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PRECISAZIONE sul dibattito alla mia NOTA “S. Calogero e S. Giuseppe: Due Santi a confronto. Emergenza evangelizzazione anche a Favara”.

Ringrazio Sicilia-TV  per avere nuovamente  pubblicato la mia NOTA integralmente, a seguito del servizio in cui , legittimamente,  - dal giornalista che  lo ha curato -  il mio messaggio  è stato inquadrato (a partire dal titolo)  in una certa ottica  e con un taglio giornalistico  che, seppur legittimi, non colgono  il mio pensiero o, in qualche punto,  addirittura lo travisano del tutto .  Niente di  particolare, la cultura dei mass media ci ha largamente abituato  a questo e la correttezza della Redazione e Direzione che ha pubblicato sul portale, integralmente, la mia Nota, offre ai lettori più avvertiti la possibilità di confrontare e verificare.

Il punto in cui il mio pensiero è stato completamente travisato è l’affermazione per cui io avrei dato l’ok solo per la festa di S. Gaetano, mettendo sullo stesso piano la festa di S. Calogero e quella di S. Giuseppe. A leggere più attentamente si nota che non è così. Dopo aver parlato di S. Gaetano, parlo della festa di S. Giuseppe “anche questa con un’impostazione  programmatica decisamente diversa” rispetto a S. Calogero e quindi ne traggo la conseguenza, parlando di possibile “imbarazzo” che potranno avere gli organizzatori a spiegare come mai due pesi e due misure per i due Santi: sobrietà per S. Giuseppe e  sfarzo, lusso, “leggerezza”perS.Calogero.
Chiarito questo,  ribadisco la mia contrarietà all’inclusione  di concorsi di bellezza fisica per le feste dei Santi … cosa che io, sino ad ora, non avevo visto mai a Favara e in nessun altro paese della diocesi, dove pure, - come ho elencato - si svolge una variegata e talvolta discutibile serie di manifestazioni.

Un’altra precisazione che non sarebbe necessario fare, - ma che tuttavia forse è opportuno fare - è che non nego affatto tutto il bene spirituale che tanti fedeli traggono da queste feste dei Santi….. ed hanno tratto anche da questa festa di S. Calogero a Favara …. e per questo ho parlato non di “abolizione”, ma di “emergenza evangelizzazione anche a Favara” .

Riguardo ai post pubblicati dai devoti di S. Calogero … tutti esprimono la fisionomia spirituale di chi li ha scritto …. il proprio pensiero quando c’è … alcuni post  si commentano da sé…. tutti avete scelto di trincerarvi nell’anonimato… Da parte mia pur rispettando la scelta di ognuno, consentitemi di dire, anche in questa circostanza, che Favara, per migliorare celermente  ha bisogno di coraggio e di chiarezza.

Malgrado i miei limiti, credo di avere avviato un dibattito su un tema molto importante e delicato,  partendo da principi che non sono farina del mio sacco, ma provengono da valori spirituali e  teologici contenuti nel Vangelo e nei documenti magisteriali ; valori che proprio per le feste in Sicilia, un organismo qualificato come il Comitato dei Teologi ha richiamato. Su questo richiamo torno, umilmente, ad invitare tutti a riflettere, (liberandosi da inutili animosità e sterili ripicche che  servono solo a distogliere dalla riflessione nel merito), per un percorso di fede di qualità.

I pastoralisti, anche con i vostri post di commento (soprattutto gli ultimi che si sono aggiunti…), hanno materia abbondante  su cui riflettere… per dare orientamenti e direttive che possano incidere concretamente e positivamente anche sulla nostra realtà favarese …. Il servizio dell’Autorità  potrà fare sentire la sua voce…

Consentitemi la franchezza…. Se direttive ci saranno, io non credo proprio che arriveranno  a certe conclusioni … alcuni paletti sicuramente vanno posti, come postula la retta ragione e la fede …. e non si tratta di far prevalere la mia o la tua opinione …

In qualche post mi pare di notare qualche “graffiante” osservazione personale….. che accetto con rispetto e su cui rifletto, ma francamente … mi pare fuor di posto…. su qualche giornale ho letto di peggio … scomodando addirittura l’Inquisizione, così come si fa quasi sempre nei giornali laici (nel senso più negativo del termine), quando si è a corto di argomenti, per dare addosso ad un cattolico, laico o ecclesiastico che sia …. Un modo per volermi quasi  imporre  di stare zitto e non disturbare …. Ho trovato un certo conforto (è  azzardato quello che dico !) in qualcuna delle beatitudini evangeliche, che però richiede ben altro …

Personalmente vi confesso ancora che sento il peso di portarmi dietro il privilegio e la responsabilità di una presenza ultraquarantennale a Favara come Parroco, con tutto quello che questo significa … e se ho parlato con quel messaggio… è stato solo e unicamente per un invito serio alla riflessione per il bene di questa nostra Comunità …. Utilizzando, tra l’altro, una riflessione non mia… ma  di un autorevole collegio di Teologi su una festa siciliana,…. da adattare però anche a Favara, ma non solo….

Con sensi di stima, iniziando dalla Direzione e Redazione di Sicilia TV, saluto cordialmente  quanti sono intervenuti in questo dibattito, augurando un prosieguo fecondo di riflessione “ad maiorem Dei gloriam”, e buone vacanze….

Favara 10.08.2011

Sac. Diego Acquisto

Parroco S. Vito

   

Emergenza evangelizzazione a Favara

agosto 8, 2011

 

 FAVARA- (di don Diego Acquisto) – Mi pare che l’appello del Comitato dei Teologi,  richiamato in un mio precedente servizio a proposito dei festeggiamenti di S. Calogero ad Agrigento, si dimostri drammaticamente attuale anche per altre feste religiose, che, soprattutto in questo periodo estivo, si organizzano in vari centri della nostra vasta arcidiocesi agrigentina, in occasione di feste patronali e di Santi, il cui culto è particolarmente sentito da larghe fasce di popolo.

A proposito di una festa siciliana di qualche anno fa, quell’autorevole organismo voluto dai Vescovi italiani,   denunciava  che l’impostazione  generale rischiava di farla diventare una festa pagana, aggiungendo che costituiva un dovere per tutti “mettere in guardia da forme deviate della fede cristiana”.

Non solo. Si diceva che “la stessa enfasi posta su quel Santo …. rischiava di distogliere i fedeli dalla centralità ed essenzialità della figura di Cristo, scivolando spesso verso una forma di idolatria pagana”.

Forse, anzi penso che sicuramente ancora dalle nostre parti non si corra immediatamente questo pericolo, ma tuttavia  credo che sia  doveroso, per usare le parole di quell’autorevole appello, “mettere in guardia da una fede che diviene soltanto trionfalismo e teatralità esteriore, e che ha poco a che spartire con il messaggio evangelico autentico …”.

Al fine di mettere efficacemente “in guardia” i fedeli, non sembra sufficiente dividere, nell’unico manifesto che annuncia la festa del Santo, la parte liturgica e strettamente ecclesiale dalla parte ludica e “profana”,  dove abbonda e sovrabbonda di tutto e di più : una variegata gamma di iniziative coinvolgenti  che, se per un verso sono il segno di una vivacità e fantasia creativa ed organizzativa non indifferente, per un altro verso sollecitano un’attenta “governance” pastorale.

Perché  si va dall’annuncio dei “botti” agli artistici  e luminosi “giochi di artificio”,  alle rappresentazioni teatrali e cabarettistiche di vario genere e natura, alle mostre d’arte sacra e non, di pittura moderna, contemporanea  e futurista; all’esibizione di giocolieri improvvisati, a quella invece di  barzellettisti di professione, ma   di dubbio ed equivoco gusto;  alle sfilate di cavalli, alle sfilate  di gruppi folkloristici, di moda  e di  majorettes, alle serate  canore e di intrattenimento, con organizzazione di  festivals vari, per le varie fasce d’età;  alle iniziative più diverse di svago, con tornei e gare sportive di tutti i tipi; alle benemerite iniziative di  “solidarietà” e “integrazione”; all’inclusione nella fase preparatoria dei giorni precedenti la festa  – (come è avvenuto a Favara  per la festa di S. Calogero che si è conclusa ieri), anche, …  (sentite ! sentite !) … di una tappa del concorso nazionale “Una ragazza per il cinema, moda e fotogenia”, inserita nel programma dei festeggiamenti. Così per ben venti, fortunate ragazze, definite dai mass media ”bellezza-mozzafiato”,  si sono potute “spalancare” – sempre secondo  cronisti –  le porte per la finale regionale”. Ragazze che   hanno potuto partecipare con successo, mostrando le loro bellezze ed armonie anatomiche  ad un folto pubblico,  devoto di S. Calogero ed “entusiasta”,  ed ad una  qualificata giuria di esperti.

Naturalmente non sono mancate le tre vincitrici,  le cosiddette MISS, che, come d’obbligo, in queste circostanze, cioè in abiti succinti (si fa per dire !), (come del resto tutte le altre 17 ragazze che dovevano essere “esaminate” !), nella “commozione” generale  (che soprattutto si è impossessata fino alle lacrime delle dirette interessate), sono state premiate ed incoronate “reginette”.  Insomma una serata, che a Favara giurano non sarà facilmente dimenticata ed a cui anche il Sindaco non ha voluto  mancare.

A festeggiamenti conclusi, l’interrogativo, che a Favara non poche persone  responsabili e “pensose” si pongono, è  se sia il caso di includere  nei festeggiamenti di un Santo, anche questo tipo di manifestazioni, che,  anche nella cultura corrente, sono in genere giudicate tipicamente mondane.

E proprio ieri un numeroso gruppo di  450 devoti  di entrambi i sessi di S. Gaetano, che a Favara portano il nome, al maschile o al femminile, di questo Santo, non hanno voluto far passare sotto silenzio il loro onomastico. Hanno festeggiato il loro santo in modo però ben diverso : partecipazione ad una Messa solenne in Chiesa Madre e poi preghiere, con il seguito nella vicina piazza Cavour, davanti alla Chiesa del Purgatorio dove è conservata la statua di S. Gaetano:  un intervento del bravo ed estroso cabarettista favarese Gaetano Schifano, a cui è seguito, come da alcuni anni,  il lancio di una grande  mongolfiera  con la scritta “W S. GAETANO”. Una celebrazione di gioia  semplice ed innocente, con un fascino tuttavia particolare , ben diverso dal tipo di festeggiamenti sopra descritto!

Non solo ! C’è da dire che a Favara prossimamente,  - proprio a seguire –  si svolgeranno in una diecina di giorni i festeggiamenti in onore di S. Giuseppe, con un’impostazione programmatica , mi pare,  anche questa decisamente diversa.

I fedeli allora  si interrogheranno sulla  diversità di trattamento dei vari Santi e, in particolare,  di questi  due Santi, S. Calogero e S. Giuseppe, … con un certo ipotizzabile imbarazzo da parte di chi dovrà gestire gli eventi e potrà essere chiamato a  fornire qualche spiegazione.

Ma, a parte tutto, – a mio giudizio – il problema sicuramente merita una qualche attenzione e  sono sicuro che non sarà certamente sottovalutato dai nostri  attenti pastoralisti, di concerto con le competenti autorità ecclesiastiche e curiali.

 

Attesa la comunicazione della Curia sul trasferimento dei parroci

luglio 29, 2011

 ( di don Diego Acquisto) – Era attesa ieri, ma sembra ormai imminente la comunicazione ufficiale della Curia sul trasferimento dei Parroci, che hanno compiuto i nove anni di servizio pastorale nella parrocchia in cui a suo tempo sono stati nominati. Una disposizione questa della nomina “ad tempus”, per un massimo di nove anni, introdotta dalla CEI, subito dopo la promulgazione nel 1984 del Nuovo Codice del Diritto Canonico, che ha abrogato la vecchia normativa che stabiliva invece l’inamovibilità.

Così, fermo restando che quanti erano stati precedentemente nominati continuavano a mantenere quell’istituto giuridico, come autorevolmente e saggiamente si premurarono a precisare le più alte autorità ecclesiastiche su indicazione, pare, dello stesso Pontefice, a partire da quella data, tutte le  nomine dovevano espressamente indicare la scadenza, impossibile da fissare, come detto, oltre i nove anni. Una disposizione subito attuata dai Vescovi, ai quali comunque  lo stesso Codice di Diritto Canonico concede una larga discrezionalità, con la facoltà di proroga o di rinnovo, senza precisi limiti.

Due concezioni ed  impostazioni pastorali completamente diverse, l’inamovibilità e la nomina “ad tempus”, che come tutte le cose umane  hanno ognuna – come si dice – “i pro”  ed  “i contra”, aspetti cioè positivi e,  se non proprio negativi, sicuramente discutibili.

La diocesi di Agrigento, in questi ultimi due anni di servizio pastorale dell’arcivescovo don Franco, ha attuato su larga scala la logica dei trasferimenti, non solo dopo il compimento dei nove anni prescritti, ma in tanti casi anche prima. E adesso, per il terzo anno consecutivo, proprio in questi giorni, dopo i passaggi che sicuramente sono stati fatti con i diretti interessati, si è in ansia di conoscere i trasferimenti (si vocifera da 30 a 40) che saranno attuati poi, durante i mesi di settembre-ottobre   e comunque prima del nuovo anno di attività 2011-2012, il cui inizio ufficiale dal Piano Pastorale è fissato con la prima domenica di Avvento.

Un’ansia, questa dei trasferimenti, che, in questo momento si inserisce nello sgomento ancora vivo per l’improvvisa scomparsa dell’arciprete don Angelo Bongiovanni, il cui cuore è venuto improvvisamente meno.

La nuova prassi pastorale, che come abbiamo visto soprattutto l’anno scorso non ha mancato di creare problemi, (qualcuno dei quali rimasto insoluto), affonda le radici nel Documento conclusivo, approvato dall’Assemblea alla fine dell’anno dell’ascolto 2009-2010 che ha fornito indicazioni concrete in questo senso. Queste indicazioni forse però – come sostengono alcuni – devono essere  meglio interpretate e tradotte in prassi.

Quello che comunque appare certo è che la dimensione profetica della nostra fede, ci impone di vivere in costante atteggiamento di pentimento e di conversione, accettando il giudizio  che può  provenire non solo dalle persone ma anche   dalle situazioni, che mettono  a nudo valutazioni, scelte, decisioni e sentimenti inadeguati.

Anche il popolo d’Israele per maturare nella fede ha dovuto superare tante prove.  I profeti hanno saputo aprirlo al futuro, superando il rischio di chiusura in gruppi elitari e magari conventicole, con la “santa” presunzione  del diritto all’esclusiva, come può adesso avvenire  nella gestione di una parrocchia o della  stessa diocesi.

A parte comunque ogni legittima considerazione, mi pare ovvio che la partenza di un Parroco  non deve essere considerata una perdita per una Comunità, ma per entrambi, Parroco e Comunità, se il cambiamento è vissuto bene, deve diventare una rigenerazione.

Nel Parroco che ha accettato il trasferimento si richiede spirito di innovazione, umiltà, disponibilità, intelligenza, fede. Il reciproco affetto con la Comunità che ha servito non cambia, se è stato vero, semplice, schietto e sincero.

Nella Comunità, gratitudine per quanto vissuto e ricevuto, e contemporaneamente accoglienza sincera del nuovo Parroco, con i suoi doni, apertura alla fantasia della novità, evitando confronti nostalgici e paragoni infruttuosi.

Da parte di tutti, Parroco e Parrocchiani, grande capacità a sapere accogliere il passato per essere saggi tessitori del futuro, nella piena convinzione che poi, dovunque, è sempre  solo Dio che compone l’opera d’arte.

 

 

Comments

One Response to “Attesa la comunicazione della Curia sul trasferimento dei parroci”

 Sac. Diego Acquisto scrive: - 2 agosto 2011 alle 10:32 

Errare humanum est…Non sono un esperto di Diritto Canonico…mi scuso e ben volentieri accetto le correzioni di alcuni confratelli su qualche inesattezza ed errore…contenuti nel mio servizio, nel passo in cui affermo: “…la promulgazione nel 1984 del Nuovo Codice del Diritto Canonico, che ha abrogato la vecchia normativa che stabiliva invece l’inamovibilità…”

  – Il Codice di Diritto Canonico è stato promulgato da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 ed è entrato in vigore il 27 novembre dello stesso anno…

  — Il canone che parla dell’”inamovibilità” è il canone 522 che così recita :

“ Parochus stabilitate gaudeat oportet ideoque ad tempus indefinitum nominetur; ad certum tempus tantum ab Episcopo dioecesano nominari potest, si id ab Episcoporum conferentia per decretum admissum fuerit”.

Se comprendiamo bene ancora il latino…l’inamovibiltà non è stata quindi abrogata….ma è stata introdotta una norma sostanzialmente innovativa , in sintonia con alcune indicazioni del Conc.Vaticano II, concedendo al Vescovo diocesano la possibilità della nomina dei Parroci ad certum tempus, solo se “ab Episcoporum conferentia per decretum admissum fuerit”…cosa che, in Italia, la CEI ha fatto stabilendo i nove anni.

 

 

 

 

 

 

Auguri al consiglio comunale e al giovane presidente

luglio 1, 2011 by Redazione  

Filed under Editorial

  

( di don Diego Acquisto) – FAVARA -  Auguri a Leonardo Pitruzzella, giovane che da ora in poi avrò (ed avremo in tanti…)modo di conoscere, se non altro per l’alto ruolo che è stato chiamato a ricoprire…e che, sino ad ora, ho conosciuto solo in qualche fugace incontro, sufficiente tuttavia per rimanere positivamente colpito x la sua signorilità ed il garbo del suo tratto.

Non sono anche questi degli aspetti di cui ha bisogno la nostra Favara…che davvero deve pure mettersi alle spalle anche talune mancanze di stile da parte di consiglieri comunali…che, anche nella precedente legislatura…. non hanno fatto onore alle istituzioni ? Perché c’è modo e modo di far notare la propria presenza…di protestare… di reclamare… di dichiarare di non essere d’accordo…ecc.ecc….E’ risaputo infatti che dalle locali TV, più di una volta, è stato necessario tagliare alcune scene poco edificanti….per i giovani e x tutti , e…per rispetto soprattutto delle istituzioni…..

Colgo con piacere sul WEB l’unanimità di consensi sulla persona di Leonardo Pitruzzella …da parte di tante autorevoli personalità favaresi di diversa ed opposta militanza e formazione politica … Ma mi chiedo: Basterà solo questo per voltare pagina ? Io me lo auguro e credo che il giovane presidente del C.C farà per intero la sua parte.

Per qualcuno che non l’avesse capito, tengo a precisare che la mia proposta di assegnare la carica al FLi (tra l’altro antecedente alla sua designazione) tendeva unicamente a superare per il bene di Favara la possibile continuazione di quella che io già in passato ho definito una guerra “civile” inutilmente cruenta… che da tempo giudico un’anomalia tutta favarese… di una opposizione tra forze con la stessa ideale visione politica…cioè del centro-destra, …. Una situazione già negativamente sperimentata nella precedente amministrazione….. Favara, a mio giudizio, ha bisogno pure del contributo delle forze del centro-sinistra …in grado di incidere all’interno delle istituzioni e soprattutto nel tessuto sociale, a contatto con la gente… nei vicoli, nei cortili, nei quartieri…per portare avanti , così come nel passato migliore, tante istanze di giustizia sociale, contro ingiustificati favoritismi e privilegi … di equità nella possibilità di graduatorie trasparenti per usufruire delle opportunità dei posti di lavoro in base al merito ed al bisogno…ecc… nel risparmio del pubblico denaro, da utilizzare x le fasce sociali più deboli e non…per cose inutili e magari pedagogicamente dannose, come statue a chissà quale simbolo di libertààà… a costo di diverse decine di migliaia di euro del pubblico denaro,… forse solo per favorire chissà chi…

Insomma la cultura più sana di centro-sinistra, confrontandosi con quella più sana del centro destra, recuperando un ruolo connaturale alle sue fondanti idealità…(una cultura che a Favara man mano è venuta meno come tangibile presenza nel territorio…con le conseguenze negative che è difficile negare….)… superando una tendenza all’imborghesimento che forse si è largamente diffusa nella classe dirigente locale… deve riprendersi e dare spazio ad energie fresche e genuine … Urge in tutti uno scatto nuovo di consapevolezza e di impegno, perché quando si tocca il fondo non si può che risalire.

La Comunità Ecclesiale con i suoi organismi di corresponsabilità collegiale, CPC e commissioni, è disponibile a riconoscere, accogliere e/o dare apporti e contributi per far crescere positivamente il tessuto sociale favarese alla luce dei principi della Dottrina Sociale della Chiesa, che anche con Papa Benedetto non si stanca di stimolare ad una spiritualità incisiva di trasformazione per la costruzione di una città terrena a misura d’uomo.

Intanto auguri al nuovo Consiglio Comunale favarese veramente rinnovato nei suoi componenti; auguri di cuore al suo giovane Presidente, nonché alla giovane Erica Matina vice-presidente, una donna che per la prima volta a Favara viene eletta ad una carica istituzionale, nel delicato settore della rappresentanza della sovranità popolare!

 

AGRIGENTO OGGI  -  Questo articolo è stato mostrato a 201 lettori  - In data 23.6.2011 ore 7,11

L’assurda morte del giovane Salvatore Sorcegiugno 22, 2011 by Redazione  

(di Diego Acquisto) – “Nella comunione dì speranza e di carità che neppure la morte può spezzare, noi celebriamo il ricordo di questo nostro fratello SALVATORE PIO SAVERIO che non vive più tra di noi in questa vita terrena, ma vive in Dio”. “La voglia di vivere, il senso dell’amicizia, così come vissuti da questo giovane, per cui preghiamo e la cui salma è davanti a noi, costituiscono quasi il suo testamento spirituale e sono valori da non disperdere e non dimenticare, così come il suo sacrificio”. Si tratta di due pensieri, il primo iniziale ed il secondo finale, dell’omelia pronunciata durante la celebrazione della Messa esequiale di ieri, nella Chiesa del Cimitero di Favara, in suffragio del giovane diciassettenne Sorce Salvatore Pio Saverio, morto qualche giorno prima, il giorno stesso dell’uso per la prima volta di un nuovo ciclomotore, per un banalissimo incidente, che ancora gli esperti non riescono a capire bene.

Una Messa esequiale che ha visto la composta partecipazione di centinaia e centinaia di giovani, amici e compagni di scuola, visibilmente segnati dal tragico evento, e che perciò hanno piantato diverse scritte di affetto su striscioni, collocati in vari punti del percorso funebre sino all’ingresso e all’interno della stessa Chiesa del Cimitero, in cui si è svolta la celebrazione.

Il passo di Vangelo commentato, tratto da Luca (13,1-9), presenta Gesù che “legge” due eventi terribili di cronaca del suo tempo: un intervento violento dei soldati di Pilato, che, per sedare una rivolta, provoca la morte di diversi innocenti e il crollo improvviso di una torre che provoca 18 morti.

Gesù coglie l’occasione per richiamare tutti alla precarietà della vita ed a pensare che da un momento all’altro, anche per una banalità, si può chiudere improvvisamente la scena di questo mondo. E quindi sollecita il bisogno della conversione perché tutti siamo incamminati verso l’eternità. Inoltre Gesù corregge una distorta mentalità del suo tempo, che portava a pensare che le vittime di certe disgrazie fossero più peccatori degli altri. Gesù condanna questa mentalità e dice : “No, vi dico, ma se non vi convertirete perirete tutti allo stesso modo”. Le disgrazie, gli incidenti insomma non sono, come alcuni al tempo di Gesù pensavano, – ( e forse alcuni anche ai nostri giorni pensano), un segno di castigo nei confronti dei colpiti; sono semmai un ammonimento per tutti. Di fronte ad eventi del genere, – un banale incidente, inspiegabile, … ha provocato la morte prematura di Salvatore, un giovane, pieno di vita, pieno di voglia di vivere e di speranza di futuro, …un banale incidente… forse una buca sulla strada non vista…, forse qualche leggera distrazione che, lo ha portato a toccare in corsa lo spigolo del marciapiede ….Ecco che la gioia di un mezzo nuovo a disposizione, con tutti i progetti connessi di svago, di legittima spensieratezza, di gioia e di vita, in questo periodo estivo …. tutto improvvisamente crolla…finisce la vita del tempo ed inizia la vita eterna.

Non ci sono parole…c’è solo da soffrire e da pregare, e soffrendo e pregando, nella fede, riflettere sulla precarietà di questa vita, che comunque è la preparazione ad un’altra vita, una vita migliore, dove non ci sarà più “ne lutto, ne lamento, né dolore perché – come ci assicura la Parola di Dio – le cose di prima sono passate”. E dove quindi si raggiungerà quella pienezza a cui il cuore umano aspira. La morte, – anche la più assurda e drammatica, come in questo caso – la morte non è il male assoluto, ma è la porta attraverso la quale si passa da questa forma di esistenza, segnata da limiti, contraddizioni, illusioni, idoli vari, (dal denaro al mito ed ebbrezza della velocità…. idoli che esaltano una vita spericolata e da sballo…, senza preoccupazioni, senza doveri, senza far nulla, ricca solo di falsi allettamenti e divertimenti), ad una nuova forma di pienezza di vita, questa sì, davvero piena ed appagante, piena e beata, senza tutti quei falsi ed illusori ideali che segnano questa esistenza terrena e mietono vittime in tutte le fasce di età. Dalla morte accidentale del giovanissimo Salvatore, l’ammonimento quindi per tutti, giovani e meno giovani, non può che essere lo stesso di quello di Gesù, cioè l’urgenza della conversione. La vita scorre al di là della morte, nella “vita eterna”, che per noi, sulla terra, ancora in viaggio è una realtà sconosciuta. Ma per chi ha oltrepassato la soglia della morte, quella pienezza di vita, consapevolmente o meno, sempre desiderata…può diventare una consolante realtà…sottratta alla possibilità di perdita. Paolo scrive: 22 giugno 2011 alle 14:18 

Complimenti per il commento: finalmente qualcuno che ci parla di una realtà ancora a molti sconosciuta e a cui tutti siamo stati chiamati.

Infatti quel Gesù (che poche volte sentiamo nominare se non solo a messa), autore della Vita, che con la sua morte ha distrutto la morte e gettato nel lutto l’inferno e risorgendo ci ha ridato la Vita, ci apre scenari inimmaginabili e ci fa scoprire che se Lui ha scelto di vivere la nostra condizione umana è solamente per ridarci quella sua divina.

Questa realtà (della morte) è presente in ogni attimo della nostra vita terrena, la consapevolezza che essa ci può colpire in ogni istante è la consapevolezza di ogni cristiano che non vede essa come termine ultimo di ogni cosa ma giorno della nascita in cielo: infatti noi festeggiamo i nostri compleanni ricordando il giorno della nostra nascita, ma spesso dimentichiamo che festeggiamo i santi nel calendario nel giorno della loro nascita al cielo.

Coraggio. Siamo stati pensati dal Signore prima della creazione del mondo, così come siamo, anche con i nostri difetti ed Egli li ha inchiodati sulla Croce perché ha un Amore immenso per noi, per ciascuno di noi: consapevole del fatto che il Signore sarebbe disposto a morire di nuovo anche per un solo uomo. La nostra natura umana e la nostra condizione umana si ribella quotidianamente a questo annuncio di salvezza, ma egli non demorde, bussa al nostro cuore, ogni giorno, anche con degli eventi a noi incomprensibili come questo. La Pace. SCAMBIO di OPINIONI su FACEBOOK

Prof. Salvatore Sorce

La morte, – anche la più assurda e drammatica, come in questo caso – non è il male assoluto, ma è la porta attraverso la quale si passa da questa forma di esistenza, segnata da limiti, contraddizioni, illusioni, idoli vari, ad una nuova f...orma di pienezza di vita, questa sì, davvero piena ed appagante, piena e beata, senza tutti quei falsi ed illusori ideali che segnano questa esistenza terrena e mietono vittime in tutte le fasce di età. Questa parte d'articolo, peraltro ben scritto, l'ho voluta ripetere perchè mi sembra centrale e pregnante di significato. Ma, mi duole dirlo, molti potrebbero non sentirsi consolati, specie se non credenti. La forza della fede, in questi casi, aiuta solo coloro che credono e non gli altri. Capire sino in fondo la precarietà di questa nostra esistenza, pronta a chiudere il sipario nei momenti più inaspettati, non è cosa da poco. Auguro alla famiglia di questa giovane vittima di riuscire a trovare, ancora una volta, la forza per continuare e andare avanti.  Sac. Diego Acquisto

La parte conclusiva del tuo pregevole intervento mi trova pienamente d’accordo, soprattutto nella parte in cui dici: ” Capire sino in fondo la precarietà di questa nostra esistenza…. non è cosa da poco”, cosi come l’augurio che la famiglia, già precedentemente provata, trovi la forza x continuare e andare avanti. E, per grazia di Dio, ci sono tutte le premesse ! Il quesito che, inizialmente, ti sei posto,  devo confessarti che me lo sono posto anch’io ed a me stesso ho tentato di dare una risposta, che, senza nessuna presunzione di essere esaustiva, ma solo razionalmente da non disprezzare…ti  sottopongo….come pure la sottopongo a tutti gli amici di FB ! ....Partendo dall’ottica che ogni  essere ragionevole deve sempre liberarsi da ogni forma di sterile dogmatismo, io penso che anche quelli che fanno professione di ateismo o comunque si dichiarano scettici e/o  non credenti, ….forse e soprattutto in questi casi …. - a mio giudizio - dovrebbero mettere in discussione la loro forma mentis...cioè la loro non credenza...pungolati anche, non solo dal fatto che tanti altri di non minore intelligenza  nella fede trovano consolazione di fronte ad episodi drammaticamente assurdi, su cui la ragione umana non ha spiegazioni razionali e convincenti….(il grande mistero del dolore…. Innocente….accolto ed offerto x amore del Crocifisso x i credenti)…, ma anche dall’assurdità delle possibili conseguenze pratiche (cioè il fallimento completo di tutto x  la disperazione assoluta ed il conseguente …suicidio..). Tra i principi di un corretto ragionamento logico, per verificare la validità delle premesse,  bisogna  ricorrere anche al principio di valutare le conclusioni e se queste risultano assolutamente non accettabili , assurde e disastrose , qualche dubbio sulle premesse deve necessariamente porsi…ed iniziare una nuova riflessione.  I latini dicevano: “Atqui falsum consequens ergo et antecedens” !  Cioè: “Siccome  sono false le conseguenze, si deve dedurre che lo siano anche le premesse” ! - A me pare un principio  razionalmente accettabile ! --A Vittorio Chirminisi e Santo Pitruzzella piace questo elemento..

Giuseppe Danile

 Massima solidarietà a questi poveri genitori,affogati nel dolore....l'amore di Dio li farà rialzare.

Salvatore Sorce E, in effetti, lo è. Qui mi piace ricordare il principio del sillogismo Aristotelico da te rievocato involontariamente. Aristotele portava sempre l'esempio che segue ai suoi discepoli per dimostrare che i ragionamenti, per essere logici, so...no sempre formati da tre parti essenziali: Premessa maggiore, premessa minore e logica conclusione. Un esempio riportato da lui stesso è il seguente: 1) Tutti gli uomini sono mortali (premessa maggiore); 2)Tutti i greci sono uomini (premessa minore); 3) Dunque tutti i greci sono mortali (conclusione). In realtà, può essere dimostrato anche il contrario se si parte da una premessa maggiore sbagliata. Esempio: 1) Ogni animale vola (premessa maggiore); 2) L'asino è un animale (premessa minore); 3) Dunque l'asino vola. In quest'ultimo esempio si dimostra che nella logicità del ragionamento viene falsata la realtà, dunque, logica conclusione vuole che si tratta di un falso ragionamento anche se logico. Ma per rientrare nel nostro discorso, essere atei o agnostici dimostra solo un atteggiamento di scelta e non di contenuto. Senza ricorrere a Sant'Agostino o a San Tommaso D'Aquino con la sua Summa Teologia, nessuno, a mio modesto avviso, può dimostrare l'inesistenza di Dio e come logica conseguenza si ad-viene alla sua possibile esistenza. Dunque, mi chiedo: come fa un ateo a definirsi tale? Tutto il resto, davanti alla drammatica esistenza del nostro vivere, poco importa nei ragionamenti dell'ateo o del credente, per nulla potranno cambiare la realtà per come l'ha concepita Dio.Se siamo credenti, allora riusciremo meglio di altri a sostenere le sofferenze di questa vita. Se atei .... , beh, troveranno loro la maniera di consolarsi. Fiat Voluntas Dei.

Vittorio Chirminisi 

Nostri ragionamenti per quanto logici sono sempre limitati specialmente sulla esistenza di Dio e sulla drammaticità della esistenza umana...l'unica cosa che ci può dare una qualche certezza, a mio modestissimo parere , è la fede che si ha in Dio e nella religione, ,l' ateo, invece, pur avendo anche lui la certezza della non esistenza di Dio., la sua esistenza è drammatica, perché è divorata da continui dubbi.....!

Salvatore Sorce 

Scusa Vittorio, la mia prendila come una battuta, ma un comunista falce e martello come lo sei stato tu, può conciliare fede religiosa e credo ideologico di sinistra?

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13.06.2011

Lettera aperta al  caro Sasà Manganella

nuovo Sindaco di Favara

 

In democrazia la maggioranza decide ed a Favara la maggioranza  di coloro che si sono recati a votare al turno di ballottaggio, ha deciso di affidarti la guida della Città per i prossimi cinque anni.

Onore al tuo competitore dott. Carmelo Vitello, che ha sfiorato il 50% dei consensi; adesso a te l’onore e l’onere non indifferente di dare puntuali e tempestive risposte alla città, trasformando in realtà il sogno, da tempo coltivato, di “un giorno diverso”. Per questo non ti deve mancare, -  e sono sicuro non ti mancherà – la collaborazione piena e leale degli assessori che le forze politiche della “Coalizione di responsabilità” ti hanno messo accanto, ed ai quali,  nel più breve tempo possibile,  darai la delega nel settore ad ognuno più congeniale per potere servire meglio la città. L’assegnazione delle deleghe, il modo  e la tempistica  di attuazione, sarà  per la cittadinanza  il primo e concreto  banco di prova di responsabilità per l’inizio di questo “giorno diverso”, così come dovrà successivamente avvenire per  il Consiglio Comunale che dovrà pure celermente darsi i suoi organi di funzionamento e di governo. Favara ha davvero bisogno di voltare pagina, mettendosi decisamente alle spalle atteggiamenti e comportamenti del recente passato, che hanno negativamente caratterizzato, specialmente negli ultimi anni, la vita politica ed amministrativa, con i problemi sul tappeto ben esaminati durante la campagna elettorale, che, comunque, sono sotto gli occhi di tutti  e che  attendono di essere da tutti   affrontati con spirito nuovo e decisa volontà di avviarli a soluzione. 

Caro Sindaco, il tuo entusiasmo, la tua sincera volontà di servizio, la tua competenza e dirittura morale, saranno il titolo  con il quale potrai esigere da tutti -  cittadini, dirigenti, burocrati,  dipendenti comunali ai vari livelli, ognuno per la sua parte e per il suo ruolo per il bene ed   a servizio della collettività - l’impegno necessario ad avviare sensibilmente il cambiamento per costruire una città a misura d’uomo, nel rispetto della pari dignità di tutti.  E se una preferenza deve essere data, questa deve essere riservata alla fasce sociali più deboli e socialmente svantaggiate. La democrazia è un valore prezioso,  anche perché  è un modello di vita  sociale basato sul consenso e sulla partecipazione, con la guida di chi è stato liberamente scelto dal popolo.  Credo che a Favara ogni tanto non sarà del tutto inutile richiamare alcuni principi fondamentali di convivenza democratica.

 Ed  anzitutto nella particolare nostra situazione favarese -  dopo il travaglio delle ultime esperienze consumate nella precedente sindacatura dell’avv. Domenico Russello, persona integerrima e stimata -   si impone  subito la priorità  di un tempestivo e deciso recupero del primato della politica sulla burocrazia. Ciò, anche al fine , per esempio,  di contribuire a migliorare taluni servizi, che non si capisce per quale motivo, per esempio sul piano del decoro del luogo sacro del cimitero o della riparazione di alcune buche stradali e dei conseguenti pericoli indicati da transenne, si trascinano da mesi e mesi. Conoscendo il tuo stile popolare  di vita ed il tuo modo di fare efficace e concreto, mi auguro che tu prima di chiuderti nel tuo ufficio, ogni giorno farai un  giro per la città, accompagnato sempre da  un’agenda, per   accogliere possibili richieste di cittadini, o, ancora meglio  segnarti  tu stesso quanto di tua  diretta  osservazione, e che può subito essere riparato nel giro di qualche giorno, e non costituire, inspiegabilmente, disturbo e pericolo per settimane e mesi.  Tante trascuratezze, che costituiscono la povertà del Comune, possono essere davvero evitate ed il buon governo di una Città, oltre che dalla progettualità a lunga scadenza, sicuramente necessaria ed importante,  è fatto  pure – e forse soprattutto – dalle  tante piccole cose, che sono poi quelle che intanto danno immediatamente fiducia e speranza ai cittadini. Nei tuoi frequenti interventi televisivi sarà  perciò meglio che le parole trovino concreto riscontro in opere concrete. Sicuramente non dimenticheremo mai che la tua elezione sul filo di lana nei riguardi del tuo valido competitore, si concretizzava, sul finire della giornata festiva del Santo Patrono di Favara, S. Antonio da Padova. Questo  santo  nei suoi discorsi infuocati al popolo sui problemi concreti del tempo, ebbe,  tra l’altro,  a dire un pensiero che dovrebbe fare riflettere tutti i predicatori ecclesiastici, ma non solo : “La predica è efficace quando parlano le opere. …Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere, e così siamo maledetti dal Signore, perché egli maledì il fico, in cui non trovò frutto, ma solo foglie".  Durante  la tua Sindacatura, valorizzando anche i sacrifici dell’avv. Russello,   con il rapporto che vorrai e saprai sicuramente instaurare, con gli Assessori, con il Consiglio Comunale, con le  varie forze politiche, il comune auspicio è che  si possa riprendere  la voglia ed il gusto della dignità e della rettitudine  per il “nuovo giorno” a cui Favara ha diritto. AUGURI. Sac. Diego Acquisto

Parroco S. VITO

 

 

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AGRIGENTO OGGI - Favara, ultimi giorni per scegliere il sindaco

Ballottaggio domenica prossima 12 giugno e lunedì 13

giugno 8, 2011 by Staff   

Filed under 1ª pagina, In evidenza, Politica

FAVARA – (di Diego Acquisto) – Vitello o Manganella ? Chi scegliere ? Chi dei due raccoglierà più consensi e sarà in grado di guidare meglio Favara, dopo le dimissioni di Russello? Sono gli interrogativi che si pongono nel loro animo tutti i favaresi in preparazione al ballottaggio. Proprio tutti, sollecitati anche dalla Chiesa locale che ripetutamente ha fatto appello alla  coscienza , invitando a superare condizionamenti di qualsiasi genere, per scegliere puntando unicamente al bene della Città, che sicuramente sta attraversando un periodo tra i più difficili della sua storia.

Tentando di dare una lettura dei pensieri che passano per la mente di tanti sui due candidati rimasti in lizza, – a parte la loro cultura di sinistra e quindi l’anomalia della loro presenza a capo di due raggruppamenti di destra – alcuni pessimisticamente, osservano: Vitello , persona seria su cui niente si può veramente dire di negativo, ma la sua candidatura viene giudicata “affrettata e nata proprio all’ultimo momento, frutto di meccanismi non del tutto chiari e limpidi” ;   Manganella, personaggio largamente popolare, ma ancora più a sinistra del primo, mette la sua faccia per una candidatura, si dice, “nata all’interno di una ‘gabbia’ di contendenti accomunati dall’unico scopo di spartirsi le ossa di un paese disossato dalla precedente o precedenti amministrazioni”. Nella crudezza del linguaggio una valutazione sommaria e certamente ingenerosa per entrambi. A noi però sembra che una fascia, a nostro giudizio maggioritaria, invita a valutare con spirito diverso e con più saggezza pratica e concreta la situazione. Entrambi, hanno un’esperienza politico-amministrativa non indifferente alle spalle; da questo punto di vista sono entrambi persone sicuramente affidabili, perché in grado di affrontare i problemi non facili della città e intanto bisogna prendere atto della loro disponibilità e del loro coraggio. La politica, si osserva, è l’arte dell’impegno nel possibile e nel concreto delle situazioni….se non si vuole restare sulle nuvole e abbandonarsi solo a fantasiose e sterili contestazioni. Data la quasi scomparsa della sinistra ( presente solo con due consiglieri su 30, uno del PD e uno di Rifond. Com. )in Consiglio Comunale nel prossimo quinquennio, spiace la mancata presenza in Consiglio Comunale di tante energie valide (provenienti dal PCI, PDS, DS, sino al PD) , considerata dalle persone più sagge un danno per la collettività favarese.   E di questo la colpa viene data a capi-bastone, che, favorendo la permanenza degli anziani del Partito, non hanno favorito l’ascesa delle energie più giovani, con il risultato di una quasi totale scomparsa del PD a Favara, in controtendenza a quanto avviene in genere in Italia dovunque in questo momento. Un auspicio largamente condiviso è sicuramente il seguente : Per Favara, per i Partiti puniti dopo il primo turno, nel corso della riflessione di questi ultimi giorni, per vincere l’insidie della stanchezza e della sfiducia, eliminare alla radice il tarlo del pessimismo inconcludente, appare utile e sicuramente balsamico per le ferite personali e di gruppo, la riflessione sul seguente esergo bonhoefferiano, che prendo da un volume pubblicato nel 2007 da un’eminente personalità su temi che riguardano l’impegno proprio nel sociale e nel politico : “ La speranza consente di tenere alta la testa quando sembra che tutto fallisca. Una forza che non lascia mai il futuro agli avversari”.Diego Acquisto

8.6.2011

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FAVARA - ELEZIONI AMMINISTRATIVE  29-05-2011

VERSO il BALLOTTAGGIO che si svolgerà il prossimo 12-13 giugno

Chi sarà il nuovo Sindaco ?  MANGANELLA  o  VITELLO ?

A Favara gelosi della loro sovranità, ora ballottaggio

maggio 31, 2011  Direttore  1ª pagina(articolo pubblicato su agrigentooggi.it)iticaTop News

  

A Favara, tra i quattro candidati a Sindaco, Antonio Valenti – Luigi Sferrazza – Carmelo Vitello – Sasà Manganella – dopo il primo turno, emerge chiaramente la volontà popolare che ha concentrato l’attenzione  sugli ultimi due, cioè Sasà Manganella e Carmelo Vitello, sui quali ha riversato complessivamente oltre l’80% dei suffragi, senza però assegnare a nessuno dei due il minimo prescritto dalla legge, cioè il 50% + 1.  E quindi sarà il ballottaggio, del 12 e 13 giugno prossimo, che deciderà chi dei due sarà il nuovo Sindaco d Favara.

Credo che ognuno dei due, in questo momento, senta la grande responsabilità che i cittadini gli hanno caricato sulle spalle, a prescindere dai Partiti da cui sono stati presentati, verso i quali ambedue hanno sicuramente qualcosa di dire: Sasà Manganella per un verso e Carmelo Vitello per un altro verso.

E cioè: Sasà Manganella, che ha ricevuto il 46,43%, se per un verso esprime soddisfazione, perché la “Coalizione di responsabilità” (formata delle sei liste: PDL, MPA,FdS+Primavera Favarese-PID-Favara Futura-Per Favara) che lo ha posposto, ha superato complessivamente il 60% dei consensi, assicurandosi già la maggioranza in Consiglio Comunale, contestualmente prova una certa amarezza, per non avere vinto al primo turno, avendone chiaramente la possibilità. Carmelo Vitello,al contrario, rileva con una certa soddisfazione, che con il 37,15% dei consensi che ha ricevuto, ha largamente superato le due liste di appoggio che lo hanno presentato, cioè FLI e la Lista Civica (un po’ raffazzonata) “Ripensare Favara”. Insomma, a mio giudizio entrambi, Manganella e Vitello, hanno motivo di prendere in qualche modo le distanze dai rispettivi partiti con loro apparentati al primo turno. E forse questo può essere salutare non solo per loro, ma anche per la città, visto il condizionamento talvolta pesante e negativo che i Partiti esercitano sul Sindaco nel prosieguo della sua azione di governo della città.

A Favara i cittadini si sono ampiamente avvalsi della possibilità del voto disgiunto. Un messaggio chiaro per i capi-Partito che non si devono mai illudere di potere decidere tutto a tavolino. 

Con il voto disgiunto i favaresi si sono mostrati gelosi della loro sovranità, decidendo di non decidere e rinviando al secondo turno la scelta definitiva della persona più idonea, coerente, capace ed equilibrata per guidare meglio la città.

Intanto, viene da pensare che sia Vitello che Manganella rifletteranno e subito metteranno in atto la migliore strategia per attirare il consenso dei cittadini sulla loro persona e sul loro programma, determinando – (perché no ?) – eventualmente – una rivoluzione nel quadro delle stesse alleanze e degli apparentamenti, nel completamento della squadra degli assessori, in vista del turno di ballottaggio.  Possibili le scomposizioni e le ricomposizioni all’interno delle due alleanze, che possono determinare anche cambiamenti di umori per il recupero di quel 17 per cento totalizzato dal duo Sferrazza-Valenti, ma non solo.  Tutto può essere messo in discussione per il bene della Città e per interpretare al meglio la volontà popolare di cambiamento, così come in questo primo turno è già emersa.

Ai due candidati rimasti in lizza c’è da augurare di continuare a confrontarsi con il proprio competitore con quell’eleganza e quello stile che sino a questo momento hanno caratterizzato il confronto a quattro.  Non so che cosa faranno Sferrazza e Valenti, persone a cui bisogna esprimere stima e gratitudine per la disponibilità offerta alla città, che, comunque continueranno sicuramente a volere servire in ruoli e mansioni diverse, concorrendo al suo bene in tutti i modi possibili, anche se non dovessero ritenere di dare concrete indicazioni di voto per il turno di ballottaggio.

E per il turno di ballottaggio qualcosa bisogna subito dirla. Il sentire di tutte le persone responsabili a cui io mi associo senza riserve, è sicuramente è quello di invitare fin da ora a non disertare le urne, per impedire che siano solo pochi a decidere per tutti.

In secondo luogo, l’invito è sempre quello di votare secondo coscienza e scegliere con matura coscienza civica unicamente per il bene della città, respingendo, possibili e maldestri tentativi di turbamento e condizionamento. Insomma l’augurio di una seria riflessione, in queste due settimane, per giudicare chi dei due – tra Vitello e Manganella– potrà meglio, nel concreto, aiutare Favara a risollevarsi ed iniziare quel “nuovo giorno” ricco di quei valori che veramente possono determinare un riscatto morale ed un salto positivo di qualità di questa nostra amata città. Diego Acquisto

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Bisogna dare atto a tutti e quattro i candidati a sindaco di coraggio e chiarezza nella loro proposta politica, ringraziarli ed essere loro grati x la loro disponibilità a scendere in campo in un momento difficile per la città, con problemi gravissimi sul tappeto da affrontare ed iniziare a risolvere.

I responsabili dei vari Partiti hanno fatto, a tavolino, i loro accordi, i loro apparentamenti e le loro scelte, presentando… bandiere …anomale…IL POPOLO SOVRANO con il voto disgiunto, geloso delle sue prerogative ha scelto intanto di non scegliere, concentrando però su Vitello e Manganella oltre l’80% dei voti…e concedendosi un supplemento di riflessione, ha rinviato la scelta definitiva al ballottaggio…Credo che sia giunto il momento per i due, largamente votati, di prendere in qualche modo le distanze dai Partiti, che x i loro “interessi” li hanno presentati e puntando ognuno unicamente al “nuovo giorno” da iniziare x Favara, procedano senza indugio ad eventuali scomposizioni e ricomposizioni…alla luce del sole… per il recupero di quel serbatoio del 17% circa di voti totalizzato dal duo Sferrazza-Valenti…I giovani faranno bene ad iniziare subito a far sentire forte la loro voce ed aprire una fase nuova di rapporti politici… collegata anche con l’evolversi della situazione generale…AUGURI al duo Vitello-Manganella e speriamo bene x la città ! 

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Scomparso dalla scena il PD che pur proponeva una persona autorevolisssima e sicuramente tra le più significative e preparate come l’architetto dott. Luigi Sferrazza (che rappresentava anche Rifondazione Comunista e alcuni circoli di sinistra) a me pare che il confronto adesso e la responsabilità della scelta, sia solo tra le forze del centro- destra, che però hanno come bandiera di riferimento due uomini di sinistra : Vitello con un glorioso passato socialista, ma che negli ultimi anni è transitato dal PDL e da FdS, restando tuttavia sempre legato all’ideale socialista, e Manganella, comunista, militante ed attivista del vecchio PCI, diventato poi PDS, e quindi DS, e quindi ancora PD senza   la S finale; dal quale ultimo, Sasà Manganella senza passare dal PD, ha formato a Favara un movimento politico autonomo, denominato “Primavera Favarese” , d'impronta più massimalista che riformista, rispetto al PD, giudicato da Manganella - dicono alcuni - "moderato".Due uomini di sinistra, Vitello e Manganella, con un travaglio ed un percorso diverso, ma ambedue validi e in grado di affrontare la grave situazione della città…Alle forze di destra la scelta ! Un “in bocca al lupo”, unicamente finalizzato al bene di Favara, ad entrambi !++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

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Favara, ecco i quattro candidati a sindaco 

 - ( Servizio pubblicato su AGRIGENTO OGGI) - 05-05-2011

Alla scadenza, regolare a Favara la presentazione delle liste per il rinnovo del Consiglio Comunale e dei candidati a Sindaco, che sono quattro: Valenti, Manganella, Sferrazza e Vitello. Un certo senso di stanchezza e di disaffezione si avvertiva nei giorni scorsi, con notizie che circolavano sulla difficoltà da parte dei responsabili a formare le liste. Cosa che adesso, a presentazione avvenuta, vediamo corrispondere alla realtà, dato che rispetto alla volta scorsa i candidati al Consiglio Comunale sono pressoché dimezzati. Non così invece per i candidati a Sindaco che da tre, quanti erano la volta scorsa al primo turno, sono passati a quattro. Quattro rispettabilissime persone coraggiose, che si sono candidate a Sindaco per affrontare i gravissimi problemi di Favara. Quattro uomini, tutti non nuovi alla politica, con un differente passato politico alle spalle, e possiamo proprio dire che sono politici di lungo corso, per essere sulla scena politico-amministrativa della città da diversi decenni e quindi tutti ben noti ai cittadini favaresi. I quali così, - da questo punto di vista - sono avvantaggiati - nel doveroso discernimento, ed avranno il compito alleviato nel dovere morale di ben riflettere prima del voto nel segreto dell'urna. I commenti che si colgono tra la gente e quelli che cominciano ad impazzare sul web, per la verità, non sono positivi, ma , a ben riflettere, rispecchiano la situazione politica generale che c'è in Italia, con la caduta delle ideologie e la conseguente disaffezione dai partiti, che da non pochi vengono giudicati morti. I quattro candidati hanno tutti un travagliato percorso politico, talvolta anche in stridente divergenza con l'approdo finale, cioè con le liste che hanno presentato la loro candidatura. 

- Antonio Valenti viene presentato da Sicilia Vera, - ( un movimento autonomista di recente formazione che ha il suo leader regionale nell'on. Cateno De Luca) - proviene nella sua giovinezza dalle file della Democrazia Cristiana, passando poi al Partito Popolare, e quindi a Forza Italia ed al PDL, e quindi ancora nel corso delle recente legislatura comunale, con l'MPA del presidente Raffaele Lombardo, abbandonato proprio qualche settimana fa, prima della presentazione della sua candidatura a Sindaco da parte di Sicilia Vera. 

- Rosario Manganella è stato un uomo del PCI/DS/PD, e quindi comunista DOC, ma sicuramente in questo percorso all'interno della sinistra ha vissuto un travaglio culturale e spirituale, caratterizzato anche da rotture e difficoltà di tipo relazionale con diversi dirigenti del Partito, al punto che, quattro anni fa, nelle precedenti elezioni amministrative formava una lista civica di netta contestazione , denominata "Primavera favarese" che contribuiva a non fare rieleggere il diessino Airò. Nell'ultimo biennio è transitato nell'MPA, nominato locale ordinatore del Partito. Adesso, uscendo dall'MPA, ha contribuito a formare un'unica lista tra il suo movimento con FdS, e viene presentato, oltre che dalla lista dell'MPA, anche da quella del PDL dell'On. Bosco e da due liste civiche formate rispettivamente da uomini dell'UDC e da FLi. Una candidatura, questa di Manganella che, non per la persona, ma per il suo passato politico, fa storcere il muso, soprattutto a quanti non hanno seguito e capito il suo travaglio. Un travaglio, questo di Manganella che lo ha portato ad avvicinarsi gradualmente a posizioni sociali da cui prima era distante, al punto anche di avere avuto affidato un nuovo Circolo-Patronato delle ACLI, recentemente inaugurato e benedetto in Piazza Cavour. 

-Luigi Sferrazza, personalità forte e preparata, in questa competizione è senza dubbio il più chiaramente riconoscibile. Da quando all'inizio degli anni '70, con la fondazione di una Comunità Cristiana di base, fece la scelta dei "Cristiani per i socialismo", è stato sempre qualificato ed apprezzato esponente del Partito Comunista Italiano, e poi del PDS, DS e quindi PD, sempre in ruoli di responsabilità e visibilità, sino a quest'ultimo quadriennio della sindacatura Russello, in cui ha ricoperto la carica di capo gruppo del PD in Consiglio Comunale, tentando in ogni modo di fare uscire dall'isolamento e rilanciare il PD con operazioni talvolta azzardate e accordi anche discutibili. Nelle ultime elezioni amministrative il Partito è sceso ai minimi storici, pur avendo visto, per esempio nel 2002, l'elezione del proprio candidato Sindaco con Lorenzo Airò. Adesso la candidatura di Sferrazza, senza collegamento con altre forze, tranne l'accordo con Rifondazione Comunista, se non dovesse servire ad altro, servirà quanto meno a contare le adesioni ai due Partiti. 

-Carmelo Vitello, persona seria e stimato professionista come medico, è stato sempre socialista, come consigliere ed assessore provinciale, come consigliere e assessore comunale a Favara, come presidente del Consiglio Comunale e Vice Sindaco con Lorenzo Airò. Tre anni fa è transitato nel gruppo dei consiglieri comunali del PDL dell'on. Cimino, e quindi con FdS. Adesso come candidato a fare il Sindaco di Favara, viene presentato dal il FLi dell'on. Gentile . 

Chi scrive sente doverosamente di formulare i migliori auguri a tutti e quattro i candidati a sindaco, per la disponibilità ed il coraggio che, malgrado la loro non giovanissima età, hanno dimostrato, nel volersi spendere per la Città in questo momento particolarmente difficile, facendo tesoro della loro lunga esperienza, maturata negli anni. Anche se qualcuno dei quattro può sentirsi particolarmente favorito, credo che nessuno può sentirsi al sicuro e quindi farà bene ad affrontare la battaglia elettorale con il più idoneo atteggiamento di umiltà , di lealtà e di chiarezza. 

Favara ha dimostrato, anche nel recente passato, di sapere operare scelte imprevedibili e coraggiose, che magari poi non hanno sortito l'effetto sperato di "un giorno migliore", ma che comunque hanno chiuso un'esperienza. Il giudizio spetta ai cittadini che si pronunceranno nel segreto dell'urna.

 C'è il dovere etico di votare secondo coscienza, senza lasciarsi condizionare da legami parentali o amicali, di partito o di gruppo, puntando unicamente al bene della città, con un occhio anche a quei valori che la dottrina sociale della Chiesa considera giustamente non negoziabili, pena l'imbarbarimento generale. In questo senso sarà bene che i candidati a sindaco, così come i consiglieri comunali si esprimano chiaramente, sulle piccole come sulle gradi questioni, per dare a tutti la possibilità di scegliere con consapevolezza. Per il Sindaco, la possibilità del voto disgiunto può costituire un'opportunità da non sottovalutare per la scelta da parte dei cittadini di una sindacatura coraggiosa ed utile alla città. 

A tutti i candidati a Sindaco come pure a tutti i candidati al Consiglio Comunale, i migliori auguri, perché , ottenendo la fiducia, una volta eletti, possano realizzare i propositi di bene in favore della collettività favarese, a cominciare intanto dal desiderio dei cittadini più responsabili che non vogliono che Favara sia aggredita con manifesti selvaggiamente collocati in ...spazi non autorizzati. Iniziate tutti a dare l'esempio, lasciando in pace l'arredo urbano, i segnali stradali, gli alberi, le aiuole, i pali di luce, i monumenti, le chiese, le scuole ecc. Iniziate così, da questo piccolo segno, a dimostrare di voler bene alla Città che volete servire... AUGURI ! 

Sac. Diego Acquisto 

Parroco S. Vito

 

 

 

FAVARA .- BENE COMUNE  e PRESTIGIO delle ISTITUZIONI in vista della PRIMA CONVOCAZIONE del NUOVO CONSIGLIO COMUNALE.

24.06.2011  

Si avvicina la data fissata dall’uscente Presidente Luca Gargano, per la prima riunione del nuovo Consiglio, Comunale, eletto dal popolo nell’ultima tornata amministrativa del 29 e 30 maggio scorsi, e che non ha subito variazione alcuna dopo il turno del ballottaggio del 12 e 13 giugno per la scelta del Sindaco.

Ciò, sia In conseguenza della mancanza di novità negli apparentamenti al ballottaggio, sia perché la vittoria di Manganella su Vitello non poteva portare variazione alcuna nell’attribuzione dei seggi, avendo la sua “Coalizione di responsabilità” (formata ricordiamo da PDL-MPA-FdS e lista civica Primavera Favarese – PID – liste civiche “PER FAVARA” e “FAVARA FUTURA) conquistato già al primo turno il 62% dei seggi, superando abbondantemente, per diretta decisione popolare, il cosiddetto premio di maggioranza .

Come sappiamo però, per la “Coalizione di responsabilità” la scelta al ballottaggio del loro candidato Sindaco Manganella è avvenuta sul filo di lana, per appena 240 voti, tenendo tutti, favaresi e non, incollati alla TV e col fiato sospeso, sino alla conclusione dello scrutinio negli ultimi seggi.

  Dove,  le operazioni hanno subìto rallentamenti, per contestazioni di vario genere, riguardanti anche schede bianche e/o nulle; ma non solo, perché in qualche seggio risultava qualche scheda in più rispetto al numero dei votanti e in qualche altro seggio, risultava che alcuni elettori avevano votato per il Referendum ma si erano rifiutati di ritirare la scheda del ballottaggio.

Incidenti comunque di poco conto e , tutto sommato, di piccolo cabotaggio, che certamente hanno messo a dura prova il sistema nervoso ai due candidati, ma non hanno fatto loro perdere la calma. Così entrambi, si sono salutati, stretti la mano ed augurato buon lavoro: insomma hanno concluso in bellezza, accettando democraticamente senza inutili nervosismi e con signorile rispetto la decisione popolare. Anche se da parte di Vitello, di fronte ad una specifica domanda , non è stata esclusa – (e secondo noi non poteva esserlo, proprio per rispetto della volontà popolare) – la possibilità di un ricorso, ma solo qualora obiettivamente fossero emerse le condizioni per un più accurato esame delle schede.

Ma ormai tutto questo è davvero alle spalle, perché il vero problema che adesso si pone è l’elezione del Presidente del Consiglio Comunale, nella data fissata per la prima convocazione che è il prossimo 29 giugno.

Un Consiglio Comunale veramente rinnovato, perché dei 30 Consiglieri, solo sei facevano parte del precedente, essendone stata rieletta solo questa esigua rappresentanza , tra i 17 che avevano ancora deciso di riproporre la loro candidatura alla massima assise cittadina.

Per l’elezione del Presidente, la voce corrente è che tale carica andrà al PDL, per accordi preelettorali e perché primo Partito della “Coalizione di Responsabilità”.

Ma ragioni di opportunità politica per il bene della città, – (al fine di evitare così come avvenuto durante l’ultima legislatura dannose lacerazioni e cruente guerre “civili” tra i due grossi raggruppamenti consiliari, entrambi di centro-destra ) – suggerirebbero che la carica fosse assegnata alla rappresentanza consiliare del FLI, che non senza ragione si sente autorizzata a farsi voce del quasi 50% dei consensi ottenuti dal loro candidato sconfitto Vitello.

In questo caso l’opposizione si lascerebbe al PD rappresentato dell’ex margheritino  Gero  Castronovo  ed al giovane battagliero Antonio Palumbo, (espressione di un piccolo ma agguerrito gruppo giovanile) di Rifondazione Comunista, la cui voce ha già iniziato a farsi efficacemente ed autorevolmente sentire.

La pubblica opinione a Favara appare in fiduciosa attesa di una saggia decisione, che, per il bene della Città, sia nel segno di una ritrovata concordia, che porti, così come nella tradizione delle ultime legislature amministrative, all’elezione della seconda carica istituzionale a larghissima maggioranza o addirittura quasi all’unanimità.

Il bene comune unitamente al doveroso prestigio delle istituzioni credo che debbano avere la prevalenza su tutto. Non solo. Nella cultura autenticamente democratica si va sempre più teoricamente affermando che le relazioni  sono il perno della vita di una comunità e queste si debbano perciò sviluppare nella direzione di una matura corresponsabilità.

La sfida della corresponsabilità è l’unica in grado di raccogliere positivamente le sfide del tempo, con progetti, esperienze, iniziative capaci di rigenerare un tessuto sociale e culturale, come quello favarese, già duramente provato, soprattutto negli ultimi anni.

Diego Acquisto

24.06.2011

 

 

13.06.2011

Lettera aperta al  caro Sasà Manganella

nuovo Sindaco di Favara

 

In democrazia la maggioranza decide ed a Favara la maggioranza  di coloro che si sono recati a votare al turno di ballottaggio, ha deciso di affidarti la guida della Città per i prossimi cinque anni.

Onore al tuo competitore dott. Carmelo Vitello, che ha sfiorato il 50% dei consensi; adesso a te l’onore e l’onere non indifferente di dare puntuali e tempestive risposte alla città, trasformando in realtà il sogno, da tempo coltivato, di “un giorno diverso”. Per questo non ti deve mancare, -  e sono sicuro non ti mancherà – la collaborazione piena e leale degli assessori che le forze politiche della “Coalizione di responsabilità” ti hanno messo accanto, ed ai quali,  nel più breve tempo possibile,  darai la delega nel settore ad ognuno più congeniale per potere servire meglio la città. L’assegnazione delle deleghe, il modo  e la tempistica  di attuazione, sarà  per la cittadinanza  il primo e concreto  banco di prova di responsabilità per l’inizio di questo “giorno diverso”, così come dovrà successivamente avvenire per  il Consiglio Comunale che dovrà pure celermente darsi i suoi organi di funzionamento e di governo.

Favara ha davvero bisogno di voltare pagina, mettendosi decisamente alle spalle atteggiamenti e comportamenti del recente passato, che hanno negativamente caratterizzato, specialmente negli ultimi anni, la vita politica ed amministrativa, con i problemi sul tappeto ben esaminati durante la campagna elettorale, che, comunque, sono sotto gli occhi di tutti  e che  attendono di essere da tutti   affrontati con spirito nuovo e decisa volontà di avviarli a soluzione.

Caro Sindaco, il tuo entusiasmo, la tua sincera volontà di servizio, la tua competenza e dirittura morale, saranno il titolo  con il quale potrai esigere da tutti -  cittadini, dirigenti, burocrati,  dipendenti comunali ai vari livelli, ognuno per la sua parte e per il suo ruolo per il bene ed   a servizio della collettività - l’impegno necessario ad avviare sensibilmente il cambiamento per costruire una città a misura d’uomo, nel rispetto della pari dignità di tutti.  E se una preferenza deve essere data, questa deve essere riservata alla fasce sociali più deboli e socialmente svantaggiate.

La democrazia è un valore prezioso,  anche perché  è un modello di vita  sociale basato sul consenso e sulla partecipazione, con la guida di chi è stato liberamente scelto dal popolo.  Credo che a Favara ogni tanto non sarà del tutto inutile richiamare alcuni principi fondamentali di convivenza democratica.

 Ed  anzitutto nella particolare nostra situazione favarese -  dopo il travaglio delle ultime esperienze consumate nella precedente sindacatura dell’avv. Domenico Russello, persona integerrima e stimata -   si impone  subito la priorità  di un tempestivo e deciso recupero del primato della politica sulla burocrazia. Ciò, anche al fine , per esempio,  di contribuire a migliorare taluni servizi, che non si capisce per quale motivo, per esempio sul piano del decoro del luogo sacro del cimitero o della riparazione di alcune buche stradali e dei conseguenti pericoli indicati da transenne, si trascinano da mesi e mesi.

Conoscendo il tuo stile popolare  di vita ed il tuo modo di fare efficace e concreto, mi auguro che tu prima di chiuderti nel tuo ufficio, ogni giorno farai un  giro per la città, accompagnato sempre da  un’agenda, per   accogliere possibili richieste di cittadini, o, ancora meglio  segnarti  tu stesso quanto di tua  diretta  osservazione, e che può subito essere riparato nel giro di qualche giorno, e non costituire, inspiegabilmente, disturbo e pericolo per settimane e mesi.

Tante trascuratezze, che costituiscono la povertà del Comune, possono essere davvero evitate ed il buon governo di una Città, oltre che dalla progettualità a lunga scadenza, sicuramente necessaria ed importante,  è fatto  pure – e forse soprattutto – dalle  tante piccole cose, che sono poi quelle che intanto danno immediatamente fiducia e speranza ai cittadini. Nei tuoi frequenti interventi televisivi sarà  perciò meglio che le parole trovino concreto riscontro in opere concrete.

Sicuramente non dimenticheremo mai che la tua elezione sul filo di lana nei riguardi del tuo valido competitore, si concretizzava, sul finire della giornata festiva del Santo Patrono di Favara, S. Antonio da Padova. Questo  santo  nei suoi discorsi infuocati al popolo sui problemi concreti del tempo, ebbe,  tra l’altro,  a dire un pensiero che dovrebbe fare riflettere tutti i predicatori ecclesiastici, ma non solo : “La predica è efficace quando parlano le opere. …Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere, e così siamo maledetti dal Signore, perché egli maledì il fico, in cui non trovò frutto, ma solo foglie".

Durante  la tua Sindacatura, valorizzando anche i sacrifici dell’avv. Russello,   con il rapporto che vorrai e saprai sicuramente instaurare, con gli Assessori, con il Consiglio Comunale, con le  varie forze politiche, il comune auspicio è che  si possa riprendere  la voglia ed il gusto della dignità e della rettitudine  per il “nuovo giorno” a cui Favara ha diritto. AUGURI.

Sac. Diego Acquisto

Parroco S. VITO

 

 

Favara, ecco i quattro candidati a sindaco 

 - ( Servizio pubblicato su AGRIGENTO OGGI) - 05.05.2011

Alla scadenza, regolare a Favara la presentazione delle liste per il rinnovo del Consiglio Comunale e dei candidati a Sindaco, che sono quattro: Valenti, Manganella, Sferrazza e Vitello. Un certo senso di stanchezza e di disaffezione si avvertiva nei giorni scorsi, con notizie che circolavano sulla difficoltà da parte dei responsabili a formare le liste. Cosa che adesso, a presentazione avvenuta, vediamo corrispondere alla realtà, dato che rispetto alla volta scorsa i candidati al Consiglio Comunale sono pressoché dimezzati. Non così invece per i candidati a Sindaco che da tre, quanti erano la volta scorsa al primo turno, sono passati a quattro. Quattro rispettabilissime persone coraggiose, che si sono candidate a Sindaco per affrontare i gravissimi problemi di Favara. Quattro uomini, tutti non nuovi alla politica, con un differente passato politico alle spalle, e possiamo proprio dire che sono politici di lungo corso, per essere sulla scena politico-amministrativa della città da diversi decenni e quindi tutti ben noti ai cittadini favaresi. I quali così, - da questo punto di vista - sono avvantaggiati - nel doveroso discernimento, ed avranno il compito alleviato nel dovere morale di ben riflettere prima del voto nel segreto dell'urna. I commenti che si colgono tra la gente e quelli che cominciano ad impazzare sul web, per la verità, non sono positivi, ma , a ben riflettere, rispecchiano la situazione politica generale che c'è in Italia, con la caduta delle ideologie e la conseguente disaffezione dai partiti, che da non pochi vengono giudicati morti. I quattro candidati hanno tutti un travagliato percorso politico, talvolta anche in stridente divergenza con l'approdo finale, cioè con le liste che hanno presentato la loro candidatura. 

- Antonio Valenti viene presentato da Sicilia Vera, - ( un movimento autonomista di recente formazione che ha il suo leader regionale nell'on. Cateno De Luca) - proviene nella sua giovinezza dalle file della Democrazia Cristiana, passando poi al Partito Popolare, e quindi a Forza Italia ed al PDL, e quindi ancora nel corso delle recente legislatura comunale, con l'MPA del presidente Raffaele Lombardo, abbandonato proprio qualche settimana fa, prima della presentazione della sua candidatura a Sindaco da parte di Sicilia Vera. 

- Rosario Manganella è stato un uomo del PCI/DS/PD, e quindi comunista DOC, ma sicuramente in questo percorso all'interno della sinistra ha vissuto un travaglio culturale e spirituale, caratterizzato anche da rotture e difficoltà di tipo relazionale con diversi dirigenti del Partito, al punto che, quattro anni fa, nelle precedenti elezioni amministrative formava una lista civica di netta contestazione , denominata "Primavera favarese" che contribuiva a non fare rieleggere il diessino Airò. Nell'ultimo biennio è transitato nell'MPA, nominato locale ordinatore del Partito. Adesso, uscendo dall'MPA, ha contribuito a formare un'unica lista tra il suo movimento con FdS, e viene presentato, oltre che dalla lista dell'MPA, anche da quella del PDL dell'On. Bosco e da due liste civiche formate rispettivamente da uomini dell'UDC e da FLi. Una candidatura, questa di Manganella che, non per la persona, ma per il suo passato politico, fa storcere il muso, soprattutto a quanti non hanno seguito e capito il suo travaglio. Un travaglio, questo di Manganella che lo ha portato ad avvicinarsi gradualmente a posizioni sociali da cui prima era distante, al punto anche di avere avuto affidato un nuovo Circolo-Patronato delle ACLI, recentemente inaugurato e benedetto in Piazza Cavour. 

-Luigi Sferrazza, personalità forte e preparata, in questa competizione è senza dubbio il più chiaramente riconoscibile. Da quando all'inizio degli anni '70, con la fondazione di una Comunità Cristiana di base, fece la scelta dei "Cristiani per i socialismo", è stato sempre qualificato ed apprezzato esponente del Partito Comunista Italiano, e poi del PDS, DS e quindi PD, sempre in ruoli di responsabilità e visibilità, sino a quest'ultimo quadriennio della sindacatura Russello, in cui ha ricoperto la carica di capo gruppo del PD in Consiglio Comunale, tentando in ogni modo di fare uscire dall'isolamento e rilanciare il PD con operazioni talvolta azzardate e accordi anche discutibili. Nelle ultime elezioni amministrative il Partito è sceso ai minimi storici, pur avendo visto, per esempio nel 2002, l'elezione del proprio candidato Sindaco con Lorenzo Airò. Adesso la candidatura di Sferrazza, senza collegamento con altre forze, tranne l'accordo con Rifondazione Comunista, se non dovesse servire ad altro, servirà quanto meno a contare le adesioni ai due Partiti. 

-Carmelo Vitello, persona seria e stimato professionista come medico, è stato sempre socialista, come consigliere ed assessore provinciale, come consigliere e assessore comunale a Favara, come presidente del Consiglio Comunale e Vice Sindaco con Lorenzo Airò. Tre anni fa è transitato nel gruppo dei consiglieri comunali del PDL dell'on. Cimino, e quindi con FdS. Adesso come candidato a fare il Sindaco di Favara, viene presentato dal il FLi dell'on. Gentile . 

Chi scrive sente doverosamente di formulare i migliori auguri a tutti e quattro i candidati a sindaco, per la disponibilità ed il coraggio che, malgrado la loro non giovanissima età, hanno dimostrato, nel volersi spendere per la Città in questo momento particolarmente difficile, facendo tesoro della loro lunga esperienza, maturata negli anni. Anche se qualcuno dei quattro può sentirsi particolarmente favorito, credo che nessuno può sentirsi al sicuro e quindi farà bene ad affrontare la battaglia elettorale con il più idoneo atteggiamento di umiltà , di lealtà e di chiarezza. 

Favara ha dimostrato, anche nel recente passato, di sapere operare scelte imprevedibili e coraggiose, che magari poi non hanno sortito l'effetto sperato di "un giorno migliore", ma che comunque hanno chiuso un'esperienza. Il giudizio spetta ai cittadini che si pronunceranno nel segreto dell'urna.

 C'è il dovere etico di votare secondo coscienza, senza lasciarsi condizionare da legami parentali o amicali, di partito o di gruppo, puntando unicamente al bene della città, con un occhio anche a quei valori che la dottrina sociale della Chiesa considera giustamente non negoziabili, pena l'imbarbarimento generale. In questo senso sarà bene che i candidati a sindaco, così come i consiglieri comunali si esprimano chiaramente, sulle piccole come sulle gradi questioni, per dare a tutti la possibilità di scegliere con consapevolezza. Per il Sindaco, la possibilità del voto disgiunto può costituire un'opportunità da non sottovalutare per la scelta da parte dei cittadini di una sindacatura coraggiosa ed utile alla città. 

A tutti i candidati a Sindaco come pure a tutti i candidati al Consiglio Comunale, i migliori auguri, perché , ottenendo la fiducia, una volta eletti, possano realizzare i propositi di bene in favore della collettività favarese, a cominciare intanto dal desiderio dei cittadini più responsabili che non vogliono che Favara sia aggredita con manifesti selvaggiamente collocati in ...spazi non autorizzati. Iniziate tutti a dare l'esempio, lasciando in pace l'arredo urbano, i segnali stradali, gli alberi, le aiuole, i pali di luce, i monumenti, le chiese, le scuole ecc. Iniziate così, da questo piccolo segno, a dimostrare di voler bene alla Città che volete servire... AUGURI ! 

Sac. Diego Acquisto 

 

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Favara in vista delle elezioni amministrative : ancora un appello 

alla riflessione e all’impegno.

20.04.2011

In questo momento delicatissimo di preparazione delle liste, sento d dovere unire il mio all’appello accorato che è nel cuore di tanti cittadini responsabili , affinché quelli che guidano, in questo momento i vari Partiti,  valutino bene i candidati, prima di accoglierli in lista, per non partire col piede sbagliato e rendersi colpevoli dei danni conseguenti.

Mi chiedo, per esempio, - (se corrispondono al vero tante voci ricorrenti, che suscitano allarme in non pochi… ) -  come sia possibile che vengano reinseriti in lista persone che, supponiamo, sia risaputo che abbiano comprato voti….o che si siano notoriamente e in situazioni diverse…. già comportati male…

L’invito a votare secondo coscienza e solo per il buon governo di Favara, in questo periodo deve essere bene attenzionato dai responsabili  dei Partiti e da quelli che firmano la lista, per renderne possibile la presentazione. Solo successivamente , al momento del voto nel segreto dell’urna, interviene l’obbligo in coscienza del discernimento per i comuni cittadini.

Per quanto riguarda l’auspicio – da parte di qualcuno -   di un intervento della Chiesa, mi limito solo a dire che, a mio giudizio, la Comunità ecclesiale di Favara, tra i suoi fedeli-praticanti, ritiene di avere tanti cittadini, – (aderenti ai diversi Partiti di diversa impostazione ideologica, ma che tuttavia sono uniti in quelli che la Chiesa chiama “valori non negoziabili”), –  capaci di affrontare i problemi di Favara, e solo animati da vero spirito di servizio per il bene comune. Ma non saranno mai i Parroci a proporre i loro nomi, che invece devono essere proposti dai responsabili dei vari Partiti e comunque secondo le corrette procedure della democrazia.

Sono personalmente sicuro che la Chiesa che è in Favara, che, - come dovunque è incarnata da uomini -,  ( pur con la sua fragilità) così come in passato non si è mai sottratta , anche in futuro mai si sottrarrà al suo dovere di cercare di evangelizzare ,  anche e vorrei dire soprattutto , la Politica. Quella con la lettera maiuscola, nel senso più nobile della parola, e che è concretizzazione della carità nei particolari contesti, puntando comunque sempre e unicamente  a tutelare e servire la persona umana e la sua dignità. Lo farà, continuando a  stimolare sempre la responsabilità dei laici, a cui spetta il dovere ed il diritto delle scelte concrete, con tutti i rischi che questo comporta.

Diego Acquisto

20.04.2011

 

 

FAVARA  di fronte alle prossime elezioni amministrative del 29 e 30 maggio

Un contributo alla riflessione e all’impegno

 11.04.2011

 

Il compito di amministrare Favara, soprattutto in questo periodo, è sicuramente assai arduo su tutti i fronti…

Proviamo a tracciarne un quadro, a grandi linee: disoccupazione galoppante, …atti di vandalismo a ripetizione, … disordine e  sporcizia… pericoli,  crolli e  demolizioni a singhiozzo nel centro storico….  condizione delle strade e   caos della viabilità… crescita della e delle povertà…  servizi sociali inesistenti o comunque  carenti, ….trasferimenti finanziari regionali e nazionali in continua diminuzione e casse comunali vuote, pur con rilevanti debiti da onorare,….  agitazione di non pochi lavoratori precari che legittimamente aspirano alla stabilizzazione…. di fronte ad oltre 500 dipendenti comunali, regolarmente stipendiati,  che, come è stato più volte scritto da qualche coraggioso organo di stampa  “possono essere una risorsa se bene utilizzata o una maledizione se tutto rimane immutato rispetto al passato”….ecc…..

Un quadro certamente realistico e veritiero, e come -  si vede  - abbastanza fosco e per nulla incoraggiante…Per questo l’invito ai responsabili ed a quanti hanno a cuore il bene comune, ad abbandonare vecchie logiche nella preparazione dei candidati e delle liste. Urge uno scatto di responsabilità, commisurato alla concreta situazione, favorendo l’unione di volontà e di intelligenze, di progetti innovativi e di autentiche disponibilità disinteressate.

Oggi è necessario un vero appello “ai liberi e forti” di sturziana memoria…perché trovino il coraggio di scendere in campo… animati unicamente dal desiderio forte e sincero di servire la Comunità favarese, che, come non mai, ha bisogno di energie “fresche” e mature. ...capaci subito, fin da ora,  di liberarsi da qualsiasi condizionamento, come pure da interessi (comunque camuffati) personali o di parte, parentali o di gruppo...di puntare subito al cuore dei tanti problemi, recuperando il primato della politica sulla burocrazia. In un quadro sociale risanato, il bene dei singoli si consegue all’interno della logica del bene comune, a cui sempre decisamente tendere.

 E, in questo senso, l’appello “ai liberi e forti”,    con il conseguente e doveroso coraggio  di candidarsi a ricoprire ruoli di responsabilità politico-amministrativa a Favara, dove tuttavia, in un’ottica decisamente nuova di sfida, tale scelta può diventare  anche affascinante…

A quanti faranno la scelta di scendere in campo, candidandosi a sindaco, assessore o consigliere comunale, vorrei ricordare il recente appello del card. Bagnasco che ha voluto richiamare la necessità di una nuova generazione di cattolici in politica. Perché, pur in mezzo a tutte le difficoltà, la speranza resta sempre  nel DNA della spiritualità cristiana…e, perciò, malgrado tutto non potrà mai venire meno. Anche la prossima Pasqua ce ne dà la garanzia.

Nel nostro contesto favarese, qualsiasi vera disponibilità offerta da chicchessia a volersi sinceramente impegnare per la collettività, – mettendo veramente al primo posto il bene comune – deve essere favorevolmente accolta, nello spirito delle migliori tradizioni democratiche.

Nella mutata situazione in cui si trova Favara -  (e nel vivo desiderio di recuperare il tempo perduto, di riparare errori, personali e/o della propria parte politica) -  sotto qualsiasi simbolo partitico o di lista civica si possa decidere di spendere le proprie energie e di mettersi in gioco,  bisogna puntare a dare pratica attuazione a quei valori che tutelano il bene comune, la dignità della persona e la qualità della vita nella nostra polis. 

Per i credenti soprattutto ma non solo, in qualsiasi gruppo decidano di aggregarsi,   un aiuto in più a sapersi concretamente orientare nell’attuale babele di opinioni, è  costituito dalla Dottrina Sociale della Chiesa, fondata su una base di corretta razionalità da tutti accettabile.

AUGURI intanto per un dibattito a 360° gradi, riflessivo, rispettoso, serio e fecondo !

Bando ad ogni inutile asprezza di linguaggio o peggio ancora ad un suo imbarbarimento, con il solo risultato di contribuire ad aggravare ulteriormente i problemi.

Diego Acquisto

11.04.2011

 

 

 

Comunità Ecclesiale di Favara

31 marzo 2011

 

“Chiamalo Non - popolo - mio, chiamala Non - amata”

        

         Il profeta Osea, in una pagina drammatica della Bibbia, per far comprendere la condizione di  tradimento e di scompostezza del popolo che ha abbandonato i comandamenti del Signore, compie un gesto altamente simbolico e terribile. Dio comanda ad Osea di prendere in moglie una prostituta e di concepire con lei un figlio.  Alla donna, che rappresenta il popolo infedele, Dio dice di cambiare il nome: “Non – amata”; al figlio che nasce viene imposto il nome “non – popolo”.

         Questa Parola di Dio ci è venuta in soccorso nell’apprendere del passaggio giudiziario che riguarda oltre che il Sindaco Avv. Domenico Russello e due suoi predecessori, altri nostri concittadini e tutta intera la nostra comunità.  

         Sostanzialmente riteniamo che i profili giudiziari che si delineeranno sui destinatari al seguito dell’avviso di garanzia, non basteranno a purificare la coscienza di tutti coloro che – a diverso titolo,con diverse responsabilità, nei diversi tempi – hanno abitato ma non vissuto la comunità, obbedito a se stessi più che alle leggi della Repubblica Italiana, sono stati indifferenti piuttosto che governare la nostra città.

         L’avidità di guadagno e la violenza mafiosa, gli interessi di parte e la sopraffazione nei confronti dei più deboli, deve essere ascritta eventualmente non alla sola classe politica ma alla cultura e alla mentalità che, purtroppo, tutti ci coinvolge ed esprimiamo come cittadini e credenti. Questa comune e stratificata ramificazione del peccato, che è avversione a Dio e macchia alla nostra vita, si è coagulata tragicamente il 23 gennaio 2010.

         Favara è questo. “Non – amata da noi che siamo Non - popolo”.

         Ma Favara non è solo questo. E’ anche altro.

         “Il sacrale rispetto della giustizia, delle istituzioni e dei cittadini e la coerenza con la coscienza” ha indotto il Primo Cittadino Domenico Russello ha rassegnare le dimissioni.

         Ad altre occasioni la valutazione politica del suo mandato e di quello dei Consiglieri Comunali, in questi frangenti di carenza assoluta di significativi orientamenti politici in campo nazionale e regionale.

         A nome della popolazione favarese che avverte in se stessa il difetto di cittadinanza attiva e di partecipazione responsabile alla promozione del bene pubblico e che si pone alla ricerca della piena legalità e dignità, la Comunità Ecclesiale, nella espressione del Collegio dei Parroci e del Consiglio Pastorale della Città, non può esimersi dall’assoluto pubblico riconoscimento e apprezzamento per l’Avv. Domenico Russello.

         Favara è anche questo, cittadino Domenico Russello. Favara sei anche tu e tanti altri che singolarmente e in gruppo, hanno dato prova di respingere gli interessi di parte, di non prestarsi alla mentalità mafiosa, di sostenere sempre lo spirito di corresponsabilità e di partecipazione civica.

         Ferma restando l’azione della Magistratura dalla quale attendiamo la conclusione, preghiamo Dio per te e la tua famiglia, la famiglia Bellavia e quanti altri fossero coinvolti in questa vicenda.

         Preghiamo Dio perché il popolo pratichi la giustizia e nella concordia: tramite l’immediata indizione delle elezioni, saggi e onesti governanti facciano progredire Favara nella pace.

         Il Profeta Osea nel suo libro nella Bibbia dice che Dio, nonostante l’infedeltà della sua sposa – popolo, si ingegna e reagisce affinché torni ad essere una moglie fedele.

         Quanto occorso, dal 23 gennaio e sino al gesto civico e nobile delle tue dimissioni, è per tutti  noi Favaresi un segno di Dio perché ci convertiamo pienamente alla sua Legge e a quella della Nazione Italiana.

 

La comunità Ecclesiale di Favara

Collegio dei parroci e Consiglio Pastorale

 

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FAVARA – CRISI : Di tutto e di più

domenica 20.02.2011

Difficile sintetizzare quello che è avvenuto nella giornata di ieri, sabato:  guerra di tutti contro tutti, tra i Partiti di opposta impostazione ideologica, come PD e PDL,  e all’interno degli stessi, mentre in piazza Cavour, dove c’è la  sede del Palazzo di Città, continuano a far “bella figura” i  manifesti murali di  David Valenti, tra cui quello del fucile e della pistola, con la scritta “Più sicurezza” ed il logo “Mafia un altro mondo”. “Un lavoro artistico di denuncia e di provocazione, misto ad ironia”, per “smuovere le coscienze, far riflettere, far svegliare dal torpore la città”,  come  ha tenuto a  precisare Florinda Saieva, una delle responsabili-animatrici di “FARM CLTURAL PARK”, che ha patrocinato l’iniziativa.

Di fronte ad una città  incredula ed impotente, ieri , c’è stata una guerra di comunicati tra PD e PDL e non solo. Perché  polemiche non sono mancate all’interno del PD e dello stesso FLi. Difficile sintetizzare, ma ci proviamo.

Ad iniziare, l’on. Panepinto del PD che, con un comunicato ufficiale accusa il PDL favarese dell’on. Bosco  capace solo di litigare e di disimpegnarsi”, ricevendo dallo stesso, a stretto giro di posta , la replica di  un generale “tradimento della volontà del polo siciliano, che  ha bocciato il Pd in tutte le competizioni elettorali”. Nello stesso comunicato il PDL fa riferimento ad un comunicato, che nel frattempo aveva diramato, l’ex sindaco PD, Lorenzo Airò, che condannando il possibile ingresso del PD nella Giunta Russello, aveva praticamente denunciato il modo di procedere del gruppo favarese del  PD ( il gruppo “Fianco a fianco” capeggiato da Mossuto) vicino all’on. Panepinto, unicamente preoccupato di deleghe assessoriali, e di spartizione della torta.

Airò nel suo comunicato ha esordito, parlando di “contesto politico favarese  aggrovigliato, caotico, confuso”. E poi , con un tocco di autocritica ha scritto “ gli operatori  politici non riusciamo a  chiarire, confortare, rassicurare i cittadini …-So che non ci riuscirò, ma voglio provare”.

Si tratta solo di un assaggio, perché il battagliero ex sindaco dice e vuol dire anche altro, accennando a “Peonès”, “Deparasidos”, “Compagnetti”.

All’interno del FLi , il Partito che a Favara in atto ancora detiene tutte le cariche istituzionali e di Governo, all’origine di questa crisi, non mancano e non  sono mancate ieri le lacerazioni, se è vero che Luca Gargano ha abbandonato in anticipo i lavori che pare abbiano sancito un accordo “raggiunto”, per cui la nuova  Giunta  Pentapartito del “Russello Quinquies”, con cinque assessori, formata da FLi, PD, FdS, MPA e parte dell’UdC, dovrebbe vedere la luce, stavolta davvero, nei prossimi giorni, anche se non mancano dubbi su ancora possibili cambiamenti. Dubbi che non ci sentiamo di fugare, perché quella di Favara, a questo punto , ci sembra una situazione  unica, che la città non merita  e forse nemmeno lo stesso Sindaco Russello, al quale tutti  sul piano strettamente personale riconoscono correttezza.

A nostro giudizio l’errore piu grave a danno della Città è avvenuto, negli anni scorsi. nel mancato rispetto dei ruoli di maggioranza e opposizione, assegnati dal popolo nel segreto dell’urna. Un mancato rispetto che, in mancanza della naturale opposizione del PD, (venuta  gradualmente meno, sempre più chiaramente)  ha portato, quasi natiralemente,  il PDL a crearsi un’opposizione da sé,  con la fuoruscita dei ciminiani del PDl, adesso diventati FdS.

E adesso si prospetta la  non improbabile ipotesi che nelle prossime elezioni, il popolo sceglierà  sostanzialmente tra due parti di un’unica visione politica:  FLi, FdS, MPA, (partiti  in cui si è mescolato e sciolto il PD ufficiale),  e, di contro il PDL dell’on. Bosco, che, - per l’alternativa a tutto quanto a Favara è successo e va succedendo -  va raccogliendo consensi tra i tantissimi delusi (del PD, seguaci di Airò, tra la parte maggioritaria dell’UDC di Montaperto, tra gli stessi FLi e MPA) . Cioè  tutto lo scontento di una città, che si sente tradita ed umiliata, con la tentazione forte della disperazione.

 Ma la speranza continua e  deve continuare, così come la preghiera e la riflessione critica da parte dei credenti, perché si affermino, malgrado tutto, i valori evangelici di giustizia e legalità.

Sac. Diego Acquisto

20.02.2011

 

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AUGURI – Viviamo il messaggio del NATALE

24.12.2010

 

Ho sempre pensato – e forse è un azzardo – che il mistero dell’Incarnazione sia più grande di quello della Resurrezione. Perché un DIO che si fa bambino,… e poi ragazzo e poi uomo, quando muore non può che risorgere” .

Così scrive, Edith Stein, che, nata nella fede ebraica e conquistata da Cristo in età adulta, quando era docente universitaria assistente del filosofo Husserl, divenne monaca carmelitana col nome  di Teresa Benedetta della Croce; sigillò la sua esistenza con il martirio nel lager di Auschwitz ed è stata canonizzata da Giovanni Paolo II, che l’ha anche proclamata compatrona dell’Europa.

Dal pensiero sopra riportato di Edith Stein scaturisce naturalmente l’ AUGURIO che il NATALE, che ci propone il mistero dell’incarnazione del Verbo in Maria, sia vissuto da  tutti come invito forte di  Risurrezione ! Un invito a tutti gli uomini di buona volontà.

Un invito di risurrezione per tutti e per ciascuno, nel ruolo di responsabilità che ognuno esercita in famiglia come nelle varie istituzioni, nella vita privata come in quella pubblica, dove pure in questi giorni sono state realizzate tante iniziative di solidarietà, in questo momento di crisi che reclama un’attenzione particolarissima verso le fasce sociali più deboli.

Per le persone singole un impegno serio di conversione, sradicando dal cuore ogni forma di egoismo, da quello spicciolo comunque camuffato, che ci fa chiudere gli occhi davanti alla realtà che ci circonda, a quello massimo che nella forma più radicale diventa  razzismo. Quell’egoismo-razzismo nel secolo scorso ha portato a costruire pure i lager (come  Auschwitz !), che possono essere considerati come simboli estremi del male, dell’inferno che si apre sulla terra, quando l’uomo dimentica Dio e al suo posto esalta a dismisura il proprio io.

Per le istituzioni, a tutti i livelli, da quello locale  delle varie municipalità, a quello provinciale, regionale o nazionale, risorgere  può significare vigilare rigorosamente per evitare ogni scandaloso sperpero del denaro pubblico. Dire  basta alle liti e polemiche sterili, avere davvero senso di responsabilità e impegnarsi per quelle riforme utili a migliorare la qualità della vita, puntando ad una più equa distribuzione della ricchezza, che anzitutto bisogna produrre, ma che bisogna essere attenti a non farla concentrare esclusivamente nelle mani di ristrette fasce privilegiate, mentre il resto stenta a concludere il mese.

Cristo è venuto: eppure noi l'attendiamo ancora . Siamo – come si dice – tra  il “già” e il “non ancora”, tra la prima venuta nell’umiltà di Bethelem  e la seconda che avverrà nella potenza e nella gloria.

Tutto il Nuovo Testamento è permeato di questa attesa del Cristo che deve venire e che sembra continuamente imminente. Ma davanti a Dio, come leggiamo nella Bibbia, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato.

 Il libro dell’Apocalisse, l’ultimo della Bibbia, riporta le parole di Gesù che dice: “Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!” (Ap 22, 12-15).

Sono parole  che, pur in mezzo alla dolce atmosfera natalizia, ci invitano seriamente  alla riflessione !

AUGURI di buon Natale !

Diego Acquisto

Comunicato stampa 02.11.2010

 

I fatti che si sono verificati  a Favara nella giornata del 23 ottobre 2010 mettono bene in rilievo due diverse realtà del paese, diametralmente opposte; da un lato parte i cittadini onesti e di buona volontà che congiuntamente alle istituzioni consegnano un’abitazione decorosa alla famiglia Bellavia, che, dopo la grande tragedia che li ha colpiti, può iniziare un nuovo percorso di vita e di speranza; dall’altra parte la presenza  del fenomeno mafioso, confermata dalla cattura del capomafia agrigentino Gerlandino Messina.

 

Tutto ciò è stato oggetto di discussione e riflessione da parte del Parroco Don Diego Acquisto, del  Consiglio pastorale parrocchiale e  delle associazioni che operano all’interno della Parrocchia: Confraternita S. Croce del Calvario, Associazione culturale Giò 90, Gruppo di preghiera Padre Pio.

 

Dal dibattito, è emerso che  tutti concordano, come afferma Benedetto XVI, che la  “Mafia è una strada di morte incompatibile col Vangelo”, essa porta solo in galera o ad una morte violenta, è incompatibile con la chiesa, che non ha e non ha mai avuto nessun legame con il messaggio cristiano.

 

L’essere cristiano oggi  comporta assunzione di responsabilità, con azioni concrete e positive da testimoniare nella vita quotidiana,   come si verificava nel passato al tempo dei martiri, non accettarla, come afferma mons. Montenegro, “significa non essere pienamente cristiani”.

 

Grandi passi in avanti sono stati fatti nella lotta alla mafia ed alla cultura mafiosa, grazie alla presenza dello Stato e delle Istituzioni; però, come  dimostra questo arresto eccellente effettuato a Favara e gli arresti di altri mafiosi latitanti che godevano della copertura di favaresi, molto cammino deve essere ancora fatto. Occorre un’azione capillare e sinergica che veda coinvolti, accanto alle istituzioni, che devono far sentire la loro forte presenza nel territorio, la famiglia, la chiesa con il suo messaggio evangelico, la scuola con la sua  azione pedagogica di rispetto delle regole e della convivenza civile, le associazioni di volontariato con loro messaggio sociale, gli imprenditori per un’azione di rilancio economico e sociale.

 

La Parrocchia S. Vito parteciperà, alla fiaccolata ed al consiglio comunale aperto, per dire no alla mafia e per rafforzare il suo messaggio evangelico e pedagogico, per costruire una società al cui interno possa maturare il lievito del rispetto delle regole, della partecipazione e della solidarietà.

 

Favara, 02/11/2010

 

I responsabili della comunicazione della Parrocchia S. Vito

Salvatore Pirrera

Calogero Montaperto

 

 

 

FAVARA  si  mobilita per dire  NO  alla mafia- 27.10.2010

 

Fiaccolata e Consiglio Comunale aperto, coinvolgendo  tutte le realtà istituzionali ed associative della città, per dire NO alla logica mafiosa.

E’ quanto è stato deciso ieri sera nella riunione dei capigruppo del Consiglio Comunale, che hanno accolto all’unanimità la proposta del consigliere del PD Luigi Sferrazza. I dettagli della manifestazione saranno comunicati a breve

Una proposta che la Favara degli onesti aspettava, dopo le dichiarazioni del Sindaco Russello e del Presidente del Consiglio Comunale Gargano, che avevano partecipato alla conferenza stampa del colonnello Di Iulio, all’indomani del clamoroso arresto del boss Gerlandino Messina, in viale Stati Uniti, al civico 79.

Il silenzio stava per diventare imbarazzante. La proposta di Sferrazza è stata forse per tutti un po’ come una liberazione e di conseguenza non poteva non essere positivamente accolta da tutti.

 

Sarà un momento di corale riflessione utile per tutta la Comunità favarese, tanto per la parte sana (la stragrande maggioranza), quanto per la parte minoritaria deviata, che deve essere aiutata a capire l’assurdità di certe scelte, non solo sul piano etico e civile, ma anche su quello della convenienza pratica, dato che ad aggregarsi con la mafia, si rischia seriamente di vivere come “topi”, sempre rinchiusi durante la latitanza, con la probabilissima conseguenza di concludere la vita in una cella o nella tomba.

Favara, dopo tutte le promesse non mantenute dai politici, con la manifestazione in programma, oltre ad esprimere gratitudine alle forze dell’Ordine, chiede allo Stato un aiuto più continuo, non solo sul piano della repressione, ma anche e soprattutto su quello socio-economico, specie dopo la tragedia del 23 gennaio scorso, che ha fortemente penalizzato e continua ancora a penalizzare l’economia locale, con pesanti ricadute selle fasce più deboli.

 

27.10.2010

Diego Acquisto

 

 

FAVARA TRA SACCHE di SUBCULTURA e FERMENTI  di  POSITIVITA’

24.10.2010

Mentre in tutte le famiglie si commentano i fatti di ieri, ed in taluni post, in forma anonima o anche, in qualche caso con tanto di firma, si esprimono le proprie opinioni, mi pare che il quadro che emerge è quello di una città, con una grande quantità di persone oneste e perbene, e contemporaneamente con persistenti sacche di subcultura e miseria morale, che restano impermeabili ad ogni forma di rinnovamento culturale e spirituale. 

La giornata di ieri, 23 ottobre, per tanti punti di vista, per Favara può essere considerata davvero emblematica.

In mattinata la consegna della nuova casa alla famiglia Bellavia, richiamo al degrado del centro storico, a cui però la Comunità ha saputo dare, in tempi brevi, una concreta risposta di solidarietà.

Nel pomeriggio, l’arresto in una palazzina di un quartiere popolare, in tumultuoso sviluppo edilizio e quindi densamente abitato, di un famoso e pericoloso latitante, che la Favara delle tantissime persone oneste, ha appreso con sgomento di avere avuto, chissà per quanto tempo, sgradito ospite.

L’episodio del pomeriggio rischia di far passare completamente sotto silenzio quello della mattinata.

Sarebbe ingiusto per una città che, nella stragrande maggioranza della sua popolazione, anela a liberarsi dalla mafia e da ogni forma di malavita più o meno organizzata. In questo senso, mi pare che non siano mancati, anche recentemente, tanti segnali, di cui anche la cronaca ha dovuto prendere atto

In questa “lotta di liberazione” che la Favara degli onesti conduce, si chiede alla Stato un  aiuto più continuo.

Accennavamo ai commenti che abbiamo sentito e anche ai post scritti a caldo in diversi giornali on line; post che abbiamo letto con piacere, scritti da favaresi, a commento dell’episodio che riguarda Gerlandino Messina, il capo mafia arrestato ieri pomeriggio, a Favara in Viale Stati Uniti.

Non c’è ombra di dubbio che la stragrande maggioranza di Favara plaude all’azione delle forze dell’Ordine ed esprime gratitudine e riconoscenza a quanti, sul piano politico, strategico e militare, si sono impegnati per la riuscita della brillante operazione.

Alla Favara minoritaria della subcultura e della miseria morale, il blitz delle forze dell’ordine, perfettamente organizzato e riuscito, manda un preciso e positivo segnale, con l’ invito a liberarsi da ogni illusione, perché come è scritto in un post  non anonimo, ma firmato da un favarese doc, “la mafia porta ad un bivio senza uscita: una tomba o una cella”.

Bisogna intraprendere presto e senza tentennamenti un cammino virtuoso di laboriosità, onestà e legalità. Non si può e non si deve collaborare con la mafia. Uno scatto di impegno civile e spirituale. Il grido di Giovanni Paolo II ai mafiosi con l’invito alla conversione non perde di attualità : “Ci sarà il giudizio di Dio”. Un grido richiamato da Benedetto XVI, nella sua recentissima visita a Palermo: “La mafia è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo”.

E nella logica evangelica e pastorale della Chiesa, che condanna il peccato, ma offre sempre misericordia e perdono al peccatore, l’invito a Gerlandino Messina ed a quanti si sono lasciati irretire dalla logica mafiosa, a pentirsi e ad iniziare subito un cammino di revisione della loro vita, per un’autentica conversione del cuore.

Favara 24.10.2010

Sac. Diego Acquisto

Parroco S.Vito

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Favara -  Consegnata la nuova casa alla famiglia Bellavia 23.10.2010

 

All’undicenne Giovanni Bellavia, alle ore 11,40 di oggi,  sono state consegnate le chiavi della nuova casa, frutto delle generosa solidarietà delle Autorità, a partire dal Presidente della Repubblica  che ha donato 5000,00euro, da tanti enti, come la Cassa edile di Agrigento che ha donato 10.000, 00 euro, a tante persone, favaresi e non, che hanno voluto contribuire, ad assicurare una casa, a nove mesi esatti di distanza da quel tragico 23 gennaio. Una sobria cerimonia quella che si è svolta al civico 24 di via Sottotenente Callea. Don Mimmo Zambito ha pronunciato una preghiera ed ha quindi impartito la benedizione. Il piccolo Giovanni a cui la casa è stata intestata, con l’usufrutto dei genitori, ha quindi varcato la soglia, alla presenza di un rappresentante del Prefetto di Agrigento, del Sindaco Russello, accompagnato dalla sua Giunta al completo, dall’on. Bosco, da una rappresentanza di Consiglieri Comunali, dai Parroci di S. Calogero e di S. Vito, da una discreta rappresentanza di cittadini, che  hanno ancora una voluto esprimere simpatia ed affetto, alla famiglia Bellavia così duramente provata. A nome della famiglia ha voluto ringraziare tutti, papà Giuseppe Bellavia , visibilmente commosso.

23.10.2010

Diego Acquisto

 

 

CATTOLICI : “Contare e non essere contati”

16.X.2010

Un’affermazione anche provocatoria, da capire nel suo vero significato, per cogliere, a mio giudizio,  il senso complessivo dei lavori di ieri, seconda giornata della 46esima Settimana Sociale dei cattolici italiani, in corso a Reggio Calabria.

Una presenza dei cattolici in Italia, in posizione di notevole rilievo in campo sociale e di  scarsa rilevanza invece in quello politico, all’interno de vari partiti,  in conseguenza  della diaspora dopo la scomparsa della Democrazia Cristiana, unico Partito ufficiale di riferimento. Una scomparsa in gran parte dovuta ad una nuova visione di chiesa, maturata nel Vaticano II e ad altre cause contingenti, sicuramente non tutte   valide e  di cui comunque la storia  avrà motivo di  occuparsene.

“Contare e non essere contati”, non per un effimero scatto di orgoglio, ma all’interno di una riflessione complessiva, capace di liberarsi di falsi cliché, per ricercare soluzioni nuove, senza pensare solo a se stessi, al proprio tornaconto o alle proprie sacrestie. Cattolici, che pensando la loro fede e contemporaneamente, per dirla con Rosmini, pensando anche nella fede, sappiano coraggiosamente ritrovare una più impegnativa unità politica attorno ai “valori non negoziabili”, pur restando nelle diverse formazioni politiche, ma senza per questo diventare come gli ascari, cioè quei soldati delle truppe coloniali, lieti di combattere per l’Impero, accontentandosi con soddisfazione del loro ruolo del tutto residuale.

E questo nella piena consapevolezza che stiamo vivendo nel tempo in cui  - come ha detto il prof. Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica - non è pensabile semplicemente dare l’”assalto” alla politica conquistandola e gestendola, se la politica è quella «senza qualità»  e quindi «non più in grado di offrire risorse e dare strumenti per cambiare in meglio le condizioni della società».

16.10.2010

Diego Acquisto

 

 

In politica una nuova generazione di cattolici e…laici.

 15.10.2010

Ci sembra questo, in estrema sintesi,  l’auspicio di fondo che dai mass media è stato lanciato ieri pomeriggio da Reggio Calabria,  in apertura della 46esima Settimana Sociale dei cattolici italiani.

Una  nuova generazione di cattolici impegnati in politica “senza complessi di inferiorità” -  come ha sottolineato Benedetto XVI nel suo messaggio – e con “valori non negoziabili”, perché “non  solamente oggetto della Rivelazione, ma scritti nell’essere stesso della persona e  quindi leggibili dalla ragione libera da ideologie, condizionamenti e interessi particolari”, come ha ribadito il Card. Bagnasco, presidente della CEI, nella sua relazione introduttiva.

Il quale  ha tenuto  a precisare che  l’esigenza che si avverte di questa nuova generazione di politici di estrazione cattolica, preparati con una vita spirituale forte,  una prassi coerente e con una conoscenza intelligente e organica della Dottrina sociale della Chiesa, “non vuol suonare come una parola di disistima o peggio,  per tutti coloro, e non sono pochi, che si dedicano con serietà, competenza e sacrificio alla politica diretta”..

Un accenno questo che ci sembra chiaramente e benevolmente rivolto a quanti, provenienti da altre sponde ed esperienze, frequentemente fanno appello alla cultura laica e se ne fanno  un motivo di distinzione e quasi di orgoglio.

Un invito alla riflessione, perché  certo laicismo di oggi è ben lontano da quelle posizioni che, per esempio, hanno portato nell’immediato secondo dopoguerra, a quell’incontro fecondo tra cultura laica e cattolica, che ha permesso l’approvazione a larghissima maggioranza dell’attuale nostra Costituzione Repubblicana.

Un invito ad abbandonare talune posizioni di una laicità degradata in laicismo di bassa lega, che storicamente erano state superate, per una laicità vera, matura, positiva, non ipocritamente neutrale, ma rispettosa delle posizioni dei cattolici. Posizioni che - come ha fatto rilevare il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,  nel suo messaggio di saluto ai delegati, letto ieri in apertura dei lavori – i cattolici ripropongono – con “perdurante impegnoper il progresso civile, economico e sociale dell’Italia, “la cui identità culturale è permeata dai valori cristiani”.

15.10.2010

Diego Acquisto

 

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46ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani

14.10.2010

Quella che si apre nel pomeriggio di oggi a Reggio Calabria è la 46ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani, che nutrono la santa ambizione di rilanciare una loro presenza di servizio, in favore di questa nostra Italia, con i valori di cui sono custodi e potatori.   Una presenza nuova e calibrata nel contesto dei problemi attuali che, costituisca veramente un’agenda di speranza , a partire già dal presente e per il suo immediato futuro. In questo senso mi pare proprio di capire il titolo  della Prolusione che S.Em.za il Card. Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente della CEI, pronuncerà questo pomeriggio, davanti agli oltre 1200 delegati provenienti da tutte le 227 diocesi italiane., che così risulta formulato: “Logos e agape. Intelligenza della fede e trasformazione della società”.

Il fatto poi che come sede sia stata scelta una città del Sud, dove, a partire dai problemi della povertà ed occupazionali, le sofferenze attuali dell’Italia si manifestano in modo particolarmente acuto, è,  mio giudizio, un altro fattore determinate dell’impegno concreto con cui la Chiesa accetta le attuali sfide sociali sul tappeto. Una dimensione pratica della presenza dei cattolici, quella indicata dal tema generale di questa 46ma Settimana, “Cattolici nell’Italia di oggi. Un’agenda di speranza per il futuro del Paese”, che era sembrata un po’ in ombra nelle  due precedenti settimane di Bologna e di Pistoia, che pure avevano affrontato temi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa, come  il valore della democrazia e del bene comune.

Come da tradizione ogni Settimana Sociale si propone di elaborare una riflessione sui temi fondamentali del dibattito politico. Un compito particolarmente arduo oggi nel contesto di una ricca e variegata molteplicità di forze sociali, con vari centri di interesse, purtroppo anche sfociati in non pochi casi in una frammentazione corporativa e quindi anche, non infrequentemente, in una conflittualità esasperata.

 La frammentazione politica è sotto gli occhi di tutti, anche nella nostra provincia, con fermenti di assestamento che ancora stentano ad essere chiari e definiti.

Ci  sembra davvero superfluo scendere a particolari chiarificazioni, perché i fermenti toccano un po’ tutti i partiti, anche se due  partiti,  UDC e Forza Italia, in questo momento con la nascita di altre aggregazioni  dal loro seno, come FLi,, Forza del Sud,  PiD, sembrano particolarmente  investiti.

In questo particolare contesto, anche  per una positiva conclusione di questo travaglio, a giudizio delle menti più illuminate della cultura cattolica,  è urgente riscoprire e dare nuova linfa al rispetto della persona umana, riconoscere la destinazione universale dei beni e quindi la funzione sociale della proprietà, nutrire l'amore preferenziale per i poveri e diffondere la partecipazione sociopolitica attiva.  Problematiche che sicuramente a Raggio  Calabria  saranno approfondite, dai  numerosi e qualificati delegati del mondo cattolico italiano, ai quali auguriamo davvero buon lavoro.

 Diego Acquisto

 

Pubblicato su AgrigentoOGGI - 14.10.2010

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FAVARA  “bene inserita” nello scenario politico di oggi, tra difficoltà e segni di speranza..

13.X.2010

 

Il mondo cattolico si prepara a vivere, – a partire da domani -, la 46esima Settimana Sociale, in programma a  Reggio Calabria, sul tema impegnativo “Un’Agenda di speranza per il futuro del Paese”.

E il richiamo alla “speranza”, naturalmente, appare subito, particolarmente importante in ordine agli attuali scenari della politica. Perché, anche se, secondo alcuni, appare eccessivo parlare di “disperazione”, non vi è dubbio che, nei confronti della politica, serpeggiano atteggiamenti di amarezza, di delusione e di pericoloso, rassegnato distacco. E non solo  fra i cattolici.  Mai come in questi ultimi tempi, il dibattito sui problemi del Paese si è fatto così aspro e, vorrei dire, anche volgare, non nel senso letterario del termine. Basta anche leggere tanti post di commento agli articoli di politica, su giornali on line, locali e nazionali.

E Favara, a sentire anche alcune testimonianze dei presenti  all’ultimo Consiglio Comunale,  non è affatto fuori da questo contesto. Anzi, pare che vi sia dentro fino al collo, se è vero che, anche nell’ultimo Consiglio Comunale, per prudenza e per amor di patria, pare proprio che si sia ritenuto necessario spegnere le telecamere, per impedire, in qualche modo, di fare passare un messaggio pedagogicamente devastante,soprattutto per le giovani generazioni. E, a sentire i bene informati, ciò non  è avvenuto per la prima volta e ,purtroppo, sicuramente forse, non sarà nemmeno l’ultima .

Una situazione per cui le persone responsabili hanno veramente motivo di essere sempre più  preoccupate.

Pensando alla Settimana Sociale, come cattolici, è forse il caso, a livello nazionale e locale, di dare corpo al “sogno ad occhi aperti” più volte manifestato dal cardinale Bagnasco, di favorire in ogni modo, una nuova generazione di cattolici impegnati in politica, (nei vari partiti), che sotto la loro responsabilità, senza impegnare l’autorità della Chiesa, abbiano consapevolezza dei veri valori che possono segnare l’autentico progresso umano, civile, sociale e culturale della società italiana , compresa la realtà locale della nostra Favara.

Le Settimana Sociale però, in quanto tale, – è stato giustamente sottolineato – non costituisce né il luogo, né il momento per mettere in vetrina, nuove , possibili figure di  politici cattolici, quanto piuttosto un momento di riflessione corale sui problemi. E ciò non è detto che debba avvenire solo a Reggio Calabria. Anzi è auspicabile che contestualmente si recepiscano gli imput di riflessione, da adattare alle tante, problematiche situazioni locali.

Successivo è il compito di far maturare, alla luce della spiritualità dell’incarnazione, le vocazioni dei singoli, in particolari scuole di formazione promosse dalla Chiesa locale e/o all’interno del variegato e ricco campo dell’associazionismo cattolico.

 Intanto, anche a Favara, bisogna pensare ai problemi concreti, che si possono efficacemente affrontare se si riesce anzitutto a superare il clima di sterile ( e talvolta volgare) litigiosità politica, aiutando ognuno, (Sindaco, Assessore, Consigliere Comunale, responsabili dei Partiti, se esistono…ecc )nel ruolo che ricopre, a svolgere sino in fondo il suo dovere, con i poteri che l’attuale legge sul funzionamento degli enti locali  gli assegna, operando però, sempre e solo nell’ottica del superiore interesse della collettività. Quando da parte dei diretti interessati, sembrano scaturire parole e propositi in questa direzione, si accendono piccole luci di speranza, che si vorrebbe proprio, da parte di tutti,  che non si spegnessero, come purtroppo, non infrequentemente sino ad ora, è successo.

Intanto, stando anche alle notizie di cronaca dei giorni scorsi, sembra proprio non abbandonata, l'iniziativa, a suo tempo, voluta dal Sindaco ed appena iniziata con un promettente incontro dell’allora  vice sindaco Lillo Montaperto,  «finalizzata a gettare le basi per un nuovo modo di fare politica, più vicina alla gente». Iniziativa lanciata lo scorso giugno, che adesso, dopo tutte le note vicende,  lo stesso riprende nella sola veste di componente del direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino, con l'obiettivo di fare sinergia, per la soluzione dei problemi concreti, coinvolgendo direttamente  la comunità ecclesiale, il clero cittadino, le varie associazioni di volontariato, nell’elaborazione di un progetto di crescita del tessuto sociale favarese.

Per concludere, soprattutto per Favara (ma forse non solo), UNA PROVOCAZIONE (ma forse non tanto!), mi sento di rivolgere ai CONSIGLIERI COMUNALI ed al PRESIDENTE GARGANO : Viste le continue e pesanti accuse sul gettone di presenza, perché non limitare al massimo, - nel numero e nella durata - , le sedute del Consiglio Comunale, convocandolo per la discussione degli argomenti , solo quando è necessario e quando sono pronti tutti gli atti necessari,  già disponibili per la preventiva consultazione da parte dei Consiglieri ?

Un criterio questo che dovrebbe pure essere adottato anche per la convocazione delle sedute delle Commissioni .

Favara 13.10.2010

Sac. Diego Acquisto

 

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AUGURI alla NUOVA GIUNTA di Favara

 

Ieri, nel giorno in cui la Chiesa festeggiava S. Pio da Pietrelcina e la Comunità Ecclesiale di Favara era riunita per la solenne concelebrazione nella nostra Chiesa Madre, assiepata di fedeli, prima della processione, che si doveva concludere, come gli altri anni, davanti al monumento, innalzato a P. PIO dai tantissimi devoti favaresi, nella villetta di via Beneficenza Mendola,  circolava voce che contemporaneamente, nel Palazzo di Città, si insediava la NUOVA GIUNTA, giurando davanti al Sindaco Russello.

Una GIUNTA formata  da tre uomini e tre donne.

 

Una Giunta, come evidente, che, dopo le note traversie giuridiche e dopo il travaglio di oltre due mesi,  per quanto riguarda le quote rosa è andata oltre il minimo garantito dall’attuale STATUTO COMUNALE, iniziando, mi auguro un cammino nuova che faccia della nostra Favara la capitale della  riscossa  femminile in politica, a livello provinciale, regionale e (perché no ?) anche nazionale.  In questo senso le tre donne prescelte  mi pare davvero che offrano le migliori garanzie, perché meritevoli, professionalmente qualificate,  e- come abbiamo sentito dalla loro stessa voce - davvero desiderose di spendersi per la Comunità favarese, che ha tanto bisogno di attenzione e premura. Anche la componente maschile non sembra da meno e perciò non c’è che da rivolgere a tutti i migliori AUIGURI di BUON LAVORO, nel segno di uno sforzo nuovo di  ritrovata concordia, sulle cose da  fare, secondo le indicazioni che, nelle ultime settimane, con un impegno ammirevole, quasi  tutte le forze politiche, presenti in Consiglio Comunale, hanno elaborato  nel superiore interesse della Città.

Favara 24.09.2010

Sac. Diego Acquisto

Parroco s. Vito

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Favara, 20.9.2010

Lettera aperta

Al signor Sindaco ed ai Sigg. Consiglieri Comunali

di Favara

  BASTA ! E’ arrivato davvero il momento di dire BASTA ! Occorre agire con estrema urgenza, senza se e senza ma !  Il buon popolo favarese assiste rassegnato ed impotente, alle varie disfunzioni ed all’assenza di governo della città. Favara non merita, dai suoi politici, ulteriori mortificazioni e perdite di tempo, che suonerebbero come assassinio anche della sua speranza e del suo futuro.

I guasti già provocati dall’assenza di una GIUNTA, con l’inevitabile mancata presentazione, entro le scadenze previste, di progetti finanziabili a livello regionale, nazionale e soprattutto europeo, avranno pesanti, anzi pesantissime, ripercussioni, se non immediatamente,  certamente, nei prossimi anni. Altri danni si aggiungeranno, - dato l’andazzo delle cose - con prevedibili, altre eventuali inadempienze, nei prossimi giorni e settimane. Perciò è doverosamente urgente agire, ognuno nel suo ruolo e per la sua parte di responsabilità, in ottemperanza a quanto stabilito dalle leggi vigenti.  Favara deve avere subito un organo collegiale di governo, come previsto dall’attuale normativa, che assegna al Sindaco, eletto dai cittadini, tutta la responsabilità del potere esecutivo e contemporaneamente Lo obbliga ad avere una GIUNTA.

Dopo  tutto il tempo trascorso, in assenza di una soluzione immediata, nessuno può esimersi dal trascurare la situazione. Tutti i partiti, tutti i Consiglieri Comunali, come singoli e come componenti del più importante organo collegiale cittadino, non possono continuare a  lasciar correre. Ne va di mezzo il futuro della città ed il bene, soprattutto, delle nuove generazioni. Ognuno, (a partire dal Sindaco all’ultimo dei consiglieri comunali, eletto con il minimo dei voti), ha la responsabilità ed  il dovere di usare, immediatamente, tutti i poteri che la legge  gli assegna, per una svolta, in un senso o in un altro, unicamente finalizzata al bene della città.

Con sensi di stima, auguri di buona riflessione.

Sac. Diego Acquisto

Parroco S. Vito

 

FAVARA - AUGURI alla Russello Quater

11.09.2010

Partendo sempre dal principio che la Chiesa non è e non vuole essere, un agente politico, ma che tuttavia non può non sentirsi interessata a dare il proprio contributo per il bene comune, formulo, (come cittadino onorario e come parte di questa Chiesa favarese nel ruolo di parroco che esercito), da subito auguri alla nuova Giunta che sarà a breve costituita, mi auguro davvero con “assessori di alto profilo umano, morale e professionale”, soprattutto motivati a servire la città negli aspetti di più ordinaria amministrazione. Assessori che prima di chiudersi nei loro uffici, stiano un po’ a contatto diretto con la gente dei vari quartieri,  si facciano un giro per le vie della città e si segnino nell’agenda i problemi concreti, per evitare che emergenze risolvibili in pochi giorni si trascinino per mesi e mesi, come purtroppo è avvenuto spesso sino ad ora. Per quanto riguarda la presenza delle quote rosa, la cui presenza si dice nel comunicato del Sindaco, che sarà questa volta salvaguardata (e ci mancherebbe altro !) mi auguro anche che si vada al di là del minimo garantito, naturalmente, sempre con figure professionalmente qualificate, meritevoli e davvero desiderose di spendersi per Favara, che, dopo la sentenza del Tar, dovrebbe diventare la capitale della riscossa femminile in politica, a livello anche regionale e (perché no ?) anche nazionale.Il ruolo di opposizione, in questo ultimo scorcio di legislatura amministrativa (18 mesi scarsi) sarà assunto da forze che erano state incaricate dal popolo a governare.

  Pur ribadendo il principio che la regola fondamentale della democrazia, vuole che sia il popolo ad assegnare i ruoli di governo o di opposizione, sento che, al di là di ogni legittima opinione personale, deve essere rispettata la decisione dei questi partiti che hanno ufficializzato la loro concorde volontà di governare Favara. Una volontà che, doverosamente, bisogna pensare, unicamente finalizzata al bene della città, che, intanto, da un bel po’ di tempo, non aspetta altro che vedere affrontati e risolti almeno alcuni dei suoi immediati problemi.

  Pertanto mi auguro proprio che, sia clamorosamente smentita dai fatti, l’idea di alcuni  che cioè “la conferenza stampa della maggioranza tenutasi nella mattinata (di ieri)”, nei prossimi giorni si possa trasformare “in una sorta di comica rappresentazione”. In ogni caso, certamente la conferenza stampa, un merito immediato, intanto ce l’ha, ed è quello di avere fatto, finalmente chiarezza, con le maggioranze variabili che da tempo si verificavano in Consiglio, frutto, si diceva, dell’accordo trasversale e sotterraneo dei cosiddetti 19. Favara ha bisogno di impegno serio e fattivo, con accordi politici alla luce del sole. In questo senso, anche la scelta recentissima del Sindaco, di aderire al FLI, contribuisce a fare chiarezza.

Auguri di buon lavoro al Sindaco ed alla Giunta, per il bene della Città.

Giudicherà tutto e tutti, prima o poi, il popolo sovrano.

La mia perplessità espressa nei miei precedenti interventi, che cioè nelle prossime elezioni il popolo favarese sia costretto praticamente a scegliere tra due “fazioni” idealmente simili, credo che, in questa situazione, mantenga tutta la sua validità.

Favara 11 settembre 2010

Sac. Diego AcquistoParroco S. Vito

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Riscontro alla NOTA del 17.8.2010 del del dott. Lorenzo Airò

 

Egregio dott. Lorenzo Airò,

in riscontro alla Nota inviatami, “taggandomi” tramite Facebook, ecco alcune mie considerazioni.

A parte le valutazioni, condivisibili o meno, sull’operato dell’Amministrazione Russello e sulla situazione complessiva della città, su cui ognuno, con una pacata riflessione, può legittimamente formarsi un suo giudizio, da parte mia, come facevo notare in qualche mia precedente riflessione, la rassegnata pazienza del popolo favarese ha forse radici radicate nel passato, remoto e recente. Un passato, che pur con qualche improvviso spiraglio di luce, ha lasciato sostanzialmente immutata la situazione.

Leggendo le sue osservazioni sull’attuale condizione della città, anche nella particolare ottica da Lei usata, mi veniva in mente l’affermazione di S. Agostino : “ Che cosa di nuovo ed insolito patisce ai nostri tempi il genere umano -(favarese, aggiungo io) – che non abbiano patito i nostri padri?”.

Però, tengo subito a precisare il suo documento merita di essere attenzionato da parte di tutti, (a partire dai suoi compagni di cordata politica), per le linee future che , mi pare, vuole proporre.

Tutto quello che può andare nella direzione di un vero bene della collettività favarese, spronando tutta la macchina amministrativa (burocrati, dirigenti, dipendenti vari nelle varie mansioni, autorità politiche ai diversi livelli … …ecc…), migliorandone la cultura nella linea del servizio ai cittadini e quindi, la qualità della vita, nell’immediato presente o nel prossimo futuro, credo che debba essere da tutti accolto favorevolmente, senza remore né pregiudizi.

Pienamente condivisibile e lodevole quindi, l’appello a rilanciare l’impegno da parte di tutti per il bene della città… Premesso questo, sembra assolutamente giustificato, il richiamo – tra le righe – ai suoi stessi compagni di partito o ad alcuni di essi, verso i quali in passato, da parte sua, mi pare che non sia mancata qualche severa osservazione critica, come per esempio nel periodo (passato o ancora in atto?) della cosiddetta maggioranza dei 19. In questo senso, un passaggio, a mio giudizio, particolarmente significativo è l’invito , a “dare priorità ad un sistema di alleanze compatibili con il PD e assieme affrontare il presente e il futuro”.

Tutti abbiamo il dovere di sperare a preparare il meglio, guardando al presente, con un occhio al recente passato e quindi doverosamente, ancora di più, al prossimo futuro , guardando con interesse ai fermenti in atto, compresi i cosiddetti “Progetti per il territorio”, di freschissima elaborazione.

Per chiarezza dobbiamo ricordare che il recente passato amministrativo di Favara, – in cui Lei come sindaco è stato l’attore principale – ha registrato, nel segreto dell’urna, un severo (forse anche troppo severo , ed inaspettato nelle dimensioni), giudizio negativo da parte degli elettori che hanno deciso, senza se e senza ma, il cambiamento.

Il presente lo stiamo vivendo, con le valutazioni che ognuno man mano si va formando, in relazione alle risposte che gli uomini eletti (a partire dal Sindaco) ed i Partiti della maggioranza sanno dare ai problemi passati, recenti ed emergenti della città.

 

Il giudizio, quello che democraticamente vale, al di là di ogni attuale, anche rispettabile valutazione (positiva o negativa che sia) prima o poi, lo daranno i cittadini nel segreto dell’urna.

Stando ad un giudizio, che a me pare largamente comune, sino ad ora i pochi esponenti dell’opposizione voluta dagli elettori in Consiglio Comunale, non sembra che abbiano offerto alla città un’alternativa valida e credibile di diversa logica amministrativa, con proposte coraggiose e chiare. Né, soprattutto, hanno incalzato positivamente la maggioranza, inchiodandola al suo dovere per il bene della città, godendo solo delle divisioni e magari abilmente provocandole, forse anche seminando di proposito zizzania, nella speranza di averne un ritorno vantaggioso e senza curarsi, intanto, dei possibili danni alla collettività.

E forse questo, come ha candidamente ammesso con soddisfazione, – che si fa fatica a comprendere – qualcuno della sua cordata, ha determinato o almeno contribuito a favorire la nascita di un’opposizione fatta in casa, tutta interna alle stesse forze che hanno voluto l’elezione di questo Sindaco. La sua lettura di quanto avvenuto non mi sembra tanto dissimile dalla mia.

La situazione di Favara, se per un verso reclama il rafforzamento (o la nascita) di un nuovo stile di amministrare, nello stesso tempo credo anche che sia emblematica per quanto riguarda pure la necessità di un nuovo modo di fare opposizione.

Se la situazione dovesse restare così, il rischio sarebbe di non potere offrire all’elettorato nulla di positivo e di celebrare il rito delle elezioni in un clima che non riesco a definire, perché in pratica i favaresi dovrebbero scegliere tra due fazioni di uno stesso Partito, con la tentazione ancora più facile del passato di ricorrere a tutti quei mezzucci discutibili e dannosi, di racimolare voti comunque e ad ogni costo, senza badare alla qualità delle persone ( che, sicuramente verranno scelte all’ultimo momento, magari alla men peggio…) ed ai programmi. La conseguenza nella prossima legislatura potrebbe essere anche più problematica dell’attuale.

Per quanto riguarda i suoi interventi, ripetuti nel tempo, sull’attuale Amministrazione, nella certezza che Lei avrà sicuramente fatto un esame impietoso del voto dei favaresi che non Le hanno confermato la fiducia, perché non manifestare con la provata chiarezza, di cui non solo io le ho dato atto, il suo punto di vista e le correzioni necessarie che ha deciso di apportare per evitare gli errori compiuti ? Non sarebbe, questo sicuramente, un contributo serio alla crescita della democrazia a Favara ? Non sarebbe il caso, per esempio, riconoscendo di avere sbagliato, di prendere pubblicamente le distanze da certa cultura radical-libertaria, estranea tra l’altro alla cultura migliore del suo partito di provenienza, come pure dei cattolici democratici ? Per essere chiaro, quella cultura che ha portato all’erezione del monumento alla Venere nuda (ormai da tutti dimenticato), con tutto il contorno di festa che l’ha accompagnata, tra lo sbigottimento della maggioranza della popolazione, e tra l’altro, con sperpero ingiustificato di pubblico denaro ? Questo, naturalmente, è solo un esempio… …insomma pensare agli errori commessi ed assicurare pubblicamente l’elettorato, in questo come negli altri campi, della decisa volontà di non ripeterli. Parlare insomma si delle cose buone realizzate durante il periodo della Sua Amministrazione, ma anche degli errori commessi e del proposito vero di eliminarli, in una eventuale chiamata di servizio alla Comunità favarese, come persona o come raggruppamento politico.

Intanto, a mio giudizio, bisogna darLe atto che Il suo documento ha il merito di dare una seria scossa a tutti, in questo momento di difficoltà in cui ancora ci si attarda a formare la Giunta di Governo della Città. Dopo la mazzata del TAR, la politica favarese deve trovare il coraggio di curare se stessa. E’ tempo di muoversi, superando personalismi ed interessi di piccolo cabotaggio. Il Sindaco è chiamato giustamente in causa in prima persona, anche dando alle donne – come Lei dice – un maggiore spazio di quello previsto dallo Statuto. Favara chiede di fare presto. Lo esige il bene comune. Il susseguirsi delle riunioni ed il prolungarsi delle trattative induce, purtroppo, a pensare che la lotta a difesa di interessi personali e/o di gruppo, si trasforma in uno scontro di veti incrociati che paralizzano o addirittura fanno completamente dimenticare la ricerca del bene comune.

Come ha denunciato recentemente un autorevole uomo di Chiesa, “Il rischio che tutti corriamo è di guardare in basso, solo in basso, imprigionati e rovinati come siamo dal nostro ‘io’: un ‘io’ spesso pesantemente segnato dall’individualismo e dall’egoismo, un “io” che ripiegandosi su se stesso tende ad assolutizzarsi, a configurarsi come un ‘idolo’ da adorare e per il quale si è disposti a sacrificare tutto”.

I cittadini favaresi devono essere messi nelle migliori condizioni per giudicare e dovranno giudicare il comportamento dei Partiti come dei singoli, nel ruolo loro assegnato di Governo o di opposizione, secondo il mandato ricevuto nelle ultime elezioni amministrative del maggio 2007.

Con sensi di stima

Favara 18.08.2010

Sac. Diego Acquisto

 

Nota al direttore del giornale on line "...perlacittà.it" sui preti di Favara 

 28 luglio 2010

Nota in merito all'affermazione " non si alzano le voci ..... dei preti che fino a qualche mese addietro sembravano abitare in paese...”, contenuta  nel servizio del 28.7.2010 dal titolo : " Favara – In Consiglio si parla ancora di quota rosa di Franco Pullara " in cui, oltre che del problema delle quote rosa, che ha paralizzato l'attività amministrativa di Favara, si parla anche del degrado in alcuni settori della città, con i seguenti interrogativi : "Cosa dire sulla via Umberto che resta chiusa? E sulla via San Calogero? Per l’acqua che non arriva? Per la sporcizia? Per la macchina burocratica comunale che non funziona?".

 

Caro direttore,

la mia non vuole essere una difesa d’ufficio, ma è chiaro che l’opinione di noi preti (alcuni dei quali sono legittimamente fuori sede, in vacanza) oltre alla mia che non ha mancato di farsi sentire, non può che essere quella di puntare anzitutto al bene comune, nelle linea del nostro costante impegno di evangelizzazione che non può escludere la politica. Anzi.

Papa Benedetto ricorda spesso che la Chiesa non può disinteressarsi del bene comune, con particolare attenzione alla fasce sociali più deboli. Favara specie dopo la tragedia del 23 gennaio scorso, non può essere abbandonata a se stessa…il degrado nei settori da te denunciati può e deve essere fermato…la macchina burocratica del Comune (dirigenti e personale vario…più che sufficiente nel numero…) mi pare che, in qualche caso, si stia mettendo all’opera, per esempio, x qualche intervento necessario in qualche via…

Perché non procedere in tutti i settori, per quanto riguarda l’ordinario ? E’ proprio sempre necessario l’ordine di servizio dell’assessore ? Non basta quello del dirigente per l’ordinaria amministrazione ?

Comunque, a scanso di equivoci, la politica non deve cercare alibi. E’ urgente, anzi urgentissima, la costituzione (rimodulazione, rinnovo…ecc…) di una autorevole Giunta, formata da persone qualificate e di buona volontà , di ambo i sessi.

A mio modesto parere, i politici-uomini ( a parte l’opportunità o meno di talune iniziative giuridiche che pare vogliano intraprendere) intanto hanno l’occasione di liberarsi dall’accusa di essere attaccati al potere e di incurabile maschilismo in politica, realizzando subito l’idea di una Giunta a maggioranza femminile, con il 20% di uomini . E’ difficile realizzarla ? Forse sì, ma non impossibile ! Per fare proprio presto (perché è davvero necessario) ogni Partito (nessuno escluso), subito, dovrebbe fornire una rosa di nomi, lasciando la decisione al Sindaco, al quale, per legge, spetta sempre l’ultima parola nella scelta degli assessori x la composizione della squadra di governo. Naturalmente, il discorso dell’urgenza nel procedere, se vale x tutti, vale soprattutto x il Sindaco, al quale subito – e giustamente – sempre, in ogni cosa si pensa, avendo egli ricevuto un mandato diretto dai cittadini x l’amministrazione della cosa pubblica.

Formata la GIUNTA, dopo questo necessario ed urgente passaggio, si riprenda pure il dibattito a 360 gradi. Ciò anche con un occhio alla situazione politica nazionale, che credo non manchi, neppure a Favara, di avere il suo influsso sulla politica locale. Si possono fare tutte discussioni che si ritengono più utili x il bene di Favara, non dimenticando però che x tutti, singoli operatori politici, raggruppamenti vari, e Partiti nel loro insieme, ci sarà, nel segreto dell’urna, il giudizio degli elettori, in questi tempi, forse più desiderosi che mai di esercitare direttamente la loro sovranità. Le sorprese, a mio giudizio, sono o saranno proprio da mettere nel conto.

Con sensi di stima

Favara 28.7.2010

Sac. Diego Acquisto

 

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Lettera a Franco Pullara, direttore del giornale online ...Per la città, in riscontro ad un suo servizio dal titolo: Favara - L'opposizione c'è.

 

Caro direttore,

partendo dal principio che la Chiesa non è e non vuole essere, un agente politico, ma che tuttavia non può non sentirsi interessata a dare il proprio contributo per il bene comune, il tuo articolo ed i vari post di commento, hanno suscitato in me le seguenti considerazioni, forse anche per il ruolo che esercito all’interno della comunità.

La mancata indignazione del popolo rispetto a talune, oggettive, disfunzioni  denunciate, forse si può spiegare con il fatto dell’abitudine, consolidata nel tempo, perché il presente eredita un passato, difficile da smaltire e la buona volontà degli attuali, come dei passati amministratori, ha sostanzialmente lasciata immutata la situazione, consolidando la cultura della rassegnazione. Il nuovo da costruire sono forse davvero i piccoli passi di una cultura collettiva di corresponsabilità, con un confronto costante e diretto dei cittadini con l’Amministrazione, che mi auguro davvero possa, finalmente, davvero iniziare.  Non servono, a mio giudizio, né le rampogne contro l’attuale legislazione, né le invettive, né le lamentele, specie se condite da inutili volgarità e/o palesemente frutto di malanimo e  faziosità.

Ma il senso complessivo del tuo servizio, caro direttore Pullara, è certamente un altro, quello di un’opposizione di sinistra che manca.

Avendo il popolo decretato di affidare il governo della città al centro-destra, contestualmente, nella normalità della vita democratica, alla parte sconfitta assegna il ruolo di opposizione.

A Favara la situazione appare anomala, perché a  quanto pare, la sinistra, o meglio le forze del centro-sinistra, (complessivamente meno di un terzo del consiglio comunale, formato da 30 consiglieri)si trovano, spesso,  a condividere le scelte dell’Amministrazione.

Da tre mesi a questa parte, che cosa è avvenuto ? Come riferisci in questo servizio,  “dell’opposizione se n’è fatto carico l’onorevole Bosco e il gruppo consigliare vicino alle sue posizioni politiche”, cioè i lealisti del PDL, un gruppo di quattro/cinque consiglieri. Cioè, in assenza della naturale opposizione esterna, è nata un’opposizione interna allo stesso Partito del sindaco. Un’opposizione fatta in casa, dato che il PDL risulta frazionato tra  “lealisti”, PDL-Sicilia, e di recente, anche,  PDL-Favara. Una guerra “civile”, che, in qualche occasione, talvolta, appare anche inutilmente cruenta. Una situazione anomala di frammentazione e confusione, questa del PDL a Favara che sicuramente disorienta i cittadini. E, per dirla tutta, la frammentazione  a Favara  non risparmia nemmeno il centro-sinistra, il PD, al cui interno le fratture sono pure evidenti, tra riformisti e conservatori, così come a livello nazionale, regionale, provinciale  .

 Le conseguenze per l’Amministrazione Comunale,  - costretta democraticamente a tenere conto degli umori di una maggioranza variabile in Consiglio Comunale, non infrequentemente diversa  da quella da cui politicamente è nata, lo scorso marzo, dopo un travaglio di oltre cinque mesi - mi sembrano quelle di una navigazione a vista, con il Sindaco che richiama agli impegni programmatici sottoscritti.

Cosa avverrà nel prossimo futuro ? Perché è sicuro che democraticamente tutto ritornerà al giudizio del popolo, che nel segreto dell’urna valuterà e dovrà esprimersi. L’esperienza ci dice che dall’urna possono uscire risultati davvero inaspettati, a riprova che la valutazione della gente comune – dove spesso c’è tanto buon senso -  può essere assai diversa da quella che alcuni vorrebbero far credere.

 Ma quale possibilità di scelta sarà offerta ai cittadini favaresi alle prossime elezioni amministrative? 

Continuando così le cose, in considerazione che MPA e UDC sono ufficialmente alleati del PDL (ma anche loro, con problemi, divisi al loro interno), VIENE da PENSARE  che  i FAVARESI dovranno solo SCEGLIERE  tra due FAZIONI  di UNO STESSO PARTITO, cioè il PDL.

Perché, in questo contesto, le forze del centro sinistra appaiono quasi inesistenti,  non alternative e comunque, comportandosi in questo modo in Consiglio Comunale, non pare davvero che abbiano per Favara un progetto credibile di alternativa all’attuale gestione.

Inoltre,  alcune domande si devono ancora porre. Funzionano i partiti ?  Quale lavoro stanno facendo per formare i nuovi possibili  amministratori  da sottoporre al giudizio dei cittadini ? Perché, all’interno di ogni partito, - per essere concreti - non si incominciano a fare i nomi (uomini e donne) di possibili, futuri amministratori della cosa pubblica ?

 E’ possibile risolvere tutto, ponendo all’attenzione solo domande retoriche, come :  Daremo fiducia di nuovo ai nostri eroi “ (cioè agli stessi consiglieri comunali) ?”.  Oppure lanciare solo qualche frase ad effetto, che, per esempio, inviti  a coglier il “guanto”  “perché la sfida è aperta ?”.

 

Mi rendo conto che è facile criticare e lamentarsi, mentre scendere al concreto, specie se si tratta di scelta di persone, è davvero difficile. Con la conseguenza poi di scegliere però all’ultimo momento, pressati solo dalla scadenza e dalla sola urgenza e necessità di pigliare voti.

 Per questo, credo che la strada da percorrere, concretamente, sia quella di un forma di democrazia diretta di controllo popolare, avviando un processo di educazione della coscienza collettiva  alla partecipazione responsabile, liberando la mente da pregiudizi e  attese messianiche, quasi che possa sorgere un uomo carismatico che miracolosamente possa farsi carico e  risolvere i problemi della collettività.

Unitamente  all’augurio di buone vacanze, c’è da sperare, magari dopo la calura di questi mesi,  in un ripensamento generale per il bene della città e della democrazia.

Cordialmente

13.7.2010

Sac. Diego Acquisto

 

 

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Dialogo fecondo tra La Comunità ecclesiale e la Civica Amministrazione a Favara 

di don Diego Acquisto

 giovedì 1 luglio 2010 

Con un minimo di costruttivo realismo, forse è davvero possibile valutare positivamente l’incontro che ieri sera si è svolto tra l’Amministrazione Comunale, rappresentata dal vice sindaco Montaperto, il direttivo del C.P.C. ed una qualificata rappresentanza di laici e sacerdoti della città, per un cammino nuovo di ascolto e di impegno in favore della collettività favarese.La Chiesa che non è e non intende essere un agente politico, ma che nello stesso tempo, unitamente a tutte le altre sane realtà aggregative del territorio, ha il dovere di interessarsi al bene della comunità, non poteva trascurare la sollecitazione del primo cittadino. Il quale, nelle settimane precedenti aveva indirizzato una lettera all’arciprete don Mimmo Zambito ed ai componenti del direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino, chiedendo collaborazione attorno alla nuova Giunta di governo della città, che si era insediata alla fine dello scorso marzo, formata, “con l’apporto di tutti quei Partiti che, nelle ultime elezioni amministrative, hanno avuto dai cittadini il mandato di governare la Città”. E ciò, dopo, l’unanime, condivisa valutazione che la Giunta tecnica aveva esaurito il suo compito ed il conseguente travaglio di oltre cinque mesi di riflessione e di incontri.Da sempre, da più parti, si è auspicato un diretto contatto tra cittadini e pubblica Amministrazione. Qualche tentativo di concreta attuazione c’è stato, ma è mancata da parte dei Sindaci, che si sono avvicendati, la necessaria determinazione ad insistere e continuare, forse ritenendo più facile e gratificante ritrovarsi solo con la ristretta cerchia di “responsabili”, con le conseguenze a tutti ben note. Adesso, con quanto è stato detto da parte di più di uno dei presenti, si può, ragionevolmente, pensare che sia la volta buona per una svolta che costringa ad uscire dal Palazzo i “responsabili” per ascoltare la base ed assieme procedere ad un monitoraggio dei problemi, da classificare e risolvere a breve, media e lunga scadenza.Evitando positivamente ogni forma di superato collateralismo, la comunità ecclesiale, pur nella consapevolezza di essere una realtà significativa del territorio, non può e non vuole essere l’unico interlocutore della Civica amministrazione. Devono essere invitate e sollecitate le tante realtà culturali e sociali aggregative, che vogliono contribuire responsabilmente al bene di Favara e che fortunatamente non mancano, oltre naturalmente al libero intervento dei cittadini dei vari quartieri , che devono essere i protagonisti principali.L’augurio è che dai progetti si passi ai fatti concreti, senza perdere tempo nella stesura di chissà quali regolamenti e statuti. Sindaco, Assessori, Presidente del Consiglio Comunale e Consiglieri, dirigenti e impiegati tutti, ognuno per la sua parte e per il suo ruolo, credo che debbano cogliere l’opportunità di una revisione del loro servizio, perché Favara merita di più ed è possibile andare avanti, anche a piccoli passi concreti, superando polemiche e divisioni, senza aspettare chissà quale salvatore, con la bacchetta magica. I problemi ce li dobbiamo risolvere noi, se necessario anche con qualche manifestazione unitaria di protesta, per ottenere i finanziamenti promessi, ma che ancora non arrivano. Da parte di tutti bisogna rimboccarsi le maniche, senza lasciarsi condizionare da insulti, provocazioni e volgarità. La tragica situazione dei precari è un’ulteriore, forte sollecitazione alla concordia, solidale e fattiva. Le lacerazioni e frammentazioni non hanno mai prodotto nulla di buono.Tutti abbiamo il dovere di far crescere una Favara più responsabile,più solidale, più pulita in tutti i sensi, con servizi decisamente migliori. Una Favara che sappia scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalità. Qualche tempo fa’ giovani francescani ad ogni favarese lanciavano, una sfida sempre attuale: “Abbi coraggio. Sii tu il cambiamento della nuova Favara che vorresti”.

 

 

 

11-Editoriale di Radio Favara 101- lunedì

 22.03.2010

-34 anni di vita e di attività di RF 101

-Ricordo dei soci fondatori scomparsi

-Linea editoriale dell’emittente.

 

Sabato scorso 20 marzo, la nostra emittente Radio Favara 101 ha compiuto il compleanno ed ha completato 34 anni di vita e di attività; 34 anni di vita e di attività senza clamore, senza nessun annuncio pubblicitario: 34 anni a servizio del territorio. Prima emittente della provincia e quindi madre di tutte le emittenti radiofoniche del territorio  agrigentino, ha operato sempre in uno stile di discrezione, festeggiando, si fa per dire, ma comunque in modo assai sobrio, solo alcune date, l’ultima delle quali è stata quella del ventennio, nel marzo del 1996. Adesso  gli anni di servizio  compiuti sono ben 34 e anzitutto il nostro pensiero va ai soci fondatori, a quelli ancora viventi (che non nominiamo, sia per il nostro stile consueto di discrezione…sia, per paura di dimenticarne qualcuno) , e soprattutto, poi, vogliamo ringraziare quelli che non sono più in vita, laici di grande valore culturale e grande spessore umano: ricordiamo per tutti Lillo Lentini. Eugenio Celani e Peppe Casà, veramente grandi figure, che assieme al grande, eccezionale P. Pacifico Nicosia, stimatissima figura di uomo, di sacerdote e di frate francescano di questo Convento S. Antonio di Favara, in cui si trova lo studio da cui vi stiamo parlando, hanno dato vita a questa emittente RF 101. e noi onorati da così illustri predecessori, senza minimamente volere  rivendicare meriti non dovuti – ci sentiamo di dire con serena obiettività, che questa emittente, nei suoi 34 anni di attività ha sicuramente contribuito alla crescita culturale del tessuto sociale, allargando gradualmente il suo raggio di ascolto e conquistando sempre nuove fasce di  radiascoltatrici e radioascoltatori, resistendo, ci sembra con successo alle difficoltà con cui tutte le radio hanno dovuto confrontarsi negli ultimi anni e restando validamente presente nel panorama degli ascolti e della comunicazione.

Il glorioso passato di servizio svolto, la gratitudine verso quanti hanno avuto intuito e lungimiranza, sprona tutti gli attuali operatori dei vari settori e programmi, a continuare nell’impegno, valorizzando l’esperienza accumulata e con la volontà decisa e ferma di continuare nel servizio di promozione culturale. L’impegno sarà sempre quello di evitare un giornalismo basato sul sensazionale o sulla enfatizzazione delle notizie specie se negative, e come sempre, di evitare assolutamente il gossip, continuando in quello stile di moderazione, di discrezione e di efficacia che  le nostre radioascoltatrici ed i nostri radioascoltatori conoscono bene. Rubriche di intrattenimento musicale, notiziari, interventi di carattere religioso, spazio alle associazioni di volontariato. E, a proposito colgo volentieri l’occasione per invitare i vari responsabili delle associazioni di volontariato ad utilizzare questa nostra emittente per far conoscere le loro iniziative, servendosi e collaborando con i volontari che operano nel settore dell’informazione di questa nostra emittente…e tra volontari, il dialogo è tra pari..); e, consentitemi di confidarvi che, proprio grazie all’opera di volontari, ogni settimana, il lunedì va in onda  la voce  del direttore, cioè la mia rubica che vuole offrire stimoli di riflessione su argomenti vari, con particolare attenzione ai problemi del territorio e della nostra Favara in particolare, magari con una certa, maggiore  attenzione  ai fatti ecclesiali, talvolta disinvoltamente trascurati da grandi mezzi di comunicazione di oggi.

Perché davvero restano sconosciuti ai più tanti fatti significativi, che se vogliamo, sono magari di routine , ma che, al di là di tutte le chiacchiere inutili e spesso anche solo dannose,  sono gli unici che riescono ad accendere una luce ed a  portare una parola  di speranza in am­bienti di degrado e di disperazione.

Ci sono gruppi di volontari, ecclesiastici e laici, che, sotto qualsiasi sigla operino, nella nostra provincia e nella nostra Favara,  riescono ad arrivare là dove nessun servizio predisposto dalla comunità civile arriva o potrebbe arrivare.   Persone giovani e meno giovani, che seguono categorie particolari di anziani, di diversamente abili,  uomini e donne in difficoltà.

Ci sono insomma tante persone immerse nell’anonimato, che svolgono un’opera preziosissima  di servizio sociale, non per uno scopo di lucro, ma unicamente perché nel fratello o nella sorella sofferente, se credenti, vedono l’immagine stessa di Dio e altri che magari fanno lo stesso servizio, senza averne consapevolezza, ma che sono sulla strada giusta, perché come dice la Bibbia, “la gloria di Dio è l’uomo vivente”.

E poi, perché non dirlo, da questa nostra emittente, vogliamo stimolare ad agire alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, e, se necessario, fustigando con la dovuta energia, ma sempre per favorire il bene comune, che sempre deve essere posto al di sopra degli interessi personali o di parte.

 E noi siamo fermamente convinti che tante polemiche si potranno evitare e si potrà tendere veramente al bene comune, se il Van­gelo sarà adat­tato, con spirito di coerenza e di creatività, alle nostre situazioni concrete, senza escludere la politica, che anzi deve  sempre più recuperare il vero senso della parola di servizio alla polis, alla città. E proprio per la nostra Favara, che vede, proprio in questi giorni, una nuova Giunta di Governo, iniziare il suo servizio alla città in questo momento non difficile ma difficilissimo, ci viene di ricordare, a proposito di talune voci non proprio edificanti di questi giorni, - voci che in maniera preconcetta esprimono sempre giudizi negativi su tutto e su tutti - la definizione della democrazia del famoso uomo politico inglese WINSTON  CHURCHILL : “La democrazia è il peggiore sistema di governo che esista, ma sino ad ora  non se n’è trovato uno migliore”.

Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

 

LETTERA  APERTA

10.03.2010

 

La città si prepara ad accogliere l’annuncio ufficiale, ormai imminente,  della nuova Giunta, con atteggiamenti diversi, per alcuni di ostilità, per altri di indifferenza, per altri ancora di attesa, e, infine, per una fascia - a mio giudizio non proprio ristretta, se non addirittura maggioritaria – di speranza.

Una  nuova Giunta dopo un travaglio di oltre cinque mesi; un lungo periodo segnato anche dalla tragedia del 23 gennaio scorso, che ha drammaticamente messo in evidenza il degrado del centro storico, con tutti i problemi connessi di povertà, di emarginazione e di mancanza di sicurezza per la stessa incolumità fisica.

Il nuovo governo della città, inizia in un momento assai difficile, in cui, malgrado tutto,  i partiti che nelle ultime elezioni hanno ricevuto il mandato popolare, hanno ritrovato il coraggio di rimettersi assieme, sicuramente nel proposito – mi auguro fermo e sincero - di seppellire la cultura delle divisioni e del disfattismo,- o  del  FALLIMENTO DI TUTTO E DI TUTTI - come è stato scritto in questi giorni scorsi.

Assolutamente prioritaria l’esigenza di dare risposta a quella grande voglia di cambiamento uscita dal segreto delle urne nelle ultime elezioni  e provare, con senso di responsabilità e ritrovata grinta e determinazione, ad amministrare la città, uscendo dall’emergenza, con l’avvio di un cammino decisamente nuovo,dopo la tragedia del 23 gennaio; un cammino nuovo sotto il pungolo costruttivo dell’opposizione, anch’essa già predisposta, e comunque coinvolta e richiamata al suo ruolo di responsabilità.

A partire dai prossimi giorni, Favara avrà al governo una maggioranza legittimata dal voto popolare; una maggioranza che si assume le proprie responsabilità ed un’opposizione, anch’essa voluta dal popolo, che ne deve controllare  l’operato.

Ciò, dopo il travaglio dei mesi scorsi, in cui sono emerse ancora in tutti i settori dei vari partiti, - dove più, dove meno – rilevanti debolezze e contraddizioni, malcelate furbizie e ambizioni personali, pur  nel desiderio sincero di un cambiamento in meglio. La democrazia vera non nasconde le sue fragilità. Adesso, con  buoni propositi, grazie alla tenacia e  determinazione del Sindaco Russello, che ha via via rivelato, prudenza e saggezza, oltre a doti non comuni per gestire l’emergenza, sembra avviarsi subito, davvero una nuova fase, quanto meno,  nella chiarezza, per affrontare i problemi sul tappeto.

Auguri a tutti i protagonisti e soprattutto alla città. Favara ha grande bisogno di coraggio nella chiarezza. Credo l’augurio di una franca risposta a questo bisogno, sia il più adatto per la prossima Pasqua.

Per la verità, nella ricomposizione della maggioranza, dobbiamo dire, che all’ultimo momento è venuta a mancare la sola componente consiliare che si rifà al PDL   dell’on. Bosco, il quale ha accolto l’idea di una Giunta di salute pubblica, già in precedenza avanzata dai massimi esponenti locali del PD. Bosco ha voluto  tuttavia, a chiare lettere, sottolineare di appoggiare pienamente e sostenere con tutte le sue forze  i partiti del centro-destra, nella loro concorde decisione di questa ripresa di impegno comunitario per la città.

Le motivazioni addotte dall’on. Bosco non vanno sottovalutate, perché  egli richiama a  comportamenti nobili e virtuosi, che  è facile collegare con alcuni principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa; principi richiamati anche nel recente documento pubblico della Comunità Ecclesiale, “Per un atto di amore alla città”, a firma congiunta del Collegio dei Parroci e del Direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino.

Come non condividere i richiami dell’on. Bosco a “invertire a Favara “la rotta politica” ed  uscire dall’anomalia della confusione” ? E ancora, il richiamo ad “attenzionare concretamente i problemi del  popolo”…a “mettere da parte  ed abbandonare la linea della ricerca esasperata di poltrone, per fare prevalere, invece, l’interesse collettivo?”. E questo per puntare “sulle vere emergenze: lavoro, centro storico, qualità della vita e legalità.” Su questo progetto – dice ancora testualmente l’on. Bosco – “sarò presente e partecipe, …per riuscire finalmente a misurare l’impegno per Favara, non su sterili promesse, ma per dare soluzioni, rapide e concrete, alla popolazione”. Pensieri nobili che devono essere condivisi e che sicuramente, vogliamo augurarci, saranno tenuti presenti dai Partiti e dai nuovi assessori che si sono caricati la responsabilità di governare la città, imbroccando la strada giusta. Fra due anni, sarà poi il popolo sovrano a giudicare nel segreto dell’urna e confermare l’attuale maggioranza o eventualmente mandarla a casa, per assegnare il governo all’attuale opposizione, e fare diventare opposizione l’attuale maggioranza, secondo le regole maestre della democrazia.

Ricordiamo che, da troppo tempo, la sensazione diffusa è che la politica miri solo al raggiungimento di interessi particolari a scapito di quelli generali. La voglia di cambiamento espressa dal popolo nel maggio 2007, deve essere tenuta presente dal Sindaco e dai nuovi assessori, specie dopo il 23 gennaio scorso. Essi devono dimostrare concretamente una vera inversione di marcia, per rendere palese che la furbizia e la scaltrezza non prevalgono sull’intelligenza onesta e sulla volontà seria di collaborare per il bene comune.

Ricordiamo che la Gaudium et spes definisce il bene comune “l’insieme di quelle condizioni che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere più pienamente e più speditamente la propria perfezione”(n.26). Chiaro il sottinteso che ci vuole l’impegno di tutti. I politici devono creare con le loro scelte le condizioni in questo senso. Favara, - è stato ripetutamente detto da tutte le parti politiche e non solo - dopo il 23 gennaio non è, non deve e non può continuare ad essere più la stessa. Ed allora si richiede un impegno corale, da parte dei politici, maggioranza ed opposizione, degli alti dirigenti del Comune, dei burocrati, di tutti gli impiegati ai vari servizi. Insomma , un impegno ed un atteggiamento nuovo veramente da parte di tutti, dal Sindaco, agli assessori sino all’impiegato con le mansioni che sembrano le più umili, ma sempre importanti, come ad esempio quelle del messo-notificatore, chiamato anche lui a compiere bene il suo dovere, perché una mancata o intempestiva notifica provoca guasti e rallenta l’iter delle decisioni dei vertici più alti.

Bando alla cultura ed alla prassi dell’appiattimento. Meriti e sanzioni non  devono esser considerati una cosa del passato.

La Dottrina Sociale della Chiesa dice  a tutti di muoversi nel binario del vedere, giudicare, agire, con tempestività e diligenza.

Favara ha tutte le potenzialità per risollevarsi dalle attuali difficoltà ed  assicurare  una migliore qualità della vita ai suoi concittadini.

Con sensi di stima, porgo a tutti AUGURI  di feconda riflessione per il bene di Favara, in questo fine Quaresima e per la prossima Pasqua.

 

Sac. Diego Acquisto

 

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NOTA  di CHIARIMENTO  sul FAVARA DAY  X  Sicilia TV

23.02.2010

 

Favara ha bisogno di coraggio nella chiarezza,  senza alimentare quella cultura dell’anonimato, che in un passato remoto, quando andava di moda,  – pare - non le sia affatto appartenuta. Una cultura allora diffusa soprattutto in alcuni paesi della nostra diocesi,  per cui , il nostro Sinodo diocesano,-  al fine di contrastarla, sottolineandone la gravità,   aveva  inserito il peccato delle lettere anonime “graviter infamantes”,  tra i peccati riservati al Vescovo e perciò l’assoluzione era sottratta al confessore ordinario.

La precisazione di cui sopra può servire per una riflessione utile a quanti partecipano lodevolmente, - servendosi dell’opportunità offerta dalle moderne conquiste mediatiche - al dibattito e al confronto delle idee. La morale cristiana invita  sempre alla chiarezza ed all’assunzione di responsabilità.

E personalmente credo che bisogna lavorare in questa direzione, perché solo così si può contribuire ad un vero cambiamento in meglio. Seminare sospetti e veleni, nascondendosi,  credo solo che arrechi danno alla collettività.

Avevo aderito al programma del FAVARA DAY, accogliendo un invito ricevuto tramite face book, senza conoscere i nomi degli organizzatori non indicati (o dell’organizzatore), ma tuttavia, constatando che era  già registrata l’adesione da parte di persone ben note e  socialmente qualificate.

Condividendo nella sostanza il documento programmatico,  con talune importanti precisazioni e con un’ottica diversa, me ne sono fatto cassa di risonanza, anche tramite  RF 101, prestigiosa emittente, della quale mi onoro di essere il direttore responsabile, da alcuni lustri. Credo così  di avere contribuito, notevolmente, a diffondere il messaggio del documento, che ho condiviso.

Nel pomeriggio di ieri, tramite un messaggio su face book di ZORRO, - (forse l’unico o il principale organizzatore), - ho appreso con rammarico e disappunto, che non era stata chiesta l’autorizzazione, per cui la manifestazione del FAVARA DAY cambiava impostazione.

 Subito ponevo e pongo qualche interrogativo fondamentale: Perché non rispettare le regole del nostro Stato democratico ? Non è meglio scoraggiare la cultura dell’anonimato ?

La Quaresima ci può aiutare a riflettere anche in questa direzione, augurando che anche ZORRO possa “convertirsi”. Lo merita anche il documento del FAVARA DAY, il cui messaggio per la città, a mio giudizio, deve essere ripreso alla luce del sole e nel rispetto delle regole democratiche. AUGURI.

 

Favara 23.02.2010

Sac. Diego Acquisto  

 

Su per la città (Giornale on line)

Sac. DiegoAcquisto ha scritto quanto segue il 20 febbraio 2010 alle 11:32.

Dopo l’ennesima fumata nera, di cui veniamo a conoscenza grazie al tuo servizio (“Favara – La maggioranza non si decide e l’opposizione tace” di Franco Pullara 20.2.2010), caro Franco, ecco cosa mi sento di dire. Stando le cose in questo modo, continuare così ancora, - anche un solo giorno - dopo cinque mesi, durante i quali l'attuale Giunta in carica è stata teoricamente e praticamente messa a bagnomaria e nell'incertezza, non sembra proprio accettabile. Specie dopo quello che è successo, la città ha bisogno, senza perdere tempo, subitissimo,  di una Giunta autorevole e politicamente legittimata a governare la città. Un sussulto di dignità personale e politica da parte di tutti e dei diretti  responsabili in particolare, - (prendendo la parola e comunque senza chiudersi nel silenzio) -  è urgentissimo. L'assunzione di responsabilità credo che, moralmente, sia obbligatoria “sub gravi” da parte di ognuno (Sindaco, onorevoli, maggioranza...opposizione….autorità e responsabili vari dei diversi settori… a cui sta a cuore il bene della città …ecc), ognuno per il proprio ruolo. E’ proprio il caso che ognuno, per la sua parte, “gridi a squarciagola” (come dice il Signore al profeta Isaia) il suo giudizio. In questa ottica, si richiede, - sempre  a mio parere -, anche una chiara presa di posizione da parte degli Assessori attualmente in carica, invitando il Sindaco ad una scelta chiara ed indilazionabile. Essi ne trarranno poi, in piena libertà, coscienza e responsabilità,  le conclusioni.

Pino Sciumè ha scritto quanto segue il 20 febbraio 2010 alle 12:44.

 

Concordo pienamente con Padre Acquisto, l’unico esponente della nostra comunità ecclesiale che in questa fase post-traumatica a seguito di ciò che è successo a Favara, sta tentando in tutti i modi di smuovere una tragica stagnazione di chi ha in mano le sorti del nostro paese. Il pezzo che hai scritto, caro Franco, è terribilmente vero e conseguentemente il suo contesto diventa vomitevole. La famosa frase che Mons. Pappalardo pronunciò durante le stragi di mafia dei primi anni novanta, a sua volta presa dai latini, resta amaramente attuale per questa terra: mentre a Roma, o a Palermo, si discute, a Favara si muore. Si muore fisicamente e si muore socialmente. Chi si candida per andare al governo compie un atto legittimo e per certi versi ance coraggioso perchè ci mette la faccia. Ma nel continuo divenire, e parlo in generale, quando la cosa pubblica diventa ingovernabile, gli eletti hanno un solo alleato: il popolo sovrano secondo la Costituzione. Dicano gli eletti le loro intenzioni e svolgano il compito che gli è stato affidato. Se il popolo prende coscienza, tutto è fattibile. Soprattutto mettere da parte i furbi. Non si può scherzare molto con la morte. Prima o poi un capopolo…

   6. Sac. Diego Acquisto ha scritto quanto segue il 20 febbraio 2010 alle 14:27.

 

      Caro Pino, non sono il solo della comunità ecclesiale – come scrivi – a prendere posizione. Ci sei anche tu e molto probabilmente, – restando solo nell’ambito di questo spazio giornalistico on line – almeno per il momento anche – laki…giuseppe….oltre, naturalemente al direttore FRANCO. Sono sicuro che ce ne sono tanti altri….

 

  9. Pino Sciumè ha scritto quanto segue il 20 febbraio 2010 alle 16:48.

 

      Grazie Don Diego, la Sua precisazione mi conforta. Il bene della Chiesa in fondo mi ha sempre accompagnato nella mia esperienza di vita cristiana di cui Lei in particolare conosce aspetti che risalgono alla mia adolescenza. In verità devo confessare che le vicende di questi ultimi anni mi hanno lasciato perplesso al punto che, con grande sofferenza, mi sono messo volutamente da parte, ma Le assicuro che il mio cuore batte sempre forte e i miei ideali sono sempre allo stesso posto. Non addebito niente a nessuno, ma non vedo salti di qualità. Il nostro Arcivescovo ha saggiamente indicato le vie della comunione e della missione, il ritorno al territorio parrocchiale visto nell’ottica di coinvolgimento alla vita comunitaria dell’intera collettività. Noto purtroppo una lenta e continua assenza della figura del pastore che va alla ricerca della pecorella smarrita a cui Gesù ha dato grande rilevanza in una mirabile e profetica parabola. I fatti accaduti a Favara, pur nel loro tragico epilogo, possano essere anche e soprattutto per i cristiani che sentono di partecipare alla rinascita del territorio parrocchiale, un’occasione storica di dire basta alle false novità. Il gattopardismo prospera ancora in tante parrocchie e tanti parroci non vogliono capire o addirittura conoscere le tante realtà positive che nascono nel territorio. E’ ormai opinione diffusa che si può essere realtà cristiana e solidale anche senza la presenza del parroco. La prenda come sfogo, Don Diego, anche la Chiesa si batta il petto. Il “Giudizio” non farà distinzione di tonache o tessere di partito. Ma come Cristiano mi sento di avere una marcia in più: la debolezza della natura e la forza della Fede. Aderirò al “Favara Day” col dovere del cittadino e l’orgoglio del cristiano. Un caloroso abbraccio.

 

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DOCUMENTO della COMUNITA’ ECCLESIALE  di  FAVARA

Pubblicato il 13.02.2010

 

“Per un atto di amore alla città”

-Al Sig. Sindaco, avv. Domenico Russello

-Al Sig. Presidente del Consiglio Comunale, dott. Luca Gargano

-Ai Sigg. Consiglieri Comunali

-A tutti i cittadini di Favara

 

In quest’ora segnata ancora dal dolore per la tragica perdita delle piccole Marianna e Chiara Pia, con voi tutti ci stringiamo ai genitori e alla famiglia Bellavia.

Con loro preghiamo per il conforto che viene dalla fede in Cristo Gesù, morto e risorto.

La stessa fede ci sospinge ad un atto di amore alla città e a coloro che ci governano per il mandato popolare.

Ai nostri Amministratori e in particolar modo al Sindaco Avv. Domenico Russello, ribadiamo la nostra fiducia e il pieno sostegno.

La vicenda inerente all’intento di sequestro del figlio, poteva distoglierla dal perseverare nel suo compito di Primo Cittadino, in questo frangente di così profonda difficoltà della comunità. Questa paga il prezzo per colpe non certo addebitabili a Lei.

Perseverando nel gravoso compito di guidare la Città, con alto senso civico, di amore all’umanità di questa comunità di Favara e delle istituzioni democratiche, Lei ha infuso  – in noi cittadini e alla sua famiglia – il seme della volontà buona di anteporre l’interesse del bene pubblico a quello familiare. A chiare lettere perciò esprimiamo a Lei Signor Sindaco vicinanza, apprezzamento. La gratitudine per il suo esempio come un seme, discreto e silenzioso nella terra, produca in noi la stessa volontà nella ricerca del bene comune.

Mettere mano a sgomberi, demolizioni e chiusura delle strade in maniera urgente per le tragiche vicende occorse, è forse il giusto prezzo che la comunità e non certo Lei deve pagare. La Comunità tutta paga il prezzo per il diffuso senso di illegalità spicciola e quotidiana che ha caratterizzato soprattutto la violenta gestione del territorio e delle relazioni civiche, favorendo gli interessi familiari e di parte, piuttosto che quello del bene pubblico.

Al Signor Presidente del Consiglio Luca Gargano , ai Sigg. Consiglieri e alla forze politiche locali, regionali e nazionali esprimiamo la nostra ferma fiducia che dopo i giorni del cordoglio e della pena, si imponga quotidiano ed instancabile servizio alla cosa pubblica e alle scelte politico – amministrative, legislative e di intervento sociale,  lungimiranti per il futuro della Comunità di Favara.

Come Comunità Ecclesiale, dal giorno del dolore, ci siamo messi accanto ad ogni cittadino, soprattutto se fedele di Cristo, per chieder a Dio perdono, cambiamento di mentalità ed impegno.

Abbiamo chiesto e ancora chiediamo perdono a Dio perché la tragedia di una casa che cade e distrugge una famiglia in una città, ha origini nel cuore dei cittadini.

Dal cuore nostro nascono le malvagità, i furti (Mt 15,19; Mc 7,21), l’avidità del possesso dei beni che è idolatria (Col 3,5), che conduce all’omicidio (Gc 5,1-6).

Riconosciamo di essere tutti colpevoli quando il povero, il debole, colui che non sa e non può,  è maltrattato e calpestato da coloro che hanno, che sanno e che possono. Ciò a Favara è avvenuto con forme persistenti di esclusione sociale e di rifiuto di impegno all’integrazione, con modalità diverse, in tutte le istituzioni, comunità dei credenti in Cristo compresa.

La difficoltà al reperimento di alloggi disponibili all’affitto per le famiglie sfollate in una città che ha circa quarantamila vani disabitati – pur con le garanzie offerte dalla Amministrazione Comunale e dalla mediazione della Comunità Ecclesiale e finanche delle agenzie- è segno evidente di questa comune triste colpevolezza.

Chiediamo ancora a Dio di mutare la nostra mentalità e di suggerirci giorni di impegno e di amore per Favara.

Per un atto di amore alla Città e solo alla Città, queste parole vi scriviamo perché siano di incitamento all’unità della comunità, alla pace che viene da Dio e al cambiamento del cuore. La disponibilità al supporto dell’operato della Amministrazione Comunale di Favara, in quest’ora di giudizio per le negligenze e le colpe del passato, è per la comunità dei credenti in Cristo, consapevolezza del peccato sociale e invocazione di cambiamento di mentalità e di impegno di giustizia.

Dio cambi il nostro cuore perché cambi il cuore della città.

 

Favara, 9 Febbraio 2010

  Il Collegio dei Parroci e il Direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino di Favara

***

 

Su per la città

05.02.2010    ore 19,12 – (ZONA FRANCA – “Sì al patto autnomistico per il cambiamento” di Rosario Manganella.

La Chiesa  che non propone alcun particolare sistema politico, sociale o economico, né mira ad imporre un proprio concetto temporale di società, con la sua dottrina sociale che si sforza di tradurre nella prassi concreta il Vangelo, assieme ad alcuni valori irrinunciabili, offre orientamenti e ispirazioni per gli impegni temporali dei cattolici. Poi, correttamente, tutto è lasciato alla loro creatività e alle loro libere scelte di fronte a politiche alternative, altrettanto accettabili dal punto di vista morale. Non c’è dubbio che  ai cristiani che vivono nella politica e nel sindacato,viene chiesto che la loro testimonianza  sia un messaggio di liberazione, senza piegarsi di fronte al male o alla mentalità corrente. Contestare in nome della verità, pronti al dialogo e sempre nel rispetto delle persone. Non c’è dubbio che in Sicilia si richiede davvero una ventata nuova, per contrastare  ed eliminare assurdi privilegi, con sperpero di denaro pubblico  ad esclusivo vantaggio di fasce selezionate di clientele, ecc..ecc…Ben vengano tutte le discussioni e gli impegni che vadano veramente in questa direzione, anche se frutto di “contaminazioni”, il cui elenco nella storia italiana, a partire dalla scelta cavouriana del famoso “connubio”, non sempre però  ha portato i frutti desiderati e sperati. Nel desiderio di migliorare effettivamente le cose in Sicilia, soprattutto a vantaggio delle fasce sociali più deboli, con un uso “morale” del denaro pubblico, non c’è che da augurare successo a  tutte le iniziative che cercano di coinvolgere la base,  compresa  quella prospettata dall’amico prof. Rosario Manganella,  fermo restando che in democrazia il giudizio spetta agli elettori nel segreto dell’urna, che decidono a chi affidare il ruolo di governo ed a chi quello di opposizione. Ruoli, che nella normalità della vita democratica,  ugualmente,  sono entrambi necessari ed importanti.

 

 Nota  X  SICILIA TV

04 febbraio 2010

 

Da apprezzare il fatto che l’ex sindaco Airò, con la sua lunga e dettagliata lettera ha detto quello che non è riuscito a dire a Barbara D’Urso, cioè il motivo della perdita di tempo, nell’assegnare le case popolari, durante i suoi cinque anni di amministrazione.

Speriamo a presto, di conoscere anche, con la stessa chiarezza con cui ha dato ufficialmente le spiegazioni il dott. Lorenzo Airò, che lo stesso faccia il responsabile dell’IACP. Pubbliche spiegazioni che il responsabile dell’IACP vorrà mettere su carta.

Così, leggendo le spiegazioni delle due campane, ne risulterà un contributo prezioso alla crescita della civiltà e della democrazia, perché ogni cittadino potrà formarsi il suo giudizio e al momento giusto trarne doverosamente le conclusioni. La democrazia funziona così. Altre scorciatoie, specie se di tipo autoritario, sono illecite, dannose e pericolose.

Ma qualche cosa mi sento subito di dire. Al di sopra di tutto, senza volere puntare il dito su nessuno, a me pare, che quelle palazzine popolari semidistrutte, al di là di ogni spiegazione, mi pare proprio che siano il monumento muto ma eloquente del modo come la politica ha sino ad ora affrontato e condotto i problemi. Anche quelli della povera gente e le emergenze sociali che interessano soprattutto le fasce sociali più deboli.

Noi tutti dove siamo stati ?  Dove siamo stati preti e laici, burocrati e politici, operatori dell’informazione e culturali, cittadini di tutte le colorazioni politiche e di diversa sensibilità religiosa….? Dove siamo stati ?

Almeno adesso, dalle immagini delle case popolari semidistrutte, da questo monumento muto ma eloquente, contemplato e meditato, sullo sfondo della tragedia, può e deve venire fuori da parte di tutti, – ognuno nel ruolo che occupa – un risveglio delle coscienze, per un cambiamento radicale di rotta, a 360° gradi. Dopo la tragedia, devono partire da Favara segnali veri, teorici e pratici,di sostanziale cambiamento.

Perché nel prossimo futuro non pensare ad un’assemblea popolare, ad un Consiglio Comunale aperto per raccogliere idee e fissare propositi ?

 

Sac. Diego Acquisto

Parroco S. Vito

Direttore dell’informazione di Radio Favara 101

 

 

 

Interventi su giornali  ON LINE

 

Caro direttore, 

oggi 15 gennaio 2010, leggo di buon mattino su “per la città.it”  il tuo servizio, “Favara – I diciannove? Grazie, no!” - come al solito tempestivo e puntuale, e credo subito che ci sia  solo da rallegrarsi perché la situazione amministrativa di Favara, anche se con ritardo, (dovuto alla lentezza e/o prudenza forse necessarie per la delicatezza della problematica, ma forse anche l’una e l’altra un po’ eccessive da parte del Sindaco), sembra avviarsi alla soluzione auspicata dalle persone più responsabili. In sostanza, come tu interpreti dal comunicato ufficiale del Sindaco, sembra ormai finalmente imminente la ricomposizione del quadro politico, voluto dai favaresi nelle ultime elezioni ed auspicato in tanti mesi di dibattito, nonché ufficialmente annunciato all’inizio dell’ottobre scorso. A  questo punto è doveroso, per un verso, dare atto al Sindaco per la riuscita della sua azione di abile tessitura e, subito dopo, agli  Assessori di  questa Giunta cosiddetta tecnica, per avere  con coraggio lavorato al meglio delle loro possibilità, in una situazione obiettivamente difficile e travagliata, prima  subendo attacchi frontali da più parti e poi… nell’ultima fase, confrontandosi con  quella maggioranza consiliare anomala e solo indicata da un numero, maturata, a detta di qualcuno degli artefici  "sul lavoro concreto ... ma che poi è cresciuta (?) e ci ha preso gusto (sic!) (gusto! di che tipo?) ...”  Una maggioranza consiliare , anomala e senza una precisa linea, al di là di un generico desiderio di bene per la città, da concretizzare e concordare di volta in volta, una maggioranza sorta in un momento di grande incertezza amministrativa e poi forse consolidata nel contesto di una  penosa querelle tra istituzioni. e …che poi superata tale querelle è ancora  durata  …una maggioranza che non sembra, seriamente parlando, avere prodotto chissà quali risultati e  vantaggi  per Favara.

 Del resto,  da subito, era stata sconfessata e ripudiata - come documentato – oltre che da esponenti qualificati del centro destra,  anche da autorevolissimi esponenti dello stesso PD locale e provinciale. Altro che maggioranza "trasversale...di novità positiva ..., capace di una grande capacità di dialogo e di confronto”, come sostenuto da qualcuno degli artefici principali.

  La verità forse è che quando si lavora, con maldestra furbizia, non si costruisce nulla di valido e non si  prepara nulla di veramente nuovo. La confusione dei ruoli, che in democrazia sono quelli di maggioranza e di opposizione, stabiliti non a tavolino ma dagli elettori, anche se all’inizio sembra allettante, poi alla lunga non è mai foriera di chissà quali cose meravigliose e positive.

 Adesso, con l'auspicata chiarezza, conseguente alle possibili decisioni del Sindaco, nella normalità delle regole maestre della democrazia, auguri di buon lavoro a tutti gli attori, di maggioranza e di opposizione, per continuare con tenacia in alcune positive iniziative intraprese, come quella di  educare alla cittadinanza attiva ed al rispetto delle norme per mantenere pulita la città;  e più in generale,  auguri fervidi per un impegno ancora più qualificato ed incisivo per il bene di Favara. 

Proprio di recente, Papa Benedetto ha voluto ricordare il principio cardine della Dottrina Sociale della Chiesa, che cioè la persona umana deve essere sempre al centro dell'azione politica e la sua crescita morale e spirituale deve essere la prima preoccupazione per coloro che sono chiamati ad amministrare la comunità civile. In questa impostazione culturale, è fondamentale che “quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei cittadini l'alta responsabilità di governare le istituzioni, avvertano come prioritaria l'esigenza di perseguire costantemente il bene comune”.

Ciò soprattutto per venire incontro alle fasce più deboli purtroppo in crescita nella nostra Favara, mentre aumenta il divario e quindi  il lusso da parte di ristrette fasce di privilegiati.  L’obiettivo a cui tendere ancora con maggiore efficacia,  deve essere la promozione di una convivenza sempre più giusta e solidale,  nella linea della fermezza per evitare possibili sperperi o comunque un uso inopportuno del denaro pubblico.  AUGURI.

Sac. Diego Acquisto

Su PER  LA  CITTA’ 12.01.2010

Caro Franco, nel tuo servizio “La corsa al potere affaristico”, la radiografia della situazione socio-politica della nostra provincia e regione ( e forse non solo) sembra davvero azzeccata. Ma, quale la terapia ?  Perché  è chiaro che alla diagnosi esatta deve seguire la terapia giusta, somministrata magari in dosi appropriate e  con paziente gradualità. A quanti si vogliono lasciare illuminare dai principi della Dottrina Sociale della Chiesa, che, con il coraggio di sapersi "sporcare le mani" cerca di tradurre nel concreto i perenni valori de Vangelo, la strada  è quella indicata da Giovanni XXIII del "Vedere, giudicare, agire". Naturalmente tutto deve scaturire da un rinnovamento interiore, che parta dalla coscienza e che si traduce, anche se con gradualità, in passi concreti nella direzione del superamento degli interessi egoistici e particolari per il fine del bene comune. La strategia obbligata, suggerita dalla Dottrina Sociale della Chiesa, non è quella dell'imposizione, ma della democrazia, che sa ricercare e trovare il consenso. Si tratta di un sogno ? In parte sì, ma se aumenteranno quelli che  sognano in questa direzione,  il sogno si va traducendo in realtà. La spiritualità cristiana, impregnata di sano realismo, pur sollecitandoci sempre al massimo d'impegno concreto a fattibile, ci ricorda sempre che "i cieli nuovi e la terra nuova, in cui avrà stabile dimora la giustizia", in cui lo spirito umano troverà pieno appagamento, sono oltre questo orizzonte terreno.

Altre soluzioni non ne vedo. D’altra parte, la storia anche recente ci  ha insegnato quanto pericolose e controproducenti siano le scorciatoie delle imposizioni autoritarie.

 

 

   Su “Per la Città” il Sac.Diego Acquisto ha scritto quanto segue il 19 dicembre 2009 alle 21:31.

 

      Condivisibili nell’insieme le tue valutazioni sull'attuale passaggio della crisi amministrativa di Favara, tranne forse quando dici che il Sindaco “Russello è diventato una sorta di vittima di una guerra che gli appartiene…”.

      Per il bene della Città, credo che tutti dobbiamo augurarci che il sindaco Russello, con lo stile che lo contraddistingue ed il fiuto politico di cui ha dato prova, riesca a vincere la non facile sfida, che ha davanti. E cioè, anzitutto riuscire a far prevalere lo spirito di servizio, secondo il mandato ricevuto dagli elettori, nel ruolo di maggioranza o di opposizione, deciso dal popolo sovrano; ricompattare le forze politiche – ( o se non fosse malauguratamente proprio possibile la stragrande maggioranza di esse)- che hanno condiviso il suo progetto sulla città e che hanno avuto l’ampio mandato dai favaresi per amministrare la cosa pubblica; infine, senza perdere altro tempo,- ( nemmeno per bilanciare l’effettiva presenza secondo il manuale Cencelli) – adoperarsi perché le forze politiche segnalino per i vari incarichi assessoriali le persone più adattte, contraddistinte oltre che da professionalità, anche da vera passione di servizio per la collettività favarese. In un nuovo clima generale, poi, anche in linea con quanto auspicato a livello nazionale, dopo il tragico fatto di Milano e gli altri segnali inquietanti, la maggioranza ricompattata dovrà stimolare l’opposizione favarese a restare sempre nel suo ruolo, da svolgere anche con maggiore incisività, senza sterili ed inutili furbizie. Non solo. Dovrà essere interesse di tutti,favorire le condizioni perché l’opposizione, – che in democrazia per il buon governo è altrettanto importante quanto la maggioranza – svolga la sua positiva funzione a servizio della Città. Potranno le mie sembrare a taluni indicazioni da sogno, ma FAVARA ha le potenzialità per volare alto e liberarsi da pregiudizi e meschinità.

      In questo senso, AUGURI a tutti e BUONE FESTIVITA’.

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Su Agrigento flash Sac.Diego Acquisto scrive: 3 dicembre 2009 alle 10:23

Complimenti, perché l’articolo( MALABUROCRAZIA alla regione Siciliana)  mette il punto su una piaga denunciata dai Vescovi siciliani nel documento ufficiale Finché non sorga come stella la sua giustizia” del maggio 1997 nel 50° dell’autonomia siciliana. Nei numeri 5 e 6, con linguaggio inusitato, i Vescovi accusavano di miopia progettuale e programmatoria la classe dirigente, denunciando la frattura tra sistema politico-istituzionale e società civile, tra paese legale e paese reale.

In Sicilia - sta scritto in tale documento del 1997 - il potere è diventato “dominazione” , favorendo la creazione di legami di dipendenza, di favoritismo e di clientelismo, per cui i diritti sono diventati favori, elargiti da chi "legalmente o illegalmente" mantiene il potere. (n.5)

E come se non bastasse, - sempre in tale documento - si parla ancora di un “quadro politico appesantito in Sicilia dalla presenza, nella pubblica amministrazione, da una diffusa incompetenza tecnico-dirigenziale, dalla mancanza di professionalità tecnico-politica, dall’assenza di una moderna politica organizzativa e gestionale e da una certa deprecabile permeabilità del sistema ad interessi illeciti e illegali”. Ancora, testualmente: “Per l’inefficienza della burocrazia, quanti lavori non cantierati, quante disponibilità perdute, quanti fondi non utilizzati, come quelli europei, quante risorse sprecate, quanti miliardi accantonati”.

E , con una nota di fine ma feroce e drammatico umorismo, i Vescovi osservavano che quella stessa “burocrazia, lenta, incapace, non qualificata, paurosa, poco flessibile”…, “sa districarsi da certi vincoli procedurali, - quasi prodigiosamente - al momento meno opportuno” !(n.6).

Mi pare proprio che di più non si possa dire…e poi c’è talvolta qualcuno che accusa la gerarchia ecclesiastica di non sapere e/o avere il coraggio di parlare chiaro !

 

Su Per la città 2.12.2009

Sac.Diego Acquisto ha scritto quanto segue il 2 dicembre 2009 alle 21:05.

Credo che l’iniziativa per tornare alla gestione pubblica del servizio idrico vada appoggiata. Essendo l’acqua un bene assolutamente indispensabile come l’aria, la battaglia può essere davvero di tutti, indipendentemente dall’appartenenza politica.

Nella cultura della privatizzazione in cui sembra intimamente connessa l’idea di miglioramento, credo però che sia insito anche il desiderio legittimo di lucro. Questo desiderio di lucro con l’acqua non deve essere assolutamente possibile soddisfarlo. E’ giusto solo che i cittadini paghino le spese vive del servizio. Con la privatizzazione di alcuni servizi essenziali, in Sicilia, abbiamo subito un peggioramento degli stessi e contemporaneamente un aumento dei costi a carico dei fruitori del servizio. E questo credo che sia un fatto incontestabile, di cui tutti siamo impotenti testimoni. Perché allora pensare a privatizzare il servizio idrico in Sicilia, dove, tra l’altro, l’autonomia bene utilizzata ci permette di non seguire norme che magari, in un momento ed in in contesto diverso, possono andare bene altrove ? Il sospetto che circola nei nostri ambienti è quello di volere continuare a creare con le privatizzazioni solo dei carrozzoni clientelari, per assicurare laute prebende ad alcuni privilegiati, a spese di tutti. Come smentire tale sospetto alla luce dei fatti?

 

Su Per la Città 30.11.2009

Sac.Diego Acquisto ha scritto quanto segue il 1 dicembre 2009 alle 17:57.

  Ritorno ancora su qualcosa che ho già detto, cioè su una certa idea della democrazia, che, credo sia proprio quella corretta, e che cioè la sovranità appartiene al popolo, che non deve essere preso in giro da manovre furbesche. Nella precedente legislatura, quando a Favara la situazione era ben diversa, cioè il Sindaco di sinistra e Consiglio Comunale a stragrande maggioranza di centro destra, in qualche occasione ho pure fatto conoscere il mio pensiero e tentato un contributo di riflessione. Con il senso di responsabilità di tante persone, la riflessione ed il conseguente impegno, si riuscì a salvare la legislatura, anche in un momento gravissimo, quando il Sindaco e la più autorevole personalità del centro destra erano venute in rotta di collisione, anche sul piano personale, con gravissime reciproche offese. A merito di entrambi, per il bene della città, senza inciuci, il dialogo fu ripreso e la legislatura salvata con benefici per la collettività. Tutto si è svolto alla luce del sole. Adesso la situazione è diversa, ma il problema di fondo mi sembra lo stesso, cioè il bene comune, nel rispetto della volontà degli elettori. La città si chiede: Perché, dopo la chiara apertura del Sindaco Russello, i responsabili dei vari gruppi politici non si esprimono pubblicamente, nemmeno dopo le riunioni, che , si dice siano state fatte, senza nulla di concreto e concordemente condiviso? Forse perché la cosiddetta giunta tecnica – alla quale bisogna dare atto di coraggio e di tanta buona volontà nel fare il possibile -  in realtà è giunta politica, perché dietro ad ogni assessore c’è una precisa forza politica ? Se è così, perché non ammetterlo ? Fino a quando il sindaco potrà e/o dovrà stare a questo gioco dell’equivoco ? Ci guadagna la città ? Ci guadagnano la trasparenza e la democrazia ? Si attende forse la conclusione della crisi regionale ? Se fosse così, perché non dirlo e discuterlo con i cittadini?

-In un sistema democratico corretto si richiedono maggioranza ed opposizione. L’opposizione è altrettanto importante quanto la maggioranza. Nella confusione, ci può guadagnare qualcosa qualcuno, ma ci perdono sicuramente la città e più ancora la democrazia. Le forze politiche serie e gli uomini responsabili di riferimento, possono permettere questo?.

Su PER  LA  CITTA’ 24.11.2009

Sac.Diego Acquisto ha scritto quanto segue il 24 novembre 2009 alle 16:57.

A sentire le voci che circolano in paese ed a leggere il tuo articolo, caro Franco, sembra che le cose a Favara avranno lo sbocco da molti auspicato, compreso il sottoscritto, cioè la riconciliazione tra il Sindaco Russello e la maggioranza consiliare voluta dai favaresi, nel segreto dell’urna.

Il sottoscritto ha una certa idea della democrazia, che, credo sia proprio quella corretta, e che cioè la sovranità appartiene al popolo, che non deve essere preso in giro da manovre furbesche. Nella precedente legislatura, quando la situazione era ben diversa, cioè il Sindaco di sinistra e maggioranza consiliare di centro destra, più volte ho dato il mio contributo perchè fosse rispettata la volontà degli elettori, forse contribuendo anche, con la mia piccola parte, a salvare la legislatura quando il Sindaco e la più autorevole personalità del centro-destra erano venute in rotta di collisione, anche sul piano personale. A merito di entrambi il dialogo fu ripreso, la legislatura fu salvata con benefici, a mio giudizio, per l’intera collettività favarese. Adesso la situazione è diversa, ma il problema di fondo è lo stesso, cioè il rispetto della volontà degli elettori.

-In un sistema democratico corretto si richiedono maggioranza ed opposizione. L’opposizione è altrettanto importante quanto la maggioranza.

Mi chiedo e chiedo: Alimentando o comunque sfruttando debolezze, fragilità, litigi, gelosie e rivalità varie, è lodevole inserirsi nella maggioranza in modo surrettizio quando la sovranità popolare nel segreto dell’urna ha assegnato il ruolo di opposizione? Un simile comportamento politico può essere considerato un contributo valido alla crescita della democrazia ?

Non c’è per tutti l’obbligo morale di restare al proprio posto e svolgere con senso di responsabilità il proprio ruolo ?

   

Su PER  LA  CITTA’ 23.11.2009

Sac.Diego Acquisto ha scritto quanto segue il 23 novembre 2009 alle 15:54.

Noto con piacere che il monito da me ricordato di Giovanni XXIII nell’enciclica “Mater e magistra” del 1961, del “vedere, giudicare, agire”, trova concretamente qualche riscontro nella presa di posizione degli attuali vertici della CGIL agrigentina. Ognuno per il ruolo che occupa, specie in questo momento contingente, di grande difficoltà e disperazione per tante famiglie, ha l’obbligo morale di fare sino in fondo il suo dovere, per evitare ingiustificati arricchimenti e sperpero di denaro. Mi auguro uno scatto di sano orgoglio, anche da parte dei diretti interessati, così come nella linea delle migliori tradizioni personali e del Sindacato di appartenenza. Solo così si potrà favorire in questo nostro rassegnato e martoriato territorio, la ripresa di gusto in alcuni fondamentali valori che possono spingere a sperare concretamente in un futuro di dignità, nella giustizia e nella pace.

 

Su PER  LA  CITTA’ Sac. Diego Acquisto 19.11.2009

Il caso della liquidazione miliardaria (per rifarci alle vecchie lire)  del dott. Salvatore Di Grado, - che, con “giustificata” semplicità, fa notare come gli sia stato corrisposto quello a cui, nell’osservanza delle norme, aveva diritto - richiama alla mia memoria il documento della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro della CEI del 13/06/1994, “Democrazia economica, sviluppo e bene comune”,  dove si auspica che si possa inaugurare una nuova era di impegno per rafforzare l’uguaglianza politica, sulla base di un impegno nuovo di eguaglianza economica, evitando, con le opportune riforme, che grandi somme di denaro si concentrino nelle mani di pochi, mentre tanti restano condannati ad una vita di stenti o addirittura di miseria. Il tuo articolo, caro Franco, stimola quello che deve essere l’atteggiamento critico e profetico del cristiano, di fronte alle concrete situazioni, nella linea del metodo individuato da Giovanni  XXIII nella “Mater e magistra” del 1961, del “vedere, giudicare, agire”. Cioè,  diagnosi e decisioni conseguenti. Il caso concreto da te meritatamente attenzionato, invita tutti, ognuno per il ruolo che occupa nella società, ad agire, specie in questo momento contingente.  Partiti e Sindacati hanno il dovere di fare sentire la loro voce. Con uno scatto di sano orgoglio, nella linea delle migliori tradizioni, Partiti e sindacati, devono far ritrovare al Paese il gusto dei valori che garantiscono autenticità di futuro, dignità, giustizia e pace.

 

 

PARROCCHIA S. VITO

FAVARA (AG)

 

Favara 17.X.2009

 

--Agli Operatori Pastorali Parrocchiali

 

--A tutti i componenti del Consiglio Pastorale Parrocchiale

del quinquennio 2002-2006

 

 

Oggetto: Orientamenti e rigraziamento

 

 

Con la presente intendo fornire alcuni orientamenti a tutti gli operatori pastorali in atto impegnati nei vari settori della nostra Parrocchia e, prima di tutto, pubblicamente ringraziare tutti quelli che in passato hanno fatto parte del Consiglio Pastorale Parrocchiale, e segnatamente i componenti del quinquennio 2002-2006.

Il "mandato" a suo tempo ricevuto per il quinquennio 2002-2006, si è protratto ben oltre il termine stabilito, in conseguenza degli avvicendamenti nella guida della diocesi.

Il 17 maggio 2007, allo stadio "Esseneto" di Agrigento abbiamo manifestato gratitudine per il servizio svolto da S. E. Mons. Carmelo Ferraro, ed abbiamo accolto con gioia S. E. Mons. Francesco Montenegro, che, all’inizio del suo ministero pastorale, ha subito indetto per il 2008-2009 l’Anno dell’Ascolto.

Tale Anno è stato vissuto anche nella nostra Parrocchia secondo gli orientamenti della diocesi, con un’ampia riflessione sul nostro vissuto ecclesiale e parrocchiale, grazie anche ad un questionario largamente diffuso tra tutti i Parrocchiani, aggregati e non, nei vari Gruppi formalmente costituiti.

Il 20 giugno scorso si è celebrata a Villaseta l’Assemblea Diocesana, in cui si è fatta sintesi di quanto è emerso in tutte le Parrocchie e zone pastorali della diocesi. A leggere la sintesi finale, si riscontrano non poche consonanze con quanto è emerso nella relazione a suo tempo presentata dalla nostra Parrocchia di S. Vito, grazie alla collaborazione di tanti e soprattutto del Prof. Salvatore Pirrera che, nella lettura dei dati, cogliendo esigenze e sensibilità, ha collaborato in maniera attenta ed intelligente col Parroco. Tale relazione parrocchiale, a suo tempo letta a più riprese in diverse circostanze e in Consiglio Pastorale, si trova ancora pubblicata sul sito web della Parrocchia S. Vito e quindi a disposizione di tutti.

Dalla nostra relazione e dalla sintesi diocesana, così come pure dagli orientamenti pastorali dell’Arcivescovo a Villaseta, emerge l’urgenza di un nuovo e maggiore impegno nel cammino di comunione all’interno di ogni Comunità Parrocchiale, premessa indispensabile per la MISSIONE, accompagnata da un serio itinerario di formazione.

COMUNIONE, FORMAZIONE e MISSIONE costituiscono le linee guida del nuovo Piano Pastorale che ci accompagnerà per almeno un quinquennio e che sarà consegnato ufficialmente ai rappresentanti degli operatori pastorali di ogni Parrocchia, nella prossima Assemblea Diocesana del 24 ottobre, nella Cattedrale di Agrigento.

Al fine di raggiungere meglio le mete prefissate e nel quadro dei cambiamenti pastorali disposti dal nostro Arcivescovo don Franco in tutti i settori della vita diocesana, dal Seminario, alle Parrocchie ed alla Curia, ecco che si inserisce, nel nostro piccolo, il rinnovamento della composizione del nostro Consiglio Pastorale Parrocchiale. Un rinnovamento vero, nell’ottica dei nuovi orientamenti diocesani e della comunione tra i vari operatori, che effettivamente si spendono quotidianamente nel servizio alla Comunità parrocchiale.

Chiedendo a tutti la disponibilità a lavorare per il "Regno", secondo il "mandato" che eventualmente si riceverà o che si è già ricevuto, ringrazio di cuore quanti mi hanno collaborato negli anni passati, con particolare riferimento alla loro partecipazione al Consiglio Pastorale Parrocchiale. Adesso, anche senza una loro formale partecipazione a tale organismo, il sottoscritto gradirà sempre, non solo la fattiva collaborazione, ma anche consigli e suggerimenti che possano favorire il discernimento del Parroco nelle scelte più appropriate, per la migliore evangelizzazione del nostro territorio, in un rinnovato clima di fede e di comunione interpersonale.

Con sensi di gratitudine e di stima, concludo con le parole del nostro arcivescovo don Franco: "Ci conceda il Signore di avere cuori accesi per amarlo e per amarci; ginocchia robuste e gambe forti per annunciarlo e per attraversare le strade della storia portando la Buona novella del Regno.

Maria SS., donna di comunione profonda con Dio e con l’umanità, Vergine della Missione e del cammino, ci aiuti e ci sostenga".

Favara 17.X.2009

Sac. Diego Acquisto

Parroco

 

 

La Voce del Direttore - Editoriale di Radio Favara 101

Riflessioni a voce alta per il bene della Città.

Abbattere  i muri

24.9.2009

Desidero esprimere ancora la mia gratitudine a tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale che hanno voluto farmi giungere i loro auguri in occasione del conferimento della cittadinanza onoraria, da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Russello, lo scorso 27 giugno.

Un grazie anche all’ex sindaco dott. Lorenzo Airò, che, in una sua lunga lettera sui problemi della Città, accennando alla cittadinanza onoraria da poco conferitami, l’ha definita “meritata e dovuta”.  Francamente non  mi aspettavo tanto e quindi sentitamente ringrazio  e per il tramite di quanti ricoprono o hanno ricoperto cariche pubbliche, anche la cittadinanza tutta, per la quale ho cercato di spendermi nel mio ultraquarantennale servizio, cercando di fare del mio meglio e ricevendo in cambio molto di più di quanto ho potuto dare, soprattutto in termini di stima e di affetto. Grazie.

L’attuale  situazione amministrativa della nostra Favara, mi spinge ad esprimere alcuni pensieri , animato dal desiderio di suscitare qualche riflessione, che possa contribuire al bene comune.

 

L’attuale querelle tra organi istituzionali della Città (Cons.Comun. Presidente, Sindaco, con i conseguenti muri di incomunicabilità),  a mio giudizio,  va subito chiusa, con la buona volontà di tutti, e ragionando con il buon senso popolare, per cui mai la ragione sta tutta da una parte ed il torto tutto dall’altra. Qualcuno ci direbbe che prima di criticare la pagliuzza dell’occhio del fratello, si farebbe meglio a guardare se, per caso, non ci sia una  trave nel proprio. Solo nell’ottica della riconciliazione e del bene supremo della città, si può trovare la via d’uscita da una situazione penosa ed imbarazzante.  Di fronte ai gravi problemi che travagliano la Città, un singolo, discutibile episodio non si può caricare di chissà quale valore. Insistere  sembrerebbe davvero surreale. Soprattutto se inquadrato nella nostra realtà locale, che,  per colpe passate e/o recenti, denuncia varie e gravi forme di degrado, mentre continua inarrestabile un progressivo allargamento dell’area del disagio e della povertà, con una ristretta fascia sociale che invece aumenta il proprio benessere e dà segni di lusso e di spreco. Non solo, ma mentre, a Favara,  sembra davvero aggravarsi l’emergenza educativa, con una fascia di giovani che vive il rischio della frustrazione e dell’alienazione, rifugiandosi nella rete della droga, dell’alcol, della pornografia, ecc. ecc…della criminalità, secondo quanto ci hanno confermato i recenti, gravissimi  episodi, propri di questa estate appena trascorsa.

 

            Il Sindaco, nella lettera e nello spirito della  L.R. n. 7/93 è il Sindaco dei cittadini e non dei Partiti, e non è nemmeno espressione del Consiglio Comunale. Quando lo era, - lo ricordiamo bene tutti – nel corso di una legislatura si alternavano tre, quattro o anche più sindaci, con le conseguenze che la riforma ha voluto proprio evitare, affidando ai cittadini l’elezione diretta e rendendo difficile la sua rimozione.

 

            Il  Consiglio Comunale, - che elegge il suo Presidente (mentre prima la presidenza era esercitata dallo stesso sindaco in carica) è l’unico organo titolare della  sovranità popolare - con la legge  n.7/93, oltre alla naturale vocazione di pungolo dell’Amministrazione,  è stato caricato di una nuova grande responsabilità, quella di potere mandare a casa il Sindaco, ma nello stesso tempo decretare  il proprio scioglimento.

Nel caso in cui questo dovesse verificarsi a Favara, cosa avverrà ?

Mi sembra d’obbligo porsi alcuni interrogativi: Si può fare un salto nel buio e  mandare una città allo sbaraglio ? C’è un piano preciso per il prossimo futuro ? Gli stessi Partiti di  opposizione – e segnatamente il PD seriamente impegnato in questo periodo in un processo di profondo rinnovamento – hanno davvero pronto  un piano alternativo per il bene di Favara ?  Funziona all’interno dei Partiti favaresi un minimo di democrazia interna ?  Ci sono e chi sono i Segretari  dei Partiti presenti in Consiglio Comunale ? E poi. Siamo proprio sicuri che, azzerato tutto,  il  Commissario e la Commissione, non calati dal cielo ma nominati dal governo regionale, risolveranno gli attuali problemi ? Non se ne potranno creare altri in attesa delle nuove elezioni, che prevedibilmente dovrebbero svolgersi non prima di un anno? Nel Comune commissariato, non si potrebbe determinare un aggravio di spese e di problemi ?

Si tratta, credo, di interrogativi, che le forze politiche ed i singoli Consiglieri Comunali devono seriamente porsi. Dopo di che, passare ad una decisione definitiva,  in un senso o nell’altro, assumendosi ognuno le proprie responsabilità e risparmiando alla città e, soprattutto,  ai nostri giovani esempi poco edificanti.

 

            Nelle ultime elezioni del maggio 2007 la volontà popolare è stata chiarissima. A larghissima maggioranza è stato eletto il Consiglio Comunale con una maggioranza quasi bulgara per il centro-destra, e per la prima volta, al ballottaggio,  anche un Sindaco della stessa maggioranza del Consiglio Comunale, eliminando, quello che in tutte le precedenti elezioni era avvenuto a Favara, cioè il cosiddetto fenomeno dell’anatra zoppa, Sindaco di sinistra e maggioranza in Consiglio Comunale di segno opposto. Questa volta i partiti del centro-destra avevano individuato nell’avv. Domenico Russello la persona giusta. Questo il commento generale, perché al di là degli indubbi  meriti della persona del Sindaco Airò, gli elettori hanno deciso per un cambiamento di cultura politica nella guida della città.

Ogni cultura politica ha un certo modo di amministrare, di rapportarsi con le istituzioni, di scegliere le persone, di  spendere il denaro pubblico, di orientare le cose, di favorire o contrastare ad esempio la cultura dei DICO…di creare chiasso mediatico con idee tipo chiesa-moschea,  di celebrare la libertà con monumenti alla Vergine nuda ecc. Nel segreto dell’urna la gente ha voluto, a larghissima maggioranza, il cambiamento ed ha “condannato” il Centro-destra a governare la Città, dando la maggioranza ai Partiti ed al Sindaco da loro scelto.

Bisogna riflettere su questo e trovare il modo di superare l’attuale situazione che rischia di trasformarsi in un  pasticcio, dalle conseguenze imprevedibili. D’altra parte,  il Sindaco, dopo le scelte del novembre scorso, ha il dovere di una verifica e procedere eventualmente, subito, ad un rimpasto della sua Giunta, collegandosi soprattutto con i Partiti che  hanno condiviso il suo programma elettorale. Ponendo davvero il bene della Città al di sopra di tutto, ciò non dovrebbe essere eccessivamente difficile.

 

            Sindaco ed Assessori,  non possono e non devono solo limitarsi a gestire l’esistente, curando lodevolmente solo l’attuazione di opere e progetti in precedenza programmati, ma, sempre nella legalità, programmare e orientare il futuro, attivare processi in grado di intercettare risorse, attrarre insomma nuovi finanziamenti per lo sviluppo e per il miglioramento economico e della qualità della vita. Insomma, Sindaco ed Assessori devono lavorare a tempo pieno per la  Città, produrre atti e delibere,  sfidando quasi il Consiglio davanti all’occhio critico della città e incalzandolo di modo da impegnarlo seriamente e sottrarlo alla tentazione di iniziative discutibili.

 

            Negli ultimi tempi, il varo, finalmente