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26 febbraio 2012 - I Domenica di Quaresima

FAVARA - CHIESA S. VITO  

INIZIA l'ANNO  GIUBILARE

( Avviso di lunedì 27 febbraio 2012 )  

*     *     *

Ecco i documenti (testo latino e traduzione in italiano) della Penitenzieria Apostolica sul GIUBILEO della CHIESA di S. VITO-FAVARA x il BICENTENARIO. 

Il 26 febbraio, prima domenica di QUARESIMA, primo giorno utile per lucrare l'indulgenza, è stata data lettura all'Assemblea  della traduzione   in italiano. La lettura dei decreti, rispettosamente seguita stando in piedi, è stata accolta da un caloroso applauso da parte di tutti presenti. 

Lillo Montaperto (presidente del Comitato del Bicentenario) e Dino Patti (del direttivo del Comitato) hanno curato la  lettura all’Assemblea. 

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PAENITENTIARIA APOSTOLICA

Prot N. 48/12/1

B EA T I S S I M E   P A T E R ,

Franciscus Montenegro, Archiepiscopus Metropolita Agrigentinus, suas libenter faciens preces Didaci Acquisto, Parochi paroeciae Fabariae, sub titulis Ss.mae Virginis Mariae ad Nives et S. Viti, intra fines Archidioeceseos Agrigentinae exstantis, reverenter exponit paroeciam vertente anno sacrum celebrare anniversarium ducentesimum, ex quo canonice erecta est.

Ad debitas Deo gratias reddendas, ob insigne beneficium incolis praestitum conditae paroeciae, in qua nimirum mysteria supernaturalis salutis humanae peraguntur, oportet ut christifideles illi felici evento, operibus pietatis, paenitentiae et misericordiae tempestive praeparentur.

Optatissimus vero finis horum piorum exercitiorum, Fidei scilicet, Spei et Caritatis virtutum incrementum, sese in moribus ad Evangelii leges conformatis manifestantium, profecto facilius attingetur si christifideles per Indulgcntias adiuventur ad in se delenda etiam illa consectaria peccati, quae per temporales poenas sunt expianda. Itaque Exc.mus Orator a Sanctitate Tua Indulgentiae donum ad instar Iubilaei fiducialiter implorat .  Et Deus, etc.

Die X Februarii MMXII

PAENITENTIARIA APOSTOLICA, de mandato Summi Pontificis, plenariam libenter concedit Indulgentiam, suetis condicionibus (sacramentali confessione, eucharistica communione et oratione ad mentem Summi Pontificis) rite adimpletis, christifidelibus vere paenitentibus lucrandam, si paroecialem Ecclesiam Ss.mae Virginis Mariae ad Nives et S. Viti, in forma peregrinationis inviserint et ibi iubilaribus functionibus devote interfuerint vel saltem per congruum temporis spatium piis considerationibus vacaverint, concludendis Oratione Dominica, Symboìo Fidei, invocationibus B. Mariae Virginis ac S. Viti sequentibus diebus (semper a meridie diei praecedentis): diebus dominicis et festis temporis Quadragesimae et Paschalis; die XV Iunii, S. Viti Mart.; die V Augusti, B. Mariae Virg. ad Nives; in omnibus diebus festis mensium octobris et novembris; in novendialibus precibus Immaculatae Conceptionis, a die XXIX Novembris usque ad VII Decembris, quo claudetur Iubilaris Annus.

                Paroeciae fideles senectute, morbo vel gravi alia causa impediti, eisdem diebus plenariam consequi valebunt Indulgentiam, si, concepta detestazione cuiusque peccati et intentione praestandi, ubi primum licuerit, tres consuetas  condiciones, anniversariis celebrationibus se spiritaliter adiunxerint, precibus doloribusque suis, vel incommodis propriae vitae, misericordi Deo per Mariam oblatis.

Christifideles insuper partialem  aquirere poterunt Indulgcntiam, quoties, corde saltem contrito, operibus sive misericordiae, sive paenitentiae, sive evangelizationis ab Exc.mo Archiepiscopo propositis, pie incubuerint.

Quo igitur accessus, ad divinam veniam per Ecclesiae claves consequendam, facilior pro pastorali caritate evadat, haec Paenitentiaria enixe rogat. ut sacerdotes, quibus pastoralis cura iubilaris Paroeciae concredita est, prompto et generoso animo celebrationi Paenitentiae sese praebeant ac S. Communionem infirmis saepe ministrent

Praesenti totum per spatium paroecialis lubilaei valituro. Contrariis quibuslibet minime obstantibus.

+ EMMANUEL MONTEIRO DE CASTRO

Paenitentiarius Maior

+ Ioannes  Fanciscus Girotti, O.F.  Conv.

Regens

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PENITENZIERIA  APOSTOLICA 

Prot. N. 48/12/I

Beatissimo Padre,

Francesco Montenegro, Arcivescovo Metropolita di Agrigento, facendo volentieri sue le preghiere di Diego Acquisto, parroco della parrocchia di Favara, intitolata alla Santissima Vergine Maria  della Neve ed a S. Vito, appartenente all’Arcidiocesi di Agrigento, fa presente con reverenza che nel corso dell’anno la parrocchia celebra il duecentesimo sacro anniversario della sua erezione canonica.

Per rendere le dovute grazie a Dio, per l’insigne beneficio concesso agli abitanti della parrocchia eretta, nella quale senza dubbio vengono celebrati i misteri della salvezza in favore dell’uomo, è necessario che i fedeli si preparino per tempo al quel felice evento con opere di pietà, di penitenza e di misericordia.

In verità, lo scopo più desiderato di questi pii esercizi, e cioè l’incremento delle virtù della Fede, della Speranza e della Carità, che si manifestano nella misura in cui ci si conforma alle leggi del Vangelo, certamente si raggiungerà più facilmente se i fedeli saranno corroborati dalle Indulgenze capaci di cancellare in loro anche le conseguenze del peccato, che devono espiarsi con le pene temporali. Pertanto, l’Ecc.mo Oratore chiede con fiducia alla Santità Tua il dono dell’Indulgenza secondo l’uso del Giubileo.

Il giorno 10 febbraio 2012

La Penitenzieria Apostolica, su mandato del Sommo Pontefice, concede volentieri l’Indulgenza plenaria, alle consuete condizioni compiute nelle forme prescritte (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice), che può essere lucrata dai fedeli se, con atteggiamento penitenziale, visiteranno in forma di pellegrinaggio la chiesa parrocchiale della Ss.ma Vergine Maria della Neve e di S. Vito e parteciperanno devotamente alle funzioni giubilari o almeno si dedicheranno per un congruo spazio di tempo a delle pie meditazioni, che devono essere concluse con la preghiera del “Padre nostro”, con il “Credo” e con delle invocazioni alla B. Vergine Maria e a S. Vito nei seguenti giorni (sempre dal mezzogiorno del giorno precedente): nelle domeniche e nelle feste del tempo Quaresimale e  Pasquale; il 15 giugno, festa di S. Vito Martire; il 5 agosto, festa della B. Maria Vergine della Neve;  in tutti i giorni di festa nei mesi di ottobre e novembre; durante la novena dell’Immacolata Concezione, dal giorno 29 novembre fino al 7 dicembre, data in cui si concluderà l’Anno giubilare.

I fedeli della parrocchia che, per motivi di anzianità, di malattia o per altra grave causa sono impediti, potranno negli stessi giorni lucrare l’Indulgenza plenaria, se, concepita la detestazione di ogni peccato e con l’intenzione di compiere, appena possibile, le tre consuete condizioni, si siano associati spiritualmente alle celebrazioni giubilari, con le proprie preghiere e sofferenze, o con le difficoltà della propria vita, offrendole alla misericordia di Dio per mezzo di Maria.

Inoltre, i fedeli potranno lucrare l’Indulgenza parziale, tutte le volte che, almeno con cuore contrito, si siano dedicati o alle opere di misericordia, o di penitenza, o di evangelizzazione proposte dall’Ecc.mo Arcivescovo.

Pertanto affinché  l’accesso per conseguire il perdono divino per mezzo delle chiavi della Chiesa riesca  più facile secondo la carità pastorale, questa Penitenzieria chiede caldamente ai sacerdoti, ai quali  è stata  affidata la cura pastorale della parrocchia  Giubilare, di prestarsi con animo pronto e generoso alla celebrazione della Penitenza e  all’amministrazione frequente della S. Comunione agli infermi.

Il presente è valido per tutto il tempo  del Giubileo parrocchiale.   Nonostante qualsiasi cosa contraria.

† Emmanuele Monteiro De Castro

Penitenziere Maggiore

† Gianfranco Girotti, O.F.M. Conv.

Reggente

 

PAENITENTIARIA APOSTOLICA

 

Prot. N. 49/12/1

DECRETUM 

PAENITENTIARlA APOSTOLICA, vi facultatum sibi specialissimo modo a Sanctissimo in Christo Patre et Domino Nostro, Domino Benedicto Divina Providentia Papa XVI tributarum, Excellentissimo Patri Domino Francisco Montenegro, Archiepiscopo Metropolitae Agrigentino, occasione Iubilaei Paroeciae Fabariae, sub tìtulis Ss.mae Mariae Virginis Mariae ad Nives et Sancti Viti, die in fidelium utilitatem eligendo, post litatum divinum Sacrificium, impertiat omnibus christifidelibus adstantibus, qui, animo omnino elongato ab affectu peccati, iisdem sacris interfuerint, papalem Benedictionem cum adnexa plenaria Indulgentia, suetis sub condicionibus (sacramentali Confessione, eucharistica Communione et Oratione ad mentem Summi Pontificis) lucranda.

Christifideles qui papalem Benedictionem devote acceperint, etsi, rationabili circumstantia, sacris ritibus physice non adfuerint, dummodo ritus ipsos, dum peraguntur, ope instrumenti televisifici vel radiophonici propagatos pia mentis intentione secuti fuerint, plenariam Indulgentiam, ad normam iuris, consequi valebunt.

         Contrariis quibuslibet non obstantibus.

Datum Romae, ex aedibus Paenitentiariae Apostolicae, die X mensis  Februarii, anno Domini MMXII.

+  EMMANUEL MONTEIRO DE CASTRO

Paenitentiarius Maior

+  Ioannes Franciscus Girotti, , O.F.M. Conv.

Regens

 

PENITENZIERIA  APOSTOLICA

Prot.. N. 49/12/I

DECRETO

La Penitenzieria Apostolica, in forza delle facoltà che in modo specialissimo  le sono state concesse dal Santissimo Padre in Cristo e Signore nostro, Signore Benedetto, per divina  Provvidenza, Papa XVI, concede la facoltà all’Eccellentissimo Padre Signore Francesco Montenegro, Arcivescovo Metropolita di Agrigento, nell’occasione del giubileo della parrocchia di Favara, sotto i titoli della Santissima Maria Vergine Maria della Neve e di San Vito, in un giorno da scegliere per l’utilità dei fedeli, dopo la celebrazione del Sacrificio divino, di impartire a tutti i fedeli presenti, che, con animo totalmente ben disposto, abbiano preso parte alla stessa sacra liturgia, la Benedizione papale con annessa l’Indulgenza plenaria, che si può lucrare alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo l’intenzione del Sommo Pontefice).

I fedeli che abbiano ricevuto devotamente la Benedizione papale, anche se, per ragionevole circostanza, non abbiano potuto prendere parte fisicamente ai sacri riti,  a condizione che abbiano seguito con devota attenzione lo svolgimento degli stessi sacri riti mentre venivano trasmessi dalla televisione o dalla radio, potranno lucrare, a norma di diritto, l’Indulgenza plenaria.

Nonostante qualsiasi cosa contraria.

Dato a Roma, dalla Penitenzieria Apostolica, il giorno 10 febbraio, l’anno del Signore 2012.

† Emmanuele Monteiro De Castro

Penitenziere Maggiore

† Gianfranco Girotti, O.F.M. Conv.

Reggente

  

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Arcidiocesi di Agrigento

Parrocchia  S. VITO  -  92026 - FAVARA (AG)

COMITATO FESTEGGIAMENTI del BICENTENARIO 1812-2012

(costituito in data 09-11-2011)

della CHIESA dedicata a MARIA SS. della NEVE ed a S. VITO martire

Direttivo

1-Acquisto Sac. Diego – Parroco-Presidente Onorario

2-Montaperto Lillo – Presidente

3-Pirrera Salvatore – vice-Presidente

4- Sciortino Franco

5-Sutera Sardo Salvatore –Segretario

6-Pullara Rosario – Tesoriere

7-Azzaretto Rosa – Consigliere

8-Patti Diego – Consigliere

9-Ravarà Giuseppina – Consigliere

10-Sutera Sardo Carmelo – Consigliere

*    *     *

                                          11-Avarello Rosa

12-Azzaretto Antonio

13-Azzaretto Patrizia

14-Buggea Carmela

15-Caramanno Giuseppe

16-Castronovo Antonio

17-Gallo Carmelo

18-Leone Alfonso

19-Lupo Carmelina

20-Pirrone Antonio

21-Sciortino Calogero

22-Siortino Salvatore

23-Spina Franco

24-Stuto Rosario

25-Sutera Sardo Rosario

26-Vitello Michele

27-Vullo Maurizio

 

C:\Documents and Settings\utente\Documenti\Immagini\Prospetto Chiesa S. Vito-Favara.jpg     ECCLESIA  SS. VIRGINIS MARIAE AD NIVES ET S.VITI

Parrocchia S. VITO – 92026   FAVARA (AG)

A S.E. Rev.ma  Mons. Francesco Montenegro

Arcivescovo di Agrigento

            La Chiesa parrocchiale,  - che oltre ad essere dedicata  al Santo martire siciliano è dedicata prima di tutto a  Santa Maria della Neve  - in questo anno, da poco iniziato, celebra  il suo bicentenario, dato che i lavori della sua costruzione , - come si evince chiaramente dalla data posta nell’arcata centrale (riportata su tutti i libri di storia locale) - furono completati nel 1812, quando fu aperta al culto. Una scritta in latino posta  allora nel prospetto centrale della Chiesa  dice : ”ECCLESIA  SS. VIRGINIS MARIAE AD NIVES ET S. VITI".

La Chiesa divenne “sacramentale” nel 1819, come leggiamo nel documento dell’Archivio della Curia Vescovile vol. 1819, pag.189. La concessione fu dovuta al fatto che risultava "ben fornita di arredi sacri, con arredamento di messa cotidiana, e lampadi ed essendovi un gran concorso di popolo". Per questo motivo il Vescovo di Girgenti concedeva "ut in Ecclesia Sancte Marie ad Nives sub titulo Sancti Viti, detti comuni Fabariae, perpetue asservetur Sanctissimae Eucaristiae Sacramentum, servatis semper omnibus quae in vincoli romano prescribentur".

Il decreto vescovile di erezione a chiesa parrocchiale, firmato da mons. G.B. Peruzzo,   porta la data del 10 gennaio 1935 con la dedica a S.Vito e Maria SS. della Neve. Dopo la Chiesa Madre, la Chiesa S. Vito (unitamente alla Chiesa BMV del Carmelo, nella stessa data) è stata, a Favara, la prima ad essere elevata da Rettoria a Parrocchia.

In data 31 gennaio 1985, con eccezionale concorso di popolo, che ha assiepato non solo la Chiesa ma anche l’antistante piazza S. Vito,  si è svolta una solenne concelebrazione presieduta dal vescovo, Mons. Luigi Bommarito, per festeggiare il 50° della Parrocchia.

Il territorio parrocchiale comprende i quartieri del centro storico, così popolarmente denominati : 1) "A Cruci" " o zona del Calvario, la parte centrale e più significativa della Parrocchia, per il monumento sacro che custodisce e dove ogni anno, durante la  giornata del Venerdì Santo si riversa tutta la popolazione; 2) "A Trizzera"con annesse vie collegate e la caratteristica Via Arco Mendolia; 3) "A Grutta", quartiere ricco di un dedalo di Vie, Viuzze, Vicoli e Cortili. 4) "U Cavatu", la parte più alta e più nuova della Parrocchia, che non ha subito lo spopolamento degli ultimi decenni, da dove proviene  il maggior numero di ragazzi che frequentano la  chiesa parrocchiale. Nella ricorrenza del 50° della Parrocchia, nella giornata della solenne concelebrazione, tutto il territorio parrocchiale ha vissuto momenti di autentico entusiasmo religioso-popolare.

Adesso,  in questa ricorrenza del bicentenario, dopo la solenne celebrazione dell’inizio, lo scorso 7 dicembre, con la benedizione della nuova  artistica vetrata raffigurante il “Cuore Immacolato di Maria”, pur nelle mutate condizioni del centro storico, con i relativi e gravi problemi connessi, la Chiesa continua ad essere punto di riferimento per molti. Visitata con una certa frequenza sia dai parrocchiani residenti, sia da  ex-parrocchiani pur  trasferiti nei nuovi quartieri, sia da cittadini favaresi che coltivano nel loro cuore la devozione verso il Cuore Immacolato di Maria, S. Vito,  S. Rita e da alcuni anni anche  S. Pio da Pietrelcina.

Il Comitato del Bicentenario che si è costituito, coinvolgendo diverse agenzie culturali, sta programmando una serie di incontri  di carattere formativo,  per far conoscere meglio e valorizzare il patrimonio delle nostre Chiese. Contemporaneamente tutta l’attività pastorale  della Parrocchia, centrata sul tema della Missione, secondo le indicazioni del Piano Pastorale Diocesano, richiamerà  costantemente, nelle varie celebrazioni, i fedeli ad elevare un inno di lode e di ringraziamento al Signore per  tutto il bene che, malgrado i limiti e le debolezze umane, è stato realizzato,  con il sacrificio di tanti. Senza dimenticare “il martirio” di don Giuseppe Seggio, un parroco di S. Vito, assassinato nelle vicinanze della chiesa  il 5 maggio 1969,  la cui figura è stata ricordata, con grande concorso di popolo,   il 5 maggio 2009, nella ricorrenza del 40°;  in questa circostanza, al termine di una solenne concelebrazione di tutti i parroci della città, l’allora  Sindaco avv. Domenico Russello  ha scoperto una lapide marmorea,  collocata all’interno della Chiesa, donata  dall’Amministrazione Comunale.

A motivo di  quanto  significato e  in considerazione del fatto che, in relazione  alle particolari e difficili situazioni di oggi, si richiede a tutti i cristiani responsabili che frequentano la parrocchia un supplemento di impegno per uno stile ordinario di santificazione laicale nella quotidianità,  unitamente a tutta la  Comunità favarese  che   ha bisogno di vivere una rinnovata esperienza di purificazione e di  riconciliazione  nella devozione al Cuore Immacolato di Maria, (che è l’icona propria presente nella chiesa di S. Vito, con cui  200 anni fa i nostri antenati hanno espresso la divina maternità) ed ai  piedi della  grande Croce di Gesù che si innalza nel vicinissimo  Calvario ("A Cruci" ),

chiedo

una speciale indulgenza per tutti coloro che, in questo anno pastorale,  nei giorni festivi, a partire dalla celebrazione vespertina  della vigilia, del periodo quaresimale e pasquale, – alle solite condizioni - visiteranno la Chiesa S. Vito.  Inoltre  chiedo di estendere il beneficio spirituale, sempre a partire dalla celebrazione vespertina  della vigilia,   nei seguenti giorni : 15 giugno, memoria liturgica di S. Vito Martire; 5 agosto, memoria liturgica di S. Maria della Neve, nonché tutti i giorni festivi dei mesi di ottobre e novembre, i giorni della Novena dell’Immacolata, dal 29 novembre al 7 dicembre, giorno, quest’ultimo, della chiusura dell’anno Bicentenario.

Mi impegno a preparare opportunamente i fedeli sul  senso dell’indulgenza con appositi  incontri di catechesi.

Fiducioso in una benevola accoglienza di quanto richiesto, mi è gradito riconfermare, a nome mio personale, del Consiglio Pastorale Parrocchiale  e di tutto il Comitato del bicentenario,  sentimenti di devozione filiale, mentre  invoco sul mio ministero e sull’intera  Comunità  parrocchiale e favarese la Sua paterna benedizione.

Favara 16.01.2012

Sac. Diego Acquisto

Parroco

 

 

 

Avviati preparativi per le celebrazioni del bicentenario

 della Chiesa di San Vito 

AGRIGENTO OGGI  - novembre 10, 2011 

 di Don Diego Acquisto 

 

Importante riunione straordinaria nella sacrestia di S. Vito ieri sera, per decidere il da farsi per la ricorrenza del bicentenario della Chiesa. La decisione unanime è stata quella della costituzione di un Comitato per non fare passare sotto silenzio la storica ricorrenza. 

La Chiesa, nelle dimensioni attuali, al posto di una piccola cappella esistente da alcuni secoli precedenti, i cui lavori di costruzione erano iniziati negli ultimi anni del '700, è stata completata nel 1812, come chiaramente indica la scritta nella parte più alta dell'arcata principale. 

Presenti alla riunione straordinaria convocata dal Parroco: Lupo Carmelina, Lillo Montaperto, Rosetta Azzaretto, Dino Patti, Rosario Sutera, Giusy Ravarà, Franco Sciortino, Michele Vitello, Antonio Azzaretto, Rosetta Avarello, i fratelli Lillo e Totò Sciortino, Salvatore Pirrera, Rosario Pullara, Carmela Buggea, Alfonso Leone, Antonio Pirrone.

 E' stato deciso di dare solennità all'apertura dell'anno bicentenario, fissando la data per la prossima vigilia dell'Immacolata, il 7 dicembre p.v. con una solenne S. Messa, animata dalla Corale "Ierusalem", a cui seguirà la benedizione di una vetrata artistica raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, collocata nel prospetto centrale della Chiesa. 

A questa riunione ne seguirà a breve un'altra, - (a cui sicuramente parteciperanno altri elementi che vorranno aggiungersi al Comitato) - con finalità più direttamente operative, non solo per la divisione dei compiti, ma anche per coinvolgere operatori culturali della città ed agenzie educative, con momenti ed incontri di valenza spirituale e culturale, nell'arco di questo anno bicentenario, che si concluderà ancora per la vigilia dell'Immacolata, il 07 dicembre 2012.

Favara 10.11.2011

 

 

FAVARA 3 maggio - Ritrovamento della CROCE.  

Al CALVARIO: "Viaggiu 'a la CRUCI" e

 

 

COMUNICATO del  03.05.2011

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Oggi 3 maggio è la giornata in cui la tradizione cristiana ricorda il ritrovamento della Croce di Cristo.

A Favara il pensiero di tanti devoti va al Calvario dove sempre troneggia la CROCE. Per questo la CONFRATERNITA oggi terrà aperto il Calvario, dalle ore 9,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle ore 20,00. I fedeli così potranno alternarsi nelle visite e nelle preghiere tradizionali, sostando all’interno della Cappella, dove nel pomeriggio alle ore 18,30 sarà anche celebrata la S. Messa.

La devozione alla CROCE spinge tutti a momenti intesi di spiritualità. Perciò l’auspicio è che tra le varie intenzioni di preghiera, in sintonia con quanto in precedenza suggerito dai Parroci e dal Direttivo del CPC, non manchi la preghiera per la nostra Favara, in questo periodo in cui c’è il dovere di riflettere seriamente per dare un buon governo alla città.

 I cittadini favaresi si lascino illuminare dallo spirito del Signore, perché il 29 e 30 maggio p.v., liberandosi da ogni forma di condizionamento parentale o amicale, di partito o di gruppo, votino secondo coscienza, scegliendo persone animate da sincero spirito di servizio e che si reputino capaci di affrontare e risolvere al meglio - nei limiti del possibile - i gravi problemi della collettività favarese. E’ il modo migliore per onorare la ricorrenza del ritrovamento della CROCE di Cristo e testimoniare la propria coerenza cristiana nelle scelte concrete di vita.

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Un ritrovamento, quello della Croce di Cristo, collegato agli scavi voluti e compiuti al Calvario di Gerusalemme da S. Elena , mamma dell’imperatore Costantino, (imperatore dal 306 al 337), che con il famoso Editto di Milano (313) concesse la libertà di culto a Cristiani e chiuse il lungo e terribile periodo delle feroci persecuzioni. Di questi lavori al colle Golgota (in latino Calvario) abbiamo diverse testimonianze : da parte dello storico Eusebio di Cesarea (265-340); nei resoconti di diversi pellegrini a conclusione del loro pellegrinaggio; nel discorso “De Obitu Theodosii” (sulla morte di Teodosio) di S. Ambrogio, in cui il santo vescovo esplicitamente parla, tra l’altro, dell' “inventio Crucis” (ritrovamento della Croce).

Ai tempi delle Catechesi di S. Cirillo, vescovo di Gerusalemme (315-387 d.C), la Croce di Cristo, trovata da s. Elena, madre dell’imperatore, era già innalzata sulla roccia del Calvario (Golgota). Il complesso Calvario-Sepolcro formava un'unica struttura sacra: sul sepolcro Costantino aveva innalzato la chiesa dell'Anastasis cioè della Resurrezione (Anastasis in greco), che è tuttora una chiesa cristiana di Gerusalemme, sull'unico luogo della cui esistenza si possiedono prove archeologiche, che confermano la tradizione che indica quello come il luogo della crocifissione, unzione, sepoltura e resurrezione di Gesù. In questa Chiesa Cirillo teneva le sue catechesi mistagogiche. Nella tredicesima catechesi battesimale, parlando della Crocifissione e morte di Cristo, dice: “Fu vera la sua passione; vera infatti fu la sua crocifissione... Se invero qui ora lo negassi, insorgerebbero per confutarmi questo Golgota dove adesso siamo tutti riuniti”.

Radicata quindi nella coscienza del mondo cristiano, non solo la devozione alla Croce, ma anche la particolare sensibilità ad alcune date fissate dalla tradizione. Tra queste, quella del 3 maggio, anche se la riforma di Papa Paolo VI del 1970 ha lasciato come festa liturgica nel calendario solo quella del 14 settembre, festa dell’ “Esaltazione della Croce”.  

Favara 03.05.2011

 

Sac. Diego Acquisto

Parroco del Calvario ed Assistente Spirituale

della Confraternita della Santa Croce.

 

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Decalogo della pace

 

Decalogo della pace, formulato dal papa Giovanni Paolo II ad Assisi, il  24 gennaio 2002, quasi un compendio delle risoluzioni sottoscritte dai rappresentanti di tutte le principali religioni, fra cui, in primo luogo, quelle dei popoli coinvolti nel crudele conflitto in Terra Santa.

1. Noi ci impegniamo a proclamare la nostra ferma convinzione che la violenza e il terrorismo sono in opposizione ad un vero spirito religioso e, condannando ogni ricorso alla violenza e alla guerra in nome di Dio o della religione, noi ci impegniamo a fare tutto il possibile per sradicare le cause del terrorismo.

2. Noi ci impegniamo ad educare le persone al rispetto e alla stima reciproci, in modo che si possa raggiungere una coesistenza pacifica e solidale tra i membri di etnie, culture e religioni differenti.

3. Noi ci impegniamo a promuovere la cultura del dialogo, in modo da sviluppare la comprensione e la fiducia reciproche tra gli individui e tra i popoli, perché queste sono le condizioni d una pace autentica.

4. Noi ci impegniamo a difendere il diritto di ogni persona umana a condurre un'esistenza degna, conforme alla sua identità culturale, e a costituire liberamente una famiglia che le sia propria.

5. Noi ci impegniamo a dialogare con sincerità e pazienza, non considerando ciò che ci separa come un muro invalicabile, ma, al contrario, riconoscendo che il confronto con la diversità degli altri può divenire occasione di una più grande comprensione reciproca.

6. Noi ci impegniamo a perdonarci reciprocamente per gli errori e i pregiudizi del passato e del presente, e sostenerci nello sforzo comune per vincere l'egoismo e l'abuso, l'odio e la violenza, e per imparare dal passato che la pace senza giustizia non è una pace autentica.

7. Noi ci impegniamo ad essere dalla parte di coloro che soffrono per la miseria e l'abbandono, divenendo la voce dei senza-voce e lavorando concretamente per superare tali situazioni, convinti che nessuno può essere felice da solo.

8. Noi ci impegniamo a fare nostro il grido di coloro che non si rassegnano alla violenza ed al male, e desideriamo contribuire con tutte le nostre forze a dare all'umanità del nostro tempo una reale speranza di giustizia e di pace.

9. Noi ci impegniamo ad incoraggiare ogni iniziativa che promuova l'amicizia fra i popoli, convinti che, se manca una solida intesa tra i popoli, il progresso tecnologico espone il mondo a dei rischi crescenti di distruzione di morte.

10. Noi ci impegniamo a chiedere ai responsabili delle nazioni di fare tutti gli sforzi possibili perché, a livello nazionale e internazionale, sia costruito e consolidato un mondo di solidarietà e di pace fondata sulla giustizia.

 

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