Parrocchia
San Vito
Piazza
San Vito - 92026 Favara (Agrigento)
Comunità
Ecclesiale di Favara
Arcidiocesi
di Agrigento
Vicariato
Foraneo N.2 - Aragona - Comitini - Favara
Zona
Pastorale San Gerlando
Parroco:
don Diego
Acquisto
Direttore responsabile
dell'informazione di Radio Favara 101,
con registrazione
al n. 208 del 21.10.1994 del Tribunale di Agrigento.
Domiciliato
in via
P.S. Mattarella, 1 (Seminario)
92026 Favara (Agrigento) - tel.
0922.31927 - Cellulare 3289748129 -
e-mail diegoacquisto@alice.it
diegoacquisto@alice.it
Nota X
SICILIA TV
04
febbraio 2010
Da
apprezzare il fatto che l’ex sindaco Airò, con
la sua lunga e dettagliata lettera ha detto quello
che non è riuscito a dire a Barbara D’Urso, cioè
il motivo della perdita di tempo, nell’assegnare
le case popolari, durante i suoi cinque anni di
amministrazione.
Speriamo
a presto, di conoscere anche, con la stessa
chiarezza con cui ha dato ufficialmente le
spiegazioni il dott. Lorenzo Airò, che lo stesso
faccia il responsabile dell’IACP. Pubbliche
spiegazioni che il responsabile dell’IACP vorrà
mettere su carta.
Così,
leggendo le spiegazioni delle due campane, ne
risulterà un contributo prezioso alla crescita
della civiltà e della democrazia, perché ogni
cittadino potrà formarsi il suo giudizio e al
momento giusto trarne doverosamente le
conclusioni. La democrazia funziona così. Altre
scorciatoie, specie se di tipo autoritario, sono
illecite, dannose e pericolose.
Ma
qualche cosa mi sento subito di dire. Al di sopra
di tutto, senza volere puntare il dito su nessuno,
a me pare, che quelle palazzine popolari
semidistrutte, al di là di ogni spiegazione, mi
pare proprio che siano il monumento muto ma
eloquente del modo come la politica ha sino ad ora
affrontato e condotto i problemi. Anche quelli
della povera gente e le emergenze sociali che
interessano soprattutto le fasce sociali più
deboli.
Noi
tutti dove siamo stati ?
Dove siamo stati preti e laici, burocrati e
politici, operatori dell’informazione e
culturali, cittadini di tutte le colorazioni
politiche e di diversa sensibilità religiosa….?
Dove siamo stati ?
Almeno
adesso, dalle immagini delle case popolari
semidistrutte, da questo monumento muto ma
eloquente, contemplato e meditato, sullo sfondo
della tragedia, può e deve venire fuori da parte
di tutti, – ognuno nel ruolo che occupa – un
risveglio delle coscienze, per un cambiamento
radicale di rotta, a 360° gradi. Dopo la
tragedia, devono partire da Favara segnali veri,
teorici e pratici,di sostanziale cambiamento.
Perché
nel prossimo futuro non pensare ad un’assemblea
popolare, ad un Consiglio Comunale aperto per
raccogliere idee e fissare propositi ?
Sac. Diego Acquisto
Parroco S. Vito
Direttore dell’informazione di Radio Favara 101
******************
Una settimana drammatica per Favara
4-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 01.02.2010
“La voce del direttore”
Settimana
intensa di avvenimenti per Favara, quella che si
è appena conclusa sabato scorso; settimana per
tanti versi drammatica, quella che è trascorsa da
sabato 23 a sabato 30 gennaio, che proviamo a
ripercorrere a ritroso. E il sabato è
ordinariamente il giorno in cui registriamo questo
nostro intervento settimanale su questa emittente
radiofonica, che voi ascoltate poi il lunedì, a
partire dalla prima messa in onda delle 7,15.
Settimana che si è conclusa con la notizia
clamorosa che alcuni baby criminali di casa
nostra, con il marchio doc di favaresi, pur
provenienti da buone famiglie, per fare carriera
nella “disonorata” società, avevano elaborato
e messo a punto un progetto, per sequestrare il
figlio del sindaco di Favara, avv. Mimmo Ruscello.
Tante persone, semplici e singoli cittadini,
movimenti ed organizzazioni, dopo questa
incredibile ma vera notizia, hanno espresso la
loro solidarietà al sindaco Russello, invitandolo
ad andare avanti, per il bene della città.
All’emergenza sociale, l’emergenza educativa,
le due grandi emergenze di Favara. Ma procediamo,
se ci riusciamo, - coinvolti emotivamente come
siamo in questi drammatici eventi- con un certo
ordine. Il giorno
prima, giovedì
28, la Comunità Ecclesiale di Favara,
con una lunga lettera dell’arciprete don Mimmo Zambito, dopo
tante notizie inesatte dei giorni precedenti,
aveva riconfermato il suo impegno di
evangelizzazione, con particolare attenzione a
favore dei più
poveri, rendendo
omaggio alla verità, chiarendo equivoci e
distorsioni, più o meno
strumentali
o interessati, sulla
persona del sindaco Ruscello, sulla sua “azione
civica e politica, prosecuzione finissima della
capacità di reggere con maturità e coscienza la
famiglia, le relazioni e la professione”,
come ha scritto testualmente don Mimmo, la cui
voce è apparsa artificiosamente amplificata, solo
quando sembrava parlare contro le istituzioni
locali. Con la lettera, riconoscendo che nella
tragedia qualche
passo falso è stato compiuto, don Mimmo e la
chiesa di Favara hanno voluto trovare e di fatto
hanno trovato il coraggio di chiedere perdono e
comprensione
per la fragilità umana, ricordando a se
stessi ed a tutti che sempre c’è bisogno di
conversione.
Già,
perché gli equivoci erano iniziati nei giorni
precedenti e soprattutto, nel giorno dei funerali
delle due povere ragazze, Marianna e Chiara Pia
Bellavia, tragicamente perite nel crollo
improvviso della loro casa in Via del Carmine. Un
evento dolorosissimo che ha portato Favara
all’attenzione dei network nazionali; un evento
che ha drammaticamente portato alla ribalta una
situazione di povertà e di degrado del centro
storico, su cui, per la verità, anche noi da
questa nostra emittente, ogni tanto abbiamo alzato
la voce.
I
funerali si sono svolti in maniera ordinata e
responsabile, segno della grande dignità e
maturità, della famiglia colpita dal gravissimo
lutto e dell’intera collettività favarese. La
comunità ecclesiale, come, giustamente, ha
scritto don Mimmo Zambito,
non poteva tirarsi fuori da questa
tragedia, pur consapevole che la comunicazione di
massa –
sopratutto nazionale – mediante televisione,
giornali, internet avrebbe massacrato con
superficialità la nostra città, i suoi
amministratori e
il dolore dei favaresi e della stessa
famiglia Bellavia.
E alla fine, spente le luci delle telecamere e
andati via i network nazionali, avrebbe lasciato
strascichi di divisione, soprattutto col il
Sindaco Russello, fatto
bersaglio di assurde ed arbitrarie accuse. Avere
impedito l’accesso alle TV per l’accoglienza
delle salme di Marianna e Chiara Pia in Chiesa e
per il funerale, rientrava in questa logica. Ma
malgrado questo, il modo ed il taglio come sono
stati presentati da tutte le emittenti nazionali,
l’omelia di don Mimmo, gli applausi, i silenzi
significativi del popolo, la rinuncia
dell’Arcivescovo don Franco a presiedere la
concelebrazione, malgrado la sua presenza in
Chiesa tra il popolo, tutto questo, tutti insieme
questi atteggiamenti e questi comportamenti, con
il taglio ed il modo come sono stati presentati,
sono risultati, come una
vera e propria bomba atomica mediatica, contro
quasi un unico bersaglio: il sindaco di
Favara Russello. Ecco il senso del perchè
della lettera dell’arciprete: chiarire equivoci
e distorsioni, ristabilire la verità sul giudizio
da dare alla persona ed all’operato del Sindaco
Russello, richiamare tutti, alla luce degli
eventi, alla conversione. Adesso tutto sembra
definitivamente chiarito e bisogna guardare
avanti. Sì, dobbiamo guardare avanti, facendo
tesoro dell’esperienza di quanto accaduto e
riflettendo che
alcuni poco praticanti delle cose di
Chiesa, che, magari, vengono solo in queste
circostanze, sono portati ad
interpretare l’omelia,
come quella di don Mimmo, - un’omelia
particolarmente incisiva e profetica - con la
categoria del comizio, quasi in favore di una
certa parte
politica, arrecando così, anche se
inconsapevolmente, un danno, prima alla propria
parte politica, poi alla gente, e quindi Città ed
alla
Chiesa.
L’omelia
deve essere presa come omelia, cioè come
messaggio squisitamente religioso, e da parte di
tutti – proprio di tutti, a partire dallo stesso
predicatore – accolta con atteggiamento di
conversione interiore.
E
quando da parte di tutti, c’è veramente
desiderio ed impegno di conversione, le cose non
possono che migliorare.
L’emergenza
sociale e l’emergenza educativa iniziano un
cammino nuovo di soluzione, con la grazia di Dio,
che per i credenti, accompagna e potenzia gli
sforzi umani sinceri, non quelli strumentali,
interessati e falsi.
Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto
cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff
tecnico e giornalistico di radio Favara 101 vi
augura buona settimana con i programmi della
nostra emittente.
Radio Favara 101 – Editoriale straordinario di don Diego Acquisto
sabato 23.01.2010
Crollo di una palazzina a tre piani: due morti.
Tragedia
a Favara. Un popolo sgomento. Tutti avrebbero
voluto direttamente partecipare alle operazioni di
soccorso subito scattate. Un particolare encomio
lo meritano senz’altro i carabinieri di favara
subito accorsi, e poi subito dopo, i Vigili del
fuoco di Villaseta , i volontari
dell’Associazione Civile Grifoni, e ancora i
vigili urbani, e altri ancora, ognuno mettendo a
servizio la propria professionalità, senza
risparmiarsi di fronte a pericoli
e fatiche. Ci riferiamo al
crollo di un’abitazione del centro
storico di Favara, una palazzina come tante
fatiscente. Una palazzina di tre piani,
nella zona del Carmine, in pieno centro
storico a Favara, un’abitazione che si fa per
dire, è crollata all’improvviso. Sotto le
macerie sono rimasti tre bambini, dei coniugi
Giuseppe Bellavia e Giuseppina Bello, lui un
manovale saltuario, lei una casalinga, persone
oneste e laboriose, che pare da tempo chiedevano
una casa popolare, una di quelle case da assegnare
da tempo, una quelle case finite da oltre 10 anni,
e che i vandali hanno semidistrutto. Se la
burocrazia non avesse bloccato l’iter di
assegnazione, la famiglia Bellavia-Bello, che
sicuramente pensiamo avrebbe avuta assegnata una
casa popolare, non si troverebbe a vivere
direttamente questa tragedia. Una tragedia che
comunque è dell’intera città, sentita da tutte
le autorità, subito convenuto nel luogo del
disastro, dal sindaco al Prefetto, alle Aurotità
provinciali, civili e militare alle Autorità
religiose, con lo stesso arcivescovo Montenegro,
con centinaia e centinaia di cittadini, tutti pronti a lavorare,
per estrarre dalle macerie i tre ragazzi, ma
impossibiliti a farlo perché già in numero più
che sufficiente, i soccorritori; a giustamente le
forze dell’ordine hanno tenuto un po’ distanti
gli altri, perchè
la maggiore vicinanza avrebbe significato
rallentare le operazioni di possibile soccorso.
Alla fine il bilancio è pesante, due ragazzi
morti, ed uno che lotta per vivere ed al quale
tutti facciamo i più fervidi auguri di
guarigione. E intanto la città si prepara ai
funerali, che sicuramente vedranno una
straordinaria partecipazione di popolo. Superato
ed archiviato qualche momento di comprensibile
tensione, è davvero solo il caso di pregare e di riflettere, per vedere quello che con
determinazione si deve fare, perché altre
tragedie potrebbero davvero verificarsi, nel
centro storico che interessa soprattutto i
quartieri della Chiesa Madre, del Carmine
e della parrocchia S. Vito. Il sacrificio
delle due ragazze Marianna e Maria Pia Bellavia
dovrebbe spronare finalmente tutti, autorità e
Popolo favarese e non solo, a fare tutto quello
che umanamente è possibile fare, invocando se
necessario anche una legislazione straordinaria
per evitare, per quanto possibile simili tragedie.
La
situazione di Favara è la stessa, se non più
drammatica di quella d Agrigento; a Favara il
problema non è nuovo, più di una voce ogni tanto
si è levata, per denunciare possibili pericoli,
specie dopo il crollo, fortunatamente senza danni,
di uno stabile di Via Bersagliere Urso, a pochi
metri dal Calvario. Per il centro storico di
Agrigento, dove tra l’altro manca una via di
fuga e continua la perdita di tempo, anche dopo il
sopralluogo di Bertolaso, si è levata forte la
voce dell’Arcivescovo. In una lettera che
l'arcivescovo Francesco Montenegro ha scritto e
inviato al sottosegretario alla protezione civile
Guido Bertolaso, al prefetto, Umberto Postiglione,
all’assessore regionale ai Lavori pubblici,
Antonino Beninati, al sindaco di Agrigento ed a
tante altre autorità, tra l’altro ha detto: Busso
una seconda volta, dopo il terremoto abruzzese,
alle porte di Voi, gentili Autorità, per
richiamare la Vostra attenzione sul grave
problema, pur sapendo che da parte Vostra questa
non manca, però il tempo passa veloce e non si
riesce ad arrivare a nessuna conclusione.
Improvvisamente e con frequenza, sconcertati,
vediamo scomparire paesi interi a causa della
forza della natura e degli avversi elementi
atmosferici. Fa male e fa rabbia sentire,
puntualmente dopo ogni disastro, che sono sciagure
preannunciate e attese. Mi passano per la mente le
immagini di due anni fa quando già una frana colpì
il paese di Giampilieri, in provincia di Messina.
Allora, la gravità e l’urgenza di interventi
era condivisa da tutti. Le promesse delle
istituzioni davano l’impressione che tutto, in
quei territori, in poco tempo sarebbe stato
sistemato. Invece, dopo due anni e nonostante
alcuni segni premonitori, si piangono decine di
morti! E ora si ha l’imprudenza, da parte di chi
ha responsabilità di governo, di affermare che
questo non è il momento delle polemiche. La vita
è sacra! Ogni cittadino ha diritto alla
sicurezza. Le istituzioni hanno il dovere di
assicurarla. Mi chiedo: - continua
l'arcivescovo -quanto tempo dovrà ancora
passare, qui da noi, prima di arrivare a soluzioni
condivise? Sono anni che ad Agrigento si parla di
questo problema e alla richiesta di fare qualcosa
di risolutivo, si risponde, da chi ha possibilità
di decisione, che si sta studiando la soluzione
migliore. Ma perché ci vogliono i morti per
trovare subito le giuste risposte? Così
conclude, per Agrigento, l'Arcivescovo.
Purtroppo
a Favara i morti li abbiamo avuto. Finalmente da
parte di tutti, ognuno per il suo ruolo di
responsabilità, deve prontamente intervenire.
Bando alle polemiche ed allo scaricabarile di
responsabilità. Bisogna agire. E anzitutto
intervenire con ogni mezzo a favore della Famiglia
Bellavia-Bello così duramente provata.
*****
Caro
direttore,
oggi
15 gennaio 2010, leggo di buon mattino su “per
la città.it” il
tuo servizio, “Favara
– I diciannove? Grazie, no!” - come al
solito tempestivo e puntuale, e credo subito che
ci sia solo
da rallegrarsi perché la situazione
amministrativa di Favara, anche se con ritardo,
(dovuto alla lentezza e/o prudenza forse
necessarie per la delicatezza della problematica,
ma forse anche l’una e l’altra un po’
eccessive da parte del Sindaco), sembra avviarsi
alla soluzione auspicata dalle persone più
responsabili. In sostanza, come tu interpreti dal
comunicato ufficiale del Sindaco, sembra ormai
finalmente imminente la ricomposizione del quadro
politico, voluto dai favaresi nelle ultime
elezioni ed auspicato in tanti mesi di dibattito,
nonché ufficialmente annunciato all’inizio
dell’ottobre scorso. A
questo punto è doveroso, per un verso,
dare atto al Sindaco per la riuscita della sua
azione di abile tessitura e, subito dopo, agli
Assessori di questa Giunta cosiddetta tecnica, per avere
con coraggio lavorato al meglio delle loro
possibilità, in una situazione obiettivamente
difficile e travagliata, prima
subendo attacchi frontali da più parti e
poi… nell’ultima fase, confrontandosi con quella maggioranza consiliare anomala e solo indicata da un
numero, maturata, a detta di qualcuno degli
artefici "sul
lavoro concreto ... ma che poi è cresciuta (?) e
ci ha preso gusto (sic!) (gusto! di che tipo?)
...” Una
maggioranza consiliare , anomala e senza una
precisa linea, al di là di un generico desiderio
di bene per la città, da concretizzare e
concordare di volta in volta, una maggioranza
sorta in un momento di grande incertezza
amministrativa e poi forse consolidata nel
contesto di una
penosa querelle tra istituzioni. e …che
poi superata tale querelle è ancora
durata
…una maggioranza che non sembra,
seriamente parlando, avere prodotto chissà quali
risultati e vantaggi
per Favara.
Del resto,
da subito, era stata sconfessata e
ripudiata - come documentato – oltre che da
esponenti qualificati del centro destra,
anche da autorevolissimi esponenti dello
stesso PD locale e provinciale. Altro che
maggioranza "trasversale...di novità
positiva ..., capace di una grande capacità di
dialogo e di confronto”, come sostenuto da
qualcuno degli artefici principali.
La verità forse è
che quando si lavora, con maldestra furbizia, non
si costruisce nulla di valido e non si
prepara nulla di veramente nuovo. La
confusione dei ruoli, che in democrazia sono
quelli di maggioranza e di opposizione, stabiliti
non a tavolino ma dagli elettori, anche se
all’inizio sembra allettante, poi alla lunga non
è mai foriera di chissà quali cose meravigliose
e positive.
Adesso, con l'auspicata
chiarezza, conseguente alle possibili decisioni
del Sindaco, nella normalità delle regole maestre
della democrazia, auguri di buon lavoro a tutti
gli attori, di maggioranza e di opposizione, per
continuare con tenacia in alcune positive
iniziative intraprese, come quella di
educare alla cittadinanza attiva ed al
rispetto delle norme per mantenere pulita la città;
e più in generale, auguri fervidi per un impegno ancora più qualificato ed
incisivo per il bene di Favara.
Proprio
di recente, Papa Benedetto ha voluto ricordare il
principio cardine della Dottrina Sociale della
Chiesa, che cioè la persona umana deve essere
sempre al centro dell'azione politica e la sua
crescita morale e spirituale deve essere la prima
preoccupazione per coloro che sono chiamati ad
amministrare la comunità civile. In questa
impostazione culturale, è fondamentale che
“quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei
cittadini l'alta responsabilità di governare le
istituzioni, avvertano come prioritaria l'esigenza
di perseguire costantemente il bene comune”.
Ciò
soprattutto per venire incontro alle fasce più
deboli purtroppo in crescita nella nostra Favara,
mentre aumenta il divario e quindi
il lusso da parte di ristrette fasce di
privilegiati. L’obiettivo a cui tendere ancora con maggiore efficacia,
deve essere la promozione di una convivenza
sempre più giusta e solidale, nella
linea della fermezza per evitare possibili
sperperi o comunque un uso inopportuno del denaro
pubblico. AUGURI.
Sac.
Diego Acquisto
Su PER LA
CITTA’ 12.01.2010
Caro
Franco, nel tuo servizio “La
corsa al potere affaristico”, la radiografia
della situazione socio-politica della nostra
provincia e regione ( e forse non solo) sembra
davvero azzeccata. Ma, quale la terapia ?
Perché
è chiaro che alla diagnosi esatta deve
seguire la terapia giusta, somministrata magari in
dosi appropriate e
con paziente gradualità. A quanti si
vogliono lasciare illuminare dai principi della
Dottrina Sociale della Chiesa, che, con il
coraggio di sapersi "sporcare
le mani" cerca di tradurre nel concreto i
perenni valori de Vangelo, la strada
è quella indicata da Giovanni XXIII del
"Vedere, giudicare, agire". Naturalmente tutto deve
scaturire da un rinnovamento interiore, che parta
dalla coscienza e che si traduce, anche se con
gradualità, in passi concreti nella direzione del
superamento degli interessi egoistici e
particolari per il fine del bene comune. La
strategia obbligata, suggerita dalla Dottrina
Sociale della Chiesa, non è quella
dell'imposizione, ma della democrazia, che sa
ricercare e trovare il consenso. Si tratta di un
sogno ? In parte sì, ma se aumenteranno quelli
che sognano
in questa direzione,
il sogno si va traducendo in realtà. La
spiritualità cristiana, impregnata di sano
realismo, pur sollecitandoci sempre al massimo
d'impegno concreto a fattibile, ci ricorda sempre
che "i cieli nuovi e la terra nuova, in cui
avrà stabile dimora la giustizia", in cui lo
spirito umano troverà pieno appagamento, sono
oltre questo orizzonte terreno.
Altre
soluzioni non ne vedo. D’altra parte, la storia
anche recente ci
ha insegnato quanto pericolose e
controproducenti siano le scorciatoie delle
imposizioni autoritarie.
La
Voce del Direttore - Editoriale di Radio Favara
101
38-Editoriale di radio Favara 101 – lunedì 21.12.2009
Per
la Chiesa, da alcune settimane è iniziato il
nuovo Anno Liturgico, destinato al culto ufficiale
e pubblico di Dio. Quando inizia qualcosa, si
comincia a guardare al futuro e con l’Avvento,
che è questo primo periodo dell’Anno liturgico,
nel quale, ancora per pochi giorni ci troviamo, i
cristiani guardano ad un futuro prossimo ed a un
futuro molto più lontano. Tempo di attesa,
l’Avvento celebra tutto il grande mistero della
speranza cristiana, dalla prima venuta del Signore
nella povertà di Betlemme, che ricordiamo proprio
il 25 dicembre, giorno di Natale, sino all’
ultima venuta, con potenza, alla fine del mondo,
come Re della gloria. Entro questi due avventi,
un’altra venuta, quella quotidiana, nel faticoso
svolgersi degli eventi. Il credente affina la sua
capacità di valutare gli eventi del mondo, di
giudicarli con un atteggiamento critico e
propositivo, e sa che, malgrado tutto, malgrado le
furberie, i latrocini, la malefatte degli empi, le
cattiverie, le violenze – insomma malgrado tutto
- la storia, è destinata ad arrendersi
al progetto salvifico di Dio.
Per
andare al concreto, in questi giorni scorsi, come
comunità nazionale, sicuramente, abbiamo tutti
meditato su quello che significa violenza fisica,
quando questa corrompe la contesa politica. Di
fronte all'immagine del volto del Presidente del
Consiglio trasformato
in una maschera di sangue , tutti siamo stati
raggiunti da questa carica
di violenza. Il film drammatico di piazza Duomo a
Milano, ha fatto il giro del mondo, testimoniando
il degrado dello scontro politico in Italia. Di
fronte al dramma di Berlusconi sanguinante e
sofferente, a non pochi, è tornata in
mente la celebre frase che Kennedy disse di fronte
alla tragedia del Muro di Berlino: siamo tutti
italiani. A ricordarcelo, tra l’altro, con parole
semplici ed efficaci, è stato
il capo dello Stato. Basta con ogni forma di
violenza. Solo così la politica può salvarsi, -
ha detto Napoletano - ritrovando il suo spazio e
la sua autonomia, nella quale è compreso il
confronto tra maggioranza e opposizione, confronto
anche durissimo, ma solo come scontro di opinioni,
di programmi e di strategie,
distinguendo sempre, tra
critiche e odio, tra
contrasto d'idee e violenza.
La
Chiesa, che sempre, ma soprattutto in questo
periodo, di Avvento, raccomanda un costante
discernimento degli eventi del mondo, non ha
mancato di fare sentire la sua voce, invitando
tutti ad un recupero di saggezza.“La violenta aggressione subita dal presidente del Consiglio - ha
fatto notare la Gerarchia ecclesiastica -
costituisce un episodio di singolare ed esecrabile gravità”. E mentre
i Vescovi italiani hanno
espresso
sincera vicinanza al presidente Berlusconi –
hanno altresì auspicato – “per
il nostro Paese un clima culturale più sereno e
rispettoso, al fine di realizzare nella coesione
sociale e nella responsabilità politica il bene
di tutti e di ciascuno”.
Tutto questo, nella piena
consapevolezza che una spirale di odio è
molto facile da innescare e assai difficile da
spegnere, da superare. Ecco, allora, la necessità
di un convinto e condiviso investimento culturale
ed educativo per fare crescere insieme il Paese, per
isolare i violenti e andare avanti con
convinzione, nella concretezza.
In
questo periodo poi, la necessità
- aggiungiamo noi -
di aprire il
proprio animo ai disagi e sofferenze con
iniziative concrete di carità.
Il
fascino delle tradizioni e dei canti, delle nenie
natalizie, nulla deve togliere ad un impegno più
incisivo di costante purificazione delle strutture
sociali come delle singole persone, per crescere
nella cultura della solidarietà e della
cooperazione.
In
questi momenti, mentre noi stiamo parlando,
dovunque, a Favara, come in tutti i Comuni della
nostra provincia, si stanno ultimando gli ultimi
accorgimenti per rendere
a tutti più sereno il Natale, non solo dal punto
di vista liturgico, ma anche dal punto di vista
sociale. A Favara, tra le tante iniziative private
e pubbliche di solidarietà, - quella della
Comunità Ecclesiale “Favara
aiuta Favara”, portata avanti dalla
Consulta cittadina di pastorale giovanile, ancora
quest’anno
nella linea della solidarietà e della creatività.
E contemporaneamente l’impegno a far
rivivere antiche tradizioni, di folklore, di nenie
particolarmente melodiose, davanti a presepi, alle
"Nuvere"-
preparate con entusiasmo e slancio popolare, per
rendere omaggio al Bambino di Betlem, al cui
fascino è impossibile resistere. Natale, il periodo più magico dell'anno, la festa delle
tradizioni, degli addobbi, delle musiche allegre e
degli spettacoli in piazza, dei doni, delle
atmosfere magiche e della bontà. E per tutti, tra
un pranzo e un brindisi, tra una partenza e uno
scambio di regali, un augurio di felicità, che il
cristiano consapevole non può vivere da solo e
solo in modo superficiale ed effimero.
E
con questi pensieri, don
Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed
unitamente a tutto lo staff tecnico e
giornalistico di Radio Favara 101, augura a tutti
i radioascolatori, alle Autorità civili,
politiche e religiose, della città dove ha sede
questa nostra emittente, come pure della
provincia, cordiali auguri di buon Natale, buona
fine d’anno e buon inizio del nuovo anno 2010.
Noi ci
risentiremo lunedì 11 gennaio.
**********************************
Riflessioni
a voce alta per il bene della Città.
24.9.2009
Desidero
esprimere ancora la mia gratitudine a tutte le
forze politiche presenti in Consiglio Comunale che
hanno voluto farmi giungere i loro auguri in
occasione del conferimento della cittadinanza
onoraria, da parte dell’amministrazione guidata
dal sindaco Russello, lo scorso 27 giugno.
Un
grazie anche all’ex sindaco dott. Lorenzo Airò,
che, in una sua lunga lettera sui problemi della
Città, accennando alla cittadinanza onoraria da
poco conferitami, l’ha definita “meritata
e dovuta”.
Francamente non mi aspettavo tanto e quindi sentitamente ringrazio
e per il tramite di quanti ricoprono o
hanno ricoperto cariche pubbliche, anche la
cittadinanza tutta, per la quale ho cercato di
spendermi nel mio ultraquarantennale servizio,
cercando di fare del mio meglio e ricevendo in
cambio molto di più di quanto ho potuto dare,
soprattutto in termini di stima e di affetto.
Grazie.
L’attuale
situazione amministrativa della nostra
Favara, mi spinge ad esprimere alcuni pensieri ,
animato dal desiderio di suscitare qualche
riflessione, che possa contribuire al bene comune.
L’attuale
querelle tra
organi istituzionali della Città (Cons.Comun.
Presidente, Sindaco, con i conseguenti muri di
incomunicabilità),
a mio giudizio,
va subito chiusa, con la buona volontà di
tutti, e ragionando con il buon senso popolare,
per cui mai la ragione sta tutta da una parte ed il torto tutto dall’altra.
Qualcuno ci direbbe che prima di criticare la
pagliuzza dell’occhio del fratello, si farebbe
meglio a guardare se, per caso, non ci sia una
trave nel proprio. Solo nell’ottica della
riconciliazione e del bene supremo della città,
si può trovare la via d’uscita da una
situazione penosa ed imbarazzante.
Di fronte ai gravi problemi che travagliano
la Città, un singolo, discutibile episodio non si
può caricare di chissà quale valore. Insistere
sembrerebbe davvero surreale. Soprattutto
se inquadrato nella nostra realtà locale, che,
per colpe passate e/o recenti, denuncia
varie e gravi forme di degrado, mentre continua
inarrestabile un progressivo allargamento
dell’area del disagio e della povertà, con una
ristretta fascia sociale che invece aumenta il
proprio benessere e dà segni di lusso e di
spreco. Non solo, ma mentre, a Favara,
sembra davvero aggravarsi l’emergenza
educativa, con una fascia di giovani che vive il
rischio della frustrazione e dell’alienazione,
rifugiandosi nella rete della droga, dell’alcol,
della pornografia, ecc. ecc…della criminalità,
secondo quanto ci hanno confermato i recenti,
gravissimi episodi,
propri di questa estate appena trascorsa.
Il Sindaco, nella lettera e nello spirito
della L.R.
n. 7/93 è il Sindaco dei cittadini e non dei
Partiti, e non è nemmeno espressione del
Consiglio Comunale. Quando lo era, - lo ricordiamo
bene tutti – nel corso di una legislatura si
alternavano tre, quattro o anche più sindaci, con
le conseguenze che la riforma ha voluto proprio
evitare, affidando ai cittadini l’elezione
diretta e rendendo difficile la sua rimozione.
Il Consiglio
Comunale, - che elegge il suo Presidente
(mentre
prima la presidenza era esercitata dallo stesso
sindaco in carica) è l’unico organo titolare
della sovranità
popolare - con la legge
n.7/93, oltre alla naturale vocazione di
pungolo dell’Amministrazione,
è stato caricato di una nuova grande
responsabilità, quella di potere mandare a casa
il Sindaco, ma nello stesso tempo decretare
il proprio scioglimento.
Nel
caso in cui questo dovesse verificarsi a Favara,
cosa avverrà ?
Mi
sembra d’obbligo porsi alcuni interrogativi: Si
può fare un salto nel buio e
mandare una città allo sbaraglio ? C’è
un piano preciso per il prossimo futuro ? Gli
stessi Partiti di
opposizione –
e segnatamente il PD
seriamente impegnato in questo periodo in un
processo di profondo rinnovamento – hanno
davvero pronto
un piano alternativo per il bene di Favara
? Funziona
all’interno dei Partiti favaresi un minimo di
democrazia interna ?
Ci sono e chi sono i Segretari
dei Partiti presenti in Consiglio Comunale
? E poi. Siamo proprio sicuri che, azzerato tutto, il Commissario e
la Commissione, non calati dal cielo ma nominati
dal governo regionale, risolveranno gli attuali
problemi ? Non se ne potranno creare altri in
attesa delle nuove elezioni, che prevedibilmente
dovrebbero svolgersi non prima di un anno? Nel
Comune commissariato, non si potrebbe determinare
un aggravio di spese e di problemi ?
Si
tratta, credo, di interrogativi, che le forze
politiche ed i singoli Consiglieri Comunali devono
seriamente porsi. Dopo di che, passare ad una
decisione definitiva,
in un senso o nell’altro, assumendosi
ognuno le proprie responsabilità e risparmiando
alla città e, soprattutto,
ai nostri giovani esempi poco edificanti.
Nelle ultime elezioni del maggio 2007 la
volontà popolare è stata chiarissima. A
larghissima maggioranza è stato eletto il
Consiglio Comunale con una maggioranza quasi
bulgara per il centro-destra, e per la prima
volta, al ballottaggio, anche un Sindaco della stessa maggioranza del Consiglio
Comunale, eliminando, quello che in tutte le
precedenti elezioni era avvenuto a Favara, cioè
il cosiddetto fenomeno dell’anatra zoppa,
Sindaco di sinistra e maggioranza in Consiglio
Comunale di segno opposto. Questa volta i partiti
del centro-destra avevano individuato nell’avv.
Domenico Russello la persona giusta. Questo il
commento generale, perché al di là degli indubbi
meriti della persona del Sindaco Airò, gli
elettori hanno deciso per un cambiamento di
cultura politica nella guida della città.
Ogni
cultura politica ha un certo modo di amministrare,
di rapportarsi con le istituzioni, di scegliere le
persone, di spendere
il denaro pubblico, di orientare le cose, di
favorire o contrastare ad esempio la cultura dei
DICO…di creare chiasso mediatico con idee tipo
chiesa-moschea,
di celebrare la libertà con monumenti alla
Vergine nuda ecc. Nel segreto dell’urna la gente
ha voluto, a larghissima maggioranza, il
cambiamento ed ha “condannato”
il Centro-destra a governare la Città, dando la
maggioranza ai Partiti ed al Sindaco da loro
scelto.
Bisogna
riflettere su questo e trovare il modo di superare
l’attuale situazione che rischia di trasformarsi
in un pasticcio,
dalle conseguenze imprevedibili. D’altra parte,
il Sindaco, dopo le scelte del novembre
scorso, ha il dovere di una verifica e procedere
eventualmente, subito, ad un rimpasto della sua
Giunta, collegandosi soprattutto con i Partiti che
hanno condiviso il suo programma
elettorale. Ponendo davvero il bene della Città
al di sopra di tutto, ciò non dovrebbe essere
eccessivamente difficile.
Sindaco ed Assessori,
non possono e non devono solo limitarsi a
gestire l’esistente, curando lodevolmente solo
l’attuazione di opere e progetti in precedenza
programmati, ma, sempre nella legalità,
programmare e orientare il futuro, attivare
processi in grado di intercettare risorse,
attrarre insomma nuovi finanziamenti per lo
sviluppo e per il miglioramento economico e della
qualità della vita. Insomma, Sindaco ed Assessori
devono lavorare a tempo pieno per la
Città, produrre atti e delibere,
sfidando quasi il Consiglio davanti
all’occhio critico della città e incalzandolo
di modo da impegnarlo seriamente e sottrarlo alla
tentazione di iniziative discutibili.
Negli ultimi tempi, il varo, finalmente
del Progetto HORTUS,
l‘avvio concreto, finalmente, di
un problema annoso
come la
metanizzazione, l’inizio, finalmente,
dei lavori della nuova Caserma, con la
partecipazione delle più alte autorità, la
fruibilità, finalmente, effettiva del Municipio di Piazza Cavour,
alcune piccole ma significative cose (come,
finalmente, il servizio nella Cappella del
Cimitero) hanno fatto in qualche modo intravedere
un nuovo modo di impegno per la città…con
speranza dei cittadini di vedere subito altre
cose, come finalmente, per esempio,
l’utilizzo per la Polizia Municipale del nuovo,
magnifico edificio di Piazza Giglia… e della
stessa Chiesa locale che per mezzo del suo vertice
istituzionale, ufficialmente, in più di una
circostanza pubblica
ha dato atto all’Amministrazione Russello
di un impegno in atto, di carattere culturale
anzitutto nella linea della legalità, e in alcune
iniziative concrete. Un impegno, comunque, sempre
suscettibile di miglioramento e potenziamento,
anche con la preghiera dei credenti e con la buona
volontà di tutti.
A Favara, in Consiglio Comunale e fuori,
sicuramente non mancano personalità ed
intelligenze, per riflettere, senza prese di
posizione preconcette, né interessi di bottega…
Favara ha diritto ad essere correttamente
amministrata, senza inutili protagonismi, scene
non proprio esaltanti, urla, nervosismi, veleni, e
quant’altro.
La
maggioranza vera – lo abbiamo visto nelle ultime
elezioni, quando nessuno al ballottaggio prevedeva
un risultato simile - si esprime nel segreto
dell’urna. Di quella maggioranza bisogna avere
rispetto e solo a quella democraticamente
inchinarsi. Così come ha fatto la precedente
Amministrazione Airò, che ha preso correttamente
atto della sconfitta senza attenuanti e senza per
questo, sentirsi
definitivamente delegittimata, né demotivata per
una possibile ripresa di
impegno a servizio dei cittadini. Un
servizio che richiede costantemente capacità di
autocritica e di rinnovamento, per rispondere ai
problemi emergenti,
secondo il mandato del popolo sovrano.
In
conclusione mi chiedo: Ci si preoccupa di quello
che pensa la gente? In un certo sondaggio di non
molto tempo fa, risultava che
l’opinione pubblica favarese appariva
disorientata e frastornata, mentre Sicilia-TV
registrava una
generalizzata
“sfiducia alla politica”, con
molte lamentele sulla mancata
fattività di tante cose spicciole, la cui
responsabilità i favaresi
addossavano “non solo sul Sindaco e sulla sua Giunta, ma anche sul Consiglio
Comunale, sui Partiti e sulla stessa politica
favarese”, cioè come da parte di tutti
viene praticata a Favara.
Con
la sola ambizione di avere offerto qualche spunto
di riflessione in più, confermo la mia stima per
tutti gli attori in causa e
porgo un cordiale saluto a tutti.
Sac.
Diego Acquisto
direttore
dell'informazione di Radio Favara 101
**********************************************
La
Madonna di Fatima pellegrina a Favara
dal
24 al 31 maggio 2009
un'opportunità
offerta a tutta la città
dall'Unità
Pastorale formata dalle due Parrocchie
S.
VITO e Ss.Apostoli PIETRO e PAOLO
Unità
Pastorale delle Parrocchie di S. Vito e Ss. Pietro e Paolo –
Favara
COMUNICATO
01-06-2009
Giornata
ricca di emozioni e, per non pochi, anche di
lacrime, quella
vissuta ieri a Favara da una grande folla
convenuta a Villa Ambrosini per il saluto alla
Madonna di Fatima, che dopo una settimana ha
lasciato la nostra città per ripartire per
Lisbona e di lì raggiungere Fatima.
Dopo
la formula di consacrazione recitata dal Sindaco
avv. Domenico Russello, ed i brevi interventi di
saluto del dott. Giuseppe Arnone, a nome della
provincia, del
dott. Lillo Montaperto per il Consiglio
Pastorale Cittadino e di don Diego Acquisto, a
nome del Presbiterio e , segnatamente, dell
‘Unità Pastorale, formata dalle due Parrocchie
di S. Vito e dei Santi Pietro e Paolo, la Madonna
è stata salutata con lo sventolio festoso di
centinaia e centinaia d i fazzoletti, in un
tripudio di popolo, di questo popolo favarese che
in larga maggioranza nutre una tenera devozione
alla Madonna che in gergo siciliano e
favarese, viene chiamata la “Beddra
Matri”, la bella madre, madre di Gesù e
nostra.
La
cerimonia di commiato a Villa Ambrosini era stata
precedtuta da una solenne concelebrazione nella
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, stipata
all’inverosimile, anche se grande ed
accogliente, ma comunque
incapace di potere contenere la grande folla
convenuta, per cui tanti, tantissimi hanno atteso
fuori dalla Chiesa per potere partecipare alla
cerimonia conclusiva di saluto.
La
Messa, animata dalla Corale dell’Unità
Pastorale, è
stata presieduta dall’Arcivescovo S. E. Mons.
Diego Bona, presidente del Comitato per
l’Apostolato Mondiale di Fatima, e
concelebrata da Mons. Giuseppe Di Marco, don Diego
Acquisto e don Nino Giarraputo, il quale ultimo ha
voluto sottolineare come i due sacerdoti
concelebranti siano stati presenti a Catania, 50
anni fa, quando, a conclusione del Congresso
Eucaristico Nazionale l’Italia è stata
consacrata al Cuore Immacolato di Maria.
Il
mese di maggio a Favara quest’anno non poteva
avere conclusione migliore, dato che l’ultima
settimana, da domenica 24, solennità
dell’Ascensione del signore al Cielo, a domenica
31 maggio solennità della Pentecoste, ha
registrato la presenza della Madonna di Fatima, e
un fiume di gente, non solo da tutta Favara, ma
anche dai paesi vicini, è venuto a trovare la
“Bianca Signora”, la Madonnina di Fatima, nelle due Chiese di S. Vito e di Ss.
Pietro e Paolo, che si sono avvicendate
nell’accoglienza e grazie all’impegno e
sacrificio degli operatori pastorali, hanno
favorito le numerosissime visite dei fedeli
accorsi.
La
Veglia di Pentecoste, che si è svolta davanti
alla “Bianca Signora di Fatima, nella chiesa dei
santi Pietro e Paolo, la sera del sabato 30
maggio, presieduta dall’arcivescovo Bona, ha
registrato la presenza dei tutti i Parroci della
Città e dei giovani di tutte le 9 parrocchie di
Favara, che con segni diversi hanno voluto
esprimere l’impegno di comunione-missione, con
la forza dello Spirito.
Il
nostro arcivescovo, Mons. Francesco Montenegro,
che, domenica 24 maggio, dopo l’accoglienza
della Madonna di Fatima al Calvario, ha presieduto
la concelebrazione nella Piazza S. Vito, dopo la
partecipazione a Roma dei lavori della CEI, ha
incontrato S. E. Mons. Bona ed i due Parroci
Acquisto-Giarraputo, prendendo atto della validità
pastorale dell’iniziativa, foriera – ci si
augura vivamente - di
ulteriori, abbondanti frutti spirituali.
Favara
01-06-2009
Parrocchia
S. VITO
92026
– FAVARA (AG)
Anno
Pastorale 2008-2009 – Anno dell’ASCOLTO –
Resoconto del QUESTIONARIO, delle valutazioni
espresse a viva voce da molti fedeli più o meno
praticanti, nonché della discussione a
conclusione delle Messe festive di domenica 18
gennaio u.s. e nella riunione della Confraternita
del 24.1.2009.
RELAZIONE
sulla PARROCCHIA
28-gennaio-2009
La
Parrocchia S. Vito abbraccia i quartieri del
centro storico di Favara, ( come "A’ Cruci,
U’ Cavatu, A’ Trizzera, A’ Grutta,) con
tutti i problemi che questo comporta sul piano
economico e sociale, in termini di spopolamento e
di composizione delle famiglie, in prevalenze
anziane. Tuttavia, bisogna rilevare che non pochi,
che pur abitano in zone periferiche, dove
risiedono dopo il matrimonio, continuano per la
Messa festiva a frequentare la Parrocchia, dove
alcuni anche continuano a chiedere che i loro
figli frequentino la catechesi per la preparazione
alla prima Comunione ed alla Cresima. Ancora,
alcuni frequentano la Parrocchia in conseguenza
della scelta di aggregarsi alla Confraternita
della Santa Croce del Calvario o all’Associazione
Gio’ ‘90 S. Vito. Quest’ultima svolge
attività culturale, teatrale e ricreativa a
servizio dell’intera collettività favarese,
così come la Confraternita, sul piano della
religiosità popolare e della solidarietà.
In
sintonia con le indicazioni diocesane di questo
anno pastorale 2008-2009, da parte di tutti i
responsabili dei vari Gruppi ecclesiali che fanno
riferimento alla Parrocchia S. Vito, sono stati
largamente distribuiti dei moduli di un QUESTIONARIO,
per sollecitare un’ampia riflessione sulle
tematiche più importanti, sentite nel territorio
da parte dei gruppi, delle famiglie e della
Comunità nel suo insieme.
Ecco
lo schema generale del questionario:
1)
Posso ritenermi soddisfatto di come vivo nella
comunità parrocchiale? Se SI o NO, perché? Cosa
ti proponi ? Cosa suggerisci? - 2) In
Parrocchia o comunque collegati con la Parrocchia,
ci sono alcuni gruppi: Ministri straordinari dell’Eucaristia,
Catechisti, Gruppo di pastorale familiare,
Apostolato della Preghiera, Associazione del
Rosario perpetuo, Gruppo di Preghiera P. Pio,
Associazione Giò ’90 S.Vito, Confraternita
della Santa Croce del Calvario. (All’interno dei
vari Gruppi e soprattutto degli ultimi tre, il
Gruppo Giovanile). Cosa ne pensi? Ne fai parte ?
Vorresti farne parte? Di quale? - 3) In che modo
è presente Cristo nella tua vita di battezzato e
nella tua famiglia? - 4) Ti senti accolto,
impegnato e coinvolto nella vita della parrocchia
e nei Gruppi? Se è NO, perché? In che modo ti
lasceresti coinvolgere maggiormente? Cosa
suggerisci per un tuo migliore e maggiore
coinvolgimento ? - 5) Quali sono gli ostacoli che
ti impediscono oggi di vivere la tua fede e la tua
partecipazione alla vita parrocchiale? - 6) Quali
sono i difetti che riscontri nella vita della tua
parrocchia, nella vita e nell’attività dei
Gruppi ? Cosa proponi per un possibile
miglioramento? Quale il tuo possibile apporto ? -
7) Di quali iniziative o esperienze ti senti
soddisfatto? Perché?
8)
Pensi che la catechesi, così come è svolta,
possa aiutare a crescere nella fede? Hai delle
proposte da fare per migliorarla? Cosa pensi dell’età
di ammissione alla Prima Comunione (V elem.) ed
alla Cresima (dopo la III Media) ? Va bene così o
vorresti qualche modifica ? - 9) Cosa proponi per
coinvolgere i genitori dei ragazzi e dei giovani
che frequentano la catechesi? - 10) Pensi che la
gente partecipi e si senta coinvolta: durante la
Santa Messa domenicale? nelle altre celebrazioni?
Per i ragazzi, quali sono le tue proposte per
favorire un miglior coinvolgimento - 11) Secondo
te, l’azione caritativa (Parrocchia e
Confraternita) raggiunge le famiglie più
bisognose? Cosa proponi per migliorarla. Cosa sei
disposto a fare ? - 12) Cosa proponi che si faccia
per migliorare la vita comunitaria parrocchiale?
Conclusioni
generali
Sono
state raccolte oralmente molte opinioni, mentre le
schede restituite ( in forma rigorosamente anonima
e, per la maggior parte, imbucate in un apposito
contenitore di legno) sono solo un 25% del totale
delle schede distribuite. Tra le opinioni raccolte
oralmente da parte del Parroco, dei vari
responsabili dei Gruppi e quello che risulta nelle
schede restituite, non sembra proprio esserci
discrepanza nella valutazione generale, nei
suggerimenti e nei consigli.
Sentita
appare la centralità della Parrocchia come punto
di riferimento per i bisogni spirituali, per i
servizi religiosi e non solo. I Gruppi, così come
indicati nel Questionario, sono giudicati tutti
importanti e preziosi, per la funzione, il ruolo
specifico ed il servizio che assicurano nei
diversi settori alla Parrocchia e alcuni anche
alla Città. Da alcuni, in particolare, viene
sottolineato il valore del Gruppo di Preghiera P.
Pio o della Confraternita della Santa Croce del
Calvario, edificio sacro chiamato correntemente
"A’ CRUCI", che è il cuore del
territorio Parrocchiale e di tutto il territorio
favarese. Da taluni, proprio per questo, ai
componenti della neonata Confraternita viene
sollecitato un maggiore impegno di formazione
cristiana, soprattutto in alcuni dei suoi
elementi. Più in generale, da una attenta
valutazione delle risposte al questionario, viene
fuori il tema dell’emergenza educativa, in corso
di approfondimento da parte del Consiglio
Pastorale Cittadino, dove in atto è attiva la
partecipazione della parrocchia s. Vito, che ha
uno dei suoi componenti nel Direttivo, formato da
tre persone elette dall’assemblea dei
rappresentanti delle nove Parrocchie della Città.
Il
mondo giovanile nel suo complesso, deve essere
ancora più attenzionato, da parte di tutti gli
adulti responsabili, nei vari settori del lavoro
parrocchiale.
Per
quanto riguarda il Catechismo si sollecita una
maggiore partecipazione dei genitori, il cui
interesse non deve esaurirsi nella pur lodevole
attenzione a pensare a venire in Parrocchia per l’iscrizione
dei loro figli ai vari corsi di catechesi.
E’
pressoché una richiesta unanime quella di
rivedere l’età di ammissione alla Prima
Comunione ed alla Cresima, giudicando assai
meglio, quanto meno, un anticipo, (Prima
Comunione in 4^ elem. e Cresima in 1^ Media)
se non proprio un ritorno al passato.
La
presenza di tanta povertà nel quartiere sollecita
ed impegna non solo alla carità materiale la
Confraternita, in sinergia con la Caritas
parrocchiale, ma anche a fare un salto di qualità
per venire incontro ad insorgenti povertà morali
e sociali, separazioni, situazioni di solitudine…ecc..
ecc…
Quello
che appare più consolante è rilevare che da
quasi tutti viene scritto che Cristo è molto
presente nella propria vita personale e familiare,
e che la Parrocchia, per quello che può dare,
viene giudicata luogo di accoglienza e di
fraternità, pur nella assoluta carenza di locali.
Per questo la catechesi, su richiesta del parroco,
in buona parte si svolge nei locali della Scuola
Materna "Cap. Vaccaro", messi a
disposizione dal dirigente scolastico dott.sa
Enrichetta Maltese, col parere favorevole del
Consiglio d’Istituto.
Non
mancano certamente i problemi relazionali, all’interno
dei Gruppi e della stessa Comunità Parrocchiale
nel suo insieme, ma emergono anche segnali di
maturazione e di crescita, sfruttando le stesse
difficoltà, che in non pochi casi diventano vere
e proprie risorse per una maturazione umana ed una
crescita nella fede.
Il
Parroco, dopo avere ascoltato le diverse voci e
sensibilità, ha manifestato per il futuro la sua
volontà di servizio, soprattutto nella linea del
contatto personale con i responsabili e più
diretti collaboratori, al centro del suo
interessamento, della sua preghiera e del suo
discernimento, per crescere tutti insieme nello
spirito di comunione ecclesiale, premessa
indispensabile di una autentica conversione
missionaria per l’annuncio e la testimonianza
del Vangelo nel territorio della Parrocchia e
della Città.
Favara
28.01.2009
Per
il Consiglio Pastorale Parrocchiale
Prof.
Salvatore Pirrera
Dirigente
scolastico
Sac.
Prof. Diego Acquisto
Parroco
***********************************
57-
Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì
24.11.2008
Favara
- Amministrazione Russello: dalla Giunta Politica
alla Giunta Tecnica o apartitica.
"Non
intendo tollerare ritardi, né sentirmi ostaggio
degli uomini dei vari partiti".
Lo ha detto e scritto il Presidente della
Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D'Orsi,
ai segretari dei Partiti della sua coalizione di
centro-destra, circa l’indicazione di una rosa
di nomi, da cui egli intende scegliere i
componenti della Commissione per l’IACP. Un
potere, quello di nominare che la legge riserva al
Presidente della Provincia, e che D’ORSI intende
esercitare avvalendosi dei consigli e delle
proposte dei Partiti che hanno favorito e
sostenuto la sua elezione. Ma precisa che non
intende sentirsi ostaggio degli uomini dei vari
partiti, come a dire che i partiti devono
restare nei giusti limiti, non imporre. a Lui poi
il giudizio definitivo, perchè sua, di fronte al
popolo, è la responsabilità. Un discorso che ci
sembra corretto, secondo legge che con l‘elezione
diretta del Presidente della Provincia e del
Sindaco, ha voluto dire che i partiti, dopo avere
proposto e consigliato, devono sempre fare un
passo indietro, dato che il potere decisionale non
spetta a loro, e l’interlocutore del popolo, non
sono più i partiti, come era una volta, prima del
1992, anno in cui, il Parlamento siciliano ha
approvato la legge n.7 sull’elezione diretta,
proprio perché Sindaco o Presidente della
Provincia non fossero più ostaggio dei partiti,
che nella prima Repubblica, passo dopo passo, si
erano allontanati da un comportamento corretto,
occupando le istituzioni, degenerando in quella
che veniva e si chiama partitocrazia, diventando
sempre più arroganti e, cadendo, non
infrequentemente nella vergogna della corruzione.
La legge n.7/92 ha voluto correre ai ripari,
colpire proprio la partitocrazia, lasciando al
Sindaco o al Presidente della Provincia anche la
facoltà di scegliere e di potere togliere agli
assessori la delega in qualsiasi momento, per il
bene comune. Questo discorso ci porta a dire
qualcosa su quello che è avvenuto a Favara, dove,
dopo un anno e mezzo di Giunta politica, il
Sindaco Russello, per vari motivi, al fine di
continuare il mandato ricevuto dai cittadini
favaresi, ha deciso di ringraziare la Giunta
politica e formarne una tecnica, con persone
scelte da lui, di sua fiducia senza guardare alle
appartenenze partitiche, unicamente spinto dal
desiderio – come tiene a sottolineare - di
volere affrontare meglio, a suo giudizio, i
problemi della città. Un ragionamento etico,
politico e giuridico su cui ci sembra non ci sia
nulla da dire. Un modo che intanto dovrebbe
consigliare a tutti di fare un passo indietro,
stare nel proprio ruolo secondo la legge,
recuperare eventualmente saggezza e compostezza,
evitando inutili e sterili polemiche, cadute di
stile, sgarbi personali e quant’altro, puntando
unicamente al bene della città, anche nell’esprimere
il proprio personale dissenso.
Del
resto è anche comprensibile e si può
legittimamente pensare, che in tutto quello che è
avvenuto a Favara, abbiano giocato anche le
fragilità umane, i non brillanti rapporti
personali, che cioè tra gli assessori nominati
dai Partiti ed il sindaco i rapporti non fossero,
almeno con alcuni, non fossero proprio ottimi, con
danno della città, che dalla Giunta Politica,
come sotto gli occhi di tutti non riceveva quei
servizi a cui aveva diritto. Guardando al bene
comune a cui la sana politica deve sempre tendere,
non è scandaloso che il Sindaco, anche per questo
possa avere deciso di cambiare squadra, perché
gli obiettivi prefissati, con quei partiti che
hanno favorito la sua elezione, si possano
raggiungere meglio. Se poi questo non dovesse
avvenire nemmeno con la Giunta tecnica, ognuno si
potrà e si dovrà assumere le proprie
responsabilità ed operare secondo quanto prevede
la legge, anche arrivando, se necessario, al voto
di sfiducia. Il popolo sovrano poi deciderà nel
segreto dell’urna, votando per il Sindaco e/o
anche per il Consiglio Comunale. I partiti, specie
se hanno già sbagliato una prima volta, se
vogliono un Sindaco del tutto docile ai loro
dettati, faranno più attenzione a selezionarne la
figura, prima di proporlo ai cittadini; i quali
però, per legge, hanno la possibilità di
organizzarsi autonomamente, con liste civiche, che
– sappiamo - , come è avvenuto nelle ultime
elezioni, in tanti paesi e anche a Favara, possono
ottenere un notevole successo. Ricordiamo che la Coalizione
dei Valori, (che per certi versi poteva
considerarsi una lista civica) e Primavera
favarese, se unite assieme avrebbero
totalizzato ben oltre il 30% dei consensi,
arrivando sicuramente al ballottaggio e ipotecando
seriamente la guida della città. Uno scenario che
non è escluso che possa ripetersi in eventuali
prossime consultazioni elettorali, se la Giunta
Tecnica del Sindaco Russello, per qualsiasi motivo
dovesse fallire. Intanto, quello che c’è di
veramente positivo è che in Italia ed anche a
Favara si siano attivati il dibattito politico, l’interesse
dei cittadini, la partecipazione, cose tutte che
succedono quando c’è un Governo di
centro-destra, perché stranamente, con la
sinistra al potere – è solo una constatazione -
tutto si assopisce e diventa tranquillo, anche se
il fuoco cova sotto la cenere e si aspetta il
segreto dell’urna, come abbiamo constatato con
le elezioni politiche. A livello nazionale ed
amministrative a livello comunale a Favara.
Andando alla situazione concreta, in questa fase,
a Favara credo che il popolo si attenda da tutti,
compostezza e serenità, senza pregiudizi di
sorta, dando fiducia alle persone perbene che,
accettando l’incarico di assessori, hanno
dimostrato indubbiamente coraggio. Al Sindaco ed
ai nuovi assessori si consiglia di collegarsi con
i Partiti in Consiglio Comunale sui problemi della
città. Con la Giunta tecnica si superano quelle
riunioni di maggioranza, che, troppo spesso, come
è noto, servono solo per accordi più o meno
criptati, per compromessi e lottizzazioni, che
fanno perdere tempo, sono sempre fonte di malumori
e producono spesso solo danni al bene comune.
Considerazioni
sulla crisi di
FAVARA
11.11.2008
Sull’attuale
crisi amministrativa che travaglia il Comune di
Favara, diverse,
come naturale,
le valutazioni dei partiti politici, che mi
permetto di sintetizzare, per una visione
d’insieme, suscettibile per tutti di una feconda
riflessione per il bene della città:
Il Partito Democratico si dice contrario ad elezioni
anticipate perchè l’eventuale interruzione di
questa legislatura non serve alla città, sfidando
i partiti
del centrodestra ad ammettere che hanno fallito ed
a dimostrare con i fatti
di avere a cuore le sorti di questa città,
appoggiando il sindaco
Russello nella sua scelta di una giunta
tecnica.
Forza
Italia-Unione di Centro—Movimento per
l’Autonomia,
sollecitano le dimissioni del Sindaco,
perché un’eventuale giunta tecnica, a loro
giudizio, “significherebbe da
parte del sindaco il tradimento del mandato
elettorale, una scorrettezza intollerabile non
solo nei confronti del centro destra, ma
soprattutto dell'intera città di Favara”.
Il
Movimento
Politico “democratici Autonomisti”,
dice che
“una
giunta comunale fatta di soli professionistici
apartitici, non darebbe il giusto riconoscimento
ai partiti che hanno sostenuto Russello in
campagna elettorale, ma soprattutto non sarebbe
corretto nei confronti dei favaresi che hanno
voluto eleggere il candidato della coalizione del
centro destra”.
Alleanza Nazionale invitando a porre fine a questa estenuante
vicenda, non è pregiudizialmente contraria ad una
giunta tecnica, affermando che se la legislatura
dovesse proseguire con una Giunta espressione
della società civile, non si sottrarrebbe al
confronto sulle grandi questioni che la Città
reclama come il Prg, Metano, e Piano Strategico.
Diverse
- come si vede - le posizioni, così come disorientata
e frastornata appare l’opinione pubblica dal
sondaggio realizzato dall’ emittente SICILIA TV,
costretta a registrare
una generalizzata
“sfiducia alla politica”, con
molte lamentele sulla mancata fattività in questo
ultimo anno e mezzo di amministrazione, la cui
responsabilità i favaresi
addossano “non solo sul sindaco e sulla sua giunta, ma anche sul consiglio
comunale, sui partiti e sulla stessa politica
favarese”, cioè come da parte di tutti
viene praticata a Favara.
Chi
scrive, ha espresso il suo parere
sull’andamento delle cose in materia, in una
nota in data 29.9.2008, auspicando da parte di
tutti, opposizione compresa, uno scatto di
orgoglio, per una svolta di qualità, una
coraggiosa riflessione ed
un radicale cambiamento di persone e di
strategia, emarginando i fannulloni, anche se
assessori indicati
dai Partiti, e valorizzando invece le
persone
preparate e motivate, animate da buona
volontà e spinte
unicamente dal desiderio di fare andare avanti la
comunità Favarese, sotto la supervisione del
Sindaco, garante del cammino complessivo e sempre
pronto a stimolare, mai a bloccare l’azione
degli assessori, secondo il programma presentato
agli elettori.
Le
dimissioni volontarie del Sindaco con nuove
elezioni solo per il Sindaco, o le elezioni per il
Sindaco e per il Consiglio comunale (in caso di
sfiducia formale votata in Consiglio, con la
maggioranza dei
due terzi dei consiglieri), costituiscono,
nell’uno e nell’altro caso, una sconfitta per
tutti e sicuramente per la Città, che ne riceverà
ulteriore danno, con possibilità
poi che si possa ripetere lo stesso
scenario, specie in caso di conferma del
centro-destra, così come prevedibile.
Uno
slogan accettato da tutti, all’inizio degli anni
’90, quando si
discuteva sulla necessità di passare
dal vecchio sistema
a quello attuale sull’elezione diretta
del Sindaco, era : “Dal
Sindaco dei Partiti al Sindaco dei Cittadini”. I Partiti cioè
dovevano fare un passo indietro. Il sindaco non
doveva più
soggiacere ai diktat dei partiti; un traguardo
ideale che mi pare, specie negli ultimi tempi, non
sia più nemmeno tentato, se si arriva ad una
spartizione tale che fa sì che in caso di
disaccordo, provvisoriamente, come avvenuto alla
provincia, il posto assessoriale viene coperto dal
capo-corrente, in attesa del chiarimento interno.
Una cosa vergognosa, che non succedeva nemmeno
nella cosiddetta vituperata prima Repubblica, dove
pure si operava con il "manuale Cencelli",
senza però arrivare mai a tanto, perché forse
c'era più dignità personale.
Nell’ottica
del Sindaco dei cittadini, il Presbiterio di
Favara, sul finire del secolo scorso, in un
momento amministrativo pure difficile per la
nostra Città, all’unanimità approvava
un documento in cui tra l’altro si diceva
: “Il
Sindaco eletto dai Cittadini, nella lettera e
nello spirito della L.R. N.7/93, sfuggendo alle
perverse logiche paralizzanti della vecchia
partitocrazia, - logiche tipiche dei metodi della
cosiddetta prima repubblica, - fissi
concretamente alcune chiare, precise e urgenti
priorità amministrative (metanizzazione,
P.R.G., recupero del Centro storico, riordino dei
servizi comunali, strategia sviluppo ed
occupazione, ecc.),
chiedendo collaborazione
a tutte le forze politiche, che, per il
bene della Città, senza pregiudiziali di alcun
genere, vogliamo vivamente sperare, rispondano
positivamente e ritrovino il coraggio necessario
alle sfide del momento sicuramente non facile”.
Un
suggerimento che ritengo attuale e valido in
questo momento cruciale e che mi permetto di
sottoporre all’attenzione di tutte le persone più
responsabili.
Favara
11.11.2008
Sac.
Diego Acquisto
Parroco di S. Vito
Favara
*****************************************
Lo
dico a SICILIA-TV FAVARA
29.09.2008
Oggetto:
Il punto sulla situazione amministrativa di Favara. Urge una
coraggiosa riflessione ed un radicale cambiamento di persone e
di strategia.
Mi
rivolgo a codesta benemerita emittente per dare un
mio contributo di proposta e di riflessione alla
soluzione della crisi amministrativa della nostra
città.
"La
Chiesa non è e non intende essere un agente
politico. Nello stesso tempo ha un interesse
profondo per il bene della comunità
politica". E’
quello che ha ricordato anche recentemente Papa
Benedetto. In questo spirito, desidero dire la mia
sulla situazione amministrativa della nostra
Favara, facendo sintesi, dal mio punto di vista,
di quella che a me sembra l’opinione pubblica
oggi prevalente.
Nell’azione
amministrativa, guidata da un galantuomo come il
sindaco Russello, è assolutamente necessaria una
svolta; urge uno scatto d’orgoglio da parte di
tutti gli organismi legittimamente preposti alla
cura del bene comune, per la fiducia ricevuta
dalla gente, attraverso l’ultima consultazione
elettorale di poco più di un anno fa.
Sindaco,
Giunta municipale, Presidente del consiglio
comunale e Consiglio Comunale nel suo insieme,
maggioranza ed opposizione, tutti sono chiamati ad
uno scatto d’orgoglio per rilanciare il loro
impegno a servizio dei cittadini nel miglioramento
dei servizi. Mettendo da parte piccoli o grandi
intrighi, interessi personali, attaccamento a
poltrone, possibili invidie, gelosie e quant’altro,
nel superiore interesse del bene comune; si rende
necessaria una svolta a 360 gradi; una svolta
incisiva ed efficace, nel rispetto delle
indicazioni date dai cittadini.
Da
tempo, si parla della necessità di un rimpasto
nella GIUNTA, ed a noi non sembra procrastinabile
l’impegno ad operarlo. Favara, da parte di
tutti, opposizione compresa, sicuramente merita di
più di quanto ha ricevuto nei mesi scorsi, pur
con tutta la buona volontà delle persone. Adesso,
bando ai personalismi ed alle sterili polemiche di
piccolo o apparente grande cabotaggio. Per primo
il Sindaco RUSSELLO è chiamato a cogliere i
segnali che arrivano dai vari strati della
popolazione, -(non vorremmo abusare di una frase
storica) – "il grido di dolore"
che si leva dalla parte più sana del tessuto
sociale favarese e dalle persone più
responsabili.
Bisogna
subito organizzare la speranza di nuovi possibili
e positivi traguardi, ascoltando consigli ed
operando scelte anche di persone, in grado di
realizzare un positivo e visibile cambiamento per
il bene della Città, allontanando , (per
usare una parola oggi corrente), i
fannulloni, anche se assessori indicati dai
partiti.
Lo
dicevo in un mio intervento pubblico di un anno
fa, a pochi mesi dal clamoroso successo elettorale
che ha chiamato Russello a guidare Favara. Non
bisogna cullarsi del successo. La gente sa
giudicare ed agire al momento giusto, nel segreto
dell’urna. Rinchiudersi nella propria ristretta
cerchia di amici e clienti non paga. E in questo
senso forse ha pagato non poco la precedente
amministrazione per l’ultimo periodo, quando
dimenticando lo slancio iniziale con cui aveva
cominciato ad amministrare, senza preferenza di
bandiera e di colorazione politica, nell’ultimo
periodo si era lasciata soffocare dalla stessa
propria cerchia di amici, con scelte anche davvero
discutibili, come quella della statua della
cosiddetta libertà (la "vergine nuda")
, fonte solo di giustificate polemiche e malumori
e di sperpero di denaro pubblico. Di tutto, della
caduta generale di consenso nell’elettorato
moderato e non solo, per l’Amministrazione
allora in carica, poi prova inconfutabile ne è
stata che, anche alcuni assessori appositamente
candidati per salvare la situazione, hanno
raccolto solo poche decine di voti, non riuscendo
minimamente a salvare la situazione. Personalmente
al Sindaco Lorenzo Airò, rimasto vittima della
sua stessa cerchia di amici, si riconosce di avere
attuato non poche valide iniziative per Favara.
Sulla
lezione scaturita dalle urne bisogna meditare;
rinchiudersi nel proprio orticello non paga, come
non paga però neppure la sola correttezza
formale, la cosiddetta "politica delle
mani nette" non accompagnata da un
impegno incisivo per affrontare i reali problemi
della collettività. Quando è necessario, nel
senso buono, le mani bisogna sporcarsele per il
bene comune, operando tempestive scelte concrete,
scegliendo persone e strategie adatte, nello stile
del potere come servizio, liberandosi sempre dalla
cultura dell’accentramento dei poteri solo nelle
proprie mani, responsabilizzando i singoli
assessori la cui azione deve essere ben visibile e
l’impegno concreto di ciascun assessore, essere
costatabile sul campo dei diversi settori che sono
sotto gli occhi di tutti. Tutto sempre sotto la
supervisione del sindaco, garante del cammino
complessivo, e sempre pronto a stimolare, mai a
bloccare l’azione degli assessori, secondo il
programma presentato agli elettori. Ben venga
subito a Favara allora una riflessione corale e
complessiva, seguita dal coraggio di scelte di
linee di azione e di comportamento, come pure di
persone adatte, preparate e motivate; nuovi
assessori insomma, almeno in alcuni rami, animati
da buona volontà e desiderio di fare andare
avanti la comunità Favarese.
--Tutti,
e sicuramente, maggioranza ed opposizione, ognuno
per la sua parte, tutti hanno ed abbiamo il dovere
di far crescere una Favara più solidale, una
Favara più pulita in tutti i sensi, con servizi
decisamente migliori, una Favara che sappia
scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalità,
una Favara che non si lasci intimorire nemmeno
dagli spari diurni. I giovani francescani ad ogni
favarese lanciano, in questi giorni, una sfida: "Abbi
coraggio. Sii tu il cambiamento della nuova Favara
che vorresti".
Cordialmente,
saluti ed auguri di buon lavoro.
Favara
29.09.2008
Sac.
Diego ACQUISTO
Parroco
S. Vito - Favara
AVVISO
del 1° dicembre 2007
*******************
Venerdì
prossimo, 07.12.2007, alle ore 21, nella Cappella
del Calvario, il Sindaco, avv. Mimmo Russello,
incontrerà
gli abitanti dei quartieri
della
Parrocchia S. Vito.
L'incontro
è organizzato
dal
Consiglio Pastorale Parrocchiale
e
dal
Direttivo della Confraternita della "Santa
Croce del Calvario".
************************************************
15-Editoriale
di Radio Favara 101 - sabato 20-10-2007
Il
punto sulla situazione amministrativa di Favara
Come
è noto, dopo il venir meno della cosiddetta
unità politica dei cattolici in un solo partito,
per i cattolici si è conclusa una stagione del
loro impegno politico e, ormai da qualche tempo,
se n’è aperta un’altra, ancora più
impegnativa.
Per
il cristiano l’impegno politico è costitutivo
del proprio essere, nel senso che nulla è più
contrario al messaggio evangelico di una fede
disincarnata,di una fede alienata ed alienante.
Una
scelta elettorale, ricorda sempre il Magistero
della Chiesa, include una certa visione della vita
e non può ridursi mai, solo ad una scelta secca
di liste o di nomi, prescindendo da una
impostazione ideale.
E
la scelta ideale del cristiano è quella che
privilegia sempre l’uomo e lo mette al centro
dell’azione politica ed amministrativa; la
scelta ideale del cristiano è quella che pone
vera attenzione alla vita, alla famiglia ed alle
comunità intermedie, prima fra tutte la scuola,
dove è in gioco il pluralismo ed il senso stesso
della democrazia.
Terminato
allora, nei mesi scorsi a Favara, il balletto di
nomi per le candidature al Consiglio Comunale ed
alla guida amministrativa della Città, con la
scelta, a larga maggioranza, da parte dei favaresi
dell’avv. Russello della Casa delle Libertà
come sindaco, occorre adesso, dopo l’insediamento
del giugno scorso ed il conseguente periodo di
assestamento, di rodaggio e di vacanze estive,
occorre impostare adesso il dibattito politico sui
contenuti concreti, sulla corretta impostazione
amministrativa della città, sui problemi reali.
Insomma adesso bisogna spronare Consiglio Comunale
ed Amministrazione attiva ad operare concretamente
per rispondere alle esigenze della gente, per cui
si è ricevuta la fiducia; bisogna dare altresì
ai cittadini la possibilità di partecipare alla
vita pubblica della loro città, informandoli,
condividendo scelte ragionate, scelte non faziose,
scelte unicamente suggerite dal bene comune,
scelte fondate su serie motivazioni ideali e non
su reazioni acrimoniose o, peggio ancora, su bassi
interessi. Da qualche settimana a Favara il
Consiglio comunale ha approvato il bilancio 2007,
un bilancio predisposto dalla precedente
amministrazione di sinistra, guidata dal sindaco
Airò – certo è strano che un bilancio annuale
venga approvato, quando mancano solo tre mesi per
la fine dell’anno, ma tant’è, ormai da
diversi anni avviene così, speriamo che in
futuro, il bilancio possa essere approvato nei
primi e non negli ultimi mesi dell’anno. L’amministrazione
Russello adesso ha lo strumento finanziario – e
pare proprio senza quel tesoretto di cui si era
parlato in campagna elettorale. In sede di
discussione sul bilancio in Consiglio Comunale,
quella che adesso è l’opposizione, ma che sino
ad alcuni mesi fa era alla guida della città, ha
fatto approvare sullo stesso bilancio prima
predisposto, qualche emendamento che riguarda il
possibile aiuto economico da dare a quei cittadini
bisognosi di particolari cure, fuori Comune, come
la dialisi o la chemioterapia. Qualche autorevole
esponente della sinistra che ha proposto tale
lodevole emendamento approvato dalla maggioranza
del Consiglio – una maggioranza – ricordiamo
-di centro destra – alla domanda di un
giornalista, "come mai questo emendamento
non era stato regolarmente inserito in bilancio da
lor signori quando erano al governo della
Città", ha così risposto: "C’è
stata un campagna elettorale che ci ha messo
davvero a contatto con la gente, e ci siamo resi
conto dei veri bisogni". Risposta
sincera. Come dire però che quando si è al
potere, si pensa al potere e a governare; una
forma di governo però, quella che si preferisce
scegliere che distacca dalla gente. A quella
risposta sincera, viene subito spontaneo
aggiungere: "Ci voleva la campagna
elettorale e la conseguente solenne batosta, per
capire le esigenze della gente." Un
monito questo all’attuale amministrazione,
invitata ormai ad affrontare con decisione i
grossi, annosi problemi della Città. dalla
metanizzazione, al PRG, al recupero del centro
storico, senza cullarsi per il largo consenso
ricevuto, sapendosi costantemente tenere sempre a
contatto col popolo, non chiudendosi nel potere,
nella cerchia ristretta di amici e parenti, ma
sforzandosi di essere sempre e per davvero al
servizio della gente, soprattutto di quella delle
fasce sociali più deboli.
--Tutti
vogliamo far crescere sicuramente una Favara più
solidale, una Favara più pulita in tutti i sensi,
con servizi migliori, una Favara che sappia
scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalità,
una Favara che veda la scomparsa del bullismo, del
vandalismo, verso l’arredo pubblico urbano e
verso gli istituti scolastici; una Favara che veda
valorizzate ancora meglio le tante capacità dell’apparato
burocratico del Comune, una Favara che abbia nei
servizi municipali , impiegati, oltre che sempre
più qualificati ed all’altezza delle loro
funzioni, anche sempre più accoglienti e
servizievoli nei riguardi di tutti i cittadini.
Radioacoltatrici
e radioascoltatori, don Diego Acquisto, anche a
nome dello staff tecnico e giornalistico
cordialmente vi saluta e vi augura buon prosieguo
di ascolto sulle frequenze di Radio Favara 101.
Noi torneremo a sentirci sabato prossimo.
***********************************************
"L’orizzonte
dei cattolici"
nella
politica del nuovo millennio.
Il
ruolo dell’Amministrazione Locale per una vera
applicazione della Solidarietà
(Quale
Favara per il terzo millennio)
Favara
– Salone del Collegio di Maria: sabato
03-02-2007
(Testo
della relazione di don Diego Acquisto,
tenuta al Convegno,
organizzato
dall'UDEUR e dalla MARGHERITA,
a
cui sono stati invitati a partecipare, con un
pubblico manifesto, tutti i
Partiti, i Movimenti e le Associazioni della
Città di Favara, che nel loro impegno nel sociale
e nel politico fanno esplicito riferimento alla
Dottrina Sociale della Chiesa)
Un
cordiale saluto a tutti e prima di ogni cosa un
ringraziamento.
-Credo
che come cittadini e come Chiesa formata da tutti
noi battezzati, al cui servizio di
evangelizzazione siamo anzitutto preposti noi
Parroci, dobbiamo esprimere gratitudine a
quanti hanno pensato ed organizzato questo
Convegno su un tema di così rilevante
importanza. Ci viene data l’opportunità, di una
riflessione sulla DSC; dottrina sociale che –
sicuramente lo sappiamo tutti - traduce, si sforza
di tradurre nella
concretezza della vita sociale i valori del
Vangelo.
-La
popolazione di Favara nel suo complesso, ma
sicuramente nella sua parte più viva e
responsabile, si sta preparando a quello
che avverrà nella prossima primavera, cioè ad
esprimere un giudizio sull’andamento della
nostra Città di Favara, dove si sarà chiamati a
votare per le elezioni amministrative.
Sarà confermata o rinnovata, parzialmente o
totalmente l’Amministrazione Comunale. Per
questo, così come del resto avviene altrove per
lo stesso motivo, la popolazione di questa città
vive in questi giorni momenti positivi di
fermento, e – sicuramente - ciò continuerà
a verificarsi con maggiore intensità, nelle
prossime settimane.
L’incontro
di questa sera si inquadra in questo contesto; un
incontro, quello di questa sera, sicuramente
organizzato con il desiderio e la finalità di dare
speranza a questa nostra città, indicando
prospettive nuove per il prossimo futuro,
prospettive alternative o comunque diverse, nei
contenuti e, ancora di più, visivamente nelle
persone, persone diverse, che nell’eventualità
di ricevere la fiducia popolare, potranno essere
chiamate a gestire quei contenuti.
Tutto
questo fermento in atto e anche quello dei
prossimi giorni, verosimilmente ancora più
intenso, a mio giudizio, è una cosa molto
positiva e fa onore a chi lo suscita ed a chi se
ne rende protagonista. Interessarsi della
città, delineare possibili soluzioni dei problemi
esistenti, guardati in faccia senza demagogia o
ipocrisia alcuna, interessarsi dei problemi e ,
soprattutto proporre alla valutazione delle
possibili soluzioni, è a mio giudizio, una cosa
sommamente positiva e lodevole, davanti agli
uomini e consentitemi – dato che abbiamo tutti i
presenti – sicuramente almeno questo - il minimo
comune denominatore di essere credenti, una cosa
sommamente positiva e lodevole anche davanti a
Dio.
Perché,
la nostra spiritualità di credenti e di
cristiani, non è e non può essere una
spiritualità del disimpegno, ma dell’impegno,
dell’impegno concreto e fattivo, è la
spiritualità dell’incarnazione, della capacità
di sapersi calare nel concreto contesto in cui si
vive, per fare la propria parte al miglioramento
della città terrena, impegno per la città
terrena, che per dirla con S. Agostino, è una
delle condizioni necessarie per il premio della
Città celeste.
E
questo vale per tutti; per tutti quelli che
animati da sincero desiderio di miglioramento, da
qualsiasi parte provengano, sotto qualsiasi
bandiera o in qualsiasi schieramento politico
militino, parteciperanno attivamente, oggi e nei
prossimi giorni, alla dialettica politica ed al
conseguente agone politico per la guida della
Città.
L’unica
cosa da condannare è la passività, l’indifferenza,
l’apatia, la rassegnazione,
tutti atteggiamenti talvolta tipici di talune
fasce sociali del nostro ambiente, atteggiamenti
di un pessimismo scettico e pregiudizialmente
rinunciatario, secondo cui da noi non c’è
nulla da fare, perché se mai – sentiamo
spesso dire – se mai, potranno
cambiare i musicanti, ma la musica sarà sempre la
stessa.
No,
noi come credenti abbiamo tra l’altro una marcia
in più, siamo in un sistema democratico, è
possibile cambiare musica e musicanti, e
comunque quando cambiano i musicanti, - credetemi
- gli esperti di musica sanno bene che cambia
sicuramente anche il modo di intendere e
interpretare la stessa musica, perché l’azione
concreta è sempre sostenuta e supportata da una
impostazione ideale, da una diversa
sensibilità, da una diversa visione dei problemi,
da una diversa visione sociale, da una
diversa visione antropologica. Non è
affatto ininfluente la formazione personale, umana
e spirituale, nella soluzione dei problemi. Non
è vero poi che i musicanti siano tutti gli
stessi, perché è importante vedere anche da
quale scuola di musica provengono.
E
questa sera io mi rivolgo a musicanti che
provengono da una scuola unica che è quella
del Vangelo, dove si trovano espressi i valori
cristiani, i veri valori che sono all’origine
della nostra civiltà europea; mi rivolgo a
musicanti che vogliono cioè fare della Dottrina
Sociale della Chiesa la bussola di riferimento
della loro azione politica.
Se
proprio così poi non fosse per alcuni dei
presenti, mi auguro che siano qui, perché
comunque – magari facendo qualche corso
accelerato di recupero, vogliono colmare qualche
debito formativo, contratto per esperienze
negative vissute che vogliono accantonare ed
accogliere i valori del cristianesimo. Insomma,
questa sera mi rivolgo a musicanti che,
esplicitamente, vogliono riferirsi, ad una scuola
di musica unica che è quella del Vangelo e della
Dottrina Sociale della Chiesa. Vogliono cioè
attingere ed interiorizzare quei valori che poi
ognuno, con diversa sensibilità e strategia, nei
diversi Partiti in cui ha liberamente deciso di
militare, si impegnerà, sotto la sua personale
responsabilità, a tradurre in atto, partecipando
attivamente alla vita delle varie le istituzioni
civili, nella piena convinzione che questi
valori,fondati sulla razionalità, sono per la
crescita autentica e per la vera promozione dell’uomo.
E
proprio perché la base della D.S.C. è la
legge della razionalità, scolpita nel cuore e
nei fatti, le posizioni della Chiesa, - per
esempio sui problemi demografici, sui problemi
dell’aborto, della bioetica, della cosiddetta
ingegneria genetica, come del lavoro e dell’occupazione,
- possono essere condivise anche da coloro che non
condividono la fede cristiana o che non sono in
comunione con la gerarchia cattolica.
Attenzione
che ho detto, sotto la propria personale
responsabilità, perché, lo sappiamo bene tutti
che è definitivamente finito per la Chiesa il
tempo del collateralismo, del Partito unico dei
cattolici, durato anche troppo, per oltre un
quarantennio, quando la Chiesa, di fronte all’emergenza
democratica del dopoguerra, facendo opera di
supplenza in un periodo eccezionale, di mancanza
di formazione democratica del popolo per il
precedente periodo di dittatura e di fronte all’avanzata
minacciosa del comunismo, ha salvato in Italia il
valore prezioso della democrazia. Questo periodo
è finito e adesso la Chiesa invita quanti
condividono i valori fondamentali, che il
cristianesimo propone , all’unità su questi
valori.
-Ed
siamo già entrati nel tema, che parla di
orizzonte: "L’orizzonte
dei cattolici nella politica del nuovo millennio".
Ma
, preliminarmente ancora , voglio dire un’altra
cosa a tutti, a tutti i favaresi, ai
numerosi presenti ed a quelli che, forse, ci
ascolteranno tramite il servizio della nostra
emittente locale SICILIA-TV. Come cittadino
credente, in questa città da oltre 40 anni e come
Parroco, da quasi 40 anni, esattamente 38 sento di
dirvi:
Favaresi
e cattolici in particolare, - non dobbiamo mai
avere paura di mettere a nudo le ferite, specie se
abbiamo seria volontà di guarigione - malgrado
taluni cattivi esempi ricevuti, - in un
passato remoto, o magari prossimo o recente - da
rappresentanti a cui avevamo dato fiducia, bisogna
valutare nella giusta luce la politica, la
politica che è impegno di servizio per la
Città; la politica vera che per il Magistero
della Chiesa è una delle forme più alte in cui
si può vivere concretamente l’impegno della
carità; bisogna superare il pregiudizio dominante
che la politica è intrinsecamente sporca,
apprezzare e non disprezzare la politica, non
demonizzarla ; ed è questo il periodo per
riflettere seriamente; bisogna mettere da
parte, nella misura del possibile, gli
interessi personali, di famiglia o di
parentela, gli interessi di partito, e guardare
al bene comune, al bene della città, per scegliere
programmi adeguati e persone capaci, persone
leali, persone animate da buona volontà e
rettitudine, con la passione anzitutto del
bene comune, all’interno del quale è
possibile poi trovare soluzioni per un
miglioramento generale e magari per risolvere
talune drammatiche situazioni particolari. Il bene
delle persone – dicevamo i Parroci di Favara,
in un documento pubblico di diversi anni fa,
facendo sentire la nostra voce in un momento
difficile della vita amministrativa della Città
– "Il bene delle persone non si può
realizzare indipendentemente dal bene comune della
Comunità alla quale le persone
appartengono". E nello stesso documento
dicevamo, richiamando l’Amministrazione attiva
allora in carica, che "Bisogna
trovare i modi per garantire la partecipazione
pubblica al processo decisionale relativo alla
politica della corretta amministrazione, in modo
che non siano favoriti gruppi particolari e siano
tenute presenti le vere necessità della
gente".
In
quel documento di diversi anni fa, parlavamo, …udite…udite…
di metanizzazione, P.R.G., recupero del Centro
storico, riordino dei servizi comunali, strategia
sviluppo ed occupazione,
tutti problemi che stavano e stanno a cuore alla
gente, se si ha la capacità di ascoltare.
Tra
parentesi, mi permetto non una critica ma una
constatazione
(
di questa Amministrazione in carica, della quale
chi vi parla, in talune circostanze ha avuto modo
di esprimere giudizi positivi, di questa
Amministrazione avevo pubblicamente apprezzato l’iniziativa
degli incontri diretti con la gente nei quartieri
delle varie Parrocchie. Un’iniziativa però che
dopo la prima, promettente esperienza, realizzata
nei primi mesi di legislatura - non si sa perché – è stata
abbandonata).
Riprendendo
il tema dell’orizzonte politico entro cui
muoversi, la sensibilità umana e cristiana poi,
deve portare a sentire sempre la gente concreta,
anche quella più umile, e sempre scegliere
dalla parte dei poveri non solo per
consolarli, ma ancora di più e soprattutto per
proteggerli, soccorrerli, aiutarli, sposare la
loro causa e farla valere di fronte alle
ingiustizie; un impegno insomma nella direzione
delle fasce sociali più deboli, per un servizio
migliore ai più poveri, agli emarginati, ai
disoccupati. Un impegno di solidarietà
tutto questo, che prima di essere concreto, o
meglio, per essere concreto e fattivo, deve essere
una conquista di carattere culturale e
spirituale.
In
questi giorni, leggevo sulla cronaca provinciale l’appello
di un Parroco – Arciprete di un Comune della
nostra provincia, ma abbastanza lontano da Favara
– un appello ai suoi fedeli e cittadini, proprio
per le prossime elezioni amministrative. Un
appello che –voglio augurarmi, anzi sono sicuro
- non interessa la nostra Favara. Ma che ad ogni
buon conto, prudentemente, forse non è male non
trascurare del tutto.
Ecco
testualmente l’appello: "Attenti a
quelli che senza scrupoli, anziché curare il bene
comune, possono avere la capacità di arraffare in
tutti i modi, facendo diventare la politica una
mangiatoia per sé, per i fratelli, sorelle,
cognati, cugini e leccapiedi, solamente per la
propria cordata e per la propria corrente".
Ripeto,
un appello che per Favara può darsi che sia
davvero fuori posto. Ma che comunque ho voluto
richiamare, per dare forza a far crescere
ulteriormente la cultura del bene comune.
Un’altra
cosa ancora voglio dire,
è che quando arriverà il momento, bisogna andare
tutti a votare, non solo in prima
battuta, ma anche nell’eventuale turno di
ballottaggio, valutando sempre programmi e
persone, e magari la scuola da cui le persone provengono. Un principio
fondamentale della nostra morale cristiana, anche
nella scelta delle persone, ci impone di tendere
al maggior bene, o quando questo non è possibile
di scegliere il minor male.
Ad
altro poi ci sollecita la nostra spiritualità
cristiana. Anzitutto a
non a puntare facilmente il dito e criticare, ma
soprattutto ad aiutare, a collaborare. Non pensare
che dopo le elezioni il nostro compito di
cittadini sia finito e tutto sia demandato alle
persone che sono risultate elette. Le persone
elette cioè, non devono essere lasciate sole, ma
bisogna seguirle con la preghiera, controllarle
nell’azione, incalzarle e, se necessario
pubblicamente criticarle; - formare anche gruppi
popolari di pressione e di vigilanza - con l’unico
scopo di tenere sempre alta la tensione ideale
per il bene comune.
E,
forse senza accorgercene, già abbondantemente
siamo entrati nel tema, nel tema dell’orizzonte,
dentro il quale i cattolici devono muoversi e
nello stesso tempo, quale deve essere il ruolo che
deve assumere l’Amministrazione Locale, organo
propulsivo di stimoli positivi nel tessuto sociale
e quindi di quale Favara far crescere nel terzo
millennio.
L’orizzonte
deve essere quello dei valori fondanti un
vero umanesimo, valori che vengono
proposti dalla cultura cristiana, che adesso io
per sommi capi, e in maniera davvero sintetica, mi
accingo ad elencare: la persona, la vita, la
famiglia, l’assetto sociale, a partire
anzitutto dal settore dell’istruzione e
formativo.
La
persona anzitutto, la persona a cui nell’ottica
del Vangelo tutto deve essere subordinato, perché
"il sabato è fatto per l’uomo e non l’uomo
per il sabato". La persona umana e la
comunità umana sono il fine e la misura della
politica, come della corretta amministrazione di
una Città.
La
persona "Per
noi uomini e per la nostra salvezza si è
incarnato e si è fatto uomo " –
centralità della persona sempre nell’ottica
cristiana, centralità della persona, persona che
deve essere sempre il fine e mai mezzo di ogni
attività e di ogni legge. Leggevo in
questi giorni: "Il personalismo
cristiano fonda la vera democrazia, perché la
democrazia si fonda su quei valori che esprimono
le finalità costitutive della persona con i
conseguenti diritti civili (libertà di
espressione, di associazione, di professione
religiosa, di iniziativa economica...ecc". E
ancora: "La persona ha
dei diritti che la legge positiva non crea, ma
deve riconoscere, ed il primo fra essi è il diritto
alla vita", del rispetto della
vita da quando sboccia nel seno della madre, sino
alla sua naturale conclusione. E quindi niente
aborto e niente eutanasia; niente eutanasia
perché la vita è un dono e quindi non è un bene
disponibile a nostro piacimento; niente quindi
eutanasia pur con tutta l’attenzione alle
problematiche sul tappeto riguardanti il
cosiddetto accanimento terapeutico, che
sicuramente non ha a che fare con la cultura del
rispetto della vita e che è una cosa diversa dall’eutanasia.
Allora il problema della dignità della persona
umana e del suo diritto alla vita, non è legato
al potere delle maggioranze parlamentari, che
perciò, si devono limitare soltanto a riconoscere
e tutelare questi valori. Il Vaticano II, in
quello straordinario documento dal titolo "Dignitatis
humanae", con grande coraggio, ha
affermato che non è la verità, anche religiosa
che ha diritto ad esistere e quindi ad essere
affermata e difesa con ogni mezzo, ma la persona
umana, che per la sua dignità, ha diritto alla
libertà religiosa. Un diritto alla vita che
perdura anche in coloro che non soddisfano all’obbligo
di cercare la verità e di aderire ad essa.
Quindi
della famiglia – così come voluta
dal Creatore e dalla natura, famiglia che
scaturisce dal matrimonio tra un uomo ed una donna
– della famiglia naturale come sancita della
nostra Costituzione, della famiglia naturale e non
"tradizionale". Quanta
cattiveria nell’uso di questo aggettivo
"tradizionale". Un aggettivo che mi
fa venire i nervi per il tono come viene usato,
come se la famiglia tradizionale, fosse qualcosa
di negativo, non in linea col progresso, quella falsa cultura cosiddetta
progressista, di cui io
ho parlato in una mia recente presa pubblica di
posizione su una iniziativa della nostra attuale
Amministrazione Comunale.
La
quale Amministrazione per ingentilire un angolo
della nostra città – così è stato spiegato
– in un luogo, non chiuso di museo, ma di grande
frequentazione soprattutto giovanile, ha pensato
ad erigere un statua di nudo di donna. Le
persone intelligenti e corrette hanno capito bene
che il mio intento non è stato di natura
ottusamente moralistica, come alcuni giornalisti
hanno preferito presentarlo, ma unicamente quello
di porre alcuni interrogativi, sui segnali e sulle
indicazioni che dobbiamo dare – e quindi anche
un’Amministrazione Comunale deve dare - per una
vera crescita umana, compreso l’aspetto
sicuramente importante di una educazione
responsabile alla sessualità. Tanti gli interrogativi
che ho posto, su cui vorrei ancora che veramente
si riflettesse, per il bene della Città e dei
giovani; quali sono i segnali migliori da dare, da
parte di tutte le persone e di tutte le
istituzioni responsabili, specie quando poi c’è
di mezzo l’ uso del pubblico denaro, per il
quale uso credo proprio che in futuro, da parte di
associazioni, partiti, movimenti, commissioni
consiliari, e via dicendo, devono essere studiate
forme più attente di vigilanza e di incisività.
I
valori della persona, della vita, della famiglia;
ed a proposito di famiglia non ci possiamo
sottrarre all’argomento di attualità: Già la
Nota dottrinale della Congregazione per la
Dottrina della Fede "circa alcune questioni
riguardanti l’impegno e il comportamento dei
cattolici nella vita pubblica", datata 24
novembre 2002, aveva affermato che alla
famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra
persone di sesso diverso "non
possono essere equiparate in alcun modo altre
forme di convivenza, né queste possono ricevere
in quanto tali riconoscimento legale"
(n. 4).
--Assetto
sociale secondo il fondamentale principio di
sussidiarietà che tutela la soggettività
sociale. Per quanto riguarda il sistema formativo,
il principio di sussidiarietà esige il pluralismo
delle istituzioni educative. La visione cristiana
dell'assetto sociale dice decisamente no al
monopolio dello Stato nel settore formativo e
dell'istruzione.
--Una
cultura di appoggio e sostegno attorno a questi
valori fondamentali, che va costruita
pazientemente in sede locale, dai politici
impegnati nell’amministrazione dei Comuni, delle
Province e delle Regioni. Per un politico poi, cha
ha profondamente interiorizzato questi valori, ne
è convinto e vuole davvero testimoniarli, nelle
situazioni concrete in cui si trova a vivere nell’esplicazione
del suo mandato popolare, il possibile
atteggiamento da tenere di fronte alle leggi in
contrasto con i dettami morali ed etici, va dalla
"resistenza profetica" - come viene
chiamata - verso normative contrarie alla vita e
ai diritti umani, alla pura "tolleranza"
verso leggi che appaiono come il "male
minore".
Ci
avviamo alla conclusione.
Questo
è tempo di metterci tutti, - e noi cattolici in
particolare - in discussione per comprendere
eventuali errori, omissioni, egoismi e debolezze
varie, che possono aver condizionato il nostro
impegno nel sociale. E tempo di ritrovarci uniti
nei valori e per quanto possibile nella strategia
concreta per attuarli. Accogliamo i richiami alla
coerenza e all'attenzione verso gli ultimi, che ci
vengono dal nostro Arcivescovo, rinnovando i
significati di servizio e disinteresse che devono
costantemente e necessariamente accompagnare
l'impegno politico, perseguendo, con le
provocazioni liberatorie del messaggio evangelico,
solo e soltanto la ricerca del bene comune,
lottando contro ogni forma di gestione politica
che mira unicamente e comunque all’occupazione
del potere.
Appare
paradossale, la capacità di buona parte della
nostra cittadinanza di metabolizzare gli
accadimenti e di accettare per normale, quello che
invece normale non è, e normale non deve essere
considerato. Pare - per esempio -che sia diventato normale non
avere il metano. Non si ribella nessuno, non alza
la voce più nessuno, soprattutto da parte di quelli che prima
parlavano e come ! , non si organizzano proteste.
E
ancora, oltre alla metanizzazione, il P.R.G., il
recupero del Centro storico che cade a pezzi, tutte
questioni aperte, problemi sotto gli occhi
di tutti, problemi che noi Parroci abbiamo
inutilmente attenzionato in passato, con altre
Amministrazioni di colore e di impostazione
politica diversa. Lo
stesso atteggiamento sulla viabilità, sul degrado
delle strade, sulla sporcizia spesso
imperante, su non pochi servizi, dove quello
che si realizza , spesso comunque in maniera
carente, pare che venga conseguito come un favore
personale, anziché come un sacrosanto diritto.
--Quale
Favara vogliamo far crescere , nel terzo
millennio – con i valori che abbiamo detto.
Sicuramente una Favara più solidale, con ancora
maggiore attenzione alle fasce sociali deboli, una
Favara più pulita in tutti i sensi, con servizi
migliori, una Favara che sappia scoraggiare nei
fatti il clientelismo e l’illegalità, una
Favara che veda la scomparsa del bullismo, del
vandalismo, verso l’arredo pubblico urbano e
verso gli istituti scolastici; una Favara che veda
valorizzate ancora meglio le tante capacità dell’apparato
burocratico del Comune, una Favara che abbia nei
servizi municipali , impiegati, oltre che sempre
più qualificati ed all’altezza delle loro
funzioni, anche sempre più accoglienti e
servizievoli per il pubblico, specie dopo la
lodevole stabilizzazione di tanti precari per l’impegno
congiunto del Governo regionale e dell’Amministrazione
locale che ha fatto la sua parte. Una Favara
ancora con più verde pubblico e con ancora altri
luoghi di sereno svago per il tempo libero; una
Favara che sappia ancora di più scoprire e
valorizzare i tanti talenti dei suoi concittadini.
Come
si vede la mia non vuole essere in questo momento
una critica diretta all’Amministrazione in
carica, sulla quale ci sarà il giudizio della
gente, ma un’osservazione di carattere generale,
su cui non ci si può illudere per alcuni
risultati raggiunti, perché c’è ancora davvero
tanto da modificare e migliorare. E questo mi
auguro possa avvenire con l’ulteriore impegno di
tutti, e soprattutto di quanti si vogliono
ispirare ai principi della DSC.
Per
concludere, dico che sempre bisogna cercare, nel
superiore interesse di Favara, la via della
concordia e della fattiva collaborazione, in
questo momento di riflessione, specie tra forze
politiche omogenee che potranno, se accompagnate
dal consenso popolare, concorrere o determinare le
scelte per la migliore gestione della città, nel
prossimo futuro. Infine, vorrei ricordare a tutti
che, l’ottimo è nemico del bene e che la
politica è l’arte del possibile; possibile che
bisogna sempre coraggiosamente tentare per il bene
di una Comunità.
Come
Chiesa, sicuro di interpretare il concorde
pensiero degli altri Parroci, desideriamo – come
dicevamo in altra occasione, sempre in un
documento ufficiale - esplicitamente affermare di
non volerci schierare per nessun partito, per
nessuna coalizione, per nessun candidato, anche se
questo, naturalmente, non deve indurre nessuno a
pensare di essere, come cristiani, prima ancora
che come Sacerdoti, neutrali di fronte ai valori
della Dottrina Sociale della Chiesa ed alle
culture politiche che quei valori esprimono. Grazie
per l’attenzione e per l’ascolto.
Sac.
Diego Acquisto
Parroco
di S. Vito - Favara
La
Voce del Direttore - Radio Favara 101
(8,45
– 11,10 – 14,45 – 17,15 – 21,45)
–
**********************************
Attenzione:
La
Parrocchia S. Vito citata da
L'Osservatore Romano
di domenica 26.2.2006,
pagina
4, in un articolo dal titolo
"TORNATA
AD ASSISI L'URNA DELL'IMMACOLATA, UTILIZZATA PER DEPOSITARE I
VOTI DELLA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA",
in
cui testualmente si legge:
"La
domenica precedente la festività dell'Immacolata,
la Santa Messa delle 11,30 è stata animata
addirittura da cento fedeli venuti con due pullman
della parrocchia S. Vito di Favara, guidati dal
parroco don Diego Acquisto".
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