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Parrocchia San Vito

Piazza San Vito - 92026 Favara (Agrigento)

Comunità Ecclesiale di Favara

Arcidiocesi di Agrigento

Vicariato Foraneo N.2 - Aragona - Comitini  - Favara

Zona Pastorale San Gerlando

Parroco: don Diego Acquisto  

Direttore responsabile dell'informazione  di Radio Favara 101, 

con registrazione al n. 208 del 21.10.1994 del Tribunale di Agrigento.

 

Domiciliato in via P.S. Mattarella, 1 (Seminario) 

 92026 Favara (Agrigento) - tel. e fax 0922.31927 - Cellulare wind 3289748129 -  Cellulare tim 3319520614

 e-mail: diegoacquisto@alice.itd

 

 

 

ORARIO Ss.MESSE

con celebrazione comunitaria delle LODI  o dei VESPRI

 

 

Giorni feriali ore 9,00 di norma

 

Giorni festivi 

 

Vigilia  ore 17,30 (18,30 con l'orario legale) 

 

ore 8,15  ore 11,15

 

ma in alcuni giorni nel pomeriggio, secondo le esigenze pastorali annunciate 

 ogni domenica con pubblico avviso in bacheca.

************

 

Editoriale di Radio Favara 101 – L a Voce del Direttore: Lunedì 19.12.2011

 - Piano Pastorale e AUGURI ! -

 (orari di trasmissione 7,15-11,15-14,15-18,15)   

“Come cristiani dobbiamo avvertire una sana inquietudine, sapendo che molti non sentono più il bisogno di avvicinarsi a Dio.

Possiamo stare comodamente seduti in Chiesa quando nelle nostre piazze e nelle viuzze attigue, per esempio, migliaia di giovani hanno deciso di bucarsi o di darsi allo sballo ? Siamo proprio sicuri che non possiamo fare nulla per loro ?

“Possibile che non riusciamo ad incrociare i loro bisogni legittimi, anche se sono vissuti in modo sbagliato ?

Dobbiamo rassegnarci all’idea che le piaghe di questi tempi debbano essere motivo di dibattiti e programmi televisivi e non interesse ecclesiale? Ecco da dove nasce la missione”.

Si tratta solo  di alcuni  passaggi significativi della Lettera e del Piano Pastorale della Diocesi Agrigentina, - lettera e Piano lanciati da don Franco, il nostro arcivescovo. Un Piano Pastorale che vuole lanciare tutti i battezzati e tutti i credenti responsabili, a scendere tutti in campo, tutti in campo,  - come  don Franco non si stanca di ripetere in ogni occasione utile -   tutti in campo, senza che nessuno stia a guardare o, peggio ancora, solo criticare quello che gli altri fanno o non fanno. Tutti in Missione ! Non c’è tempo da perdere.

La Missione diocesana, che vuole impegnare tutti per un biennio, vuole, anzitutto, essere un atto di amore incondizionato a Dio, e quindi  all’uomo, all’uomo di oggi, all’uomo del nostro territorio, con i problemi particolari, anche di carattere economico ed occupazionale che tante famiglie stanno vivendo. La Chiesa Agrigentina, in tutti i suoi settori e componenti, in relazione al raggiunto grado di responsabilità e consapevolezza, vuole mettersi in movimento, vuole davvero apririsi all’esterno, vuole insomma  - come si dice – “lasciare le sacrestie”, - “le belle sacrestie”, come dice don Franco nella sua Lettera Pastorale, - naturalmente  là dove sono belle – (e sicuramente non è il caso di alcune sacrestie, per es. come quella di S. Vito di Favara, che chi vi parla,  conosce  molto bene) – quindi lasciare le sacrestie, “le belle sacrestie”,  ed obbedire al comando del MAESTRO che dice  “Andate ovunque”. Ovunque, dove c’è maggiore bisogno, soprattutto dove c’è  disagio e cresce il degrado giovanile.

Ma a proposito di S. Vito,  dove, - come abbiano detto - sicuramente non c’è una bella sacrestia, questo anno della MISSIONE coincide con il bicentenario dell’apertura al culto della Chiesa, quando nel 1812 (al posto di una piccola cappella esistente da alcuni secoli precedenti) dopo il  completamento dei lavori di costruzione,  nel 1812 si  è aperta al culto la Chiesa  di S. Vito  nelle attuali dimensioni, che era, per quel tempo, oltre che la più nuova, una delle più grandi, spaziose e confortevoli di Favara.  Sono passati duecento anni 1812-2012. Adesso non è più sicuramente così, specie dopo la costruzione di tre nuove Chiese a Favara, negli ultimi decenni. Ma tanti, proprio tanti sono i legami affettivi dei favaresi con la  Chiesa di S. Vito, legami affettivi collezionati nel corso dei 200 anni trascorsi.

Perciò , a cura di un apposito Comitato, con grande concorso di popolo e la presenza delle massime Autorità cittadine, lo scorso 7 dicembre, vigilia dell’Immacolata, si è festeggiato l’inizio di questo bicentenario della Chiesa di San Vito,  con la benedizione di una nuova vetrata artistica raffigurante  il Cuore Immacolato di Maria, collocata nel prospetto centrale della Chiesa,. Ciò,  in considerazione che la Chiesa nel 1812 è stata dedicata alla Divina maternità, con il titolo di Maria SS. della Neve ed a S. Vito martire. L’anno bicentenario,  si concluderà  la vigilia dell’Immacolata, il 07 dicembre 2012. 

2012 : per la Parrocchia S. Vito, Anno Bicentenario della Chiesa ed Anno della Missione;  Missione in comunione con tutta la chiesa diocesana, con la peculiare caratteristica di questo territorio del centro storico  e con la tipologia specifica  degli operatori pastorali che lo servono. Anno della Missione ed Anno Bicentenario,  non sono in contrasto, anzi, riflettendo, nel corso di alcuni incontri che saranno programmati dal Comitato a livello cittadino, sui temi dell’impegno dei nostri antenati, del patrimonio di fede e artistico delle nostre Chiese  favaresi, sarà più facile trovare stimoli per migliorare la qualità della convivenza civile e progredire umanamente e cristianamente.

Sicuramente, anche questo,  un buon auspicio per le prossime festività e per il nuovo anno.

Intanto, come a S. Vito di Favara, in tutte le nostre Comunità ecclesiali, favaresi e non, guardiamo alle icone presenti del PRESEPE e dell’ALBERO di Natale, due rappresentazioni diverse di una sola fede, ambedue  simboli del Natale. E  mentre tradizione e folklore sembrano incontrarsi su un’unica scena, teologia e fede per i credenti diventano un tutt’uno. Al simbolismo del presepio si affianca quello dell’albero, al quale si appendono doni e luci colorate, che rappresentano la nascita di Cristo nuovo Sole, vera luce dell’umanità.

E con questo pensiero conclusivo, Don Diego Acquisto cordialmente vi saluta e  anche a nome di tutto lo staff  tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, formulo i migliori auguri di buon Natale,  a tutti i nostri radioascoltatori, così come a tutti i cittadini, a tutte le Autorità, civili, militari, politiche e religiose della Città e della Provincia.

Noi, a Dio piacendo, riprenderemo il nostro incontro radiofonico settimanale lunedì 16 gennaio 2012.

 

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Avviati preparativi per le celebrazioni del bicentenario

 della Chiesa di San Vito 

(servizio pubblicato sul giornale on line AGRIGENTO OGGI  - novembre 10, 2011) 

 di Don Diego Acquisto 

 

Importante riunione straordinaria nella sacrestia di S. Vito ieri sera, per decidere il da farsi per la ricorrenza del bicentenario della Chiesa. La decisione unanime è stata quella della costituzione di un Comitato per non fare passare sotto silenzio la storica ricorrenza. 

La Chiesa, nelle dimensioni attuali, al posto di una piccola cappella esistente da alcuni secoli precedenti, i cui lavori di costruzione erano iniziati negli ultimi anni del '700, è stata completata nel 1812, come chiaramente indica la scritta nella parte più alta dell'arcata principale. 

Presenti alla riunione straordinaria convocata dal Parroco: Lupo Carmelina, Lillo Montaperto, Rosetta Azzaretto, Dino Patti, Rosario Sutera, Giusy Ravarà, Franco Sciortino, Michele Vitello, Antonio Azzaretto, Rosetta Avarello, i fratelli Lillo e Totò Sciortino, Salvatore Pirrera, Rosario Pullara, Carmela Buggea, Alfonso Leone, Antonio Pirrone.

 E' stato deciso di dare solennità all'apertura dell'anno bicentenario, fissando la data per la prossima vigilia dell'Immacolata, il 7 dicembre p.v. con una solenne S. Messa, animata dalla Corale "Ierusalem", a cui seguirà la benedizione di una vetrata artistica raffigurante il Cuore Immacolato di Maria, collocata nel prospetto centrale della Chiesa. 

A questa riunione ne seguirà a breve un'altra, - (a cui sicuramente parteciperanno altri elementi che vorranno aggiungersi al Comitato) - con finalità più direttamente operative, non solo per la divisione dei compiti, ma anche per coinvolgere operatori culturali della città ed agenzie educative, con momenti ed incontri di valenza spirituale e culturale, nell'arco di questo anno bicentenario, che si concluderà ancora per la vigilia dell'Immacolata, il 07 dicembre 2012.

Favara 10.11.2011

 

 

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10.08.2011 

 

- PRECISAZIONE sul dibattito alla mia NOTA “S. Calogero e S. Giuseppe: Due Santi a confronto. Emergenza evangelizzazione anche a Favara”.

Ringrazio Sicilia-TV  per avere nuovamente  pubblicato la mia NOTA integralmente, a seguito del servizio in cui , legittimamente,  - dal giornalista che  lo ha curato -  il mio messaggio  è stato inquadrato (a partire dal titolo)  in una certa ottica  e con un taglio giornalistico  che, seppur legittimi, non colgono  il mio pensiero o, in qualche punto,  addirittura lo travisano del tutto .  Niente di  particolare, la cultura dei mass media ci ha largamente abituato  a questo e la correttezza della Redazione e Direzione che ha pubblicato sul portale, integralmente, la mia Nota, offre ai lettori più avvertiti la possibilità di confrontare e verificare.

Il punto in cui il mio pensiero è stato completamente travisato è l’affermazione per cui io avrei dato l’ok solo per la festa di S. Gaetano, mettendo sullo stesso piano la festa di S. Calogero e quella di S. Giuseppe. A leggere più attentamente si nota che non è così. Dopo aver parlato di S. Gaetano, parlo della festa di S. Giuseppe “anche questa con un’impostazione  programmatica decisamente diversa” rispetto a S. Calogero e quindi ne traggo la conseguenza, parlando di possibile “imbarazzo” che potranno avere gli organizzatori a spiegare come mai due pesi e due misure per i due Santi: sobrietà per S. Giuseppe e  sfarzo, lusso, “leggerezza”perS.Calogero.
Chiarito questo,  ribadisco la mia contrarietà all’inclusione  di concorsi di bellezza fisica per le feste dei Santi … cosa che io, sino ad ora, non avevo visto mai a Favara e in nessun altro paese della diocesi, dove pure, - come ho elencato - si svolge una variegata e talvolta discutibile serie di manifestazioni.

Un’altra precisazione che non sarebbe necessario fare, - ma che tuttavia forse è opportuno fare - è che non nego affatto tutto il bene spirituale che tanti fedeli traggono da queste feste dei Santi….. ed hanno tratto anche da questa festa di S. Calogero a Favara …. e per questo ho parlato non di “abolizione”, ma di “emergenza evangelizzazione anche a Favara” .

Riguardo ai post pubblicati dai devoti di S. Calogero … tutti esprimono la fisionomia spirituale di chi li ha scritto …. il proprio pensiero quando c’è … alcuni post  si commentano da sé…. tutti avete scelto di trincerarvi nell’anonimato… Da parte mia pur rispettando la scelta di ognuno, consentitemi di dire, anche in questa circostanza, che Favara, per migliorare celermente  ha bisogno di coraggio e di chiarezza.

Malgrado i miei limiti, credo di avere avviato un dibattito su un tema molto importante e delicato,  partendo da principi che non sono farina del mio sacco, ma provengono da valori spirituali e  teologici contenuti nel Vangelo e nei documenti magisteriali ; valori che proprio per le feste in Sicilia, un organismo qualificato come il Comitato dei Teologi ha richiamato. Su questo richiamo torno, umilmente, ad invitare tutti a riflettere, (liberandosi da inutili animosità e sterili ripicche che  servono solo a distogliere dalla riflessione nel merito), per un percorso di fede di qualità.

I pastoralisti, anche con i vostri post di commento (soprattutto gli ultimi che si sono aggiunti…),  hanno materia abbondante  su cui riflettere… per dare orientamenti e direttive che possano incidere concretamente e positivamente anche sulla nostra realtà favarese …. Il servizio dell’Autorità  potrà fare sentire la sua voce…

Consentitemi la franchezza…. Se direttive ci saranno, io non credo proprio che arriveranno  a certe conclusioni … alcuni paletti sicuramente vanno posti, come postula la retta ragione e la fede …. e non si tratta di far prevalere la mia o la tua opinione …

In qualche post mi pare di notare qualche “graffiante” osservazione personale….. che accetto con rispetto e su cui rifletto, ma francamente … mi pare fuor di posto…. su qualche giornale ho letto di peggio … scomodando addirittura l’Inquisizione, così come si fa quasi sempre nei giornali laici (nel senso più negativo del termine), quando si è a corto di argomenti, per dare addosso ad un cattolico, laico o ecclesiastico che sia …. Un modo per volermi quasi  imporre  di stare zitto e non disturbare …. Ho trovato un certo conforto (è  azzardato quello che dico !) in qualcuna delle beatitudini evangeliche, che però richiede ben altro …

Personalmente vi confesso ancora che sento il peso di portarmi dietro il privilegio e la responsabilità di una presenza ultraquarantennale a Favara come Parroco, con tutto quello che questo significa … e se ho parlato con quel messaggio… è stato solo e unicamente per un invito serio alla riflessione per il bene di questa nostra Comunità …. Utilizzando, tra l’altro, una riflessione non mia… ma  di un autorevole collegio di Teologi su una festa siciliana,…. da adattare però anche a Favara, ma non solo….

Con sensi di stima, iniziando dalla Direzione e Redazione di Sicilia TV, saluto cordialmente  quanti sono intervenuti in questo dibattito, augurando un prosieguo fecondo di riflessione “ad maiorem Dei gloriam”, e buone vacanze….

Favara 10.08.2011

Sac. Diego Acquisto

Parroco S. Vito

 

 

Emergenza evangelizzazione a Favara

agosto 8, 2011

 

 FAVARA- (di don Diego Acquisto) – Mi pare che l’appello del Comitato dei Teologi,  richiamato in un mio precedente servizio a proposito dei festeggiamenti di S. Calogero ad Agrigento, si dimostri drammaticamente attuale anche per altre feste religiose, che, soprattutto in questo periodo estivo, si organizzano in vari centri della nostra vasta arcidiocesi agrigentina, in occasione di feste patronali e di Santi, il cui culto è particolarmente sentito da larghe fasce di popolo.

A proposito di una festa siciliana di qualche anno fa, quell’autorevole organismo voluto dai Vescovi italiani,   denunciava  che l’impostazione  generale rischiava di farla diventare una festa pagana, aggiungendo che costituiva un dovere per tutti “mettere in guardia da forme deviate della fede cristiana”.

Non solo. Si diceva che “la stessa enfasi posta su quel Santo …. rischiava di distogliere i fedeli dalla centralità ed essenzialità della figura di Cristo, scivolando spesso verso una forma di idolatria pagana”.

Forse, anzi penso che sicuramente ancora dalle nostre parti non si corra immediatamente questo pericolo, ma tuttavia  credo che sia  doveroso, per usare le parole di quell’autorevole appello, “mettere in guardia da una fede che diviene soltanto trionfalismo e teatralità esteriore, e che ha poco a che spartire con il messaggio evangelico autentico …”.

Al fine di mettere efficacemente “in guardia” i fedeli, non sembra sufficiente dividere, nell’unico manifesto che annuncia la festa del Santo, la parte liturgica e strettamente ecclesiale dalla parte ludica e “profana”,  dove abbonda e sovrabbonda di tutto e di più : una variegata gamma di iniziative coinvolgenti  che, se per un verso sono il segno di una vivacità e fantasia creativa ed organizzativa non indifferente, per un altro verso sollecitano un’attenta “governance” pastorale.

Perché  si va dall’annuncio dei “botti” agli artistici  e luminosi “giochi di artificio”,  alle rappresentazioni teatrali e cabarettistiche di vario genere e natura, alle mostre d’arte sacra e non, di pittura moderna, contemporanea  e futurista; all’esibizione di giocolieri improvvisati, a quella invece di  barzellettisti di professione, ma   di dubbio ed equivoco gusto;  alle sfilate di cavalli, alle sfilate  di gruppi folkloristici, di moda  e di  majorettes, alle serate  canore e di intrattenimento, con organizzazione di  festivals vari, per le varie fasce d’età;  alle iniziative più diverse di svago, con tornei e gare sportive di tutti i tipi; alle benemerite iniziative di  “solidarietà” e “integrazione”; all’inclusione nella fase preparatoria dei giorni precedenti la festa  – (come è avvenuto a Favara  per la festa di S. Calogero che si è conclusa ieri), anche, …  (sentite ! sentite !) … di una tappa del concorso nazionale “Una ragazza per il cinema, moda e fotogenia”, inserita nel programma dei festeggiamenti. Così per ben venti, fortunate ragazze, definite dai mass media ”bellezza-mozzafiato”,  si sono potute “spalancare” – sempre secondo  cronisti –  le porte per la finale regionale”. Ragazze che   hanno potuto partecipare con successo, mostrando le loro bellezze ed armonie anatomiche  ad un folto pubblico,  devoto di S. Calogero ed “entusiasta”,  ed ad una  qualificata giuria di esperti.

Naturalmente non sono mancate le tre vincitrici,  le cosiddette MISS, che, come d’obbligo, in queste circostanze, cioè in abiti succinti (si fa per dire !), (come del resto tutte le altre 17 ragazze che dovevano essere “esaminate” !), nella “commozione” generale  (che soprattutto si è impossessata fino alle lacrime delle dirette interessate), sono state premiate ed incoronate “reginette”.  Insomma una serata, che a Favara giurano non sarà facilmente dimenticata ed a cui anche il Sindaco non ha voluto  mancare.

A festeggiamenti conclusi, l’interrogativo, che a Favara non poche persone  responsabili e “pensose” si pongono, è  se sia il caso di includere  nei festeggiamenti di un Santo, anche questo tipo di manifestazioni, che,  anche nella cultura corrente, sono in genere giudicate tipicamente mondane.

E proprio ieri un numeroso gruppo di  450 devoti  di entrambi i sessi di S. Gaetano, che a Favara portano il nome, al maschile o al femminile, di questo Santo, non hanno voluto far passare sotto silenzio il loro onomastico. Hanno festeggiato il loro santo in modo però ben diverso : partecipazione ad una Messa solenne in Chiesa Madre e poi preghiere, con il seguito nella vicina piazza Cavour, davanti alla Chiesa del Purgatorio dove è conservata la statua di S. Gaetano:  un intervento del bravo ed estroso cabarettista favarese Gaetano Schifano, a cui è seguito, come da alcuni anni,  il lancio di una grande  mongolfiera  con la scritta “W S. GAETANO”. Una celebrazione di gioia  semplice ed innocente, con un fascino tuttavia particolare , ben diverso dal tipo di festeggiamenti sopra descritto!

Non solo ! C’è da dire che a Favara prossimamente,  - proprio a seguire –  si svolgeranno in una diecina di giorni i festeggiamenti in onore di S. Giuseppe, con un’impostazione programmatica , mi pare,  anche questa decisamente diversa.

I fedeli allora  si interrogheranno sulla  diversità di trattamento dei vari Santi e, in particolare,  di questi  due Santi, S. Calogero e S. Giuseppe, … con un certo ipotizzabile imbarazzo da parte di chi dovrà gestire gli eventi e potrà essere chiamato a  fornire qualche spiegazione.

Ma, a parte tutto, – a mio giudizio – il problema sicuramente merita una qualche attenzione e  sono sicuro che non sarà certamente sottovalutato dai nostri  attenti pastoralisti, di concerto con le competenti autorità ecclesiastiche e curiali.

 

Attesa la comunicazione della Curia sul trasferimento dei parroci

luglio 29, 2011

 ( di don Diego Acquisto) – Era attesa ieri, ma sembra ormai imminente la comunicazione ufficiale della Curia sul trasferimento dei Parroci, che hanno compiuto i nove anni di servizio pastorale nella parrocchia in cui a suo tempo sono stati nominati. Una disposizione questa della nomina “ad tempus”, per un massimo di nove anni, introdotta dalla CEI, subito dopo la promulgazione nel 1984 del Nuovo Codice del Diritto Canonico, che ha abrogato la vecchia normativa che stabiliva invece l’inamovibilità.

Così, fermo restando che quanti erano stati precedentemente nominati continuavano a mantenere quell’istituto giuridico, come autorevolmente e saggiamente si premurarono a precisare le più alte autorità ecclesiastiche su indicazione, pare, dello stesso Pontefice, a partire da quella data, tutte le  nomine dovevano espressamente indicare la scadenza, impossibile da fissare, come detto, oltre i nove anni. Una disposizione subito attuata dai Vescovi, ai quali comunque  lo stesso Codice di Diritto Canonico concede una larga discrezionalità, con la facoltà di proroga o di rinnovo, senza precisi limiti.

Due concezioni ed  impostazioni pastorali completamente diverse, l’inamovibilità e la nomina “ad tempus”, che come tutte le cose umane  hanno ognuna – come si dice – “i pro”  ed  “i contra”, aspetti cioè positivi e,  se non proprio negativi, sicuramente discutibili.

La diocesi di Agrigento, in questi ultimi due anni di servizio pastorale dell’arcivescovo don Franco, ha attuato su larga scala la logica dei trasferimenti, non solo dopo il compimento dei nove anni prescritti, ma in tanti casi anche prima. E adesso, per il terzo anno consecutivo, proprio in questi giorni, dopo i passaggi che sicuramente sono stati fatti con i diretti interessati, si è in ansia di conoscere i trasferimenti (si vocifera da 30 a 40) che saranno attuati poi, durante i mesi di settembre-ottobre   e comunque prima del nuovo anno di attività 2011-2012, il cui inizio ufficiale dal Piano Pastorale è fissato con la prima domenica di Avvento.

Un’ansia, questa dei trasferimenti, che, in questo momento si inserisce nello sgomento ancora vivo per l’improvvisa scomparsa dell’arciprete don Angelo Bongiovanni, il cui cuore è venuto improvvisamente meno.

La nuova prassi pastorale, che come abbiamo visto soprattutto l’anno scorso non ha mancato di creare problemi, (qualcuno dei quali rimasto insoluto), affonda le radici nel Documento conclusivo, approvato dall’Assemblea alla fine dell’anno dell’ascolto 2009-2010 che ha fornito indicazioni concrete in questo senso. Queste indicazioni forse però – come sostengono alcuni – devono essere  meglio interpretate e tradotte in prassi.

Quello che comunque appare certo è che la dimensione profetica della nostra fede, ci impone di vivere in costante atteggiamento di pentimento e di conversione, accettando il giudizio  che può  provenire non solo dalle persone ma anche   dalle situazioni, che mettono  a nudo valutazioni, scelte, decisioni e sentimenti inadeguati.

Anche il popolo d’Israele per maturare nella fede ha dovuto superare tante prove.  I profeti hanno saputo aprirlo al futuro, superando il rischio di chiusura in gruppi elitari e magari conventicole, con la “santa” presunzione  del diritto all’esclusiva, come può adesso avvenire  nella gestione di una parrocchia o della  stessa diocesi.

A parte comunque ogni legittima considerazione, mi pare ovvio che la partenza di un Parroco  non deve essere considerata una perdita per una Comunità, ma per entrambi, Parroco e Comunità, se il cambiamento è vissuto bene, deve diventare una rigenerazione.

Nel Parroco che ha accettato il trasferimento si richiede spirito di innovazione, umiltà, disponibilità, intelligenza, fede. Il reciproco affetto con la Comunità che ha servito non cambia, se è stato vero, semplice, schietto e sincero.

Nella Comunità, gratitudine per quanto vissuto e ricevuto, e contemporaneamente accoglienza sincera del nuovo Parroco, con i suoi doni, apertura alla fantasia della novità, evitando confronti nostalgici e paragoni infruttuosi.

Da parte di tutti, Parroco e Parrocchiani, grande capacità a sapere accogliere il passato per essere saggi tessitori del futuro, nella piena convinzione che poi, dovunque, è sempre  solo Dio che compone l’opera d’arte.

 

Comments

One Response to “Attesa la comunicazione della Curia sul trasferimento dei parroci”

 Sac. Diego Acquisto scrive: - 2 agosto 2011 alle 10:32

Errare humanum est…Non sono un esperto di Diritto Canonico…mi scuso e ben volentieri accetto le correzioni di alcuni confratelli su qualche inesattezza ed errore…contenuti nel mio servizio, nel passo in cui affermo: “…la promulgazione nel 1984 del Nuovo Codice del Diritto Canonico, che ha abrogato la vecchia normativa che stabiliva invece l’inamovibilità…”

  – Il Codice di Diritto Canonico è stato promulgato da Giovanni Paolo II il 25 gennaio 1983 ed è entrato in vigore il 27 novembre dello stesso anno…

  — Il canone che parla dell’”inamovibilità” è il canone 522 che così recita :

“ Parochus stabilitate gaudeat oportet ideoque ad tempus indefinitum nominetur; ad certum tempus tantum ab Episcopo dioecesano nominari potest, si id ab Episcoporum conferentia per decretum admissum fuerit”.

Se comprendiamo bene ancora il latino…l’inamovibiltà non è stata quindi abrogata….ma è stata introdotta una norma sostanzialmente innovativa , in sintonia con alcune indicazioni del Conc.Vaticano II, concedendo al Vescovo diocesano la possibilità della nomina dei Parroci ad certum tempus, solo se “ab Episcoporum conferentia per decretum admissum fuerit”…cosa che, in Italia, la CEI ha fatto stabilendo i nove anni.

 

 

Si può essere cristiani praticando il bunga bunga?

di don Diego Acquisto

AGRIGENTO OGGI - 06 luglio 2011

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Una Santa, Maria Goretti, quella che viene ricordata oggi dal calendario, che provoca frontalmente la cultura di oggi , dato che il recente rapporto Censis fa rilevare che stridente appare il rapporto fra sesso e religione, e il 70% degli italiani si autoassolve, perché la mentalità diffusa ammette che si può essere in sostanza buoni cattolici anche praticando il «bunga bunga».

Il martirio di Maria Goretti è un richiamo per tutti a vincere la cultura moralmente inquinata che ci circonda, ed una sollecitazione forte per le ragazze a contrastare la cultura delle "veline", a non cedere alla tentazione di fare del proprio corpo una merce di scambio…..

Davvero la storia dei Santi non è «pietrificata» nel ricordo della vicenda straordinaria che hanno vissuto sulla terra.

Dopo il gran numero di vergini martiri, del lontano tempo delle persecuzioni contro i cristiani, che oltre a rifiutare l’adorazione degli idoli, rifiutavano soprattutto le offerte ed i desideri sessuali dei loro carnefici, come ad esempio s. Lucia, s. Agata, s. Cecilia, s. Agnese, nei tempi più recenti abbiamo l’esempio della dodicenne Maria Goretti, beatificata nel 1947 e proclamata santa nel 1950 da papa Pio XII. Per non parlare di altre figure esemplari, di cui è in corso il processo canonico di verifica , tante giovani donne e adolescenti, che nella difesa della virtù della purezza, hanno perduto nell’ultimo cinquantennio la loro vita in modo violento.

Nel linguaggio di oggi, quello che è successo alla dodicenne Maria Goretti il 6 luglio 1902 è stato un tentativo di stupro finito tragicamente per la sua estrema resistenza; un tragico episodio che ha assunto la luce del martirio, in considerazione della personale spiritualità della vittima, che ha difeso la virtù della purezza come dono di Dio, ribellandosi coscientemente fino alla morte. In tutto questo, il riconoscimento ufficiale della Chiesa di questa forma di martirio.

Un triste episodio, con 14 pugnalate, che si è consumato in una campagna delle Paludi Pontine, vicino Nettuno. In questa città riposa il corpo di questa novella martire moderna della purezza, Maria Goretti, nella cappella a lei dedicata, nel santuario della Madonna delle Grazie.

Il suo nome oggi per tanti subito evoca la difficoltà a recepire un messaggio scandalosamente irritante. Anche perché c’è il rischio di pensare solo alla purezza del corpo, cioè della verginità della donna fino al matrimonio, anche se pure di questo certamente si tratta.

Anzitutto c’è da chiarire che la riscoperta della virtù della purezza non implica solo il divieto di qualcosa, ma apre soprattutto e prepara alla scelta libera e gioiosa di prepararsi a donare in pienezza e totalità il proprio corpo, all’interno di una stabile e reciproca appartenenza di amore nel matrimonio, per i cristiani sigillata dal sacramento .

Ma ancora il ricordo di Maria Goretti oggi è per tutti un invito alla purezza «morale», quella che precede qualunque decisione.

Perché, purtroppo, è sempre più diffusa, e può insediarsi a vari livelli, la convinzione che si possano raggiungere aspirazioni brillanti e guadagni facili, rendendo il proprio corpo merce di scambio per interessi economici e benefici sociali, cedendo alle subdole e peccaminose insidie dei potenti del tempo.

Diego Acquisto

 

angela scrive: - 7 luglio 2011 alle 10:59

Domanda…come mai i praticanti la disciplina del bunga bunga non vengono pubblicamente condannati dalla chiesa???

Non le pare che ci sia un silenzio un pò troppo complice?

Sac. Diego Acquisto scrive: - 8 luglio 2011 alle 07:19

Si può invocare per ogni comportamento riprovevole , anche di tipo privato, una pubblica condanna da parte del Magistero della Chiesa ?

Per quanto riguarda i vizi privati c’è solo il bunga bunga ?…nient’altro ?

Bisogna considerare i credenti come ….bambini…incapaci di qualsiasi discernimento al punto di richiedere sempre il pronunciamento ufficiale…?

Ad esempio, nelle cose più importanti che riguardano l’ordinamento sociale nei suoi cardini essenziali… leggi o proposte di leggi… favorevoli alla soppressione della vita (aborto…eutanasia…ecc)….tutela della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, così come voluta dalla legge naturale e divina….ecc….ecc… il Magistero non si è sottratto al suo dovere ed è pubblicamente intervenuto …non per difendere una visione di parte , ma per tutelare il bene comune

 

 

Feste religiose da evangelizzare

di Diego Acquisto

luglio 4, 2011 - Servizio pubblicato su AGRIGENTO OGGI

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  “Io detesto, respingo le vostre feste e non gradisco le vostre riunioni”.

Si tratta della violenta requisitoria del profeta Amos contro il culto formalistico che impregna talune feste religiose. E il profeta riferisce le parole di Dio. Mi è venuto subito di pensare a questo passo biblico, leggendo la cronaca di quanto avvenuto ieri, durante la processione in onore di S. Calogero, a proposito di quel gruppo di giovani portatori, che si sono resi protagonisti di una violenta scazzottatura, preceduta e seguita da parole irriferibili e minacce varie. E ancora, oltre ai cazzotti, spintoni ed urla, altri comportamenti incivili e pare anche diversi reati, come la sottrazione di diversi portafogli. Tutto questo mentre si fa a gara per avere la possibilità di toccare la statua del santo, per impetrare grazie di ogni tipo e genere, compresa, per esempio, la riuscita di un innamoramento del partner desiderato. Insomma di tutto e di più.

La religiosità popolare che dovrebbe servire a generare nuovi valori da praticare nella vita quotidiana, per una certa fascia sociale rischia di essere proprio il contrario, offrendo l’occasione di operare impunemente per esternare gli istinti peggiori.

Qualche anno fa le cronache nazionali si sono ampiamente interessate a quello che è successo a Racalmuto, in occasione della festa della Madonna del Monte, dove al folklore per la conquista del cosiddetto “cero” si aggiunge un’animosità davvero eccessiva che talvolta sfocia nella violenza. Come è avvenuto nel luglio del 2001 , quando la conquista del “cero” da parte delle due opposte fazioni ha dato origine ad una rissa gigante, davanti a tutti e che solo per un vero miracolo non ha prodotto conseguenze irrimediabili. Dopo le immagini impietosamente offerte da vari telegiornali locali e nazionali, della rissa con calci, pugni e morsi , con la conclusione del giovane che, portato in braccio dai propri sostenitori, si reca in Chiesa Madre per deporre ai piedi della Madonna quel simbolo, quasi tutti i quotidiani del giorno seguente titolavano : “ A Racalmuto preghiere e pugni”.

Quando succedono episodi come quello che alcuni anni fa è clamorosamente successo a Racalmuto ed ieri ad Agrigento per la festa di S. Calogero, tocchiamo veramente con mano di essere in ritardo nel raggiungimento di un semplice traguardo di elementare maturazione umana e religiosa. Come comunità ecclesiale a tutti i livelli siamo interpellati. I nostri metodi di evangelizzazione devono forse essere radicalmente rivisti.

Le parole del profeta Amos hanno sicuramente qualcosa da suggerirci.

Diego Acquisto

Angela scrive:  - 4 luglio 2011 alle 13:35 -Mi scusi, ma credo che fare di tutta l’erba un fascio sia ingiusto e superficiale. Va bene.. i portatori si sono scazzottati.Ma lei vede solo questo? E le messe piene di giovani? L’affetto per il santo? Famiglie intere in processione sotto il sole cocente? Ognuno vede quello che vuole vedere. Gli idioti maleducati si trovano ovunque, anche alla processione di san calò.

  Direttore scrive:  - 4 luglio 2011 alle 15:57 -Angela, la penso come te. C’è tanta religiosità e devozione attorno a questa festa. Alcuni erroneamente pensano che tutto si riduca alla caratteristica processione, in realtà la devozione verso il santo dura un anno intero ed ha il suo apice a cavallo di questa settimana. In tanti si recano al Santuario in pellegrinaggio, molti i fedeli che si riuniscono in preghiera . Tante le opere di bene e le rinunce in nome di San Calò. La processione è quello che si vede, la religiosità e l’evangelizzazione spesso rimane fuori dai riflettori. Ma tutto questo gli agrigentini, i veri agrigentini, lo sanno già .

 Iguana scrive: - 4 luglio 2011 alle 22:08 - Sottoscrivo ogni parola del sac. Diego Acquisto. E proporrei di rifletterci su, dato che comunque propongono uno spunto di riflessione molto più profondo e sottile di quello che a prima lettura potrebbe apparire, piuttosto che rinchiudersi nelle proprie supposte certezze. E’ un invito alla riflessione in ordine al nostro concetto di religiosità, di voto, di grazia e di rinuncia non un j’accuse ai devoti.

 angela scrive: - 4 luglio 2011 alle 23:48 -Nessuna certezza. Semplicemente trovo poco “cristiano” discutere gli atteggiamenti degli altri.E comunque caro signor/ra Iguana il punto sta proprio nelle sue parole…E’ la SUA religiosità…

 Maurizio(2°) scrive:  - 5 luglio 2011 alle 01:51

In effetti l’esagerazione di pochi farraginosi ha offerto uno squallido esempio di superficialismo allegorico dell’evento religioso, che sicuramente, sovrasta ogni genere di critica gratuita diretta a disgregare definitivamente, l’aspetto mistico a vantaggio della discrasia pagana-popolare che si tramuta in mero elemento dissacrante. Le risse davanti al simulacro di S. Calogero ci sono state sempre e si ripeteranno in futuro senza ombra di dubbio a causa della esaltante festa di s. Calogero che riesce ad attirare folle di fedeli e grazie ricevute per il suo forte carisma e per la sua tendenza ad aiutare il prossimo più bisognoso. Infatti Calogero ha trascorso la sua vita in contemplazione verso il Signore, agendo con opere di carità, esempio di grande apertura verso Dio, ed eremita di pace .I giovani portatori, prima di tutto dovrebbero studiare la vita di S. Calogero e comportarsi come lui…evitando le pseudo battaglie-risse che sovrastano la manifestazione a danno dello stesso Calogero… e successivamente avviati al trasporto del divino, evitando di alimentare il fuoco delle polemiche ad esaltazione di pseudo-dotti, che vorrebbero trasformare la festa di Calogero in Venerdì Santo per realizzare le loro idee , statiche e boriose, nel più completo “Mortorio”…avanti! Giovani,Il santo vi aspetta, ma non date brutti esempi di vita.

  Carlo scrive:  5 luglio 2011 alle 12:31 Quando finalmente qualcuno del clero cita un passo biblico al quale sene potrebbero aggiungerne altre centinaia vedi profeta Isaia 1 :14

I vostri noviluni e le vostre feste io detesto, sono per me un peso; sono stanco di sopportarli. 1:15 Quando stendete le mani, io allontano gli occhi da voi. Anche se moltiplicate le preghiere, io non ascolto. Le vostre mani grondano sangue. 1:16 Lavatevi, purificatevi, togliete il male delle vostre azioni dalla mia vista. Cessate di fare il male, 1:17 imparate a fare il bene, ricercate la giustizia, soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova. ......      ma possiamo andare avanti per tutta la bibbia… il problema è che è comodo aspettare una volta o più volte l’anno un momento per “CHIEDERE” a Dio… ma mai a “DARE” qualcosa a Lui o al proprio prossimo…. e giù botte, parolacce, bestemmie e tanto spreco di pane … di cui la nostra provincia è affamata. 

 agrigentina iguana scrive:  - 5 luglio 2011 alle 14:07  Troppi puntini di sospensione “cara Sig.ra Angela”,preferisco non riempirli, anzi preferisco proprio sottrarmi alla conversazione e non andare oltre. E sì, mi tengo la MIA religiosità, forse meno ostentata e urlata, ma sempre disposta alla messa in discussione, al dubbio e alla riflessione. “Idolatria è anche il venerare le statue dei santi senza tener conto della figura di Dio (la Santissima Trinità) dimenticando che i santi sono esempi che ci portano a Cristo e non idoli.”

  angela scrive:  - 5 luglio 2011 alle 16:58 - Cara signora iguana io non voglio che riempia le mie sospensioni. Io non sono dotta come lei e non uso grandi parole. Io amo San Calogero così come amo Cristo. Non mi piace chi si riempie la bocca di Dio disprezzando gli altri. La gente come lei allontana il popolo dalla religione. In ogni caso W SANCAL0′

   giantu scrive: - 6 luglio 2011 alle 09:37 - TENGO A PRECISARE CHE NON HO ORIGINI AGRIGENTINE. COMUNQUE POSSO DIRE DI ESSERE DUVENTATO AGRIGENTINO DI ADOZIONE PERCHE’ SONO ORMAI 40 ANNI CHE STO IN QUESTA BELLA CITTA’. HO VISTO LE VARIE PROCESSIONI DI S. CALOGERO ED HO NOTATO UNA COSA: COL TEMPO, LE MANIFESTAZIONI ( ESTEMPORANEE) DEI COSIDDETTI DEVOTI, INVECE DI GUADAGNARE IN COMPOSTEZZA ED AMORE VERSO IL SANTO, SONO VIA VIA DIVENTATE PIù CAOTICHE E VIOLENTE; QUELLO CHE SI CHIEDE NON E’ LA COMPOSTEZZA O LA MINORE IRRUENZA NEGLI ASSALTI AL SANTO; SI CHIEDE CHE L’AMORE IRRUENTO DIMOSTRATO CON BACI ED ABBRACCI, TROVI POI, NELLA VITA DI OGNI GIORNO, IL SUO CONSEGUENTE E NATURALE SFOCIO. E’ INUTILE BACIARE ED ASCIUGARE UL VOLTO DEL SANTO QUANDO POI NON VAI A MESSA LA DOMENICA, NON CONOSCI I SACRAMENTI, NON CONOSCI TUO FRATELLO, TI FAI PRENDERE DALL’IRA PER UN NONNULLA.iL SORRISO ENIGMATICO DI S. CALOGERO TI DICE PROPRIO QUESTO:” SONO QUI TRA VOI, DATEMI PURE IL VOSTRO PANE, LE VOSTRE CAREZZE,I VOSTRI BACI, MA DATE IL VOSTRO CUORE A DIO E RICORDATEVI CHE , SE FACCIO UN MIRACOLO, LO FACCIO IN SUO NOME”.

 maurizio scrive: - 6 luglio 2011 alle 15:29 - Cari amici vi siete ridotti ad una semplicistica discussione puerile, cercando di criticare il cristiano in base alle sue esaltanti manifestazioni,che in definitiva sono solo feste popolari, che fanno bene all’umore e allo spirito. Cercate, invece di giudicare le vostre azioni,che sono formali e inutili…il cristiano, per essere tale deve volere il bene del prossimo,con iniziative buone, attraverso le donazioni…

 Sac. Diego Acquisto scrive:  - 6 luglio 2011 alle 21:58 - Ringrazio quanti sono intervenuti nella discussione e mi permetto di aggiungere qualche altro stimolo di riflessione.

Sicuramente ognuno di noi  ha fatto il suo intervento per un atto di amore a Dio e al prossimo. Ogni atto di amore deve essere sempre collegato, per evitare soggettive distorsioni, con il messaggio biblico della rivelazione da meditare sulle ginocchia della madre-chiesa, con il servizio degli apostoli. Quando succedono certe cose, senza voler minimamente negare tutto il bene che esiste, né tanto meno però far finta di niente o rassegnarsi e dire che sono cose che sempre succedono, c’è sicuramente da dire : “Mah ! Che tristezza ! Dove vanno a parare alcuni nostri fratelli ? Cosa fare per un’efficace correzione ? Credo che come fedeli credenti, ognuno nel suo ruolo, – indipendentemente dall’essere più o meno agrigentini, anzi ancora di più se lo si è veramente – ci dobbiamo sentire interpellati. Il titolo del mio servizio non è stato messo a caso e sicuramente non può significare né eliminazione, né riduzione a mortorio, né disprezzo degli altri…ecc. ecc… Evangelizzare…significa puntare sicuramente alla qualità…e mi pare proprio che l’omelia di don Franco vada proprio in questa direzione.

Ognuno certamente ha la sua religiosità, e non è detto in nessuna parte che deve tenersela così com’è, anzi! Perché sicuramente ha il dovere in coscienza di coltivare l’esigenza continua di un miglioramento qualitativo, accogliendo se cattolico, non solo i dettami di una retta coscienza sempre da curare, ma anche con docilità il servizio del Magistero, che mai può prescindere dall’attualizzazione della Parola di Dio.

Qualche anno fa, a proposito di una festa siciliana in cui si erano verificati taluni inconvenienti, il Comitato dei Teologi, da Milano rivolgeva una apposito appello in cui si diceva che quell’impostazione delle festa rischiava di farla diventare una festa pagana, aggiungendo che costituiva un dovere per tutti “mettere in guardia da forme deviate della fede cristiana”.

Non solo. Si diceva che “la stessa enfasi posta su quel Santo ….rischiava di distogliere i fedeli dalla centralità ed essenzialità della figura di Cristo, scivolando spesso verso una forma di idolatria pagana”.

Forse, anzi penso che sicuramente ad Agrigento non si corra immediatamente questo pericolo, ma tuttavia è sempre doveroso, -  per usare le parole di quell’autorevole appello, firmato da persone scelte dalla CEI - “mettere in guardia da una fede che diviene soltanto trionfalismo e teatralità esteriore, e che ha poco a che spartire con il messaggio evangelico autentico, scevro da miracolismi e la cui adesione interiore avviene nel silenzio di meditazione, fuori dalla calca delle masse”.

Con stima e cordialità verso tutti - Sac. Diego Acquisto

 

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Favara in vista delle elezioni amministrative : ancora un appello alla riflessione e all’impegno.

20.04.2011

In questo momento delicatissimo di preparazione delle liste, sento d dovere unire il mio all’appello accorato che è nel cuore di tanti cittadini responsabili , affinché quelli che guidano, in questo momento i vari Partiti,  valutino bene i candidati, prima di accoglierli in lista, per non partire col piede sbagliato e rendersi colpevoli dei danni conseguenti.

Mi chiedo, per esempio, - (se corrispondono al vero tante voci ricorrenti, che suscitano allarme in non pochi… ) -  come sia possibile che vengano reinseriti in lista persone che, supponiamo, sia risaputo che abbiano comprato voti….o che si siano notoriamente e in situazioni diverse…. già comportati male…

L’invito a votare secondo coscienza e solo per il buon governo di Favara, in questo periodo deve essere bene attenzionato dai responsabili  dei Partiti e da quelli che firmano la lista, per renderne possibile la presentazione. Solo successivamente , al momento del voto nel segreto dell’urna, interviene l’obbligo in coscienza del discernimento per i comuni cittadini.

Per quanto riguarda l’auspicio – da parte di qualcuno -   di un intervento della Chiesa, mi limito solo a dire che, a mio giudizio, la Comunità ecclesiale di Favara, tra i suoi fedeli-praticanti, ritiene di avere tanti cittadini, – (aderenti ai diversi Partiti di diversa impostazione ideologica, ma che tuttavia sono uniti in quelli che la Chiesa chiama “valori non negoziabili”), –  capaci di affrontare i problemi di Favara, e solo animati da vero spirito di servizio per il bene comune. Ma non saranno mai i Parroci a proporre i loro nomi, che invece devono essere proposti dai responsabili dei vari Partiti e comunque secondo le corrette procedure della democrazia.

Sono personalmente sicuro che la Chiesa che è in Favara, che, - come dovunque è incarnata da uomini -   ( pur con la sua fragilità) così come in passato non si è mai sottratta , anche in futuro mai si sottrarrà al suo dovere di cercare di evangelizzare ,  anche e vorrei dire soprattutto , la Politica. Quella con la lettera maiuscola, nel senso più nobile della parola, e che è concretizzazione della carità nei particolari contesti, puntando comunque sempre e unicamente  a tutelare e servire la persona umana e la sua dignità. Lo farà, continuando a  stimolare sempre la responsabilità dei laici, a cui spetta il dovere ed il diritto delle scelte concrete, con tutti i rischi che questo comporta.

Diego Acquisto

20.04.2011

 

 

FAVARA  di fronte alle prossime elezioni amministrative del 29 e 30 maggio

Un contributo alla riflessione e all’impegno

11-04.2011

 Il compito di amministrare Favara, soprattutto in questo periodo, è sicuramente assai arduo su tutti i fronti…

Proviamo a tracciarne un quadro, a grandi linee: disoccupazione galoppante, …atti di vandalismo a ripetizione, … disordine e  sporcizia… pericoli,  crolli e  demolizioni a singhiozzo nel centro storico….  condizione delle strade e   caos della viabilità… crescita della e delle povertà…  servizi sociali inesistenti o comunque  carenti, ….trasferimenti finanziari regionali e nazionali in continua diminuzione e casse comunali vuote, pur con rilevanti debiti da onorare,….  agitazione di non pochi lavoratori precari che legittimamente aspirano alla stabilizzazione…. di fronte ad oltre 500 dipendenti comunali, regolarmente stipendiati,  che, come è stato più volte scritto da qualche coraggioso organo di stampa  “possono essere una risorsa se bene utilizzata o una maledizione se tutto rimane immutato rispetto al passato”….ecc…..

Un quadro certamente realistico e veritiero, e come -  si vede  - abbastanza fosco e per nulla incoraggiante…Per questo l’invito ai responsabili ed a quanti hanno a cuore il bene comune, ad abbandonare vecchie logiche nella preparazione dei candidati e delle liste. Urge uno scatto di responsabilità, commisurato alla concreta situazione, favorendo l’unione di volontà e di intelligenze, di progetti innovativi e di autentiche disponibilità disinteressate.

Oggi è necessario un vero appello “ai liberi e forti” di sturziana memoria…perché trovino il coraggio di scendere in campo… animati unicamente dal desiderio forte e sincero di servire la Comunità favarese, che, come non mai, ha bisogno di energie “fresche” e mature. ...capaci subito, fin da ora,  di liberarsi da qualsiasi condizionamento, come pure da interessi (comunque camuffati) personali o di parte, parentali o di gruppo...di puntare subito al cuore dei tanti problemi, recuperando il primato della politica sulla burocrazia. In un quadro sociale risanato, il bene dei singoli si consegue all’interno della logica del bene comune, a cui sempre decisamente tendere.

 E, in questo senso, l’appello “ai liberi e forti”,    con il conseguente e doveroso coraggio  di candidarsi a ricoprire ruoli di responsabilità politico-amministrativa a Favara, dove tuttavia, in un’ottica decisamente nuova di sfida, tale scelta può diventare  anche affascinante…

A quanti faranno la scelta di scendere in campo, candidandosi a sindaco, assessore o consigliere comunale, vorrei ricordare il recente appello del card. Bagnasco che ha voluto richiamare la necessità di una nuova generazione di cattolici in politica. Perché, pur in mezzo a tutte le difficoltà, la speranza resta sempre  nel DNA della spiritualità cristiana…e, perciò, malgrado tutto non potrà mai venire meno. Anche la prossima Pasqua ce ne dà la garanzia.

Nel nostro contesto favarese, qualsiasi vera disponibilità offerta da chicchessia a volersi sinceramente impegnare per la collettività, – mettendo veramente al primo posto il bene comune – deve essere favorevolmente accolta, nello spirito delle migliori tradizioni democratiche.

Nella mutata situazione in cui si trova Favara -  (e nel vivo desiderio di recuperare il tempo perduto, di riparare errori, personali e/o della propria parte politica) -  sotto qualsiasi simbolo partitico o di lista civica si possa decidere di spendere le proprie energie e di mettersi in gioco,  bisogna puntare a dare pratica attuazione a quei valori che tutelano il bene comune, la dignità della persona e la qualità della vita nella nostra polis. 

Per i credenti soprattutto ma non solo, in qualsiasi gruppo decidano di aggregarsi,   un aiuto in più a sapersi concretamente orientare nell’attuale babele di opinioni, è  costituito dalla Dottrina Sociale della Chiesa, fondata su una base di corretta razionalità da tutti accettabile.

AUGURI intanto per un dibattito a 360° gradi, riflessivo, rispettoso, serio e fecondo !

Bando ad ogni inutile asprezza di linguaggio o peggio ancora ad un suo imbarbarimento, con il solo risultato di contribuire ad aggravare ulteriormente i problemi.

Diego Acquisto

11.04.2011

 

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12 – editoriale 2011 di Radio Favara 101 --DIMISSIONI del SINDACO RUSSELLO

– lunedì 04.04.2011

Nella tarda mattinata di martedì scorso 29 marzo, una notizia inaspettata e clamorosa. Mimmo Russello si è dimesso da sindaco di Favara. Una decisione arrivata proprio quando i bene informati davano ormai per sicura,  la formazione della sua quinta Giunta, dopo oltre due mesi di trattative tra i partiti. Le dimissioni ufficialmente presentare al segretario comunale, più che alle ultime difficoltà amministrative, però, si viene subito a sapere, che sono dovute all’avviso di garanzia, relativo alla conclusione dell’inchiesta sul crollo della casa di via del Carmine, del 23 gennaio dell’anno scorso, che causò la morte della sorelline Chiara Pia e Marianna Bellavia. Oltre a Domenico Russello, indagati pure altri due sindaci suoi predecessori, ed altre 8 persone , cioè i coniugi proprietari dell’immobile e 6  tecnici dell’Ufficio tecnico Comunale. La Comunità Ecclesiale di Favara, tramite il Collegio dei Parroci ed il Consiglio Pastorale Cittadino, qualche giorno dopo ha alzato la voce per esprimere solidarietà al Sindaco Russello, chiedere l’immediata indizione delle elezioni per dare un nuovo governo democratico alla città ed, infine, cosa ancora più importante, sollecitare tutti ad un cammino di conversione, che porti ad un senso più responsabile di cittadinanza attiva, a cominciare subito dalle allora possibili, ora certe, imminenti elezioni amministrative, del prossimo maggio, precisamente il 28 e 29, scegliendo nuovi  “saggi e onesti governanti che  facciano progredire Favara nella pace”. Questo in estrema sintesi il senso del documento approvato all’unanimità e promulgato dall’arciprete- vicario foraneo don Mimmo Zambito.  Un documento che prende lo spunto da una pagina drammatica della Bibbia, quando Dio, per far comprendere la condizione di  tradimento e di scompostezza del popolo, comanda al profeta Osea di prendere in moglie una prostituta e di concepire con lei un figlio.  Alla donna, che rappresenta il popolo infedele, Dio dice di cambiare il nome e di chiamarsi: “Non – amata”; al figlio che nasce viene imposto il nome “non – popolo”.  Non è difficile cogliere il messaggio per la città di Favara, dove diverse storture di carattere culturale e comportamentale non risparmiano nessuno, neppure quanti si professano credenti e magari svolgono ruoli di un certo rilievo all’interno della comunità civile  e/o  della stessa comunità ecclesiale. Insomma un forte  invito collettivo alla conversione, in questo tempo di Quaresima, perché  testualmente si dice: “ L’avidità di guadagno e la violenza mafiosa, gli interessi di parte e la sopraffazione nei confronti dei più deboli, deve essere ascritta eventualmente non alla sola classe politica ma alla cultura e alla mentalità che, purtroppo, tutti ci coinvolge ed esprimiamo come cittadini e credenti”. Non solo. Si aggiunge: Questa comune e stratificata ramificazione del peccato, che è avversione a Dio e macchia alla nostra vita, si è coagulata tragicamente il 23 gennaio 2010”.  E la data è quella che ha tragicamente segnato la vita della città con la morte delle due sorelline Bellavia nel crollo della loro casa in via Del Carmine. Un crollo del quale adesso, a diverso titolo e con responsabilità personali per tutti  da accertare, dalla Procura vengono accusate  11 persone, tra cui il Sindaco in carica,  avv. Russello ed i suoi due immediati predecessori.  La Comunità Ecclesiale,  in questa circostanza delle dimissioni del primo cittadino, “ferma restando l’azione della Magistratura” dalla quale fiduciosa attende per tutti  la conclusione, tuttavia, da subito “ non può esimersi dall’assoluto pubblico riconoscimento e apprezzamento per l’Avv. Domenico Russello”.  Il quale, come è noto,  ha detto di aver  compiuto questo gesto, da tutti apprezzato, delle dimissioni, per  “Il sacrale rispetto della giustizia, delle istituzioni e dei cittadini e la coerenza con la coscienza”.  Favara è anche questo. Cittadini come  Domenico Russello che “singolarmente e in gruppo, hanno dato prova di respingere gli interessi di parte, di non prestarsi alla mentalità mafiosa, di sostenere sempre lo spirito di corresponsabilità e di partecipazione civica”.Non manca nel documento della comunità Ecclesiale l’assicurazione della preghiera, non solo per il sindaco dimissionario e la sua famiglia,  ma anche e soprattutto per la famiglia Bellavia  colpita dalla tragedia, e anche   per  quanti altri  sono coinvolti in questa vicenda. Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

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UN APPELLO PER  FAVARA

24.03.2011

Credo che a tutti stia a cuore il bene di  Favara.

Sull’attuale difficile momento che sta vivendo  questa Comunità, credo che non ci siano dubbi da parte di nessuno sulla necessità di superare subito, ma proprio subito, la situazione “pirandelliana” in cui si trova la città…con una Giunta, ancora una volta, per mesi e mesi, tenuta a bagno-maria….indipendentemente dalla buona volontà dei singoli assessori, che cercano di fare del loro meglio…e magari riescono a realizzare alcune piccole e valide iniziative.

In pratica, però, per tutti i problemi gravi che ci sono e per progettare un futuro diverso, questo non solo non basta, ma può risultare addirittura, anche deleterio perché  fuorviante…. Per dirla con chiarezza, manca un vero e proprio governo ed una vera e propria opposizione…e forse le due cose sono interdipendenti…. e comunque è una situazione che eufemisticamente si può definire  “pirandelliana” e che sicuramente rivela un deficit di  democrazia e di cultura democratica, su cui bisogna, seriamente e subito,  riflettere e rimediare.

Urge il coraggio di una decisione forte, ognuno nell’ambito dei suoi poteri, delle sue valutazioni, della sua responsabilità, della sua coscienza…il bene comune viene prima di quello privato ed ognuno deve assumersi pubblicamente le proprie responsabilità. Nessuno deve essere o sentirsi tirato per la giacchetta.

Il prof. Salvatore Sorce su FB dice che “a seconda di come andranno le questioni politiche a Favara nei prossimi giorni, si potrebbe verificare il caso di elezioni anticipate per il prossimo 29/30 maggio. Se il sindaco si dimette o si sfiducia prima del 4 aprile, per legge, Favara si dovrebbe inserire tra i comuni che andranno alle prossime elezioni del 29/30”.

Mi permetto di aggiungere che, se è proprio così…..( e sicuramente c’è davvero da fidarsi del prof. Sorce, stimato professionista) leggo l’avviso come un’opportunità da valutare e non perdere assolutamente, da parte del sindaco e dei consiglieri comunali, per una decisione, responsabile e personale, in un senso o in un altro, per il bene della nostra Favara…

Dove, a mio giudizio, il desiderio di vedere davvero un nuovo giorno, nell’opinione pubblica e soprattutto tra i giovani, è palesemente ancora più forte che nel passato…E questo lo si potrà verificare subito o, al massimo, fra un anno, quando il popolo sovrano, democraticamente sarà chiamato ad esprimersi nel segreto dell’urna.

Al momento si chiede, una scelta chiara e coraggiosa, responsabile e personale, di quanti sono direttamente interessati ed hanno la possibilità di decidere.

Diego Acquisto

24.03.2011

 

 

 

 

ieg

 

 

Da destra, in prima fila : Buggea Carmela-Montaperto Calogero-sac.Diego Acquisto-Chianetta Lorenza-Vaccaro Rosaria.

In seconda fila: Cucchiara Lina-Cipolla Concetta-Mossuto Giuseppa-Pirrone Bartolomea.

Celebrazione del "Mandato ai Ministri straordinari della distribuzione dell'Eucaristia"

Domenica 13 Febbraio 2011 -  Giorno di grazia per l'arcidiocesi agrigentina - Per delega dell'Arcivescovo, in tutte le Parrocchie è stato conferito il "Mandato", per un servizio assai importante e delicatissimo per la Comunità. Una giornata che, soprattutto dai diretti interessati  non sarà  dimenticata, ricordando l'esortazione che la liturgia orientale rivolge ai diaconi: "Tremate perché dispensate fuoco vivo".

AUGURI ! AUGURI ! AUGURI !

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FAVARA - Oggi la quinta Giunta Russello - AUGURI !

24.02.2011

Oggi è la giornata fissata per la nascita della nuova Giunta, la   “Russello Quinquies”, in sostituzione del monocolore FLi. Si conclude una crisi che doveva durare, secondo le buone intenzioni del coordinatore provinciale FLi, dott. Francesco Pullara, appena 48 ore, ma che in realtà, di rinvio in rinvio, è durata un mese. Avevamo augurato buon lavoro alla Giunta monocolore FLi, che si era insediata il 23.9.2010, auguriamo adesso buon lavoro alla nuova Giunta, pur senza conoscere esattamente, al momento in cui noi scriviamo,  i nomi   dei cinque  Assessori. La nuova Giunta cosiddetta “Pentapartito”, è formata da  FLI, PD, MPA, una parte di UDC, FdS,  - con il consenso dei gruppi consiliari autonomi “Insieme per Favara”, “Forza Azzurri” e “Per una Favara Migliore”- per un totale complessivo di 23 Consiglieri su 30.  I restanti 7 consiglieri, (5 del PDL e 2 dell’UDC), costituiscono l’opposizione, che in democrazia ha un ruolo importante quanto quello della maggioranza.

L’anomalia Favarese, (ma, purtroppo, non solo!), è che i ruoli di maggioranza e di opposizione non sono quelli assegnati dal popolo.  A Favara , è venuta  a mancare, gradualmente, quasi sin dall’inizio,  l’opposizione  voluta dagli elettori, con il “contraccolpo” che si è innestata contestualmente una spinta di malessere nella maggioranza. La conseguenza è stata la nascita di un’opposizione interna,  che il Sindaco Russello non è più riuscito a recuperare e che ad un certo punto è deflagrata.  Infatti, le diagnosi più spietate sulle carenze della sua azione amministrativa e gli attacchi più cruenti,  con manifesti e quant’altro, li ha ricevuti proprio dai suoi. Mentre, paradossalmente, - al di là di talune asprezze puramente verbali in Consiglio Comunale - è riuscito a dialogare, sempre meglio, con  gli esponenti  più “incisivi” dell’opposizione, sino ad inserirli adesso direttamente nella sua amministrazione

Si tratta di opinabili valutazioni,  che richiedono  da parte di tutti un sano  discernimento critico, accogliendo, come credenti, l’alto magistero del Papa che continuamente ricorda che «la Chiesa non è e non vuole essere, un agente politico, ma tuttavia non può non sentirsi interessata a dare il proprio contributo per il bene comune”.   Così, dopo la  “storica tragedia” di via Del Carmine, la Comunità Ecclesiale ha stilato un documento, richiamando tutti, ognuno per il suo ruolo, “dopo i giorni del cordoglio e della pena”, al  quotidiano ed instancabile servizio alla cosa pubblica” ed “a scelte politico – amministrative, legislative e di intervento sociale,  lungimiranti per il futuro della Comunità di Favara”.

Sappiamo tutti come sono andate le cose; perché, dopo la prima Giunta politica e poi quella cosiddetta tecnica, è venuta meno la Russello ter, a cui è seguita (dopo due mesi di assoluta solitudine del Sindaco)  la Russello quater del monocolore, che oggi passa la mano.

Sapere  oggi, che, comunque, cinque Partiti e altre forze hanno deciso di impegnarsi per il buon governo, “proficuo e fecondo di quest’ultimo anno di legislatura” , e addirittura con l’ambizione di “andare oltre  , anche se “teoricamente” costituisce davvero una  difficile sfida,  deve far piacere.

In  questo spirito formuliamo auguri alla nuova Giunta, raccogliendo il desiderio vivissimo dei cittadini, più silenziosi,  laboriosi e desiderosi  però di vedere fatti concreti. L’auspicio è che si possa fare nel tempo che resta in questa legislatura quello che è davvero possibile, per i  problemi di questa martoriata città,  recuperando al meglio quello che non è stato fatto e che pure si poteva fare, da parte di queste stesse forze politiche, che adesso sembrano ben intenzionate.  In questo, il pungolo efficace e costruttivo dell’opposizione, che in questo ruolo giocherà pure la sua credibilità.

Incombe infatti su  tutti, maggioranza ed opposizione, tra poco più di un anno,  il giudizio del popolo sovrano nel segreto dell’urna. E vorremmo che  proprio, per fugare  i tanti giudizi avventati, tutti gli attori di questa travagliata legislatura, a partire dal Sindaco, si presentassero al giudizio degli elettori.

Diego Acquisto

24.02.2011

 

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FAVARA - A proposito dei manifesti sulla Mafia

16.02.2011

In merito agli ambigui manifesti apparsi sui muri di Favara, senza perdere tempo,  c’è da interrogarsi  sul senso dell’insolita iniziativa e chiedersi quale possa essere stato lo scopo da raggiungere da parte degli anonimi autori.

Le forze dell’ordine hanno prontamente  iniziato le indagini per la possibile apologia di reato inclusa nell’anomala iniziativa e speriamo che riescano davvero, al più presto,  ad individuare gli autori, che l’autorità giudiziaria dovrà giudicare.

Intanto tutte le forze sane della città che lo scorso 26 novembre hanno dato vita alla riuscita manifestazione antimafia per il trionfo della legalità, credo che abbiano il dovere di non restare in silenzio e di prendere pubblicamente posizione su questa iniziativa.   Che, se coperta dal silenzio e dall’indifferenza, può avere effetti devastanti sul piano pedagogico della mentalità collettiva, e che invece può costituire un’opportunità positiva di maturazione, per proseguire in quell’impegno di rafforzamento della cultura della legalità, sancito in quella manifestazione, originata dalla cattura di Gerlandino Messina, nella zona popolare di viale Stati Uniti.

Mi chiedo poi, se per caso questa iniziativa non abbia qualche collegamento con l’attuale, difficile, situazione politico-amministrativa di Favara, dove è in atto il travaglio per la formazione di una nuova Giunta targata Pentapartito (FLi, FdS, PD, una parte di UdC,MPA). Nel caso bisognerebbe approfondire quale messaggio ai cittadini ed ai Partiti questi manifesti contengano, se, per esempio, di constatazione,  di prevenzione, di esorcizzazione di possibili rischi o d’altro.

 Nella comunità ecclesiale sono sicuro che non pochi stanno riflettendo e pregando per la città, operando un discernimento con spirito critico, per rafforzare i valori evangelici della giustizia e della legalità. L’opera educativa tiene conto  del momento e del contesto, impegnandosi ad orientare positivamente gli eventi, anche quelli che sembrano subito da demonizzare come i manifesti in questione.

Personalmente mi piace pensare che gli autori abbiano voluto salutarmente provocare, denunciando comunque una situazione purtroppo vera a livello generale (e forse  in alcune situazioni, anche a Favara) soprattutto quando gli uomini di governo, magari per eccesso di litigiosità , allentano o trascurano del tutto i  controlli sul territorio, venendo meno ai doveri per cui sono stati eletti.

A mio giudizio, i favaresi, nella stragrande maggioranza, sono troppo intelligenti per credere ai miraggi di maggiore sicurezza e ricchezza all’ombra della mafia, anche in ragione del fatto che, dopo i colpi inferti negli ultimi tempi, i maggiori esponenti della criminalità, proprio a Favara, sono stati assicurati alla giustizia e concludono la loro carriera in carcere, dopo un periodo di latitanza con una vita da topi.

Diego Acquisto

16.02.2011

 

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Arcidiocesi - Corso di formazione permanente del Clero sul  satanismo 13.01.2011  

Storia come lotta  contro le potenze delle tenebre. Una lotta cominciata fin dall’origine del mondo e destinata a durare fino all'ultimo giorno. Per i cristiani la certezza della vittoria ha il suo fondamento infallibile su Cristo, figlio di Dio e Dio egli stesso, che si è incarnato «per distruggere le opere di Satana » (1 Gv 3,8), e per questo è morto ed è risorto. Il Quale prima di ascendere al cielo, ha dato mandato alla Chiesa di continuare la sua opera, cioè di evangelizzare per liberare gli uomini da ogni forma di schiavitù e continuare nel tempo questa lotta.

In questa linea, l’impegno di santificazione della Chiesa, tramite i sacramenti ed i sacramentali, tra i quali ultimi, quando necessario, anche l’esorcistato, cioè il potere di “scacciare i demoni”. Una pratica  che, da parte di alcuni pastoralisti, si vorrebbe oggi che fosse  inserita nella pastorale ordinaria della Chiesa.

 Ci sembra questo, in sintesi, quanto discusso ed approfondito, sotto la discreta vigilanza dell’arcivescovo don Franco (mescolato sempre tra i presenti),  dagli oltre 90 sacerdoti agrigentini, che, complessivamente, hanno partecipato ai due turni del Corso di Aggiornamento,  che si è tenuto in un resort sito, lungo la statale Licata-Gela, in territorio di Butera, in contrada Desusino.

Presenza di Satana (nelle varie forme di magia, superstizione, fattura, maleficio, esoterismo,…ecc…ecc…), ma potenza di Cristo e certezza della sua vittoria, da annunciare con rinnovato vigore ed entusiasmo, perché mai la Bibbia ci dice che dobbiamo temere il demonio.

L’annuncio di Cristo, salvatore e liberatore, - in cui solo c’è salvezza - come  medicina a quel 20% di italiani, che,- come rivelano le statistiche - senza badare a spese, purtroppo, ogni anno diventano “schiavi” di maghi e fattucchieri, con un giro di affari di oltre nove miliardi di euro . E non c’è dubbio, che fra tutti gli ammalati, nel corpo e nell’anima, questi italiani sono le persone più sofferenti.

Gli esperti che hanno guidato il corso, cioè Mons. Renzo Lavatori, docente di teologia dogmatica  e membro della Pontificia Accademia di Teologia, Fra Benigno Palilla, esorcista prima nell’arcidiocesi di Palermo e ora di Monreale, Don Francesco Bamonte, esorcista della diocesi di Roma, hanno trattato con competenza i  vari aspetti della problematica.

 Fra Benigno si è soffermato soprattutto sull'efficacia degli esorcismi non solo sulle persone, ma anche sulle cose, sulla stessa vita sociale, spesso impregnata di idolatria e/o di influenze malefiche. Per cui, a suo parere, la necessità di fare entrare la pratica dell’esorcistato nella pastorale ordinaria di  ogni diocesi. Un’ipotesi questa, che pur con le dovute precauzioni di prudenza e di equilibrio, ai più è sembrata alquanto azzardata, anche per la difficoltà a saper discernere l’autentica possessione diabolica, da forme patologiche di competenza dello psicologo o dello psichiatra.

 In una vivace discussione, si sono registrati diversi interventi di  sacerdoti,  che hanno voluto mettere in guardia da possibili  “abusi pastorali”,  che provocano errori e conseguenti danni spirituali. Non è mancata nemmeno la voce di chi ha voluto ricordare i tristi secoli, quando, nella mania di vedere dovunque il diavolo, si è incominciato a dare la caccia a donne ritenute streghe, che, anziché, eventualmente, esorcizzarle, venivano perseguitate e addirittura  condannate al rogo. La Chiesa, fortunatamente,  ha saputo liberarsi da certe “prassi pastorali” e in questa materia ha maturato una saggia linea di prudenza, da qualcuno giudicata eccessiva e che perciò chiede che venga rivisitata.

 Pertanto, non è mancata, al momento opportuno, la voce discreta dell’arcivescovo don Franco, che ha precisato che, attualmente la nostra arcidiocesi di Agrigento non ha al suo interno alcun  prete autorizzato a fare esorcismi. A breve, - ha detto - completato un adeguato periodo di preparazione,  sarà ufficialmente  indicato chi eserciterà questo delicatissimo ministero dell’esorcistato, mentre preghiere di liberazione, con i tradizionali segni e  con le invocazioni previste dai riti liturgici , potranno continuare ad essere praticate da tutti i sacerdoti, evitando però accuratamente di ingenerare ogni senso di magia, con voce, gestualità e toni  assolutamente inopportuni. Le preghiere di liberazione devono unicamente rafforzare la fede nella potenza salvatrice del Signore Gesù, che, per capire e leggere nei cuori, non ha bisogno di riti “teatrali”.

Da tutto ne scaturisce l’esigenza di una catechesi più sostanziosa ed efficace, centrata sul mistero di Gesù di Nazareth, uomo e Dio ad un tempo, e non - come purtroppo spesso tocca di constatare -  chiaramente sbilanciata, talvolta anche pesantemente,  su tematiche di carattere moralistico o sociale.  

         13.01.2011          Diego Acquisto

(servizio per il giornale on line Agrigento Oggi)

                              

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AUGURI – Viviamo il messaggio del NATALE

24.12.2010

 

Ho sempre pensato – e forse è un azzardo – che il mistero dell’Incarnazione sia più grande di quello della Resurrezione. Perché un DIO che si fa bambino,… e poi ragazzo e poi uomo, quando muore non può che risorgere” .

Così scrive, Edith Stein, che, nata nella fede ebraica e conquistata da Cristo in età adulta, quando era docente universitaria assistente del filosofo Husserl, divenne monaca carmelitana col nome  di Teresa Benedetta della Croce; sigillò la sua esistenza con il martirio nel lager di Auschwitz ed è stata canonizzata da Giovanni Paolo II, che l’ha anche proclamata compatrona dell’Europa.

Dal pensiero sopra riportato di Edith Stein scaturisce naturalmente l’ AUGURIO che il NATALE, che ci propone il mistero dell’incarnazione del Verbo in Maria, sia vissuto da  tutti come invito forte di  Risurrezione ! Un invito a tutti gli uomini di buona volontà.

Un invito di risurrezione per tutti e per ciascuno, nel ruolo di responsabilità che ognuno esercita in famiglia come nelle varie istituzioni, nella vita privata come in quella pubblica, dove pure in questi giorni sono state realizzate tante iniziative di solidarietà, in questo momento di crisi che reclama un’attenzione particolarissima verso le fasce sociali più deboli.

Per le persone singole un impegno serio di conversione, sradicando dal cuore ogni forma di egoismo, da quello spicciolo comunque camuffato, che ci fa chiudere gli occhi davanti alla realtà che ci circonda, a quello massimo che nella forma più radicale diventa  razzismo. Quell’egoismo-razzismo nel secolo scorso ha portato a costruire pure i lager (come  Auschwitz !), che possono essere considerati come simboli estremi del male, dell’inferno che si apre sulla terra, quando l’uomo dimentica Dio e al suo posto esalta a dismisura il proprio io.

Per le istituzioni, a tutti i livelli, da quello locale  delle varie municipalità, a quello provinciale, regionale o nazionale, risorgere  può significare vigilare rigorosamente per evitare ogni scandaloso sperpero del denaro pubblico. Dire  basta alle liti e polemiche sterili, avere davvero senso di responsabilità e impegnarsi per quelle riforme utili a migliorare la qualità della vita, puntando ad una più equa distribuzione della ricchezza, che anzitutto bisogna produrre, ma che bisogna essere attenti a non farla concentrare esclusivamente nelle mani di ristrette fasce privilegiate, mentre il resto stenta a concludere il mese.

Cristo è venuto: eppure noi l'attendiamo ancora . Siamo – come si dice – tra  il “già” e il “non ancora”, tra la prima venuta nell’umiltà di Bethelem  e la seconda che avverrà nella potenza e nella gloria.

Tutto il Nuovo Testamento è permeato di questa attesa del Cristo che deve venire e che sembra continuamente imminente. Ma davanti a Dio, come leggiamo nella Bibbia, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato.

 Il libro dell’Apocalisse, l’ultimo della Bibbia, riporta le parole di Gesù che dice: “Ecco, io verrò presto e porterò con me il mio salario, per rendere a ciascuno secondo le sue opere. Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine. Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all'albero della vita e potranno entrare per le porte nella città. Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna!” (Ap 22, 12-15).

Sono parole  che, pur in mezzo alla dolce atmosfera natalizia, ci invitano seriamente  alla riflessione !

AUGURI di buon Natale !

Diego Acquisto

 

 

Urge una riflessione sulla situazione pastorale

Il caso Realmonte: un paese senza Parroco-arciprete

04.12.2010

Non avere ancora un parroco, stabile e regolarmente nominato, dopo oltre un mese di “vacatio”, continua a tenere banco, visti i numerosi interventi di post che continuano ad essere pubblicati in un giornale on line della nostra provincia, che ha deciso di prestare attenzione alla situazione. Che riassumiamo in breve.

Il  Parroco, Don Giuseppe Gagliano, amato e benvoluto, dopo i “canonici” nove anni di servizio, è stato trasferito nella vicina città di Montallegro.

Un  altro Parroco, Don Sergio Sanfilippo (a sua volta pure reduce da nove anni di servizio, lodevolmente prestato nella parrocchia S. Francesco della  vicina Aragona) è stato nominato a Realmonte.  Ma che dopo qualche settimana,  don Sergio capisce  di non trovarsi nel posto giusto per potere serenamente lavorare.  Perciò, con una decisone personale discutibile, ma che tuttavia merita attenzione e rispetto, (perché abbiamo il dovere di pensare che abbia valutato in coscienza la sua personale situazione concreta), lascia quel servizio, informando i superiori.

Chi scrive e chi legge conosce sicuramente quante situazioni del genere, soprattutto  non solo tra il clero diocesano, ma anche – e forse soprattutto – in quello religioso, dove teoricamente la situazione dovrebbe essere più facile. Quanta pazienza nella formazione delle case religiose dopo il Capitolo provinciale. Ciò anche in considerazione del mutato concetto di ubbidienza responsabile, sicuramente distante anni luce dalla visione gesuitica del fondatore, sintetizzata nella celebre formula “perinde ac cadaver”.

Una situazione quella di Realmomte allora,  che si trascina da oltre un mese;  i post  - (segno dei tempi, con cui bisogna pur fare i conti, data  la moderna tecnologia)  - registrano  una ridda di contrastanti opinioni, in interventi più o meno anonimi (che alla data di oggi, dopo meno di una settimana, sono già oltre 160) ; inoltre c’è stata nel frattempo una richiesta-supplica ufficiale, pacata , pensosa e rispettosa, all’arcivescovo Montenegro,  da parte dl Presidente del Consiglio Comunale, Antonino Sciarrone.

I post non sempre sono sereni e rispettosi della situazione e soprattutto delle persone. Anzi, ci sembra proprio che lascino a desiderare, anche se obiettivamente sono il segno di una vitalità, che ha bisogno però di essere tempestivamente compresa e incanalata, con la dovuta fermezza, in quei binari di fede e carità, tracciati magistralmente da S. Paolo nelle sue lettere alla varie comunità da lui fondate, dove i problemi, sicuramente,  erano anche più gravi di quelli che sembrano esserci a Realmonte.

La dimensione profetica della nostra fede, come ci ricorda in questo tempo di Avvento la figura austera di Giovanni Battista,  impone a tutti,  chierici e laici, ognuno per la sua parte e per il suo ruolo, di vivere in costante atteggiamento di pentimento e di conversione.

Per “preparare la via del Signore” è necessario accettare il giudizio profetico che può  provenire non solo dalle persone ma anche   dalle situazioni, che mettono  a nudo valutazioni, scelte, decisioni e sentimenti inadeguati. Nel  piano di Dio, tutto deve servire a tutti , per un cammino di maturazione e di crescita.

Personalmente non conosco direttamente la situazione realmontina, ma da presbitero e parroco ormai avanzato negli anni, auspico (e non ho incertezza nel dire che sono sicuro, leggendo tutti i post e valutando complessivamente la situazione) un impegno comune per ulteriori passi avanti della comunità ecclesiale,  anche agrigentina nel suo insieme,  che nell’anno dell’ascolto ha fornito indicazioni che forse devono essere  meglio interpretate e tradotte in prassi.

Quando ero in seminario, l’immagine che arrivava da Realmonte, paese  - (di 4.500 abitanti, con un'unica Parrocchia) - posto in uno dei tratti costieri più belli della Sicilia,  era quella di una comunità parrocchiale tranquilla, servita per tanti anni da un venerato ed anziano Parroco, P. Vella,  a cui seguì poi il servizio, sin quasi alle soglie dell’anno 2000, del compianto e buon P. Fiorica, del quale si diceva che era attentissimo alla benedizione della case, al punto che, nel caso di un’abitazione chiusa , si diceva,  pensasse ad iniettare acqua benedetta dal buco della serratura.

Un atteggiamento che allora, – come ancor più oggi – ci faceva  sorridere, ma che era il segno, di una  azione pastorale,  ancorata in un’incondizionata fiducia nel sacro e nel desiderio oggettivo di santificazione, al di là della richiesta e degli umori delle persone.

Con il  recente servizio novennale di don Giuseppe Gagliano, dal 2001 al 2010, la situazione religiosa a Realmonte  ha subito una radicale svolta, positiva, adeguata ai tempi, nel segno della partecipazione e della corresponsabilità.  Un cammino  decisamente fruttuoso,  adesso messo alla prova, con il cambiamento del Parroco.

Anche il popolo d’Israele per maturare nella fede,   oltre ai lunghi anni di deserto, ha provato anche l’esperienza terribile della deportazione babilonese.

Ma,  grazie alla voce dei profeti ed alla lettura profetica degli eventi, ha saputo aprirsi al futuro, con un movimento popolare, che ha saputo andare oltre quei gruppi elitari, magari divisi in conventicole, che sicuramente non saranno mancati e che  i intralciavano,  il suo cammino di fedeltà all’Alleanza, rischiando  di comprometterlo.

Anche a Realmonte, dove pare che ci siano gruppi  e gruppuscoli diversi, non è superfluo ricordare che il  Dio biblico,  per il suo piano di salvezza, si è scelto un popolo, non una cerchia  ristretta di fedeli. Cerchia che, magari con retta intenzione, acquisisce la “santa” presunzione  del diritto all’esclusiva  nella gestione della parrocchia.

Diego Acquisto

 

 

Comunicato stampa 02.11.2010

 

I fatti che si sono verificati  a Favara nella giornata del 23 ottobre 2010 mettono bene in rilievo due diverse realtà del paese, diametralmente opposte; da un lato parte i cittadini onesti e di buona volontà che congiuntamente alle istituzioni consegnano un’abitazione decorosa alla famiglia Bellavia, che, dopo la grande tragedia che li ha colpiti, può iniziare un nuovo percorso di vita e di speranza; dall’altra parte la presenza  del fenomeno mafioso, confermata dalla cattura del capomafia agrigentino Gerlandino Messina.

 

Tutto ciò è stato oggetto di discussione e riflessione da parte del Parroco Don Diego Acquisto, del  Consiglio pastorale parrocchiale e  delle associazioni che operano all’interno della Parrocchia: Confraternita S. Croce del Calvario, Associazione culturale Giò 90, Gruppo di preghiera Padre Pio.

 

Dal dibattito, è emerso che  tutti concordano, come afferma Benedetto XVI, che la  “Mafia è una strada di morte incompatibile col Vangelo”, essa porta solo in galera o ad una morte violenta, è incompatibile con la chiesa, che non ha e non ha mai avuto nessun legame con il messaggio cristiano.

 

L’essere cristiano oggi  comporta assunzione di responsabilità, con azioni concrete e positive da testimoniare nella vita quotidiana,   come si verificava nel passato al tempo dei martiri, non accettarla, come afferma mons. Montenegro, “significa non essere pienamente cristiani”.

 

Grandi passi in avanti sono stati fatti nella lotta alla mafia ed alla cultura mafiosa, grazie alla presenza dello Stato e delle Istituzioni; però, come  dimostra questo arresto eccellente effettuato a Favara e gli arresti di altri mafiosi latitanti che godevano della copertura di favaresi, molto cammino deve essere ancora fatto. Occorre un’azione capillare e sinergica che veda coinvolti, accanto alle istituzioni, che devono far sentire la loro forte presenza nel territorio, la famiglia, la chiesa con il suo messaggio evangelico, la scuola con la sua  azione pedagogica di rispetto delle regole e della convivenza civile, le associazioni di volontariato con loro messaggio sociale, gli imprenditori per un’azione di rilancio economico e sociale.

 

La Parrocchia S. Vito parteciperà, alla fiaccolata ed al consiglio comunale aperto, per dire no alla mafia e per rafforzare il suo messaggio evangelico e pedagogico, per costruire una società al cui interno possa maturare il lievito del rispetto delle regole, della partecipazione e della solidarietà.

 

Favara, 02/11/2010

 

I responsabili della comunicazione della Parrocchia S. Vito

Salvatore Pirrera

Calogero Montaperto

 

 

 

FAVARA  si  mobilita per dire  NO  alla mafia- 27.10.2010

 

Fiaccolata e Consiglio Comunale aperto, coinvolgendo  tutte le realtà istituzionali ed associative della città, per dire NO alla logica mafiosa.

E’ quanto è stato deciso ieri sera nella riunione dei capigruppo del Consiglio Comunale, che hanno accolto all’unanimità la proposta del consigliere del PD Luigi Sferrazza. I dettagli della manifestazione saranno comunicati a breve

Una proposta che la Favara degli onesti aspettava, dopo le dichiarazioni del Sindaco Russello e del Presidente del Consiglio Comunale Gargano, che avevano partecipato alla conferenza stampa del colonnello Di Iulio, all’indomani del clamoroso arresto del boss Gerlandino Messina, in viale Stati Uniti, al civico 79.

Il silenzio stava per diventare imbarazzante. La proposta di Sferrazza è stata forse per tutti un po’ come una liberazione e di conseguenza non poteva non essere positivamente accolta da tutti.

 

Sarà un momento di corale riflessione utile per tutta la Comunità favarese, tanto per la parte sana (la stragrande maggioranza), quanto per la parte minoritaria deviata, che deve essere aiutata a capire l’assurdità di certe scelte, non solo sul piano etico e civile, ma anche su quello della convenienza pratica, dato che ad aggregarsi con la mafia, si rischia seriamente di vivere come “topi”, sempre rinchiusi durante la latitanza, con la probabilissima conseguenza di concludere la vita in una cella o nella tomba.

Favara, dopo tutte le promesse non mantenute dai politici, con la manifestazione in programma, oltre ad esprimere gratitudine alle forze dell’Ordine, chiede allo Stato un aiuto più continuo, non solo sul piano della repressione, ma anche e soprattutto su quello socio-economico, specie dopo la tragedia del 23 gennaio scorso, che ha fortemente penalizzato e continua ancora a penalizzare l’economia locale, con pesanti ricadute selle fasce più deboli.

 

27.10.2010

Diego Acquisto

 

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FAVARA TRA SACCHE di SUBCULTURA 

FERMENTI  di  POSITIVITA’

(a proposito dell'arresto di Gerlandino Messina)

24.10.2010

Mentre in tutte le famiglie si commentano i fatti di ieri, ed in taluni post, in forma anonima o anche, in qualche caso con tanto di firma, si esprimono le proprie opinioni, mi pare che il quadro che emerge è quello di una città, con una grande quantità di persone oneste e perbene, e contemporaneamente con persistenti sacche di subcultura e miseria morale, che restano impermeabili ad ogni forma di rinnovamento culturale e spirituale. 

La giornata di ieri, 23 ottobre, per tanti punti di vista, per Favara può essere considerata davvero emblematica.

In mattinata la consegna della nuova casa alla famiglia Bellavia, richiamo al degrado del centro storico, a cui però la Comunità ha saputo dare, in tempi brevi, una concreta risposta di solidarietà.

Nel pomeriggio, l’arresto in una palazzina di un quartiere popolare, in tumultuoso sviluppo edilizio e quindi densamente abitato, di un famoso e pericoloso latitante, che la Favara delle tantissime persone oneste, ha appreso con sgomento di avere avuto, chissà per quanto tempo, sgradito ospite.

L’episodio del pomeriggio rischia di far passare completamente sotto silenzio quello della mattinata.

Sarebbe ingiusto per una città che, nella stragrande maggioranza della sua popolazione, anela a liberarsi dalla mafia e da ogni forma di malavita più o meno organizzata. In questo senso, mi pare che non siano mancati, anche recentemente, tanti segnali, di cui anche la cronaca ha dovuto prendere atto

In questa “lotta di liberazione” che la Favara degli onesti conduce, si chiede alla Stato un  aiuto più continuo.

Accennavamo ai commenti che abbiamo sentito e anche ai post scritti a caldo in diversi giornali on line; post che abbiamo letto con piacere, scritti da favaresi, a commento dell’episodio che riguarda Gerlandino Messina, il capo mafia arrestato ieri pomeriggio, a Favara in Viale Stati Uniti.

Non c’è ombra di dubbio che la stragrande maggioranza di Favara plaude all’azione delle forze dell’Ordine ed esprime gratitudine e riconoscenza a quanti, sul piano politico, strategico e militare, si sono impegnati per la riuscita della brillante operazione.

Alla Favara minoritaria della subcultura e della miseria morale, il blitz delle forze dell’ordine, perfettamente organizzato e riuscito, manda un preciso e positivo segnale, con l’ invito a liberarsi da ogni illusione, perché come è scritto in un post  non anonimo, ma firmato da un favarese doc, “la mafia porta ad un bivio senza uscita: una tomba o una cella”.

Bisogna intraprendere presto e senza tentennamenti un cammino virtuoso di laboriosità, onestà e legalità. Non si può e non si deve collaborare con la mafia. Uno scatto di impegno civile e spirituale. Il grido di Giovanni Paolo II ai mafiosi con l’invito alla conversione non perde di attualità : “Ci sarà il giudizio di Dio”. Un grido richiamato da Benedetto XVI, nella sua recentissima visita a Palermo: “La mafia è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo”.

E nella logica evangelica e pastorale della Chiesa, che condanna il peccato, ma offre sempre misericordia e perdono al peccatore, l’invito a Gerlandino Messina ed a quanti si sono lasciati irretire dalla logica mafiosa, a pentirsi e ad iniziare subito un cammino di revisione della loro vita, per un’autentica conversione del cuore.

Favara 24.10.2010

Sac. Diego Acquisto

Parroco S.Vito

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CATTOLICI : “Contare e non essere contati”

16.X.2010

Un’affermazione anche provocatoria, da capire nel suo vero significato, per cogliere, a mio giudizio,  il senso complessivo dei lavori di ieri, seconda giornata della 46esima Settimana Sociale dei cattolici italiani, in corso a Reggio Calabria.

Una presenza dei cattolici in Italia, in posizione di notevole rilievo in campo sociale e di  scarsa rilevanza invece in quello politico, all’interno de vari partiti,  in conseguenza  della diaspora dopo la scomparsa della Democrazia Cristiana, unico Partito ufficiale di riferimento. Una scomparsa in gran parte dovuta ad una nuova visione di chiesa, maturata nel Vaticano II e ad altre cause contingenti, sicuramente non tutte   valide e  di cui comunque la storia  avrà motivo di  occuparsene.

“Contare e non essere contati”, non per un effimero scatto di orgoglio, ma all’interno di una riflessione complessiva, capace di liberarsi di falsi cliché, per ricercare soluzioni nuove, senza pensare solo a se stessi, al proprio tornaconto o alle proprie sacrestie. Cattolici, che pensando la loro fede e contemporaneamente, per dirla con Rosmini, pensando anche nella fede, sappiano coraggiosamente ritrovare una più impegnativa unità politica attorno ai “valori non negoziabili”, pur restando nelle diverse formazioni politiche, ma senza per questo diventare come gli ascari, cioè quei soldati delle truppe coloniali, lieti di combattere per l’Impero, accontentandosi con soddisfazione del loro ruolo del tutto residuale.

E questo nella piena consapevolezza che stiamo vivendo nel tempo in cui  - come ha detto il prof. Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica - non è pensabile semplicemente dare l’”assalto” alla politica conquistandola e gestendola, se la politica è quella «senza qualità»  e quindi «non più in grado di offrire risorse e dare strumenti per cambiare in meglio le condizioni della società».

16.10.2010

Diego Acquisto

 

 

 

FAVARA  “bene inserita” nello scenario politico di oggi, tra difficoltà e segni di speranza..

13.X.2010

 

Il mondo cattolico si prepara a vivere, – a partire da domani -, la 46esima Settimana Sociale, in programma a  Reggio Calabria, sul tema impegnativo “Un’Agenda di speranza per il futuro del Paese”.

E il richiamo alla “speranza”, naturalmente, appare subito, particolarmente importante in ordine agli attuali scenari della politica. Perché, anche se, secondo alcuni, appare eccessivo parlare di “disperazione”, non vi è dubbio che, nei confronti della politica, serpeggiano atteggiamenti di amarezza, di delusione e di pericoloso, rassegnato distacco. E non solo  fra i cattolici.  Mai come in questi ultimi tempi, il dibattito sui problemi del Paese si è fatto così aspro e, vorrei dire, anche volgare, non nel senso letterario del termine. Basta anche leggere tanti post di commento agli articoli di politica, su giornali on line, locali e nazionali.

E Favara, a sentire anche alcune testimonianze dei presenti  all’ultimo Consiglio Comunale,  non è affatto fuori da questo contesto. Anzi, pare che vi sia dentro fino al collo, se è vero che, anche nell’ultimo Consiglio Comunale, per prudenza e per amor di patria, pare proprio che si sia ritenuto necessario spegnere le telecamere, per impedire, in qualche modo, di fare passare un messaggio pedagogicamente devastante,soprattutto per le giovani generazioni. E, a sentire i bene informati, ciò non  è avvenuto per la prima volta e ,purtroppo, sicuramente forse, non sarà nemmeno l’ultima .

Una situazione per cui le persone responsabili hanno veramente motivo di essere sempre più  preoccupate.

Pensando alla Settimana Sociale, come cattolici, è forse il caso, a livello nazionale e locale, di dare corpo al “sogno ad occhi aperti” più volte manifestato dal cardinale Bagnasco, di favorire in ogni modo, una nuova generazione di cattolici impegnati in politica, (nei vari partiti), che sotto la loro responsabilità, senza impegnare l’autorità della Chiesa, abbiano consapevolezza dei veri valori che possono segnare l’autentico progresso umano, civile, sociale e culturale della società italiana , compresa la realtà locale della nostra Favara.

Le Settimana Sociale però, in quanto tale, – è stato giustamente sottolineato – non costituisce né il luogo, né il momento per mettere in vetrina, nuove , possibili figure di  politici cattolici, quanto piuttosto un momento di riflessione corale sui problemi. E ciò non è detto che debba avvenire solo a Reggio Calabria. Anzi è auspicabile che contestualmente si recepiscano gli imput di riflessione, da adattare alle tante, problematiche situazioni locali.

Successivo è il compito di far maturare, alla luce della spiritualità dell’incarnazione, le vocazioni dei singoli, in particolari scuole di formazione promosse dalla Chiesa locale e/o all’interno del variegato e ricco campo dell’associazionismo cattolico.

 Intanto, anche a Favara, bisogna pensare ai problemi concreti, che si possono efficacemente affrontare se si riesce anzitutto a superare il clima di sterile ( e talvolta volgare) litigiosità politica, aiutando ognuno, (Sindaco, Assessore, Consigliere Comunale, responsabili dei Partiti, se esistono…ecc )nel ruolo che ricopre, a svolgere sino in fondo il suo dovere, con i poteri che l’attuale legge sul funzionamento degli enti locali  gli assegna, operando però, sempre e solo nell’ottica del superiore interesse della collettività. Quando da parte dei diretti interessati, sembrano scaturire parole e propositi in questa direzione, si accendono piccole luci di speranza, che si vorrebbe proprio, da parte di tutti,  che non si spegnessero, come purtroppo, non infrequentemente sino ad ora, è successo.

Intanto, stando anche alle notizie di cronaca dei giorni scorsi, sembra proprio non abbandonata, l'iniziativa, a suo tempo, voluta dal Sindaco ed appena iniziata con un promettente incontro dell’allora  vice sindaco Lillo Montaperto,  «finalizzata a gettare le basi per un nuovo modo di fare politica, più vicina alla gente». Iniziativa lanciata lo scorso giugno, che adesso, dopo tutte le note vicende,  lo stesso riprende nella sola veste di componente del direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino, con l'obiettivo di fare sinergia, per la soluzione dei problemi concreti, coinvolgendo direttamente  la comunità ecclesiale, il clero cittadino, le varie associazioni di volontariato, nell’elaborazione di un progetto di crescita del tessuto sociale favarese.

Per concludere, soprattutto per Favara (ma forse non solo), UNA PROVOCAZIONE (ma forse non tanto!), mi sento di rivolgere ai CONSIGLIERI COMUNALI ed al PRESIDENTE GARGANO : Viste le continue e pesanti accuse sul gettone di presenza, perché non limitare al massimo, - nel numero e nella durata - , le sedute del Consiglio Comunale, convocandolo per la discussione degli argomenti , solo quando è necessario e quando sono pronti tutti gli atti necessari,  già disponibili per la preventiva consultazione da parte dei Consiglieri ?

Un criterio questo che dovrebbe pure essere adottato anche per la convocazione delle sedute delle Commissioni .

Favara 13.10.2010

Sac. Diego Acquisto

 

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AUGURI alla NUOVA GIUNTA di Favara - 24.09.2010

 

Ieri, nel giorno in cui la Chiesa festeggiava S. Pio da Pietrelcina e la Comunità Ecclesiale di Favara era riunita per la solenne concelebrazione nella nostra Chiesa Madre, assiepata di fedeli, prima della processione, che si doveva concludere, come gli altri anni, davanti al monumento, innalzato a P. PIO dai tantissimi devoti favaresi, nella villetta di via Beneficenza Mendola,  circolava voce che contemporaneamente, nel Palazzo di Città, si insediava la NUOVA GIUNTA, giurando davanti al Sindaco Russello.

Una GIUNTA formata  da tre uomini e tre donne.

 

Una Giunta, come evidente, che, dopo le note traversie giuridiche e dopo il travaglio di oltre due mesi,  per quanto riguarda le quote rosa è andata oltre il minimo garantito dall’attuale STATUTO COMUNALE, iniziando, mi auguro un cammino nuova che faccia della nostra Favara la capitale della  riscossa  femminile in politica, a livello provinciale, regionale e (perché no ?) anche nazionale.  In questo senso le tre donne prescelte  mi pare davvero che offrano le migliori garanzie, perché meritevoli, professionalmente qualificate,  e- come abbiamo sentito dalla loro stessa voce - davvero desiderose di spendersi per la Comunità favarese, che ha tanto bisogno di attenzione e premura. Anche la componente maschile non sembra da meno e perciò non c’è che da rivolgere a tutti i migliori AUIGURI di BUON LAVORO, nel segno di uno sforzo nuovo di  ritrovata concordia, sulle cose da  fare, secondo le indicazioni che, nelle ultime settimane, con un impegno ammirevole, quasi  tutte le forze politiche, presenti in Consiglio Comunale, hanno elaborato  nel superiore interesse della Città.

Favara 24.09.2010

Sac. Diego Acquisto

Parroco s. Vito

Favara, 20.9.2010

Lettera aperta

Al signor Sindaco ed ai Sigg. Consiglieri Comunali

di Favara

  BASTA ! E’ arrivato davvero il momento di dire BASTA ! Occorre agire con estrema urgenza, senza se e senza ma !  Il buon popolo favarese assiste rassegnato ed impotente, alle varie disfunzioni ed all’assenza di governo della città. Favara non merita, dai suoi politici, ulteriori mortificazioni e perdite di tempo, che suonerebbero come assassinio anche della sua speranza e del suo futuro.

I guasti già provocati dall’assenza di una GIUNTA, con l’inevitabile mancata presentazione, entro le scadenze previste, di progetti finanziabili a livello regionale, nazionale e soprattutto europeo, avranno pesanti, anzi pesantissime, ripercussioni, se non immediatamente,  certamente, nei prossimi anni. Altri danni si aggiungeranno, - dato l’andazzo delle cose - con prevedibili, altre eventuali inadempienze, nei prossimi giorni e settimane. Perciò è doverosamente urgente agire, ognuno nel suo ruolo e per la sua parte di responsabilità, in ottemperanza a quanto stabilito dalle leggi vigenti.  Favara deve avere subito un organo collegiale di governo, come previsto dall’attuale normativa, che assegna al Sindaco, eletto dai cittadini, tutta la responsabilità del potere esecutivo e contemporaneamente Lo obbliga ad avere una GIUNTA.

Dopo  tutto il tempo trascorso, in assenza di una soluzione immediata, nessuno può esimersi dal trascurare la situazione. Tutti i partiti, tutti i Consiglieri Comunali, come singoli e come componenti del più importante organo collegiale cittadino, non possono continuare a  lasciar correre. Ne va di mezzo il futuro della città ed il bene, soprattutto, delle nuove generazioni. Ognuno, (a partire dal Sindaco all’ultimo dei consiglieri comunali, eletto con il minimo dei voti), ha la responsabilità ed  il dovere di usare, immediatamente, tutti i poteri che la legge  gli assegna, per una svolta, in un senso o in un altro, unicamente finalizzata al bene della città.

Con sensi di stima, auguri di buona riflessione.

Sac. Diego Acquisto

Parroco S. Vito

 

FAVARA - AUGURI alla Russello Quater

11.09.2010

Partendo sempre dal principio che la Chiesa non è e non vuole essere, un agente politico, ma che tuttavia non può non sentirsi interessata a dare il proprio contributo per il bene comune, formulo, (come cittadino onorario e come parte di questa Chiesa favarese nel ruolo di parroco che esercito), da subito auguri alla nuova Giunta che sarà a breve costituita, mi auguro davvero con “assessori di alto profilo umano, morale e professionale”, soprattutto motivati a servire la città negli aspetti di più ordinaria amministrazione. Assessori che prima di chiudersi nei loro uffici, stiano un po’ a contatto diretto con la gente dei vari quartieri,  si facciano un giro per le vie della città e si segnino nell’agenda i problemi concreti, per evitare che emergenze risolvibili in pochi giorni si trascinino per mesi e mesi, come purtroppo è avvenuto spesso sino ad ora. Per quanto riguarda la presenza delle quote rosa, la cui presenza si dice nel comunicato del Sindaco, che sarà questa volta salvaguardata (e ci mancherebbe altro !) mi auguro anche che si vada al di là del minimo garantito, naturalmente, sempre con figure professionalmente qualificate, meritevoli e davvero desiderose di spendersi per Favara, che, dopo la sentenza del Tar, dovrebbe diventare la capitale della riscossa femminile in politica, a livello anche regionale e (perché no ?) anche nazionale.Il ruolo di opposizione, in questo ultimo scorcio di legislatura amministrativa (18 mesi scarsi) sarà assunto da forze che erano state incaricate dal popolo a governare.

  Pur ribadendo il principio che la regola fondamentale della democrazia, vuole che sia il popolo ad assegnare i ruoli di governo o di opposizione, sento che, al di là di ogni legittima opinione personale, deve essere rispettata la decisione dei questi partiti che hanno ufficializzato la loro concorde volontà di governare Favara. Una volontà che, doverosamente, bisogna pensare, unicamente finalizzata al bene della città, che, intanto, da un bel po’ di tempo, non aspetta altro che vedere affrontati e risolti almeno alcuni dei suoi immediati problemi.

  Pertanto mi auguro proprio che, sia clamorosamente smentita dai fatti, l’idea di alcuni  che cioè “la conferenza stampa della maggioranza tenutasi nella mattinata (di ieri)”, nei prossimi giorni si possa trasformare “in una sorta di comica rappresentazione”. In ogni caso, certamente la conferenza stampa, un merito immediato, intanto ce l’ha, ed è quello di avere fatto, finalmente chiarezza, con le maggioranze variabili che da tempo si verificavano in Consiglio, frutto, si diceva, dell’accordo trasversale e sotterraneo dei cosiddetti 19. Favara ha bisogno di impegno serio e fattivo, con accordi politici alla luce del sole. In questo senso, anche la scelta recentissima del Sindaco, di aderire al FLI, contribuisce a fare chiarezza.

Auguri di buon lavoro al Sindaco ed alla Giunta, per il bene della Città.

Giudicherà tutto e tutti, prima o poi, il popolo sovrano.

La mia perplessità espressa nei miei precedenti interventi, che cioè nelle prossime elezioni il popolo favarese sia costretto praticamente a scegliere tra due “fazioni” idealmente simili, credo che, in questa situazione, mantenga tutta la sua validità.

Favara 11 settembre 2010

Sac. Diego AcquistoParroco S. Vito

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Riscontro alla NOTA del 17.8.2010 del dott. Lorenzo Airò

 

Egregio dott. Lorenzo Airò,

in riscontro alla Nota inviatami, “taggandomi” tramite Facebook, ecco alcune mie considerazioni.

A parte le valutazioni, condivisibili o meno, sull’operato dell’Amministrazione Russello e sulla situazione complessiva della città, su cui ognuno, con una pacata riflessione, può legittimamente formarsi un suo giudizio, da parte mia, come facevo notare in qualche mia precedente riflessione, la rassegnata pazienza del popolo favarese ha forse radici radicate nel passato, remoto e recente. Un passato, che pur con qualche improvviso spiraglio di luce, ha lasciato sostanzialmente immutata la situazione.

Leggendo le sue osservazioni sull’attuale condizione della città, anche nella particolare ottica da Lei usata, mi veniva in mente l’affermazione di S. Agostino : “ Che cosa di nuovo ed insolito patisce ai nostri tempi il genere umano -(favarese, aggiungo io) – che non abbiano patito i nostri padri?”.

Però, tengo subito a precisare il suo documento merita di essere attenzionato da parte di tutti, (a partire dai suoi compagni di cordata politica), per le linee future che , mi pare, vuole proporre.

Tutto quello che può andare nella direzione di un vero bene della collettività favarese, spronando tutta la macchina amministrativa (burocrati, dirigenti, dipendenti vari nelle varie mansioni, autorità politiche ai diversi livelli … …ecc…), migliorandone la cultura nella linea del servizio ai cittadini e quindi, la qualità della vita, nell’immediato presente o nel prossimo futuro, credo che debba essere da tutti accolto favorevolmente, senza remore né pregiudizi.

Pienamente condivisibile e lodevole quindi, l’appello a rilanciare l’impegno da parte di tutti per il bene della città… Premesso questo, sembra assolutamente giustificato, il richiamo – tra le righe – ai suoi stessi compagni di partito o ad alcuni di essi, verso i quali in passato, da parte sua, mi pare che non sia mancata qualche severa osservazione critica, come per esempio nel periodo (passato o ancora in atto?) della cosiddetta maggioranza dei 19. In questo senso, un passaggio, a mio giudizio, particolarmente significativo è l’invito , a “dare priorità ad un sistema di alleanze compatibili con il PD e assieme affrontare il presente e il futuro”.

Tutti abbiamo il dovere di sperare a preparare il meglio, guardando al presente, con un occhio al recente passato e quindi doverosamente, ancora di più, al prossimo futuro , guardando con interesse ai fermenti in atto, compresi i cosiddetti “Progetti per il territorio”, di freschissima elaborazione.

Per chiarezza dobbiamo ricordare che il recente passato amministrativo di Favara, – in cui Lei come sindaco è stato l’attore principale – ha registrato, nel segreto dell’urna, un severo (forse anche troppo severo , ed inaspettato nelle dimensioni), giudizio negativo da parte degli elettori che hanno deciso, senza se e senza ma, il cambiamento.

Il presente lo stiamo vivendo, con le valutazioni che ognuno man mano si va formando, in relazione alle risposte che gli uomini eletti (a partire dal Sindaco) ed i Partiti della maggioranza sanno dare ai problemi passati, recenti ed emergenti della città.

 

Il giudizio, quello che democraticamente vale, al di là di ogni attuale, anche rispettabile valutazione (positiva o negativa che sia) prima o poi, lo daranno i cittadini nel segreto dell’urna.

Stando ad un giudizio, che a me pare largamente comune, sino ad ora i pochi esponenti dell’opposizione voluta dagli elettori in Consiglio Comunale, non sembra che abbiano offerto alla città un’alternativa valida e credibile di diversa logica amministrativa, con proposte coraggiose e chiare. Né, soprattutto, hanno incalzato positivamente la maggioranza, inchiodandola al suo dovere per il bene della città, godendo solo delle divisioni e magari abilmente provocandole, forse anche seminando di proposito zizzania, nella speranza di averne un ritorno vantaggioso e senza curarsi, intanto, dei possibili danni alla collettività.

E forse questo, come ha candidamente ammesso con soddisfazione, – che si fa fatica a comprendere – qualcuno della sua cordata, ha determinato o almeno contribuito a favorire la nascita di un’opposizione fatta in casa, tutta interna alle stesse forze che hanno voluto l’elezione di questo Sindaco. La sua lettura di quanto avvenuto non mi sembra tanto dissimile dalla mia.

La situazione di Favara, se per un verso reclama il rafforzamento (o la nascita) di un nuovo stile di amministrare, nello stesso tempo credo anche che sia emblematica per quanto riguarda pure la necessità di un nuovo modo di fare opposizione.

Se la situazione dovesse restare così, il rischio sarebbe di non potere offrire all’elettorato nulla di positivo e di celebrare il rito delle elezioni in un clima che non riesco a definire, perché in pratica i favaresi dovrebbero scegliere tra due fazioni di uno stesso Partito, con la tentazione ancora più facile del passato di ricorrere a tutti quei mezzucci discutibili e dannosi, di racimolare voti comunque e ad ogni costo, senza badare alla qualità delle persone ( che, sicuramente verranno scelte all’ultimo momento, magari alla men peggio…) ed ai programmi. La conseguenza nella prossima legislatura potrebbe essere anche più problematica dell’attuale.

Per quanto riguarda i suoi interventi, ripetuti nel tempo, sull’attuale Amministrazione, nella certezza che Lei avrà sicuramente fatto un esame impietoso del voto dei favaresi che non Le hanno confermato la fiducia, perché non manifestare con la provata chiarezza, di cui non solo io le ho dato atto, il suo punto di vista e le correzioni necessarie che ha deciso di apportare per evitare gli errori compiuti ? Non sarebbe, questo sicuramente, un contributo serio alla crescita della democrazia a Favara ? Non sarebbe il caso, per esempio, riconoscendo di avere sbagliato, di prendere pubblicamente le distanze da certa cultura radical-libertaria, estranea tra l’altro alla cultura migliore del suo partito di provenienza, come pure dei cattolici democratici ? Per essere chiaro, quella cultura che ha portato all’erezione del monumento alla Venere nuda (ormai da tutti dimenticato), con tutto il contorno di festa che l’ha accompagnata, tra lo sbigottimento della maggioranza della popolazione, e tra l’altro, con sperpero ingiustificato di pubblico denaro ? Questo, naturalmente, è solo un esempio… …insomma pensare agli errori commessi ed assicurare pubblicamente l’elettorato, in questo come negli altri campi, della decisa volontà di non ripeterli. Parlare insomma si delle cose buone realizzate durante il periodo della Sua Amministrazione, ma anche degli errori commessi e del proposito vero di eliminarli, in una eventuale chiamata di servizio alla Comunità favarese, come persona o come raggruppamento politico.

Intanto, a mio giudizio, bisogna darLe atto che Il suo documento ha il merito di dare una seria scossa a tutti, in questo momento di difficoltà in cui ancora ci si attarda a formare la Giunta di Governo della Città. Dopo la mazzata del TAR, la politica favarese deve trovare il coraggio di curare se stessa. E’ tempo di muoversi, superando personalismi ed interessi di piccolo cabotaggio. Il Sindaco è chiamato giustamente in causa in prima persona, anche dando alle donne – come Lei dice – un maggiore spazio di quello previsto dallo Statuto. Favara chiede di fare presto. Lo esige il bene comune. Il susseguirsi delle riunioni ed il prolungarsi delle trattative induce, purtroppo, a pensare che la lotta a difesa di interessi personali e/o di gruppo, si trasforma in uno scontro di veti incrociati che paralizzano o addirittura fanno completamente dimenticare la ricerca del bene comune.

Come ha denunciato recentemente un autorevole uomo di Chiesa, “Il rischio che tutti corriamo è di guardare in basso, solo in basso, imprigionati e rovinati come siamo dal nostro ‘io’: un ‘io’ spesso pesantemente segnato dall’individualismo e dall’egoismo, un “io” che ripiegandosi su se stesso tende ad assolutizzarsi, a configurarsi come un ‘idolo’ da adorare e per il quale si è disposti a sacrificare tutto”.

I cittadini favaresi devono essere messi nelle migliori condizioni per giudicare e dovranno giudicare il comportamento dei Partiti come dei singoli, nel ruolo loro assegnato di Governo o di opposizione, secondo il mandato ricevuto nelle ultime elezioni amministrative del maggio 2007.

Con sensi di stima

Favara 18.08.2010

Sac. Diego Acquisto

Nota al direttore del giornale on line "...perlacittà.it" sui preti di Favara 

 28 luglio 2010

Nota in merito all'affermazione " non si alzano le voci ..... dei preti che fino a qualche mese addietro sembravano abitare in paese...”, contenuta  nel servizio del 28.7.2010 dal titolo : " Favara – In Consiglio si parla ancora di quota rosa di Franco Pullara " in cui, oltre che del problema delle quote rosa, che ha paralizzato l'attività amministrativa di Favara, si parla anche del degrado in alcuni settori della città, con i seguenti interrogativi : "Cosa dire sulla via Umberto che resta chiusa? E sulla via San Calogero? Per l’acqua che non arriva? Per la sporcizia? Per la macchina burocratica comunale che non funziona?".

 

Caro direttore,

la mia non vuole essere una difesa d’ufficio, ma è chiaro che l’opinione di noi preti (alcuni dei quali sono legittimamente fuori sede, in vacanza) oltre alla mia che non ha mancato di farsi sentire, non può che essere quella di puntare anzitutto al bene comune, nelle linea del nostro costante impegno di evangelizzazione che non può escludere la politica. Anzi.

Papa Benedetto ricorda spesso che la Chiesa non può disinteressarsi del bene comune, con particolare attenzione alla fasce sociali più deboli. Favara specie dopo la tragedia del 23 gennaio scorso, non può essere abbandonata a se stessa…il degrado nei settori da te denunciati può e deve essere fermato…la macchina burocratica del Comune (dirigenti e personale vario…più che sufficiente nel numero…) mi pare che, in qualche caso, si stia mettendo all’opera, per esempio, x qualche intervento necessario in qualche via…

Perché non procedere in tutti i settori, per quanto riguarda l’ordinario ? E’ proprio sempre necessario l’ordine di servizio dell’assessore ? Non basta quello del dirigente per l’ordinaria amministrazione ?

Comunque, a scanso di equivoci, la politica non deve cercare alibi. E’ urgente, anzi urgentissima, la costituzione (rimodulazione, rinnovo…ecc…) di una autorevole Giunta, formata da persone qualificate e di buona volontà , di ambo i sessi.

A mio modesto parere, i politici-uomini ( a parte l’opportunità o meno di talune iniziative giuridiche che pare vogliano intraprendere) intanto hanno l’occasione di liberarsi dall’accusa di essere attaccati al potere e di incurabile maschilismo in politica, realizzando subito l’idea di una Giunta a maggioranza femminile, con il 20% di uomini . E’ difficile realizzarla ? Forse sì, ma non impossibile ! Per fare proprio presto (perché è davvero necessario) ogni Partito (nessuno escluso), subito, dovrebbe fornire una rosa di nomi, lasciando la decisione al Sindaco, al quale, per legge, spetta sempre l’ultima parola nella scelta degli assessori x la composizione della squadra di governo. Naturalmente, il discorso dell’urgenza nel procedere, se vale x tutti, vale soprattutto x il Sindaco, al quale subito – e giustamente – sempre, in ogni cosa si pensa, avendo egli ricevuto un mandato diretto dai cittadini x l’amministrazione della cosa pubblica.

Formata la GIUNTA, dopo questo necessario ed urgente passaggio, si riprenda pure il dibattito a 360 gradi. Ciò anche con un occhio alla situazione politica nazionale, che credo non manchi, neppure a Favara, di avere il suo influsso sulla politica locale. Si possono fare tutte discussioni che si ritengono più utili x il bene di Favara, non dimenticando però che x tutti, singoli operatori politici, raggruppamenti vari, e Partiti nel loro insieme, ci sarà, nel segreto dell’urna, il giudizio degli elettori, in questi tempi, forse più desiderosi che mai di esercitare direttamente la loro sovranità. Le sorprese, a mio giudizio, sono o saranno proprio da mettere nel conto.

Con sensi di stima

Favara 28.7.2010

Sac. Diego Acquisto

 

 

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13.7.2010-Lettera a Franco Pullara, direttore del giornale online ...Per la città, in riscontro ad un suo servizio dal titolo: Favara - L'opposizione c'è.

 

Caro direttore,

partendo dal principio che la Chiesa non è e non vuole essere, un agente politico, ma che tuttavia non può non sentirsi interessata a dare il proprio contributo per il bene comune, il tuo articolo ed i vari post di commento, hanno suscitato in me le seguenti considerazioni, forse anche per il ruolo che esercito all’interno della comunità.

La mancata indignazione del popolo rispetto a talune, oggettive, disfunzioni  denunciate, forse si può spiegare con il fatto dell’abitudine, consolidata nel tempo, perché il presente eredita un passato, difficile da smaltire e la buona volontà degli attuali, come dei passati amministratori, ha sostanzialmente lasciata immutata la situazione, consolidando la cultura della rassegnazione. Il nuovo da costruire sono forse davvero i piccoli passi di una cultura collettiva di corresponsabilità, con un confronto costante e diretto dei cittadini con l’Amministrazione, che mi auguro davvero possa, finalmente, davvero iniziare.  Non servono, a mio giudizio, né le rampogne contro l’attuale legislazione, né le invettive, né le lamentele, specie se condite da inutili volgarità e/o palesemente frutto di malanimo e  faziosità.

Ma il senso complessivo del tuo servizio, caro direttore Pullara, è certamente un altro, quello di un’opposizione di sinistra che manca.

Avendo il popolo decretato di affidare il governo della città al centro-destra, contestualmente, nella normalità della vita democratica, alla parte sconfitta assegna il ruolo di opposizione.

A Favara la situazione appare anomala, perché a  quanto pare, la sinistra, o meglio le forze del centro-sinistra, (complessivamente meno di un terzo del consiglio comunale, formato da 30 consiglieri)si trovano, spesso,  a condividere le scelte dell’Amministrazione.

Da tre mesi a questa parte, che cosa è avvenuto ? Come riferisci in questo servizio,  “dell’opposizione se n’è fatto carico l’onorevole Bosco e il gruppo consigliare vicino alle sue posizioni politiche”, cioè i lealisti del PDL, un gruppo di quattro/cinque consiglieri. Cioè, in assenza della naturale opposizione esterna, è nata un’opposizione interna allo stesso Partito del sindaco. Un’opposizione fatta in casa, dato che il PDL risulta frazionato tra  “lealisti”, PDL-Sicilia, e di recente, anche,  PDL-Favara. Una guerra “civile”, che, in qualche occasione, talvolta, appare anche inutilmente cruenta. Una situazione anomala di frammentazione e confusione, questa del PDL a Favara che sicuramente disorienta i cittadini. E, per dirla tutta, la frammentazione  a Favara  non risparmia nemmeno il centro-sinistra, il PD, al cui interno le fratture sono pure evidenti, tra riformisti e conservatori, così come a livello nazionale, regionale, provinciale  .

 Le conseguenze per l’Amministrazione Comunale,  - costretta democraticamente a tenere conto degli umori di una maggioranza variabile in Consiglio Comunale, non infrequentemente diversa  da quella da cui politicamente è nata, lo scorso marzo, dopo un travaglio di oltre cinque mesi - mi sembrano quelle di una navigazione a vista, con il Sindaco che richiama agli impegni programmatici sottoscritti.

Cosa avverrà nel prossimo futuro ? Perché è sicuro che democraticamente tutto ritornerà al giudizio del popolo, che nel segreto dell’urna valuterà e dovrà esprimersi. L’esperienza ci dice che dall’urna possono uscire risultati davvero inaspettati, a riprova che la valutazione della gente comune – dove spesso c’è tanto buon senso -  può essere assai diversa da quella che alcuni vorrebbero far credere.

 Ma quale possibilità di scelta sarà offerta ai cittadini favaresi alle prossime elezioni amministrative? 

Continuando così le cose, in considerazione che MPA e UDC sono ufficialmente alleati del PDL (ma anche loro, con problemi, divisi al loro interno), VIENE da PENSARE  che  i FAVARESI dovranno solo SCEGLIERE  tra due FAZIONI  di UNO STESSO PARTITO, cioè il PDL.

Perché, in questo contesto, le forze del centro sinistra appaiono quasi inesistenti,  non alternative e comunque, comportandosi in questo modo in Consiglio Comunale, non pare davvero che abbiano per Favara un progetto credibile di alternativa all’attuale gestione.

Inoltre,  alcune domande si devono ancora porre. Funzionano i partiti ?  Quale lavoro stanno facendo per formare i nuovi possibili  amministratori  da sottoporre al giudizio dei cittadini ? Perché, all’interno di ogni partito, - per essere concreti - non si incominciano a fare i nomi (uomini e donne) di possibili, futuri amministratori della cosa pubblica ?

 E’ possibile risolvere tutto, ponendo all’attenzione solo domande retoriche, come :  Daremo fiducia di nuovo ai nostri eroi “ (cioè agli stessi consiglieri comunali) ?”.  Oppure lanciare solo qualche frase ad effetto, che, per esempio, inviti  a coglier il “guanto”  “perché la sfida è aperta ?”.

 

Mi rendo conto che è facile criticare e lamentarsi, mentre scendere al concreto, specie se si tratta di scelta di persone, è davvero difficile. Con la conseguenza poi di scegliere però all’ultimo momento, pressati solo dalla scadenza e dalla sola urgenza e necessità di pigliare voti.

 Per questo, credo che la strada da percorrere, concretamente, sia quella di un forma di democrazia diretta di controllo popolare, avviando un processo di educazione della coscienza collettiva  alla partecipazione responsabile, liberando la mente da pregiudizi e  attese messianiche, quasi che possa sorgere un uomo carismatico che miracolosamente possa farsi carico e  risolvere i problemi della collettività.

Unitamente  all’augurio di buone vacanze, c’è da sperare, magari dopo la calura di questi mesi,  in un ripensamento generale per il bene della città e della democrazia.

Cordialmente

13.7.2010

Sac. Diego Acquisto

 

Radio Favara101-L'Editoriale “La voce del direttore”  

Rubrica settimanale di don Diego Acquisto

 in onda ogni lunedì 

alle ore 7,15 - 11,15 - 14,15 - 18,15

(La rubrica, dopo la pausa estiva,  riprenderà lunedì 20 settembre2010)

 

Editoriale di RF 101 - lunedì 21.06.2010 L'ATTUALE CRISI ECONOMICA e POLITICA

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In questi ultimi giorni, sulla situazione politica generale, ci è toccato di leggere l’editoriale di un noto politologo, dal titolo “I governanti sulla luna”. Un titolo quanto mai indovinato per la situazione che stiamo vivendo e per l’argomento trattato. Cioè, in un momento di grande difficoltà per la gran parte dei cittadini, misuriamo con mano la distanza della politica, che si interessa e che litiga per cose, che se pure importanti, perché da tempo aspettano una soluzione, in questo momento sicuramente la priorità dovrebbe essere data ad altro, se è vero, come è vero, che come dicevano i latini, “primum vivere deinde philosophari”, cioè prima bisogna pensare a restare in vita, e poi, se si resta in vita si può pensare alla filosofia, al modo migliore di filosofare, al modo migliore di quale filosofia scegliere per vivere meglio la vita.
Per essere chiari, a nostro giudizio, al di là di qualsiasi polemica, il governo, in questo difficile momento in cui tante famiglie ma proprio tante, per una somma di circostanze e di situazioni, non arrivano non solo all’ultima settimana, ma nemmeno alla penultima, il Governo avrebbe dovuto - ed aggiungiamo - dovrebbe, confrontandosi con l'opposizione (e naturalmente sperando che questa, mettendo da parte l’antiberlusconismo viscerale, almeno in questa circostanza mostri senso di responsabilità ed realismo) , dare priorità alla grave situazione economica: alla disoccupazione, specie quella giovanile, sempre in aumento; all'impoverimento delle famiglie; alle difficoltà delle medie e piccole industrie; alla scuola, (sì alla scuola, dove è in corso la protesta sacrosanta dei 100.000 precari che rischiano di finire sul lastrico); all'Università; all'inarrestabile fuga dei cervelli (è di questi giorni la denuncia dell’Arcivescovo di Palermo, mons. Paolo Romeo, sul grande esodo di giovani che lasciano l’isola in disperata ricerca di lavoro); ai pensionati; alle infrastrutture che ancora non decollano.
Il Governo avrebbe dovuto e dovrebbe subito dare assoluta priorità a questi problemi. Si può rispondere che a queste cose il Governo ci ha già pensato, ma tutto , ci sembra che ancora sia solo sulla carta ed è tutto da verificare. E poi il clima rissoso creatosi non solo con l'opposizione, ma anche all'interno della stessa maggioranza, non promette nulla di buono. Non parliamo delle promesse fatte al Sud. Berlusconi aveva tempo addietro promesso un piano per il Meridione. Non risulta che oltre le parole, concretamente si sia avviato questo piano. Alla Sicilia non arrivano ancora i soldi dei Fas. Certamente alcuni rimproveri e provvedimenti severi ce li meritiamo, la Sicilia li merita, per lo sperpero del denaro pubblico a vantaggio solo di alcuni privilegiati e di alcune fasce clientelari, ma una cosa è punire gli abusi, un’altra è tagliare i fondi.
La massiccia vittoria del Centrodestra aveva fatto pensare, anche a chi non l'aveva votato, che finalmente era in condizione di realizzare, condivisibile o meno, il suo programma. Concreto nell'affrontare l'emergenza (rifiuti di Napoli e terremoto dell'Aquila), veloce nel varare qualche riforma, il governo Berlusconi è andato poi a impantanarsi su tre cose: la spaccatura con Fini; lo scandalo del G8 con un ministro, Scajola, costretto alle dimissioni (e si parla anche di altri ministri); la pasticciata legge sulle intercettazioni, su cui adesso, finalmente e provvidenzialmente, sembra essere in atto un supplemento di riflessione, per migliorarla ed eliminare ogni sospetto che si voglia favorire la casta o peggio ancora la criminalità più o meno organizzata. L’obiettivo deve essere solo quello di tutelare la privacy dei cittadini onesti e laboriosi, che hanno tutto il diritto costituzionalmente protetto di non essere spiati e di non finire sui giornali, con l’iniziativa maldestra di qualche giudice, ultimo esempio, quel magistrato di Trani scoperto mentre per telefono (ecco perché le intercettazioni sono utili) dava notizie riservate a un giornalista.
Si tratta di amare riflessioni, che portano a pensare che i governanti non si accorgono della realtà che li circonda. Operano come se fossero su un altro pianeta. La conclusione è – come è stato da più parti, amaramente osservato - che il cittadino diventa solo uno spettatore da adulare (quando va a votare), da zittire (quando chiede o vuole sapere), da prendere in giro (quando le promesse rimangono promesse).

 

21-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 14.06.2010-S. Antonio

Dobbiamo sempre ricordare che la spiritualità cristiana non è  per la passività, per il disimpegno, non è la spiritualità dell’assenteismo o della rassegnazione, ma la spiritualità della presa di coscienza, della responsabilità, della passione e della creatività, per cercare di risolvere i problemi, non in maniera utopistica, ma realistica. È la spiritualità delle scelte concrete e possibili, nell’ottica di scegliere sempre per il maggior bene o per il minor male . Quella cristiana è, in una parola, la spiritualità dell’incarnazione. In questo senso, non abbiamo condiviso, non condividiamo e non condivideremo mai la cultura dello sfascio di tutto e di tutti, la cultura della critica fine a se stessa, la cultura unicamente finalizzata alla demolizione di chi, pur con i suoi limiti, ha trovato il coraggio di volersi spendere in prima persona per la collettività, mettendoci la sua faccia,  cercando di adoperarsi con i propri talenti per il bene comune.

  A Favara non sono mai mancati e non mancano i problemi, ma non manca nemmeno, fortunatamente, un potenziale di bene, in tutti i versanti, che non  deve andare disperso o misconosciuto, ma incrementato e valorizzato, isolando senza tentennamenti quelli che seminano solo zizzania e discordie.

E in questo senso la festa del Patrono, celebrata ieri, ogni anno, - e quest’anno in particolare – deve offrire, e specialmente quest’anno,-mi auguro che  abbia già offerto - un’opportunità di riflessione. Se il tempo che stiamo vivendo è oggettivamente difficile, dobbiamo considerare che S. Antonio è vissuto anch’ egli in un tempo travagliato e problematico. Ma ecco un breve profilo di S. Antonio, il "Santo dei miracoli", come viene pensato nell'immaginario collettivo, per i numerosi prodigi legati al suo nome. Nato  a Lisbona nel 1195, battezzato col nome di Fernando, lo si voleva avviare alla carriera militare oppure a quella forense, per farne un alto magistrato. Ma Dio aveva altri progetti su quel giovinetto, nell'animo del quale si andava sempre più facendo strada il disprezzo di tutto quel mondo incentrato sullo sfarzo e  sul lusso, di tutto quel mondo delle corti nobiliari, incentrato sulla forza,  sul potere e sullo sfruttamento delle classi sociali più deboli. Per contro, avveniva nel suo animo una progressiva maturazione del sentimento religioso, in cui l'amore a Cristo - che aveva proclamato beati i poveri in spirito, beati i perseguitati, beati  gli affamati di giustizia - l’amore a Cristo esercitava un fascino potente e misterioso.  Nel 1221 si incontrò con  Francesco ad Assisi. Suo  seguace, divenne  predicatore instancabile  del Vangelo. Combatté le eresie, con un messaggio forte e convincente, che comunque tendeva sempre al rispetto delle convinzioni personali.

S. Antonio individuò  il segreto della perfezione nell'accordo tra la vita contemplativa e la vita attiva.  Il 1231 fu l'anno in cui la sua predicazione nella quaresima, toccò  vertici di incisiva intensità per i  forti contenuti sociali. Ma il 1231 è anche l’anno della sua morte, perché spirò all'Arcella, sobborgo di Padova, il 13 giugno 1231, ad appena 36 anni di età.

 Fu canonizzato l’anno successivo, il 30 maggio, a meno di un anno dalla morte, sulla spinta di una popolarità che si sarebbe allargata di epoca in epoca e che ha raggiunto la nostra Favara, che lo ha scelto come suo Patrono.

A vantaggio del suo carisma di taumaturgo,  risulta trascurato il suo impegno concreto per la soluzione dei problemi sociali più scottanti del suo tempo. Ed è l’aspetto, questo del suo impegno concreto, su cui invito a riflettere. Infatti egli  riuscì ad ottenere  dai magistrati di Padova la revoca dell'ordine di incarcerazione per i debitori insolventi, salvando così tantissimi  poveri dalla prigione e dal conseguente peggioramento delle già misere condizioni economiche. Un vero miracolo per quei tempi!

 Ancora, una piaga sociale di quel periodo storico era l'usura - e io mi chiedo e  chiedo a tutti i radioascoltatori :(solo di quel tempo!? - apriamo gli occhi a sufficienza su quello che avviene  anche oggi nella nostra Favara, o preferiamo non vedere e non sapere ?) - l’usura di allora, al tempo di S. Antonio, era davvero un grosso problema, perché strozzava senza pietà tanta gente, succhiava e succhia (se praticata) il sangue ai poveri, spingendoli alla disperazione e talvolta anche al suicidio. Contro l’usura S. Antonio ha prediche  infuocate. L’ impegno concreto di S. Antonio, per la soluzione dei problemi più gravi del suo tempo, ci sprona a vincere ogni forma di pigrizia e ci ricorda che l’impegno per la Città terrena, costituisce per ogni cristiano, una delle condizioni necessarie per il premio della Città celeste. Si avverte oggi l’esigenza, a tutti i livelli, di un impegno nuovo, di un cambiamento nella capacità di confronto e nella qualità di presenza, a livello individuale e nelle istituzioni; tutte condizioni per rendere più vivibile la Città e tutelare efficacemente la dignità della persona umana, trovando sempre punti di convergenza per operare bene a vantaggio del bene comune, all’interno del quale è legittimo che si trovino pure soluzioni per il bene dei singoli.

Radioascoltatrici e radioascoltatori, Don Diego Acquisto cordialmente vi saluta  e, come al solito, anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

19-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 31.05.2010 – 

Situazione amministrativa di Favara

Sulla situazione amministrativa di Favara, le notizie attinte da Radio Cavour, la radio “popolare”, - si fa per dire - cioè le voci che circolano nella piazza più importante di Favara, luogo di ritrovo dei meno giovani, dove  ci sono diversi saloni da barba e diversi bar, e dove solitamente bivaccano per passare il tempo, assieme ad alcuni politici,  anche pseudo-politici e politicanti di bassa lega, le voci che sono circolate e forse ancora circolano, si riferiscono a presunti dissapori di alcune forze politiche della maggioranza e quindi di alcuni  assessori. Queste voci, non ufficiali, che anzi sono state ufficialmente smentite dal primo cittadino, sono state  riferite da alcuni organi di informazione, che hanno parlato di quello che si vociferava in piazza, cioè di una certa situazione confusa ed incerta, che forse si vorrebbe creare ed alimentare, - a detta dei cronisti - creare o comunque alimentare da parte  di alcuni più o meno (forse più meno che più) responsabili politici, responsabili di alcuni di quei partiti, - precisiamo - che pure, appena due mesi fa, nella seconda metà dello scorso marzo, dopo oltre cinque mesi di riflessione, finalmente, avevano risposto all’invito del Sindaco Russello ed avevano indicato i nomi degli assessori, per la costituzione dell’auspicata Giunta politica.

Ma a parte il fatto che, a  quanto pare la notizia, non è risultata vera e comunque è apparsa subito, da parte degli attori di piazza, un po’ gonfiata, la nostra opinione è che se ci fosse anche solo qualche fondamento di verità, al di là di un legittimo confronto e di una leale e corretta dialettica politica, la notizia, avrebbe dell’assurdo e dell’incredibile. Dell’assurdo perché non è nella nostra più sana cultura siciliana  il tradimento, - per dirla con Antonio Russello -, che dice che Gesù non ha scelto la Sicilia per la sua incarnazione, perché sarebbe stato “impossibile, in Sicilia, trovare un Giuda”. Nel caso concreto il tradimento sarebbe verso la città. La notizia avrebbe pure dell’incredibile, perché Favara, specialmente in questa momento e con la concreta situazione che sta vivendo, di tutto ha bisogno tranne che di una farsa, di una politica poco seria, di una politica che nega il giorno dopo quello che ha deciso il giorno prima. Non si può concettualmente concepire che, a poco più di due mesi di distanza, quando, da parte della Giunta, dopo un minimo di due mesi di assestamento, quando si deve passare al dunque, perché arriva il tempo di affrontare concretamente i problemi sul tappeto,  con la necessaria determinazione ed autorevolezza, ecco che l’insorgere di taluni atteggiamenti incomprensibili rischia di vanificare tutto.

 La lotta politica anche personale, la più aspra, va veramente oltre il limite consentito. Nessuno riuscirebbe a comprendere e, credo, che, nel caso fosse vero, nemmeno gli interessati, forse  riuscirebbero mai, a spiegare credibilmente all’opinione pubblica il loro comportamento.

 

Dovunque, il momento politico è sicuramente non facile, a livello, nazionale, regionale e provinciale, mentre contemporaneamente sul piano amministrativo, anche dalle città vicine, non arrivano esempi esaltanti; la cronaca riferisce continuamente di situazioni ingarbugliate o addirittura paradossali; vedi per es. Licata e non solo. Ma questo non può autorizzare che a Favara non si operi per il bene della collettività anzitutto, mettendo insieme impegno e buona volontà.

Superare le difficoltà, da mettere sempre nel conto, non dovrebbe essere estremamente difficile, soprattutto a Favara, dopo quello che è successo e come si sono svolti gli eventi, se subito si pensa al bene comune e della città, accogliendo  (perché no ?) gli stimoli culturali ,  anche recenti che sulla collettività sono stati largamente diffusi con la celebrazione della giornata della legalità e con il recente, interessantissimo convegno sullo scrittore siculo-veneto, ma favarese doc, Antonio Russello.

 Stimoli culturali che vengono positivamente  accolti da tanti giovani e dal grosso della popolazione, ma che, purtroppo, troppo spesso vengono snobbati o addirittura  sembrano non scalfire minimamente – (se alcuni atteggiamenti dovessero risultare esse veri e continuare), - i responsabili politici locali, ai quali la fiducia popolare  ha delegato la gestione amministrativa della città.

 Favara, con i suoi problemi, specie dopo la  tragedia del 23 gennaio scorso, deve trovare la sua via, il suo sano orgoglio, la sua necessaria coesione sociale, senza aspettare chissà quale soluzione dall’alto e chissà quale messia politico-amministrativo. Favara deve sapere alzare concordemente la voce, e dopo aver compiuto i propri doveri, reclamare i propri diritti ed avviare a soluzione i propri veri problemi. Nessuno si può legittimamente permettere di  mortificare la città. Anche per questo  qualcuno griderebbe…”un giorno ci sarà il giudizio di Dio”.

Antonio Russello, nel suo romanzo “La grande sete” parla dell’assassinio del giusto, il commissario Righi, che si consuma alla presenza della moglie, al cospetto degli agrigentini, che non gridano il loro dolore.

Una metafora che esprime la visione generale che Russello  traccia della Sicilia, e sicuramente, di Favara: una città, a suo giudizio, pressoché immobile, impermeabile, che lampedusianamente sembra destinata a non  volere sperimentare mai la dolcezza della redenzione, con un deciso salto positivo di qualità nello stile di vita.

Russello vuole condannare e condanna questo tipo di atteggiamenti siculo-favaresi.

A tutti  noi, ognuno nel suo ruolo e per la sua parte, l’onore e  la responsabilità di un positivo cambiamento.

 

Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di radio Favara 101 vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

Comunicato stampa 19.05.2010

 

Per Festa di S. Rita, del prossimo 22 maggio,  il Consiglio Pastorale della Parrocchia S. Vito ha preparato il programma, comunicato alla cittadinanza attraverso un pubblico manifesto, che viene affisso oggi, di cui invio il testo.

Da sottolineare, il giorno della vigilia, venerdì 21 maggio p.v. l’anticipo della  Giornata della Legalità, con la funzione religiosa, ai piedi di S. Rita, chiesta dall’Amministrazione Comunale e dalla Presidenza del Consiglio Comunale. Alla Santa Messa della ore 18, dopo la benedizione del Quadro della Legalità “Per non dimenticare”, la preghiera degli Artisti, recitata dal Maestro Vincenzo Patti,  e la preghiera per la Città, recitata dal Sindaco, seguirà la FIACCOLATA

, con brevi interventi alla conclusione, davanti alla lapide che ricorda il sacrificio del  Sindaco Guarino ed a pochi metri di distanza dal luogo della tragedia del 23 gennaio scorso,con il sacrificio di Marianna Chiara Pia Bellavia.

Nella preghiera, richiamando la vita di S. RITA, “esempio fulgido di un ruolo determinante ed attivo della donna nel campo sociale, della pace, della giustizia e della legalità (come si dice nel manifesto),  vogliamo invocare dall’alto, la capacità di crescere nella cultura della solidarietà  e della riconciliazione, nel rispetto delle leggi  che regolano la convivenza civile. Favara non può e non deve dimenticare l’efferato crimine del giovane commerciante di legname di Serradifalco, dell’estate scorsa,  e la  tragedia del crollo della casa di via del Carmine del  23 gennaio scorso. Famiglie colpite in circostanze diverse, ma con episodi originati da situazioni di peccato sociale, frutto di indurimento del cuore, a cui Favara deve porre rimedio, con tutti i mezzi umani e di grazia disponibili.

 

Favara 19.05.2010

Sac. Diego Acquisto

Parroco

 

 

MANIFESTO

 

Parrocchia S. VITO - 22 Maggio 2010

- Favara  :  S. RITA e le ROSE

 

 Ricca di fascino, ritorna  la festa di S. Rita  ed anche quest’anno vogliamo chiedere alla Santa   la grazia di continuare ad affrontare il “buon combattimento della fede”, imitando  la sua forza ed il suo coraggio .

Santa Rita, donna carismatica, la cui festa quest’anno cade nella vigilia di Pentecoste, “ci offre nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno”, necessario per consolidare la coesione sociale, e con la forza dello Spirito Santo, affrontare uniti i problemi che travagliano la nostra collettività.

S. Rita, sposa e madre, vedova e suora, esempio fulgido di un ruolo determinante ed attivo della donna nel campo sociale, della pace, della giustizia e della legalità, amando e perdonando, ci richiama ai valori della solidarietà, della famiglia e della vita consacrata a servizio del prossimo.

PROGRAMMA

Nei giorni 19-20-21 maggio triduo di preparazione.

--Ogni giorno, alle ore 17,30 recita del S. Rosario, canti ed invocazioni alla Santa di Cascia.

--Ore 18,00 S. Messa con omelia su aspetti della vita e della spiritualità di S. Rita.

Mercoledì 19 maggio – GIORNATA  degli  ANZIANI ed AMMALATI

Giovedì 20 maggio GIORNATA  della FAMIGLIA

 

Venerdì 21 maggio- vigilia della festa - GIORNATA  della LEGALITA’

Momento di preghiera in preparazione alla celebrazione civile della Giornata della Legalità  del  22 maggio

 

Ore 18 -  Santa Messa, animata dalla Corale della Parrocchia dell’Itria, con partecipazione dell’Amministrazione Comunale, del Presidente del Consiglio, dei Consiglieri Comunali, e dei responsabili di Partiti.

Durante la Messa: Preghiera a Santa Rita del Sindaco per la Città e benedizione del quadro della legalità “Per non dimenticare” del Maestro Vincenzo Patti, che, in rappresentanza degli artisti favaresi, leggerà “La preghiera dell’artista”.   A seguire FIACCOLATA dalla Chiesa S. Vito fino alla lapide di Guarino, con brevi interventi e testimonianze.

22 Maggio-FESTA di S. RITA

 

Ore 11,00Nella Chiesa di S. Vito, recita del S. Rosario, con invocazioni a S. Rita, S. Messa e benedizione delle rose.

Ore 16,00 - In Piazza S. Vito, COLLETTIVA di PITTURA, con esposizione di quadri da parte di artisti noti e meno noti, affermati o in via di affermazione, con il coordinamento del Maestro Vincenzo Patti, responsabile del Laboratorio artistico  comunale disegno e pittura. (Gli interessati a partecipare sono pregati di mettersi in contatto con il Maestro Patti, telefonando ai numeri 0922419725  - 3382016183)

Ore 17,00Nella Chiesa di S. Vito, recita del S. Rosario, con invocazioni a S. Rita. S. Messa animata dalla CORALE PARROCCHIALE guidata da Luigi Farini e benedizione delle rose.

Ore 19,00 - S. Messa solenne della Vigilia di Pentecoste, animata dalla CORALE “IERUSALEM  diretta dal Maestro Salvatore Lentini e benedizione delle rose. Preghiera del Sindaco per la Città.

 

Il Parroco ed il Consiglio Pastorale

 

 

Radio Favara 101- lunedì 26.04.2010

Sulla scena a Favara, nella Sala del Teatro S. Francesco

il 23 e 24 aprile, 

l’Associazione Giò ’90 S. Vito  

che così festeggia i primi venti anni di vita e di attività.

 

Due rappresentazioni  a Favara, di una brillante commedia in tre atti, “Mi faresti un piacere ?” di Daniele Nutini,  nella grande Sala del Teatro S. Francesco, da parte dell’Associazione “Giò ’90  S. Vito”, che così festeggia i primi venti anni di vita e di attività. Un’associazione nata all’ombra del campanile, per decisione  del Consiglio Pastorale Parrocchiale, formalmente, nel 1990; ma già con alle spalle alcuni anni di positive manifestazioni teatrali in ambito parrocchiale e che, con la formale costituzione, sotto la presidenza del Parroco-pro tempore di S. Vito, ha deciso  di aprirsi a tutti i talenti della città.

Il soggetto quest’anno scelto, in linea con le tematiche dei venti anni precedenti, è quello della satira di costume, che, tra tante risate, porta gli spettatori alla riflessione  su problemi importantissimi, come i valori fondanti della famiglia, che non sono destinati affatto a tramontare e che però una certa cultura pseudo-moderna si ostina a  chiamare “tradizionali”, con la carica di negatività che a questo aggettivo si vuole dare.  Nella commedia scelta per la rappresentazione, l’autore, il fiorentino Nutini, si diverte e fa divertire, nel mettere in risalto le ignobili ed assurde complicazioni che  derivano da un comportamento di leggerezza e di  infedeltà coniugale. Infatti il sottotitolo della commedia rappresentata è “Maledetto il giorno che ho fatto le corna a mia moglie”.

Una commedia divertente, con battute fulminanti e ritmi serrati, ambientata a Firenze, tra gli anni ’50  e  ’60, in cui Dino Patti, regista e attore, da par suo interpreta la storia di Roberto Galletti, ricco possidente che vive di rendita e che subisce una condanna in contumacia ad un mese di carcere, per avere schiaffeggiato un maresciallo dei carabinieri al cinema,  dove si era recato di nascosto con Cornelia Mariti, la sua amante, abbigliata sempre come si conviene in questo ruolo, interpretato brillantemente da Sonia Vetro Marianello.

Per evitare che la propria moglie, Sara , (interpretata in maniera davvero originale da Lilia Alba), venga a conoscenza di quanto avvenuto al cinema di Firenze,Roberto, con una serie di imbrogli e falsificazione di documenti, riesce   farsi sostituire in prigione da un amico squattrinato, Giorgio Panzanella, (interpretato bene da Carmelo Sutera Sardo), mentre lui se ne va in vacanza con la famiglia: la moglie Sara, la zia Olga  (sulla scena la brava Liliana Muscarà), la sorella Emma ( la promettente Lucia Vinciguerra) sempre gentile ed educata, rispettosa del fratello Roberto, quale capo famiglia, vista la mancanza dei genitori; giovane Emma  fidanzata di Simone, figura grottesca di bambinone (sulla scena,l’impareggiabile Antonio Castronovo).

Ma la vicenda si complica maledettamente, perché l’amico Panzanella ne combina di tutti i colori e l’intreccio che si crea tra i vari personaggi diventa un carosello, degno della terra di Pirandello, per lo scambio di identità di persone e per il proliferare di equivoci, a effetto domino. A rendere più comica la situazione contribuiscono tante divertenti macchiette, la più esilarante delle quali è sicuramente quella di Libero Mai ( interpretato da Lillo Montaperto, assieme all’attore-regista Dino Patti, uno degli elementi portanti dell’Associazione Giò ’90 S. Vito, quasi fin dalla sua costituzione, direttore artistico della compagnia teatrale, e, da poco più di un mese, assessore comunale alla Cultura ed alla  P. I.,  alla Sanità, con la pesante delega di vice –Sindaco). Ma Libero Mai, non è l’unica macchietta, perché non è da meno il nonno, Vittorio Galletti, (sulla scena Carmelo Schembri, nel cui ruolo si è perfettamente identificato) vecchio e disabile in carrozzella,  sempre morbosamente e patologicamente attratto dalle belle giovani donne, come la cameriera di casa Galletti,  Rosetta, appassionata di fotoromanzi che si diverte a provocare un po’ maliziosamente il vecchio Vittorio, anche se poi a parole  protesta; (ruolo questo di scaltra e discreta provocatrice, interpretato superbamente da Rosetta Azzaretto).

Non manca infine la figura di un eccentrico personaggio, a cui pensa di rivolgersi per il suo matrimonio il povero Simone,  il mago Alfredo Leggimano (interpretato dal giovane Antonio Di Noto,  che ha superato positivamente la  sua prima esperienza sulla scena). Così come positivamente deve essere giudicata, a sentire i commenti del pubblico, - (tra cui il Sindaco Russello ed il Tenente di Favara Treleani), -  della prima serata, la prima volta di nuovi promettenti talenti : i giovani Salvatore Chiarenza  che interpreta la figura dell’avvocato Francesco Toga e Stefano Arnone nei panni del magistrato Giusto Pazienza.

Una commedia davvero interessante, per le riflessioni che, tra le tantissime risate, suscita su temi importantissimi come la famiglia, la giustizia, e – per sintetizzare -  il buon senso,  che dovrebbe sempre accompagnare il comportamento umano, se improntato a senso di responsabilità.

 

Sac. Diego Acquisto

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13- LA VOCE del DIRETTORE di Radio Favara 101 – lunedì 12.04.2010

Messaggio dell’arcivescovo don Franco e dell’arciprete don Mimmo.

La riflessione di Maria Grazia Brandara

 

Ed ecco a risentirci, subito dopo l’ottava di Pasqua, per riprendere subito, il messaggio che è stato dato, in alcune omelie particolarmente significative, il Venerdì Santo, proprio prima della celebrazione della gioia della Risurrezione. Il messaggio forte del nostro Arcivescovo don Franco, che, parlando ad Agrigento, ha fatto riferimento proprio a Favara, ed il messaggio non meno forte,  di don Mimmo Zambito, arciprete di Favara alla Città.

L'arcivescovo Montenegro, Don Franco, - come preferisce farsi chiamare - ha parlato  in piazza Municipio ad Agrigento, davanti l'urna di Gesù Morto ed il simulacro di Maria  SS. Addolorata. Con  la sua solita schiettezza, al centro del messaggio, ha messo le  tante piaghe della società agrigentina: la sofferenza, il centro storico, la mafia, l'estorsione, i giovani, l'alcol, la droga, il futuro incerto. Tutto in forma di preghiera, ricordando la tragedia del 23 gennaio scorso a Favara, tragedia costata la vita alle sorelline Bellavia,  nel crollo della loro abitazione.

Don Franco, riferendosi alla tragica vicenda di Marianna e Chiara Pia Bellavia, ha parlato di vittime della burocrazia «schiacciate dalle inadempienze burocratiche. Non capisco - ha detto - perché oggi si debba morire per questo. Tutti ci sentiamo colpiti da questo lutto. Noi cristiani, in modo particolare, oltre che sentirci privati della presenza delle due sorelle, che appartenevano alla nostra comunità, ed essere vicini con la preghiera, ci sentiamo interrogati e provocati dalla loro morte e da questa disgrazia. Noi per auto-giustificarci abbiamo puntato il dito contro di Te Signore, dandoti la colpa della tragedia di Favara. Siamo bravi a storpiare. Perdonaci».

L'Arcivescovo ha voluto dedicare attenzione agli ultimi. Infatti ha ancora  detto don Franco, riferendosi proprio a Favara «Fa male –- scoprire che in una società civile che si definisce solidale e cristiana ci siano persone chiamate "linticchieddri", il cui destino è di essere sempre scartate, evitate come se fossero figli di un Dio minore, come fossero meno fratelli tuoi di noi. Stranieri - ha proseguito - non solo coloro che vengono da terre lontane e che hanno il colore della pelle diverso dal nostro. Stranieri sono anche i cittadini della nostra stessa città».

Ancora, mons. Montenegro ha "gridato": «Dovrei parlarti Signore,- e la mia gente lo chiede - di mafia sempre attiva, di lavoro sempre più mancante e di lavoro nero, di disoccupazione, di agricoltura in crisi, dei giovani drogati e già alcolizzati, privi di un futuro certo, di acqua che manca, di bollette impossibili e di altri pesanti problemi che feriscono questa terra. ».

(Ed a proposito di bollette, voglio fare in’incidentale: pare che siano partite per le famiglie favaresi, bollette del secolo scorso, della prima metà degli anni ’90, bollette relative all’acqua, dopo oltre 15 anni. Una richiesta che ci sembra veramente assurda…forse solo propria di Favara…dove, soprattutto, per la povera gente e comunque per tutti, specie in questo momento non mancano proprio altri problemi…perché ? …e se dopo 15 anni anche le bollette pagate non si trovano più ?...ci voleva propria anche questa ?...)

In tutto questo, ce n’è veramente abbastanza per meditare e riflettere. Nell’omelia, don Franco ha richiamato tutte le devianze di una società che si fa sempre meno cristiana e sempre più pagana.

Come è stato rilevato in qualche autorevole commento pubblico, riportato dalla stampa, - (per la cronaca in un intervento di Maria Grazia Brandara) tutti i richiami dell’Arcivescovo, fatti nel giorno di sofferenza più emblematico dell’anno, cioè il “Venerdì Santo”, “attendono non il solito silenzio dei richiamati  ma la risposta attiva conseguente all’accettazione di quel richiamo, cosa che ogni anno non accade!”…perché si fa acutamente osservare, che “la questione non è religiosa – o aggiungiamo noi non è religiosa soltanto -  perché ,- come la responsabilità, anche - la spiritualità è individuale e anche se nella Chiesa tutti diventiamo comunità,  è poi nella società che ognuno diventa Abele o Caino”.

“E’ un tempo tormentato questo presente, con la malattia dell’anima e con la crudeltà sociale, dal cui labirinto non riusciamo ad uscire o non vogliamo uscire”. Così Maria Grazia Brandara, ex sindaco di Naro, persona attenta e riflessiva, al cui messaggio volentieri ci associamo, nella speranza di provocare una salutare reazione, in noi ed in quanti questo messaggio vorranno raccogliere.

L´arciprete Mimmo Zambito, nell'omelia finale del Venerdì Santo, applicando a Favara, il passo del Vangelo della donna adultera, ha ricordato l’ammonimento di Gesù «Chi non ha peccato scagli la prima pietra”,ed  ha ripetutamente detto: “Opponiamoci alla lapidazione della città”. “Basta gettare pietre su qualcuno o su una parte della popolazione, opponiamoci alla lapidazione delle leggi, delle istituzioni: opponiamoci all'indurimento del cuore”. Non ha mancato di fare riferimento  all'uccisione a Favara del giovane commerciante di legname di Serradifalco e al crollo della casa di via del Carmine del  23 gennaio scorso. E in questo scenario di avvenimenti successi, Don Mimmo ha richiamato tutti alla comunione, alla coesione sociale,  senza divisioni di sorta, senza separazioni, senza frange strumentali di contestazione inopportuna, senza fazioni e frizioni, insomma senza contrapposizioni, sterili, infruttuose e controproducenti, se non addirittura veramente dannose per il tessuto sociale favarese. Tessuto sociale che tutti, - voglio augurarmi, non solo a parole - vogliamo sicuramente migliorare.

Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

 

11-Editoriale di Radio Favara 101- lunedì

 22.03.2010

-34 anni di vita e di attività di RF 101

-Ricordo dei soci fondatori scomparsi

-Linea editoriale dell’emittente.  

Sabato scorso 20 marzo, Radio Favara 101 ha compiuto il compleanno ed ha completato 34 anni di vita e di attività; 34 anni a servizio del territorio. Prima radio della provincia e quindi madre di tutte le emittenti radiofoniche del territorio agrigentino, ha operato sempre in uno stile di discrezione, festeggiando sempre, in modo assai sobrio, solo alcune date, l’ultima delle quali è stata quella del ventennio, nel marzo del 1996. Adesso gli anni compiuti sono ben 34 ed anzitutto il pensiero va ai soci fondatori, a quelli ancora viventi (che ringraziamo ma non nominiamo, sia per lo stile consueto di discrezione…sia, per paura di dimenticarne qualcuno), mentre, soprattutto, vogliamo ringraziare quelli che non sono più in vita. E si tratta di laici di grande valore culturale e grande spessore umano, come Lillo Lentini. Eugenio Celani e Peppe Casà. Ed accanto a loro, alla base della loro matura formazione laicale, due grandi figure di Frati Francescani, P. Francesco Schifano e P. Pacifico Nicosia, stimatissime figure di uomini, di sacerdoti e di frati, che hanno profondamente inciso nel territorio favarese con quella semplicità francescana, ricca di fascino e di valori. Il Convento S. Antonio di Favara, dove è nata e dove ancora si trovano gli studi di RF 101, è stata la culla di formazione ed il punto di riferimento valido, nel travaglio che Favara ha vissuto a metà degli anni ’70, in conseguenza delle idee innovative del Vaticano II e, ancora di più del rivoluzionario clima culturale post-sessantottino. E noi onorati e gravati da così illustri predecessori, e dall’ambiente in cui operiamo, senza minimamente volere rivendicare meriti non dovuti – ci sentiamo di dire con serena obiettività, che questa emittente, nei suoi 34 anni di attività ha sicuramente contribuito alla crescita culturale del tessuto sociale favarese, allargando gradualmente il suo raggio di ascolto e conquistando sempre nuove fasce di radiascoltatrici e radioascoltatori, resistendo, - ci sembra con successo - alle difficoltà con cui tutte le radio hanno dovuto confrontarsi nei riguardi di mamma TV negli ultimi anni e restando validamente presente nel panorama degli ascolti e della comunicazione del territorio agrigentino.

Il glorioso passato di servizio svolto, la gratitudine verso quanti hanno avuto intuito e lungimiranza, sprona tutti gli attuali operatori dei vari settori e programmi, a continuare nell’impegno, valorizzando l’esperienza accumulata e con la volontà decisa e ferma di continuare nel servizio di promozione culturale. L’impegno sarà sempre quello di evitare un giornalismo basato sul sensazionale o sulla enfatizzazione delle notizie specie se negative, e come sempre, di evitare assolutamente il gossip, continuando in quello stile di moderazione, di discrezione e di efficacia che le nostre radioascoltatrici ed i nostri radioascoltatori conoscono bene. Rubriche di intrattenimento musicale, notiziari, interventi di carattere religioso e culturale, spazio alle associazioni di volontariato. E, a proposito colgo volentieri l’occasione per invitare i vari responsabili delle associazioni di volontariato ad utilizzare questa nostra emittente per far conoscere le loro iniziative, servendosi e collaborando con i volontari che operano nel settore dell’informazione di questa nostra emittente…e tra volontari, il dialogo è tra pari..; ogni settimana, il lunedì va in onda la voce del direttore, che vuole offrire stimoli di riflessione su argomenti vari, con particolare attenzione ai problemi del territorio e di Favara in particolare, magari con una certa attenzione ai fatti ecclesiali, talvolta disinvoltamente trascurati da grandi mezzi di comunicazione di oggi.

Perché davvero restano sconosciuti ai più tanti fatti significativi, che, se vogliamo, sono magari di routine , ma che, al di là di tutte le chiacchiere inutili e spesso anche solo dannose, sono gli unici che riescono ad accendere una luce ed a portare una parola di speranza in ambienti di degrado e di disperazione.

Ci sono gruppi di volontari, ecclesiastici e laici, che, sotto qualsiasi sigla operino, nella nostra provincia e nella nostra Favara, riescono ad arrivare là dove nessun servizio predisposto dalla comunità civile arriva o potrebbe arrivare. Persone giovani e meno giovani, che seguono categorie particolari di anziani, di diversamente abili, uomini e donne in difficoltà.

Ci sono tante persone immerse nell’anonimato, che svolgono un’opera preziosissima di servizio sociale, non per uno scopo di lucro, ma unicamente perché nel fratello o nella sorella sofferente, se credenti, vedono l’immagine stessa di Dio e altri che magari, pur senza porsi il problema di Dio, fanno lo stesso servizio, e che sono quindi sulla strada giusta, perché come dice la Bibbia, "la gloria di Dio è l’uomo vivente".

E poi, perché non dirlo, da questa nostra emittente, vogliamo stimolare ad agire alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa, se necessario, fustigando anche con energia amministratori ed amministrati, ma sempre e solo per favorire il bene comune, che deve essere posto al di sopra degli interessi personali o di parte.

E noi siamo fermamente convinti che tante polemiche si potranno evitare e si potrà tendere veramente al bene comune, se il Vangelo sarà adattato, con spirito di coerenza e di creatività, alle situazioni concrete, senza escludere la politica, che anzi deve essere davvero evangelizzata e sempre più recuperare il vero senso di servizio alla polis, alla città. E proprio per la nostra Favara, che vede, proprio in questi giorni, una nuova Giunta di Governo, iniziare il suo servizio alla città in questo momento non difficile ma difficilissimo, ci viene di ricordare, a proposito di talune voci non proprio edificanti di questi giorni, - voci che – ci sembra - in maniera preconcetta esprimono giudizi negativi su tutto e su tutti - la definizione della democrazia del famoso uomo politico inglese WINSTON CHURCHILL : "La democrazia è il peggiore sistema di governo che esista, ma sino ad ora non se n’è trovato uno migliore".

Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

LETTERA  APERTA

10.03.2010

 

La città si prepara ad accogliere l’annuncio ufficiale, ormai imminente,  della nuova Giunta, con atteggiamenti diversi, per alcuni di ostilità, per altri di indifferenza, per altri ancora di attesa, e, infine, per una fascia - a mio giudizio non proprio ristretta, se non addirittura maggioritaria – di speranza.

Una  nuova Giunta dopo un travaglio di oltre cinque mesi; un lungo periodo segnato anche dalla tragedia del 23 gennaio scorso, che ha drammaticamente messo in evidenza il degrado del centro storico, con tutti i problemi connessi di povertà, di emarginazione e di mancanza di sicurezza per la stessa incolumità fisica.

Il nuovo governo della città, inizia in un momento assai difficile, in cui, malgrado tutto,  i partiti che nelle ultime elezioni hanno ricevuto il mandato popolare, hanno ritrovato il coraggio di rimettersi assieme, sicuramente nel proposito – mi auguro fermo e sincero - di seppellire la cultura delle divisioni e del disfattismo,- o  del  FALLIMENTO DI TUTTO E DI TUTTI - come è stato scritto in questi giorni scorsi.

Assolutamente prioritaria l’esigenza di dare risposta a quella grande voglia di cambiamento uscita dal segreto delle urne nelle ultime elezioni  e provare, con senso di responsabilità e ritrovata grinta e determinazione, ad amministrare la città, uscendo dall’emergenza, con l’avvio di un cammino decisamente nuovo,dopo la tragedia del 23 gennaio; un cammino nuovo sotto il pungolo costruttivo dell’opposizione, anch’essa già predisposta, e comunque coinvolta e richiamata al suo ruolo di responsabilità.

A partire dai prossimi giorni, Favara avrà al governo una maggioranza legittimata dal voto popolare; una maggioranza che si assume le proprie responsabilità ed un’opposizione, anch’essa voluta dal popolo, che ne deve controllare  l’operato.

Ciò, dopo il travaglio dei mesi scorsi, in cui sono emerse ancora in tutti i settori dei vari partiti, - dove più, dove meno – rilevanti debolezze e contraddizioni, malcelate furbizie e ambizioni personali, pur  nel desiderio sincero di un cambiamento in meglio. La democrazia vera non nasconde le sue fragilità. Adesso, con  buoni propositi, grazie alla tenacia e  determinazione del Sindaco Russello, che ha via via rivelato, prudenza e saggezza, oltre a doti non comuni per gestire l’emergenza, sembra avviarsi subito, davvero una nuova fase, quanto meno,  nella chiarezza, per affrontare i problemi sul tappeto.

Auguri a tutti i protagonisti e soprattutto alla città. Favara ha grande bisogno di coraggio nella chiarezza. Credo l’augurio di una franca risposta a questo bisogno, sia il più adatto per la prossima Pasqua.

Per la verità, nella ricomposizione della maggioranza, dobbiamo dire, che all’ultimo momento è venuta a mancare la sola componente consiliare che si rifà al PDL   dell’on. Bosco, il quale ha accolto l’idea di una Giunta di salute pubblica, già in precedenza avanzata dai massimi esponenti locali del PD. Bosco ha voluto  tuttavia, a chiare lettere, sottolineare di appoggiare pienamente e sostenere con tutte le sue forze  i partiti del centro-destra, nella loro concorde decisione di questa ripresa di impegno comunitario per la città.

Le motivazioni addotte dall’on. Bosco non vanno sottovalutate, perché  egli richiama a  comportamenti nobili e virtuosi, che  è facile collegare con alcuni principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa; principi richiamati anche nel recente documento pubblico della Comunità Ecclesiale, “Per un atto di amore alla città”, a firma congiunta del Collegio dei Parroci e del Direttivo del Consiglio Pastorale Cittadino.

Come non condividere i richiami dell’on. Bosco a “invertire a Favara “la rotta politica” ed  uscire dall’anomalia della confusione” ? E ancora, il richiamo ad “attenzionare concretamente i problemi del  popolo”…a “mettere da parte  ed abbandonare la linea della ricerca esasperata di poltrone, per fare prevalere, invece, l’interesse collettivo?”. E questo per puntare “sulle vere emergenze: lavoro, centro storico, qualità della vita e legalità.” Su questo progetto – dice ancora testualmente l’on. Bosco – “sarò presente e partecipe, …per riuscire finalmente a misurare l’impegno per Favara, non su sterili promesse, ma per dare soluzioni, rapide e concrete, alla popolazione”. Pensieri nobili che devono essere condivisi e che sicuramente, vogliamo augurarci, saranno tenuti presenti dai Partiti e dai nuovi assessori che si sono caricati la responsabilità di governare la città, imbroccando la strada giusta. Fra due anni, sarà poi il popolo sovrano a giudicare nel segreto dell’urna e confermare l’attuale maggioranza o eventualmente mandarla a casa, per assegnare il governo all’attuale opposizione, e fare diventare opposizione l’attuale maggioranza, secondo le regole maestre della democrazia.

Ricordiamo che, da troppo tempo, la sensazione diffusa è che la politica miri solo al raggiungimento di interessi particolari a scapito di quelli generali. La voglia di cambiamento espressa dal popolo nel maggio 2007, deve essere tenuta presente dal Sindaco e dai nuovi assessori, specie dopo il 23 gennaio scorso. Essi devono dimostrare concretamente una vera inversione di marcia, per rendere palese che la furbizia e la scaltrezza non prevalgono sull’intelligenza onesta e sulla volontà seria di collaborare per il bene comune.

Ricordiamo che la Gaudium et spes definisce il bene comune “l’insieme di quelle condizioni che permettono tanto ai gruppi quanto ai singoli membri di raggiungere più pienamente e più speditamente la propria perfezione”(n.26). Chiaro il sottinteso che ci vuole l’impegno di tutti. I politici devono creare con le loro scelte le condizioni in questo senso. Favara, - è stato ripetutamente detto da tutte le parti politiche e non solo - dopo il 23 gennaio non è, non deve e non può continuare ad essere più la stessa. Ed allora si richiede un impegno corale, da parte dei politici, maggioranza ed opposizione, degli alti dirigenti del Comune, dei burocrati, di tutti gli impiegati ai vari servizi. Insomma , un impegno ed un atteggiamento nuovo veramente da parte di tutti, dal Sindaco, agli assessori sino all’impiegato con le mansioni che sembrano le più umili, ma sempre importanti, come ad esempio quelle del messo-notificatore, chiamato anche lui a compiere bene il suo dovere, perché una mancata o intempestiva notifica provoca guasti e rallenta l’iter delle decisioni dei vertici più alti.

Bando alla cultura ed alla prassi dell’appiattimento. Meriti e sanzioni non  devono esser considerati una cosa del passato.

La Dottrina Sociale della Chiesa dice  a tutti di muoversi nel binario del vedere, giudicare, agire, con tempestività e diligenza.

Favara ha tutte le potenzialità per risollevarsi dalle attuali difficoltà ed  assicurare  una migliore qualità della vita ai suoi concittadini.

Con sensi di stima, porgo a tutti AUGURI  di feconda riflessione per il bene di Favara, in questo fine Quaresima e per la prossima Pasqua.

 

Sac. Diego Acquisto

 

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9-Editoriale di Radio Favara 101 – lunedì 08.03.2010

 

Situazioni particolari e di carattere più generale in questa nostra conversazione. 

Ma, oggi, anzitutto un doveroso, ma anche sentito augurio a tutte le donne, nel giorno della loro festa, un augurio perché continui il loro efficace inserimento in tutti in settori della società civile. 

E iniziamo  dallo squallido ed inqualificabile episodio che, purtroppo, si è verificato nel nostro prestigioso Istituto Alberghiero “Ambrosini”, frequentato da studenti provenienti non solo da Favara, ma anche da tanti paesi del circondario; Istituto dove, dall’alto di alcuni balconi della scuola, uno sparuto gruppetto di studenti ha contestato,  insultato ed invitato ad andare via i poliziotti, mentre era in corso, all’interno dello stesso Istituto, nell’Aula Magna, gremita di alunni e professori, una riuscita manifestazione sulla legalità.  Un fatto davvero grave ed increscioso, per il quale tutte le persone responsabili non possono far finta di niente e lasciare correre. Intanto anche noi da questa emittente RF 101 esprimiamo  sentita e convinta solidarietà ai poliziotti interessati ed a tutte le forze dell’ordine, che impegnano quotidianamente le loro energie per la sicurezza e la libertà di tutti. 

Sul piano amministrativo, a Favara, il sindaco Russello, finalmente, nel pomeriggio di mercoledì scorso, ha alzato la voce ed ha dato ai  Partiti   una scadenza precisa per la soluzione della crisi amministrativa. Una decisione, questa del Sindaco Russello, che noi, da questa emittente, avevamo sollecitato da tempo,  constatata tutta una serie di riunioni infruttuose. Senza continuare a chiudersi nel silenzio, dicevamo che , dopo cinque mesi di inutili riunioni, l'assunzione di responsabilità, moralmente, era obbligatoria “sub gravi”da parte di ognuno, secondo  il proprio ruolo.   Adesso pare, finalmente, che la situazione si è sbloccata e  si fa almeno chiarezza. Se possibile, bisogna recuperare saggezza, perché ne manca tanta  e quindi anche tempo perduto, perché ne è stato perduto veramente troppo.

Sul piano più generale, notiamo in questo periodo una cosa assolutamente singolare, veramente fuori dall’ordinario, da quell’ordinario a cui le nostre orecchie si erano  abituate, e speriamo però, che dopo questo passaggio non si ritorni come prima su temi ben più importanti. Mi spiego. Abbiamo mai sentito e visto gli esponenti radicali devoti alla legge ?  Credo proprio di no.  Mai sentiti i radicali  predicare l’obbedienza alla legge, ma sempre pronti alla critica ed alla contestazione. Hanno sempre predicato e praticato la disobbedienza civile che, in sostanza, vuole dire infischiarsi della legge, non tenerne conto, fare il contrario, magari atteggiandosi a martiri, con digiuni più o meno veri o  più o meno  finti;  diffondere insomma a piene mani la cultura del trasgressivismo, con esempi pratici, come per esempio, fumare spinelli e usare droghe cosiddette leggere, quando per legge – si sa bene - questo è reato. E ancora. Praticare  aborti non consentiti dalla legge …inneggiare a visioni della famiglia che sono in netto contrasto con quanto è stabilito dalla nostra  Costituzione Repubblicana, ecc. Invece i radicali in questi giorni si presentano come paladini, difensori della legge e del rispetto di essa, solo perché così sperano che siano esclusi dalla competizione elettorale per le elezioni regionali, la candidata dello schieramento avversario nel Lazio o  in Lombardia il Governatore uscente. Da un eccesso all’altro, a convenienza; ci si rifugia in un formalismo che calpesta la sostanza. Un timbro rotondo o quadrato, o la dabbenaggine di qualche incapace, vengono difesi, come legge importantissima, a discapito di un obbligo-dovere ben più importante, sancito dalla Costituzione, che è  il diritto di voto di ogni cittadino per il Partito di sua scelta.

E infine una buona notizia che riguarda il CROCIFISSO – una notizia che solleva l’animo di non pochi italiani. La Corte di Strasburgo ha accolto il ricorso del governo italiano. contro la sentenza che, il 3 novembre 2009, aveva ritenuto lesiva della libertà religiosa e della libertà di educazione la presenza del crocifisso nelle aule delle scuole pubbliche. Il caso, comunque, sarà riesaminato nei prossimi mesi dai diciassette giudici della Grande Camera di Strasburgo, che emetteranno la sentenza definitiva. Intanto un primo passo. Nel suo ricorso, il Governo di Roma ha sostenuto che le questioni religiose devono essere regolate a livello nazionale in quanto rispondenti a elementi distintivi dell’identità di una nazione e che attualmente non esiste in Europa una interpretazione condivisa del principio di laicità dello Stato. Perciò “l’esposizione del Crocifisso nelle scuole non deve essere vista tanto per il significato religioso quanto in riferimento alla storia e alla tradizione dell’Italia”. Questa prima decisione e della Corte di Strasburgo viene intanto giudicata  un atto di buon senso. “Il crocifisso esprime il centro della nostra fede cristiana, la sintesi dei valori che hanno ispirato la cultura di libertà, di rispetto della persona e della dignità dell'uomo che sta alla base dell'Occidente. Radioascoltatrici e radioascoltatori, don Diego Acquisto cordialmente vi saluta ed anche a nome dello staff tecnico e giornalistico di Radio Favara 101, vi augura buona settimana con i programmi della nostra emittente.

 

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NOTA  di CHIARIMENTO sul FAVARA DAY  X  Sicilia TV

23.02.2010

 

Favara ha bisogno di coraggio nella chiarezza,  senza alimentare quella cultura dell’anonimato, che in un passato remoto, quando andava di moda,  – pare - non le sia affatto appartenuta. Una cultura allora diffusa soprattutto in alcuni paesi della nostra diocesi,  per cui , il nostro Sinodo diocesano,-  al fine di contrastarla, sottolineandone la gravità,   aveva  inserito il peccato delle lettere anonime “graviter infamantes”,  tra i peccati riservati al Vescovo e perciò l’assoluzione era sottratta al confessore ordinario.

La precisazione di cui sopra può servire per una riflessione utile a quanti partecipano lodevolmente, - servendosi dell’opportunità offerta dalle moderne conquiste mediatiche - al dibattito e al confronto delle idee. La morale cristiana invita  sempre alla chiarezza ed all’assunzione di responsabilità.

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