da alcune settimane è iniziato il
nuovo Anno Liturgico, destinato al culto ufficiale
e pubblico di Dio. Quando inizia qualcosa, si
comincia a guardare al futuro e con l’Avvento,
che è questo primo periodo dell’Anno liturgico,
nel quale, ancora per pochi giorni ci troviamo, i
cristiani guardano ad un futuro prossimo ed a un
futuro molto più lontano. Tempo di attesa,
l’Avvento celebra tutto il grande mistero della
speranza cristiana, dalla prima venuta del Signore
nella povertà di Betlemme, che ricordiamo proprio
il 25 dicembre, giorno di Natale, sino all’
ultima venuta, con potenza, alla fine del mondo,
come Re della gloria. Entro questi due avventi,
un’altra venuta, quella quotidiana, nel faticoso
svolgersi degli eventi. Il credente affina la sua
capacità di valutare gli eventi del mondo, di
giudicarli con un atteggiamento critico e
propositivo, e sa che, malgrado tutto, malgrado le
furberie, i latrocini, la malefatte degli empi, le
cattiverie, le violenze – insomma malgrado tutto
- la storia, è destinata ad arrendersi
al progetto salvifico di Dio.
Per
andare al concreto, in questi giorni scorsi, come
comunità nazionale, sicuramente, abbiamo tutti
meditato su quello che significa violenza fisica,
quando questa corrompe la contesa politica. Di
fronte all'immagine del volto del Presidente del
Consiglio trasformato
in una maschera di sangue , tutti siamo stati
raggiunti da questa carica
di violenza. Il film drammatico di piazza Duomo a
Milano, ha fatto il giro del mondo, testimoniando
il degrado dello scontro politico in Italia. Di
fronte al dramma di Berlusconi sanguinante e
sofferente, a non pochi, è tornata in
mente la celebre frase che Kennedy disse di fronte
alla tragedia del Muro di Berlino: siamo tutti
italiani. A ricordarcelo, tra l’altro, con parole
semplici ed efficaci, è stato
il capo dello Stato. Basta con ogni forma di
violenza. Solo così la politica può salvarsi, -
ha detto Napoletano - ritrovando il suo spazio e
la sua autonomia, nella quale è compreso il
confronto tra maggioranza e opposizione, confronto
anche durissimo, ma solo come scontro di opinioni,
di programmi e di strategie,
distinguendo sempre, tra
critiche e odio, tra
contrasto d'idee e violenza.
La
Chiesa, che sempre, ma soprattutto in questo
periodo, di Avvento, raccomanda un costante
discernimento degli eventi del mondo, non ha
mancato di fare sentire la sua voce, invitando
tutti ad un recupero di saggezza.“La violenta aggressione subita dal presidente del Consiglio - ha
fatto notare la Gerarchia ecclesiastica -
costituisce un episodio di singolare ed esecrabile gravità”. E mentre
i Vescovi italiani hanno
espresso
sincera vicinanza al presidente Berlusconi –
hanno altresì auspicato – “per
il nostro Paese un clima culturale più sereno e
rispettoso, al fine di realizzare nella coesione
sociale e nella responsabilità politica il bene
di tutti e di ciascuno”.
Tutto questo, nella piena
consapevolezza che una spirale di odio è
molto facile da innescare e assai difficile da
spegnere, da superare. Ecco, allora, la necessità
di un convinto e condiviso investimento culturale
ed educativo per fare crescere insieme il Paese, per
isolare i violenti e andare avanti con
convinzione, nella concretezza.
In
questo periodo poi, la necessità
- aggiungiamo noi -
di aprire il
proprio animo ai disagi e sofferenze con
iniziative concrete di carità.
Il
fascino delle tradizioni e dei canti, delle nenie
natalizie, nulla deve togliere ad un impegno più
incisivo di costante purificazione delle strutture
sociali come delle singole persone, per crescere
nella cultura della solidarietà e della
cooperazione.
In
questi momenti, mentre noi stiamo parlando,
dovunque, a Favara, come in tutti i Comuni della
nostra provincia, si stanno ultimando gli ultimi
accorgimenti per rendere
a tutti più sereno il Natale, non solo dal punto
di vista liturgico, ma anche dal punto di vista
sociale. A Favara, tra le tante iniziative private
e pubbliche di solidarietà, - quella della
Comunità Ecclesiale “Favara
aiuta Favara”, portata avanti dalla
Consulta cittadina di pastorale giovanile, ancora
quest’anno
nella linea della solidarietà e della creatività.
E contemporaneamente l’impegno a far
rivivere antiche tradizioni, di folklore, di nenie
particolarmente melodiose, davanti a presepi, alle
"Nuvere"-
preparate con entusiasmo e slancio popolare, per
rendere omaggio al Bambino di Betlem, al cui
fascino è impossibile resistere. Natale, il periodo più magico dell'anno, la festa delle
tradizioni, degli addobbi, delle musiche allegre e
degli spettacoli in piazza, dei doni, delle
atmosfere magiche e della bontà. E per tutti, tra
un pranzo e un brindisi, tra una partenza e uno
scambio di regali, un augurio di felicità, che il
cristiano consapevole non può vivere da solo e
solo in modo superficiale ed effimero.
E
con questi pensieri, don
Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed
unitamente a tutto lo staff tecnico e
giornalistico di Radio Favara 101, augura a tutti
i radioascolatori, alle Autorità civili,
politiche e religiose, della città dove ha sede
questa nostra emittente, come pure della
provincia, cordiali auguri di buon Natale, buona
fine d’anno e buon inizio del nuovo anno 2010.
Noi ci
risentiremo lunedì 11 gennaio.
**********************************
Riflessioni
a voce alta per il bene della Città.
24.9.2009
Desidero
esprimere ancora la mia gratitudine a tutte le
forze politiche presenti in Consiglio Comunale che
hanno voluto farmi giungere i loro auguri in
occasione del conferimento della cittadinanza
onoraria, da parte dell’amministrazione guidata
dal sindaco Russello, lo scorso 27 giugno.
Un
grazie anche all’ex sindaco dott. Lorenzo Airò,
che, in una sua lunga lettera sui problemi della
Città, accennando alla cittadinanza onoraria da
poco conferitami, l’ha definita “meritata
e dovuta”.
Francamente non mi aspettavo tanto e quindi sentitamente ringrazio
e per il tramite di quanti ricoprono o
hanno ricoperto cariche pubbliche, anche la
cittadinanza tutta, per la quale ho cercato di
spendermi nel mio ultraquarantennale servizio,
cercando di fare del mio meglio e ricevendo in
cambio molto di più di quanto ho potuto dare,
soprattutto in termini di stima e di affetto.
Grazie.
L’attuale
situazione amministrativa della nostra
Favara, mi spinge ad esprimere alcuni pensieri ,
animato dal desiderio di suscitare qualche
riflessione, che possa contribuire al bene comune.
L’attuale
querelle tra
organi istituzionali della Città (Cons.Comun.
Presidente, Sindaco, con i conseguenti muri di
incomunicabilità),
a mio giudizio,
va subito chiusa, con la buona volontà di
tutti, e ragionando con il buon senso popolare,
per cui mai la ragione sta tutta da una parte ed il torto tutto dall’altra.
Qualcuno ci direbbe che prima di criticare la
pagliuzza dell’occhio del fratello, si farebbe
meglio a guardare se, per caso, non ci sia una
trave nel proprio. Solo nell’ottica della
riconciliazione e del bene supremo della città,
si può trovare la via d’uscita da una
situazione penosa ed imbarazzante.
Di fronte ai gravi problemi che travagliano
la Città, un singolo, discutibile episodio non si
può caricare di chissà quale valore. Insistere
sembrerebbe davvero surreale. Soprattutto
se inquadrato nella nostra realtà locale, che,
per colpe passate e/o recenti, denuncia
varie e gravi forme di degrado, mentre continua
inarrestabile un progressivo allargamento
dell’area del disagio e della povertà, con una
ristretta fascia sociale che invece aumenta il
proprio benessere e dà segni di lusso e di
spreco. Non solo, ma mentre, a Favara,
sembra davvero aggravarsi l’emergenza
educativa, con una fascia di giovani che vive il
rischio della frustrazione e dell’alienazione,
rifugiandosi nella rete della droga, dell’alcol,
della pornografia, ecc. ecc…della criminalità,
secondo quanto ci hanno confermato i recenti,
gravissimi episodi,
propri di questa estate appena trascorsa.
Il Sindaco, nella lettera e nello spirito
della L.R.
n. 7/93 è il Sindaco dei cittadini e non dei
Partiti, e non è nemmeno espressione del
Consiglio Comunale. Quando lo era, - lo ricordiamo
bene tutti – nel corso di una legislatura si
alternavano tre, quattro o anche più sindaci, con
le conseguenze che la riforma ha voluto proprio
evitare, affidando ai cittadini l’elezione
diretta e rendendo difficile la sua rimozione.
Il Consiglio
Comunale, - che elegge il suo Presidente
(mentre
prima la presidenza era esercitata dallo stesso
sindaco in carica) è l’unico organo titolare
della sovranità
popolare - con la legge
n.7/93, oltre alla naturale vocazione di
pungolo dell’Amministrazione,
è stato caricato di una nuova grande
responsabilità, quella di potere mandare a casa
il Sindaco, ma nello stesso tempo decretare
il proprio scioglimento.
Nel
caso in cui questo dovesse verificarsi a Favara,
cosa avverrà ?
Mi
sembra d’obbligo porsi alcuni interrogativi: Si
può fare un salto nel buio e
mandare una città allo sbaraglio ? C’è
un piano preciso per il prossimo futuro ? Gli
stessi Partiti di
opposizione –
e segnatamente il PD
seriamente impegnato in questo periodo in un
processo di profondo rinnovamento – hanno
davvero pronto
un piano alternativo per il bene di Favara
? Funziona
all’interno dei Partiti favaresi un minimo di
democrazia interna ?
Ci sono e chi sono i Segretari
dei Partiti presenti in Consiglio Comunale
? E poi. Siamo proprio sicuri che, azzerato tutto, il Commissario e
la Commissione, non calati dal cielo ma nominati
dal governo regionale, risolveranno gli attuali
problemi ? Non se ne potranno creare altri in
attesa delle nuove elezioni, che prevedibilmente
dovrebbero svolgersi non prima di un anno? Nel
Comune commissariato, non si potrebbe determinare
un aggravio di spese e di problemi ?
Si
tratta, credo, di interrogativi, che le forze
politiche ed i singoli Consiglieri Comunali devono
seriamente porsi. Dopo di che, passare ad una
decisione definitiva,
in un senso o nell’altro, assumendosi
ognuno le proprie responsabilità e risparmiando
alla città e, soprattutto,
ai nostri giovani esempi poco edificanti.
Nelle ultime elezioni del maggio 2007 la
volontà popolare è stata chiarissima. A
larghissima maggioranza è stato eletto il
Consiglio Comunale con una maggioranza quasi
bulgara per il centro-destra, e per la prima
volta, al ballottaggio, anche un Sindaco della stessa maggioranza del Consiglio
Comunale, eliminando, quello che in tutte le
precedenti elezioni era avvenuto a Favara, cioè
il cosiddetto fenomeno dell’anatra zoppa,
Sindaco di sinistra e maggioranza in Consiglio
Comunale di segno opposto. Questa volta i partiti
del centro-destra avevano individuato nell’avv.
Domenico Russello la persona giusta. Questo il
commento generale, perché al di là degli indubbi
meriti della persona del Sindaco Airò, gli
elettori hanno deciso per un cambiamento di
cultura politica nella guida della città.
Ogni
cultura politica ha un certo modo di amministrare,
di rapportarsi con le istituzioni, di scegliere le
persone, di spendere
il denaro pubblico, di orientare le cose, di
favorire o contrastare ad esempio la cultura dei
DICO…di creare chiasso mediatico con idee tipo
chiesa-moschea,
di celebrare la libertà con monumenti alla
Vergine nuda ecc. Nel segreto dell’urna la gente
ha voluto, a larghissima maggioranza, il
cambiamento ed ha “condannato”
il Centro-destra a governare la Città, dando la
maggioranza ai Partiti ed al Sindaco da loro
scelto.
Bisogna
riflettere su questo e trovare il modo di superare
l’attuale situazione che rischia di trasformarsi
in un pasticcio,
dalle conseguenze imprevedibili. D’altra parte,
il Sindaco, dopo le scelte del novembre
scorso, ha il dovere di una verifica e procedere
eventualmente, subito, ad un rimpasto della sua
Giunta, collegandosi soprattutto con i Partiti che
hanno condiviso il suo programma
elettorale. Ponendo davvero il bene della Città
al di sopra di tutto, ciò non dovrebbe essere
eccessivamente difficile.
Sindaco ed Assessori,
non possono e non devono solo limitarsi a
gestire l’esistente, curando lodevolmente solo
l’attuazione di opere e progetti in precedenza
programmati, ma, sempre nella legalità,
programmare e orientare il futuro, attivare
processi in grado di intercettare risorse,
attrarre insomma nuovi finanziamenti per lo
sviluppo e per il miglioramento economico e della
qualità della vita. Insomma, Sindaco ed Assessori
devono lavorare a tempo pieno per la
Città, produrre atti e delibere,
sfidando quasi il Consiglio davanti
all’occhio critico della città e incalzandolo
di modo da impegnarlo seriamente e sottrarlo alla
tentazione di iniziative discutibili.
Negli ultimi tempi, il varo, finalmente
del Progetto HORTUS,
l‘avvio concreto, finalmente, di
un problema annoso
come la
metanizzazione, l’inizio, finalmente,
dei lavori della nuova Caserma, con la
partecipazione delle più alte autorità, la
fruibilità, finalmente, effettiva del Municipio di Piazza Cavour,
alcune piccole ma significative cose (come,
finalmente, il servizio nella Cappella del
Cimitero) hanno fatto in qualche modo intravedere
un nuovo modo di impegno per la città…con
speranza dei cittadini di vedere subito altre
cose, come finalmente, per esempio,
l’utilizzo per la Polizia Municipale del nuovo,
magnifico edificio di Piazza Giglia… e della
stessa Chiesa locale che per mezzo del suo vertice
istituzionale, ufficialmente, in più di una
circostanza pubblica
ha dato atto all’Amministrazione Russello
di un impegno in atto, di carattere culturale
anzitutto nella linea della legalità, e in alcune
iniziative concrete. Un impegno, comunque, sempre
suscettibile di miglioramento e potenziamento,
anche con la preghiera dei credenti e con la buona
volontà di tutti.
A Favara, in Consiglio Comunale e fuori,
sicuramente non mancano personalità ed
intelligenze, per riflettere, senza prese di
posizione preconcette, né interessi di bottega…
Favara ha diritto ad essere correttamente
amministrata, senza inutili protagonismi, scene
non proprio esaltanti, urla, nervosismi, veleni, e
quant’altro.
La
maggioranza vera – lo abbiamo visto nelle ultime
elezioni, quando nessuno al ballottaggio prevedeva
un risultato simile - si esprime nel segreto
dell’urna. Di quella maggioranza bisogna avere
rispetto e solo a quella democraticamente
inchinarsi. Così come ha fatto la precedente
Amministrazione Airò, che ha preso correttamente
atto della sconfitta senza attenuanti e senza per
questo, sentirsi
definitivamente delegittimata, né demotivata per
una possibile ripresa di
impegno a servizio dei cittadini. Un
servizio che richiede costantemente capacità di
autocritica e di rinnovamento, per rispondere ai
problemi emergenti,
secondo il mandato del popolo sovrano.
In
conclusione mi chiedo: Ci si preoccupa di quello
che pensa la gente? In un certo sondaggio di non
molto tempo fa, risultava che
l’opinione pubblica favarese appariva
disorientata e frastornata, mentre Sicilia-TV
registrava una
generalizzata
“sfiducia alla politica”, con
molte lamentele sulla mancata
fattività di tante cose spicciole, la cui
responsabilità i favaresi
addossavano “non solo sul Sindaco e sulla sua Giunta, ma anche sul Consiglio
Comunale, sui Partiti e sulla stessa politica
favarese”, cioè come da parte di tutti
viene praticata a Favara.
Con
la sola ambizione di avere offerto qualche spunto
di riflessione in più, confermo la mia stima per
tutti gli attori in causa e
porgo un cordiale saluto a tutti.
Sac.
Diego Acquisto
direttore
dell'informazione di Radio Favara 101
**********************************************
La
Madonna di Fatima pellegrina a Favara
dal
24 al 31 maggio 2009
un'opportunità
offerta a tutta la città
dall'Unità
Pastorale formata dalle due Parrocchie
S.
VITO e Ss.Apostoli PIETRO e PAOLO
Unità
Pastorale delle Parrocchie di S. Vito e Ss. Pietro e Paolo –
Favara
COMUNICATO
01-06-2009
Giornata
ricca di emozioni e, per non pochi, anche di
lacrime, quella
vissuta ieri a Favara da una grande folla
convenuta a Villa Ambrosini per il saluto alla
Madonna di Fatima, che dopo una settimana ha
lasciato la nostra città per ripartire per
Lisbona e di lì raggiungere Fatima.
Dopo
la formula di consacrazione recitata dal Sindaco
avv. Domenico Russello, ed i brevi interventi di
saluto del dott. Giuseppe Arnone, a nome della
provincia, del
dott. Lillo Montaperto per il Consiglio
Pastorale Cittadino e di don Diego Acquisto, a
nome del Presbiterio e , segnatamente, dell
‘Unità Pastorale, formata dalle due Parrocchie
di S. Vito e dei Santi Pietro e Paolo, la Madonna
è stata salutata con lo sventolio festoso di
centinaia e centinaia d i fazzoletti, in un
tripudio di popolo, di questo popolo favarese che
in larga maggioranza nutre una tenera devozione
alla Madonna che in gergo siciliano e
favarese, viene chiamata la “Beddra
Matri”, la bella madre, madre di Gesù e
nostra.
La
cerimonia di commiato a Villa Ambrosini era stata
precedtuta da una solenne concelebrazione nella
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, stipata
all’inverosimile, anche se grande ed
accogliente, ma comunque
incapace di potere contenere la grande folla
convenuta, per cui tanti, tantissimi hanno atteso
fuori dalla Chiesa per potere partecipare alla
cerimonia conclusiva di saluto.
La
Messa, animata dalla Corale dell’Unità
Pastorale, è
stata presieduta dall’Arcivescovo S. E. Mons.
Diego Bona, presidente del Comitato per
l’Apostolato Mondiale di Fatima, e
concelebrata da Mons. Giuseppe Di Marco, don Diego
Acquisto e don Nino Giarraputo, il quale ultimo ha
voluto sottolineare come i due sacerdoti
concelebranti siano stati presenti a Catania, 50
anni fa, quando, a conclusione del Congresso
Eucaristico Nazionale l’Italia è stata
consacrata al Cuore Immacolato di Maria.
Il
mese di maggio a Favara quest’anno non poteva
avere conclusione migliore, dato che l’ultima
settimana, da domenica 24, solennità
dell’Ascensione del signore al Cielo, a domenica
31 maggio solennità della Pentecoste, ha
registrato la presenza della Madonna di Fatima, e
un fiume di gente, non solo da tutta Favara, ma
anche dai paesi vicini, è venuto a trovare la
“Bianca Signora”, la Madonnina di Fatima, nelle due Chiese di S. Vito e di Ss.
Pietro e Paolo, che si sono avvicendate
nell’accoglienza e grazie all’impegno e
sacrificio degli operatori pastorali, hanno
favorito le numerosissime visite dei fedeli
accorsi.
La
Veglia di Pentecoste, che si è svolta davanti
alla “Bianca Signora di Fatima, nella chiesa dei
santi Pietro e Paolo, la sera del sabato 30
maggio, presieduta dall’arcivescovo Bona, ha
registrato la presenza dei tutti i Parroci della
Città e dei giovani di tutte le 9 parrocchie di
Favara, che con segni diversi hanno voluto
esprimere l’impegno di comunione-missione, con
la forza dello Spirito.
Il
nostro arcivescovo, Mons. Francesco Montenegro,
che, domenica 24 maggio, dopo l’accoglienza
della Madonna di Fatima al Calvario, ha presieduto
la concelebrazione nella Piazza S. Vito, dopo la
partecipazione a Roma dei lavori della CEI, ha
incontrato S. E. Mons. Bona ed i due Parroci
Acquisto-Giarraputo, prendendo atto della validità
pastorale dell’iniziativa, foriera – ci si
augura vivamente - di
ulteriori, abbondanti frutti spirituali.
Favara
01-06-2009
Parrocchia
S. VITO
92026
– FAVARA (AG)
Anno
Pastorale 2008-2009 – Anno dell’ASCOLTO –
Resoconto del QUESTIONARIO, delle valutazioni
espresse a viva voce da molti fedeli più o meno
praticanti, nonché della discussione a
conclusione delle Messe festive di domenica 18
gennaio u.s. e nella riunione della Confraternita
del 24.1.2009.
RELAZIONE
sulla PARROCCHIA
28-gennaio-2009
La
Parrocchia S. Vito abbraccia i quartieri del
centro storico di Favara, ( come "A’ Cruci,
U’ Cavatu, A’ Trizzera, A’ Grutta,) con
tutti i problemi che questo comporta sul piano
economico e sociale, in termini di spopolamento e
di composizione delle famiglie, in prevalenze
anziane. Tuttavia, bisogna rilevare che non pochi,
che pur abitano in zone periferiche, dove
risiedono dopo il matrimonio, continuano per la
Messa festiva a frequentare la Parrocchia, dove
alcuni anche continuano a chiedere che i loro
figli frequentino la catechesi per la preparazione
alla prima Comunione ed alla Cresima. Ancora,
alcuni frequentano la Parrocchia in conseguenza
della scelta di aggregarsi alla Confraternita
della Santa Croce del Calvario o all’Associazione
Gio’ ‘90 S. Vito. Quest’ultima svolge
attività culturale, teatrale e ricreativa a
servizio dell’intera collettività favarese,
così come la Confraternita, sul piano della
religiosità popolare e della solidarietà.
In
sintonia con le indicazioni diocesane di questo
anno pastorale 2008-2009, da parte di tutti i
responsabili dei vari Gruppi ecclesiali che fanno
riferimento alla Parrocchia S. Vito, sono stati
largamente distribuiti dei moduli di un QUESTIONARIO,
per sollecitare un’ampia riflessione sulle
tematiche più importanti, sentite nel territorio
da parte dei gruppi, delle famiglie e della
Comunità nel suo insieme.
Ecco
lo schema generale del questionario:
1)
Posso ritenermi soddisfatto di come vivo nella
comunità parrocchiale? Se SI o NO, perché? Cosa
ti proponi ? Cosa suggerisci? - 2) In
Parrocchia o comunque collegati con la Parrocchia,
ci sono alcuni gruppi: Ministri straordinari dell’Eucaristia,
Catechisti, Gruppo di pastorale familiare,
Apostolato della Preghiera, Associazione del
Rosario perpetuo, Gruppo di Preghiera P. Pio,
Associazione Giò ’90 S.Vito, Confraternita
della Santa Croce del Calvario. (All’interno dei
vari Gruppi e soprattutto degli ultimi tre, il
Gruppo Giovanile). Cosa ne pensi? Ne fai parte ?
Vorresti farne parte? Di quale? - 3) In che modo
è presente Cristo nella tua vita di battezzato e
nella tua famiglia? - 4) Ti senti accolto,
impegnato e coinvolto nella vita della parrocchia
e nei Gruppi? Se è NO, perché? In che modo ti
lasceresti coinvolgere maggiormente? Cosa
suggerisci per un tuo migliore e maggiore
coinvolgimento ? - 5) Quali sono gli ostacoli che
ti impediscono oggi di vivere la tua fede e la tua
partecipazione alla vita parrocchiale? - 6) Quali
sono i difetti che riscontri nella vita della tua
parrocchia, nella vita e nell’attività dei
Gruppi ? Cosa proponi per un possibile
miglioramento? Quale il tuo possibile apporto ? -
7) Di quali iniziative o esperienze ti senti
soddisfatto? Perché?
8)
Pensi che la catechesi, così come è svolta,
possa aiutare a crescere nella fede? Hai delle
proposte da fare per migliorarla? Cosa pensi dell’età
di ammissione alla Prima Comunione (V elem.) ed
alla Cresima (dopo la III Media) ? Va bene così o
vorresti qualche modifica ? - 9) Cosa proponi per
coinvolgere i genitori dei ragazzi e dei giovani
che frequentano la catechesi? - 10) Pensi che la
gente partecipi e si senta coinvolta: durante la
Santa Messa domenicale? nelle altre celebrazioni?
Per i ragazzi, quali sono le tue proposte per
favorire un miglior coinvolgimento - 11) Secondo
te, l’azione caritativa (Parrocchia e
Confraternita) raggiunge le famiglie più
bisognose? Cosa proponi per migliorarla. Cosa sei
disposto a fare ? - 12) Cosa proponi che si faccia
per migliorare la vita comunitaria parrocchiale?
Conclusioni
generali
Sono
state raccolte oralmente molte opinioni, mentre le
schede restituite ( in forma rigorosamente anonima
e, per la maggior parte, imbucate in un apposito
contenitore di legno) sono solo un 25% del totale
delle schede distribuite. Tra le opinioni raccolte
oralmente da parte del Parroco, dei vari
responsabili dei Gruppi e quello che risulta nelle
schede restituite, non sembra proprio esserci
discrepanza nella valutazione generale, nei
suggerimenti e nei consigli.
Sentita
appare la centralità della Parrocchia come punto
di riferimento per i bisogni spirituali, per i
servizi religiosi e non solo. I Gruppi, così come
indicati nel Questionario, sono giudicati tutti
importanti e preziosi, per la funzione, il ruolo
specifico ed il servizio che assicurano nei
diversi settori alla Parrocchia e alcuni anche
alla Città. Da alcuni, in particolare, viene
sottolineato il valore del Gruppo di Preghiera P.
Pio o della Confraternita della Santa Croce del
Calvario, edificio sacro chiamato correntemente
"A’ CRUCI", che è il cuore del
territorio Parrocchiale e di tutto il territorio
favarese. Da taluni, proprio per questo, ai
componenti della neonata Confraternita viene
sollecitato un maggiore impegno di formazione
cristiana, soprattutto in alcuni dei suoi
elementi. Più in generale, da una attenta
valutazione delle risposte al questionario, viene
fuori il tema dell’emergenza educativa, in corso
di approfondimento da parte del Consiglio
Pastorale Cittadino, dove in atto è attiva la
partecipazione della parrocchia s. Vito, che ha
uno dei suoi componenti nel Direttivo, formato da
tre persone elette dall’assemblea dei
rappresentanti delle nove Parrocchie della Città.
Il
mondo giovanile nel suo complesso, deve essere
ancora più attenzionato, da parte di tutti gli
adulti responsabili, nei vari settori del lavoro
parrocchiale.
Per
quanto riguarda il Catechismo si sollecita una
maggiore partecipazione dei genitori, il cui
interesse non deve esaurirsi nella pur lodevole
attenzione a pensare a venire in Parrocchia per l’iscrizione
dei loro figli ai vari corsi di catechesi.
E’
pressoché una richiesta unanime quella di
rivedere l’età di ammissione alla Prima
Comunione ed alla Cresima, giudicando assai
meglio, quanto meno, un anticipo, (Prima
Comunione in 4^ elem. e Cresima in 1^ Media)
se non proprio un ritorno al passato.
La
presenza di tanta povertà nel quartiere sollecita
ed impegna non solo alla carità materiale la
Confraternita, in sinergia con la Caritas
parrocchiale, ma anche a fare un salto di qualità
per venire incontro ad insorgenti povertà morali
e sociali, separazioni, situazioni di solitudine…ecc..
ecc…
Quello
che appare più consolante è rilevare che da
quasi tutti viene scritto che Cristo è molto
presente nella propria vita personale e familiare,
e che la Parrocchia, per quello che può dare,
viene giudicata luogo di accoglienza e di
fraternità, pur nella assoluta carenza di locali.
Per questo la catechesi, su richiesta del parroco,
in buona parte si svolge nei locali della Scuola
Materna "Cap. Vaccaro", messi a
disposizione dal dirigente scolastico dott.sa
Enrichetta Maltese, col parere favorevole del
Consiglio d’Istituto.
Non
mancano certamente i problemi relazionali, all’interno
dei Gruppi e della stessa Comunità Parrocchiale
nel suo insieme, ma emergono anche segnali di
maturazione e di crescita, sfruttando le stesse
difficoltà, che in non pochi casi diventano vere
e proprie risorse per una maturazione umana ed una
crescita nella fede.
Il
Parroco, dopo avere ascoltato le diverse voci e
sensibilità, ha manifestato per il futuro la sua
volontà di servizio, soprattutto nella linea del
contatto personale con i responsabili e più
diretti collaboratori, al centro del suo
interessamento, della sua preghiera e del suo
discernimento, per crescere tutti insieme nello
spirito di comunione ecclesiale, premessa
indispensabile di una autentica conversione
missionaria per l’annuncio e la testimonianza
del Vangelo nel territorio della Parrocchia e
della Città.
Favara
28.01.2009
Per
il Consiglio Pastorale Parrocchiale
Prof.
Salvatore Pirrera
Dirigente
scolastico
Sac.
Prof. Diego Acquisto
Parroco
***********************************
57-
Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì
24.11.2008
Favara
- Amministrazione Russello: dalla Giunta Politica
alla Giunta Tecnica o apartitica.
"Non
intendo tollerare ritardi, né sentirmi ostaggio
degli uomini dei vari partiti".
Lo ha detto e scritto il Presidente della
Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi,
ai segretari dei Partiti della sua coalizione di
centro-destra, circa l’indicazione di una rosa
di nomi, da cui egli intende scegliere i
componenti della Commissione per l’IACP. Un
potere, quello di nominare che la legge riserva al
Presidente della Provincia, e che D’ORSI intende
esercitare avvalendosi dei consigli e delle
proposte dei Partiti che hanno favorito e
sostenuto la sua elezione. Ma precisa che non
intende sentirsi ostaggio degli uomini dei vari
partiti, come a dire che i partiti devono
restare nei giusti limiti, non imporre. a Lui poi
il giudizio definitivo, perchè sua, di fronte al
popolo, è la responsabilità. Un discorso che ci
sembra corretto, secondo legge che con l‘elezione
diretta del Presidente della Provincia e del
Sindaco, ha voluto dire che i partiti, dopo avere
proposto e consigliato, devono sempre fare un
passo indietro, dato che il potere decisionale non
spetta a loro, e l’interlocutore del popolo, non
sono più i partiti, come era una volta, prima del
1992, anno in cui, il Parlamento siciliano ha
approvato la legge n.7 sull’elezione diretta,
proprio perché Sindaco o Presidente della
Provincia non fossero più ostaggio dei partiti,
che nella prima Repubblica, passo dopo passo, si
erano allontanati da un comportamento corretto,
occupando le istituzioni, degenerando in quella
che veniva e si chiama partitocrazia, diventando
sempre più arroganti e, cadendo, non
infrequentemente nella vergogna della corruzione.
La legge n.7/92 ha voluto correre ai ripari,
colpire proprio la partitocrazia, lasciando al
Sindaco o al Presidente della Provincia anche la
facoltà di scegliere e di potere togliere agli
assessori la delega in qualsiasi momento, per il
bene comune. Questo discorso ci porta a dire
qualcosa su quello che è avvenuto a Favara, dove,
dopo un anno e mezzo di Giunta politica, il
Sindaco Russello, per vari motivi, al fine di
continuare il mandato ricevuto dai cittadini
favaresi, ha deciso di ringraziare la Giunta
politica e formarne una tecnica, con persone
scelte da lui, di sua fiducia senza guardare alle
appartenenze partitiche, unicamente spinto dal
desiderio – come tiene a sottolineare - di
volere affrontare meglio, a suo giudizio, i
problemi della città. Un ragionamento etico,
politico e giuridico su cui ci sembra non ci sia
nulla da dire. Un modo che intanto dovrebbe
consigliare a tutti di fare un passo indietro,
stare nel proprio ruolo secondo la legge,
recuperare eventualmente saggezza e compostezza,
evitando inutili e sterili polemiche, cadute di
stile, sgarbi personali e quant’altro, puntando
unicamente al bene della città, anche nell’esprimere
il proprio personale dissenso.
Del
resto è anche comprensibile e si può
legittimamente pensare, che in tutto quello che è
avvenuto a Favara, abbiano giocato anche le
fragilità umane, i non brillanti rapporti
personali, che cioè tra gli assessori nominati
dai Partiti ed il sindaco i rapporti non fossero,
almeno con alcuni, non fossero proprio ottimi, con
danno della città, che dalla Giunta Politica,
come sotto gli occhi di tutti non riceveva quei
servizi a cui aveva diritto. Guardando al bene
comune a cui la sana politica deve sempre tendere,
non è scandaloso che il Sindaco, anche per questo
possa avere deciso di cambiare squadra, perché
gli obiettivi prefissati, con quei partiti che
hanno favorito la sua elezione, si possano
raggiungere meglio. Se poi questo non dovesse
avvenire nemmeno con la Giunta tecnica, ognuno si
potrà e si dovrà assumere le proprie
responsabilità ed operare secondo quanto prevede
la legge, anche arrivando, se necessario, al voto
di sfiducia. Il popolo sovrano poi deciderà nel
segreto dell’urna, votando per il Sindaco e/o
anche per il Consiglio Comunale. I partiti, specie
se hanno già sbagliato una prima volta, se
vogliono un Sindaco del tutto docile ai loro
dettati, faranno più attenzione a selezionarne la
figura, prima di proporlo ai cittadini; i quali
però, per legge, hanno la possibilità di
organizzarsi autonomamente, con liste civiche, che
– sappiamo - , come è avvenuto nelle ultime
elezioni, in tanti paesi e anche a Favara, possono
ottenere un notevole successo. Ricordiamo che la Coalizione
dei Valori, (che per certi versi poteva
considerarsi una lista civica) e Primavera
favarese, se unite assieme avrebbero
totalizzato ben oltre il 30% dei consensi,
arrivando sicuramente al ballottaggio e ipotecando
seriamente la guida della città. Uno scenario che
non è escluso che possa ripetersi in eventuali
prossime consultazioni elettorali, se la Giunta
Tecnica del Sindaco Russello, per qualsiasi motivo
dovesse fallire. Intanto, quello che c’è di
veramente positivo è che in Italia ed anche a
Favara si siano attivati il dibattito politico, l’interesse
dei cittadini, la partecipazione, cose tutte che
succedono quando c’è un Governo di
centro-destra, perché stranamente, con la
sinistra al potere – è solo una constatazione -
tutto si assopisce e diventa tranquillo, anche se
il fuoco cova sotto la cenere e si aspetta il
segreto dell’urna, come abbiamo constatato con
le elezioni politiche. A livello nazionale ed
amministrative a livello comunale a Favara.
Andando alla situazione concreta, in questa fase,
a Favara credo che il popolo si attenda da tutti,
compostezza e serenità, senza pregiudizi di
sorta, dando fiducia alle persone perbene che,
accettando l’incarico di assessori, hanno
dimostrato indubbiamente coraggio. Al Sindaco ed
ai nuovi assessori si consiglia di collegarsi con
i Partiti in Consiglio Comunale sui problemi della
città. Con la Giunta tecnica si superano quelle
riunioni di maggioranza, che, troppo spesso, come
è noto, servono solo per accordi più o meno
criptati, per compromessi e lottizzazioni, che
fanno perdere tempo, sono sempre fonte di malumori
e producono spesso solo danni al bene comune.
Considerazioni
sulla crisi di
FAVARA
11.11.2008
Sull’attuale
crisi amministrativa che travaglia il Comune di
Favara, diverse,
come naturale,
le valutazioni dei partiti politici, che mi
permetto di sintetizzare, per una visione
d’insieme, suscettibile per tutti di una feconda
riflessione per il bene della città:
Il Partito Democratico si dice contrario ad elezioni
anticipate perchè l’eventuale interruzione di
questa legislatura non serve alla città, sfidando
i partiti
del centrodestra ad ammettere che hanno fallito ed
a dimostrare con i fatti
di avere a cuore le sorti di questa città,
appoggiando il sindaco
Russello nella sua scelta di una giunta
tecnica.
Forza
Italia-Unione di Centro—Movimento per
l’Autonomia,
sollecitano le dimissioni del Sindaco,
perché un’eventuale giunta tecnica, a loro
giudizio, “significherebbe da
parte del sindaco il tradimento del mandato
elettorale, una scorrettezza intollerabile non
solo nei confronti del centro destra, ma
soprattutto dell'intera città di Favara”.
Il
Movimento
Politico “democratici Autonomisti”,
dice che
“una
giunta comunale fatta di soli professionistici
apartitici, non darebbe il giusto riconoscimento
ai partiti che hanno sostenuto Russello in
campagna elettorale, ma soprattutto non sarebbe
corretto nei confronti dei favaresi che hanno
voluto eleggere il candidato della coalizione del
centro destra”.
Alleanza Nazionale invitando a porre fine a questa estenuante
vicenda, non è pregiudizialmente contraria ad una
giunta tecnica, affermando che se la legislatura
dovesse proseguire con una Giunta espressione
della società civile, non si sottrarrebbe al
confronto sulle grandi questioni che la Città
reclama come il Prg, Metano, e Piano Strategico.
Diverse
- come si vede - le posizioni, così come disorientata
e frastornata appare l’opinione pubblica dal
sondaggio realizzato dall’ emittente SICILIA TV,
costretta a registrare
una generalizzata
“sfiducia alla politica”, con
molte lamentele sulla mancata fattività in questo
ultimo anno e mezzo di amministrazione, la cui
responsabilità i favaresi
addossano “non solo sul sindaco e sulla sua giunta, ma anche sul consiglio
comunale, sui partiti e sulla stessa politica
favarese”, cioè come da parte di tutti
viene praticata a Favara.
Chi
scrive, ha espresso il suo parere
sull’andamento delle cose in materia, in una
nota in data 29.9.2008, auspicando da parte di
tutti, opposizione compresa, uno scatto di
orgoglio, per una svolta di qualità, una
coraggiosa riflessione ed
un radicale cambiamento di persone e di
strategia, emarginando i fannulloni, anche se
assessori indicati
dai Partiti, e valorizzando invece le
persone
preparate e motivate, animate da buona
volontà e spinte
unicamente dal desiderio di fare andare avanti la
comunità Favarese, sotto la supervisione del
Sindaco, garante del cammino complessivo e sempre
pronto a stimolare, mai a bloccare l’azione
degli assessori, secondo il programma presentato
agli elettori.
Le
dimissioni volontarie del Sindaco con nuove
elezioni solo per il Sindaco, o le elezioni per il
Sindaco e per il Consiglio comunale (in caso di
sfiducia formale votata in Consiglio, con la
maggioranza dei
due terzi dei consiglieri), costituiscono,
nell’uno e nell’altro caso, una sconfitta per
tutti e sicuramente per la Città, che ne riceverà
ulteriore danno, con possibilità
poi che si possa ripetere lo stesso
scenario, specie in caso di conferma del
centro-destra, così come prevedibile.
Uno
slogan accettato da tutti, all’inizio degli anni
’90, quando si
discuteva sulla necessità di passare
dal vecchio sistema
a quello attuale sull’elezione diretta
del Sindaco, era : “Dal
Sindaco dei Partiti al Sindaco dei Cittadini”. I Partiti cioè
dovevano fare un passo indietro. Il sindaco non
doveva più
soggiacere ai diktat dei partiti; un traguardo
ideale che mi pare, specie negli ultimi tempi, non
sia più nemmeno tentato, se si arriva ad una
spartizione tale che fa sì che in caso di
disaccordo, provvisoriamente, come avvenuto alla
provincia, il posto assessoriale viene coperto dal
capo-corrente, in attesa del chiarimento interno.
Una cosa vergognosa, che non succedeva nemmeno
nella cosiddetta vituperata prima Repubblica, dove
pure si operava con il "manuale Cencelli",
senza però arrivare mai a tanto, perché forse
c'era più dignità personale.
Nell’ottica
del Sindaco dei cittadini, il Presbiterio di
Favara, sul finire del secolo scorso, in un
momento amministrativo pure difficile per la
nostra Città, all’unanimità approvava
un documento in cui tra l’altro si diceva
: “Il
Sindaco eletto dai Cittadini, nella lettera e
nello spirito della L.R. N.7/93, sfuggendo alle
perverse logiche paralizzanti della vecchia
partitocrazia, - logiche tipiche dei metodi della
cosiddetta prima repubblica, - fissi
concretamente alcune chiare, precise e urgenti
priorità amministrative (metanizzazione,
P.R.G., recupero del Centro storico, riordino dei
servizi comunali, strategia sviluppo ed
occupazione, ecc.),
chiedendo collaborazione
a tutte le forze politiche, che, per il
bene della Città, senza pregiudiziali di alcun
genere, vogliamo vivamente sperare, rispondano
positivamente e ritrovino il coraggio necessario
alle sfide del momento sicuramente non facile”.
Un
suggerimento che ritengo attuale e valido in
questo momento cruciale e che mi permetto di
sottoporre all’attenzione di tutte le persone più
responsabili.
Favara
11.11.2008
Sac.
Diego Acquisto
Parroco di S. Vito
Favara
*****************************************
Lo
dico a SICILIA-TV FAVARA
29.09.2008
Oggetto:
Il punto sulla situazione amministrativa di Favara. Urge una
coraggiosa riflessione ed un radicale cambiamento di persone e
di strategia.
Mi
rivolgo a codesta benemerita emittente per dare un
mio contributo di proposta e di riflessione alla
soluzione della crisi amministrativa della nostra
città.
"La
Chiesa non è e non intende essere un agente
politico. Nello stesso tempo ha un interesse
profondo per il bene della comunità
politica". E’
quello che ha ricordato anche recentemente Papa
Benedetto. In questo spirito, desidero dire la mia
sulla situazione amministrativa della nostra
Favara, facendo sintesi, dal mio punto di vista,
di quella che a me sembra l’opinione pubblica
oggi prevalente.
Nell’azione
amministrativa, guidata da un galantuomo come il
sindaco Russello, è assolutamente necessaria una
svolta; urge uno scatto d’orgoglio da parte di
tutti gli organismi legittimamente preposti alla
cura del bene comune, per la fiducia ricevuta
dalla gente, attraverso l’ultima consultazione
elettorale di poco più di un anno fa.
Sindaco,
Giunta municipale, Presidente del consiglio
comunale e Consiglio Comunale nel suo insieme,
maggioranza ed opposizione, tutti sono chiamati ad
uno scatto d’orgoglio per rilanciare il loro
impegno a servizio dei cittadini nel miglioramento
dei servizi. Mettendo da parte piccoli o grandi
intrighi, interessi personali, attaccamento a
poltrone, possibili invidie, gelosie e quant’altro,
nel superiore interesse del bene comune; si rende
necessaria una svolta a 360 gradi; una svolta
incisiva ed efficace, nel rispetto delle
indicazioni date dai cittadini.
Da
tempo, si parla della necessità di un rimpasto
nella GIUNTA, ed a noi non sembra procrastinabile
l’impegno ad operarlo. Favara, da parte di
tutti, opposizione compresa, sicuramente merita di
più di quanto ha ricevuto nei mesi scorsi, pur
con tutta la buona volontà delle persone. Adesso,
bando ai personalismi ed alle sterili polemiche di
piccolo o apparente grande cabotaggio. Per primo
il Sindaco RUSSELLO è chiamato a cogliere i
segnali che arrivano dai vari strati della
popolazione, -(non vorremmo abusare di una frase
storica) – "il grido di dolore"
che si leva dalla parte più sana del tessuto
sociale favarese e dalle persone più
responsabili.
Bisogna
subito organizzare la speranza di nuovi possibili
e positivi traguardi, ascoltando consigli ed
operando scelte anche di persone, in grado di
realizzare un positivo e visibile cambiamento per
il bene della Città, allontanando , (per
usare una parola oggi corrente), i
fannulloni, anche se assessori indicati dai
partiti.
Lo
dicevo in un mio intervento pubblico di un anno
fa, a pochi mesi dal clamoroso successo elettorale
che ha chiamato Russello a guidare Favara. Non
bisogna cullarsi del successo. La gente sa
giudicare ed agire al momento giusto, nel segreto
dell’urna. Rinchiudersi nella propria ristretta
cerchia di amici e clienti non paga. E in questo
senso forse ha pagato non poco la precedente
amministrazione per l’ultimo periodo, quando
dimenticando lo slancio iniziale con cui aveva
cominciato ad amministrare, senza preferenza di
bandiera e di colorazione politica, nell’ultimo
periodo si era lasciata soffocare dalla stessa
propria cerchia di amici, con scelte anche davvero
discutibili, come quella della statua della
cosiddetta libertà (la "vergine nuda")
, fonte solo di giustificate polemiche e malumori
e di sperpero di denaro pubblico. Di tutto, della
caduta generale di consenso nell’elettorato
moderato e non solo, per l’Amministrazione
allora in carica, poi prova inconfutabile ne è
stata che, anche alcuni assessori appositamente
candidati per salvare la situazione, hanno
raccolto solo poche decine di voti, non riuscendo
minimamente a salvare la situazione. Personalmente
al Sindaco Lorenzo Airò, rimasto vittima della
sua stessa cerchia di amici, si riconosce di avere
attuato non poche valide iniziative per Favara.
Sulla
lezione scaturita dalle urne bisogna meditare;
rinchiudersi nel proprio orticello non paga, come
non paga però neppure la sola correttezza
formale, la cosiddetta "politica delle
mani nette" non accompagnata da un
impegno incisivo per affrontare i reali problemi
della collettività. Quando è necessario, nel
senso buono, le mani bisogna sporcarsele per il
bene comune, operando tempestive scelte concrete,
scegliendo persone e strategie adatte, nello stile
del potere come servizio, liberandosi sempre dalla
cultura dell’accentramento dei poteri solo nelle
proprie mani, responsabilizzando i singoli
assessori la cui azione deve essere ben visibile e
l’impegno concreto di ciascun assessore, essere
costatabile sul campo dei diversi settori che sono
sotto gli occhi di tutti. Tutto sempre sotto la
supervisione del sindaco, garante del cammino
complessivo, e sempre pronto a stimolare, mai a
bloccare l’azione degli assessori, secondo il
programma presentato agli elettori. Ben venga
subito a Favara allora una riflessione corale e
complessiva, seguita dal coraggio di scelte di
linee di azione e di comportamento, come pure di
persone adatte, preparate e motivate; nuovi
assessori insomma, almeno in alcuni rami, animati
da buona volontà e desiderio di fare andare
avanti la comunità Favarese.
--Tutti,
e sicuramente, maggioranza ed opposizione, ognuno
per la sua parte, tutti hanno ed abbiamo il dovere
di far crescere una Favara più solidale, una
Favara più pulita in tutti i sensi, con servizi
decisamente migliori, una Favara che sappia
scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalità,
una Favara che non si lasci intimorire nemmeno
dagli spari diurni. I giovani francescani ad ogni
favarese lanciano, in questi giorni, una sfida: "Abbi
coraggio. Sii tu il cambiamento della nuova Favara
che vorresti".
Cordialmente,
saluti ed auguri di buon lavoro.
Favara
29.09.2008
Sac.
Diego ACQUISTO
Parroco
S. Vito - Favara
AVVISO
del 1° dicembre 2007
*******************
Venerdì
prossimo, 07.12.2007, alle ore 21, nella Cappella
del Calvario, il Sindaco, avv. Mimmo Russello,
incontrerà
gli abitanti dei quartieri
della
Parrocchia S. Vito.
L'incontro
è organizzato
dal
Consiglio Pastorale Parrocchiale
e
dal
Direttivo della Confraternita della "Santa
Croce del Calvario".
************************************************
15-Editoriale
di Radio Favara 101 - sabato 20-10-2007
Il
punto sulla situazione amministrativa di Favara
Come
è noto, dopo il venir meno della cosiddetta
unità politica dei cattolici in un solo partito,
per i cattolici si è conclusa una stagione del
loro impegno politico e, ormai da qualche tempo,
se n’è aperta un’altra, ancora più
impegnativa.
Per
il cristiano l’impegno politico è costitutivo
del proprio essere, nel senso che nulla è più
contrario al messaggio evangelico di una fede
disincarnata,di una fede alienata ed alienante.
Una
scelta elettorale, ricorda sempre il Magistero
della Chiesa, include una certa visione della vita
e non può ridursi mai, solo ad una scelta secca
di liste o di nomi, prescindendo da una
impostazione ideale.
E
la scelta ideale del cristiano è quella che
privilegia sempre l’uomo e lo mette al centro
dell’azione politica ed amministrativa; la
scelta ideale del cristiano è quella che pone
vera attenzione alla vita, alla famiglia ed alle
comunità intermedie, prima fra tutte la scuola,
dove è in gioco il pluralismo ed il senso stesso
della democrazia.
Terminato
allora, nei mesi scorsi a Favara, il balletto di
nomi per le candidature al Consiglio Comunale ed
alla guida amministrativa della Città, con la
scelta, a larga maggioranza, da parte dei favaresi
dell’avv. Russello della Casa delle Libertà
come sindaco, occorre adesso, dopo l’insediamento
del giugno scorso ed il conseguente periodo di
assestamento, di rodaggio e di vacanze estive,
occorre impostare adesso il dibattito politico sui
contenuti concreti, sulla corretta impostazione
amministrativa della città, sui problemi reali.
Insomma adesso bisogna spronare Consiglio Comunale
ed Amministrazione attiva ad operare concretamente
per rispondere alle esigenze della gente, per cui
si è ricevuta la fiducia; bisogna dare altresì
ai cittadini la possibilità di partecipare alla
vita pubblica della loro città, informandoli,
condividendo scelte ragionate, scelte non faziose,
scelte unicamente suggerite dal bene comune,
scelte fondate su serie motivazioni ideali e non
su reazioni acrimoniose o, peggio ancora, su bassi
interessi. Da qualche settimana a Favara il
Consiglio comunale ha approvato il bilancio 2007,
un bilancio predisposto dalla precedente
amministrazione di sinistra, guidata dal sindaco
Airò – certo è strano che un bilancio annuale
venga approvato, quando mancano solo tre mesi per
la fine dell’anno, ma tant’è, ormai da
diversi anni avviene così, speriamo che in
futuro, il bilancio possa essere approvato nei
primi e non negli ultimi mesi dell’anno. L’amministrazione
Russello adesso ha lo strumento finanziario – e
pare proprio senza quel tesoretto di cui si era
parlato in campagna elettorale. In sede di
discussione sul bilancio in Consiglio Comunale,
quella che adesso è l’opposizione, ma che sino
ad alcuni mesi fa era alla guida della città, ha
fatto approvare sullo stesso bilancio prima
predisposto, qualche emendamento che riguarda il
possibile aiuto economico da dare a quei cittadini
bisognosi di particolari cure, fuori Comune, come
la dialisi o la chemioterapia. Qualche autorevole
esponente della sinistra che ha proposto tale
lodevole emendamento approvato dalla maggioranza
del Consiglio – una maggioranza – ricordiamo
-di centro destra – alla domanda di un
giornalista, "come mai questo emendamento
non era stato regolarmente inserito in bilancio da
lor signori quando erano al governo della
Città", ha così risposto: "C’è
stata un campagna elettorale che ci ha messo
davvero a contatto con la gente, e ci siamo resi
conto dei veri bisogni". Risposta
sincera. Come dire però che quando si è al
potere, si pensa al potere e a governare; una
forma di governo però, quella che si preferisce
scegliere che distacca dalla gente. A quella
risposta sincera, viene subito spontaneo
aggiungere: "Ci voleva la campagna
elettorale e la conseguente solenne batosta, per
capire le esigenze della gente." Un
monito questo all’attuale amministrazione,
invitata ormai ad affrontare con decisione i
grossi, annosi problemi della Città. dalla
metanizzazione, al PRG, al recupero del centro
storico, senza cullarsi per il largo consenso
ricevuto, sapendosi costantemente tenere sempre a
contatto col popolo, non chiudendosi nel potere,
nella cerchia ristretta di amici e parenti, ma
sforzandosi di essere sempre e per davvero al
servizio della gente, soprattutto di quella delle
fasce sociali più deboli.
--Tutti
vogliamo far crescere sicuramente una Favara più
solidale, una Favara più pulita in tutti i sensi,
con servizi migliori, una Favara che sappia
scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalità,
una Favara che veda la scomparsa del bullismo, del
vandalismo, verso l’arredo pubblico urbano e
verso gli istituti scolastici; una Favara che veda
valorizzate ancora meglio le tante capacità dell’apparato
burocratico del Comune, una Favara che abbia nei
servizi municipali , impiegati, oltre che sempre
più qualificati ed all’altezza delle loro
funzioni, anche sempre più accoglienti e
servizievoli nei riguardi di tutti i cittadini.
Radioacoltatrici
e radioascoltatori, don Diego Acquisto, anche a
nome dello staff tecnico e giornalistico
cordialmente vi saluta e vi augura buon prosieguo
di ascolto sulle frequenze di Radio Favara 101.
Noi torneremo a sentirci sabato prossimo.
***********************************************
"L’orizzonte
dei cattolici"
nella
politica del nuovo millennio.
Il
ruolo dell’Amministrazione Locale per una vera
applicazione della Solidarietà
(Quale
Favara per il terzo millennio)
Favara
– Salone del Collegio di Maria: sabato
03-02-2007
(Testo
della relazione di don Diego Acquisto,
tenuta al Convegno,
organizzato
dall'UDEUR e dalla MARGHERITA,
a
cui sono stati invitati a partecipare, con un
pubblico manifesto, tutti i
Partiti, i Movimenti e le Associazioni della
Città di Favara, che nel loro impegno nel sociale
e nel politico fanno esplicito riferimento alla
Dottrina Sociale della Chiesa)
Un
cordiale saluto a tutti e prima di ogni cosa un
ringraziamento.
-Credo
che come cittadini e come Chiesa formata da tutti
noi battezzati, al cui servizio di
evangelizzazione siamo anzitutto preposti noi
Parroci, dobbiamo esprimere gratitudine a
quanti hanno pensato ed organizzato questo
Convegno su un tema di così rilevante
importanza. Ci viene data l’opportunità, di una
riflessione sulla DSC; dottrina sociale che –
sicuramente lo sappiamo tutti - traduce, si sforza
di tradurre nella
concretezza della vita sociale i valori del
Vangelo.
-La
popolazione di Favara nel suo complesso, ma
sicuramente nella sua parte più viva e
responsabile, si sta preparando a quello
che avverrà nella prossima primavera, cioè ad
esprimere un giudizio sull’andamento della
nostra Città di Favara, dove si sarà chiamati a
votare per le elezioni amministrative.
Sarà confermata o rinnovata, parzialmente o
totalmente l’Amministrazione Comunale. Per
questo, così come del resto avviene altrove per
lo stesso motivo, la popolazione di questa città
vive in questi giorni momenti positivi di
fermento, e – sicuramente - ciò continuerà
a verificarsi con maggiore intensità, nelle
prossime settimane.
L’incontro
di questa sera si inquadra in questo contesto; un
incontro, quello di questa sera, sicuramente
organizzato con il desiderio e la finalità di dare
speranza a questa nostra città, indicando
prospettive nuove per il prossimo futuro,
prospettive alternative o comunque diverse, nei
contenuti e, ancora di più, visivamente nelle
persone, persone diverse, che nell’eventualità
di ricevere la fiducia popolare, potranno essere
chiamate a gestire quei contenuti.
Tutto
questo fermento in atto e anche quello dei
prossimi giorni, verosimilmente ancora più
intenso, a mio giudizio, è una cosa molto
positiva e fa onore a chi lo suscita ed a chi se
ne rende protagonista. Interessarsi della
città, delineare possibili soluzioni dei problemi
esistenti, guardati in faccia senza demagogia o
ipocrisia alcuna, interessarsi dei problemi e ,
soprattutto proporre alla valutazione delle
possibili soluzioni, è a mio giudizio, una cosa
sommamente positiva e lodevole, davanti agli
uomini e consentitemi – dato che abbiamo tutti i
presenti – sicuramente almeno questo - il minimo
comune denominatore di essere credenti, una cosa
sommamente positiva e lodevole anche davanti a
Dio.
Perché,
la nostra spiritualità di credenti e di
cristiani, non è e non può essere una
spiritualità del disimpegno, ma dell’impegno,
dell’impegno concreto e fattivo, è la
spiritualità dell’incarnazione, della capacità
di sapersi calare nel concreto contesto in cui si
vive, per fare la propria parte al miglioramento
della città terrena, impegno per la città
terrena, che per dirla con S. Agostino, è una
delle condizioni necessarie per il premio della
Città celeste.
E
questo vale per tutti; per tutti quelli che
animati da sincero desiderio di miglioramento, da
qualsiasi parte provengano, sotto qualsiasi
bandiera o in qualsiasi schieramento politico
militino, parteciperanno attivamente, oggi e nei
prossimi giorni, alla dialettica politica ed al
conseguente agone politico per la guida della
Città.
L’unica
cosa da condannare è la passività, l’indifferenza,
l’apatia, la rassegnazione,
tutti atteggiamenti talvolta tipici di talune
fasce sociali del nostro ambiente, atteggiamenti
di un pessimismo scettico e pregiudizialmente
rinunciatario, secondo cui da noi non c’è
nulla da fare, perché se mai – sentiamo
spesso dire – se mai, potranno
cambiare i musicanti, ma la musica sarà sempre la
stessa.
No,
noi come credenti abbiamo tra l’altro una marcia
in più, siamo in un sistema democratico, è
possibile cambiare musica e musicanti, e
comunque quando cambiano i musicanti, - credetemi
- gli esperti di musica sanno bene che cambia
sicuramente anche il modo di intendere e
interpretare la stessa musica, perché l’azione
concreta è sempre sostenuta e supportata da una
impostazione ideale, da una diversa
sensibilità, da una diversa visione dei problemi,
da una diversa visione sociale, da una
diversa visione antropologica. Non è
affatto ininfluente la formazione personale, umana
e spirituale, nella soluzione dei problemi. Non
è vero poi che i musicanti siano tutti gli
stessi, perché è importante vedere anche da
quale scuola di musica provengono.
E
questa sera io mi rivolgo a musicanti che
provengono da una scuola unica che è quella
del Vangelo, dove si trovano espressi i valori
cristiani, i veri valori che sono all’origine
della nostra civiltà europea; mi rivolgo a
musicanti che vogliono cioè fare della Dottrina
Sociale della Chiesa la bussola di riferimento
della loro azione politica.
Se
proprio così poi non fosse per alcuni dei
presenti, mi auguro che siano qui, perché
comunque – magari facendo qualche corso
accelerato di recupero, vogliono colmare qualche
debito formativo, contratto per esperienze
negative vissute che vogliono accantonare ed
accogliere i valori del cristianesimo. Insomma,
questa sera mi rivolgo a musicanti che,
esplicitamente, vogliono riferirsi, ad una scuola
di musica unica che è quella del Vangelo e della
Dottrina Sociale della Chiesa. Vogliono cioè
attingere ed interiorizzare quei valori che poi
ognuno, con diversa sensibilità e strategia, nei
diversi Partiti in cui ha liberamente deciso di
militare, si impegnerà, sotto la sua personale
responsabilità, a tradurre in atto, partecipando
attivamente alla vita delle varie le istituzioni
civili, nella piena convinzione che questi
valori,fondati sulla razionalità, sono per la
crescita autentica e per la vera promozione dell’uomo.
E
proprio perché la base della D.S.C. è la
legge della razionalità, scolpita nel cuore e
nei fatti, le posizioni della Chiesa, - per
esempio sui problemi demografici, sui problemi
dell’aborto, della bioetica, della cosiddetta
ingegneria genetica, come del lavoro e dell’occupazione,
- possono essere condivise anche da coloro che non
condividono la fede cristiana o che non sono in
comunione con la gerarchia cattolica.
Attenzione
che ho detto, sotto la propria personale
responsabilità, perché, lo sappiamo bene tutti
che è definitivamente finito per la Chiesa il
tempo del collateralismo, del Partito unico dei
cattolici, durato anche troppo, per oltre un
quarantennio, quando la Chiesa, di fronte all’emergenza
democratica del dopoguerra, facendo opera di
supplenza in un periodo eccezionale, di mancanza
di formazione democratica del popolo per il
precedente periodo di dittatura e di fronte all’avanzata
minacciosa del comunismo, ha salvato in Italia il
valore prezioso della democrazia. Questo periodo
è finito e adesso la Chiesa invita quanti
condividono i valori fondamentali, che il
cristianesimo propone , all’unità su questi
valori.
-Ed
siamo già entrati nel tema, che parla di
orizzonte: "L’orizzonte
dei cattolici nella politica del nuovo millennio".
Ma
, preliminarmente ancora , voglio dire un’altra
cosa a tutti, a tutti i favaresi, ai
numerosi presenti ed a quelli che, forse, ci
ascolteranno tramite il servizio della nostra
emittente locale SICILIA-TV. Come cittadino
credente, in questa città da oltre 40 anni e come
Parroco, da quasi 40 anni, esattamente 38 sento di
dirvi:
Favaresi
e cattolici in particolare, - non dobbiamo mai
avere paura di mettere a nudo le ferite, specie se
abbiamo seria volontà di guarigione - malgrado
taluni cattivi esempi ricevuti, - in un
passato remoto, o magari prossimo o recente - da
rappresentanti a cui avevamo dato fiducia, bisogna
valutare nella giusta luce la politica, la
politica che è impegno di servizio per la
Città; la politica vera che per il Magistero
della Chiesa è una delle forme più alte in cui
si può vivere concretamente l’impegno della
carità; bisogna superare il pregiudizio dominante
che la politica è intrinsecamente sporca,
apprezzare e non disprezzare la politica, non
demonizzarla ; ed è questo il periodo per
riflettere seriamente; bisogna mettere da
parte, nella misura del possibile, gli
interessi personali, di famiglia o di
parentela, gli interessi di partito, e guardare
al bene comune, al bene della città, per scegliere
programmi adeguati e persone capaci, persone
leali, persone animate da buona volontà e
rettitudine, con la passione anzitutto del
bene comune, all’interno del quale è
possibile poi trovare soluzioni per un
miglioramento generale e magari per risolvere
talune drammatiche situazioni particolari. Il bene
delle persone – dicevamo i Parroci di Favara,
in un documento pubblico di diversi anni fa,
facendo sentire la nostra voce in un momento
difficile della vita amministrativa della Città
– "Il bene delle persone non si può
realizzare indipendentemente dal bene comune della
Comunità alla quale le persone
appartengono". E nello stesso documento
dicevamo, richiamando l’Amministrazione attiva
allora in carica, che "Bisogna
trovare i modi per garantire la partecipazione
pubblica al processo decisionale relativo alla
politica della corretta amministrazione, in modo
che non siano favoriti gruppi particolari e siano
tenute presenti le vere necessità della
gente".
In
quel documento di diversi anni fa, parlavamo, …udite…udite…
di metanizzazione, P.R.G., recupero del Centro
storico, riordino dei servizi comunali, strategia
sviluppo ed occupazione,
tutti problemi che stavano e stanno a cuore alla
gente, se si ha la capacità di ascoltare.
Tra
parentesi, mi permetto non una critica ma una
constatazione
(
di questa Amministrazione in carica, della quale
chi vi parla, in talune circostanze ha avuto modo
di esprimere giudizi positivi, di questa
Amministrazione avevo pubblicamente apprezzato l’iniziativa
degli incontri diretti con la gente nei quartieri
delle varie Parrocchie. Un’iniziativa però che
dopo la prima, promettente esperienza, realizzata
nei primi mesi di legislatura - non si sa perché – è stata
abbandonata).
Riprendendo
il tema dell’orizzonte politico entro cui
muoversi, la sensibilità umana e cristiana poi,
deve portare a sentire sempre la gente concreta,
anche quella più umile, e sempre scegliere
dalla parte dei poveri non solo per
consolarli, ma ancora di più e soprattutto per
proteggerli, soccorrerli, aiutarli, sposare la
loro causa e farla valere di fronte alle
ingiustizie; un impegno insomma nella direzione
delle fasce sociali più deboli, per un servizio
migliore ai più poveri, agli emarginati, ai
disoccupati. Un impegno di solidarietà
tutto questo, che prima di essere concreto, o
meglio, per essere concreto e fattivo, deve essere
una conquista di carattere culturale e
spirituale.
In
questi giorni, leggevo sulla cronaca provinciale l’appello
di un Parroco – Arciprete di un Comune della
nostra provincia, ma abbastanza lontano da Favara
– un appello ai suoi fedeli e cittadini, proprio
per le prossime elezioni amministrative. Un
appello che –voglio augurarmi, anzi sono sicuro
- non interessa la nostra Favara. Ma che ad ogni
buon conto, prudentemente, forse non è male non
trascurare del tutto.
Ecco
testualmente l’appello: "Attenti a
quelli che senza scrupoli, anziché curare il bene
comune, possono avere la capacità di arraffare in
tutti i modi, facendo diventare la politica una
mangiatoia per sé, per i fratelli, sorelle,
cognati, cugini e leccapiedi, solamente per la
propria cordata e per la propria corrente".
Ripeto,
un appello che per Favara può darsi che sia
davvero fuori posto. Ma che comunque ho voluto
richiamare, per dare forza a far crescere
ulteriormente la cultura del bene comune.
Un’altra
cosa ancora voglio dire,
è che quando arriverà il momento, bisogna andare
tutti a votare, non solo in prima
battuta, ma anche nell’eventuale turno di
ballottaggio, valutando sempre programmi e
persone, e magari la scuola da cui le persone provengono. Un principio
fondamentale della nostra morale cristiana, anche
nella scelta delle persone, ci impone di tendere
al maggior bene, o quando questo non è possibile
di scegliere il minor male.
Ad
altro poi ci sollecita la nostra spiritualità
cristiana. Anzitutto a
non a puntare facilmente il dito e criticare, ma
soprattutto ad aiutare, a collaborare. Non pensare
che dopo le elezioni il nostro compito di
cittadini sia finito e tutto sia demandato alle
persone che sono risultate elette. Le persone
elette cioè, non devono essere lasciate sole, ma
bisogna seguirle con la preghiera, controllarle
nell’azione, incalzarle e, se necessario
pubblicamente criticarle; - formare anche gruppi
popolari di pressione e di vigilanza - con l’unico
scopo di tenere sempre alta la tensione ideale
per il bene comune.
E,
forse senza accorgercene, già abbondantemente
siamo entrati nel tema, nel tema dell’orizzonte,
dentro il quale i cattolici devono muoversi e
nello stesso tempo, quale deve essere il ruolo che
deve assumere l’Amministrazione Locale, organo
propulsivo di stimoli positivi nel tessuto sociale
e quindi di quale Favara far crescere nel terzo
millennio.
L’orizzonte
deve essere quello dei valori fondanti un
vero umanesimo, valori che vengono
proposti dalla cultura cristiana, che adesso io
per sommi capi, e in maniera davvero sintetica, mi
accingo ad elencare: la persona, la vita, la
famiglia, l’assetto sociale, a partire
anzitutto dal settore dell’istruzione e
formativo.
La
persona anzitutto, la persona a cui nell’ottica
del Vangelo tutto deve essere subordinato, perché
"il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo
per il sabato". La persona umana e la
comunità umana sono il fine e la misura della
politica, come della corretta amministrazione di
una Città.
La
persona "Per
noi uomini e per la nostra salvezza si è
incarnato e si è fatto uomo " –
centralità della persona sempre nell’ottica
cristiana, centralità della persona, persona che
deve essere sempre il fine e mai mezzo di ogni
attività e di ogni legge. Leggevo in
questi giorni: "Il personalismo
cristiano fonda la vera democrazia, perché la
democrazia si fonda su quei valori che esprimono
le finalità costitutive della persona con i
conseguenti diritti civili (libertà di
espressione, di associazione, di professione
religiosa, di iniziativa economica...ecc". E
ancora: "La persona ha
dei diritti che la legge positiva non crea, ma
deve riconoscere, ed il primo fra essi è il diritto
alla vita", del rispetto della
vita da quando sboccia nel seno della madre, sino
alla sua naturale conclusione. E quindi niente
aborto e niente eutanasia; niente eutanasia
perché la vita è un dono e quindi non è un bene
disponibile a nostro piacimento; niente quindi
eutanasia pur con tutta l’attenzione alle
problematiche sul tappeto riguardanti il
cosiddetto accanimento terapeutico, che
sicuramente non ha a che fare con la cultura del
rispetto della vita e che è una cosa diversa dall’eutanasia.
Allora il problema della dignità della persona
umana e del suo diritto alla vita, non è legato
al potere delle maggioranze parlamentari, che
perciò, si devono limitare soltanto a riconoscere
e tutelare questi valori. Il Vaticano II, in
quello straordinario documento dal titolo "Dignitatis
humanae", con grande coraggio, ha
affermato che non è la verità, anche religiosa
che ha diritto ad esistere e quindi ad essere
affermata e difesa con ogni mezzo, ma la persona
umana, che per la sua dignità, ha diritto alla
libertà religiosa. Un diritto alla vita che
perdura anche in coloro che non soddisfano all’obbligo
di cercare la verità e di aderire ad essa.
Quindi
della famiglia – così come voluta
dal Creatore e dalla natura, famiglia che
scaturisce dal matrimonio tra un uomo ed una donna
– della famiglia naturale come sancita della
nostra Costituzione, della famiglia naturale e non
"tradizionale". Quanta
cattiveria nell’uso di questo aggettivo
"tradizionale". Un aggettivo che mi
fa venire i nervi per il tono come viene usato,
come se la famiglia tradizionale, fosse qualcosa
di negativo, non in linea col progresso, quella falsa cultura cosiddetta
progressista, di cui io
ho parlato in una mia recente presa pubblica di
posizione su una iniziativa della nostra attuale
Amministrazione Comunale.
La
quale Amministrazione per ingentilire un angolo
della nostra città – così è stato spiegato
– in un luogo, non chiuso di museo, ma di grande
frequentazione soprattutto giovanile, ha pensato
ad erigere un statua di nudo di donna. Le
persone intelligenti e corrette hanno capito bene
che il mio intento non è stato di natura
ottusamente moralistica, come alcuni giornalisti
hanno preferito presentarlo, ma unicamente quello
di porre alcuni interrogativi, sui segnali e sulle
indicazioni che dobbiamo dare – e quindi anche
un’Amministrazione Comunale deve dare - per una
vera crescita umana, compreso l’aspetto
sicuramente importante di una educazione
responsabile alla sessualità. Tanti gli interrogativi
che ho posto, su cui vorrei ancora che veramente
si riflettesse, per il bene della Città e dei
giovani; quali sono i segnali migliori da dare, da
parte di tutte le persone e di tutte le
istituzioni responsabili, specie quando poi c’è
di mezzo l’ uso del pubblico denaro, per il
quale uso credo proprio che in futuro, da parte di
associazioni, partiti, movimenti, commissioni
consiliari, e via dicendo, devono essere studiate
forme più attente di vigilanza e di incisività.
I
valori della persona, della vita, della famiglia;
ed a proposito di famiglia non ci possiamo
sottrarre all’argomento di attualità: Già la
Nota dottrinale della Congregazione per la
Dottrina della Fede "circa alcune questioni
riguardanti l’impegno e il comportamento dei
cattolici nella vita pubblica", datata 24
novembre 2002, aveva affermato che alla
famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra
persone di sesso diverso "non
possono essere equiparate in alcun modo altre
forme di convivenza, né queste possono ricevere
in quanto tali riconoscimento legale"
(n. 4).
--Assetto
sociale secondo il fondamentale principio di
sussidiarietà che tutela la soggettività
sociale. Per quanto riguarda il sistema formativo,
il principio di sussidiarietà esige il pluralismo
delle istituzioni educative. La visione cristiana
dell'assetto sociale dice decisamente no al
monopolio dello Stato nel settore formativo e
dell'istruzione.
--Una
cultura di appoggio e sostegno attorno a questi
valori fondamentali, che va costruita
pazientemente in sede locale, dai politici
impegnati nell’amministrazione dei Comuni, delle
Province e delle Regioni. Per un politico poi, cha
ha profondamente interiorizzato questi valori, ne
è convinto e vuole davvero testimoniarli, nelle
situazioni concrete in cui si trova a vivere nell’esplicazione
del suo mandato popolare, il possibile
atteggiamento da tenere di fronte alle leggi in
contrasto con i dettami morali ed etici, va dalla
"resistenza profetica" - come viene
chiamata - verso normative contrarie alla vita e
ai diritti umani, alla pura "tolleranza"
verso leggi che appaiono come il "male
minore".
Ci
avviamo alla conclusione.
Questo
è tempo di metterci tutti, - e noi cattolici in
particolare - in discussione per comprendere
eventuali errori, omissioni, egoismi e debolezze
varie, che possono aver condizionato il nostro
impegno nel sociale. E tempo di ritrovarci uniti
nei valori e per quanto possibile nella strategia
concreta per attuarli. Accogliamo i richiami alla
coerenza e all'attenzione verso gli ultimi, che ci
vengono dal nostro Arcivescovo, rinnovando i
significati di servizio e disinteresse che devono
costantemente e necessariamente accompagnare
l'impegno politico, perseguendo, con le
provocazioni liberatorie del messaggio evangelico,
solo e soltanto la ricerca del bene comune,
lottando contro ogni forma di gestione politica
che mira unicamente e comunque all’occupazione
del potere.
Appare
paradossale, la capacità di buona parte della
nostra cittadinanza di metabolizzare gli
accadimenti e di accettare per normale, quello che
invece normale non è, e normale non deve essere
considerato. Pare - per esempio -che sia diventato normale non
avere il metano. Non si ribella nessuno, non alza
la voce più nessuno, soprattutto da parte di quelli che prima
parlavano e come ! , non si organizzano proteste.
E
ancora, oltre alla metanizzazione, il P.R.G., il
recupero del Centro storico che cade a pezzi, tutte
questioni aperte, problemi sotto gli occhi
di tutti, problemi che noi Parroci abbiamo
inutilmente attenzionato in passato, con altre
Amministrazioni di colore e di impostazione
politica diversa. Lo
stesso atteggiamento sulla viabilità, sul degrado
delle strade, sulla sporcizia spesso
imperante, su non pochi servizi, dove quello
che si realizza , spesso comunque in maniera
carente, pare che venga conseguito come un favore
personale, anziché come un sacrosanto diritto.
--Quale
Favara vogliamo far crescere , nel terzo
millennio – con i valori che abbiamo detto.
Sicuramente una Favara più solidale, con ancora
maggiore attenzione alle fasce sociali deboli, una
Favara più pulita in tutti i sensi, con servizi
migliori, una Favara che sappia scoraggiare nei
fatti il clientelismo e l’illegalità, una
Favara che veda la scomparsa del bullismo, del
vandalismo, verso l’arredo pubblico urbano e
verso gli istituti scolastici; una Favara che veda
valorizzate ancora meglio le tante capacità dell’apparato
burocratico del Comune, una Favara che abbia nei
servizi municipali , impiegati, oltre che sempre
più qualificati ed all’altezza delle loro
funzioni, anche sempre più accoglienti e
servizievoli per il pubblico, specie dopo la
lodevole stabilizzazione di tanti precari per l’impegno
congiunto del Governo regionale e dell’Amministrazione
locale che ha fatto la sua parte. Una Favara
ancora con più verde pubblico e con ancora altri
luoghi di sereno svago per il tempo libero; una
Favara che sappia ancora di più scoprire e
valorizzare i tanti talenti dei suoi concittadini.
Come
si vede la mia non vuole essere in questo momento
una critica diretta all’Amministrazione in
carica, sulla quale ci sarà il giudizio della
gente, ma un’osservazione di carattere generale,
su cui non ci si può illudere per alcuni
risultati raggiunti, perché c’è ancora davvero
tanto da modificare e migliorare. E questo mi
auguro possa avvenire con l’ulteriore impegno di
tutti, e soprattutto di quanti si vogliono
ispirare ai principi della DSC.
Per
concludere, dico che sempre bisogna cercare, nel
superiore interesse di Favara, la via della
concordia e della fattiva collaborazione, in
questo momento di riflessione, specie tra forze
politiche omogenee che potranno, se accompagnate
dal consenso popolare, concorrere o determinare le
scelte per la migliore gestione della città, nel
prossimo futuro. Infine, vorrei ricordare a tutti
che, l’ottimo è nemico del bene e che la
politica è l’arte del possibile; possibile che
bisogna sempre coraggiosamente tentare per il bene
di una Comunità.
Come
Chiesa, sicuro di interpretare il concorde
pensiero degli altri Parroci, desideriamo – come
dicevamo in altra occasione, sempre in un
documento ufficiale - esplicitamente affermare di
non volerci schierare per nessun partito, per
nessuna coalizione, per nessun candidato, anche se
questo, naturalmente, non deve indurre nessuno a
pensare di essere, come cristiani, prima ancora
che come Sacerdoti, neutrali di fronte ai valori
della Dottrina Sociale della Chiesa ed alle
culture politiche che quei valori esprimono. Grazie
per l’attenzione e per l’ascolto.
Sac.
Diego Acquisto
Parroco
di S. Vito - Favara
La
Voce del Direttore - Radio Favara 101
(8,45
– 11,10 – 14,45 – 17,15 – 21,45)
–
**********************************
Attenzione:
La
Parrocchia S. Vito citata da
L'Osservatore Romano
di domenica 26.2.2006,
pagina
4, in un articolo dal titolo
"TORNATA
AD ASSISI L'URNA DELL'IMMACOLATA, UTILIZZATA PER DEPOSITARE I
VOTI DELLA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA",
in
cui testualmente si legge:
"La
domenica precedente la festività dell'Immacolata,
la Santa Messa delle 11,30 è stata animata
addirittura da cento fedeli venuti con due pullman
della parrocchia S. Vito di Favara, guidati dal
parroco don Diego Acquisto".
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