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Parrocchia San Vito

Piazza San Vito - 92026 Favara (Agrigento)

Comunità Ecclesiale di Favara

Arcidiocesi di Agrigento

Vicariato Foraneo N.2 - Aragona - Comitini  - Favara

Zona Pastorale San Gerlando

Parroco: don Diego Acquisto  

Direttore responsabile dell'informazione  di Radio Favara 101, 

con registrazione al n. 208 del 21.10.1994 del Tribunale di Agrigento.

 

Domiciliato in via P.S. Mattarella, 1 (Seminario) 

 92026 Favara (Agrigento) - tel. e fax 0922.31927 - Cellulare wind 3289748129 -  Cellulare tim 3319520614

 

e-mail  diegoacquisto@alice.it dieg

 

Nota al direttore del giornale on line "...perlacittà.it" sui preti di Favara 

 28 luglio 2010

Nota in merito all'affermazione " non si alzano le voci ..... dei preti che fino a qualche mese addietro sembravano abitare in paese...”, contenuta  nel servizio del 28.7.2010 dal titolo : " Favara – In Consiglio si parla ancora di quota rosa di Franco Pullara " in cui, oltre che del problema delle quote rosa, che ha paralizzato l'attività amministrativa di Favara, si parla anche del degrado in alcuni settori della città, con i seguenti interrogativi : "Cosa dire sulla via Umberto che resta chiusa? E sulla via San Calogero? Per l’acqua che non arriva? Per la sporcizia? Per la macchina burocratica comunale che non funziona?".

 

Caro direttore,

la mia non vuole essere una difesa d’ufficio, ma è chiaro che l’opinione di noi preti (alcuni dei quali sono legittimamente fuori sede, in vacanza) oltre alla mia che non ha mancato di farsi sentire, non può che essere quella di puntare anzitutto al bene comune, nelle linea del nostro costante impegno di evangelizzazione che non può escludere la politica. Anzi.

Papa Benedetto ricorda spesso che la Chiesa non può disinteressarsi del bene comune, con particolare attenzione alla fasce sociali più deboli. Favara specie dopo la tragedia del 23 gennaio scorso, non può essere abbandonata a se stessa…il degrado nei settori da te denunciati può e deve essere fermato…la macchina burocratica del Comune (dirigenti e personale vario…più che sufficiente nel numero…) mi pare che, in qualche caso, si stia mettendo all’opera, per esempio, x qualche intervento necessario in qualche via…

Perché non procedere in tutti i settori, per quanto riguarda l’ordinario ? E’ proprio sempre necessario l’ordine di servizio dell’assessore ? Non basta quello del dirigente per l’ordinaria amministrazione ?

Comunque, a scanso di equivoci, la politica non deve cercare alibi. E’ urgente, anzi urgentissima, la costituzione (rimodulazione, rinnovo…ecc…) di una autorevole Giunta, formata da persone qualificate e di buona volontà , di ambo i sessi.

A mio modesto parere, i politici-uomini ( a parte l’opportunità o meno di talune iniziative giuridiche che pare vogliano intraprendere) intanto hanno l’occasione di liberarsi dall’accusa di essere attaccati al potere e di incurabile maschilismo in politica, realizzando subito l’idea di una Giunta a maggioranza femminile, con il 20% di uomini . E’ difficile realizzarla ? Forse sì, ma non impossibile ! Per fare proprio presto (perché è davvero necessario) ogni Partito (nessuno escluso), subito, dovrebbe fornire una rosa di nomi, lasciando la decisione al Sindaco, al quale, per legge, spetta sempre l’ultima parola nella scelta degli assessori x la composizione della squadra di governo. Naturalmente, il discorso dell’urgenza nel procedere, se vale x tutti, vale soprattutto x il Sindaco, al quale subito – e giustamente – sempre, in ogni cosa si pensa, avendo egli ricevuto un mandato diretto dai cittadini x l’amministrazione della cosa pubblica.

Formata la GIUNTA, dopo questo necessario ed urgente passaggio, si riprenda pure il dibattito a 360 gradi. Ciò anche con un occhio alla situazione politica nazionale, che credo non manchi, neppure a Favara, di avere il suo influsso sulla politica locale. Si possono fare tutte discussioni che si ritengono più utili x il bene di Favara, non dimenticando però che x tutti, singoli operatori politici, raggruppamenti vari, e Partiti nel loro insieme, ci sarà, nel segreto dell’urna, il giudizio degli elettori, in questi tempi, forse più desiderosi che mai di esercitare direttamente la loro sovranità. Le sorprese, a mio giudizio, sono o saranno proprio da mettere nel conto.

Con sensi di stima

Favara 28.7.2010

Sac. Diego Acquisto

 

 

********************

 

13.7.2010-Lettera a Franco Pullara, direttore del giornale online ...Per la città, in riscontro ad un suo servizio dal titolo: Favara - L'opposizione c'è.

 

Caro direttore,

partendo dal principio che la Chiesa non è e non vuole essere, un agente politico, ma che tuttavia non può non sentirsi interessata a dare il proprio contributo per il bene comune, il tuo articolo ed i vari post di commento, hanno suscitato in me le seguenti considerazioni, forse anche per il ruolo che esercito all’interno della comunità.

La mancata indignazione del popolo rispetto a talune, oggettive, disfunzioni  denunciate, forse si può spiegare con il fatto dell’abitudine, consolidata nel tempo, perché il presente eredita un passato, difficile da smaltire e la buona volontà degli attuali, come dei passati amministratori, ha sostanzialmente lasciata immutata la situazione, consolidando la cultura della rassegnazione. Il nuovo da costruire sono forse davvero i piccoli passi di una cultura collettiva di corresponsabilità, con un confronto costante e diretto dei cittadini con l’Amministrazione, che mi auguro davvero possa, finalmente, davvero iniziare.  Non servono, a mio giudizio, né le rampogne contro l’attuale legislazione, né le invettive, né le lamentele, specie se condite da inutili volgarità e/o palesemente frutto di malanimo e  faziosità.

Ma il senso complessivo del tuo servizio, caro direttore Pullara, è certamente un altro, quello di un’opposizione di sinistra che manca.

Avendo il popolo decretato di affidare il governo della città al centro-destra, contestualmente, nella normalità della vita democratica, alla parte sconfitta assegna il ruolo di opposizione.

A Favara la situazione appare anomala, perché a  quanto pare, la sinistra, o meglio le forze del centro-sinistra, (complessivamente meno di un terzo del consiglio comunale, formato da 30 consiglieri)si trovano, spesso,  a condividere le scelte dell’Amministrazione.

Da tre mesi a questa parte, che cosa è avvenuto ? Come riferisci in questo servizio,  “dell’opposizione se n’è fatto carico l’onorevole Bosco e il gruppo consigliare vicino alle sue posizioni politiche”, cioè i lealisti del PDL, un gruppo di quattro/cinque consiglieri. Cioè, in assenza della naturale opposizione esterna, è nata un’opposizione interna allo stesso Partito del sindaco. Un’opposizione fatta in casa, dato che il PDL risulta frazionato tra  “lealisti”, PDL-Sicilia, e di recente, anche,  PDL-Favara. Una guerra “civile”, che, in qualche occasione, talvolta, appare anche inutilmente cruenta. Una situazione anomala di frammentazione e confusione, questa del PDL a Favara che sicuramente disorienta i cittadini. E, per dirla tutta, la frammentazione  a Favara  non risparmia nemmeno il centro-sinistra, il PD, al cui interno le fratture sono pure evidenti, tra riformisti e conservatori, così come a livello nazionale, regionale, provinciale  .

 Le conseguenze per l’Amministrazione Comunale,  - costretta democraticamente a tenere conto degli umori di una maggioranza variabile in Consiglio Comunale, non infrequentemente diversa  da quella da cui politicamente è nata, lo scorso marzo, dopo un travaglio di oltre cinque mesi - mi sembrano quelle di una navigazione a vista, con il Sindaco che richiama agli impegni programmatici sottoscritti.

Cosa avverrà nel prossimo futuro ? Perché è sicuro che democraticamente tutto ritornerà al giudizio del popolo, che nel segreto dell’urna valuterà e dovrà esprimersi. L’esperienza ci dice che dall’urna possono uscire risultati davvero inaspettati, a riprova che la valutazione della gente comune – dove spesso c’è tanto buon senso -  può essere assai diversa da quella che alcuni vorrebbero far credere.

 Ma quale possibilità di scelta sarà offerta ai cittadini favaresi alle prossime elezioni amministrative? 

Continuando così le cose, in considerazione che MPA e UDC sono ufficialmente alleati del PDL (ma anche loro, con problemi, divisi al loro interno), VIENE da PENSARE  che  i FAVARESI dovranno solo SCEGLIERE  tra due FAZIONI  di UNO STESSO PARTITO, cioè il PDL.

Perché, in questo contesto, le forze del centro sinistra appaiono quasi inesistenti,  non alternative e comunque, comportandosi in questo modo in Consiglio Comunale, non pare davvero che abbiano per Favara un progetto credibile di alternativa all’attuale gestione.

Inoltre,  alcune domande si devono ancora porre. Funzionano i partiti ?  Quale lavoro stanno facendo per formare i nuovi possibili  amministratori  da sottoporre al giudizio dei cittadini ? Perché, all’interno di ogni partito, - per essere concreti - non si incominciano a fare i nomi (uomini e donne) di possibili, futuri amministratori della cosa pubblica ?

 E’ possibile risolvere tutto, ponendo all’attenzione solo domande retoriche, come :  Daremo fiducia di nuovo ai nostri eroi “ (cioè agli stessi consiglieri comunali) ?”.  Oppure lanciare solo qualche frase ad effetto, che, per esempio, inviti  a coglier il “guanto”  “perché la sfida è aperta ?”.

 

Mi rendo conto che è facile criticare e lamentarsi, mentre scendere al concreto, specie se si tratta di scelta di persone, è davvero difficile. Con la conseguenza poi di scegliere però all’ultimo momento, pressati solo dalla scadenza e dalla sola urgenza e necessità di pigliare voti.

 Per questo, credo che la strada da percorrere, concretamente, sia quella di un forma di democrazia diretta di controllo popolare, avviando un processo di educazione della coscienza collettiva  alla partecipazione responsabile, liberando la mente da pregiudizi e  attese messianiche, quasi che possa sorgere un uomo carismatico che miracolosamente possa farsi carico e  risolvere i problemi della collettività.

Unitamente  all’augurio di buone vacanze, c’è da sperare, magari dopo la calura di questi mesi,  in un ripensamento generale per il bene della città e della democrazia.

Cordialmente

13.7.2010

Sac. Diego Acquisto

 

Radio Favara101-L'Editoriale “La voce del direttore”  

Rubrica settimanale di don Diego Acquisto

 in onda ogni lunedì 

alle ore 7,15 - 11,15 - 14,15 - 18,15

(La rubrica, dopo la pausa estiva,  riprenderà lunedì 20 settembre2010)

 

Editoriale di RF 101 - lunedì 21.06.2010 L'ATTUALE CRISI ECONOMICA e POLITICA

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In questi ultimi giorni, sulla situazione politica generale, ci è toccato di leggere l’editoriale di un noto politologo, dal titolo “I governanti sulla luna”. Un titolo quanto mai indovinato per la situazione che stiamo vivendo e per l’argomento trattato. Cioè, in un momento di grande difficoltà per la gran parte dei cittadini, misuriamo con mano la distanza della politica, che si interessa e che litiga per cose, che se pure importanti, perché da tempo aspettano una soluzione, in questo momento sicuramente la priorità dovrebbe essere data ad altro, se è vero, come è vero, che come dicevano i latini, “primum vivere deinde philosophari”, cioè prima bisogna pensare a restare in vita, e poi, se si resta in vita si può pensare alla filosofia, al modo migliore di filosofare, al modo migliore di quale filosofia scegliere per vivere meglio la vita.
Per essere chiari, a nostro giudizio, al di là di qualsiasi polemica, il governo, in questo difficile momento in cui tante famiglie ma proprio tante, per una somma di circostanze e di situazioni, non arrivano non solo all’ultima settimana, ma nemmeno alla penultima, il Governo avrebbe dovuto - ed aggiungiamo - dovrebbe, confrontandosi con l'opposizione (e naturalmente sperando che questa, mettendo da parte l’antiberlusconismo viscerale, almeno in questa circostanza mostri senso di responsabilità ed realismo) , dare priorità alla grave situazione economica: alla disoccupazione, specie quella giovanile, sempre in aumento; all'impoverimento delle famiglie; alle difficoltà delle medie e piccole industrie; alla scuola, (sì alla scuola, dove è in corso la protesta sacrosanta dei 100.000 precari che rischiano di finire sul lastrico); all'Università; all'inarrestabile fuga dei cervelli (è di questi giorni la denuncia dell’Arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo, sul grande esodo di giovani che lasciano l’isola in disperata ricerca di lavoro); ai pensionati; alle infrastrutture che ancora non decollano.
Il Governo avrebbe dovuto e dovrebbe subito dare assoluta priorità a questi problemi. Si può rispondere che a queste cose il Governo ci ha già pensato, ma tutto , ci sembra che ancora sia solo sulla carta ed è tutto da verificare. E poi il clima rissoso creatosi non solo con l'opposizione, ma anche all'interno della stessa maggioranza, non promette nulla di buono. Non parliamo delle promesse fatte al Sud. Berlusconi aveva tempo addietro promesso un piano per il Meridione. Non risulta che oltre le parole, concretamente si sia avviato questo piano. Alla Sicilia non arrivano ancora i soldi dei Fas. Certamente alcuni rimproveri e provvedimenti severi ce li meritiamo, la Sicilia li merita, per lo sperpero del denaro pubblico a vantaggio solo di alcuni privilegiati e di alcune fasce clientelari, ma una cosa è punire gli abusi, un’altra è tagliare i fondi.
La massiccia vittoria del Centrodestra aveva fatto pensare, anche a chi non l'aveva votato, che finalmente era in condizione di realizzare, condivisibile o meno, il suo programma. Concreto nell'affrontare l'emergenza (rifiuti di Napoli e terremoto dell'Aquila), veloce nel varare qualche riforma, il governo Berlusconi è andato poi a impantanarsi su tre cose: la spaccatura con Fini; lo scandalo del G8 con un ministro, Scajola, costretto alle dimissioni (e si parla anche di altri ministri); la pasticciata legge sulle intercettazioni, su cui adesso, finalmente e provvidenzialmente, sembra essere in atto un supplemento di riflessione, per migliorarla ed eliminare ogni sospetto che si voglia favorire la casta o peggio ancora la criminalità più o meno organizzata. L’obiettivo deve essere solo quello di tutelare la privacy dei cittadini onesti e laboriosi, che hanno tutto il diritto costituzionalmente protetto di non essere spiati e di non finire sui giornali, con l’iniziativa maldestra di qualche giudice, ultimo esempio, quel magistrato di Trani scoperto mentre per telefono (ecco perché le intercettazioni sono utili) dava notizie riservate a un giornalista.
Si tratta di amare riflessioni, che portano a pensare che i governanti non si accorgono della realtà che li circonda. Operano come se fossero su un altro pianeta. La conclusione è – come è stato da più parti, amaramente osservato - che il cittadino diventa solo uno spettatore da adulare (quando va a votare), da zittire (quando chiede o vuole sapere), da prendere in giro (quando le promesse rimangono promesse).

 

21-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 14.06.2010-S. Antonio

Dobbiamo sempre ricordare che la spiritualità cristiana non è  per la passività, per il disimpegno, non è la spiritualità dell’assenteismo o della rassegnazione, ma la spiritualità della presa di coscienza, della responsabilità, della passione e della creatività, per cercare di risolvere i problemi, non in maniera utopistica, ma realistica. È la spiritualità delle scelte concrete e possibili, nell’ottica di scegliere sempre per il maggior bene o per il minor male . Quella cristiana è, in una parola, la spiritualità dell’incarnazione. In questo senso, non abbiamo condiviso, non condividiamo e non condivideremo mai la cultura dello sfascio di tutto e di tutti, la cultura della critica fine a se stessa, la cultura unicamente finalizzata alla demolizione di chi, pur con i suoi limiti, ha trovato il coraggio di volersi spendere in prima persona per la collettività, mettendoci la sua faccia,  cercando di adoperarsi con i propri talenti per il bene comune.

  A Favara non sono mai mancati e non mancano i problemi, ma non manca nemmeno, fortunatamente, un potenziale di bene, in tutti i versanti, che non  deve andare disperso o misconosciuto, ma incrementato e valorizzato, isolando senza tentennamenti quelli che seminano solo zizzania e discordie.

E in questo senso la festa del Patrono, celebrata ieri, ogni anno, - e quest’anno in particolare – deve offrire, e specialmente quest’anno,-mi auguro che  abbia già offerto - un’opportunità di riflessione. Se il tempo che stiamo vivendo è oggettivamente difficile, dobbiamo considerare che S. Antonio è vissuto anch’ egli in un tempo travagliato e problematico. Ma ecco un breve profilo di S. Antonio, il "Santo dei miracoli", come viene pensato nell'immaginario collettivo, per i numerosi prodigi legati al suo nome. Nato  a Lisbona nel 1195, battezzato col nome di Fernando, lo si voleva avviare alla carriera militare oppure a quella forense, per farne un alto magistrato. Ma Dio aveva altri progetti su quel giovinetto, nell'animo del quale si andava sempre più facendo strada il disprezzo di tutto quel mondo incentrato sullo sfarzo e  sul lusso, di tutto quel mondo delle corti nobiliari, incentrato sulla forza,  sul potere e sullo sfruttamento delle classi sociali più deboli. Per contro, avveniva nel suo animo una progressiva maturazione del sentimento religioso, in cui l'amore a Cristo - che aveva proclamato beati i poveri in spirito, beati i perseguitati, beati  gli affamati di giustizia - l’amore a Cristo esercitava un fascino potente e misterioso.  Nel 1221 si incontrò con  Francesco ad Assisi. Suo  seguace, divenne  predicatore instancabile  del Vangelo. Combatté le eresie, con un messaggio forte e convincente, che comunque tendeva sempre al rispetto delle convinzioni personali.

S. Antonio individuò  il segreto della perfezione nell'accordo tra la vita contemplativa e la vita attiva.  Il 1231 fu l'anno in cui la sua predicazione nella quaresima, toccò  vertici di incisiva intensità per i  forti contenuti sociali. Ma il 1231 è anche l’anno della sua morte, perché spirò all'Arcella, sobborgo di Padova, il 13 giugno 1231, ad appena 36 anni di età.

 Fu canonizzato l’anno successivo, il 30 maggio, a meno di un anno dalla morte, sulla spinta di una popolarità che si sarebbe allargata di epoca in epoca e che ha raggiunto la nostra Favara, che lo ha scelto come suo Patrono.

A vantaggio del suo carisma di taumaturgo,  risulta trascurato il suo impegno concreto per la soluzione dei problemi sociali più scottanti del suo tempo. Ed è l’aspetto, questo del suo impegno concreto, su cui invito a riflettere. Infatti egli  riuscì ad ottenere  dai magistrati di Padova la revoca dell'ordine di incarcerazione per i debitori insolventi, salvando così tantissimi  poveri dalla prigione e dal conseguente peggioramento delle già misere condizioni economiche. Un vero miracolo per quei tempi!

 Ancora, una piaga sociale di quel periodo storico era l'usura - e io mi chiedo e  chiedo a tutti i radioascoltatori :(solo di quel tempo!? - apriamo gli occhi a sufficienza su quello che avviene  anche oggi nella nostra Favara, o preferiamo non vedere e non sapere ?) - l’usura di allora, al tempo di S. Antonio, era davvero un grosso problema, perché strozzava senza pietà tanta gente, succhiava e succhia (se praticata) il sangue ai poveri, spingendoli alla disperazione e talvolta anche al suicidio. Contro l’usura S. Antonio ha prediche  infuocate. L’ impegno concreto di S. Antonio, per la soluzione dei problemi più gravi del suo tempo, ci sprona a vincere ogni forma di pigrizia e ci ricorda che l’impegno per la Città terrena, costituisce per ogni cristiano, una delle condizioni necessarie per il premio della Città celeste. Si avverte oggi l’esigenza, a tutti i livelli, di un impegno nuovo, di un cambiamento nella capacità di confronto e nella qualità di presenza, a livello individuale e nelle istituzioni; tutte condizioni per rendere più vivibile la Città e tutelare efficacemente la dignità della persona umana, trovando sempre punti di convergenza per operare bene a vantaggio del bene comune, all’interno del quale è legittimo che si trovino pure soluzioni per il bene dei singoli.

Radioascoltatrici e radioascoltatori, Don Diego Acquisto cordialmente vi saluta  e, come al solito, anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

19-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 31.05.2010 – 

Situazione amministrativa di Favara

Sulla situazione amministrativa di Favara, le notizie attinte da Radio Cavour, la radio “popolare”, - si fa per dire - cioè le voci che circolano nella piazza più importante di Favara, luogo di ritrovo dei meno giovani, dove  ci sono diversi saloni da barba e diversi bar, e dove solitamente bivaccano per passare il tempo, assieme ad alcuni politici,  anche pseudo-politici e politicanti di bassa lega, le voci che sono circolate e forse ancora circolano, si riferiscono a presunti dissapori di alcune forze politiche della maggioranza e quindi di alcuni  assessori. Queste voci, non ufficiali, che anzi sono state ufficialmente smentite dal primo cittadino, sono state  riferite da alcuni organi di informazione, che hanno parlato di quello che si vociferava in piazza, cioè di una certa situazione confusa ed incerta, che forse si vorrebbe creare ed alimentare, - a detta dei cronisti - creare o comunque alimentare da parte  di alcuni più o meno (forse più meno che più) responsabili politici, responsabili di alcuni di quei partiti, - precisiamo - che pure, appena due mesi fa, nella seconda metà dello scorso marzo, dopo oltre cinque mesi di riflessione, finalmente, avevano risposto all’invito del Sindaco Russello ed avevano indicato i nomi degli assessori, per la costituzione dell’auspicata Giunta politica.

Ma a parte il fatto che, a  quanto pare la notizia, non è risultata vera e comunque è apparsa subito, da parte degli attori di piazza, un po’ gonfiata, la nostra opinione è che se ci fosse anche solo qualche fondamento di verità, al di là di un legittimo confronto e di una leale e corretta dialettica politica, la notizia, avrebbe dell’assurdo e dell’incredibile. Dell’assurdo perché non è nella nostra più sana cultura siciliana  il tradimento, - per dirla con Antonio Russello -, che dice che Gesù non ha scelto la Sicilia per la sua incarnazione, perché sarebbe stato “impossibile, in Sicilia, trovare un Giuda”. Nel caso concreto il tradimento sarebbe verso la città. La notizia avrebbe pure dell’incredibile, perché Favara, specialmente in questa momento e con la concreta situazione che sta vivendo, di tutto ha bisogno tranne che di una farsa, di una politica poco seria, di una politica che nega il giorno dopo quello che ha deciso il giorno prima. Non si può concettualmente concepire che, a poco più di due mesi di distanza, quando, da parte della Giunta, dopo un minimo di due mesi di assestamento, quando si deve passare al dunque, perché arriva il tempo di affrontare concretamente i problemi sul tappeto,  con la necessaria determinazione ed autorevolezza, ecco che l’insorgere di taluni atteggiamenti incomprensibili rischia di vanificare tutto.

 La lotta politica anche personale, la più aspra, va veramente oltre il limite consentito. Nessuno riuscirebbe a comprendere e, credo, che, nel caso fosse vero, nemmeno gli interessati, forse  riuscirebbero mai, a spiegare credibilmente all’opinione pubblica il loro comportamento.

 

Dovunque, il momento politico è sicuramente non facile, a livello, nazionale, regionale e provinciale, mentre contemporaneamente sul piano amministrativo, anche dalle città vicine, non arrivano esempi esaltanti; la cronaca riferisce continuamente di situazioni ingarbugliate o addirittura paradossali; vedi per es. Licata e non solo. Ma questo non può autorizzare che a Favara non si operi per il bene della collettività anzitutto, mettendo insieme impegno e buona volontà.

Superare le difficoltà, da mettere sempre nel conto, non dovrebbe essere estremamente difficile, soprattutto a Favara, dopo quello che è successo e come si sono svolti gli eventi, se subito si pensa al bene comune e della città, accogliendo  (perché no ?) gli stimoli culturali ,  anche recenti che sulla collettività sono stati largamente diffusi con la celebrazione della giornata della legalità e con il recente, interessantissimo convegno sullo scrittore siculo-veneto, ma favarese doc, Antonio Russello.

 Stimoli culturali che vengono positivamente  accolti da tanti giovani e dal grosso della popolazione, ma che, purtroppo, troppo spesso vengono snobbati o addirittura  sembrano non scalfire minimamente – (se alcuni atteggiamenti dovessero risultare esse veri e continuare), - i responsabili politici locali, ai quali la fiducia popolare  ha delegato la gestione amministrativa della città.

 Favara, con i suoi problemi, specie dopo la  tragedia del 23 gennaio scorso, deve trovare la sua via, il suo sano orgoglio, la sua necessaria coesione sociale, senza aspettare chissà quale soluzione dall’alto e chissà quale messia politico-amministrativo. Favara deve sapere alzare concordemente la voce, e dopo aver compiuto i propri doveri, reclamare i propri diritti ed avviare a soluzione i propri veri problemi. Nessuno si può legittimamente permettere di  mortificare la città. Anche per questo  qualcuno griderebbe…”un giorno ci sarà il giudizio di Dio”.

Antonio Russello, nel suo romanzo “La grande sete” parla dell’assassinio del giusto, il commissario Righi, che si consuma alla presenza della moglie, al cospetto degli agrigentini, che non gridano il loro dolore.

Una metafora che esprime la visione generale che Russello  traccia della Sicilia, e sicuramente, di Favara: una città, a suo giudizio, pressoché immobile, impermeabile, che lampedusianamente sembra destinata a non  volere sperimentare mai la dolcezza della redenzione, con un deciso salto positivo di qualità nello stile di vita.

Russello vuole condannare e condanna questo tipo di atteggiamenti siculo-favaresi.

A tutti  noi, ognuno nel suo ruolo e per la sua parte, l’onore e  la responsabilità di un positivo cambiamento.

 

Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di radio Favara 101 vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

Comunicato stampa 19.05.2010

 

Per Festa di S. Rita, del prossimo 22 maggio,  il Consiglio Pastorale della Parrocchia S. Vito ha preparato il programma, comunicato alla cittadinanza attraverso un pubblico manifesto, che viene affisso oggi, di cui invio il testo.

Da sottolineare, il giorno della vigilia, venerdì 21 maggio p.v. l’anticipo della  Giornata della Legalità, con la funzione religiosa, ai piedi di S. Rita, chiesta dall’Amministrazione Comunale e dalla Presidenza del Consiglio Comunale. Alla Santa Messa della ore 18, dopo la benedizione del Quadro della Legalità “Per non dimenticare”, la preghiera degli Artisti, recitata dal Maestro Vincenzo Patti,  e la preghiera per la Città, recitata dal Sindaco, seguirà la FIACCOLATA

, con brevi interventi alla conclusione, davanti alla lapide che ricorda il sacrificio del  Sindaco Guarino ed a pochi metri di distanza dal luogo della tragedia del 23 gennaio scorso,con il sacrificio di Marianna Chiara Pia Bellavia.

Nella preghiera, richiamando la vita di S. RITA, “esempio fulgido di un ruolo determinante ed attivo della donna nel campo sociale, della pace, della giustizia e della legalità (come si dice nel manifesto),  vogliamo invocare dall’alto, la capacità di crescere nella cultura della solidarietà  e della riconciliazione, nel rispetto delle leggi  che regolano la convivenza civile. Favara non può e non deve dimenticare l’efferato crimine del giovane commerciante di legname di Serradifalco, dell’estate scorsa,  e la  tragedia del crollo della casa di via del Carmine del  23 gennaio scorso. Famiglie colpite in circostanze diverse, ma con episodi originati da situazioni di peccato sociale, frutto di indurimento del cuore, a cui Favara deve porre rimedio, con tutti i mezzi umani e di grazia disponibili.

 

Favara 19.05.2010

Sac. Diego Acquisto

Parroco

 

 

MANIFESTO

 

Parrocchia S. VITO - 22 Maggio 2010

- Favara  :  S. RITA e le ROSE

 

 Ricca di fascino, ritorna  la festa di S. Rita  ed anche quest’anno vogliamo chiedere alla Santa   la grazia di continuare ad affrontare il “buon combattimento della fede”, imitando  la sua forza ed il suo coraggio .

Santa Rita, donna carismatica, la cui festa quest’anno cade nella vigilia di Pentecoste, “ci offre nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno”, necessario per consolidare la coesione sociale, e con la forza dello Spirito Santo, affrontare uniti i problemi che travagliano la nostra collettività.

S. Rita, sposa e madre, vedova e suora, esempio fulgido di un ruolo determinante ed attivo della donna nel campo sociale, della pace, della giustizia e della legalità, amando e perdonando, ci richiama ai valori della solidarietà, della famiglia e della vita consacrata a servizio del prossimo.

PROGRAMMA

Nei giorni 19-20-21 maggio triduo di preparazione.

--Ogni giorno, alle ore 17,30 recita del S. Rosario, canti ed invocazioni alla Santa di Cascia.

--Ore 18,00 S. Messa con omelia su aspetti della vita e della spiritualità di S. Rita.

Mercoledì 19 maggio – GIORNATA  degli  ANZIANI ed AMMALATI

Giovedì 20 maggio GIORNATA  della FAMIGLIA

 

Venerdì 21 maggio- vigilia della festa - GIORNATA  della LEGALITA’

Momento di preghiera in preparazione alla celebrazione civile della Giornata della Legalità  del  22 maggio

 

Ore 18 -  Santa Messa, animata dalla Corale della Parrocchia dell’Itria, con partecipazione dell’Amministrazione Comunale, del Presidente del Consiglio, dei Consiglieri Comunali, e dei responsabili di Partiti.

Durante la Messa: Preghiera a Santa Rita del Sindaco per la Città e benedizione del quadro della legalità “Per non dimenticare” del Maestro Vincenzo Patti, che, in rappresentanza degli artisti favaresi, leggerà “La preghiera dell’artista”.   A seguire FIACCOLATA dalla Chiesa S. Vito fino alla lapide di Guarino, con brevi interventi e testimonianze.

22 Maggio-FESTA di S. RITA

 

Ore 11,00Nella Chiesa di S. Vito, recita del S. Rosario, con invocazioni a S. Rita, S. Messa e benedizione delle rose.

Ore 16,00 - In Piazza S. Vito, COLLETTIVA di PITTURA, con esposizione di quadri da parte di artisti noti e meno noti, affermati o in via di affermazione, con il coordinamento del Maestro Vincenzo Patti, responsabile del Laboratorio artistico  comunale disegno e pittura. (Gli interessati a partecipare sono pregati di mettersi in contatto con il Maestro Patti, telefonando ai numeri 0922419725  - 3382016183)

Ore 17,00Nella Chiesa di S. Vito, recita del S. Rosario, con invocazioni a S. Rita. S. Messa animata dalla CORALE PARROCCHIALE guidata da Luigi Farini e benedizione delle rose.

Ore 19,00 - S. Messa solenne della Vigilia di Pentecoste, animata dalla CORALE “IERUSALEM  diretta dal Maestro Salvatore Lentini e benedizione delle rose. Preghiera del Sindaco per la Città.

 

Il Parroco ed il Consiglio Pastorale

 

 

Radio Favara 101- lunedì 26.04.2010

Sulla scena a Favara, nella Sala del Teatro S. Francesco

il 23 e 24 aprile, 

l’Associazione Giò ’90 S. Vito  

che così festeggia i primi venti anni di vita e di attività.

 

Due rappresentazioni  a Favara, di una brillante commedia in tre atti, “Mi faresti un piacere ?” di Daniele Nutini,  nella grande Sala del Teatro S. Francesco, da parte dell’Associazione “Giò ’90  S. Vito”, che così festeggia i primi venti anni di vita e di attività. Un’associazione nata all’ombra del campanile, per decisione  del Consiglio Pastorale Parrocchiale, formalmente, nel 1990; ma già con alle spalle alcuni anni di positive manifestazioni teatrali in ambito parrocchiale e che, con la formale costituzione, sotto la presidenza del Parroco-pro tempore di S. Vito, ha deciso  di aprirsi a tutti i talenti della città.

Il soggetto quest’anno scelto, in linea con le tematiche dei venti anni precedenti, è quello della satira di costume, che, tra tante risate, porta gli spettatori alla riflessione  su problemi importantissimi, come i valori fondanti della famiglia, che non sono destinati affatto a tramontare e che però una certa cultura pseudo-moderna si ostina a  chiamare “tradizionali”, con la carica di negatività che a questo aggettivo si vuole dare.  Nella commedia scelta per la rappresentazione, l’autore, il fiorentino Nutini, si diverte e fa divertire, nel mettere in risalto le ignobili ed assurde complicazioni che  derivano da un comportamento di leggerezza e di  infedeltà coniugale. Infatti il sottotitolo della commedia rappresentata è “Maledetto il giorno che ho fatto le corna a mia moglie”.

Una commedia divertente, con battute fulminanti e ritmi serrati, ambientata a Firenze, tra gli anni ’50  e  ’60, in cui Dino Patti, regista e attore, da par suo interpreta la storia di Roberto Galletti, ricco possidente che vive di rendita e che subisce una condanna in contumacia ad un mese di carcere, per avere schiaffeggiato un maresciallo dei carabinieri al cinema,  dove si era recato di nascosto con Cornelia Mariti, la sua amante, abbigliata sempre come si conviene in questo ruolo, interpretato brillantemente da Sonia Vetro Marianello.

Per evitare che la propria moglie, Sara , (interpretata in maniera davvero originale da Lilia Alba), venga a conoscenza di quanto avvenuto al cinema di Firenze,Roberto, con una serie di imbrogli e falsificazione di documenti, riesce   farsi sostituire in prigione da un amico squattrinato, Giorgio Panzanella, (interpretato bene da Carmelo Sutera Sardo), mentre lui se ne va in vacanza con la famiglia: la moglie Sara, la zia Olga  (sulla scena la brava Liliana Muscarà), la sorella Emma ( la promettente Lucia Vinciguerra) sempre gentile ed educata, rispettosa del fratello Roberto, quale capo famiglia, vista la mancanza dei genitori; giovane Emma  fidanzata di Simone, figura grottesca di bambinone (sulla scena,l’impareggiabile Antonio Castronovo).

Ma la vicenda si complica maledettamente, perché l’amico Panzanella ne combina di tutti i colori e l’intreccio che si crea tra i vari personaggi diventa un carosello, degno della terra di Pirandello, per lo scambio di identità di persone e per il proliferare di equivoci, a effetto domino. A rendere più comica la situazione contribuiscono tante divertenti macchiette, la più esilarante delle quali è sicuramente quella di Libero Mai ( interpretato da Lillo Montaperto, assieme all’attore-regista Dino Patti, uno degli elementi portanti dell’Associazione Giò ’90 S. Vito, quasi fin dalla sua costituzione, direttore artistico della compagnia teatrale, e, da poco più di un mese, assessore comunale alla Cultura ed alla  P. I.,  alla Sanità, con la pesante delega di vice –Sindaco). Ma Libero Mai, non è l’unica macchietta, perché non è da meno il nonno, Vittorio Galletti, (sulla scena Carmelo Schembri, nel cui ruolo si è perfettamente identificato) vecchio e disabile in carrozzella,  sempre morbosamente e patologicamente attratto dalle belle giovani donne, come la cameriera di casa Galletti,  Rosetta, appassionata di fotoromanzi che si diverte a provocare un po’ maliziosamente il vecchio Vittorio, anche se poi a parole  protesta; (ruolo questo di scaltra e discreta provocatrice, interpretato superbamente da Rosetta Azzaretto).

Non manca infine la figura di un eccentrico personaggio, a cui pensa di rivolgersi per il suo matrimonio il povero Simone,  il mago Alfredo Leggimano (interpretato dal giovane Antonio Di Noto,  che ha superato positivamente la  sua prima esperienza sulla scena). Così come positivamente deve essere giudicata, a sentire i commenti del pubblico, - (tra cui il Sindaco Russello ed il Tenente di Favara Treleani), -  della prima serata, la prima volta di nuovi promettenti talenti : i giovani Salvatore Chiarenza  che interpreta la figura dell’avvocato Francesco Toga e Stefano Arnone nei panni del magistrato Giusto Pazienza.

Una commedia davvero interessante, per le riflessioni che, tra le tantissime risate, suscita su temi importantissimi come la famiglia, la giustizia, e – per sintetizzare -  il buon senso,  che dovrebbe sempre accompagnare il comportamento umano, se improntato a senso di responsabilità.

 

Sac. Diego Acquisto

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13- LA VOCE del DIRETTORE di Radio Favara 101 – lunedì 12.04.2010

Messaggio dell’arcivescovo don Franco e dell’arciprete don Mimmo.

La riflessione di Maria Grazia Brandara

 

Ed ecco a risentirci, subito dopo l’ottava di Pasqua, per riprendere subito, il messaggio che è stato dato, in alcune omelie particolarmente significative, il Venerdì Santo, proprio prima della celebrazione della gioia della Risurrezione. Il messaggio forte del nostro Arcivescovo don Franco, che, parlando ad Agrigento, ha fatto riferimento proprio a Favara, ed il messaggio non meno forte,  di don Mimmo Zambito, arciprete di Favara alla Città.

L'arcivescovo Montenegro, Don Franco, - come preferisce farsi chiamare - ha parlato  in piazza Municipio ad Agrigento, davanti l'urna di Gesù Morto ed il simulacro di Maria  SS. Addolorata. Con  la sua solita schiettezza, al centro del messaggio, ha messo le  tante piaghe della società agrigentina: la sofferenza, il centro storico, la mafia, l'estorsione, i giovani, l'alcol, la droga, il futuro incerto. Tutto in forma di preghiera, ricordando la tragedia del 23 gennaio scorso a Favara, tragedia costata la vita alle sorelline Bellavia,  nel crollo della loro abitazione.

Don Franco, riferendosi alla tragica vicenda di Marianna e Chiara Pia Bellavia, ha parlato di vittime della burocrazia «schiacciate dalle inadempienze burocratiche. Non capisco - ha detto - perché oggi si debba morire per questo. Tutti ci sentiamo colpiti da questo lutto. Noi cristiani, in modo particolare, oltre che sentirci privati della presenza delle due sorelle, che appartenevano alla nostra comunità, ed essere vicini con la preghiera, ci sentiamo interrogati e provocati dalla loro morte e da questa disgrazia. Noi per auto-giustificarci abbiamo puntato il dito contro di Te Signore, dandoti la colpa della tragedia di Favara. Siamo bravi a storpiare. Perdonaci».

L'Arcivescovo ha voluto dedicare attenzione agli ultimi. Infatti ha ancora  detto don Franco, riferendosi proprio a Favara «Fa male –- scoprire che in una società civile che si definisce solidale e cristiana ci siano persone chiamate "linticchieddri", il cui destino è di essere sempre scartate, evitate come se fossero figli di un Dio minore, come fossero meno fratelli tuoi di noi. Stranieri - ha proseguito - non solo coloro che vengono da terre lontane e che hanno il colore della pelle diverso dal nostro. Stranieri sono anche i cittadini della nostra stessa città».

Ancora, mons. Montenegro ha "gridato": «Dovrei parlarti Signore,- e la mia gente lo chiede - di mafia sempre attiva, di lavoro sempre più mancante e di lavoro nero, di disoccupazione, di agricoltura in crisi, dei giovani drogati e già alcolizzati, privi di un futuro certo, di acqua che manca, di bollette impossibili e di altri pesanti problemi che feriscono questa terra. ».

(Ed a proposito di bollette, voglio fare in’incidentale: pare che siano partite per le famiglie favaresi, bollette del secolo scorso, della prima metà degli anni ’90, bollette relative all’acqua, dopo oltre 15 anni. Una richiesta che ci sembra veramente assurda…forse solo propria di Favara…dove, soprattutto, per la povera gente e comunque per tutti, specie in questo momento non mancano proprio altri problemi…perché ? …e se dopo 15 anni anche le bollette pagate non si trovano più ?...ci voleva propria anche questa ?...)

In tutto questo, ce n’è veramente abbastanza per meditare e riflettere. Nell’omelia, don Franco ha richiamato tutte le devianze di una società che si fa sempre meno cristiana e sempre più pagana.

Come è stato rilevato in qualche autorevole commento pubblico, riportato dalla stampa, - (per la cronaca in un intervento di Maria Grazia Brandara) tutti i richiami dell’Arcivescovo, fatti nel giorno di sofferenza più emblematico dell’anno, cioè il “Venerdì Santo”, “attendono non il solito silenzio dei richiamati  ma la risposta attiva conseguente all’accettazione di quel richiamo, cosa che ogni anno non accade!”…perché si fa acutamente osservare, che “la questione non è religiosa – o aggiungiamo noi non è religiosa soltanto -  perché ,- come la responsabilità, anche - la spiritualità è individuale e anche se nella Chiesa tutti diventiamo comunità,  è poi nella società che ognuno diventa Abele o Caino”.

“E’ un tempo tormentato questo presente, con la malattia dell’anima e con la crudeltà sociale, dal cui labirinto non riusciamo ad uscire o non vogliamo uscire”. Così Maria Grazia Brandara, ex sindaco di Naro, persona attenta e riflessiva, al cui messaggio volentieri ci associamo, nella speranza di provocare una salutare reazione, in noi ed in quanti questo messaggio vorranno raccogliere.

L´arciprete Mimmo Zambito, nell'omelia finale del Venerdì Santo, applicando a Favara, il passo del Vangelo della donna adultera, ha ricordato l’ammonimento di Gesù «Chi non ha peccato scagli la prima pietra”,ed  ha ripetutamente detto: “Opponiamoci alla lapidazione della città”. “Basta gettare pietre su qualcuno o su una parte della popolazione, opponiamoci alla lapidazione delle leggi, delle istituzioni: opponiamoci all'indurimento del cuore”. Non ha mancato di fare riferimento  all'uccisione a Favara del giovane commerciante di legname di Serradifalco e al crollo della casa di via del Carmine del  23 gennaio scorso. E in questo scenario di avvenimenti successi, Don Mimmo ha richiamato tutti alla comunione, alla coesione sociale,  senza divisioni di sorta, senza separazioni, senza frange strumentali di contestazione inopportuna, senza fazioni e frizioni, insomma senza contrapposizioni, sterili, infruttuose e controproducenti, se non addirittura veramente dannose per il tessuto sociale favarese. Tessuto sociale che tutti, - voglio augurarmi, non solo a parole - vogliamo sicuramente migliorare.

Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

 

11-Editoriale di Radio Favara 101- lunedì

 22.03.2010

-34 anni di vita e di attività di RF 101

-Ricordo dei soci fondatori scomparsi

-Linea editoriale dell’emittente.  

Sabato scorso 20 marzo, Radio Favara 101 ha compiuto il compleanno ed ha completato 34 anni di vita e di attività; 34 anni a servizio del territorio. Prima radio della provincia e quindi madre di tutte le emittenti radiofoniche del territorio agrigentino, ha operato sempre in uno stile di discrezione, festeggiando sempre, in modo assai sobrio, solo alcune date, l’ultima delle quali è stata quella del ventennio, nel marzo del 1996. Adesso gli anni compiuti sono ben 34 ed anzitutto il pensiero va ai soci fondatori, a quelli ancora viventi (che ringraziamo ma non nominiamo, sia per lo stile consueto di discrezione…sia, per paura di dimenticarne qualcuno), mentre, soprattutto, vogliamo ringraziare quelli che non sono più in vita. E si tratta di laici di grande valore culturale e grande spessore umano, come Lillo Lentini. Eugenio Celani e Peppe Casà. Ed accanto a loro, alla base della loro matura formazione laicale, due grandi figure di Frati Francescani, P. Francesco Schifano e P. Pacifico Nicosia, stimatissime figure di uomini, di sacerdoti e di frati, che hanno profondamente inciso nel territorio favarese con quella semplicità francescana, ricca di fascino e di valori. Il Convento S. Antonio di Favara, dove è nata e dove ancora si trovano gli studi di RF 101, è stata la culla di formazione ed il punto di riferimento valido, nel travaglio che Favara ha vissuto a metà degli anni ’70, in conseguenza delle idee innovative del Vaticano II e, ancora di più del rivoluzionario clima culturale post-sessantottino. E noi onorati e gravati da così illustri predecessori, e dall’ambiente in cui operiamo, senza minimamente volere rivendicare meriti non dovuti – ci sentiamo di dire con serena obiettività, che questa emittente, nei suoi 34 anni di attività ha sicuramente contribuito alla crescita culturale del tessuto sociale favarese, allargando gradualmente il suo raggio di ascolto e conquistando sempre nuove fasce di radiascoltatrici e radioascoltatori, resistendo, - ci sembra con successo - alle difficoltà con cui tutte le radio hanno dovuto confrontarsi nei riguardi di mamma TV negli ultimi anni e restando validamente presente nel panorama degli ascolti e della comunicazione del territorio agrigentino.

Il glorioso passato di servizio svolto, la gratitudine verso quanti hanno avuto intuito e lungimiranza, sprona tutti gli attuali operatori dei vari settori e programmi, a continuare nell’impegno, valorizzando l’esperienza accumulata e con la volontà decisa e ferma di continuare nel servizio di promozione culturale. L’impegno sarà sempre quello di evitare un giornalismo basato sul sensazionale o sulla enfatizzazione delle notizie specie se negative, e come sempre, di evitare assolutamente il gossip, continuando in quello stile di moderazione, di discrezione e di efficacia che le nostre radioascoltatrici ed i nostri radioascoltatori conoscono bene. Rubriche di intrattenimento musicale, notiziari, interventi di carattere religioso e culturale, spazio alle associazioni di volontariato. E, a proposito colgo volentieri l’occasione per invitare i vari responsabili delle associazioni di volontariato ad utilizzare questa nostra emittente per far conoscere le loro iniziative, servendosi e collaborando con i volontari che operano nel settore dell’informazione di questa nostra emittente…e tra volontari, il dialogo è tra pari..; ogni settimana, il lunedì va in onda la voce del direttore, che vuole offrire stimoli di riflessione su argomenti vari, con particolare attenzione ai problemi del territorio e di Favara in particolare, magari con una certa attenzione ai fatti ecclesiali, talvolta disinvoltamente trascurati da grandi mezzi di comunicazione di oggi.

Perché davvero restano sconosciuti ai più tanti fatti significativi, che, se vogliamo, sono magari di routine , ma che, al di là di tutte le chiacchiere inutili e spesso anche solo dannose, sono gli unici che riescono ad accendere una luce ed a portare una parola di speranza in ambienti di degrado e di disperazione.

Ci sono gruppi di volontari, ecclesiastici e laici, che, sotto qualsiasi sigla operino, nella nostra provincia e nella nostra Favara, riescono ad arrivare là dove nessun servizio predisposto dalla comunità civile arriva o potrebbe arrivare. Persone giovani e meno giovani, che seguono categorie particolari di anziani, di diversamente abili, uomini e donne in difficoltà.

Ci sono tante persone immerse nell’anonimato, che svolgono un’opera preziosissima di servizio sociale, non per uno scopo di lucro, ma unicamente perché nel fratello o nella sorella sofferente, se credenti, vedono l’immagine stessa di Dio e altri che magari, pur senza porsi il problema di Dio, fanno lo stesso servizio, e che sono quindi sulla strada giusta, perché come dice la Bibbia, "la gloria di Dio è l’uomo vivente".

E poi, perché non dirlo, da questa nostra emittente, vogliamo stimolare ad agire alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, se necessario, fustigando anche con energia amministratori ed amministrati, ma sempre e solo per favorire il bene comune, che deve essere posto al di sopra degli interessi personali o di parte.

E noi siamo fermamente convinti che tante polemiche si potranno evitare e si potrà tendere veramente al bene comune, se il Vangelo sarà adattato, con spirito di coerenza e di creatività, alle situazioni concrete, senza escludere la politica, che anzi deve essere davvero evangelizzata e sempre più recuperare il vero senso di servizio alla polis, alla città. E proprio per la nostra Favara, che vede, proprio in questi giorni, una nuova Giunta di Governo, iniziare il suo servizio alla città in questo momento non difficile ma difficilissimo, ci viene di ricordare, a proposito di talune voci non proprio edificanti di questi giorni, - voci che – ci sembra - in maniera preconcetta esprimono giudizi negativi su tutto e su tutti - la definizione della democrazia del famoso uomo politico inglese WINSTON CHURCHILL : "La democrazia è il peggiore sistema di governo che esista, ma sino ad ora non se n’è trovato uno migliore".

Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

LETTERA  APERTA

10.03.2010

 

La città si prepara ad accogliere l’annuncio ufficiale, ormai imminente,  della nuova Giunta, con atteggiamenti diversi, per alcuni di ostilità, per altri di indifferenza, per altri ancora di attesa, e, infine, per una fascia - a mio giudizio non proprio ristretta, se non addirittura maggioritaria – di speranza.

Una  nuova Giunta dopo un travaglio di oltre cinque mesi; un lungo periodo segnato anche dalla tragedia del 23 gennaio scorso, che ha drammaticamente messo in evidenza il degrado del centro storico, con tutti i problemi connessi di povertà, di emarginazione e di mancanza di sicurezza per la stessa incolumità fisica.

Il nuovo governo della città, inizia in un momento assai difficile, in cui, malgrado tutto,  i partiti che nelle ultime elezioni hanno ricevuto il mandato popolare, hanno ritrovato il coraggio di rimettersi assieme, sicuramente nel proposito – mi auguro fermo e sincero - di seppellire la cultura delle divisioni e del disfattismo,- o  del  FALLIMENTO DI TUTTO E DI TUTTI - come è stato scritto in questi giorni scorsi.

Assolutamente prioritaria l’esigenza di dare risposta a quella grande voglia di cambiamento uscita dal segreto delle urne nelle ultime elezioni  e provare, con senso di responsabilità e ritrovata grinta e determinazione, ad amministrare la città, uscendo dall’emergenza, con l’avvio di un cammino decisamente nuovo,dopo la tragedia del 23 gennaio; un cammino nuovo sotto il pungolo costruttivo dell’opposizione, anch’essa già predisposta, e comunque coinvolta e richiamata al suo ruolo di responsabilità.

A partire dai prossimi giorni, Favara avrà al governo una maggioranza legittimata dal voto popolare; una maggioranza che si assume le proprie responsabilità ed un’opposizione, anch’essa voluta dal popolo, che ne deve controllare  l’operato.

Ciò, dopo il travaglio dei mesi scorsi, in cui sono emerse ancora in tutti i settori dei vari partiti, - dove più, dove meno – rilevanti debolezze e contraddizioni, malcelate furbizie e ambizioni personali, pur  nel desiderio sincero di un cambiamento in meglio. La democrazia vera non nasconde le sue fragilità. Adesso, con  buoni propositi, grazie alla tenacia e  determinazione del Sindaco Russello, che ha via via rivelato, prudenza e saggezza, oltre a doti non comuni per gestire l’emergenza, sembra avviarsi subito, davvero una nuova fase, quanto meno,  nella chiarezza, per affrontare i problemi sul tappeto.

Auguri a tutti i protagonisti e soprattutto alla città. Favara ha grande bisogno di coraggio nella chiarezza. Credo l’augurio di una franca risposta a questo bisogno, sia il più adatto per la prossima Pasqua.

Per la verità, nella ricomposizione della maggioranza, dobbiamo dire, che all’ultimo momento è venuta a mancare la sola componente consiliare che si rifà al PDL   dell’on. Bosco, il quale ha accolto l’idea di una Giunta di salute pubblica, già in precedenza avanzata dai massimi esponenti locali del PD. Bosco ha voluto  tuttavia, a chiare lettere, sottolineare di appoggiare pienamente e sostenere con tutte le sue forze  i partiti del centro-destra, nella loro concorde decisione di questa ripresa di impegno comunitario per la città.

Le motivazioni addotte dall’on. Bosco non vanno sottovalutate, perché  egli richiama a  comportamenti nobili e virtuosi, che  è facile collegare con alcuni principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa; principi richiamati anche nel recente documento pubblico della Comunità Ecclesiale, “Per un atto di amore alla città”, a firma congiunta del Collegio dei Parroci e del Direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino.

Come non condividere i richiami dell’on. Bosco a “invertire a Favara “la rotta politica” ed  uscire dall’anomalia della confusione” ? E ancora, il richiamo ad “attenzionare concretamente i problemi del  popolo”…a “mettere da parte  ed abbandonare la linea della ricerca esasperata di poltrone, per fare prevalere, invece, l’interesse collettivo?”. E questo per puntare “sulle vere emergenze: lavoro, centro storico, qualità della vita e legalità.” Su questo progetto – dice ancora testualmente l’on. Bosco – “sarò presente e partecipe, …per riuscire finalmente a misurare l’impegno per Favara, non su sterili promesse, ma per dare soluzioni, rapide e concrete, alla popolazione”. Pensieri nobili che devono essere condivisi e che sicuramente, vogliamo augurarci, saranno tenuti presenti dai Partiti e dai nuovi assessori che si sono caricati la responsabilità di governare la città, imbroccando la strada giusta. Fra due anni, sarà poi il popolo sovrano a giudicare nel segreto dell’urna e confermare l’attuale maggioranza o eventualmente mandarla a casa, per assegnare il governo all’attuale opposizione, e fare diventare opposizione l’attuale maggioranza, secondo le regole maestre della democrazia.

Ricordiamo che, da troppo tempo, la sensazione diffusa è che la politica miri solo al raggiungimento di interessi particolari a scapito di quelli generali. La voglia di cambiamento espressa dal popolo nel maggio 2007, deve essere tenuta presente dal Sindaco e dai nuovi assessori, specie dopo il 23 gennaio scorso. Essi devono dimostrare concretamente una vera inversione di marcia, per rendere palese che la furbizia e la scaltrezza non prevalgono sull’intelligenza onesta e sulla volontà seria di collaborare per il bene comune.

Ricordiamo che la Gaudium et spes definisce il bene comune “l’insieme di quelle condizioni che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere più pienamente e più speditamente la propria perfezione”(n.26). Chiaro il sottinteso che ci vuole l’impegno di tutti. I politici devono creare con le loro scelte le condizioni in questo senso. Favara, - è stato ripetutamente detto da tutte le parti politiche e non solo - dopo il 23 gennaio non è, non deve e non può continuare ad essere più la stessa. Ed allora si richiede un impegno corale, da parte dei politici, maggioranza ed opposizione, degli alti dirigenti del Comune, dei burocrati, di tutti gli impiegati ai vari servizi. Insomma , un impegno ed un atteggiamento nuovo veramente da parte di tutti, dal Sindaco, agli assessori sino all’impiegato con le mansioni che sembrano le più umili, ma sempre importanti, come ad esempio quelle del messo-notificatore, chiamato anche lui a compiere bene il suo dovere, perché una mancata o intempestiva notifica provoca guasti e rallenta l’iter delle decisioni dei vertici più alti.

Bando alla cultura ed alla prassi dell’appiattimento. Meriti e sanzioni non  devono esser considerati una cosa del passato.

La Dottrina Sociale della Chiesa dice  a tutti di muoversi nel binario del vedere, giudicare, agire, con tempestività e diligenza.

Favara ha tutte le potenzialità per risollevarsi dalle attuali difficoltà ed  assicurare  una migliore qualità della vita ai suoi concittadini.

Con sensi di stima, porgo a tutti AUGURI  di feconda riflessione per il bene di Favara, in questo fine Quaresima e per la prossima Pasqua.

 

Sac. Diego Acquisto

 

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9-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 08.03.2010

 

Situazioni particolari e di carattere più generale in questa nostra conversazione. 

Ma, oggi, anzitutto un doveroso, ma anche sentito augurio a tutte le donne, nel giorno della loro festa, un augurio perché continui il loro efficace inserimento in tutti in settori della società civile. 

E iniziamo  dallo squallido ed inqualificabile episodio che, purtroppo, si è verificato nel nostro prestigioso Istituto Alberghiero “Ambrosini”, frequentato da studenti provenienti non solo da Favara, ma anche da tanti paesi del circondario; Istituto dove, dall’alto di alcuni balconi della scuola, uno sparuto gruppetto di studenti ha contestato,  insultato ed invitato ad andare via i poliziotti, mentre era in corso, all’interno dello stesso Istituto, nell’Aula Magna, gremita di alunni e professori, una riuscita manifestazione sulla legalità.  Un fatto davvero grave ed increscioso, per il quale tutte le persone responsabili non possono far finta di niente e lasciare correre. Intanto anche noi da questa emittente RF 101 esprimiamo  sentita e convinta solidarietà ai poliziotti interessati ed a tutte le forze dell’ordine, che impegnano quotidianamente le loro energie per la sicurezza e la libertà di tutti. 

Sul piano amministrativo, a Favara, il sindaco Russello, finalmente, nel pomeriggio di mercoledì scorso, ha alzato la voce ed ha dato ai  Partiti   una scadenza precisa per la soluzione della crisi amministrativa. Una decisione, questa del Sindaco Russello, che noi, da questa emittente, avevamo sollecitato da tempo,  constatata tutta una serie di riunioni infruttuose. Senza continuare a chiudersi nel silenzio, dicevamo che , dopo cinque mesi di inutili riunioni, l'assunzione di responsabilità, moralmente, era obbligatoria “sub gravi”da parte di ognuno, secondo  il proprio ruolo.   Adesso pare, finalmente, che la situazione si è sbloccata e  si fa almeno chiarezza. Se possibile, bisogna recuperare saggezza, perché ne manca tanta  e quindi anche tempo perduto, perché ne è stato perduto veramente troppo.

Sul piano più generale, notiamo in questo periodo una cosa assolutamente singolare, veramente fuori dall’ordinario, da quell’ordinario a cui le nostre orecchie si erano  abituate, e speriamo però, che dopo questo passaggio non si ritorni come prima su temi ben più importanti. Mi spiego. Abbiamo mai sentito e visto gli esponenti radicali devoti alla legge ?  Credo proprio di no.  Mai sentiti i radicali  predicare l’obbedienza alla legge, ma sempre pronti alla critica ed alla contestazione. Hanno sempre predicato e praticato la disobbedienza civile che, in sostanza, vuole dire infischiarsi della legge, non tenerne conto, fare il contrario, magari atteggiandosi a martiri, con digiuni più o meno veri o  più o meno  finti;  diffondere insomma a piene mani la cultura del trasgressivismo, con esempi pratici, come per esempio, fumare spinelli e usare droghe cosiddette leggere, quando per legge – si sa bene - questo è reato. E ancora. Praticare  aborti non consentiti dalla legge …inneggiare a visioni della famiglia che sono in netto contrasto con quanto è stabilito dalla nostra  Costituzione Repubblicana, ecc. Invece i radicali in questi giorni si presentano come paladini, difensori della legge e del rispetto di essa, solo perché così sperano che siano esclusi dalla competizione elettorale per le elezioni regionali, la candidata dello schieramento avversario nel Lazio o  in Lombardia il Governatore uscente. Da un eccesso all’altro, a convenienza; ci si rifugia in un formalismo che calpesta la sostanza. Un timbro rotondo o quadrato, o la dabbenaggine di qualche incapace, vengono difesi, come legge importantissima, a discapito di un obbligo-dovere ben più importante, sancito dalla Costituzione, che è  il diritto di voto di ogni cittadino per il Partito di sua scelta.

E infine una buona notizia che riguarda il CROCIFISSO – una notizia che solleva l’animo di non pochi italiani. La Corte di Strasburgo ha accolto il ricorso del governo italiano. contro la sentenza che, il 3 novembre 2009, aveva ritenuto lesiva della libertà religiosa e della libertà di educazione la presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche. Il caso, comunque, sarà riesaminato nei prossimi mesi dai diciassette giudici della Grande Camera di Strasburgo, che emetteranno la sentenza definitiva. Intanto un primo passo. Nel suo ricorso, il Governo di Roma ha sostenuto che le questioni religiose devono essere regolate a livello nazionale in quanto rispondenti a elementi distintivi dell’identità di una nazione e che attualmente non esiste in Europa una interpretazione condivisa del principio di laicità dello Stato. Perciò “l’esposizione del Crocifisso nelle scuole non deve essere vista tanto per il significato religioso quanto in riferimento alla storia e alla tradizione dell’Italia”. Questa prima decisione e della Corte di Strasburgo viene intanto giudicata  un atto di buon senso. “Il crocifisso esprime il centro della nostra fede cristiana, la sintesi dei valori che hanno ispirato la cultura di libertà, di rispetto della persona e della dignità dell'uomo che sta alla base dell'Occidente. Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

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NOTA  di CHIARIMENTO sul FAVARA DAY  X  Sicilia TV

23.02.2010

 

Favara ha bisogno di coraggio nella chiarezza,  senza alimentare quella cultura dell’anonimato, che in un passato remoto, quando andava di moda,  – pare - non le sia affatto appartenuta. Una cultura allora diffusa soprattutto in alcuni paesi della nostra diocesi,  per cui , il nostro Sinodo diocesano,-  al fine di contrastarla, sottolineandone la gravità,   aveva  inserito il peccato delle lettere anonime “graviter infamantes”,  tra i peccati riservati al Vescovo e perciò l’assoluzione era sottratta al confessore ordinario.

La precisazione di cui sopra può servire per una riflessione utile a quanti partecipano lodevolmente, - servendosi dell’opportunità offerta dalle moderne conquiste mediatiche - al dibattito e al confronto delle idee. La morale cristiana invita  sempre alla chiarezza ed all’assunzione di responsabilità.

E personalmente credo che bisogna lavorare in questa direzione, perché solo così si può contribuire ad un vero cambiamento in meglio. Seminare sospetti e veleni, nascondendosi,  credo solo che arrechi danno alla collettività.

Avevo aderito al programma del FAVARA DAY, accogliendo un invito ricevuto tramite face book, senza conoscere i nomi degli organizzatori non indicati (o dell’organizzatore), ma tuttavia, constatando che era  già registrata l’adesione da parte di persone ben note e  socialmente qualificate.

Condividendo nella sostanza il documento programmatico,  con talune importanti precisazioni e con un’ottica diversa, me ne sono fatto cassa di risonanza, anche tramite  RF 101, prestigiosa emittente, della quale mi onoro di essere il direttore responsabile, da alcuni lustri. Credo così  di avere contribuito, notevolmente, a diffondere il messaggio del documento, che ho condiviso.

Nel pomeriggio di ieri, tramite un messaggio su face book di ZORRO, - (forse l’unico o il principale organizzatore), - ho appreso con rammarico e disappunto, che non era stata chiesta l’autorizzazione, per cui la manifestazione del FAVARA DAY cambiava impostazione.

 Subito ponevo e pongo qualche interrogativo fondamentale: Perché non rispettare le regole del nostro Stato democratico ? Non è meglio scoraggiare la cultura dell’anonimato ?

La Quaresima ci può aiutare a riflettere anche in questa direzione, augurando che anche ZORRO possa “convertirsi”. Lo merita anche il documento del FAVARA DAY, il cui messaggio per la città, a mio giudizio, deve essere ripreso alla luce del sole e nel rispetto delle regole democratiche. AUGURI.

 

Favara 23.02.2010

Sac. Diego Acquisto

 

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FAVARA DAY - Nota di don Diego Acquisto

del 19.02.2010 -  Editoriale di RF101 del 22.2.2010

UNITI PER LA SPERANZA, UNITI PER CAMBIARE è il tema della marcia del FAVARA DAY, in programma  martedì 23 febbraio, a trenta giorni esatti del  tragico crollo di una casa del centro storico; crollo che ha portato Favara alla ribalta della cronaca nazionale per la morte delle due sorelline Marianna a Chiara Pia Bellavia. Dopo una celebrazione religiosa, che si svolgerà in mattinata alle ore 11 nella Chiesa Madre, per ricordare le due vittime innocenti, il FAVARA  DAY prevede alle ore 19 un raduno in Piazza don Giustino, per procedere poi con una fiaccolata sino a Piazza Cavour, dove possibilmente non mancheranno alcuni interventi degli organizzatori. Chi vi parla ha aderito subito, annunciando pubblicamente la sua partecipazione. E già prima di questo invito, aveva avuto modo su un giornale on line di esprimere la propria opinione, per sollecitare nella ricorrenza di questo trigesimo della tragedia, le forze vive  ad agire, con grinta e determinazione, perché Favara non può restare inerte ad aspettare, ascoltando solo promesse e ancora promesse, mentre di concreto ancora c’è poco o quasi niente. Uscire insomma  dal silenzio assordante, aiutando la trasformazione della "folla in popolo", di quella folla che magari parla e mormora, si lamenta nei circoli e nei bar, uscire da questa logica e da questo modo di fare, una priorità assoluta per Favara. Le prossime occasioni per questo obiettivo – dicevo -potrebbero essere: a) - l'ufficializzazione e l'insediamento della  nuova Giunta "politica" (o la riconferma ufficiale di quella esistente rafforzata e  potenziata da un nuovo consenso);

b)-  la prossima ricorrenza del 23 febbraio, celebrazione religiosa  e manifestazione civile, con grande concorso di popolo, per fare il punto sulla situazione,  alzare la voce e farsi ascoltare dalle Autorità competenti.

In questi giorni passati, come fanno osservare gli organizzatori del FAVARA  DAY , le  luci  che hanno messo alla  ribalta Favara,  hanno mostrato fatti e misfatti delle amministrazioni, che si sono succedute nel tempo, in una logica di continuità amministrativa impressionante;  Favara ha mostrato il peggio di se stessa.  E’ venuto a galla lo stato di degrado con il quale quotidianamente si convive, in assenza delle istituzioni politiche e nel silenzio, spesso ossequioso,  delle Autorità politiche, civili e  anche religiose, a parte da queste ultime qualche presa di posizione, che per la verità, nel tempo, non è mancata. Gli organizzatori del FAVARA  DAY scrivono che “Al funerale la maggioranza invisibile della cittadinanza è stata incapace, non si sa perché affranta dal dolore o perché assuefatta dall’indifferenza, di esprimere una vera e sentita indignazione e di lanciare un messaggio concreto affinché situazioni del genere non si ripetano mai più”.

 Noi dissentiamo da questo giudizio e diamo una lettura diversa. Siamo convinti che  Favara,  nel suo insieme, a stragrande maggioranza, in questo frangente, ha dato prova di grande compostezza e di responsabile maturità,  che non significano incapacità a  sapere  osservare e giudicare, ma condanna muta e nello stesso tempo molto eloquente della prolungata disattenzione politico-sociale-amministrativa. 

Nello stesso tempo, questo silenzio carico di dignità e compostezza, vuole essere per tutti  un forte richiamo a   mettere, finalmente, da parte le beghe e dare fondo a tutte le risorse intellettuali e  politiche , di destra e di sinistra, per risanare al più presto le profonde ferite sociali ed urbane. L’Amministrazione in carica, in questo frangente ha cercato di fare al meglio la sua parte, soprattutto il Sindaco Russello, a cui da più parti e dalla stessa Comunità ecclesiale, è stato dato atto di avere operato bene in questa drammatiche settimane scorse. Ma adesso bisogna fare il punto e puntare al sodo, uscendo anzitutto dall’incertezza  e dando alla città un GIUNTA forte ed autorevole, sostenuta in questa  opera di risanamento dalla maggioranza e dalla stessa opposizione, finalizzata, così come ha fatto negli ultimi tempi, unicamente al bene della Città. Perché ancora – si fa giustamente osservare che “la città è in emergenza continua. Si demolisce, si transennano strade, si crea disagio al traffico veicolare e pedonale, le “scaffe”  delle strade sono un corredo indissolubile del tessuto urbano, il commercio è pressoché paralizzato”. Non si può “uccidere anche la speranza dei cittadini onesti per un futuro migliore. BASTA!!!! ”.  Condividiamo  che a Favara per tutti, ma proprio tutti, (preti, amministratori, burocrati, politici, consiglieri, tecnici, giornalisti, cittadini…laici e non, religiosi e non, per tutti, è l’ora del  rinnovamento e del cambiamento. Sì perché davvero, come si legge nel documento del FAVARA DAY “E’ giunto il momento storico di farci sentire. Il limite di sopportazione è stato superato. C’è stanchezza, c’è rabbia e sfiducia. - contro la politica del malaffare lontana dai bisogni della cittadinanza; - contro le istituzioni insensibili, sorde e grigie;- contro chi calpesta costantemente i diritti”. Ripetiamo: per tutti è’ l’ora del  rinnovamento e del cambiamento; la Quaresima che abbiamo da poco iniziata  ci offre in questo, uno stimolo in più di impegno e di determinazione. Manifestiamo da veri cittadini e per chi crede anche da veri cristiani; facciamo sentire alle Autorità competenti ed  a coloro che volgono lo sguardo altrove la nostra voce.

 

 

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DOCUMENTO  della COMUNITA' ECCLESIALE

“Per un atto di amore alla città”

-Al Sig. Sindaco, avv. Domenico Russello

-Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale, dott. Luca Gargano

-Ai Sigg. Consiglieri Comunali

-A tutti i cittadini di Favara

 

In quest’ora segnata ancora dal dolore per la tragica perdita delle piccole Marianna e Chiara Pia, con voi tutti ci stringiamo ai genitori e alla famiglia Bellavia.

Con loro preghiamo per il conforto che viene dalla fede in Cristo Gesù, morto e risorto.

La stessa fede ci sospinge ad un atto di amore alla città e a coloro che ci governano per il mandato popolare.

Ai nostri Amministratori e in particolar modo al Sindaco Avv. Domenico Russello, ribadiamo la nostra fiducia e il pieno sostegno.

La vicenda inerente all’intento di sequestro del figlio, poteva distoglierla dal perseverare nel suo compito di Primo Cittadino, in questo frangente di così profonda difficoltà della comunità. Questa paga il prezzo per colpe non certo addebitabili a Lei.

Perseverando nel gravoso compito di guidare la Città, con alto senso civico, di amore all’umanità di questa comunità di Favara e delle istituzioni democratiche, Lei ha infuso  – in noi cittadini e alla sua famiglia – il seme della volontà buona di anteporre l’interesse del bene pubblico a quello familiare. A chiare lettere perciò esprimiamo a Lei Signor Sindaco vicinanza, apprezzamento. La gratitudine per il suo esempio come un seme, discreto e silenzioso nella terra, produca in noi la stessa volontà nella ricerca del bene comune.

Mettere mano a sgomberi, demolizioni e chiusura delle strade in maniera urgente per le tragiche vicende occorse, è forse il giusto prezzo che la comunità e non certo Lei deve pagare. La Comunità tutta paga il prezzo per il diffuso senso di illegalità spicciola e quotidiana che ha caratterizzato soprattutto la violenta gestione del territorio e delle relazioni civiche, favorendo gli interessi familiari e di parte, piuttosto che quello del bene pubblico.

Al Signor Presidente del Consiglio Luca Gargano , ai Sigg. Consiglieri e alla forze politiche locali, regionali e nazionali esprimiamo la nostra ferma fiducia che dopo i giorni del cordoglio e della pena, si imponga quotidiano ed instancabile servizio alla cosa pubblica e alle scelte politico – amministrative, legislative e di intervento sociale,  lungimiranti per il futuro della Comunità di Favara.

Come Comunità Ecclesiale, dal giorno del dolore, ci siamo messi accanto ad ogni cittadino, soprattutto se fedele di Cristo, per chieder a Dio perdono, cambiamento di mentalità ed impegno.

Abbiamo chiesto e ancora chiediamo perdono a Dio perché la tragedia di una casa che cade e distrugge una famiglia in una città, ha origini nel cuore dei cittadini.

Dal cuore nostro nascono le malvagità, i furti (Mt 15,19; Mc 7,21), l’avidità del possesso dei beni che è idolatria (Col 3,5), che conduce all’omicidio (Gc 5,1-6).

Riconosciamo di essere tutti colpevoli quando il povero, il debole, colui che non sa e non può,  è maltrattato e calpestato da coloro che hanno, che sanno e che possono. Ciò a Favara è avvenuto con forme persistenti di esclusione sociale e di rifiuto di impegno all’integrazione, con modalità diverse, in tutte le istituzioni, comunità dei credenti in Cristo compresa.

La difficoltà al reperimento di alloggi disponibili all’affitto per le famiglie sfollate in una città che ha circa quarantamila vani disabitati – pur con le garanzie offerte dalla Amministrazione Comunale e dalla mediazione della Comunità Ecclesiale e finanche delle agenzie- è segno evidente di questa comune triste colpevolezza.

Chiediamo ancora a Dio di mutare la nostra mentalità e di suggerirci giorni di impegno e di amore per Favara.

Per un atto di amore alla Città e solo alla Città, queste parole vi scriviamo perché siano di incitamento all’unità della comunità, alla pace che viene da Dio e al cambiamento del cuore. La disponibilità al supporto dell’operato della Amministrazione Comunale di Favara, in quest’ora di giudizio per le negligenze e le colpe del passato, è per la comunità dei credenti in Cristo, consapevolezza del peccato sociale e invocazione di cambiamento di mentalità e di impegno di giustizia.

Dio cambi il nostro cuore perché cambi il cuore della città.

 

Favara, 9 Febbraio 2010

  Il Collegio dei Parroci e il Direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino di Favara

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Nota  X  SICILIA TV

04 febbraio 2010

 

Da apprezzare il fatto che l’ex sindaco Airò, con la sua lunga e dettagliata lettera ha detto quello che non è riuscito a dire a Barbara D’Urso, cioè il motivo della perdita di tempo, nell’assegnare le case popolari, durante i suoi cinque anni di amministrazione.

Speriamo a presto, di conoscere anche, con la stessa chiarezza con cui ha dato ufficialmente le spiegazioni il dott. Lorenzo Airò, che lo stesso faccia il responsabile dell’IACP. Pubbliche spiegazioni che il responsabile dell’IACP vorrà mettere su carta.

Così, leggendo le spiegazioni delle due campane, ne risulterà un contributo prezioso alla crescita della civiltà e della democrazia, perché ogni cittadino potrà formarsi il suo giudizio e al momento giusto trarne doverosamente le conclusioni. La democrazia funziona così. Altre scorciatoie, specie se di tipo autoritario, sono illecite, dannose e pericolose.

Ma qualche cosa mi sento subito di dire. Al di sopra di tutto, senza volere puntare il dito su nessuno, a me pare, che quelle palazzine popolari semidistrutte, al di là di ogni spiegazione, mi pare proprio che siano il monumento muto ma eloquente del modo come la politica ha sino ad ora affrontato e condotto i problemi. Anche quelli della povera gente e le emergenze sociali che interessano soprattutto le fasce sociali più deboli.

Noi tutti dove siamo stati ?  Dove siamo stati preti e laici, burocrati e politici, operatori dell’informazione e culturali, cittadini di tutte le colorazioni politiche e di diversa sensibilità religiosa….? Dove siamo stati ?

Almeno adesso, dalle immagini delle case popolari semidistrutte, da questo monumento muto ma eloquente, contemplato e meditato, sullo sfondo della tragedia, può e deve venire fuori da parte di tutti, – ognuno nel ruolo che occupa – un risveglio delle coscienze, per un cambiamento radicale di rotta, a 360° gradi. Dopo la tragedia, devono partire da Favara segnali veri, teorici e pratici,di sostanziale cambiamento.

Perché nel prossimo futuro non pensare ad un’assemblea popolare, ad un Consiglio Comunale aperto per raccogliere idee e fissare propositi ?

 

Sac. Diego Acquisto

Parroco S. Vito

Direttore dell’informazione di Radio Favara 101

 

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Una settimana drammatica per Favara

4-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 01.02.2010

“La voce del direttore”

 

Settimana intensa di avvenimenti per Favara, quella che si è appena conclusa sabato scorso; settimana per tanti versi drammatica, quella che è trascorsa da sabato 23 a sabato 30 gennaio, che proviamo a ripercorrere a ritroso. E il sabato è ordinariamente il giorno in cui registriamo questo nostro intervento settimanale su questa emittente radiofonica, che voi ascoltate poi il lunedì, a partire dalla prima messa in onda delle 7,15. Settimana che si è conclusa con la notizia clamorosa che alcuni baby criminali di casa nostra, con il marchio doc di favaresi, pur provenienti da buone famiglie, per fare carriera nella “disonorata” società, avevano elaborato e messo a punto un progetto, per sequestrare il figlio del sindaco di Favara, avv. Mimmo Ruscello. Tante persone, semplici e singoli cittadini, movimenti ed organizzazioni, dopo questa incredibile ma vera notizia, hanno espresso la loro solidarietà al sindaco Russello, invitandolo ad andare avanti, per il bene della città. All’emergenza sociale, l’emergenza educativa, le due grandi emergenze di Favara. Ma procediamo, se ci riusciamo, - coinvolti emotivamente come siamo in questi drammatici eventi- con un certo ordine. Il  giorno prima,  giovedì 28, la Comunità Ecclesiale di Favara,  con  una lunga lettera dell’arciprete don Mimmo Zambito, dopo tante notizie inesatte dei giorni precedenti, aveva riconfermato il suo impegno di evangelizzazione, con particolare attenzione a favore dei  più poveri,  rendendo omaggio alla verità, chiarendo equivoci e distorsioni, più o meno  strumentali  o interessati, sulla  persona del sindaco Ruscello, sulla sua “azione civica e politica, prosecuzione finissima della capacità di reggere con maturità e coscienza la  famiglia, le  relazioni e la  professione”, come ha scritto testualmente don Mimmo, la cui voce è apparsa artificiosamente amplificata, solo quando sembrava parlare contro le istituzioni locali. Con la lettera, riconoscendo che nella tragedia  qualche passo falso è stato compiuto, don Mimmo e la chiesa di Favara hanno voluto trovare e di fatto hanno trovato il coraggio di chiedere perdono e comprensione  per la fragilità umana, ricordando a se stessi ed a tutti che sempre c’è bisogno di conversione.

Già, perché gli equivoci erano iniziati nei giorni precedenti e soprattutto, nel giorno dei funerali delle due povere ragazze, Marianna e Chiara Pia Bellavia, tragicamente perite nel crollo improvviso della loro casa in Via del Carmine. Un evento dolorosissimo che ha portato Favara all’attenzione dei network nazionali; un evento che ha drammaticamente portato alla ribalta una situazione di povertà e di degrado del centro storico, su cui, per la verità, anche noi da questa nostra emittente, ogni tanto abbiamo alzato la voce.

I funerali si sono svolti in maniera ordinata e responsabile, segno della grande dignità e maturità, della famiglia colpita dal gravissimo lutto e dell’intera collettività favarese. La comunità ecclesiale, come, giustamente, ha scritto don Mimmo Zambito,  non poteva tirarsi fuori da questa tragedia, pur consapevole che la comunicazione di massa  – sopratutto nazionale – mediante televisione, giornali, internet avrebbe massacrato con superficialità la nostra città, i suoi amministratori e  il dolore dei favaresi e della stessa famiglia  Bellavia. E alla fine, spente le luci delle telecamere e andati via i network nazionali, avrebbe lasciato strascichi di divisione, soprattutto col il Sindaco Russello,  fatto bersaglio di assurde ed arbitrarie accuse. Avere impedito l’accesso alle TV per l’accoglienza delle salme di Marianna e Chiara Pia in Chiesa e per il funerale, rientrava in questa logica. Ma malgrado questo, il modo ed il taglio come sono stati presentati da tutte le emittenti nazionali, l’omelia di don Mimmo, gli applausi, i silenzi significativi del popolo, la rinuncia dell’Arcivescovo don Franco a presiedere la concelebrazione, malgrado la sua presenza in Chiesa tra il popolo, tutto questo, tutti insieme questi atteggiamenti e questi comportamenti, con il taglio ed il modo come sono stati presentati, sono risultati, come una vera e propria bomba atomica mediatica, contro  quasi un unico bersaglio: il sindaco di Favara Russello. Ecco il senso del perchè della lettera dell’arciprete: chiarire equivoci e distorsioni, ristabilire la verità sul giudizio da dare alla persona ed all’operato del Sindaco Russello, richiamare tutti, alla luce degli eventi, alla conversione. Adesso tutto sembra definitivamente chiarito e bisogna guardare avanti. Sì, dobbiamo guardare avanti, facendo tesoro dell’esperienza di quanto accaduto e riflettendo che  alcuni poco praticanti delle cose di Chiesa, che, magari, vengono solo in queste circostanze, sono portati ad   interpretare  l’omelia, come quella di don Mimmo, - un’omelia particolarmente incisiva e profetica - con la categoria del comizio, quasi in favore di una certa  parte  politica, arrecando così, anche se inconsapevolmente, un danno, prima alla propria parte politica, poi alla gente, e quindi Città ed  alla Chiesa.

L’omelia deve essere presa come omelia, cioè come messaggio squisitamente religioso, e da parte di tutti – proprio di tutti, a partire dallo stesso predicatore – accolta con atteggiamento di conversione interiore.

 E quando da parte di tutti, c’è veramente desiderio ed impegno di conversione, le cose non possono che migliorare.

L’emergenza sociale e l’emergenza educativa iniziano un cammino nuovo di soluzione, con la grazia di Dio, che per i credenti, accompagna e potenzia gli sforzi umani sinceri, non quelli strumentali, interessati e falsi.

Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di radio Favara 101 vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

 

 

Radio Favara 101 – Editoriale straordinario di don Diego Acquisto

 sabato 23.01.2010

Crollo di una palazzina a tre piani: due morti.

 

Tragedia a Favara. Un popolo sgomento. Tutti avrebbero voluto direttamente partecipare alle operazioni di soccorso subito scattate. Un particolare encomio lo meritano senz’altro i carabinieri di favara subito accorsi, e poi subito dopo, i Vigili del fuoco di Villaseta , i volontari dell’Associazione Civile Grifoni, e ancora i vigili urbani, e altri ancora, ognuno mettendo a servizio la propria professionalità, senza risparmiarsi di fronte a pericoli  e fatiche. Ci riferiamo al  crollo di un’abitazione del centro storico di Favara, una palazzina come tante fatiscente. Una palazzina di tre piani,  nella zona del Carmine, in pieno centro storico a Favara, un’abitazione che si fa per dire, è crollata all’improvviso. Sotto le macerie sono rimasti tre bambini, dei coniugi Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, lui un manovale saltuario, lei una casalinga, persone oneste e laboriose, che pare da tempo chiedevano una casa popolare, una di quelle case da assegnare da tempo, una quelle case finite da oltre 10 anni, e che i vandali hanno semidistrutto. Se la burocrazia non avesse bloccato l’iter di assegnazione, la famiglia Bellavia-Bello, che sicuramente pensiamo avrebbe avuta assegnata una casa popolare, non si troverebbe a vivere direttamente questa tragedia. Una tragedia che comunque è dell’intera città, sentita da tutte le autorità, subito convenuto nel luogo del disastro, dal sindaco al Prefetto, alle Aurotità provinciali, civili e militare alle Autorità religiose, con lo stesso arcivescovo Montenegro, con  centinaia e centinaia di cittadini, tutti pronti a lavorare, per estrarre dalle macerie i tre ragazzi, ma impossibiliti a farlo perché già in numero più che sufficiente, i soccorritori; a giustamente le forze dell’ordine hanno tenuto un po’ distanti gli altri, perchè  la maggiore vicinanza avrebbe significato rallentare le operazioni di possibile soccorso. Alla fine il bilancio è pesante, due ragazzi morti, ed uno che lotta per vivere ed al quale tutti facciamo i più fervidi auguri di guarigione. E intanto la città si prepara ai funerali, che sicuramente vedranno una straordinaria partecipazione di popolo. Superato ed archiviato qualche momento di comprensibile tensione, è davvero solo  il caso di pregare e di riflettere, per vedere quello che con determinazione si deve fare, perché altre tragedie potrebbero davvero verificarsi, nel centro storico che interessa soprattutto i quartieri della Chiesa Madre, del Carmine  e della parrocchia S. Vito. Il sacrificio delle due ragazze Marianna e Maria Pia Bellavia dovrebbe spronare finalmente tutti, autorità e Popolo favarese e non solo, a fare tutto quello che umanamente è possibile fare, invocando se necessario anche una legislazione straordinaria per evitare, per quanto possibile simili tragedie.

La situazione di Favara è la stessa, se non più drammatica di quella d Agrigento; a Favara il problema non è nuovo, più di una voce ogni tanto si è levata, per denunciare possibili pericoli, specie dopo il crollo, fortunatamente senza danni, di uno stabile di Via Bersagliere Urso, a pochi metri dal Calvario. Per il centro storico di Agrigento, dove tra l’altro manca una via di fuga e continua la perdita di tempo, anche dopo il sopralluogo di Bertolaso, si è levata forte la voce dell’Arcivescovo. In una lettera che l'arcivescovo Francesco Montenegro ha scritto e inviato al sottosegretario alla protezione civile Guido Bertolaso, al prefetto, Umberto Postiglione, all’assessore regionale ai Lavori pubblici, Antonino Beninati, al sindaco di Agrigento ed a tante altre autorità, tra l’altro ha detto: Busso una seconda volta, dopo il terremoto abruzzese, alle porte di Voi, gentili Autorità, per richiamare la Vostra attenzione sul grave problema, pur sapendo che da parte Vostra questa non manca, però il tempo passa veloce e non si riesce ad arrivare a nessuna conclusione. Improvvisamente e con frequenza, sconcertati, vediamo scomparire paesi interi a causa della forza della natura e degli avversi elementi atmosferici. Fa male e fa rabbia sentire, puntualmente dopo ogni disastro, che sono sciagure preannunciate e attese. Mi passano per la mente le immagini di due anni fa quando già una frana colpì il paese di Giampilieri, in provincia di Messina. Allora, la gravità e l’urgenza di interventi era condivisa da tutti. Le promesse delle istituzioni davano l’impressione che tutto, in quei territori, in poco tempo sarebbe stato sistemato. Invece, dopo due anni e nonostante alcuni segni premonitori, si piangono decine di morti! E ora si ha l’imprudenza, da parte di chi ha responsabilità di governo, di affermare che questo non è il momento delle polemiche. La vita è sacra! Ogni cittadino ha diritto alla sicurezza. Le istituzioni hanno il dovere di assicurarla. Mi chiedo: - continua l'arcivescovo -quanto tempo dovrà ancora passare, qui da noi, prima di arrivare a soluzioni condivise? Sono anni che ad Agrigento si parla di questo problema e alla richiesta di fare qualcosa di risolutivo, si risponde, da chi ha possibilità di decisione, che si sta studiando la soluzione migliore. Ma perché ci vogliono i morti per trovare subito le giuste risposte? Così conclude, per Agrigento, l'Arcivescovo.

Purtroppo a Favara i morti li abbiamo avuto. Finalmente da parte di tutti, ognuno per il suo ruolo di responsabilità, deve prontamente intervenire. Bando alle polemiche ed allo scaricabarile di responsabilità. Bisogna agire. E anzitutto intervenire con ogni mezzo a favore della Famiglia Bellavia-Bello così duramente provata.

 

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Caro direttore, 

oggi 15 gennaio 2010, leggo di buon mattino su “per la città.it”  il tuo servizio, “Favara – I diciannove? Grazie, no!” - come al solito tempestivo e puntuale, e credo subito che ci sia  solo da rallegrarsi perché la situazione amministrativa di Favara, anche se con ritardo, (dovuto alla lentezza e/o prudenza forse necessarie per la delicatezza della problematica, ma forse anche l’una e l’altra un po’ eccessive da parte del Sindaco), sembra avviarsi alla soluzione auspicata dalle persone più responsabili. In sostanza, come tu interpreti dal comunicato ufficiale del Sindaco, sembra ormai finalmente imminente la ricomposizione del quadro politico, voluto dai favaresi nelle ultime elezioni ed auspicato in tanti mesi di dibattito, nonché ufficialmente annunciato all’inizio dell’ottobre scorso. A  questo punto è doveroso, per un verso, dare atto al Sindaco per la riuscita della sua azione di abile tessitura e, subito dopo, agli  Assessori di  questa Giunta cosiddetta tecnica, per avere  con coraggio lavorato al meglio delle loro possibilità, in una situazione obiettivamente difficile e travagliata, prima  subendo attacchi frontali da più parti e poi… nell’ultima fase, confrontandosi con  quella maggioranza consiliare anomala e solo indicata da un numero, maturata, a detta di qualcuno degli artefici  "sul lavoro concreto ... ma che poi è cresciuta (?) e ci ha preso gusto (sic!) (gusto! di che tipo?) ...”  Una maggioranza consiliare , anomala e senza una precisa linea, al di là di un generico desiderio di bene per la città, da concretizzare e concordare di volta in volta, una maggioranza sorta in un momento di grande incertezza amministrativa e poi forse consolidata nel contesto di una  penosa querelle tra istituzioni. e …che poi superata tale querelle è ancora  durata  …una maggioranza che non sembra, seriamente parlando, avere prodotto chissà quali risultati e  vantaggi  per Favara.

 Del resto,  da subito, era stata sconfessata e ripudiata - come documentato – oltre che da esponenti qualificati del centro destra,  anche da autorevolissimi esponenti dello stesso PD locale e provinciale. Altro che maggioranza "trasversale...di novità positiva ..., capace di una grande capacità di dialogo e di confronto”, come sostenuto da qualcuno degli artefici principali.

  La verità forse è che quando si lavora, con maldestra furbizia, non si costruisce nulla di valido e non si  prepara nulla di veramente nuovo. La confusione dei ruoli, che in democrazia sono quelli di maggioranza e di opposizione, stabiliti non a tavolino ma dagli elettori, anche se all’inizio sembra allettante, poi alla lunga non è mai foriera di chissà quali cose meravigliose e positive.

 Adesso, con l'auspicata chiarezza, conseguente alle possibili decisioni del Sindaco, nella normalità delle regole maestre della democrazia, auguri di buon lavoro a tutti gli attori, di maggioranza e di opposizione, per continuare con tenacia in alcune positive iniziative intraprese, come quella di  educare alla cittadinanza attiva ed al rispetto delle norme per mantenere pulita la città;  e più in generale,  auguri fervidi per un impegno ancora più qualificato ed incisivo per il bene di Favara. 

Proprio di recente, Papa Benedetto ha voluto ricordare il principio cardine della Dottrina Sociale della Chiesa, che cioè la persona umana deve essere sempre al centro dell'azione politica e la sua crescita morale e spirituale deve essere la prima preoccupazione per coloro che sono chiamati ad amministrare la comunità civile. In questa impostazione culturale, è fondamentale che “quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei cittadini l'alta responsabilità di governare le istituzioni, avvertano come prioritaria l'esigenza di perseguire costantemente il bene comune”.

Ciò soprattutto per venire incontro alle fasce più deboli purtroppo in crescita nella nostra Favara, mentre aumenta il divario e quindi  il lusso da parte di ristrette fasce di privilegiati.  L’obiettivo a cui tendere ancora con maggiore efficacia,  deve essere la promozione di una convivenza sempre più giusta e solidale,  nella linea della fermezza per evitare possibili sperperi o comunque un uso inopportuno del denaro pubblico.  AUGURI.

Sac. Diego Acquisto

Su PER  LA  CITTA’ 12.01.2010

Caro Franco, nel tuo servizio “La corsa al potere affaristico”, la radiografia della situazione socio-politica della nostra provincia e regione ( e forse non solo) sembra davvero azzeccata. Ma, quale la terapia ?  Perché  è chiaro che alla diagnosi esatta deve seguire la terapia giusta, somministrata magari in dosi appropriate e  con paziente gradualità. A quanti si vogliono lasciare illuminare dai principi della Dottrina Sociale della Chiesa, che, con il coraggio di sapersi "sporcare le mani" cerca di tradurre nel concreto i perenni valori de Vangelo, la strada  è quella indicata da Giovanni XXIII del "Vedere, giudicare, agire". Naturalmente tutto deve scaturire da un rinnovamento interiore, che parta dalla coscienza e che si traduce, anche se con gradualità, in passi concreti nella direzione del superamento degli interessi egoistici e particolari per il fine del bene comune. La strategia obbligata, suggerita dalla Dottrina Sociale della Chiesa, non è quella dell'imposizione, ma della democrazia, che sa ricercare e trovare il consenso. Si tratta di un sogno ? In parte sì, ma se aumenteranno quelli che  sognano in questa direzione,  il sogno si va traducendo in realtà. La spiritualità cristiana, impregnata di sano realismo, pur sollecitandoci sempre al massimo d'impegno concreto a fattibile, ci ricorda sempre che "i cieli nuovi e la terra nuova, in cui avrà stabile dimora la giustizia", in cui lo spirito umano troverà pieno appagamento, sono oltre questo orizzonte terreno.

Altre soluzioni non ne vedo. D’altra parte, la storia anche recente ci  ha insegnato quanto pericolose e controproducenti siano le scorciatoie delle imposizioni autoritarie.

 

 

La Voce del Direttore - Editoriale di Radio Favara 101 

38-Editoriale di radio Favara 101 – lunedì 21.12.2009

Per la Chiesa, da alcune settimane è iniziato il nuovo Anno Liturgico, destinato al culto ufficiale e pubblico di Dio. Quando inizia qualcosa, si comincia a guardare al futuro e con l’Avvento, che è questo primo periodo dell’Anno liturgico, nel quale, ancora per pochi giorni ci troviamo, i cristiani guardano ad un futuro prossimo ed a un futuro molto più lontano. Tempo di attesa, l’Avvento celebra tutto il grande mistero della speranza cristiana, dalla prima venuta del Signore nella povertà di Betlemme, che ricordiamo proprio il 25 dicembre, giorno di Natale, sino all’ ultima venuta, con potenza, alla fine del mondo, come Re della gloria. Entro questi due avventi, un’altra venuta, quella quotidiana, nel faticoso svolgersi degli eventi. Il credente affina la sua capacità di valutare gli eventi del mondo, di giudicarli con un atteggiamento critico e propositivo, e sa che, malgrado tutto, malgrado le furberie, i latrocini, la malefatte degli empi,  le cattiverie, le violenze – insomma malgrado tutto - la storia, è destinata ad arrendersi  al progetto salvifico di Dio.

Per andare al concreto, in questi giorni scorsi, come comunità nazionale, sicuramente, abbiamo tutti meditato su quello che significa violenza fisica, quando questa corrompe la contesa politica. Di fronte all'immagine del volto del Presidente del Consiglio  trasformato in una maschera di sangue , tutti siamo stati raggiunti  da questa  carica di violenza. Il film drammatico di piazza Duomo a Milano, ha fatto il giro del mondo, testimoniando il degrado dello scontro politico in Italia. Di fronte al dramma di Berlusconi sanguinante e sofferente, a non pochi, è tornata  in mente la celebre frase che Kennedy disse di fronte alla tragedia del Muro di Berlino: siamo tutti italiani. A ricordarcelo, tra l’altro, con  parole semplici ed efficaci, è  stato il capo dello Stato. Basta con ogni forma di violenza. Solo così la politica può salvarsi, - ha detto Napoletano - ritrovando il suo spazio e la sua autonomia, nella quale è compreso il confronto tra maggioranza e opposizione, confronto anche durissimo, ma solo come scontro di opinioni, di programmi e di  strategie, distinguendo sempre, tra  critiche e odio, tra  contrasto d'idee e  violenza.

La Chiesa, che sempre, ma soprattutto in questo periodo, di Avvento, raccomanda un costante discernimento degli eventi del mondo, non ha mancato di fare sentire la sua voce, invitando tutti ad un recupero di saggezza.“La violenta aggressione subita dal presidente del Consiglio - ha fatto notare la Gerarchia ecclesiastica - costituisce un episodio di singolare ed esecrabile gravità”. E mentre i Vescovi italiani hanno  espresso sincera vicinanza al presidente Berlusconi – hanno altresì auspicato – “per il nostro Paese un clima culturale più sereno e rispettoso, al fine di realizzare nella coesione sociale e nella responsabilità politica il bene di tutti e di ciascuno”.   Tutto questo, nella piena consapevolezza che una spirale di odio è molto facile da innescare e assai difficile da spegnere, da superare. Ecco, allora, la necessità di un convinto e condiviso investimento culturale ed educativo per fare crescere insieme il Paese,  per isolare i violenti e andare avanti con convinzione, nella concretezza. 

In questo periodo poi, la necessità  - aggiungiamo noi -  di aprire  il proprio animo ai disagi e sofferenze con iniziative concrete di carità.

Il fascino delle tradizioni e dei canti, delle nenie natalizie, nulla deve togliere ad un impegno più incisivo di costante purificazione delle strutture sociali come delle singole persone, per crescere nella cultura della solidarietà e della cooperazione.

In questi momenti, mentre noi stiamo parlando, dovunque, a Favara, come in tutti i Comuni della nostra provincia, si stanno ultimando gli ultimi accorgimenti per  rendere a tutti più sereno il Natale, non solo dal punto di vista liturgico, ma anche dal punto di vista sociale. A Favara, tra le tante iniziative private e pubbliche di solidarietà, - quella della Comunità Ecclesiale “Favara aiuta Favara”, portata avanti dalla Consulta cittadina di pastorale giovanile, ancora quest’anno  nella linea della solidarietà e della  creatività. E contemporaneamente l’impegno a  far rivivere antiche tradizioni, di folklore, di nenie particolarmente melodiose, davanti a presepi, alle "Nuvere"- preparate con entusiasmo e slancio popolare, per rendere omaggio al Bambino di Betlem, al cui fascino è impossibile resistere.  Natale, il periodo più magico dell'anno, la festa delle tradizioni, degli addobbi, delle musiche allegre e degli spettacoli in piazza, dei doni, delle atmosfere magiche e della bontà. E per tutti, tra un pranzo e un brindisi, tra una partenza e uno scambio di regali, un augurio di felicità, che il cristiano consapevole non può vivere da solo e solo in modo superficiale ed effimero. 

 E con questi pensieri, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed unitamente a tutto lo staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, augura a tutti i radioascolatori, alle Autorità civili, politiche e religiose, della città dove ha sede questa nostra emittente, come pure della provincia, cordiali auguri di buon Natale, buona fine d’anno e buon inizio del nuovo anno 2010. Noi  ci risentiremo lunedì 11 gennaio.

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Riflessioni a voce alta per il bene della Città.  

24.9.2009

Desidero esprimere ancora la mia gratitudine a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale che hanno voluto farmi giungere i loro auguri in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Russello, lo scorso 27 giugno.

Un grazie anche all’ex sindaco dott. Lorenzo Airò, che, in una sua lunga lettera sui problemi della Città, accennando alla cittadinanza onoraria da poco conferitami, l’ha definita “meritata e dovuta”.  Francamente non  mi aspettavo tanto e quindi sentitamente ringrazio  e per il tramite di quanti ricoprono o hanno ricoperto cariche pubbliche, anche la cittadinanza tutta, per la quale ho cercato di spendermi nel mio ultraquarantennale servizio, cercando di fare del mio meglio e ricevendo in cambio molto di più di quanto ho potuto dare, soprattutto in termini di stima e di affetto. Grazie.

L’attuale  situazione amministrativa della nostra Favara, mi spinge ad esprimere alcuni pensieri , animato dal desiderio di suscitare qualche riflessione, che possa contribuire al bene comune.

 

L’attuale querelle tra organi istituzionali della Città (Cons.Comun. Presidente, Sindaco, con i conseguenti muri di incomunicabilità),  a mio giudizio,  va subito chiusa, con la buona volontà di tutti, e ragionando con il buon senso popolare, per cui mai la ragione sta tutta da una parte ed il torto tutto dall’altra. Qualcuno ci direbbe che prima di criticare la pagliuzza dell’occhio del fratello, si farebbe meglio a guardare se, per caso, non ci sia una  trave nel proprio. Solo nell’ottica della riconciliazione e del bene supremo della città, si può trovare la via d’uscita da una situazione penosa ed imbarazzante.  Di fronte ai gravi problemi che travagliano la Città, un singolo, discutibile episodio non si può caricare di chissà quale valore. Insistere  sembrerebbe davvero surreale. Soprattutto se inquadrato nella nostra realtà locale, che,  per colpe passate e/o recenti, denuncia varie e gravi forme di degrado, mentre continua inarrestabile un progressivo allargamento dell’area del disagio e della povertà, con una ristretta fascia sociale che invece aumenta il proprio benessere e dà segni di lusso e di spreco. Non solo, ma mentre, a Favara,  sembra davvero aggravarsi l’emergenza educativa, con una fascia di giovani che vive il rischio della frustrazione e dell’alienazione, rifugiandosi nella rete della droga, dell’alcol, della pornografia, ecc. ecc…della criminalità, secondo quanto ci hanno confermato i recenti, gravissimi  episodi, propri di questa estate appena trascorsa.

 

            Il Sindaco, nella lettera e nello spirito della  L.R. n. 7/93 è il Sindaco dei cittadini e non dei Partiti, e non è nemmeno espressione del Consiglio Comunale. Quando lo era, - lo ricordiamo bene tutti – nel corso di una legislatura si alternavano tre, quattro o anche più sindaci, con le conseguenze che la riforma ha voluto proprio evitare, affidando ai cittadini l’elezione diretta e rendendo difficile la sua rimozione.

 

            Il  Consiglio Comunale, - che elegge il suo Presidente (mentre prima la presidenza era esercitata dallo stesso sindaco in carica) è l’unico organo titolare della  sovranità popolare - con la legge  n.7/93, oltre alla naturale vocazione di pungolo dell’Amministrazione,  è stato caricato di una nuova grande responsabilità, quella di potere mandare a casa il Sindaco, ma nello stesso tempo decretare  il proprio scioglimento.

Nel caso in cui questo dovesse verificarsi a Favara, cosa avverrà ?

Mi sembra d’obbligo porsi alcuni interrogativi: Si può fare un salto nel buio e  mandare una città allo sbaraglio ? C’è un piano preciso per il prossimo futuro ? Gli stessi Partiti di  opposizione – e segnatamente il PD seriamente impegnato in questo periodo in un processo di profondo rinnovamento – hanno davvero pronto  un piano alternativo per il bene di Favara ?  Funziona all’interno dei Partiti favaresi un minimo di democrazia interna ?  Ci sono e chi sono i Segretari  dei Partiti presenti in Consiglio Comunale ? E poi. Siamo proprio sicuri che, azzerato tutto,  il  Commissario e la Commissione, non calati dal cielo ma nominati dal governo regionale, risolveranno gli attuali problemi ? Non se ne potranno creare altri in attesa delle nuove elezioni, che prevedibilmente dovrebbero svolgersi non prima di un anno? Nel Comune commissariato, non si potrebbe determinare un aggravio di spese e di problemi ?

Si tratta, credo, di interrogativi, che le forze politiche ed i singoli Consiglieri Comunali devono seriamente porsi. Dopo di che, passare ad una decisione definitiva,  in un senso o nell’altro, assumendosi ognuno le proprie responsabilità e risparmiando alla città e, soprattutto,  ai nostri giovani esempi poco edificanti.

 

            Nelle ultime elezioni del maggio 2007 la volontà popolare è stata chiarissima. A larghissima maggioranza è stato eletto il Consiglio Comunale con una maggioranza quasi bulgara per il centro-destra, e per la prima volta, al ballottaggio,  anche un Sindaco della stessa maggioranza del Consiglio Comunale, eliminando, quello che in tutte le precedenti elezioni era avvenuto a Favara, cioè il cosiddetto fenomeno dell’anatra zoppa, Sindaco di sinistra e maggioranza in Consiglio Comunale di segno opposto. Questa volta i partiti del centro-destra avevano individuato nell’avv. Domenico Russello la persona giusta. Questo il commento generale, perché al di là degli indubbi  meriti della persona del Sindaco Airò, gli elettori hanno deciso per un cambiamento di cultura politica nella guida della città.

Ogni cultura politica ha un certo modo di amministrare, di rapportarsi con le istituzioni, di scegliere le persone, di  spendere il denaro pubblico, di orientare le cose, di favorire o contrastare ad esempio la cultura dei DICO…di creare chiasso mediatico con idee tipo chiesa-moschea,  di celebrare la libertà con monumenti alla Vergine nuda ecc. Nel segreto dell’urna la gente ha voluto, a larghissima maggioranza, il cambiamento ed ha “condannato” il Centro-destra a governare la Città, dando la maggioranza ai Partiti ed al Sindaco da loro scelto.

Bisogna riflettere su questo e trovare il modo di superare l’attuale situazione che rischia di trasformarsi in un  pasticcio, dalle conseguenze imprevedibili. D’altra parte,  il Sindaco, dopo le scelte del novembre scorso, ha il dovere di una verifica e procedere eventualmente, subito, ad un rimpasto della sua Giunta, collegandosi soprattutto con i Partiti che  hanno condiviso il suo programma elettorale. Ponendo davvero il bene della Città al di sopra di tutto, ciò non dovrebbe essere eccessivamente difficile.

 

            Sindaco ed Assessori,  non possono e non devono solo limitarsi a gestire l’esistente, curando lodevolmente solo l’attuazione di opere e progetti in precedenza programmati, ma, sempre nella legalità, programmare e orientare il futuro, attivare processi in grado di intercettare risorse, attrarre insomma nuovi finanziamenti per lo sviluppo e per il miglioramento economico e della qualità della vita. Insomma, Sindaco ed Assessori devono lavorare a tempo pieno per la  Città, produrre atti e delibere,  sfidando quasi il Consiglio davanti all’occhio critico della città e incalzandolo di modo da impegnarlo seriamente e sottrarlo alla tentazione di iniziative discutibili.

 

            Negli ultimi tempi, il varo, finalmente del Progetto HORTUS,  l‘avvio concreto, finalmente, di un problema annoso  come la  metanizzazione, l’inizio, finalmente, dei lavori della nuova Caserma, con la partecipazione delle più alte autorità, la fruibilità, finalmente, effettiva del Municipio di Piazza Cavour,  alcune piccole ma significative cose (come, finalmente, il servizio nella Cappella del Cimitero) hanno fatto in qualche modo intravedere un nuovo modo di impegno per la città…con speranza dei cittadini di vedere subito altre cose, come finalmente, per esempio, l’utilizzo per la Polizia Municipale del nuovo, magnifico edificio di Piazza Giglia… e della stessa Chiesa locale che per mezzo del suo vertice istituzionale, ufficialmente, in più di una circostanza pubblica  ha dato atto all’Amministrazione Russello di un impegno in atto, di carattere culturale anzitutto nella linea della legalità, e in alcune iniziative concrete. Un impegno, comunque, sempre suscettibile di miglioramento e potenziamento, anche con la preghiera dei credenti e con la buona volontà di tutti.

 

            A Favara, in Consiglio Comunale e fuori, sicuramente non mancano personalità ed intelligenze, per riflettere, senza prese di posizione preconcette, né interessi di bottega… Favara ha diritto ad essere correttamente amministrata, senza inutili protagonismi, scene non proprio esaltanti, urla, nervosismi, veleni, e quant’altro.

La maggioranza vera – lo abbiamo visto nelle ultime elezioni, quando nessuno al ballottaggio prevedeva un risultato simile - si esprime nel segreto dell’urna. Di quella maggioranza bisogna avere rispetto e solo a quella democraticamente inchinarsi. Così come ha fatto la precedente Amministrazione Airò, che ha preso correttamente atto della sconfitta senza attenuanti e senza per questo,  sentirsi definitivamente delegittimata, né demotivata per una possibile ripresa di  impegno a servizio dei cittadini. Un servizio che richiede costantemente capacità di autocritica e di rinnovamento, per rispondere ai problemi emergenti,  secondo il mandato del popolo sovrano.

 

In conclusione mi chiedo: Ci si preoccupa di quello che pensa la gente? In un certo sondaggio di non molto tempo fa, risultava che  l’opinione pubblica favarese appariva disorientata e frastornata, mentre Sicilia-TV registrava  una generalizzata  sfiducia alla politica”,  con molte lamentele sulla mancata  fattività di tante cose spicciole, la cui responsabilità i favaresi  addossavano “non solo sul Sindaco e sulla sua Giunta, ma anche sul Consiglio Comunale, sui Partiti e sulla stessa politica favarese, cioè come da parte di tutti viene praticata a Favara.

 

Con la sola ambizione di avere offerto qualche spunto di riflessione in più, confermo la mia stima per tutti gli attori in causa e   porgo un cordiale saluto a tutti.

 

Sac. Diego Acquisto

direttore dell'informazione di Radio Favara 101

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La Madonna di Fatima pellegrina a Favara

dal 24 al 31 maggio 2009

un'opportunità offerta a tutta la città

dall'Unità Pastorale formata dalle due Parrocchie 

S. VITO e Ss.Apostoli  PIETRO e PAOLO

 

Unità Pastorale delle Parrocchie di S. Vito e Ss. Pietro e Paolo – Favara

COMUNICATO

01-06-2009

 

Giornata ricca di emozioni e, per non pochi, anche di lacrime,  quella vissuta ieri a Favara da una grande folla convenuta a Villa Ambrosini per il saluto alla Madonna di Fatima, che dopo una settimana ha lasciato la nostra città per ripartire per Lisbona e di lì raggiungere Fatima.

Dopo la formula di consacrazione recitata dal Sindaco avv. Domenico Russello, ed i brevi interventi di saluto del dott. Giuseppe Arnone, a nome della provincia, del  dott. Lillo Montaperto per il Consiglio Pastorale Cittadino e di don Diego Acquisto, a nome del Presbiterio e , segnatamente, dell ‘Unità Pastorale, formata dalle due Parrocchie di S. Vito e dei Santi Pietro e Paolo, la Madonna è stata salutata con lo sventolio festoso di centinaia e centinaia d i fazzoletti, in un tripudio di popolo, di questo popolo favarese che in larga maggioranza nutre una tenera devozione  alla Madonna che in gergo siciliano e favarese, viene chiamata la “Beddra Matri”, la bella madre, madre di Gesù e nostra.

La cerimonia di commiato a Villa Ambrosini era stata precedtuta da una solenne concelebrazione nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, stipata all’inverosimile, anche se grande ed accogliente, ma  comunque incapace di potere contenere la grande folla convenuta, per cui tanti, tantissimi hanno atteso fuori dalla Chiesa per potere partecipare alla cerimonia conclusiva di saluto.

La Messa, animata dalla Corale dell’Unità Pastorale,  è stata presieduta dall’Arcivescovo S. E. Mons. Diego Bona, presidente del Comitato per l’Apostolato Mondiale di Fatima, e concelebrata da Mons. Giuseppe Di Marco, don Diego Acquisto e don Nino Giarraputo, il quale ultimo ha voluto sottolineare come i due sacerdoti concelebranti siano stati presenti a Catania, 50 anni fa, quando, a conclusione del Congresso Eucaristico Nazionale l’Italia è stata consacrata al Cuore Immacolato di Maria.

Il mese di maggio a Favara quest’anno non poteva avere conclusione migliore, dato che l’ultima settimana, da domenica 24, solennità dell’Ascensione del signore al Cielo, a domenica 31 maggio solennità della Pentecoste, ha registrato la presenza della Madonna di Fatima, e un fiume di gente, non solo da tutta Favara, ma anche dai paesi vicini, è venuto a trovare la “Bianca Signora”, la  Madonnina di Fatima, nelle due Chiese di S. Vito e di Ss. Pietro e Paolo, che si sono avvicendate nell’accoglienza e grazie all’impegno e sacrificio degli operatori pastorali, hanno favorito le numerosissime visite dei fedeli accorsi.

La Veglia di Pentecoste, che si è svolta davanti alla “Bianca Signora di Fatima, nella chiesa dei santi Pietro e Paolo, la sera del sabato 30 maggio, presieduta dall’arcivescovo Bona, ha registrato la presenza dei tutti i Parroci della Città e dei giovani di tutte le 9 parrocchie di Favara, che con segni diversi hanno voluto esprimere l’impegno di comunione-missione, con la forza dello Spirito.

Il nostro arcivescovo, Mons. Francesco Montenegro, che, domenica 24 maggio, dopo l’accoglienza della Madonna di Fatima al Calvario, ha presieduto la concelebrazione nella Piazza S. Vito, dopo la partecipazione a Roma dei lavori della CEI, ha incontrato S. E. Mons. Bona ed i due Parroci Acquisto-Giarraputo, prendendo atto della validità pastorale dell’iniziativa, foriera – ci si augura vivamente -  di  ulteriori, abbondanti frutti spirituali. 

Favara 01-06-2009  

 

 

 

Parrocchia S. VITO

92026 – FAVARA (AG)

Anno Pastorale 2008-2009 – Anno dell’ASCOLTO – Resoconto del QUESTIONARIO, delle valutazioni espresse a viva voce da molti fedeli più o meno praticanti, nonché della discussione a conclusione delle Messe festive di domenica 18 gennaio u.s. e nella riunione della Confraternita del 24.1.2009.

 

RELAZIONE sulla PARROCCHIA

28-gennaio-2009

 

La Parrocchia S. Vito abbraccia i quartieri del centro storico di Favara, ( come "A’ Cruci, U’ Cavatu, A’ Trizzera, A’ Grutta,) con tutti i problemi che questo comporta sul piano economico e sociale, in termini di spopolamento e di composizione delle famiglie, in prevalenze anziane. Tuttavia, bisogna rilevare che non pochi, che pur abitano in zone periferiche, dove risiedono dopo il matrimonio, continuano per la Messa festiva a frequentare la Parrocchia, dove alcuni anche continuano a chiedere che i loro figli frequentino la catechesi per la preparazione alla prima Comunione ed alla Cresima. Ancora, alcuni frequentano la Parrocchia in conseguenza della scelta di aggregarsi alla Confraternita della Santa Croce del Calvario o all’Associazione Gio’ ‘90 S. Vito. Quest’ultima svolge attività culturale, teatrale e ricreativa a servizio dell’intera collettività favarese, così come la Confraternita, sul piano della religiosità popolare e della solidarietà.

In sintonia con le indicazioni diocesane di questo anno pastorale 2008-2009, da parte di tutti i responsabili dei vari Gruppi ecclesiali che fanno riferimento alla Parrocchia S. Vito, sono stati largamente distribuiti dei moduli di un QUESTIONARIO, per sollecitare un’ampia riflessione sulle tematiche più importanti, sentite nel territorio da parte dei gruppi, delle famiglie e della Comunità nel suo insieme.

Ecco lo schema generale del questionario:

1) Posso ritenermi soddisfatto di come vivo nella comunità parrocchiale? Se SI o NO, perché? Cosa ti proponi ? Cosa suggerisci? - 2) In Parrocchia o comunque collegati con la Parrocchia, ci sono alcuni gruppi: Ministri straordinari dell’Eucaristia, Catechisti, Gruppo di pastorale familiare, Apostolato della Preghiera, Associazione del Rosario perpetuo, Gruppo di Preghiera P. Pio, Associazione Giò ’90 S.Vito, Confraternita della Santa Croce del Calvario. (All’interno dei vari Gruppi e soprattutto degli ultimi tre, il Gruppo Giovanile). Cosa ne pensi? Ne fai parte ? Vorresti farne parte? Di quale? - 3) In che modo è presente Cristo nella tua vita di battezzato e nella tua famiglia? - 4) Ti senti accolto, impegnato e coinvolto nella vita della parrocchia e nei Gruppi? Se è NO, perché? In che modo ti lasceresti coinvolgere maggiormente? Cosa suggerisci per un tuo migliore e maggiore coinvolgimento ? - 5) Quali sono gli ostacoli che ti impediscono oggi di vivere la tua fede e la tua partecipazione alla vita parrocchiale? - 6) Quali sono i difetti che riscontri nella vita della tua parrocchia, nella vita e nell’attività dei Gruppi ? Cosa proponi per un possibile miglioramento? Quale il tuo possibile apporto ? - 7) Di quali iniziative o esperienze ti senti soddisfatto? Perché?

8) Pensi che la catechesi, così come è svolta, possa aiutare a crescere nella fede? Hai delle proposte da fare per migliorarla? Cosa pensi dell’età di ammissione alla Prima Comunione (V elem.) ed alla Cresima (dopo la III Media) ? Va bene così o vorresti qualche modifica ? - 9) Cosa proponi per coinvolgere i genitori dei ragazzi e dei giovani che frequentano la catechesi? - 10) Pensi che la gente partecipi e si senta coinvolta: durante la Santa Messa domenicale? nelle altre celebrazioni? Per i ragazzi, quali sono le tue proposte per favorire un miglior coinvolgimento - 11) Secondo te, l’azione caritativa (Parrocchia e Confraternita) raggiunge le famiglie più bisognose? Cosa proponi per migliorarla. Cosa sei disposto a fare ? - 12) Cosa proponi che si faccia per migliorare la vita comunitaria parrocchiale?

 

Conclusioni generali

Sono state raccolte oralmente molte opinioni, mentre le schede restituite ( in forma rigorosamente anonima e, per la maggior parte, imbucate in un apposito contenitore di legno) sono solo un 25% del totale delle schede distribuite. Tra le opinioni raccolte oralmente da parte del Parroco, dei vari responsabili dei Gruppi e quello che risulta nelle schede restituite, non sembra proprio esserci discrepanza nella valutazione generale, nei suggerimenti e nei consigli.

 

Sentita appare la centralità della Parrocchia come punto di riferimento per i bisogni spirituali, per i servizi religiosi e non solo. I Gruppi, così come indicati nel Questionario, sono giudicati tutti importanti e preziosi, per la funzione, il ruolo specifico ed il servizio che assicurano nei diversi settori alla Parrocchia e alcuni anche alla Città. Da alcuni, in particolare, viene sottolineato il valore del Gruppo di Preghiera P. Pio o della Confraternita della Santa Croce del Calvario, edificio sacro chiamato correntemente "A’ CRUCI", che è il cuore del territorio Parrocchiale e di tutto il territorio favarese. Da taluni, proprio per questo, ai componenti della neonata Confraternita viene sollecitato un maggiore impegno di formazione cristiana, soprattutto in alcuni dei suoi elementi. Più in generale, da una attenta valutazione delle risposte al questionario, viene fuori il tema dell’emergenza educativa, in corso di approfondimento da parte del Consiglio Pastorale Cittadino, dove in atto è attiva la partecipazione della parrocchia s. Vito, che ha uno dei suoi componenti nel Direttivo, formato da tre persone elette dall’assemblea dei rappresentanti delle nove Parrocchie della Città.

 

Il mondo giovanile nel suo complesso, deve essere ancora più attenzionato, da parte di tutti gli adulti responsabili, nei vari settori del lavoro parrocchiale.

Per quanto riguarda il Catechismo si sollecita una maggiore partecipazione dei genitori, il cui interesse non deve esaurirsi nella pur lodevole attenzione a pensare a venire in Parrocchia per l’iscrizione dei loro figli ai vari corsi di catechesi.

E’ pressoché una richiesta unanime quella di rivedere l’età di ammissione alla Prima Comunione ed alla Cresima, giudicando assai meglio, quanto meno, un anticipo, (Prima Comunione in 4^ elem. e Cresima in 1^ Media) se non proprio un ritorno al passato.

La presenza di tanta povertà nel quartiere sollecita ed impegna non solo alla carità materiale la Confraternita, in sinergia con la Caritas parrocchiale, ma anche a fare un salto di qualità per venire incontro ad insorgenti povertà morali e sociali, separazioni, situazioni di solitudine…ecc.. ecc…

 

Quello che appare più consolante è rilevare che da quasi tutti viene scritto che Cristo è molto presente nella propria vita personale e familiare, e che la Parrocchia, per quello che può dare, viene giudicata luogo di accoglienza e di fraternità, pur nella assoluta carenza di locali. Per questo la catechesi, su richiesta del parroco, in buona parte si svolge nei locali della Scuola Materna "Cap. Vaccaro", messi a disposizione dal dirigente scolastico dott.sa Enrichetta Maltese, col parere favorevole del Consiglio d’Istituto.

 

Non mancano certamente i problemi relazionali, all’interno dei Gruppi e della stessa Comunità Parrocchiale nel suo insieme, ma emergono anche segnali di maturazione e di crescita, sfruttando le stesse difficoltà, che in non pochi casi diventano vere e proprie risorse per una maturazione umana ed una crescita nella fede.

 

Il Parroco, dopo avere ascoltato le diverse voci e sensibilità, ha manifestato per il futuro la sua volontà di servizio, soprattutto nella linea del contatto personale con i responsabili e più diretti collaboratori, al centro del suo interessamento, della sua preghiera e del suo discernimento, per crescere tutti insieme nello spirito di comunione ecclesiale, premessa indispensabile di una autentica conversione missionaria per l’annuncio e la testimonianza del Vangelo nel territorio della Parrocchia e della Città.

 

Favara 28.01.2009

Per il Consiglio Pastorale Parrocchiale

 

Prof. Salvatore Pirrera

Dirigente scolastico

 

Sac. Prof. Diego Acquisto

Parroco

 

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57- Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 24.11.2008

Favara - Amministrazione Russello: dalla Giunta Politica alla Giunta Tecnica o apartitica.

"Non intendo tollerare ritardi, né sentirmi ostaggio degli uomini dei vari partiti". Lo ha detto e scritto il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi, ai segretari dei Partiti della sua coalizione di centro-destra, circa l’indicazione di una rosa di nomi, da cui egli intende scegliere i componenti della Commissione per l’IACP. Un potere, quello di nominare che la legge riserva al Presidente della Provincia, e che D’ORSI intende esercitare avvalendosi dei consigli e delle proposte dei Partiti che hanno favorito e sostenuto la sua elezione. Ma precisa che non intende sentirsi ostaggio degli uomini dei vari partiti, come a dire che i partiti devono restare nei giusti limiti, non imporre. a Lui poi il giudizio definitivo, perchè sua, di fronte al popolo, è la responsabilità. Un discorso che ci sembra corretto, secondo legge che con l‘elezione diretta del Presidente della Provincia e del Sindaco, ha voluto dire che i partiti, dopo avere proposto e consigliato, devono sempre fare un passo indietro, dato che il potere decisionale non spetta a loro, e l’interlocutore del popolo, non sono più i partiti, come era una volta, prima del 1992, anno in cui, il Parlamento siciliano ha approvato la legge n.7 sull’elezione diretta, proprio perché Sindaco o Presidente della Provincia non fossero più ostaggio dei partiti, che nella prima Repubblica, passo dopo passo, si erano allontanati da un comportamento corretto, occupando le istituzioni, degenerando in quella che veniva e si chiama partitocrazia, diventando sempre più arroganti e, cadendo, non infrequentemente nella vergogna della corruzione. La legge n.7/92 ha voluto correre ai ripari, colpire proprio la partitocrazia, lasciando al Sindaco o al Presidente della Provincia anche la facoltà di scegliere e di potere togliere agli assessori la delega in qualsiasi momento, per il bene comune. Questo discorso ci porta a dire qualcosa su quello che è avvenuto a Favara, dove, dopo un anno e mezzo di Giunta politica, il Sindaco Russello, per vari motivi, al fine di continuare il mandato ricevuto dai cittadini favaresi, ha deciso di ringraziare la Giunta politica e formarne una tecnica, con persone scelte da lui, di sua fiducia senza guardare alle appartenenze partitiche, unicamente spinto dal desiderio – come tiene a sottolineare - di volere affrontare meglio, a suo giudizio, i problemi della città. Un ragionamento etico, politico e giuridico su cui ci sembra non ci sia nulla da dire. Un modo che intanto dovrebbe consigliare a tutti di fare un passo indietro, stare nel proprio ruolo secondo la legge, recuperare eventualmente saggezza e compostezza, evitando inutili e sterili polemiche, cadute di stile, sgarbi personali e quant’altro, puntando unicamente al bene della città, anche nell’esprimere il proprio personale dissenso.

Del resto è anche comprensibile e si può legittimamente pensare, che in tutto quello che è avvenuto a Favara, abbiano giocato anche le fragilità umane, i non brillanti rapporti personali, che cioè tra gli assessori nominati dai Partiti ed il sindaco i rapporti non fossero, almeno con alcuni, non fossero proprio ottimi, con danno della città, che dalla Giunta Politica, come sotto gli occhi di tutti non riceveva quei servizi a cui aveva diritto. Guardando al bene comune a cui la sana politica deve sempre tendere, non è scandaloso che il Sindaco, anche per questo possa avere deciso di cambiare squadra, perché gli obiettivi prefissati, con quei partiti che hanno favorito la sua elezione, si possano raggiungere meglio. Se poi questo non dovesse avvenire nemmeno con la Giunta tecnica, ognuno si potrà e si dovrà assumere le proprie responsabilità ed operare secondo quanto prevede la legge, anche arrivando, se necessario, al voto di sfiducia. Il popolo sovrano poi deciderà nel segreto dell’urna, votando per il Sindaco e/o anche per il Consiglio Comunale. I partiti, specie se hanno già sbagliato una prima volta, se vogliono un Sindaco del tutto docile ai loro dettati, faranno più attenzione a selezionarne la figura, prima di proporlo ai cittadini; i quali però, per legge, hanno la possibilità di organizzarsi autonomamente, con liste civiche, che – sappiamo - , come è avvenuto nelle ultime elezioni, in tanti paesi e anche a Favara, possono ottenere un notevole successo. Ricordiamo che la Coalizione dei Valori, (che per certi versi poteva considerarsi una lista civica) e Primavera favarese, se unite assieme avrebbero totalizzato ben oltre il 30% dei consensi, arrivando sicuramente al ballottaggio e ipotecando seriamente la guida della città. Uno scenario che non è escluso che possa ripetersi in eventuali prossime consultazioni elettorali, se la Giunta Tecnica del Sindaco Russello, per qualsiasi motivo dovesse fallire. Intanto, quello che c’è di veramente positivo è che in Italia ed anche a Favara si siano attivati il dibattito politico, l’interesse dei cittadini, la partecipazione, cose tutte che succedono quando c’è un Governo di centro-destra, perché stranamente, con la sinistra al potere – è solo una constatazione - tutto si assopisce e diventa tranquillo, anche se il fuoco cova sotto la cenere e si aspetta il segreto dell’urna, come abbiamo constatato con le elezioni politiche. A livello nazionale ed amministrative a livello comunale a Favara. Andando alla situazione concreta, in questa fase, a Favara credo che il popolo si attenda da tutti, compostezza e serenità, senza pregiudizi di sorta, dando fiducia alle persone perbene che, accettando l’incarico di assessori, hanno dimostrato indubbiamente coraggio. Al Sindaco ed ai nuovi assessori si consiglia di collegarsi con i Partiti in Consiglio Comunale sui problemi della città. Con la Giunta tecnica si superano quelle riunioni di maggioranza, che, troppo spesso, come è noto, servono solo per accordi più o meno criptati, per compromessi e lottizzazioni, che fanno perdere tempo, sono sempre fonte di malumori e producono spesso solo danni al bene comune.

 

 

Considerazioni sulla crisi  di  FAVARA

11.11.2008

 

Sull’attuale crisi amministrativa che travaglia il Comune di Favara,  diverse, come naturale,  le valutazioni dei partiti politici, che mi permetto di sintetizzare, per una visione d’insieme, suscettibile per tutti di una feconda riflessione per il bene della città:

Il Partito Democratico si dice contrario ad elezioni anticipate perchè l’eventuale interruzione di questa legislatura non serve alla città, sfidando i  partiti del centrodestra ad ammettere che hanno fallito ed a dimostrare con i fatti  di avere a cuore le sorti di questa città, appoggiando il sindaco  Russello nella sua scelta di una giunta tecnica.

 Forza Italia-Unione di Centro—Movimento per l’Autonomia,  sollecitano le dimissioni del Sindaco, perché un’eventuale giunta tecnica, a loro giudizio,  significherebbe da parte del sindaco il tradimento del mandato elettorale, una scorrettezza intollerabile non solo nei confronti del centro destra, ma soprattutto dell'intera città di Favara”.

Il Movimento Politico “democratici Autonomisti”,  dice che  “una giunta comunale fatta di soli professionistici apartitici, non darebbe il giusto riconoscimento ai partiti che hanno sostenuto Russello in campagna elettorale, ma soprattutto non sarebbe corretto nei confronti dei favaresi che hanno voluto eleggere il candidato della coalizione del centro destra”.

Alleanza Nazionale invitando a porre fine a questa estenuante vicenda, non è pregiudizialmente contraria ad una giunta tecnica, affermando che se la legislatura dovesse proseguire con una Giunta espressione della società civile, non si sottrarrebbe al confronto sulle grandi questioni che la Città reclama come il Prg, Metano, e Piano Strategico.

 

Diverse - come si vede - le posizioni, così come disorientata e frastornata appare l’opinione pubblica dal sondaggio realizzato dall’ emittente SICILIA TV, costretta a registrare  una generalizzata  sfiducia alla politica”,  con molte lamentele sulla mancata fattività in questo ultimo anno e mezzo di amministrazione, la cui responsabilità i favaresi  addossano “non solo sul sindaco e sulla sua giunta, ma anche sul consiglio comunale, sui partiti e sulla stessa politica favarese, cioè come da parte di tutti viene praticata a Favara.

Chi  scrive, ha espresso il suo parere sull’andamento delle cose in materia, in una nota in data 29.9.2008, auspicando da parte di tutti, opposizione compresa, uno scatto di orgoglio, per una svolta di qualità, una coraggiosa riflessione ed  un radicale cambiamento di persone e di strategia, emarginando i fannulloni, anche se assessori  indicati dai Partiti, e valorizzando invece le  persone  preparate e motivate, animate da buona volontà e  spinte unicamente dal desiderio di fare andare avanti la comunità Favarese, sotto la supervisione del Sindaco, garante del cammino complessivo e sempre pronto a stimolare, mai a bloccare l’azione degli assessori, secondo il programma presentato agli elettori.

 Le dimissioni volontarie del Sindaco con nuove elezioni solo per il Sindaco, o le elezioni per il Sindaco e per il Consiglio comunale (in caso di sfiducia formale votata in Consiglio, con la maggioranza  dei due terzi dei consiglieri), costituiscono, nell’uno e nell’altro caso, una sconfitta per tutti e sicuramente per la Città, che ne riceverà ulteriore danno, con possibilità  poi che si possa ripetere lo stesso scenario, specie in caso di conferma del centro-destra, così come prevedibile.

 Uno slogan accettato da tutti, all’inizio degli anni ’90, quando si  discuteva sulla necessità di passare  dal vecchio sistema  a quello attuale sull’elezione diretta del Sindaco, era : “Dal Sindaco dei Partiti al Sindaco dei Cittadini”.  I Partiti cioè dovevano fare un passo indietro. Il sindaco non doveva  più soggiacere ai diktat dei partiti; un traguardo ideale che mi pare, specie negli ultimi tempi, non sia più nemmeno tentato, se si arriva ad una spartizione tale che fa sì che in caso di disaccordo, provvisoriamente, come avvenuto alla provincia, il posto assessoriale viene coperto dal capo-corrente, in attesa del chiarimento interno. Una cosa vergognosa, che non succedeva nemmeno nella cosiddetta vituperata prima Repubblica, dove pure si operava con il "manuale Cencelli", senza però arrivare mai a tanto, perché forse c'era più dignità personale.

Nell’ottica del Sindaco dei cittadini, il Presbiterio di Favara, sul finire del secolo scorso, in un momento amministrativo pure difficile per la nostra Città, all’unanimità approvava  un documento in cui tra l’altro si diceva : Il Sindaco eletto dai Cittadini, nella lettera e nello spirito della L.R. N.7/93, sfuggendo alle perverse logiche paralizzanti della vecchia partitocrazia, - logiche tipiche dei metodi della cosiddetta prima repubblica, - fissi concretamente alcune chiare, precise e urgenti priorità amministrative (metanizzazione, P.R.G., recupero del Centro storico, riordino dei servizi comunali, strategia sviluppo ed occupazione, ecc.),  chiedendo collaborazione  a tutte le forze politiche, che, per il bene della Città, senza pregiudiziali di alcun genere, vogliamo vivamente sperare, rispondano positivamente e ritrovino il coraggio necessario alle sfide del momento sicuramente non facile”.

Un suggerimento che ritengo attuale e valido in questo momento cruciale e che mi permetto di sottoporre all’attenzione di tutte le persone più responsabili.

Favara 11.11.2008

Sac. Diego Acquisto

Parroco di S. Vito

Favara

   

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Lo dico a SICILIA-TV   FAVARA

29.09.2008

 

Oggetto: Il punto sulla situazione amministrativa di Favara. Urge una coraggiosa riflessione ed un radicale cambiamento di persone e di strategia.

 

Mi rivolgo a codesta benemerita emittente per dare un mio contributo di proposta e di riflessione alla soluzione della crisi amministrativa della nostra città.

 

"La Chiesa non è e non intende essere un agente politico. Nello stesso tempo ha un interesse profondo per il bene della comunità politica". E’ quello che ha ricordato anche recentemente Papa Benedetto. In questo spirito, desidero dire la mia sulla situazione amministrativa della nostra Favara, facendo sintesi, dal mio punto di vista, di quella che a me sembra l’opinione pubblica oggi prevalente.

 

Nell’azione amministrativa, guidata da un galantuomo come il sindaco Russello, è assolutamente necessaria una svolta; urge uno scatto d’orgoglio da parte di tutti gli organismi legittimamente preposti alla cura del bene comune, per la fiducia ricevuta dalla gente, attraverso l’ultima consultazione elettorale di poco più di un anno fa.

Sindaco, Giunta municipale, Presidente del consiglio comunale e Consiglio Comunale nel suo insieme, maggioranza ed opposizione, tutti sono chiamati ad uno scatto d’orgoglio per rilanciare il loro impegno a servizio dei cittadini nel miglioramento dei servizi. Mettendo da parte piccoli o grandi intrighi, interessi personali, attaccamento a poltrone, possibili invidie, gelosie e quant’altro, nel superiore interesse del bene comune; si rende necessaria una svolta a 360 gradi; una svolta incisiva ed efficace, nel rispetto delle indicazioni date dai cittadini.

Da tempo, si parla della necessità di un rimpasto nella GIUNTA, ed a noi non sembra procrastinabile l’impegno ad operarlo. Favara, da parte di tutti, opposizione compresa, sicuramente merita di più di quanto ha ricevuto nei mesi scorsi, pur con tutta la buona volontà delle persone. Adesso, bando ai personalismi ed alle sterili polemiche di piccolo o apparente grande cabotaggio. Per primo il Sindaco RUSSELLO è chiamato a cogliere i segnali che arrivano dai vari strati della popolazione, -(non vorremmo abusare di una frase storica) – "il grido di dolore" che si leva dalla parte più sana del tessuto sociale favarese e dalle persone più responsabili.

Bisogna subito organizzare la speranza di nuovi possibili e positivi traguardi, ascoltando consigli ed operando scelte anche di persone, in grado di realizzare un positivo e visibile cambiamento per il bene della Città, allontanando , (per usare una parola oggi corrente), i fannulloni, anche se assessori indicati dai partiti.

 

Lo dicevo in un mio intervento pubblico di un anno fa, a pochi mesi dal clamoroso successo elettorale che ha chiamato Russello a guidare Favara. Non bisogna cullarsi del successo. La gente sa giudicare ed agire al momento giusto, nel segreto dell’urna. Rinchiudersi nella propria ristretta cerchia di amici e clienti non paga. E in questo senso forse ha pagato non poco la precedente amministrazione per l’ultimo periodo, quando dimenticando lo slancio iniziale con cui aveva cominciato ad amministrare, senza preferenza di bandiera e di colorazione politica, nell’ultimo periodo si era lasciata soffocare dalla stessa propria cerchia di amici, con scelte anche davvero discutibili, come quella della statua della cosiddetta libertà (la "vergine nuda") , fonte solo di giustificate polemiche e malumori e di sperpero di denaro pubblico. Di tutto, della caduta generale di consenso nell’elettorato moderato e non solo, per l’Amministrazione allora in carica, poi prova inconfutabile ne è stata che, anche alcuni assessori appositamente candidati per salvare la situazione, hanno raccolto solo poche decine di voti, non riuscendo minimamente a salvare la situazione. Personalmente al Sindaco Lorenzo Airò, rimasto vittima della sua stessa cerchia di amici, si riconosce di avere attuato non poche valide iniziative per Favara.

Sulla lezione scaturita dalle urne bisogna meditare; rinchiudersi nel proprio orticello non paga, come non paga però neppure la sola correttezza formale, la cosiddetta "politica delle mani nette" non accompagnata da un impegno incisivo per affrontare i reali problemi della collettività. Quando è necessario, nel senso buono, le mani bisogna sporcarsele per il bene comune, operando tempestive scelte concrete, scegliendo persone e strategie adatte, nello stile del potere come servizio, liberandosi sempre dalla cultura dell’accentramento dei poteri solo nelle proprie mani, responsabilizzando i singoli assessori la cui azione deve essere ben visibile e l’impegno concreto di ciascun assessore, essere costatabile sul campo dei diversi settori che sono sotto gli occhi di tutti. Tutto sempre sotto la supervisione del sindaco, garante del cammino complessivo, e sempre pronto a stimolare, mai a bloccare l’azione degli assessori, secondo il programma presentato agli elettori. Ben venga subito a Favara allora una riflessione corale e complessiva, seguita dal coraggio di scelte di linee di azione e di comportamento, come pure di persone adatte, preparate e motivate; nuovi assessori insomma, almeno in alcuni rami, animati da buona volontà e desiderio di fare andare avanti la comunità Favarese.

 

--Tutti, e sicuramente, maggioranza ed opposizione, ognuno per la sua parte, tutti hanno ed abbiamo il dovere di far crescere una Favara più solidale, una Favara più pulita in tutti i sensi, con servizi decisamente migliori, una Favara che sappia scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalità, una Favara che non si lasci intimorire nemmeno dagli spari diurni. I giovani francescani ad ogni favarese lanciano, in questi giorni, una sfida: "Abbi coraggio. Sii tu il cambiamento della nuova Favara che vorresti".

 

Cordialmente, saluti ed auguri di buon lavoro.

Favara 29.09.2008

 

Sac. Diego ACQUISTO

Parroco S. Vito - Favara

 

AVVISO del 1° dicembre 2007

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Venerdì prossimo, 07.12.2007, alle ore 21, nella Cappella del Calvario, il Sindaco, avv. Mimmo Russello,

incontrerà gli abitanti dei quartieri

della Parrocchia S. Vito.

L'incontro è organizzato

dal Consiglio Pastorale Parrocchiale

e

dal Direttivo della Confraternita della "Santa Croce del Calvario".

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15-Editoriale di Radio Favara 101 - sabato 20-10-2007

Il punto sulla situazione amministrativa di Favara

Come è noto, dopo il venir meno della cosiddetta unità politica dei cattolici in un solo partito, per i cattolici si è conclusa una stagione del loro impegno politico e, ormai da qualche tempo, se n’è aperta un’altra, ancora più impegnativa.

Per il cristiano l’impegno politico è costitutivo del proprio essere, nel senso che nulla è più contrario al messaggio evangelico di una fede disincarnata,di una fede alienata ed alienante.

Una scelta elettorale, ricorda sempre il Magistero della Chiesa, include una certa visione della vita e non può ridursi mai, solo ad una scelta secca di liste o di nomi, prescindendo da una impostazione ideale.

E la scelta ideale del cristiano è quella che privilegia sempre l’uomo e lo mette al centro dell’azione politica ed amministrativa; la scelta ideale del cristiano è quella che pone vera attenzione alla vita, alla famiglia ed alle comunità intermedie, prima fra tutte la scuola, dove è in gioco il pluralismo ed il senso stesso della democrazia.

Terminato allora, nei mesi scorsi a Favara, il balletto di nomi per le candidature al Consiglio Comunale ed alla guida amministrativa della Città, con la scelta, a larga maggioranza, da parte dei favaresi dell’avv. Russello della Casa delle Libertà come sindaco, occorre adesso, dopo l’insediamento del giugno scorso ed il conseguente periodo di assestamento, di rodaggio e di vacanze estive, occorre impostare adesso il dibattito politico sui contenuti concreti, sulla corretta impostazione amministrativa della città, sui problemi reali. Insomma adesso bisogna spronare Consiglio Comunale ed Amministrazione attiva ad operare concretamente per rispondere alle esigenze della gente, per cui si è ricevuta la fiducia; bisogna dare altresì ai cittadini la possibilità di partecipare alla vita pubblica della loro città, informandoli, condividendo scelte ragionate, scelte non faziose, scelte unicamente suggerite dal bene comune, scelte fondate su serie motivazioni ideali e non su reazioni acrimoniose o, peggio ancora, su bassi interessi. Da qualche settimana a Favara il Consiglio comunale ha approvato il bilancio 2007, un bilancio predisposto dalla precedente amministrazione di sinistra, guidata dal sindaco Airò – certo è strano che un bilancio annuale venga approvato, quando mancano solo tre mesi per la fine dell’anno, ma tant’è, ormai da diversi anni avviene così, speriamo che in futuro, il bilancio possa essere approvato nei primi e non negli ultimi mesi dell’anno. L’amministrazione Russello adesso ha lo strumento finanziario – e pare proprio senza quel tesoretto di cui si era parlato in campagna elettorale. In sede di discussione sul bilancio in Consiglio Comunale, quella che adesso è l’opposizione, ma che sino ad alcuni mesi fa era alla guida della città, ha fatto approvare sullo stesso bilancio prima predisposto, qualche emendamento che riguarda il possibile aiuto economico da dare a quei cittadini bisognosi di particolari cure, fuori Comune, come la dialisi o la chemioterapia. Qualche autorevole esponente della sinistra che ha proposto tale lodevole emendamento approvato dalla maggioranza del Consiglio – una maggioranza – ricordiamo -di centro destra – alla domanda di un giornalista, "come mai questo emendamento non era stato regolarmente inserito in bilancio da lor signori quando erano al governo della Città", ha così risposto: "C’è stata un campagna elettorale che ci ha messo davvero a contatto con la gente, e ci siamo resi conto dei veri bisogni". Risposta sincera. Come dire però che quando si è al potere, si pensa al potere e a governare; una forma di governo però, quella che si preferisce scegliere che distacca dalla gente. A quella risposta sincera, viene subito spontaneo aggiungere: "Ci voleva la campagna elettorale e la conseguente solenne batosta, per capire le esigenze della gente." Un monito questo all’attuale amministrazione, invitata ormai ad affrontare con decisione i grossi, annosi problemi della Città. dalla metanizzazione, al PRG, al recupero del centro storico, senza cullarsi per il largo consenso ricevuto, sapendosi costantemente tenere sempre a contatto col popolo, non chiudendosi nel potere, nella cerchia ristretta di amici e parenti, ma sforzandosi di essere sempre e per davvero al servizio della gente, soprattutto di quella delle fasce sociali più deboli.

--Tutti vogliamo far crescere sicuramente una Favara più solidale, una Favara più pulita in tutti i sensi, con servizi migliori, una Favara che sappia scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalità, una Favara che veda la scomparsa del bullismo, del vandalismo, verso l’arredo pubblico urbano e verso gli istituti scolastici; una Favara che veda valorizzate ancora meglio le tante capacità dell’apparato burocratico del Comune, una Favara che abbia nei servizi municipali , impiegati, oltre che sempre più qualificati ed all’altezza delle loro funzioni, anche sempre più accoglienti e servizievoli nei riguardi di tutti i cittadini.

Radioacoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto, anche a nome dello staff tecnico e giornalistico cordialmente vi saluta e vi augura buon prosieguo di ascolto sulle frequenze di Radio Favara 101. Noi torneremo a sentirci sabato prossimo.

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"L’orizzonte dei cattolici"

nella politica del nuovo millennio.

Il ruolo dell’Amministrazione Locale per una vera applicazione della Solidarietà

(Quale Favara per il terzo millennio)

 

Favara – Salone del Collegio di Maria: sabato 03-02-2007 

 

(Testo della relazione di don Diego Acquisto, 

tenuta al Convegno, 

organizzato dall'UDEUR e dalla MARGHERITA,

a cui sono stati invitati a partecipare, con un pubblico manifesto,  tutti i Partiti, i Movimenti e le Associazioni della Città di Favara, che nel loro impegno nel sociale e nel politico fanno esplicito riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa)

 

 

Un cordiale saluto a tutti e prima di ogni cosa un ringraziamento.

-Credo che come cittadini e come Chiesa formata da tutti noi battezzati, al cui servizio di evangelizzazione siamo anzitutto preposti noi Parroci, dobbiamo esprimere gratitudine a quanti hanno pensato ed organizzato questo Convegno su un tema di così rilevante importanza. Ci viene data l’opportunità, di una riflessione sulla DSC; dottrina sociale che – sicuramente lo sappiamo tutti - traduce, si sforza di tradurre nella concretezza della vita sociale i valori del Vangelo.

 

-La popolazione di Favara nel suo complesso, ma sicuramente nella sua parte più viva e responsabile, si sta preparando a quello che avverrà nella prossima primavera, cioè ad esprimere un giudizio sull’andamento della nostra Città di Favara, dove si sarà chiamati a votare per le elezioni amministrative. Sarà confermata o rinnovata, parzialmente o totalmente l’Amministrazione Comunale. Per questo, così come del resto avviene altrove per lo stesso motivo, la popolazione di questa città vive in questi giorni momenti positivi di fermento, e – sicuramente - ciò continuerà a verificarsi con maggiore intensità, nelle prossime settimane.

L’incontro di questa sera si inquadra in questo contesto; un incontro, quello di questa sera, sicuramente organizzato con il desiderio e la finalità di dare speranza a questa nostra città, indicando prospettive nuove per il prossimo futuro, prospettive alternative o comunque diverse, nei contenuti e, ancora di più, visivamente nelle persone, persone diverse, che nell’eventualità di ricevere la fiducia popolare, potranno essere chiamate a gestire quei contenuti.

Tutto questo fermento in atto e anche quello dei prossimi giorni, verosimilmente ancora più intenso, a mio giudizio, è una cosa molto positiva e fa onore a chi lo suscita ed a chi se ne rende protagonista. Interessarsi della città, delineare possibili soluzioni dei problemi esistenti, guardati in faccia senza demagogia o ipocrisia alcuna, interessarsi dei problemi e , soprattutto proporre alla valutazione delle possibili soluzioni, è a mio giudizio, una cosa sommamente positiva e lodevole, davanti agli uomini e consentitemi – dato che abbiamo tutti i presenti – sicuramente almeno questo - il minimo comune denominatore di essere credenti, una cosa sommamente positiva e lodevole anche davanti a Dio.

Perché, la nostra spiritualità di credenti e di cristiani, non è e non può essere una spiritualità del disimpegno, ma dell’impegno, dell’impegno concreto e fattivo, è la spiritualità dell’incarnazione, della capacità di sapersi calare nel concreto contesto in cui si vive, per fare la propria parte al miglioramento della città terrena, impegno per la città terrena, che per dirla con S. Agostino, è una delle condizioni necessarie per il premio della Città celeste.

E questo vale per tutti; per tutti quelli che animati da sincero desiderio di miglioramento, da qualsiasi parte provengano, sotto qualsiasi bandiera o in qualsiasi schieramento politico militino, parteciperanno attivamente, oggi e nei prossimi giorni, alla dialettica politica ed al conseguente agone politico per la guida della Città.

L’unica cosa da condannare è la passività, l’indifferenza, l’apatia, la rassegnazione, tutti atteggiamenti talvolta tipici di talune fasce sociali del nostro ambiente, atteggiamenti di un pessimismo scettico e pregiudizialmente rinunciatario, secondo cui da noi non c’è nulla da fare, perché se mai – sentiamo spesso dire – se mai, potranno cambiare i musicanti, ma la musica sarà sempre la stessa.

No, noi come credenti abbiamo tra l’altro una marcia in più, siamo in un sistema democratico, è possibile cambiare musica e musicanti, e comunque quando cambiano i musicanti, - credetemi - gli esperti di musica sanno bene che cambia sicuramente anche il modo di intendere e interpretare la stessa musica, perché l’azione concreta è sempre sostenuta e supportata da una impostazione ideale, da una diversa sensibilità, da una diversa visione dei problemi, da una diversa visione sociale, da una diversa visione antropologica. Non è affatto ininfluente la formazione personale, umana e spirituale, nella soluzione dei problemi. Non è vero poi che i musicanti siano tutti gli stessi, perché è importante vedere anche da quale scuola di musica provengono.

E questa sera io mi rivolgo a musicanti che provengono da una scuola unica che è quella del Vangelo, dove si trovano espressi i valori cristiani, i veri valori che sono all’origine della nostra civiltà europea; mi rivolgo a musicanti che vogliono cioè fare della Dottrina Sociale della Chiesa la bussola di riferimento della loro azione politica.

Se proprio così poi non fosse per alcuni dei presenti, mi auguro che siano qui, perché comunque – magari facendo qualche corso accelerato di recupero, vogliono colmare qualche debito formativo, contratto per esperienze negative vissute che vogliono accantonare ed accogliere i valori del cristianesimo. Insomma, questa sera mi rivolgo a musicanti che, esplicitamente, vogliono riferirsi, ad una scuola di musica unica che è quella del Vangelo e della Dottrina Sociale della Chiesa. Vogliono cioè attingere ed interiorizzare quei valori che poi ognuno, con diversa sensibilità e strategia, nei diversi Partiti in cui ha liberamente deciso di militare, si impegnerà, sotto la sua personale responsabilità, a tradurre in atto, partecipando attivamente alla vita delle varie le istituzioni civili, nella piena convinzione che questi valori,fondati sulla razionalità, sono per la crescita autentica e per la vera promozione dell’uomo.

E proprio perché la base della D.S.C. è la legge della razionalità, scolpita nel cuore e nei fatti, le posizioni della Chiesa, - per esempio sui problemi demografici, sui problemi dell’aborto, della bioetica, della cosiddetta ingegneria genetica, come del lavoro e dell’occupazione, - possono essere condivise anche da coloro che non condividono la fede cristiana o che non sono in comunione con la gerarchia cattolica.

Attenzione che ho detto, sotto la propria personale responsabilità, perché, lo sappiamo bene tutti che è definitivamente finito per la Chiesa il tempo del collateralismo, del Partito unico dei cattolici, durato anche troppo, per oltre un quarantennio, quando la Chiesa, di fronte all’emergenza democratica del dopoguerra, facendo opera di supplenza in un periodo eccezionale, di mancanza di formazione democratica del popolo per il precedente periodo di dittatura e di fronte all’avanzata minacciosa del comunismo, ha salvato in Italia il valore prezioso della democrazia. Questo periodo è finito e adesso la Chiesa invita quanti condividono i valori fondamentali, che il cristianesimo propone , all’unità su questi valori.

-Ed siamo già entrati nel tema, che parla di orizzonte: "L’orizzonte dei cattolici nella politica del nuovo millennio".

Ma , preliminarmente ancora , voglio dire un’altra cosa a tutti, a tutti i favaresi, ai numerosi presenti ed a quelli che, forse, ci ascolteranno tramite il servizio della nostra emittente locale SICILIA-TV. Come cittadino credente, in questa città da oltre 40 anni e come Parroco, da quasi 40 anni, esattamente 38 sento di dirvi:

Favaresi e cattolici in particolare, - non dobbiamo mai avere paura di mettere a nudo le ferite, specie se abbiamo seria volontà di guarigione - malgrado taluni cattivi esempi ricevuti, - in un passato remoto, o magari prossimo o recente - da rappresentanti a cui avevamo dato fiducia, bisogna valutare nella giusta luce la politica, la politica che è impegno di servizio per la Città; la politica vera che per il Magistero della Chiesa è una delle forme più alte in cui si può vivere concretamente l’impegno della carità; bisogna superare il pregiudizio dominante che la politica è intrinsecamente sporca, apprezzare e non disprezzare la politica, non demonizzarla ; ed è questo il periodo per riflettere seriamente; bisogna mettere da parte, nella misura del possibile, gli interessi personali, di famiglia o di parentela, gli interessi di partito, e guardare al bene comune, al bene della città, per scegliere programmi adeguati e persone capaci, persone leali, persone animate da buona volontà e rettitudine, con la passione anzitutto del bene comune, all’interno del quale è possibile poi trovare soluzioni per un miglioramento generale e magari per risolvere talune drammatiche situazioni particolari. Il bene delle persone – dicevamo i Parroci di Favara, in un documento pubblico di diversi anni fa, facendo sentire la nostra voce in un momento difficile della vita amministrativa della Città – "Il bene delle persone non si può realizzare indipendentemente dal bene comune della Comunità alla quale le persone appartengono". E nello stesso documento dicevamo, richiamando l’Amministrazione attiva allora in carica, che "Bisogna trovare i modi per garantire la partecipazione pubblica al processo decisionale relativo alla politica della corretta amministrazione, in modo che non siano favoriti gruppi particolari e siano tenute presenti le vere necessità della gente".

In quel documento di diversi anni fa, parlavamo, …udite…udite… di metanizzazione, P.R.G., recupero del Centro storico, riordino dei servizi comunali, strategia sviluppo ed occupazione, tutti problemi che stavano e stanno a cuore alla gente, se si ha la capacità di ascoltare.

Tra parentesi, mi permetto non una critica ma una constatazione

( di questa Amministrazione in carica, della quale chi vi parla, in talune circostanze ha avuto modo di esprimere giudizi positivi, di questa Amministrazione avevo pubblicamente apprezzato l’iniziativa degli incontri diretti con la gente nei quartieri delle varie Parrocchie. Un’iniziativa però che dopo la prima, promettente esperienza, realizzata nei primi mesi di legislatura  - non si sa perché – è stata abbandonata).

 

Riprendendo il tema dell’orizzonte politico entro cui muoversi, la sensibilità umana e cristiana poi, deve portare a sentire sempre la gente concreta, anche quella più umile, e sempre scegliere dalla parte dei poveri non solo per consolarli, ma ancora di più e soprattutto per proteggerli, soccorrerli, aiutarli, sposare la loro causa e farla valere di fronte alle ingiustizie; un impegno insomma nella direzione delle fasce sociali più deboli, per un servizio migliore ai più poveri, agli emarginati, ai disoccupati. Un impegno di solidarietà tutto questo, che prima di essere concreto, o meglio, per essere concreto e fattivo, deve essere una conquista di carattere culturale e spirituale.

 

In questi giorni, leggevo sulla cronaca provinciale l’appello di un Parroco – Arciprete di un Comune della nostra provincia, ma abbastanza lontano da Favara – un appello ai suoi fedeli e cittadini, proprio per le prossime elezioni amministrative. Un appello che –voglio augurarmi, anzi sono sicuro - non interessa la nostra Favara. Ma che ad ogni buon conto, prudentemente, forse non è male non trascurare del tutto.

Ecco testualmente l’appello: "Attenti a quelli che senza scrupoli, anziché curare il bene comune, possono avere la capacità di arraffare in tutti i modi, facendo diventare la politica una mangiatoia per sé, per i fratelli, sorelle, cognati, cugini e leccapiedi, solamente per la propria cordata e per la propria corrente".

Ripeto, un appello che per Favara può darsi che sia davvero fuori posto. Ma che comunque ho voluto richiamare, per dare forza a far crescere ulteriormente la cultura del bene comune.

Un’altra cosa ancora voglio dire, è che quando arriverà il momento, bisogna andare  tutti a votare, non solo in prima battuta, ma anche nell’eventuale turno di ballottaggio, valutando sempre programmi e persone, e magari la scuola da cui le persone provengono. Un principio fondamentale della nostra morale cristiana, anche nella scelta delle persone, ci impone di tendere al maggior bene, o quando questo non è possibile di scegliere il minor male.

Ad altro poi ci sollecita la nostra spiritualità cristiana. Anzitutto a non a puntare facilmente il dito e criticare, ma soprattutto ad aiutare, a collaborare. Non pensare che dopo le elezioni il nostro compito di cittadini sia finito e tutto sia demandato alle persone che sono risultate elette. Le persone elette cioè, non devono essere lasciate sole, ma bisogna seguirle con la preghiera, controllarle nell’azione, incalzarle e, se necessario pubblicamente criticarle; - formare anche gruppi popolari di pressione e di vigilanza - con l’unico scopo di tenere sempre alta la tensione ideale per il bene comune.

 

E, forse senza accorgercene, già abbondantemente siamo entrati nel tema, nel tema dell’orizzonte, dentro il quale i cattolici devono muoversi e nello stesso tempo, quale deve essere il ruolo che deve assumere l’Amministrazione Locale, organo propulsivo di stimoli positivi nel tessuto sociale e quindi di quale Favara far crescere nel terzo millennio.

 

L’orizzonte deve essere quello dei valori fondanti un vero umanesimo, valori che vengono proposti dalla cultura cristiana, che adesso io per sommi capi, e in maniera davvero sintetica, mi accingo ad elencare: la persona, la vita, la famiglia, l’assetto sociale, a partire anzitutto dal settore dell’istruzione e formativo.

La persona anzitutto, la persona a cui nell’ottica del Vangelo tutto deve essere subordinato, perché "il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato". La persona umana e la comunità umana sono il fine e la misura della politica, come della corretta amministrazione di una Città.

La persona "Per noi uomini e per la nostra salvezza si è incarnato e si è fatto uomo " – centralità della persona sempre nell’ottica cristiana, centralità della persona, persona che deve essere sempre il fine e mai mezzo di ogni attività e di ogni legge. Leggevo in questi giorni:  "Il personalismo cristiano fonda la vera democrazia, perché la democrazia si fonda su quei valori che esprimono le finalità costitutive della persona con i conseguenti diritti civili (libertà di espressione, di associazione, di professione religiosa, di iniziativa economica...ecc". E ancora: "La persona ha dei diritti che la legge positiva non crea, ma deve riconoscere, ed il primo fra essi è il diritto alla vita", del rispetto della vita da quando sboccia nel seno della madre, sino alla sua naturale conclusione. E quindi niente aborto e niente eutanasia; niente eutanasia perché la vita è un dono e quindi non è un bene disponibile a nostro piacimento; niente quindi eutanasia pur con tutta l’attenzione alle problematiche sul tappeto riguardanti il cosiddetto accanimento terapeutico, che sicuramente non ha a che fare con la cultura del rispetto della vita e che è una cosa diversa dall’eutanasia. Allora il problema della dignità della persona umana e del suo diritto alla vita, non è legato al potere delle maggioranze parlamentari, che perciò, si devono limitare soltanto a riconoscere e tutelare questi valori. Il Vaticano II, in quello straordinario documento dal titolo "Dignitatis humanae", con grande coraggio, ha affermato che non è la verità, anche religiosa che ha diritto ad esistere e quindi ad essere affermata e difesa con ogni mezzo, ma la persona umana, che per la sua dignità, ha diritto alla libertà religiosa. Un diritto alla vita che perdura anche in coloro che non soddisfano all’obbligo di cercare la verità e di aderire ad essa.

 

Quindi della famiglia – così come voluta dal Creatore e dalla natura, famiglia che scaturisce dal matrimonio tra un uomo ed una donna – della famiglia naturale come sancita della nostra Costituzione, della famiglia naturale e non "tradizionale". Quanta cattiveria nell’uso di questo aggettivo "tradizionale". Un aggettivo che mi fa venire i nervi per il tono come viene usato, come se la famiglia tradizionale, fosse qualcosa di negativo, non in linea col progresso, quella falsa cultura cosiddetta progressista, di cui io ho parlato in una mia recente presa pubblica di posizione su una iniziativa della nostra attuale Amministrazione Comunale.

 

La quale Amministrazione per ingentilire un angolo della nostra città – così è stato spiegato – in un luogo, non chiuso di museo, ma di grande frequentazione soprattutto giovanile, ha pensato ad erigere un statua di nudo di donna. Le persone intelligenti e corrette hanno capito bene che il mio intento non è stato di natura ottusamente moralistica, come alcuni giornalisti hanno preferito presentarlo, ma unicamente quello di porre alcuni interrogativi, sui segnali e sulle indicazioni che dobbiamo dare – e quindi anche un’Amministrazione Comunale deve dare - per una vera crescita umana, compreso l’aspetto sicuramente importante di una educazione responsabile alla sessualità. Tanti gli interrogativi che ho posto, su cui vorrei ancora che veramente si riflettesse, per il bene della Città e dei giovani; quali sono i segnali migliori da dare, da parte di tutte le persone e di tutte le istituzioni responsabili, specie quando poi c’è di mezzo l’ uso del pubblico denaro, per il quale uso credo proprio che in futuro, da parte di associazioni, partiti, movimenti, commissioni consiliari, e via dicendo, devono essere studiate forme più attente di vigilanza e di incisività.

 

I valori della persona, della vita, della famiglia; ed a proposito di famiglia non ci possiamo sottrarre all’argomento di attualità: Già la Nota dottrinale della Congregazione per la Dottrina della Fede "circa alcune questioni riguardanti l’impegno e il comportamento dei cattolici nella vita pubblica", datata 24 novembre 2002, aveva affermato che alla famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso "non possono essere equiparate in alcun modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto tali riconoscimento legale" (n. 4).

 

--Assetto sociale secondo il fondamentale principio di sussidiarietà che tutela la soggettività sociale. Per quanto riguarda il sistema formativo, il principio di sussidiarietà esige il pluralismo delle istituzioni educative. La visione cristiana dell'assetto sociale dice decisamente no al monopolio dello Stato nel settore formativo e dell'istruzione.

 

--Una cultura di appoggio e sostegno attorno a questi valori fondamentali, che va costruita pazientemente in sede locale, dai politici impegnati nell’amministrazione dei Comuni, delle Province e delle Regioni. Per un politico poi, cha ha profondamente interiorizzato questi valori, ne è convinto e vuole davvero testimoniarli, nelle situazioni concrete in cui si trova a vivere nell’esplicazione del suo mandato popolare, il possibile atteggiamento da tenere di fronte alle leggi in contrasto con i dettami morali ed etici, va dalla "resistenza profetica" - come viene chiamata - verso normative contrarie alla vita e ai diritti umani, alla pura "tolleranza" verso leggi che appaiono come il "male minore".

Ci avviamo alla conclusione.

Questo è tempo di metterci tutti, - e noi cattolici in particolare - in discussione per comprendere eventuali errori, omissioni, egoismi e debolezze varie, che possono aver condizionato il nostro impegno nel sociale. E tempo di ritrovarci uniti nei valori e per quanto possibile nella strategia concreta per attuarli. Accogliamo i richiami alla coerenza e all'attenzione verso gli ultimi, che ci vengono dal nostro Arcivescovo, rinnovando i significati di servizio e disinteresse che devono costantemente e necessariamente accompagnare l'impegno politico, perseguendo, con le provocazioni liberatorie del messaggio evangelico, solo e soltanto la ricerca del bene comune, lottando contro ogni forma di gestione politica che mira unicamente e comunque all’occupazione del potere.

Appare paradossale, la capacità di buona parte della nostra cittadinanza di metabolizzare gli accadimenti e di accettare per normale, quello che invece normale non è, e normale non deve essere considerato. Pare - per esempio -che sia diventato normale non avere il metano. Non si ribella nessuno, non alza la voce più nessuno, soprattutto da parte di quelli che prima parlavano e come ! , non si organizzano proteste.

E ancora, oltre alla metanizzazione, il P.R.G., il recupero del Centro storico che cade a pezzi, tutte questioni aperte, problemi sotto gli occhi di tutti, problemi che noi Parroci abbiamo inutilmente attenzionato in passato, con altre Amministrazioni di colore e di impostazione politica diversa. Lo stesso atteggiamento sulla viabilità, sul degrado delle strade, sulla sporcizia spesso imperante, su non pochi servizi, dove quello che si realizza , spesso comunque in maniera carente, pare che venga conseguito come un favore personale, anziché come un sacrosanto diritto.

--Quale Favara vogliamo far crescere , nel terzo millennio – con i valori che abbiamo detto. Sicuramente una Favara più solidale, con ancora maggiore attenzione alle fasce sociali deboli, una Favara più pulita in tutti i sensi, con servizi migliori, una Favara che sappia scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalità, una Favara che veda la scomparsa del bullismo, del vandalismo, verso l’arredo pubblico urbano e verso gli istituti scolastici; una Favara che veda valorizzate ancora meglio le tante capacità dell’apparato burocratico del Comune, una Favara che abbia nei servizi municipali , impiegati, oltre che sempre più qualificati ed all’altezza delle loro funzioni, anche sempre più accoglienti e servizievoli per il pubblico, specie dopo la lodevole stabilizzazione di tanti precari per l’impegno congiunto del Governo regionale e dell’Amministrazione locale che ha fatto la sua parte. Una Favara ancora con più verde pubblico e con ancora altri luoghi di sereno svago per il tempo libero; una Favara che sappia ancora di più scoprire e valorizzare i tanti talenti dei suoi concittadini.

Come si vede la mia non vuole essere in questo momento una critica diretta all’Amministrazione in carica, sulla quale ci sarà il giudizio della gente, ma un’osservazione di carattere generale, su cui non ci si può illudere per alcuni risultati raggiunti, perché c’è ancora davvero tanto da modificare e migliorare. E questo mi auguro possa avvenire con l’ulteriore impegno di tutti, e soprattutto di quanti si vogliono ispirare ai principi della DSC.

Per concludere, dico che sempre bisogna cercare, nel superiore interesse di Favara, la via della concordia e della fattiva collaborazione, in questo momento di riflessione, specie tra forze politiche omogenee che potranno, se accompagnate dal consenso popolare, concorrere o determinare le scelte per la migliore gestione della città, nel prossimo futuro. Infine, vorrei ricordare a tutti che, l’ottimo è nemico del bene e che la politica è l’arte del possibile; possibile che bisogna sempre coraggiosamente tentare per il bene di una Comunità.

Come Chiesa, sicuro di interpretare il concorde pensiero degli altri Parroci, desideriamo – come dicevamo in altra occasione, sempre in un documento ufficiale - esplicitamente affermare di non volerci schierare per nessun partito, per nessuna coalizione, per nessun candidato, anche se questo, naturalmente, non deve indurre nessuno a pensare di essere, come cristiani, prima ancora che come Sacerdoti, neutrali di fronte ai valori della Dottrina Sociale della Chiesa ed alle culture politiche che quei valori esprimono. Grazie per l’attenzione e per l’ascolto.

Sac. Diego Acquisto

Parroco di S. Vito - Favara

La Voce del Direttore - Radio Favara 101 

(8,45 – 11,10 – 14,45 – 17,15 – 21,45)

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Attenzione

La Parrocchia S. Vito citata da L'Osservatore Romano di domenica 26.2.2006, 

pagina 4, in un articolo dal titolo 

"TORNATA AD ASSISI L'URNA DELL'IMMACOLATA, UTILIZZATA PER DEPOSITARE I VOTI DELLA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA",

in cui testualmente si legge

"La domenica precedente la festività dell'Immacolata, la Santa Messa delle 11,30 è stata animata addirittura da cento fedeli venuti con due pullman della parrocchia S. Vito di Favara, guidati dal parroco don Diego Acquisto".

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Sito Web Arcidiocesi

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Domenica 4 dicembre 2005 - Pellegrinaggio Parrocchiale (con 2 pullman, 115 persone) alla Basilica dell'Immacolata di Messina, servita dai Frati Minori Conventuali, dove dal 29 novembre e fino all'8 dicembre 2005 è esposta l'Urna utilizzata per raccogliere i voti, richiesti ad una speciale Commissione teologica istituita da Pio IX prima della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione (1854). 

L'Urna donata dal Pontefice al Sacro Convento di Assisi (1857), viene esposta - per la prima volta - al pubblico di Messina e della Sicilia. (cfr. articolo su "AVVENIRE" del 30.11.2005). 

Alla Basilica dell'Immacolata di Messina, dall'agosto scorso, è tornato come superiore

 il nostro concittadino e parrocchiano  P. Giuseppe Fanara o.f.m.conv.

Il Pellegrinaggio, programmato nell'ottobre scorso dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha voluto essere un doveroso atto di ringraziamento alla Madonna per la concessione della "Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara"

istituita dall'Arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro, in data 12.8.2005.

 

Questa  notizia del pellegrinaggio della Parrocchia S. Vito a Messina, per visitare l'urna, è stata ripresa da L'OSSERVATORE  ROMANO di domenica  26.2.2006, pagina 4, in un articolo dal titolo "TORNATA AD ASSISI L'URNA DELL'IMMACOLATA, UTILIZZATA PER DEPOSITARE I VOTI DELLA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA", in cui testualmente si legge: 

"La domenica precedente la festività dell'Immacolata, la Santa Messa delle 11,30 è stata animata addirittura da cento fedeli venuti con due pullman della parrocchia S. Vito di Favara, guidati dal parroco don Diego Acquisto".

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Il falò della Perciata finisce sulla cronaca nazionale.

Il quotidiano nazionale "Il Giornale" del 15 agosto 2005 dedica un articolo al Falò della Perciata con toni non certo lusinghieri.

Ecco il testo dell'articolo:

 

Ma c’è chi festeggia bruciando la statua del Papa 

 di Gaetano Ravanà 

da Agrigento

 

Tuona la Chiesa siciliana. Tuona contro chi ha ideato, organizzato e costruito lo «spettacolo» del rogo che la scorsa notte ha distrutto la riproduzione in legno raffigurante Piazza San Pietro, con tanto di immagine in scala di Papa Benedetto XVI che si affaccia dal balcone. A parlare per conto dei Vescovi siciliani è padre Paolo Fiasconaro, responsabile della Conferenza episcopale regionale, che ieri non ha creduto alle proprie orecchie quando è stato informato della «trovata» che a Favara avevano organizzato i rappresentanti del comitato che cura annualmente i festeggiamenti in onore della Madonna Assunta. Gli anni scorsi vennero bruciati il Colosseo, la Torre di Pisa e il Tempio della Concordia, quest'anno è toccato a Piazza San Pietro, realizzata in quaranta giorni di lavoro con legna e oltre 5000 canne. L'opera è stata ideata dall'artigiano favarese, Baldassare Alongi.

Il tutto dato alle fiamme la notte di Ferragosto al culmine di una festa di paese. «È inaudito che ciò possa accadere senza che nessuno sia intervenuto per evitare una simile offesa alla cristianità. In questo modo _ spiega padre Fiasconaro _ si offre un pessimo esempio a chi crede in Dio. Come chiesa di Sicilia non possiamo fare altro che deplorare una simile iniziativa. Fino a quando si bruciano certi simboli allora si può anche convenire con certe motivazioni di carattere ludico, ma quando il simbolo è la figura del Santo Padre si sconfina nell'oltraggio».

La notizia di piazza San Pietro data alle fiamme nella sua riproduzione lignea ha già varcato i confini locali Fabio Zavattaro, vaticanista della Rai, sottolinea come «serva una ferma posizione di condanna da parte dell'opinione pubblica, con la speranza che simili episodi restino circoscritti e non imitati».

Non si è fatta attendere la risposta degli organizzatori, spalleggiati anche dall'arciprete. «È diventata un'usanza puntualmente rispettata  - ci dice l'arciprete di Favara, don Giuseppe Veneziano  - di fare un falò originale per bruciarlo la notte di Ferragosto. Nessuna trasgressione o rapporto di contrasto tra la gente e il simbolo della cosa che si brucia».

 

Radio Favara 101-La Voce del direttore martedì 06. 09.2005

 Valutazione di  don Diego Acquisto sull'articolo del quotidiano nazionale 

sul falò della contrada Perciata di Favara .   

 "Data anche l’autorevolezza di chi ha espresso pubblicamente le osservazioni sopra riportate,- a giudizio di chi vi parla e non solo, - avendo anche sentito tante voci a Favara e fuori Favara - gli organizzatori farebbero bene a tenere conto per il futuro di queste osservazioni ed interrompere questa tradizione di bruciare anche solo simbolicamente certi monumenti, perché il messaggio che passa, attraverso i mass media -  al di là delle buone intenzioni degli organizzatori - sicuramente non è positivo e guai se dovesse innestarsi in qualche modo, una qualche forma di imitazione. Fare marcia indietro e subito, senza cercare pretestuose giustificazioni, è forse davvero la cosa migliore".  

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Domenica 4 dicembre 2005 - Pellegrinaggio Parrocchiale (con 2 pullman, 115 persone) alla Basilica dell'Immacolata di Messina, servita dai Frati Minori Conventuali, dove dal 29 novembre e fino all'8 dicembre 2005 è esposta l'Urna utilizzata per raccogliere i voti, richiesti ad una speciale Commissione teologica istituita da Pio IX prima della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione (1854). 

L'Urna donata dal Pontefice al Sacro Convento di Assisi (1857), viene esposta - per la prima volta - al pubblico di Messina e della Sicilia. (cfr. articolo su "AVVENIRE" del 30.11.2005). 

Alla Basilica dell'Immacolata di Messina, dall'agosto scorso, è tornato come superiore

 il nostro concittadino e parrocchiano  P. Giuseppe Fanara o.f.m.conv.

Il Pellegrinaggio, programmato nell'ottobre scorso dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha voluto essere un doveroso atto di ringraziamento alla Madonna per la concessione della "Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara"

istituita dall'Arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro, in data 12.8.2005.

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Ricordato Gaetano Guarino

 

16 maggio 1946 - 16 maggio 2005: sono passati esattamente 59 anni, dall’assassinio del sindaco socialista Gaetano Guarino,   la cui figura è stata ricordata nei giorni scorsi in un interessante Convegno, che si è tenuto nel Castello Chiaramontano di Favara, su iniziativa dell’ assessorato comunale alla P.I. retto da Angelo Sorce. Un Convegno davvero interessante, quello del 9 maggio scorso, un Convegno con tante illustri personalità, che ha gettato nuova luce sul contesto sociale e politico in cui maturò l'assassinio, rimasto impunito, non essendo stati individuati né il sicario, né i mandanti. A riaprire il dibattito sull’ omicidio di Gaetano Guarino, è stato un libro pubblicato nei mesi scorsi, da un giovane promettente ricercatore favarese, il dott. Calogero Castronovo.

Ricordare e riflettere è sempre utile, con lo scopo  assolutamente importante è quello di non perdere la memoria storica, di ricordare a chi non l'ha vissuto, una delle pagine più oscure della nostra storia locale, quando proprio all’indomani della riconquistata libertà, dopo i lunghi anni di soppressione delle libertà individuali e collettive, con l'instaurazione della dittatura fascista nel nostro Paese e nazista in Europa, purtroppo ad opera di malavitosi che si annidavano negli stessi Partiti che pure si riempivano la bocca di libertà e di democrazia, maturavano eventi come quelli che portarono all’assassinio di Guarino, un uomo onesto, corretto e coraggioso, che, per la sua forte personalità ricca di valori, era diventato un punto di riferimento morale per tutto il popolo di Favara, al di là degli schieramenti politici e delle ideologie, che per tanti anni si sarebbero poi scontrate per la conquista del potere, a livello amministrativo e politico.

A distanza di 59 anni dall'assassinio del primo sindaco di Favara del dopoguerra, Gaetano Guarino, Favara ha voluto ricordare questa figura, con l’intento lodevole di preparare adeguatamente il sessantesimo, possibilmente anche con l’istituzione di una borsa di studio per ricordare questa figura dell'ex sindaco socialista, il cui ricordo di persona giusta e senza doppiezze, è  ancora tanto vivo nella popolazione.

Il Castello Chiaramonte di Favara, dove pure si svolgono continuamente tante iniziative culturali di grande spessore, mai è stato così gremito come in questa circostanza in cui si è parlato di Guarino, sindaco socialista per poco più di due mesi, assassinato la sera del 16 maggio 1946, mentre dalla sua farmacia in piazza Garibaldi si recava alla sezione del partito, circondato da tanti cosiddetti amici e uomini della sua Giunta, all’incrocio tra Via Vitt. Emanuele e Vicolo della Musica. Un assassinio su cui, inspiegabilmente, nulla si è saputo. Le indagini non riuscirono a squarciare il muro di omertà e - come abbiamo detto - non si sono conosciuti né mandanti né i sicari. Il libro del Castronovo dei mesi scorsi, già esaurito nella sua prima edizione, ha avuto il grande merito di riaprire il caso Guarino, non dal punto di vista giudiziario, ma politico e sociale. Il merito di dare la giusta valenza ad una figura colpevolmente dimenticata dalle istituzioni, ma che merita di essere portata a conoscenza delle nuove generazioni quale esempio di martire galantuomo, che perse la vita per voler promuovere una politica libera e senza compromessi, al servizio della gente, mettendo davvero da parte ogni forma di interesse personale.

Favara 12.05.2005

 

Sac. Diego Acquisto

direttore dell’informazione

 

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Comunicato stampa sulla Chiesa-Moschea

 

Se fosse stata pensata solo per suscitare clamore mediatico, bisognerebbe onestamente riconoscere che l’idea è stata la più indovinata.

Mi riferisco all’idea della Chiesa-Moschea lanciata dal Sindaco di Favara, dott. Lorenzo Airò, che ha sinceramente nel cuore il desiderio di costruire un nuovo clima di comprensione e di dialogo con i fratelli di religione musulmana. Fratelli con i quali è sicuramente fondamentale un rapporto di reciproco rispetto, ma nell’assoluta intransigenza sui valori di fondo che caratterizzano le due religioni, esclusa ogni forma di sincretismo e di particolarismo fittizio, come pure ogni ombra di confusione; cose tutte che ostacolerebbero, anziché favorire, il dialogo franco e sincero, senza agevolare un vero processo di integrazione.

Mi sia consentito, pertanto, con tutto il riguardo che si deve a chi ha formulato la proposta della Chiesa-Moschea, - riguardo dovuto anche e non solo per il ruolo che riveste all’interno della Comunità - di esprimere pubblicamente il mio dissenso.

La Chiesa deve essere Chiesa e la Moschea deve essere Moschea. I cristiani ed i musulmani hanno una fede radicalmente diversa ed inconciliabile del monoteismo, per cui è proprio necessario, oltre che conveniente, che i luoghi di culto per i praticanti delle due religioni siano distinti e diversi. Noi cristiani, senza fascini persuasivi - per dirla con S. Paolo - "predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei (un Dio fattosi carne) e stoltezza per i pagani (un Dio debole fino alla morte di Croce)".

Naturalmente l’opinione di ritenere assolutamente inopportuna l’idea di una Chiesa-Moschea, non può significare che non ci possano essere mai, opportunamente preparati, momenti comuni di preghiera e di fraternità tra cristiani e musulmani. Ma se Favara, oltre ai tanti noti problemi, ha anche questo problema della necessità di avere una Moschea, si pensi pure a costruirla ed anche - se ci sono i soldi - a finanziarla con pubblico denaro, ma senza identificarla con una Chiesa, dove i cristiani celebrano l’Eucaristia, cioè il sacrificio della Croce, in cui nel segno del pane e del vino, il Figlio di Dio incarnato e Dio egli stesso, continua ad immolarsi per la salvezza di tutti.

I cristiani abbiano il loro luogo di culto e così i musulmani; due luoghi distinti e diversi per riconoscere la signoria dell’unico Dio ed adorarlo, nella chiarezza, senza ombra alcuna di equivoci, né odiose attese di calendario e di turnazione per avere la possibilità di usufruire del luogo di preghiera.

Favara 06.11.2004

Sac. Diego Acquisto

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Arcidiocesi di Agrigento

Parrocchia S. Vito - FAVARA

Lettera aperta alla Cittadinanza di Favara - 13 aprile 2004 martedì di Pasqua

Oggetto - Settimana Santa : ringraziamento e proposte.

Con la presente intendo esprimere gratitudine a quanti, a vario titolo, si sono positivamente prodigati, per la buona riuscita delle manifestazioni religiose della Settimana Santa e segnatamente del "Venerdì Santo", e nello stesso tempo raccogliere subito e rilanciare qualche proposta che mi è pervenuta.

Si tratta della possibilità di portare a spalla, l’anno venturo, l’Urna del Cristo Morto e la stessa statua della Madonna Addolorata. Una proposta che mi sento vivamente di accogliere, ma che per concretizzarsi ha bisogno della programmata disponibilità di un congruo numero di "portatori", già conosciuti in anticipo e contraddistinti da un apposito abito opportunamente preparato. Per questo, invito le persone, che durante le processioni mi hanno formulato la proposta, a venire a trovarmi per discutere con calma e così stabilire il percorso più efficace, per rendere concreto questo traguardo, che, da qualche tempo, affiora nella mente di tanti.

La stessa cosa, vorrei dire, per quanto riguarda i "lamentatori", che una volta - mi si riferisce - rendevano davvero caratteristica anche a Favara la processione dell’Urna col Cristo Morto.

Chi vi parla, da oltre 30 anni, segue in prima persona, per il posto di responsabilità al quale è stato chiamato, le manifestazioni religiose collegate con il "Venerdì Santo". Superato il periodo alquanto difficile degli anni ‘70 e ‘80, - in cui tuttavia mai è mancata la partecipazione della gente - si è fatta strada, anche all’interno della stessa Chiesa, la necessità di curare al massimo la valorizzazione e la maturazione della pietà popolare nei diversi momenti dell’anno, secondo le tradizioni locali. Non c’è dubbio che a Favara, attorno al Calvario, il giorno del Venerdì Santo, la fede e la devozione popolare trovano la loro massima espressione. Una realtà davvero preziosa e ricca, che le persone di buona volontà, devono attenzionare, con grande senso di responsabilità, ciascuno per la sua parte e secondo il suo ruolo.

Mi auguro pertanto che oltre alla concretizzazione delle proposte sopra indicate, possano nascere all’interno delle varie Comunità Parrocchiali e non, altre iniziative che spingano a vivere meglio quello che è il mistero centrale della nostra fede, celebrato nella Settimana Santa. Quest’anno abbiamo avuto la positiva novità dei turni di guardia, al Calvario, accanto alla Croce, da parte di due penitenti che indossavano un abito penitenziale, mentre le persone che hanno seguito la processione portando in mano un cero votivo acceso, sono ancora aumentate

. Per la riuscita realizzazione dei vari momenti della Settimana Santa un particolare grazie va detto anzitutto all’Amministrazione Comunale, che anche quest’anno ha mostrato particolare disponibilità e sensibilità, alla ditta Bruccoleri che ha accolto positivamente le varie sollecitazioni, completando nelle parti essenziali i lavori della Piazza Cavour, al Comitato "Venerdì Santo", che, esattamente da 30 anni, in spirito di servizio si prodiga, introducendo man mano anche qualche piccola novità, come, recentemente, quella delle gigantografie dei quadri della "Via Crucis" o della stessa divisa, indossata per un servizio migliore.

Un grazie a quanti, come al solito, hanno messo gratuitamente a disposizione i camion per le processioni.

Un grazie particolare alle forze dell’ordine, alle emittenti radiofoniche locali ed a SICILIA - TV.

Un grazie alla Comunità scolastica della scuola media "Cap. Vaccaro", per la 13° rappresentazione, della Via Crucis in dialetto siculo-favarese, con il coinvolgimento di oltre un centinaio di alunni.

Saluti e cordialità a tutti, nella luce e nella gioia del Cristo Risorto.

Favara 13 aprile 2004 - martedì di Pasqua.

                                                        Sac. Diego Acquisto 

                                                           Parroco di S. Vito

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Arcidiocesi di Agrigento

Parrocchia S. Vito - FAVARA

Lettera aperta alla Cittadinanza di Favara - 19.06.2004

Mi corre l’obbligo di comunicare che il Comitato "Venerdì Santo", nella riunione di ieri, venerdì 18 giugno, ha nominato il nuovo cassiere, nella persona del dott. Franco Sciortino, già da tempo componente del Comitato e del Direttivo.

Il dott. Franco Sciortino sostituisce nella carica di cassiere, il compianto Prof. Giuseppe Sutera Sardo, prematuramente scomparso, verso il quale il Comitato ha espresso gratitudine, osservato un minuto di silenzio e recitato una preghiera di suffragio.

Il Comitato ha quindi approvato il bilancio 2004 e discusso sull’opportunità di non far passare sotto silenzio la ricorrenza della conclusione del 30° della sua costituzione, deliberando alcune iniziative e manifestazioni, per fare conoscere meglio la natura e gli scopi della sua attività, sempre finalizzata alla valorizzazione, crescita e maturazione della religiosità popolare durante la Settimana Santa, in spirito di servizio alla Città ed in comunione col Magistero della Chiesa e le direttive del Presbiterio locale.

Non bisogna dimenticare che nella seconda metà degli anni ‘70, cioè proprio nei primi anni di costituzione di questo Comitato, l’azione pastorale portata avanti a Favara è stata costantemente frutto di riflessione comunitaria di tutto il Presbiterio, nella fase progettuale ed operativa. Oltre ai notevoli messaggi a livello sociale, sul piano della tradizione religiosa popolare, sono stati apportati sostanziali e positive modifiche alle celebrazioni pubbliche della Settimana Santa, per esempio circa l’itinerario della processione serale del Venerdì Santo.

Per quanto riguarda la mia lettera aperta indirizzata alla cittadinanza lo scorso 13 aprile, sento di ringraziare l’Amministrazione Comunale che ha voluto accogliere la proposta dei portatori e dei lamentatori, rilanciando di sua iniziativa l’idea con un pubblico manifesto. Ma devo purtroppo constatare che, al di là del compiacimento verbale da parte di molti, concretamente è ancora irrilevante ed esiguo il numero di coloro che hanno sottoscritto il modulo di adesione. In considerazione delle ferie estive, l’iniziativa sarà rilanciata il prossimo ottobre. Però, se entro Natale, la situazione per quanto riguarda le adesioni ai gruppi dei portatori e lamentatori, con la sottoscrizione del modulo, dovesse restare quella di adesso, mio malgrado, devo dire che nulla si potrà innovare su questi punti per il prossimo "Venerdì Santo 2005" e tutto, eventualmente, dovrà essere rimandato ad anni successivi.

Sento di dover poi precisare che, unitamente al Comitato, respingo tutte le distorsioni ed i veleni contenuti nel  documento fatto distribuire (senza data né firma) dall’Arciprete, don Giuseppe Veneziano, nell’ultima riunione del Consiglio Pastorale Cittadino del 3 giugno scorso; ma, pur nondimeno, accolgo favorevolmente quello che di positivo emerge in tale discutibile ed incredibile documento. La cultura della partecipazione e la conseguente incentivazione della nascita di desiderio di sano protagonismo della locale Comunità Ecclesiale nelle sue varie articolazioni ( Presbiterio, Parrocchie, Consigli Pastorali Parrocchiali, Consiglio Pastorale Cittadino) fanno parte di un impegno e desiderio di sempre, da parte del sottoscritto e dello stesso Comitato.

Pertanto, mi auguro vivamente che un impegno corale della Comunità Ecclesiale possa produrre nuovi frutti, da aggiungere a quelli già conseguiti nel tempo, grazie ai sacrifici ed alla tenacia dell’attuale Comitato nei 30 anni della sua vita ed attività.

 

Infine, mi sia consentito cogliere l’occasione, nella imminente ricorrenza del 41° anniversario della mia ordinazione sacerdotale - 41 anni di sacerdozio trascorsi a Favara, dei quali 35 a servizio della Parrocchia S. Vito e conseguentemente del Calvario - di invitare tutti a lodare e ringraziare con me il Signore, invocando su me e su quanti ne hanno di bisogno, il suo perdono e la sua misericordia.

Favara 19.06.2004

Sac. Diego Acquisto

Parroco di S. Vito

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Radio Favara 101

COMUNICATO

 

BASTA CON GLI INSULTI ! PENSIAMO AL BENE DELLA CITTA’.

Dai microfoni di questa emittente, che sempre ha seguito e segue il cammino travagliato ma complessivamente positivo di questa martoriata Città, sento di dovere rivolgere un appello accorato a tutte le persone responsabili perché si abbassino i toni e non si alimenti ulteriormente il clima di aspra rissosità, che pericolosamente si è innescato negli ultimi giorni. Dopo qualche settimana di mia assenza dalla Città, per motivi legati al mio ministero, ho avuto modo proprio ieri di leggere i resoconti di stampa e soprattutto il comunicato del sindaco Airò su una trasmissione televisiva dell’on. Giuseppe Infurna. Ecco, a caldo, il motivo della presente nota che va in onda dai microfoni di Radio Favara 101, - emittente della quale da oltre un decennio mi onoro di essere il direttore dell’informazione.

BASTA CON GLI INSULTI ! PENSIAMO AL BENE DELLA CITTA’.

Questo subito mi sento di gridare, come cittadino, come sacerdote e come Parroco da oltre 35 anni di una Parrocchia del centro storico, che nei 70 anni della sua costituzione, ha favorito la maturazione umana e cristiana di tante personalità politiche che, a vari livelli, hanno occupato ed anche attualmente occupano posti di rilevante responsabilità.

PENSIAMO AL BENE DELLA CITTA’.

Lo avevo detto all’inizio di questo anno nel mio tradizionale editoriale del lunedì e lo ripeto in questa circostanza, che per il bene della città, pur nella necessaria dialettica tra maggioranza ed opposizione , tra Governo della Città e Consiglio Comunale, bisogna evitare il clima di permanente rissosità tra le forze politiche; ho parlato allora della necessità di fare gioco di squadra per affrontare più efficacemente i problemi. Adesso, da quello che leggo, mi pare che non solo la rissosità si è fatta davvero aspra, ma temo proprio che si voglia passare alle offese personali. No ! Signor Sindaco, soprattutto Lei deve mantenere la calma nel superiore interesse della città e ascoltare con docilità interiore i suggerimenti e le critiche, non solo di quelli che lo collaborano e formano la coalizione di Governo, ma anche del Consiglio Comunale, di quanti dalla fiducia popolare, in partiti radicalmente diversi dal suo, sono stati chiamati ad un servizio forse non meno delicato ed importante per la nostra collettività favarese. Mi creda: a mio giudizio, nessuno di quelli che per il bene della Città, sono recentemente intervenuti e dei quali ho letto in sintesi gli interventi, è in malafede e nessuno ha il cervello fuori posto.

Basta con gli insulti !