Notiziario di Telepace
lunedì 09.12.2002
PROFESSIONE RELIGIOSA
servizio di don Diego Acquisto
Un giorno particolare quello di ieri per "Le Discepole del Redentore nella "Comunità Cristiani nel mondo" , un giorno particolare trascorso nel santuario di Fatima in Portogallo, proprio là dove la Madonna nel 1917 ha voluto consegnare all’umanità, tramite tre fanciulli, un messaggio che ha profondamente segnato la vita del secolo appena trascorso e non solo. Un giorno particolare, perché una giovane ventiseienne di Modena, nel corso di una solenne celebrazione presieduta da S. E. mons. Luciano Pacomio, vescovo di Mondovì, ha emesso i voti perpetui. Si tratta di Suor Marelisa Fontanazzi, che ha deciso di consacrare la sua vita nell’Istituto Religioso delle Discepole del Redentore, nella "Comunità Cristiani nel mondo", preparandosi a partire per una terra di missione, dove la Comunità da qualche tempo è gia presente, cioè per la missione di Ipogoro in Tanzania, dopo aver completato il corso teologico alla Gregoriana a Roma e conseguito la licenza in teologia. Notizie tutte che ci ha comunicato, giustamente contento e soddisfatto, Mons. Giuseppe di Marco, vicario generale emerito, animatore e fondatore, assieme a Madre Margherita Riolo, della comunità "Cristiani nel mondo". La professione perpetua significa l’offerta di una vita, un impegno di consacrazione maturato nelle profondità della coscienza, del quale la Comunità ecclesiale risente i benefici effetti e di cui deve sicuramente essere e mostrarsi grata. Una cerimonia, quella di ieri della professione perpetua di Suor Marelisa Fontanazzi, che sicuramente resterà impressa nella memoria di tanti, non solo per il giorno particolare, cioè la solennità dell’Immacolata, ma anche per il luogo in cui è avvenuta, cioè il Santuario della Madonna di Fatima, in Portogallo. La possibilità di un giorno e un luogo particolari, per la giovane suora, come per la Comunità tutta, costituiscono forse un segno misterioso, foriero di chissà quali ulteriori messaggi da parte dello Spirito. Perchè mai come oggi l'invito di Gesù a prendere il largo appare come risposta al dramma dell'umanità, vittima dell'odio e della morte. In una società come la nostra, lacerata e sconvolta, non si sono globalizzate solo tecnologia ed economia, ma anche insicurezza e paura, criminalità e violenza, ingiustizie e guerre. Lo Spirito Santo sollecita perciò in molti la nostalgia di un mondo diverso, che è già presente in mezzo a noi. Le persone consacrate, per essere di forte e continuo richiamo a tutte le altre componenti della comunità Ecclesiale, sono chiamate dallo Spirito ad un incisivo impegno di testimonianza e ad una costante conversione, per dare nuova forza alla dimensione profetica della loro vocazione, a servizio della causa del Regno di Dio.