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Radio Favara 101 - "LA VOCE del DIRETTORE" Rubrica settimanale di don Diego Acquisto Ogni sabato alle ore 7,30 - 11,30 - 14,30 - 18,30 ******************************************************* AVVISO del 1° dicembre 2007 Venerdì prossimo, 07.12.2007, alle ore 21, nella Cappella del Calvario, il Sindaco, avv. Mimmo Russello, incontrerà gli abitanti dei quartieri della Parrocchia S. Vito. L'incontro è organizzato dal Consiglio Pastorale Parrocchiale e dal Direttivo della Confraternita della "Santa Croce del Calvario".
La Chiesa siciliana contro l’assistenzialismo.
La Chiesa siciliana contro l’assistenzialismo. Si può sintetizzare così il pensiero dei Vescovi di Sicilia, in un recente dossier che analizza le fragilità socio-economiche della nostra isola. Si legge infatti: "La povertà della nostra isola è tale che l’assistenza non è più sufficiente. Anzi essa può diventare complicità". Parole chiarissime che non ammettono equivoci di sorta. E non si tratta della sintesi di un pensiero liberista o neo-liberista dell’ultima ora, ma della stringente logica di un’analisi, condotta con il patrocinio della Conferenza Episcopale siciliana, in cui, mettendo il dito sulla piaga, si individua nella pratica dell’assistenzialismo la causa dei mali del mancato sviluppo della Sicilia. In buona sostanza, per dirla in breve, i Vescovi siciliani dicono che uno Stato erogatore di sussidi innesca spirali viziose, che anziché fare bene, fanno male e provocano danni, perché non incentivano la creatività e quindi la molla dello sviluppo. Una lucidità di analisi che coglie di sorpresa molti, cioè tutti quelli che sono vittime di una cultura che fa pensare agli uomini di Chiesa come necessariamente "buonisti", legati ad una cultura di falsa carità o di "ovattato pietismo" - come si legge nel documento - tutta una cultura che non ha nulla da spartire con il vero messaggio del Vangelo, che tra le parabole ha anche quella dei talenti che devono essere trafficati, pena l’esclusione dal Regno. Il dossier che si inquadra nella logica della denuncia coraggiosa praticata ormai da tempo dalla Chiesa Siciliana, costituisce un invito pressante a ripensare il modello dello sviluppo, o forse è meglio dire, il modello del non sviluppo perseguito in Sicilia e che vede attribuita alla nostra isola la palma di regione italiana con la più iniqua distribuzione del reddito e della ricchezza. Il documento della Chiesa siciliana si avvale dei dati provenienti dai Centri di ascolto delle Caritas diocesane che presentano uno spaccato della situazione, sicuramente interessante. Ma soprattutto un’analisi propositiva che merita la migliore attenzione. Le misure assistenziali in Sicilia diventano croniche - si dice nel documento - con la creazione degli L.S.U., cioè dei lavoratori cosiddetti socialmente utili; i fenomeni di redistribuzione della ricchezza, ai limiti della truffa, con le pensioni di invalidità; l’inefficienza del sistema di formazione; il virus della criminalità organizzata; la completa assenza di mercato e delle sue regole, rappresentano tutti fattori che inducono ad accantonare definitivamente il metodo dell’assistenzialismo. Da qui, l’invito pressante ad operare secondo una logica di sviluppo, una logica cioè capace di stimolare la creatività, idonea ad innescare meccanismi autopropulsivi. Lapidaria - in questo senso, risulta la conclusione del Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, il Card. De Giorgi, che si rifiuta di considerare "una sfortunata fatalità" il mancato sviluppo e la perdurante fragilità del sistema socio-economico della Sicilia., che invece spiega con il "sommarsi di tante scelte e prassi inadeguate, lesive della dignità dell’uomo, come l’assistenzialismo ed il clientelismo"
La "Sagra dell’Agnello Pasquale" a Favara La "Sagra dell’Agnello Pasquale" celebra quest’anno la nona edizione. E’ in programma, infatti, dal 20 al 26 marzo, durante la Settimana Santa uno degli appuntamenti più attesi nel panorama delle sagre siciliane. Farà da cornice la ristrutturata piazza Cavour, ritornata allo splendore dopo un accurato intervento di riqualificazione e restauro. Ma sarà tutto il centro storico, con i suoi suggestivi vicoli arabi, ad ospitare gli espositori del tipico dolce di mandorla e pistacchio. "La sagra è un’occasione importante -afferma l’assessore al Turismo, Giuseppe Piscopo- per mettere in vetrina la genuinità e la qualità della tradizione dolciaria locale. I visitatori che verranno nel nostro centro, a soli 7 Km dalla Valle dei Templi di Agrigento, resteranno colpiti dalla bontà del dolce composto amalgamando sapientemente mandorla tritata e pistacchio". Il dolce viene modellato a forma di "agnello" dalle abili mani dei pasticcieri di Favara. Si commercializza soprattutto nel periodo pasquale, ma non manca chi lo produce nei restanti mesi dell’anno, seppur in formati diversi. "Da quest’anno –afferma con soddisfazione il sindaco Lorenzo Airò- grazie a "Medi-Fostak (dove "medi" sta per Mediterraneo e "fostak" per pistacchio, come le antiche popolazioni assiro-babilonesi chiamavano il frutto, ndr) il prodotto dolciario ha varcato i confini nazionali e inizia a conquistare i mercati dei Paesi bagnati dal Mediterraneo. I nostri pasticcieri, incoraggiati dall’incessante azione amministrativa, si sono recentemente costituiti in Consorzio per ottimizzarne la promozione e produzione". Rispetto alle scorse edizioni, da quest’anno la Sagra gode del patrocinio dell’Unione Europea che ha finanziato la promozione del prodotto dolciario nell’ambito del progetto comunitario "Medi-fostak", l’"oro verde" che rende unico nel suo genere l’agnello pasquale di Favara. Favara dunque capitale -durante la settimana che celebra i riti del venerdì Santo e della Pasqua- della promozione della microfiliera agroalimentare che vede coinvolte anche le città di Bronte, maggior produttore europeo di pistacchio, Andujar (Spagna), Menzel Temine (Tunisia) e Tasso (Grecia). Favara città dell’agnello pasquale, ma anche città dello zolfo e dell’architettura chiaramontana. L’itinerario turistico offerto parte dalla visita dell’imponente Castello Chiaramontano, della chiesa in barocchrtto del Rosario, del maestoso Duomo in stile lombardo-rinascimentale, dei vicoli che parlano arabo, della miniera di zolfo della Ciavolotta, delle antiche masserie, dei mulini ad acqua, dei siti archeologici. Notizie storiche sull’Agnello Pasquale. E’ il ripieno di pistacchio tritato la particolarità dell’agnello di Favara e che rende unico nel suo genere il dolce composto da mandorla tritata e zucchero. "Questo dolce – afferma Filippo Sciara, storico locale- veniva lavorato, in prossimità della Santa Pasqua, già ad inizio del ‘900 dalle suore del Collegio di Maria e la ricetta veniva tramandata oralmente. Di certo possiamo affermare che le origini si perdono nella storia e che tale uso è arrivato sino a noi, di generazione in generazione, attraverso la cultura orale. Un ruolo importantissimo è stato svolto dai monasteri, scrigni preziosi di pratiche religiose antichissime. Una delle prime ricette dell’Agnello Pasquale porta la data del 1898 ed è appartenuta ad una ricca famiglia della borghesia agraria e solfifera dell’Ottocento favarese. Si tratta di documenti eccezionali – continua Sciara- in cui si parla di pasta reale, impasto di farina di mandorle cotte e macinate in maniera finissima reso semisolido da zucchero sciolto in acqua calda e lavorato a mano". Le origini della Sagra. Se la preparazione dell’Agnello Pasquale e dei dolci di pasta reale viene effettuata dai laboratori di pasticceria e dalle famiglie da oltre cento anni, la Sagra ha invece una storia più recente. La prima edizione venne svolta durante la Pasqua del 1997 su un’iniziativa del Comune di Favara e della Pro Loco "Castello" all’interno del Collegio di Maria, monastero che tradizionalmente lavora il prodotto. Lo scopo principale è stato quello di esaltare le abilità artigianali dei pasticcieri per una migliore promozione di un dolce che trova ampio apprezzamento sul mercato. La Sagra dell’Agnello Pasquale ha avuto sempre come scenario siti storici e monumentali di pregio: dopo il chiostro del Collegio di Maria, già Palazzo De Marinis, e la chiesa di San Nicola, ubicata nel cuore del centro storico, l’evento da alcuni anni si svolge nel maestoso Castello Chiaramontano del XIII sec., recentemente ristrutturato e riportato al suo splendore architettonico. Tra le curiosità, da ricordare l’eccezionale preparazione di un Agnello Pasquale nell’edizione del 2003 dal peso di 202 Kg, lungo cm 160 e alto cm 90, ed iscritto nel Guinness dei primati. Sagra e Turismo La celebrazione della Sagra offre la possibilità al turista di visitare e ammirare i beni architettonici, archeologici e ambientali del centro storico e del territorio favarese. "Oltre alla visita del Castello Chiaramontano (sec. XIII), nei cui saloni viene ospitata la manifestazione, da segnalare -consiglia l’assessore al Turismo, Giuseppe Piscopo- anche la Chiesa del Rosario, costruita nel 1700, dichiarata monumento nazionale per i sontuosi stucchi in stile barocco ed il soffitto a cassettoni ligneo". Tra le numerose chiese quella più monumentale è senza dubbio il Duomo, a tre navate, in stile lombardo-rinascimentale e la cui cupola è alta ben 56 metri rispetto al piano stradale. Passeggiando per il centro storico, da segnalare il rione San Nicola e il Cortile Bentivegna, al cui interno si articolano ben sette piccoli cortili. Per informazioni – Assessorato al Turismo – Tel. 0922-438192 .Visite guidate: Pro Loco Castello – 3388294862 – Ass. Favara Tourist 3490633021 – Come raggiungere Favara In auto:da Palermo (Km 130) –SS 189 Palermo-Agrigento da Catania (Km 150) . Autostrada Ct.Pa – Uscita Caltanissetta – proseguire SS 640 Cl-Porto Empedocle In Treno Stazione Ferroviaria Agrigento Centrale (Km 8) FS Informa Tel 848 888088 In Autobus Da Palermo – Autoservizi Cuffaro – Via Balsamo (Stazione Centrale) Tel. 091- 6161510 Da Agrigento – Autoservizi S.A.I.S – Piazzale Rosselli – Tel . 0922 595933
Comunicato stampa sulla Chiesa-Moschea
Se fosse stata pensata solo per suscitare clamore mediatico, bisognerebbe onestamente riconoscere che l’idea è stata la più indovinata. Mi riferisco all’idea della Chiesa-Moschea lanciata dal Sindaco di Favara, dott. Lorenzo Airò, che ha sinceramente nel cuore il desiderio di costruire un nuovo clima di comprensione e di dialogo con i fratelli di religione musulmana. Fratelli con i quali è sicuramente fondamentale un rapporto di reciproco rispetto, ma nell’assoluta intransigenza sui valori di fondo che caratterizzano le due religioni, esclusa ogni forma di sincretismo e di particolarismo fittizio, come pure ogni ombra di confusione; cose tutte che ostacolerebbero, anziché favorire, il dialogo franco e sincero, senza agevolare un vero processo di integrazione. Mi sia consentito, pertanto, con tutto il riguardo che si deve a chi ha formulato la proposta della Chiesa-Moschea, - riguardo dovuto anche e non solo per il ruolo che riveste all’interno della Comunità - di esprimere pubblicamente il mio dissenso. La Chiesa deve essere Chiesa e la Moschea deve essere Moschea. I cristiani ed i musulmani hanno una fede radicalmente diversa ed inconciliabile del monoteismo, per cui è proprio necessario, oltre che conveniente, che i luoghi di culto per i praticanti delle due religioni siano distinti e diversi. Noi cristiani, senza fascini persuasivi - per dirla con S. Paolo - "predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei (un Dio fattosi carne) e stoltezza per i pagani (un Dio debole fino alla morte di Croce)". Naturalmente l’opinione di ritenere assolutamente inopportuna l’idea di una Chiesa-Moschea, non può significare che non ci possano essere mai, opportunamente preparati, momenti comuni di preghiera e di fraternità tra cristiani e musulmani. Ma se Favara, oltre ai tanti noti problemi, ha anche questo problema della necessità di avere una Moschea, si pensi pure a costruirla ed anche - se ci sono i soldi - a finanziarla con pubblico denaro, ma senza identificarla con una Chiesa, dove i cristiani celebrano l’Eucaristia, cioè il sacrificio della Croce, in cui nel segno del pane e del vino, il Figlio di Dio incarnato e Dio egli stesso, continua ad immolarsi per la salvezza di tutti. I cristiani abbiano il loro luogo di culto e così i musulmani; due luoghi distinti e diversi per riconoscere la signoria dell’unico Dio ed adorarlo, nella chiarezza, senza ombra alcuna di equivoci, né odiose attese di calendario e di turnazione per avere la possibilità di usufruire del luogo di preghiera. Favara 06.11.2004 Sac. Diego Acquisto
Arcidiocesi di Agrigento PARROCCHIA S. VITO FAVARA (AG) Favara 04.10.2004
Oggetto : Convocazione del Consiglio Pastorale Parrocchiale. Sabato 16 ottobre 2004 ore 19,15
La S. V. è invitata a partecipare alla prossima riunione del Consiglio Pastorale Parrocchiale, che si terrà sabato 16 ottobre 2004, alle ore 19,15, nei locali della Parrocchia, per discutere il seguente O. d. G. : -- Preghiera comunitaria. -- Lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente. –Presentazione da parte del Parroco delle linee generali del Piano Pastorale Diocesano 2004-2005: "Dall’ascolto alla comunione - pastorale integrata - Anno Eucaristico e iniziative varie come la staffetta eucaristica; catechesi eucaristica e per il recupero del valore giorno del Signore - manifestazioni della pietà popolare - nuova figura all’interno della parrocchia dell’operatore pastorale della cultura e della comunicazione". –Attività parrocchiali per il nuovo anno pastorale 2004-2005 : Catechesi, Apostolato della preghiera, Gruppo di Preghiera P. Pio, Gruppo giovanile, Liturgia (Pastorale ministeriale e possibile formazione del Gruppo ministranti), Associazione culturale "Giò ‘90 S. Vito", Comitato "Venerdì Santo" (Pietà popolare) - Pastorale familiare, Caritas . –Attività formative, culturali, ricreative e sportive col CSI. --Comunicazioni del Parroco: Direttive generali sugli appuntamenti diocesani e interparrocchiali . Calendarizzazione di alcune attività formative (Riunione Catechisti 1° sabato del mese e Apostolato della Preghiera; Gruppo Liturgico e "Tre giorni" formativa in Avvento e in Quaresima). --Varie ed eventuali. Si prega di non mancare, di essere puntuali e presenti sino alla conclusione della seduta. Una cordiale stretta di mano. Il Segretario Il Presidente delegato Cassaro Cascio Gabriella Dino Patti
Il Parroco Sac. Diego Acquisto
N.B. Per quanto riguarda le attività parrocchiali riferiranno al Consiglio i responsabili dei vari settori. (Calogera. Farini, Gabriella.Cassaro, Giusy. Sutera, Pasquale Ravarà, Dino Patti, Lillo Montaperto, Rosario Sutera, , Franco Sciortino, Giuseppe. Farini, Salvatore Sutera)
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