Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara

 

FAVARA  Via Crucis Cittadina 26 marzo 2010  presieduta dall'Arcivescovo don FRANCO

--(Schena elaborato e preparato dalla Consulta cittadina di Pastorale Giovanile)

Tutto viene e ritorna a Dio,
Dio è principio e fine.
L'uomo nella sua follia peccaminosa
pensa spesso al principio,
ma molto raramente alla fine...


Introduzione

Canto

Cel: Nel  nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.

Cel: La pace sia con voi.
Tutti: E con il tuo spirito.

Cel. Signore Gesù, contempliamo la tua croce per fissare i nostri occhi sul tuo volto e ascoltare le parole che ci vorrai dire. Tu non ha finito di soffrire e di morire. Anche a Favara, negli uomini che ogni giorno vivono, soffrono, lavorano, cercano, sperano e muoiono, continui ad offrirti al Padre per la salvezza del mondo. Aiutaci, o Signore, a ricordare che la via del Calvario è anche la via della vita: ogni tappa della Via Crucis ha il volto di un uomo e di una donna del nostro tempo, nostro concittadino, con le sue scelte, le sue contraddizioni, i suoi errori e i suoi problemi.

Con la tua parola illumina e purifica il nostro cuore,

Signore così potremo comunicare la fede in te che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Tutti: Amen 

 

 

PRIMA STAZIONE

Gesù è condannato dal Sinedrio

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 22, 66-71

Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo, con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma da questo momento starà il Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza di Dio». Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?». Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono». Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza? L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».

MEDITAZIONE

Gesù subisce un processo sommario. E' la stessa condanna facile che noi, favaresi, infliggiamo agli altri. Quando  addossiamo le colpe soltanto a chi ricopre ruoli di responsabilità. Quando ci tiriamo fuori, puntiamo il dito contro gli altri e dimentichiamo le nostre responsabilità individuali e collettive. Quando giudichiamo sommariamente ed emarginiamo quanti vivono nel disagio a Favara. Quando diamo loro la colpa dell'allontanamento senza vedere la nostra totale indifferenza verso i loro bisogni, senza vedere in loro il volto di Cristo.

 

Invocazioni

Rit. Signore, purifica la nostra coscienza

§        Signore perdona la nostra mancanza di fede e il nostro amore fragile che ci mettono
 tra chi ritiene un vanto schiaffeggiarti e ti accoglie con percosse. Preghiamo:

§        Signore perdonaci quando continuiamo a schiaffeggiarti denigrando, disprezzando, isolando il nostro fratello più debole, negandogli quanto gli spetta di diritto. Preghiamo:

§        Signore, giudice di tutti, fonte di ogni giustizia, fa che cessiamo di giudicare gli altri e sottomettiamo noi stessi al tuo giudizio, perché tu sei il nostro giudice. Preghiamo:

§        Lo confessiamo: la nostra coscienza è spesso offuscata dall'attaccamento al mondo e all'ipocrisia. Donaci il silenzio interiore, perché udiamo con chiarezza la voce del tuo giudizio che ci indica la via della salvezza. Preghiamo:

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

SECONDA STAZIONE

Gesù è caricato della Croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 15, 20

Dopo averlo schernito, spogliarono Gesù della porpora e gli rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo.

 

MEDITAZIONE

 “Se uno vuole venire dietro a me prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. Gesù  viene eliminato perché scomodo. Il Venerdì Santo è lo sforzo di seguire il Signore. Anche a costo delle estreme conseguenze. E’ addossarsi la propria croce, sicuri che sia strumento di salvezza. Siamo chiamati, a Favara, ad andare oltre ogni dovere, a superare i nostri diritti con l'esercizio della carità. Anche a costo di diventare scomodi e di opporci alla criminalità, ai privilegi acquisiti illecitamente, alle speculazioni, di chi prevarica sugli umili o approfitta della loro ignoranza.

Gesù non si valse dei suoi diritti di Figlio di Dio. E’ andato invece oltre ogni dovere, con una carità senza limiti. Sostenere la verità a Favara, contrastando la mafia, quando costa la vita è al di là del dovere. Amare e convertire chi ci fa del male è al di là del dovere. Dare la vita a chi ci fa morire è al di là del dovere. E’ l’amore di cui nessuno potrà misurare larghezza, profondità e sublimità.

 

 Invocazioni

R: Aiutaci, o Signore

§        Quando ci ritroviamo sulle spalle una croce, anche piccola e sopportabile, ma diventiamo insofferenti  e pretendiamo che ci venga tolta o la scarichiamo su chi ci sta vicino, diventando irascibili, violenti. Preghiamo.

§        Quando di fronte ai problemi, non sappiamo interrogarci, ponendoci ciascuno in
ascolto dell'altro, in vista di una possibile soluzione comune. Preghiamo.

§        Quando cerchiamo di alleggerire la nostra croce, scaricando le nostra responsabilità e i nostri doveri sugli altri. Preghiamo.

§        Perché il Venerdì Santo sia lo sforzo di seguire il Signore, di mettere i nostri doveri prima dei diritti attraverso l’esercizio della carità. Preghiamo.

§        Perché possiamo dire la verità quando costa la vita e fare del bene a chi ci fa del male. Preghiamo.

§        Perché possiamo amare chi ci odia e dare la vita a chi ci fa morire. Preghiamo.

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

TERZA   STAZIONE

Gesù cade per la prima volta

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.


Dalla lettera agli Ebrei  Eb 2, 18; 12, 2

Proprio per essere stato messo alla prova ed aver sofferto personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che subiscono la prova. Egli, in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia.

 

MEDITAZIONE  

La prova ci opprime e si fa sempre più pesante! Le difficoltà schiacciano tante famiglie di Favara. Impediscono alle nuove generazioni di sognare, di sperare. Così i giovani favaresi si lasciano ingannare da falsi maestri che promettono gioia facile e immediata. Nello sballo, nell’immoralità, nella velocità, nel gioco senza freni, nel vagare nelle strade senza meta. Ma Gesù ci insegna che, al posto della gioia facile che ci viene posta innanzi, c’è un’altra via che conduce alla gioia vera. Una via da percorrere senza temere critiche e derisioni, sicuri di avviarci alla Verità. Gesù ci insegna che quando il cammino diventa pesante tale da buttarci a terra, è ora di rialzarci. Ci insegna a non vergognarci di seguirlo sulla strada della croce. A non vergognarci di appartenere alla sua Chiesa. A superare vecchi e falsi pregiudizi su di essa. A unirci alla sua Gloria. A vivere la vita con la sua stessa passione!

Invocazioni

Rit. Rialzaci Signore

1.      Per noi sedotti da una mentalità che ci ha abituati al guadagno facile, allo sfruttamento del più debole, alla derisione del prossimo, all'aggiramento delle regole visto come segno di furbizia;

2.      Per le famiglie provate dalla conflittualità o dall’incomprensione;

3.      Per i giovani di  Favara caduti nel tunnel della droga e dell’alcool;

4.      Per i giovani in difficoltà nel loro cammino di fede;

5.      Per i giovani sedotti dallo “sballo” per svagarsi;

6.      Per i poveri e i disoccupati di Favara;

7.      Per i familiari logorati dalla fatica nell’impegno assistenziale;

8.      Per tutti noi, quando incombe il dolore e irrompe la prova;

 

Santa Madre, deh! Voi fate

      che le piaghe del Signore

      siano impresse nel mio cuor.

QUARTA STAZIONE


Gesù incontra sua Madre

 

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca Lc 2, 34-3.51

Simeone parlò a Maria: “Egli è qui per la ro­vina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contrad­dizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E an­che a te una spada trafiggerà l'anima...”. Maria serbava tutte queste cose nel suo cuore.

 

MEDITAZIONE

Gesù è quì, oggi, per la rovina e la risurrezione di molti a Favara, segno di contraddizione perchè siano svelati i pensieri dei cuori. Un portento? Una profezia? Una minaccia? Maria accolse l’annuncio e partì per un cammino coraggioso. Ne scoprì il mistero con lo scorrere dei giorni e, nel loro contenuto di gioie e di pene, riconobbe la luce della grazia. Anche noi, con Maria, siamo chiamati ad accogliere questo annuncio. A diventare segno di contraddizione  A ribellarci alla mafia che opprime Favara  perchè siano svelati i pensieri dei cuori malvagi che conducono alla rovina. Siamo chiamati a non cercare attraverso la mentalità mafiosa scorciatoie per risolvere i nostri problemi. A non sottometterci ad essa creando terreno fertile per la crimininalità organizzata. Anche noi, come Maria, non dobbiamo aver paura della spada che può trafiggerci il cuore.

Invocazioni

Guida: La Vergine Maria, sotto la croce, è divenuta per noi segno di consolazione e di sicura speranza. Confortati dalla sua intercessione, preghiamo insieme e diciamo: Apri i nostri cuori alla tua grazia.

Tutti: Apri i nostri cuori alla tua grazia.

§        Gesù, che gli uomini hanno ucciso e Dio ha sciolto dalle angosce della morte. R:

§        Gesù, sofferente come tante madri che oggi, nella nostra Favara, vedono, impotenti, i figli avviarsi verso una strada di  perdizione. R:

§         Gesù, crocifisso per amore, che il Padre ha costituito Signore e Messia. R:

§        Gesù, Figlio di Maria, che ci hai recato la pace. R:

 

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

QUINTA STAZIONE


Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce

Dal Vangelo secondo Luca 23, 26

Mentre conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirène che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù.

 

MEDITAZIONE

Simone di Cirene, uno sconosciuto, fu costretto ad aiutare Gesù a portare la croce e collaborò alla redenzione del mondo. Noi invece, tante volte, a Favara, anziché aiutare, danneggiamo gli sconosciuti, pensando solo al nostro tornaconto. Quando cambiamo le carte per accaparrarci un privilegio che non ci spetta come un’invalidità "gonfiata" o una posizione avanti in graduatoria. E così appesantiamo la croce altrui togliendo il pane e la vita a chi è nel vero bisogno. Oppure razziamo e danneggiamo il bene pubblico, perché è di tutti e quindi di nessuno. Così facendo distruggiamo la nostra città e le nostre vite.

Siamo ciechi. Non vediamo negli altri la presenza di Gesù. Non siamo capaci di farci carico dei pesi dei fratelli. Non ci  impegniamo senza tornaconto per i poveri, gli ammalati, gli anziani. Dimentichiamo che solo offrendoci agli altri per portare la loro croce acquistiamo la vita eterna e procuriamo la stessa felicità alle altre anime.

 

Invocazioni

 

Rit.: Sostienici, Signore.

§        Per seguirti quando ogni giorno tu ci chiami ad aiutare i nostri fratelli, vicini e lontani, nel bisogno. Preghiamo.

§        Quando siamo portati a chiederci perché dobbiamo essere noi ad agire in un certo 
modo e perché non gli altri. Preghiamo.

§        Quando cerchiamo di giustificare la nostra inerzia con la convinzione che da soli non potremo mai cambiare le cose. Preghiamo.

§        Indicaci il nostro ruolo e fa che a questa chiamata rispondiamo con entusiasmo. Preghiamo.

§        Perché il nostro impegno possa essere un sollievo per i più deboli e più dimenticati e un contributo alla costruzione di un mondo di Giustizia e di Pace. Preghiamo.

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

SESTA STAZIONE


Veronica asciuga il volto di Gesù

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Libro del profeta Isaia Is 53, 2-3

“Non ha apparenza né bellezza per attirare i no­stri sguardi. Non splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima...”.

MEDITAZIONE

Quante persone a Favara oggi sono senza volto! Fratelli che vengono da lontano, famiglie indigenti, disabili lasciati da soli, alcolizzati e drogati. Accanto a noi quante persone lasciamo al margine della vita, nell’esilio dell’abbandono, nell’indifferenza che uccide.

La Veronica non si fa né contagiare dalla brutalità dei soldati, né paralizzare dalla paura dei discepoli. Anche noi, non lasciamoci contagiare dal turbamento e dall’oscurità dei cuori malvagi, ma manteniamo il coraggio della bontà, senza permettere che il nostro cuore si ottenebri.

Troppi per noi non hanno un volto. Ci chiudiamo nelle nostre case. Nelle nostre chiese. Nel nostro gruppo. Dimentichiamo la comunione. Ma Gesù ci esorta: “Tutti sapranno che siete miei discepoli se avrete amore gli uni per gli altri”. Cristo non si incontra da soli. “Pur essendo molti siamo un corpo solo”. E il Corpo del Signore, oltraggiato e disprezzato, è impoverito se non viviamo in comunione, se non ci uniamo alla comunità.

 

 

Preghiamo:

Rit. Signore, imprimi in noi il tuo amore.

§        Per abbandonare quella cultura di favaresi, quasi sempre generosa e accogliente, che a volte fa emergere - in forma drammatica - sopraffazione, violenza, attaccamento al denaro, orgoglio. Preghiamo:

§        Perché non ci limitiamo più a gettare uno sguardo distratto sugli altri e proseguire per la nostra strada. Preghiamo:

§        Per essere presenti al fianco del prossimo, per tergere il dolore dalla sua fronte. Preghiamo.

§        Perché non ignoriamo i poveri, gli ammalati,i piccoli, gli anziani e tutti coloro che nella società hanno bisogno del nostro aiuto. Preghiamo:

 

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

 

 

 

SETTIMA STAZIONE

Gesù cade per la seconda volta

 

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dalla prima lettera di san Pietro Apostolo 1 Pt 2, 23-24

Quando era oltraggiato non rispondeva con ol­traggi, e soffrendo non minacciava vendetta, ma ri­metteva la sua causa a colui che giudica con giusti­zia. Egli portò i nostri peccati sul suo corpo sul le­gno della croce, perché, non vivendo più per il pec­cato, vivessimo per la giustizia.

 

MEDITAZIONE

Gesù cade travolto dall’ingiusta condanna. Oggi gli oltraggi subiti pesano su di noi come una pesante croce che ci schiaccia. A Favara quante ingiustizie, oltraggi, soprusi commessi sui deboli da chi ricopre un incarico; commessi quando non si serve chi ha bisogno, quando si fa apparire elemosina quello che è un diritto come un posto di lavoro o una casa popolare. Se non si capisce che i posti di responsabilità sono posti di servizio alla comunità si tradisce Gesù che dice: “Chi vuol essere il più grande sia servo di tutti”.         
Il Signore oltraggiato insegna a chi soffre la mitezza di cuore che non minaccia vendetta. Insegna a rimettere al Padre le sofferenze che unite alle sue diventano mezzo di salvezza. Insegna a cercare il bene dei fratelli perché siamo un corpo solo e se soffre un membro, soffre tutto il corpo.

Invocazioni

Preghiamo insieme:

Per la tua morte e la tua risurrezione salvaci o Signore.

§        Donaci la forza di non reagire alle ingiustizie subite con l’odio o la violenza ma a rimettere a te la nostra causa. Preghiamo.

§        Donaci di non soccombere sotto il peso della sofferenza e degli oltraggi e cedere alla disperazione ma di sperare sempre il te rassicurati dalle parole di Paolo che dicono so in chi ho posto la mia speranza. Preghiamo.

§         Signore fa che le ingiustizie, le sofferenze, gli oltraggi, con la tua mitezza di cuore diventino per noi il completare ciò che manca ai patimenti di Cristo, per morire con lui e con lui risorgere. Preghiamo.

§        Fa o Signore che possiamo scoprire che nessun peccato può farci cadere senza possibilità di rialzarsi poiché tu hai inchiodato al legno della croce tutti i peccati attraverso il sacramento della riconciliazione. Preghiamo.

§        Donaci di vivere in te o Signore una vita nuova facendo morire in noi le opere della carne per favorire quelle dello Spirito. Preghiamo.

 

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

OTTAVA STAZIONE


Gesù incontra le donne di Gerusalemme

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 23, 27-31

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

MEDITAZIONE

Sulla via del calvario, sapienti e dotti credono di rendere culto a Dio eliminando Colui che si era proclamato figlio di Dio. Sono invece le donne, considerate le più umili, a riconoscere che dietro quel volto sfigurato si cela l’amore di Dio fatto uomo. Gesù con pietosa compassione si rivolge a loro: “Piangete su voi stessi e sui vostri figli”. Con lo stesso sguardo pietoso rinnova oggi il suo invito alle madri e ai padri di Favara di fronte alla sfida educativa. Troppo spesso ci sottraiamo alle responsabilità dandola sempre vinta ai figli o dando loro sempre ragione. Anche dinanzi alle giuste indicazioni degli insegnanti. La tentazione a rinunciare ad educare è in agguato.  Gesù è lì a dirci: chi fatica non si vergogni e chieda aiuto;  chi ha doti le metta a servizio; chi tende a isolarsi per sua natura non rinunci mai a lanciare sos. Rinunciare ad educare significa perdere la propria libertà e dignità. Educare sempre è nello stile della quotidianità. Educare al fianco è scelta di compagnia. La sfida educativa non va vinta o subìta come perdita, ma va amata perché dove manca amore manca la vita che può sorgere e risorgere!

 

Invocazioni

Preghiamo insieme: Fortificaci Signore

§        per le donne che sulla via del calvario piangono i loro figli mai nati per la menzogna del maligno che gli ha fatto credere che l’aborto fosse l’unica soluzione ai loro problemi. Preghiamo:  

§        Per chi piange i figli morti: in incidenti stradali, sul lavoro, per malattia, a causa del malaffare. Preghiamo: 

§        Per chi piange i giovani che si perdono nella droga, nell’alcool, in progetti di vita sbagliati. Preghiamo:

§        Per i giovani che si rovinano per la volontà resa fragile o per cattive testimonianze ricevute. Preghiamo:

§        Per i  nostri giovani che corrono il rischio di essere trattati come “legno secco” perché non sono visti come risorsa ma solo come potenziali consumatori cui spremere soldi. Preghiamo:

§        Perché i giovani possono essere il legno verde destinato a fiorire e a portare frutti secondo il progetto che il Padre ha su ciascuno. Preghiamo:

 

 Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

NONA stazione

 

Gesù cade la terza volta

 

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Libro del profeta Isaia Is 53, 5

Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiaccia­to per le nostre iniquità.

Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti.

 

MEDITAZIONE

Sotto la croce, quasi prossimo al calvario, cade sfinito il Figlio di Dio. Schiacciato per le nostre iniquità. Sotto le macerie di una casa, quasi prossima al calvario, crollata il 23 gennaio a Favara perdono la vita due vittime innocenti: Marianna e Chiara. Travolte dall'iniquità. Il peccato sociale e collettivo della comunità di Favara, generosa e disordinata, ricca di cuore sempre e, a volte ricca di disprezzo per il prossimo e di rapina della sua dignità, ha provocato questa tragedia. Di morte per la famiglia Bellavia, di vergogna per la città e per noi fratelli di Gesù. Preghiamo Dio perché non ci condanni tenendo fede alla sua Parola che dice: per le sue piaghe siamo stati guariti.

 

Pausa di silenzio

Preghiamo

Rit.: Dio abbia pietà di noi.

§        Della nostra disobbedienza privata e della nostra disobbedienza nella vita civile. 

§        Del nostro disinteresse del bene pubblico.

§        Di quanti preposti a curare le parti più bisognose del corpo della società civile e del corpo ecclesiale di Gesù hanno disobbedito a Lui e alle leggi dello Stato.

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

 

DECIMA STAZIONE

Gesù é spogliato delle sue vesti

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni  19,23-24

 I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:

Si son divise tra loro le mie vesti

e sulla mia tunica han gettato la sorte.

 

MEDITAZIONE

Gesù viene spogliato della sua dignità. Come tante famiglie di Favara. Pur essendo laboriosi e pieni d'amore per i loro figli, tanti genitori non riescono ad avere una casa dignitosa. Gesù viene spogliato della sua dignità. Come tanti disoccupati e stranieri bisognosi a Favara. Come chi mercifica il proprio corpo. Come chi, anche giovanissimo, cede alle tentazioni perdendo purezza e dignità, macchiandosi per il gusto del piacere.      
Gli aguzzini di Gesù si dividono le sue vesti. Un sopruso che si ripete nella nostra mentalità di profittatori, pigri, speculatori, accaparratori, quando si mangia rubando al prossimo e calpestando la giustizia, quando ci si imbosca nel servizio di uffici e burocrazia nascondendo carte o profittando della propria posizione.   

Invocazioni

 

Rit.: Gesù, rivestici di te.

§        Perché Gesù Crocifisso ci conceda di presentarci irreprensibili davanti a Lui.

§        Perché Gesù Crocifisso ci doni la fermezza della nostra fede.

§        Perché Gesù Crocifisso offra a noi tutti la speranza del Vangelo che cambia la nostra vita.

 

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

 

UNDICESIMA STAZIONE


Gesù è crocifisso

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca 23, 33-38

Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte.
Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell’aceto, e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». C’era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re dei Giudei.

MEDITAZIONE

       Gesù è giunto sulla cima dove gli daranno la morte, è il punto della terra più vicino al cielo. Lo stendono e lo inchiodano sulla croce, non ha più nulla, neppure la libertà di muovere una mano, un piede. L'efferatezza, la cattiveria, la bramosia accecano e armano l'uomo. Fino al delitto più atroce. Le stesse perversioni che hanno portato a Favara al brutale assassinio di un giovane imprenditore nisseno. Portato sulla cima di un monte. Ucciso dopo essere stato privato della libertà di mani e piedi. Troppe volte a Favara la mano dell'uomo viene armata dalla perversione che induce a rapire qualcuno all'affetto dei suoi cari. Troppe volte a Favara il desiderio sfrenato, la cupidigia, lo scherno e l’odio hanno crocifisso deboli e innocenti. Guardiamo all'alto della croce di Gesù, fedeli anche nel momento della sofferenza. Illuminati dalle sue parole: Padre, perdonali, perchè non sanno quello che fanno.

 

Invocazioni

 

Rit.: Noi crediamo nella tua risurrezione, Signore.

§        Gesù Risorto ci dia la forza di vivere una vita che si rinnova sempre.

§        Gesù Risorto conceda alla Chiesa di testimoniare ovunque il messaggio evangelico.

§        Gesù Risorto offra una speranza vera a tutti coloro che soffrono nell’anima e nel corpo.

§        Gesù Risorto doni a tutte le famiglie di vivere nella pace e nella concordia tra le diverse generazioni

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

DODICESIMA STAZIONE


Gesù
muore sulla Croce

V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca. 23, 44-47

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo spirò. Visto ciò che era accaduto, il centurione glorificava Dio: «Veramente quest’uomo era giusto».

MEDITAZIONE

Questa stazione ci ricorda tutte le situazioni della nostra vita, le nostre difficoltà, il nostro dolore. Se oggi

il Signore ci chiamasse, che ne sarebbe della nostra anima? Egli ci dice per mezzo del profeta: Vi sembra

questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina?

Noi viviamo al sicuro nelle nostre case. Intanto la città in cui viviamo, Favara, che altro non è che

abitazione di Dio più grande, brucia e va in rovina. Affoga nella morsa della violenza, nell’egoismo,

nell’offesa ai poveri, mentre noi ci diamo premura solo per le nostre case. Per i nostri piccoli lotti e orticelli.

E così facendo ci accorgiamo che il nostro lavoro non porta frutto perché non vogliamo rinunciare alla

tranquillità delle nostre abitazioni. Riflettiamo bene sul nostro comportamento. Su cosa costruiamo

la nostra vita? E ancora. Riflettiamo sulla morte tragica, sulla violenza, sui crolli, sul dolore che riguardano

tutti. In comunione. Come in un corpo solo.

 

Invocazioni

Preghiamo insieme e diciamo: ASCOLTACI SIGNORE

§         Per le volte che abbiamo avuto un lutto in famiglia e non lo abbiamo accettato. 

§        Perché davanti alla morte sentiamo la speranza cristiana e non la disperazione di chi dice : “Tutto è finito”. R:

§         Per tutte le persone che vivono come se Dio non esistesse, senza pensare alla vita eterna. R:

§         Per noi che siamo Chiesa perché troviamo la forza di testimoniare Cristo crocifisso. R:

§         Per noi qui presenti perché non ci siano segni di divisioni e si sviluppi in ciascuno una fede  adulta. R:

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

 

TREDICESIMA STAZIONE

 

Gesù viene deposto dalla croce e messo nel grembo di sua madre

 

Dal Vangelo secondo Giovanni Gv 12, 23-26

 

Gesù rispose: “E’ giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. 

MEDITAZIONE

Come il chicco di grano, Gesù muore per portare frutto. Ma di fronte alla morte, nella nostra città ci preoccupiamo tante volte soltanto di un estremo saluto dato al cimitero per occhio umano. E la morte non ci interroga sulla nostra vita. Restiamo fermi all’apparenza, indifferenti e senza piena comunione con gli altri, non produciamo frutto nelle nostre chiese, nei nostri gruppi e movimenti. Ci affatichiamo a lavorare dentro il tempio. Per istruire i bambini con la catechesi. Preparare solenni liturgie. Organizzare feste, tridui e novene, per rendere attive ed efficienti le parrocchie. Eppure non produciamo frutto. Perché facciamo assegnamento all’efficienza delle nostre attività religiose, con la speranza che diano molto e poi danno poco; perché abbiamo paura di affrontare apertamente le fiamme dell’insuccesso e del fallimento, e di rimanere bruciati nel fuoco della nostra città.

 

Invocazioni

Preghiamo insieme e diciamo: Salvaci, Signore.

§        Concedi Signore di riflettere sulla nostra azione. Perché non succeda che i lontani dalla fede si allontanino ancor di più e che i “vicini” induriscano i loro cuori, sicuri di essere nel tuo recinto. Preghiamo.

§        Concedi Signore che non accada di sentire la tua voce che chiama la siccità sui nostri incontri e sulle assemblee, sul culto e sulla catechesi, sulle feste e sui raduni e su ogni prodotto delle mani. Preghiamo.

§        Fa Signore che i nostri gruppi si adoperino quotidianamente non soltanto per la costruzione della casa parrocchiale ma dell’intera tua abitazione, la città degli uomini. Preghiamo.

§        Donaci di portare nella tua casa il legname della carità e del servizio perché grazie al fuoco del tuo Spirito bruci di amore e solidarietà e possa compiacerti in essa e manifestare la tua gloria divina. Preghiamo. 

 

 

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

 

 

QUATTORDICESIMA STAZIONE


Gesù è deposto nel sepolcro


  V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.

R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.

Dal Vangelo secondo Luca. 23, 50-54

C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della Parascève e già splendevano le luci del sabato.

MEDITAZIONE

Il Sepolcro: termine di ogni speranza che sia solo umana. Un corpo esamine: ecco tutto quello che rimane di Gesù agli occhi del mondo. Quando sono limitate le vedute umane, quanto infinitamente più grande gli orizzonti che Dio schiude. Eppure tante volte ci curiamo soltanto dei sepolcri imbiancati. Delle lapidi pulite e luccicanti. E dimentichiamo i cuori. Restiamo fermi all'apparenza. A una fede “mordi e fuggi”, distaccata, basata sul “devozionismo” limitato ad aspetti esteriori legati soli alla tradizione per il santo protettore. Fermi all'apparenza del conseguimento di un Sacramento visto come punto di arrivo di un percorso “obbligato” in parrocchia. Percepiamo estranea alla vita la Parola e non la vediamo come un elemento che può dare risposte alla quotidianità. L’azione pastorale è resa difficile da fretta, superficialità e mancanza di costanza con cui si vive la fede. E così restiamo chiusi nel sepolcro.  

 

Invocazioni

Preghiamo insieme e diciamo: converti, Signore, i nostri cuori.

§         Gesù che hai voluto essere simile a noi in tutto fuorché il peccato, insegnaci a gioire con chi gioisce e a piangere con chi piange. Perche la nostra carità diventi sempre più concreta e generosa.

§         Gesù, medico dei corpi e delle anime, guarisci le profonde ferite della nostra umanità, perché possiamo godere pienamente3 dei doni della tua redenzione.

§         Gesù aiutaci a portare un messaggio di bontà e di grazia ai poveri e ai sofferenti per incontrare te presente nei nostri fratelli

§         Per i medici, gli infermieri e quanti operano nel campo della sanità, fa che con il loro servizio sappiano ridare la speranza ai malati e sappiano donare la serenità e la salute

§         Gesù perdonaci se non ti abbiamo riconosciuto nei poveri, negli ammalati, negli emarginati, nello straniero che cerca rifugio nella nostra città.

Santa Madre, deh! Voi fate

che le piaghe del Signore

siano impresse nel mio cuor.

 

RESURREZIONE

Dal Vangelo secondo Giovanni. 20, 6-8

Giunse Simon Pietro ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette.

Meditazione

Siamo in corsa verso orizzonti di luce o andiamo di corsa verso sepolcri senza uscita? Favara rimane piagata da ferite e custodita in tombe di dolore, di disperazione, di non senso. Nelle nuove generazioni favaresi c’è una profonda incapacità di sperare dovuta soprattutto a: disagio occupazionale e socio-economico, scoraggiamento, mancanza di aspettative e prospettive future. Nei genitori e negli educatori c’è quasi la rassegnazione che nulla potrà cambiare e non vale la pena di spendersi troppo. Ecco l’SOS lanciato ai credenti, le sentinelle del mattino, che sanno rimanere sulle soglie di ogni piaga del mondo per denunciare da una parte la cancrena dell’ingiustizia e della violenza, della fame e delle chimere della società opulenta e, dall’altra, hanno il coraggio di annunciare che Cristo ha inaugurato la giustizia dell’amore, la pace dei cuori, il banchetto dei poveri, la verità che rende liberi. Quando su questa soglia, tra la vita e la morte, tra il buio e la luce, noi credenti diventiamo trasparenza della vittoria di Cristo, allora la corsa si arresta e ai molti è dato di fermarsi, di vedere e di credere; allora è possibile ripartire e rimanere in corsa per annunciare quella speranza che si alimenta della fede nella Resurrezione e della carità in grado di sanare le ferite dell’umanità.

Invocazioni

 

§        Quando ci fermiamo dinanzi ai nostri sepolcri di morte

Salvaci, Signore!

§        Quando ci alletta il buio della disperazione, la notte dello sconforto, la tentazione di fermarci

Salvaci, Signore!

§        Quando preferiamo dissanguare nelle ferite del nostro peccato, trascurando l’opportunità del perdono

Salvaci, Signore!

§        Cristo Gesù, tu hai rimosso la pietra sepolcrale

Donaci di credere che la tua Risurrezione è vita!

§        Cristo Gesù, tu hai lasciato le bende e il sudario nel buio del sepolcro

Donaci di credere che la tua Risurrezione è salvezza!

 

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Parrocchia B.M.V. di tutte le Grazie

PRIMA STAZIONE
            Gesù è condannato dal Sinedrio

 

Parrocchia B.M.V. del Carmine

 

SECONDA STAZIONE
Gesù è caricato della Croce

 

Parrocchia B.M.V. del Transito

TERZA STAZIONE
Gesù cade per la prima volta

 

Parrocchia  B.M.V. dell’Itria

QUARTA STAZIONE
Gesù incontra sua Madre

Parrocchia  S.S. Pietro e Paolo

QUINTA STAZIONE

Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce

Parrocchia S Giuseppe Artigiano

SESTA STAZIONE

Veronica asciuga il volto di Gesù

Parrocchia San Calogero

SETTIMA STAZIONE

Gesù cade per la seconda volta

Parrocchia S. Antonio di Padova (Matrice)

OTTAVA STAZIONE
Gesù incontra le donne di Gerusalemme

Parrocchia San Vito

NONA STAZIONE

Gesù cade la terza volta

Gruppi di Padre Pio

DECIMA STAZIONE
Gesù é spogliato delle sue vesti

Confraternita

UNDICESIMA STAZIONE
Gesù è crocifisso

San Vincenzo

DODICESIMA STAZIONE
Gesù
muore sulla Croce

R.N.S.

TREDICESIMA STAZIONE
Gesù viene deposto dalla croce e messo nel grembo di sua madre

O.F.S.

QUATTORDICESIMA STAZIONE
Gesù è deposto nel sepolcro

COLLEGINE

 

RESURREZIONE

 

segreteria.cpc@hotmail.it                                                    Via Crucis Cittadina 26 marzo 2010

 

 

COMUNICATO

29.3.2010

 

Domani sera, come da programma della Settimana Santa pubblicato dalla Confraternita, alle ore 21,00 al CALVARIO, celebrazione della Santa Messa per ricordare le due bambine, Marianna e Chiara Pia Bellavia, tragicamente perite nel crollo della loro casa del centro storico, lo scorso 23 gennaio.

A seguire, sempre all’interno del Calvario, ai piedi della grande Croce, VIA CRUCIS, seguendo l’ottimo schema di riflessione, elaborato dalla Consulta Cittadina di Pastorale Giovanile, che invita a concentrare l’attenzione su taluni, negativi comportamenti tipicamente favaresi e su quelle case del centro storico, dove molte persone delle fasce sociali più deboli, vivono la propria Passione quotidianamente.

L’iniziativa della Confraternita della Santa Croce del Calvario, programmata il Martedì Santo, (al posto della Via Crucis vivente, che i responsabili hanno deciso quest’anno di sospendere in omaggio alle due innocenti vittime della tragedia), si propone di stimolare tutti, ciascuno per il suo ruolo di responsabilità, ad essere più attenti nei confronti della città e, in particolare, della parte di città più povera e fatiscente.

Ovviamente l’invito alla partecipazione  è rivolto a tutti, mentre quello all’impegno concreto è soprattutto indirizzato, ai politici e comunque  a tutte quelle autorità dalle quali dipende la soluzione dei problemi legati alla sicurezza dei quartieri.

Attraverso questo raduno di preghiera al Calvario, si cerca ancora di tenere i riflettori puntati su quella parte di città abbandonata da troppo tempo al degrado, così come si è cercato  di fare venerdì scorso, con la presenza dell’Arcivescovo don Franco nella Via Crucis interparrocchiale.  

La speranza è di ottenere dei risultati positivi, perché è davvero tempo, finalmente, di avviare quanto meno seriamente a soluzione il problema del centro storico di Favara e di passare dalla solidarietà a parole, ad opere concrete necessarie, al fine di non costringere tante famiglie a celebrare la Via Crucis tutto l’anno.

 

Sac. Diego Acquisto

Parroco del Calvario

Assistente Spirituale della Confraternita della Santa Croce di Favara

 

 

 

AUGURI PER UN SANTO NATALE, BUONA FINE d'ANNO

 e 

BUON INIZIO del nuovo ANNO civile 2010.

 

*************   

In data 12.12.2009, così come programmato, si sono svolte le elezioni a cui hanno partecipato i 28 confrati aventi diritto, così come indicato nel verbale del 20.11.2009. Tutto si è svolto regolarmente; il Decano è risultato eletto al primo scrutinio, avendo ottenuto i due terzi dei voti.  Anche gli altri componenti del precedente direttivo sono stati tutti confermati.

Pertanto per  il TRIENNIO 2010-2012 il DIRETTIVO risulta ancora  così composto:

1. Sac. Diego Acquisto - Assistente Spirituale

2. Sutera Sardo Rosario - Decano

3. Azzaretto Antonio 

4. Farini Giuseppe

5. Montaperto Calogero 

6. Sciortino Franco 

7. Sutera Sardo Salvatore 

Nel prima riunione del direttivo, così come stabilisce lo Statuto, saranno assegnate le cariche di segretario e di tesoriere per il triennio 2010-2012.

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N.B. In una nota della Curia, a firma di Mons. Gaetano Di Liberto, viene ufficialmente formulato al Direttivo, l'invito a proporre eventuali modifiche dello Statuto, - (che, in data 25.10.2005, è stato approvato "ad experimentum" per un quinquennio)-, in scadenza il prossimo 25.10.2010.

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Confraternita della Santa Croce del Calvario Favara

VERBALE DELLA SEDUTA DEL DIRETTIVO

20 novembre 2009

 

Oggi 20 novembre 2009 alle ore 21,00 nella sede della Confraternita di Piazza Capitano Vaccaro a Favara si è riunito il direttivo del triennio 2007-2009 della Confraternita della Santa Croce del Calvario.

Sono presenti: Don Diego Acquisto (Assistente Spirituale), Sutera Sardo Rosario (Decano), Sutera Sardo Salvatore (Segretario), Sciortino Franco (Tesoriere), Montaperto Lillo, Farini Giuseppe e Azzaretto Antonio.

Dopo la preghiera si apre la discussione sulle elezioni per il rinnovo del direttivo che durerà in carica nel triennio 2010-2012.

In ottemperanza a quanto stabilito dallo Statuto si verificano le presenze alle varie riunioni della Confraternita in considerazione a quanto stabilito dallo Statuto che assegna il diritto di voto a quanti hanno totalizzato almeno il 50% delle presenze.

Risultano avere diritto di voto i seguenti confrati che vengono elencati, mettendo tra parentesi il numero delle presenze nel triennio:

1) Sutera Sardo Salvatore (32), 2) Sutera Sardo Rosario (31), 3) Sciortino Calogero (29), 4) Azzaretto Antonio (28), 5) Fallea Maria Rita (28), 6) Leone Alfonso (25), 7) Belluzzo Domenica (24), 8) Fallea Filippo (24), 9) Intorre Giovanna Silvana (24), 10) Sciortino Franco (23), 11) Bennardo Gaspare (23), 12) Villa Giuseppa (22), 13) Pullara Rosario (21), 14) Azzaretto Rosa (20), 15) Patti Diego (20), 16) Farini Giuseppe (19), 17) Sutera Sardo Carmela (19), 18) Montaperto Calogero (18), 19) Sciortino Salvatore (18), 20) Carrubba Croce (17), 21) Di Maria Maria (17), 22) Pistritto Angelo (17), 23) Randisi Giuseppina (16), 24) Sutera Sardo Carmelo (16), 25) Pirrera Salvatore (16), 26) Alba Lina Lilia (16), 27) Farini Calogera (16). A questi confrati bisogna aggiungere Don Diego Acquisto. In totale gli aventi diritto al voto sono ventotto. Per quanto riguarda le elezioni del Decano per il prossimo triennio 2010-2012, a norma dello Statuto risultano avere i requisiti Sutera Sardo Rosario, Sutera Sardo Salvatore, Farini Calogera, Fallea Filippo.

 Per il Direttivo hanno i requisiti per essere eletti come consiglieri i seguenti confrati: Sutera Sardo Rosario, Sutera Sardo Salvatore, Montaperto Calogero, Azzaretto Antonio, Farini Giuseppe, Sciortino Franco, Intorre Giovanna Silvana, Fallea Filippo, Sutera Sardo Carmela, Farini Calogera, Carrubba Croce, Leone Alfonso.

Le elezioni per il Decano e il direttivo si svolgeranno il prossimo 12 Dicembre (Sabato) dalle ore 19,00 alle ore 21,30; nel caso in cui, per l’elezione del Decano non si raggiungesse la maggioranza prevista dallo Statuto, le elezioni per il solo Decano si ripeteranno lunedì 14 e se necessario ancora nei giorni 15 – 16 dicembre dalle ore 19,00 alle ore 21,30. Lo scrutinio avverrà, ogni volta, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto.

Letto, approvato e sottoscritto.

Favara 20 Novembre 2009

Salvatore Sutera Sardo (Segretario)

Rosario Sutera Sardo (Decano)

Giuseppe Farini

Calogero Montaperto

Azzaretto Antonio

Sac. Diego Acquisto

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Attenzione - avviso del 07 novembre 2009

ELEZIONI per il rinnovo del DIRETTIVO

 della 

CONFRATERNITA della SANTA CROCE del CALVARIO

Nella riunione del Direttivo del 06.11.2009, - presenti Don Diego Acquisto, Rosario Sutera Sardo, Salvatore Sutera Sardo, Franco Sciortino, Antonio Azzaretto, Giuseppe Farini, (assente giustificato Lillo Montaperto) - è stata fissata per il prossimo 12 dicembre (sabato) dalle ore 19 alle ore 21,30 la data delle elezioni per il Direttivo del prossimo triennio 2010-2012. 

Nel caso in cui, per l'elezione del Decano non si raggiungesse la maggioranza prevista dallo Statuto, le elezioni per il solo Decano si ripeteranno lunedì  14 - e se necessario ancora nei giorni15-16 dicembre - dalle ore 19 alle ore 21,30.

Lo scrutinio avverrà, ogni volta, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto. 

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Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara -09/11/2009  

 Comunicato stampa  sulla presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche

La Confraternita  della S. Croce del Calvario di Favara ha approfondito, attraverso un apposito incontro, la decisione presa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, in merito  alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche.

Tale decisione rappresenta una violazione della libertà delle famiglie cristiane di educare i loro figli secondo il loro credo religioso, la loro cultura e la loro tradizione.  Da sottolineare che detto provvedimento viola l’art. 7 della nostra Costituzione, che  afferma che Stato e Chiesa Cattolica sono nel proprio ordine indipendenti e sovrani e che i loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. D’altra parte, la corte di Strasburgo  è un organismo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, le cui decisioni non hanno alcun valore prescrittivo per l’Italia; valore vincolante hanno invece le sentenze  emesse dalla Corte di Giustizia europea, che rappresenta il massimo organo giurisdizionale della Unione europea. Tale sentenza, frutto di un laicismo estremo,  non tiene in considerazione la storia millenaria di molti stati europei,  i loro usi, i loro costumi, il credo religioso. La religione cristiana rappresenta una dimensione importante della cultura dell’uomo, essa è strettamente collegata  alle tradizioni, alla storia ed alla identità di ciascun popolo. Così come ogni popolo ha diritto di essere se stesso e di manifestare liberamente le proprie convinzioni ed il proprio credo religioso, devono pure essere assicurati ai popoli provenienti da altre civiltà, accoglienza,  rispetto e soprattutto la possibilità di manifestare  liberamente la propria fede.  Sarebbe una pura follia, peraltro, cancellare con un colpo di spugna la nostra storia, eliminare dai programmi scolastici la Divina Commedia, i Promessi  Sposi , cancellare dalla storia dell’arte le opere di Michelangelo o quelle di numerosi artisti e pensatori cristiani.

L’accettazione e la cortese tolleranza costituiscono la strada per la comprensione delle altre religioni  e per il superamento dell’integralismo religioso, che costituisce il pericolo maggiore per la convivenza civile tra i popoli. 

I responsabili della comunicazione

Lillo Montaperto - Totò Pirrera

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Arcidiocesi di Agrigento

CONFRATERNITA DELLA “SANTA CROCE DEL CALVARIO”

di

FAVARA

S T A T U T O  E  R E G O L A M E N T O

 

ARTICOLO 1

SCOPO

 

Durante tutto l’anno e soprattutto nei giorni della Settimana Santa, la Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara, cura il decoro del luogo sacro del Calvario,  la devozione verso il Crocifisso e la Madonna Addolorata, interessandosi anche del regolare ed ordinato svolgimento delle processioni, favorisce in ogni modo un cammino di maturazione cristiana degli associati, nello spirito del Vangelo ed in docile adesione all’insegnamento del Magistero della Chiesa, ed a norma del Can. 298 § 1 del C.J.C., tende a promuovere un’esplicita testimonianza di fede e di opere.

A tal fine:

 

-          Stimola i confrati ad una partecipazione consapevole ed attiva alle varie funzioni liturgiche, soprattutto alla Via Crucis nel periodo quaresimale, anche con l’abito votivo, quando ciò dovesse essere richiesto dalle circostanze e stabilito dal direttivo.

 

-          Promuove e  partecipa, a corsi formativi spirituali e culturali per l’approfondimento delle verità della fede e secondo l’insegnamento della Dottrina Sociale della Chiesa.

 

-            Collabora attivamente nella pastorale diocesana, parrocchiale e cittadina.

 

-          Svolge attività caritative ed assistenziali a favore dei poveri, degli emarginati e degli ultimi, tenendo in particolare considerazione i bisogni emergenti del territorio favarese.

 

-          Cura  e promuove attività di socializzazione, sportive, ricreative e acculturazione dei confratelli.

 

-            Collabora, a norma del Can. 328, con le altre associazioni di fedeli, soprattutto con quelle esistenti nello stesso territorio.

 

 

ARTICOLO 2

AUTORITA’

 

La Confraternita dipende esclusivamente dall’autorità ecclesiastica per quanto riguarda l’esistenza, il funzionamento e l’amministrazione, in conformità al Can. 305 del C.J.C.

 

ARTICOLO 3

ISCRIZIONE

 

Possono aderire alla Confraternita, come confratelli o consorelle, uomini e donne di provata moralità e fede religiosa, che abbiano compiuto  18 anni. Possono chiedere di far parte della Confraternita come aspiranti, i  minori, che, avendo ricevuto il sacramento della Cresima, iniziano così il noviziato, con possibilità di diventare Confratelli, non appena raggiunto il  18° anno di età.

La domanda d’iscrizione, compilata secondo un particolare modulo predisposto, corredata dai seguenti certificati:

o            battesimo,

o            cresima,

o            matrimonio religioso,

o            presentazione del proprio Parroco,

è sottoposta all’approvazione del direttivo.

 

Dopo un anno di tirocinio, il consiglio direttivo voterà l’ammissione o meno dell’aspirante alla Confraternita.

 

Dal momento dell’ammissione, l’aspirante inizia l’anno del noviziato, alla fine del quale, a giudizio insindacabile del direttivo, potrà diventare confratello effettivo.

 

Ogni iscritto dovrà esplicitamente dichiarare di accettare lo Statuto e sarà tenuto:

 

-          al rispetto di tutte le norme statutarie e di  quelle emanate dal   sodalizio stesso, oltre che dell’ Autorità Ecclesiastica;

 

-          al versamento della quota associativa stabilita annualmente dal                                                                                                    direttivo;

 

-          a realizzare gli scopi precipui della Confraternita richiamati  all’art. 1; 

 

-          a partecipare alle funzioni liturgiche e agli incontri formativi, promossi dalla Confraternita.

 

La qualifica di confratello si perde per dimissioni, per indegnità, per assenteismo e per altre cause previste dal Can. 316 e viene determinata con provvedimento del direttivo.

 

ARTICOLO 4

DIRETTIVO

 

La Confraternita è retta da un direttivo composto da sette membri :

 

-          il Parroco-pro tempore della Parrocchia S. Vito, - nella cui circoscrizione territoriale è ubicato l’edificio sacro del Calvario- nella qualità di Assistente Spirituale, eccetto che l’Ordinario Diocesano nomini un altro presbitero;

 

-          il Decano;

 

-          cinque consiglieri eletti dall’assemblea dei confratelli. Due di essi saranno nominati dal Direttivo, uno Tesoriere e un altro Segretario.

 

La carica di Decano può essere ricoperta da confratelli che appartengono alla medesima con un’anzianità di almeno dieci anni, mentre per quella di consigliere  si richiede un’anzianità di almeno cinque anni, computato anche il noviziato. Il Decano non può essere eletto più di due volte consecutive. Tutti i membri elettivi durano in carica tre anni. xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx

 

Alle elezioni, che si svolgeranno separatamente per il Decano e per i Consiglieri, hanno diritto di voto attivo tutti i Confratelli regolarmente iscritti ai sensi dell’Art. 3.

 

In caso di dimissioni o di decesso del Decano, gli subentra nella carica il Consigliere più anziano per appartenenza alla Confraternita ed in  caso di parità di appartenenza alla Confraternita di due o più Consiglieri, del Consigliere più anziano per età, fino alla elezione del nuovo Decano da parte dell’Assemblea, da effettuarsi entro 60 giorni.

 

In caso di dimissioni o di decesso di altro componente del Consiglio Direttivo, subentrerà il primo dei non eletti.

 

Il Consiglio si riunisce tutte le volte che il Decano lo ritiene necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno tre dei suoi membri, comunque, almeno ogni tre mesi.

 

Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

 

Il direttivo è investito di tutti i poteri per la gestione ordinaria della Confraternita ed è l’organo esecutivo della volontà assembleare in materia di ordinaria amministrazione, mentre per quanto riguarda atti di straordinaria amministrazione si richiede tassativamente un mandato specifico dell’Assemblea.

 

Il Decano rappresenta legalmente la Confraternita nei confronti dei terzi ed in giudizio, a norma del can. CJC 1288 che proibisce di adire le vie legali senza licenza scritta del proprio Ordinario. Cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea e del Consiglio. Nei casi di riconosciuta urgenza, può esercitare i poteri del Consiglio, salvo ratifica da parte di questo alla prima riunione successiva.

 

xxxxxxxx Il Parroco-pro tempore della Chiesa S. Vito, è il legale rappresentante dell’edificio sacro del Calvario.

 

ARTICOLO 5

PATRIMONIO E MEZZI FINANZIARI

 

Il patrimonio è costituito:

 

-          da eventuali beni immobili,  di cui comunque la Confraternita verrà in proprietà e titolarità, compresi i diritti sopra gli stessi, anche come concessioni amministrative;

 

-          da eventuali fonti di riserva costituiti con l’eccedenza del bilancio;

 

-          da eventuali donazioni, lasciti ereditari degli iscritti o di estranei.

 

Con l’elezione di un nuovo Direttivo sarà redatto (o anche verificato quello già esistente) un inventario dei beni patrimoniali dell’Ente. Il documento sarà stilato e sottoscritto dal decano, dall’Assistente  e da tre Confratelli appositamente eletti dall’Assemblea.

 

 

Le entrate sono costituite:

 

-          dalle quote dei Confratelli;

 

-          da altre possibili entrate, che concorra ad incrementare l’attivo della Confraternita.

 

ARTICOLO 6

ESERCIZIO FINANZIARIO

 

            L’esercizio finanziario si chiude al 31 Dicembre di ogni anno e il rendiconto, approvato dall’Assemblea dei Confratelli, viene trasmesso, a norma del Can. 319, all’Autorità ecclesiastica, entro il 31 Marzo successivo.

 

 

ARTICOLO 7

DIREZIONE SPIRITUALE

 

L’Assistente Spirituale,  a norma del Can. 317 del C.J.C., provvede alla formazione religiosa dei Confratelli ed è responsabile dell’esercizio del culto nella Cappella del Calvario della Confraternita.

            Il suo consenso è vincolante per l’ammissione di un nuovo Confratello.

            A norma del Can 319, per cui “una Confraternita amministra i beni, che possiede, sotto la suprema direzione dell’Autorità Ecclesiastica”, i verbali dell’esercizio finanziario, di cui all’Art. 5, saranno controfirmati dall’Assistente.

 

 

ARTICOLO 8

ASSEMBLEE

 

I Confratelli sono convocati in Assemblea, ai sensi del Can. 309 del C.J.C., mediante comunicazione personale oppure a mezzo di editto pubblico, affisso alla porta della Chiesa. L’avviso di convocazione dovrà contenere gli argomenti all’ordine del giorno e dovrà essere inoltrato o affisso almeno otto giorni prima dell’adunanza.

 

L’Assemblea Ordinaria che dovrà essere convocata almeno una volta all’anno, delibererà sul rendiconto finanziario, sugli indirizzi e direttive generali della Confraternita, sulle spese straordinarie e su quanto altro è ad essa demandato per legge o per statuto: il tutto salvo ratifica dell’Autorità Ecclesiastica (Can. 305).

 

L’Assemblea dei Confratelli stabilisce, nella sua prima seduta dell’anno, in base al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario dell’anno che si apre, il tetto massimo di spesa da parte del Consiglio per particolari situazioni straordinarie.

 

Hanno diritto ad intervenire alla Assemblea elettiva tutti i Confratelli effettivi, cioè i confrati che hanno adempiuto i seguenti doveri:

o            partecipazione alle convocazioni previste dal programma annuale, almeno per il 50% di volte, dimostrata dalle firme nel registro delle presenze,

o            regolarità nel pagamento della retta annuale.

 

 L’esercizio del diritto di voto è strettamente personale e quindi non delegabile.

 

L’Assemblea dei Confratelli, salvo il caso in cui intervenga un rappresentante dell’Autorità Ecclesiastica, è presieduta dal decano o dal delegato del decano . Delle riunioni assembleari si redige processo verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario.

 

 

Un terzo dei Confratelli rappresenta il quorum per la validità delle Assemblee.

 

Per deliberare su affari di straordinaria Amministrazione sarà necessaria la previa comunicazione all’Ordinario Diocesano dell’adunanza e degli argomenti all’ordine del giorno. Il deliberato sarà valido solo a seguito del visto di approvazione di detta Autorità.

 

Qualora almeno un quarto dei Confratelli lo ritenga necessario, viene convocata una Assemblea straordinaria, il cui ordine del giorno deve essere chiaramente motivato dai richiedenti.

 

ARTICOLO 9

RIUNIONI

 

Anche per le normali riunioni della Confraternita il quorum è determinato da un terzo dei soci.

                                               

 

ARTICOLO 10

                                           CONTROVERSIE

 

Le eventuali controversie tra i Confratelli e/o tra questi e la Confraternita o suo organo, saranno sottoposte alla competenza di tre probiviri da nominarsi dall’assemblea: essi giudicheranno ex bono et aequo senza formalità di procedure.

 

L’eventuale ricorso contro il loro deliberato sarà esaminato dall’ Ordinario Diocesano, le cui decisioni saranno vincolanti per le parti ed inappellabili.

ARTICOLO 11

RINVIO AD ALTRE NORME

 

Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto, si applicheranno le norme del Codice Canonico, le circolari della Sacra Congregazione e le leggi dello Stato, se ed in quanto applicabili.

 

Del presente Statuto fa parte integrante a tutti gli effetti l’allegato “regolamento” per le elezioni dell’Amministrazione.

 

Eventuali deroghe alla normativa dello Statuto dovranno essere stabilite o approvate dall’Ordinario Diocesano.

 

 

NORME TRANSITORIE

 

In linea transitoria, nel primo anno, a partire dalla data della sua formale costituzione, il direttivo della Confraternita è costituito dal Direttivo in carica del Comitato “Venerdì Santo”. Successivamente si passerà alla elezione da parte dell’Assemblea, secondo le norme ed i criteri fissati negli articoli dello Statuto. Il Direttivo valuterà i requisiti di eleggibilità,  specie per quanto riguarda l’anzianità di appartenenza al Comitato.

Nella prima fase  le cariche del Direttivo verranno assegnate su proposta dell’Assistente, con approvazione dell’Assemblea, da tenere entro 60 giorni, a partire dal compimento del primo anno dalla costituzione ufficiale della Confraternita.

 Risulterà eletto Decano colui che avrà riportato una maggioranza qualificata dall’Assemblea di almeno i due terzi dei presenti in prima e seconda votazione, e della metà più uno a partire dalla terza votazione.

Il primo anno di  vita della  Confraternita, a partire dalla sua istituzione, deve essere considerato per tutti un anno di formazione, al termine del quale l’Assistente presenterà una dettagliata relazione al competente Ufficio della Curia, per ogni decisione che dovesse ritenersi necessaria.

 

R E G O L A M E N T O

Per le ELEZIONI della AMMINISTRAZIONE

 

Art. 1

-Diritto di elettorato.

L’elettorato attivo e passivo spetta ai Confratelli, ai sensi di quanto stabilito dagli artt. 3 e 6 dello Statuto.

 

Art. 2 

-            Costituzione della Commissione Elettorale.

 

La Commissione Elettorale, nominata dal direttivo, è composta da tre Confratelli.

La Commissione Elettorale è presieduta da uno dei suoi membri eletto a maggioranza assoluta dai suoi componenti.

Le funzioni di Segretario sono svolte da un membro designato dal Presidente.

La commissione è nominata non oltre il trentesimo (30°) giorno antecedente a quello fissato per le votazioni.

Tutte le decisioni della Commissione Elettorale sono prese a maggioranza.

Art. 3

 

-            Funzioni della commissione Elettorale.

La Commissione Elettorale forma o aggiorna l’elenco dei Confratelli.

Gli elenchi debbono recare cognome, nome, data e luogo di nascita delle persone che vi sono iscritte, domicilio e recapito telefonico.

Gli elenchi devono essere depositati non oltre il ventesimo (20°) giorno antecedente a quello fissato per le votazioni.

 

Art. 4

 

-          Ricorsi contro l’erronea compilazione degli elenchi.

 

Avverso l’erronea compilazione degli elenchi è ammesso ricorso da parte degli interessati, entro il termine perentorio di dieci giorni dalla data di deposito degli elenchi stessi.

La Commissione decide entro i successivi cinque giorni sulla base della documentazione prodotta dagli interessati e dagli atti acquisiti dall’ufficio.

Gli elenchi definitivi sono rimessi ai seggi elettorali (all’atto del loro insediamento), i quali sono tenuti ad esporli, perché tutti ne possano prendere visione.

 

Art. 5

 

-            Costituzione, composizione e nomina dei seggi elettorali.

 

Almeno cinque giorni prima della data delle elezioni viene costituito il seggio elettorale composto da tre membri: un Presidente e due Scrutatori di cui uno funge da Segretario, scelti dal Presidente fra  i Confratelli.

Art. 6

 

-          Validità delle deliberazioni dei seggi elettorali.

Tutte le decisioni del seggio Elettorale sono prese a maggioranza dei presenti.

In caso di parità prevale il voto del presidente.

 

Art. 7

-            Predisposizione delle schede.

Le schede, per l’espressione del voto, devono essere costituite da fogli di uguale grandezza e colore, recanti il timbro della Confraternita e vidimate dal Presidente.

Qualora la vidimazione non avvenga lo stesso giorno delle votazioni, le schede vidimate devono essere custodite in plichi sigillati.

Art. 8

-            Modalità delle votazioni.

Le votazioni si svolgono in una sola giornata, secondo l’orario stabilito dall’editto.

Nel locale adibito alle votazioni deve essere determinatolo spazio riservato al pubblico, lo spazio riservato ai componenti del seggio e lo spazio riservato ai votanti.

xxxxxxxxxxxxxx

Il seggio elettorale viene aperto per tre ore nel giorno indicato per le votazioni. Le elezioni saranno ritenute valide e si procederà allo spoglio delle schede se nel tempo di apertura del seggio elettorale avrà votato la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto.

Il voto viene espresso personalmente da ciascun elettore mediante l’indicazione del cognome o del numero della persona prescelta.

Ogni elettore può esprimere non più di due preferenze.

A parità di voti, risulterà eletto il Confratello con maggiore anzianità nella confraternita, o, in mancanza di elementi certi in tal senso, il Confratello più anziano di età.

Nella elezione del Decano, per il quale verrà espresso un solo voto, per due votazioni ci si attenga alla maggioranza dei due terzi, nella terza si segue il criterio della metà più uno, nella quarta della maggioranza relativa. 

 

Art. 9

 

-            Operazioni di scrutinio.

 

Le operazioni di scrutinio hanno inizio immediatamente dopo la chiusura delle votazioni e non possono essere interrotte fino al loro compimento.

Delle operazioni di scrutinio viene redatto processo verbale in duplice originale, che è sottoscritto in ogni foglio dal Presidente e dagli Scrutatori.

Da detto processo verbale devono in particolare risultare i seguenti dati:

 

-          il numero degli elettori e quello dei votanti;

 

-          il numero dei voti di preferenza riportati da ciascun candidato.

 

Un esemplare dei verbali compilati dal seggio, resta depositato presso l’archivio della Confraternita, l’altro esemplare, in busta chiusa, va rimesso subito al competente Ufficio della Curia.

 

Art. 10

-            Proclamazione degli eletti.

Concluse le predette operazioni, il Presidente procede alla proclamazione degli eletti, che verranno immessi in carica dopo la conferma da parte dell’Ordinario Diocesano (Can. 317 del C.J.C.).

Art. 12

-            Controversie.

Per eventuali controversie è competente l’Ordinario Diocesano.

 

N.B. Approvato dall’Arcivescovo, per un quinquennio, in data 25.10.2005, contestualmente al Decreto di  istituzione della Confraternita Prot. N° CAN – 2004 – 258.

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Favara, 09/11/09 - Comunicato stampa 

La Confraternita  della S. Croce del Calvario di Favara ha approfondito, attraverso un apposito incontro, la decisione presa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, in merito  alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche.

Tale decisione rappresenta una violazione della libertà delle famiglie cristiane di educare i loro figli secondo il loro credo religioso, la loro cultura e la loro tradizione.  Da sottolineare che detto provvedimento viola l’art. 7 della nostra Costituzione, che  afferma che Stato e Chiesa Cattolica sono nel proprio ordine indipendenti e sovrani e che i loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. D’altra parte, la corte di Strasburgo  è un organismo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, le cui decisioni non hanno alcun valore prescrittivo per l’Italia; valore vincolante hanno invece le sentenze  emesse dalla Corte di Giustizia europea, che rappresenta il massimo organo giurisdizionale della Unione europea. Tale sentenza, frutto di un laicismo estremo,  non tiene in considerazione la storia millenaria di molti stati europei,  i loro usi, i loro costumi, il credo religioso. La religione cristiana rappresenta una dimensione importante della cultura dell’uomo, essa è strettamente collegata  alle tradizioni, alla storia ed alla identità di ciascun popolo. Così come ogni popolo ha diritto di essere se stesso e di manifestare liberamente le proprie convinzioni ed il proprio credo religioso, devono pure essere assicurati ai popoli provenienti da altre civiltà, accoglienza,  rispetto e soprattutto la possibilità di manifestare  liberamente la propria fede.  Sarebbe una pura follia, peraltro, cancellare con un colpo di spugna la nostra storia, eliminare dai programmi scolastici la Divina Commedia, i Promessi  Sposi , cancellare dalla storia dell’arte le opere di Michelangelo o quelle di numerosi artisti e pensatori cristiani.

L’accettazione e la cortese tolleranza costituiscono la strada per la comprensione delle altre religioni  e per il superamento dell’integralismo religioso, che costituisce il pericolo maggiore per la convivenza civile tra i popoli.

 

I responsabili della comunicazione

Lillo Montaperto - Totò Pirrera

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Collegati e visita il sito web della 

CONFRATERNITA della SANTA CROCE  del CALVARIO di FAVARA

 

www.confraternitasantacrocecalvariofavara.com 

 

ATTENZIONE

 

Mercoledì Santo 08-aprile 2009 i bambini della Scuola Materna,

dopo aver pregato nella Cappella del Calvario, soprattutto per le famiglie colpite dal terremoto in Abruzzo,

hanno depositato i loro doni per i poveri nella

BUCA della Solidarietà.

 

Ricordiamo che la domenica delle Palme, dello scorso anno, esattamente il 16.3.2008, c'è stata  la benedizione e l’inaugurazione della BUCA della SOLIDARIETA’.  Cioè, accanto alla porta che qualche anno fa è stata inaugurata per favorire l’ingresso alla Cappella del Calvario alle persone diversamente abili, evitando la lunga scalinata d’ingresso, a cura della CONFRATERNITA è stata collocata una buca, simile a quella delle lettere, ma naturalmente di più grandi dimensioni, per consentire a chi vuole compiere un gesto di solidarietà di potere imbucare generi di prima necessità da destinare a famiglie bisognose. Una buca che è perciò in funzione sempre, in tutte le ore del giorno e della notte, 24 ore su 24. La Confraternita della Santa Croce del Calvario, - e segnatamente la Commissione Caritas che all’interno si è costituita, - si fa carico di utilizzare i generi alimentari raccolti e  assistere persone e famiglie che versano nel disagio.

 

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ATTENZIONE

Sabato 22 novembre 2008

Iniziativa della Confraternita

Giornata della solidarietà: raccolta di viveri per i poveri, davanti ai supermercati di Favara.

Si ricorda altresì che è sempre in funzione al Calvario, 24 ore su 24 , la "Buca della solidarietà"

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Predica al Calvario di don NINO GIARRAPUTO Lunedì Santo - 17.03.08 

Processione della Madonna Addolorata

Maria, donna coraggiosa

Sarà stato effetto di quel «non temere» pronunciato dall' angelo dell' annunciazione. Certo è che, da quel momento, Maria ha affrontato la vita con una incredibile forza d'animo.

È chiaro: ha avuto a che fare anche lei con la paura.

Paura di non essere capita. Paura per la cattiveria degli uomini. Paura di non farcela. Paura per la salute di Giuseppe. Paura per la sorte di Gesù. Paura di rimanere sola... Quante paure!

Se ancora non ci fosse, bisognerebbe elevare un santuario alla "Madonna della paura". Nelle sue navate ci rifugeremmo un po' tutti. Perché tutti, come Maria, siamo attraversati da quell'umanissimo sentimento che è il segno più chiaro del nostro limite.

Paura del domani. Paura che possa finire all'improvviso un amore coltivato tanti anni. Paura per il figlio che non trova lavoro e ha già superato la trentina. Paura per la sorte della più piccola di casa che si ritira sempre dopo mezzanotte, anche d'inverno, e non le si può dire niente perché risponde male. Paura per la salute che declina. Paura della vecchiaia. Paura della notte. Paura della morte...

Ebbene, nel santuario eretto alla "Madonna della paura", davanti a lei divenuta la "Madonna della fiducia", ciascuno di noi ritroverebbe la forza per andare avanti, riscoprendo i versetti di un salmo che Maria avrà mormorato chi sa quante volte: «Pur se andassi per valle oscura, non avrò a temere alcun male, perché sempre mi sei vicino... lungo tutto il migrare dei giorni».

Madonna della paura, dunque. Ma non della rassegnazione. Perché lei non si è mai lasciate cadere le braccia nel segno del cedimento, né le ha mai alzate nel gesto della resa. Una volta sola si è arresa: quando ha pronunciato il fiat e si è consegnata prigioniera al suo Signore.

Da allora ha sempre reagito con incredibile determinazione, andando controcorrente e superando inaudite difficoltà che avrebbero stroncato le gambe a tutti. Dal disagio del parto nella clinica di una stalla all' espatrio forzato per sfuggire alla persecuzione di Erode. Dai giorni amari dell'asilo politico in Egitto alla presa d'atto della profezia di Simeone greve di cruenti presagi. Dai sacrifici di una vita grama nei trent'anni del silenzio all'amarezza del giorno in cui si chiuse per sempre la bottega del "falegname" profumata di vernici e di ricordi. Dalle strette al cuore che le procuravano certe notizie che circolavano sul conto di suo figlio al momento del Calvario quando, sfidando la violenza dei soldati e lo sghignazzo della plebe, si piantò coraggiosamente sotto la croce.

Una prova difficile, la sua. Contrassegnata, come per il figlio morente, dal silenzio di Dio. Una prova senza scenografie e senza sconti sui prezzi della sofferenza, che rende ragione di quell'antifona che risuona nella liturgia del Venerdì santo: «O voi tutti che passate per via, fermatevi e vedete se c'è un dolore simile al mio».

Santa Maria, donna coraggiosa, alcuni anni fa in una celebre omelia Giovanni Paolo II ha scolpito il monumento più bello che il magistero della Chiesa abbia mai elevato alla tua umana fierezza, quando disse che tu ti presenti come modello «per coloro che non accettano passivamente le avverse circostanze della vita personale e sociale, né sono vittime della alienazione».

Dunque, tu non ti sei rassegnata a subire l'esistenza. Hai combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà personali e ti sei ribellata dinanzi alle ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata, cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli, con la consapevolezza che i tuoi privilegi di Madre di Dio non ti avrebbero offerto isole pedonali capaci di preservarti dal traffico violento della vita.

Perciò, Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre ore di agonia sotto la croce hai assorbito come una spugna le afflizioni di tutte le madri della terra, prestaci un po' della tua fortezza. Nel nome di Dio, vendicatore dei poveri, alimenta i moti di ribellione di chi si vede calpestato nella sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto di tante donne che, nell'intimità della casa, vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza del maschio.

Santa Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur senza morire hai conquistato la palma del martirio, rincuoraci col tuo esempio a non lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a portare il fardello delle tribolazioni quotidiane, non con l'anima dei disperati, ma con la serenità di chi sa di essere custodito nel cavo della mano di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla finita perché non ce la facciamo più, mettiti accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati marciapiedi. Ripetici parole di speranza.

Santa Maria, Vergine della notte,

noi t'imploriamo di starci vicino

quando incombe il dolore,

e irrompe la prova,

e sibila il vento della disperazione,

e sovrastano sulla nostra esistenza il cielo nero degli affanni

o il freddo delle delusioni,

o l'ala severa della morte.

Liberaci dai brividi delle tenebre.

Nell'ora del nostro Calvario,

tu, che hai sperimentato l'eclisse del sole,

stendi il tuo manto su di noi,

sicché, fasciati dal tuo respiro,

ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà.

Alleggerisci con carezze di madre

la sofferenza dei malati.

Riempi di presenze amiche e discrete

il tempo amaro di chi è solo.

Spegni i focolai di nostalgia nel cuore dei naviganti,

e offri loro la spalla perché vi poggino il capo.

Preserva da ogni male i nostri cari che faticano

in terre lontane

e conforta, col baleno struggente degli occhi,

chi ha perso la fiducia nella vita.

Ripeti ancora oggi la canzone del Magnifìcat,

e annuncia straripamenti di giustizia

a tutti gli oppressi della terra.

Non ci lasciare soli nella notte a salmodiare le nostre paure.

Anzi, se nei momenti dell'oscurità ti metterai vicino a noi

e ci sussurrerai che anche tu,

Vergine dell'avvento,

stai aspettando la luce,

le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto.

E sveglieremo insieme l'aurora.

 

E allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo con la preghiera più antica che sia stata scritta in tuo onore: «Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta». Così sia,

 

 

 

Comunicato stampa – lunedì  10.03.2008

 

Oggetto: Settimana Santa – BUCA  della SOLIDARIETA’.

 

Dall’inizio della Quaresima si è posta in particolare fermento l’attività della  “Confraternita della Santa Croce del Calvario”,  per assicurare – così come nel passato a servizio della Città - l’ordinato svolgimento dei riti della Settimana Santa, che inizia domenica prossima. 

La domenica delle Palme, primo giorno della Settimana Santa, è la giornata in cui in ogni quartiere della Città si rinnovano, con particolari modalità, tradizioni diverse, per ricordare l’ingresso trionfale do Gesù a Gerusalemme.

Al Calvario,  alle ore 11, come di tradizione, ci sarà la benedizione della Palme e dei ramoscelli d’ulivo, a cui quest’anno però si aggiunge una significativa novità: la benedizione e l’inaugurazione della BUCA della SOLIDARIETA’.  Cioè, accanto alla porta che qualche anno fa è stata inaugurata per favorire l’ingresso alla Cappella del Calvario alle persone diversamente abili, evitando la lunga scalinata d’ingresso, nei giorni scorsi, a cura della CONFRATERNITA è stata collocata una buca, simile a quella delle lettere, ma naturalmente di più grandi dimensioni, per consentire a chi vuole compiere un gesto di solidarietà di potere imbucare generi di prima necessità da destinare a famiglie bisognose. Facendo la spesa alla bottega o al supermercato, ognuno potrà destinare, ad esempio, qualche chilo di zucchero o di pasta in più per una famiglia bisognosa e recarsi alla buca del Calvario per concretizzare la buona azione. Una buca che sarà perciò in funzione sempre, in tutte le ore del giorno e della notte, 24 ore su 24. La Confraternita della Santa Croce del Calvario, - e segnatamente la Commissione Caritas che all’interno si è costituita, - si farà carico di utilizzare i generi alimentari raccolti e  assistere persone e famiglie che versano nel disagio.

Favara sicuramente saprà cogliere il valore sociale e spirituale dell’iniziativa, che educherà a pensare al Calvario non solo come luogo di culto, - come è stato finora -, ma anche come luogo di solidarietà, stimolando così  a non dimenticare mai che la fede va sempre coniugata e verificata con la carità.

 

L’Assistente Spirituale della “Confraternita della Santa Croce del Calvario

Sac. Diego Acquisto

 

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In data 04.03.2008 è stata collocata sulla porta centrale dell'ingresso al Calvario la scritta della CONFRATERNITA, che per decreto del Vescovo, proprio al Calvario ha la sua sede legale. 

Ricordiamo a tal proposito due date fondamentali della vita della Confraternita, per capire anche perché una di queste date si trova segnata nella tabella esposta.

 

--Agrigento, Palazzo Arcivescovile 12.8.2005 Riunione con l’Arcivescovo S.E. Mons. Carmelo Ferraro, che ha pubblicamente dichiaratola nascita ufficiale della Confraternita della “Santa Croce del Calvario” di Favara, dando disposizione alla Curia di preparare il relativo decreto. Era presente anche, nella parte finale della lunga e laboriosa riunione, il Vicario Generale, don Salvatore Muratore.

(cfr.verbale della riunione riportato sotto, scorrendo questo file).

 

--In data 25.10.2005 , l'Arcivescovo-Metropolita Mons. Carmelo Ferraro ha firmato il decreto Prot. n° CAN - 2004 - 258 di erezione della "Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara", approvando lo STATUTO per un quinquennio e nominando Assistente Spirituale il Parroco-pro tempore della Parrocchia S. Vito, Don Diego Acquisto.

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ATTENZIONE  -  IMPORTANTE - Avviso del 20.12.2007

Convocazione assemblea

della Confraternita

della Santa Croce del Calvario

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Tutti i confratelli e le consorelle sono convocati nella sede della Confraternita, lunedì 07.01 2008 alle ore 21,00 col seguente OdG:

 

---Proposta del legale rappresentante- pro tempore del Calvario di una COMMISSIONE, (formata oltre che dal Decano-pro tempore della Confraternita, dai signori: Don Nino Giarraputo, Maria Fallea, Lillo Montaperto, Lillo Sciortino, Michele Vitello) per seguire l’iter  tecnico-politico-burocratico del progetto di ristrutturazione dell’edificio sacro del CALVARIO;

---Presentazione ed illustrazione del  PROGETTO revisionato - (anche col supporto delle moderne tecniche audiovisive) - dopo l’esame di  tutte le osservazioni pervenute, prima della stesura definitiva e presentazione ai competenti Uffici, da parte 

dell’Architetto Dott. Salvatore Pirrera.

 

Si prega di non mancare e di essere puntuali.

 

L’Assistente Spirituale della Confraternita della Santa Croce

legale rappresentante-pro tempore del Calvario

Sac. Diego Acquisto

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Venerdì Santo- FAVARA 06.04.2007 

– 1)Predica  dell'Assistente Spirituale della Confraternita al Calvario, alle  ore 13, prima dell' Esposizione di Cristo sulla Croce.

– 2)Predica  del Parroco Don Nino Giarraputo,al Calvario, alle  ore 21, prima della Deposizione di Cristo sulla Croce.

 

1) 

Prima della solenne esposizione di Cristo sulla grande Croce, - l’unica Croce destinata a polarizzare l’attenzione e la fede di tutti noi - la riflessione che mi accingo a proporre a me ed a voi, quest’anno prende spunto da un documento del Concilio Vaticano II, in cui tra l’altro si dice:

 

"La Sacra Scrittura, con cui è d`accordo l`esperienza di secoli, insegna agli uomini che il progresso umano, che pure è un grande bene dell`uomo, porta con sé una grande tentazione: infatti, sconvolto l`ordine dei valori e mescolando il male col bene, gli individui e i gruppi guardano solamente alle cose proprie…"

"Se dunque ci si chiede come può essere vinta tale miserevole situazione, i cristiani per risposta affermano che tutte le attività umane, …devono venir purificate e rese perfette per mezzo della croce e della risurrezione di Cristo". ….

Sopportando la morte per noi tutti peccatori, egli ci insegna col suo esempio che è necessario anche portare la croce; quella che dalla carne e dal mondo viene messa sulle spalle di quanti cercano la pace e la giustizia. Con la sua risurrezione costituito Signore, egli, il Cristo ….purifica e fortifica quei generosi propositi con i quali la famiglia degli uomini cerca di rendere più umana la propria vita…"

 

Si tratta di un passaggio significativo della Costituzione Pastorale «Gaudium et spes» del Concilio Ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo contemporaneo. (Nn. 37-38), dove chiaramente si parla della necessità di - purificare tutte le attività umane nel mistero pasquale, impedendo così la confusione tra bene e male, accentuando la capacità di discernimento, per evitare lo sconvolgimento ed il travisamento dei veri valori, a cui frequentemente in questi ultimi anni ci hanno richiamato gli eventi e di conseguenza ci ha richiamato il Papa, sia Giovanni Paolo II che Benedetto XVI. Quei valori come la pace, la vita, la dignità della persona, la famiglia, che certa cultura o pseudo-cultura di oggi, cerca in ogni modo di aggredire. Si tratta di un orizzonte di valori che nella Croce ha il suo sicuro punto di riferimento. Nella Croce.

Il cristianesimo non può ridursi ad un mediocre impegno di onestà secondo criteri sociologici di opportunità e di convenienza e pertanto, sui grandi nodi etici, per il vero bene dell’uomo, la testimonianza della Chiesa diventa segno di contraddizione. E il Magistero della Chiesa (Papa e Vescovi) non si stanca di ricordare ai cristiani di essere presenti in modo attivo nel dibattito pubblico e di affiancare a tale impegno un’efficace azione culturale, che dalla logica della Croce tragga la sua forza.

 

Una scena biblica, quella che si ripete ogni anno in questa Piazza, davanti a questo Calvario, cuore e centro, non solo geografico, ma soprattutto morale della nostra Favara E noi, Popolo di Dio che è in Favara, Sacerdoti, Autorità, cittadini siamo tutti qui, al Calvario davanti alla Croce, per volgere lo sguardo e contemplare, Colui che, innocente, addossandosi le colpe di tutti e invocando per tutti il perdono, sulla Croce si è liberamente immolato e sacrificato, Siamo qui, numerosi, per concludere come ogni anno la Quaresima e prepararci immediatamente alla Pasqua di Risurrezione ; il Crocifisso che contempliamo è anche il Risorto e Favara davanti al Calvario, il giorno del Venerdì Santo, celebra ogni anno non solo quasi un rito di purificazione collettiva, ma soprattutto Favara celebra la sua speranza di un rinnovato impegno morale e civile.

La nostra fede ci dice che in Cristo è il senso della nostra vita, in Cristo il centro della storia e del cosmo. È questa la lieta notizia, la speranza che sentiamo ardere in noi e che dobbiamo e vogliamo annunciare agli uomini d’oggi; è questo il messaggio che da duemila anni attraversa i secoli e risuona per tutta la terra per essere proposto, da parte di noi cristiani in modo credibile e rispettoso, ma nello stesso tempo appassionato, ad ogni cuore. Papa Benedetto ci invita a tenere fermo lo sguardo sul volto di Gesù, ricordando che "la sua risurrezione è stata come un’esplosione di luce, un’esplosione d’amore che scioglie le catene del peccato e della morte".

Gesù con la sua vita aveva annunciato una nuova giustizia, aveva aperto una speranza per tutti coloro che erano senza legge e senza potere, per i peccatori, per i poveri, per i senza Dio…ma è stato umanamente sconfitto. La legge religiosa ed il potere umano hanno vinto e Lui muore, elevando sul legno della Croce la protesta e la speranza dei perdenti di tutto il mondo. Muore Crocifisso , Lui innocente, rappresentante dei peccatori e dei perduti, con i quali per amore ha voluto identificarsi per una espiazione vicaria, caricandosi di tutta la violenza e maledizione del mondo.

Ed il suo sacrificio, il sacrificio di Gesù, vero uomo e vero Dio, ha un valore salvifico perenne, universale ed infinito. Il sacrificio della Croce è il sacrificio della nuova ed eterna alleanza, che si rinnova in modo incruento nella celebrazione della Messa, perché è lì, che nel povero segno del pane e del vino, che diventano suo corpo e suo sangue, Egli continua ad immolarsi per la salvezza di tutti, finché ci saranno il mondo e la storia. Mistero grande della nostra fede, l’Eucaristia, in cui noi cristiani annunciamo la sua morte e proclamiamo la sua risurrezione in attesa del sua seconda e definitiva venuta nella gloria.

La morte di Gesù in Croce è un atto di fiducia incondizionata ed assoluta a Dio Padre, al quale ogni vita appartiene. "Padre nelle tue mani affido ilo mo spirito". Nel momento del massimo trionfo del male il Cristo-uomo riafferma la sua fede nel Dio della vita. E proprio questa fede è il riscatto radicale da ogni legge e da ogni potere umano, il trionfo del Vangelo, il nascere della speranza, che poi nella risurrezione ha il suo fondamento stabile e sicuro. Nel momento dell’abbandono e dell’impotenza estrema, la totale fiducia di Gesù-uomo a Dio-Padre è la salvezza per il mondo intero.

Il Crocifisso è il grande libro del cristiano: lì il cristiano impara chi è l’uomo e chi è Dio, cosa è il male e cosa è la vera libertà, lì, ai piedi del Crocifisso, il cristiano impara ad amare e perdonare, a perdonare , a riconciliarsi con gli altri; e Favara ha bisogno di crescere nella cultura del perdono e della riconciliazione: quante divisioni, quante lacerazioni in tante, troppe famiglie. Rendendo omaggio al Crocifisso, ognuno di noi, nel suo cuore deve dire: "Mi ha amato ed ha dato se stesso per me". E non ripetere l’atteggiamento arrogante, irriverente e blasfemo, di quei tali che lo sfidavano "se sei il Figlio di Dio, scendi dalla Croce e ti crederemo…" ma, con rispetto, con dignità, con consapevolezza, nella libertà, anche se un po’ lontani dalla Croce, come il centurione romano, fare il nostro atto di fede: "Veramente costui è il Figlio di Dio". Figlio naturale di Dio, che a me peccatore ha comunicato la dignità di figlio adottivo, insegnandoci anche la preghiera del "Padre nostro"che ci fa rivolgere a Dio chiamandolo Padre, preghiera in cui ci riscopriamo fra di noi tutti fratelli….

Avviciniamoci a Gesù sulla Croce, con umiltà e sincerità, con raccoglimento interiore, come segno di quella maturità cristiana che interiormente comunica il gusto e la gioia di poter dire: "E’ risorto e più non muore.."

 

E il nostro pensiero a Maria Addolorata, ultimo dono a noi di Gesù agonizzante.

 

Meditiamo le parole di Gesù così come ce le ripropone in una strofe l’ inno alla Croce della nostra CONFRATERNITA, - di questa nostra neonata "Confraternita della Santa Croce del Calvario", che nel suo impegnativo servizio alla Città, da tutti deve essere sostenuta, aiutata e collaborata – una strofe dell’inno testualmente dice :

"Ecco tuo figlio ed ecco la tua Madre!"

Ridille ancor per me queste parole !

Possa sentirle in cuor nell’ore sole,

possa sentirle in cuor, l’ultimo dì !"

Parole consolanti queste con sui Gesù ci fa dono della mamma sua; l’augurio è che ciascuno di noi possa risentirle davvero nel proprio cuore, soprattutto nei momenti di difficoltà, con quella stessa fede e speranza con cui le accolse Maria Addolorata ai piedi della Croce. Maria, Madre di Cristo e della Chiesa, ci aiuti a comprendere che Dio ci ama e per questo ci ha dato il suo unico Figlio, Gesù che si è immolato sulla Croce, ci aiuti – come ha ricordato recentemente Papa Benedetto ai giovani, a "far risuonare ovunque il grido che ha cambiato il mondo: "Dio è amore!". Amen.

Sac. Diego Acquisto

 

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Predica  del Parroco Don Nino Giarraputo,al Calvario, alle  ore 21, 

prima della Deposizione di Cristo sulla Croce.

 

Passione di Cristo passione dell’umanità

Carissimi fratelli e sorelle favaresi amati e benedetti dal Signore, rendo omaggio a questo luogo cuore della nostra Città e che in vario modo intreccia i percorsi della nostra vita con quello della storia. Avverto l'onore dell’atto e la responsabilità delle parole che vi donerò, perché sono consapevole che la croce ("Passione di Cristo, Passione dell’umanità) è una vertigine sconvolgente.
Sconvolgente per l’intelligenza, interpellata oltre le pareti del proprio limite. E sconvolgente per il cuore, chiamato non a fremiti superficiali ma a decisioni radicali.

 

UN DIO STRANIERO

Io questa sera non ho nessuna pretesa se non quella di annunciarvi la "Sapienza della Croce" alla quale mi aggrappo per evitare il naufragio della mia esistenza e per leggere le contraddizioni e le speranze della nostra amatissima città. Desidero presentarvi affidandovi il desiderio della ricerca due immagini del Vangelo e sono: "L’ingresso di Cristo a Gerusalemme e l’andata al Calvario.
L’Evangelista colloca Cristo nel giorno che noi chiamiamo "Domenica delle Palme" e che segna l’accoglienza e il rifiuto, l’acclamazione e la congiura. Gesù al centro della scena, stordito, frastornato. Gli uomini che lo circondano sono volti nascosti dietro le maschere. Il Signore cavalca l’asino, ma nessuno lo guarda; avvolto in un cono di estranietà. Attorno a Lui c’è un’enorme carnevale di indifferenza. Nessuno è in grado di rispondere alla domanda del vangelo di Matteo. "Chi è il figlio dell’uomo per la gente? Nessuno sa, nessuno è in grado di conservare nemmeno la memoria di quel nome, di quella Presenza.
Anche nella salita al calvario Cristo c’è, ma le 500 figure non lo trovano: nel mezzo ci sono due croci, in attesa della terza, circondati da una folla di persone

che cercano lo spettacolo in un clima di fiera o di gita di paese. Cristo è sulla strada del calvario: si fa’ fatica a riconoscerlo, in alto, nell’angolo destro del quadro, ignorato. Gesù va incontro alla morte in un mondo che ha cancellato la tragedia, il dramma. È un Dio che non redime perché nessuno cerca la redenzione. Il Calvario non è un punto di arrivo del cammino dell’uomo perché l’uomo è affogato in quelle febbrili agitazioni quotidiane che cancellano il bisogno della Verità e la consapevolezza della propria miseria esistenziale.
Probabilmente queste due immagini potranno sembravi eccessive, "tinte forti" che non rispecchiano il volto della nostra società ancora permeata di cristianesimo, di riti, di liturgie, di riferimento ai simboli "tradizionali" della fede. Ma di fatto esse costituiscono una provocazione per uscire da una religiosità di vernice e riproporre il "fatto cristiano", nelle sue certezze e nelle sue inquietudini, come una storia di uomini e di donne, che nella storia di Cristo che patisce muore e risorge, leggono e riflettono non una specie di memoria di accadimenti del passato ma la loro reale e attuale condizione.

LA PRETESA DELLA RIDUZIONE

Il rischio del cristianesimo, oggi è quello della riduzione: il coniugarlo come "religione civile", come un semplice supplemento d’anima per la società nell’attuale momento di crisi, o se volete l’etichetta di una sua tracciabilità storica per fini non legittimi; una sorta di riserva etica per una ordinata convivenza, una cassa-prestiti di valori. Il perseguimento di questa "pretesa" sarebbe l’uccisione della fede, annullerebbe la differenza cristiana che deriva, invece, nella sua essenzialità, dalla sequela di Cristo scelto e accettato come "segno di contraddizione" e compagnia di redenzione all’uomo.

L’AGONIA DEL GETSEMANI

Collochiamoci al tramonto del "Giovedì Santo" Gesù lascia il Cenacolo dopo aver compiuto due gesti che consegna ai "suoi" come dono e impegno per realizzare l’umanità nuova: lava i piedi agli apostoli e istituisce l’Eucaristia. È la cultura del servizio che alimentata dal pane dell’eterno, strappa la fede dall’intimismo, la rende motore di speranza e fa sedere Cristo stesso come commensale al banchetto della comunione autentica con Dio e con i fratelli. Il Getsemani accoglie il Signore e lo avvolge nelle ombre drammatiche della Passione imminente. "L’anima mia è triste fino alla morte" (MC 14,34).La natura umana di Cristo si ribella alla prospettiva di sofferenza e di morte." Togli da me questo calice" (Mc 14,36).
È l’anima pressata dal torchio dell’angoscia che vede in un istante il male del mondo che attraversa i secoli e che non risparmia neanche i giusti e gli innocenti. È il cuore del maestro che sente gravare su di sé tutto il carico dell’umanità di ieri e di sempre, le delusioni dei "buoni" tutto il bagaglio di odio e di violenza che appesantirà il cammino del mondo: E’ l’agonia del Signore e, il Lui, l’agonia dell’uomo perché Cristo è il figlio dell’uomo di tutti i tempi.
Agonizza il bambino nel grembo materno sul quale la pseudo cultura del "corpo è mio" ha decretato la sentenza: "tu non nascerai".
Agonizza la generazione di giovani ingannata e manipolata da persuasori (più o meno occulti) che cancellano i sogni e gli ideali e li sostituiscono con i surrogati della Verità: lo scetticismo, l’indifferenza, le idee prefabbricate spacciate come merce di consumo, gli sballi più o meno affidati ai mercanti di morte.
Agonizza la donna usata solo come bellezza da godere e da buttare.
Agonizzano le masse dei poveri relegati ai margini da questo immenso processo di globalizzazione che sposta risorse finanziarie solo là dove l’uomo può essere "acquistato a basso costo".

Agonizza la Scuola preda di violenza di di vandalismo.
Agonizza "l’uomo delle beatitudini" che vede ridicolizzata la pace, la mitezza, la misericordia della "inevitabilità " del ricorso alla forza, alla guerra, alla violenza. E mentre l’uomo agonizza i credenti dormono, come il piccolo gruppo dei discepoli nel Getsemani che invitati dal Signore a vegliare, avevano "gli occhi pesanti" (v. Mc 14,40). Anche nel mondo cristiano Gesù continua a patire e a sudare sangue mentre i "fedeli" non riescono a vegliare con Lui nemmeno un’ora" (Mc. 14,34).
Dormono i credenti curvi nel consumare la loro fetta di benessere e di opulenza, incapaci di "vedere" i rifiutati, gli ospiti nei perenni banchetti della miseria e dell’ingiustizia. Dormono quanti fanno della fede un gioco di equilibrismi senza mai mettersi dalla parte del Vangelo e dell’uomo ferito sulla strada che "va da Gerusalemme a Gerico", ciechi e sordi ai lamenti che escono dai sotterranei della storia. dormono anche i pastori quando non educano le proprie comunità a farsi carico di tutte le agonie, di tutte le sofferenze e di tutti i mali del mondo quando non vigilano affinché il diffuso ed evanescente "bisogno del sacro" non sia una fuga dalla responsabilità di non far evaporare nel vuoto il grido di compagnia all’Uomo che sale da tutti i Getsemani della storia.

IL GOLGOTA DELLA STORIA

L’evangelista Giovanni termina il racconto della passione del Signore con queste parole: "Essi guarderanno colui che hanno trafitto" (Gv 19,37). Vi chiedo: abbiamo ancora questo sguardo lungo che riesce a vedere nelle forche di ogni tempo, di ogni ideologia o anche di ogni religiosità costruite dagli uomini, il Cristo stesso che assume su di sé tutto il dolore innocente, tutte le prevaricazioni, tutti i crimini dell’uomo sull’uomo? o abbiamo smontato la Croce ritenendola un semplice incidente di percorso, svuotandola di tutto il suo senso di redenzione, di Verità, di suprema consegna di amore? Da questo svuotamento nascono i nuovi Golgota del nostro tempo.

IL GOLGOTA DEL NICHILISMO

Ovvero, cancellare l’Assoluto e sostituirlo con il nulla, o con "valori" di volta in volta prodotti dalle convenienze sociali ( la Famiglia – i Dico, le istituzioni diano un segnale forte "Si alla Famiglia". Conseguenza: le nevrosi collettive, il cinismo quotidiano, lo sberleffo ai bisogni dell’anima e alle tensioni verso il trascendente. E non c’è più nulla per cui valga la pena di vivere o di morire.

IL GOLGOTA SENZA IL TERZO GIORNO

È la "pretesa" di considerare il Calvario una lugubre collina che consuma una periferica vicenda giudiziaria, il mistero di Cristo una povera cronaca di un profeta deluso, e la tomba "scavata nella roccia" l'atto conclusivo che sigilla una voce spenta e affidata solo al ricordi dei "devoti".
A questa "pretesa", Cristo ha sfondato il muro della morte, ha oltrepassato la Croce, è vivo nella viva storia dell’uomo e chiede di non essere considerato un fantasma. Nella sua liturgia antica e sempre nuova, la Chiesa canta: "Morte e vita sono venute a duello, il padrone della vita ucciso, regna vivendo".
La Pasqua è la vittoria definitiva di Cristo su Satana, il nemico dell’uomo; è l’annuncio che nessuna morte può e deve avere l’ultima parola; è la certezza che Gesù cammina davanti agli uomini segnando il percorso della salvezza.
La Risurrezione di Cristo, evento impensabile ma reale, testimonia che solo il suo Vangelo è la speranza per ogni uomo che voglia essere radicalmente nuovo e per una società che voglia uscire dai labirinti delle violenze, dagli odi, dalle sopraffazioni accettando le logiche pasquali dell’amore, del dono, del perdono: tutti vogliono la pace, nessuno lo fa, tutto al più la s’impone... Immettersi nel flusso della Risurrezione significa, per me e per voi, non elevare il lamento sui grandi sogni sepolti sotto le macerie dei "tempi avversi", ma riprendere il coraggio di credere ogni giorno nel "lievito di Cristo" l’unico e grande fermento che ribalta le pesanti pietre che schiacciano la libertà e la dignità dell’uomo. In primo luogo la pietra del peccato, ogni "no" detto a Dio è il "sì" a tutto ciò che ha reso possibile il Golgota: il rifiuto della Verità, l’amore tradito, la fuga dell’abbraccio del Padre, l’abbandono dell’uomo al potere dell’inganno e delle mistificazioni.

IN CONCLUSIONE VI CONSEGNO ALCUNI AFFIDAMENTI:

· Cristo non stia mai alle vostre spalle, ma fatelo entrare nel vostro "oggi", perché ogni istante è il "luogo" dove Lui viene. Fuggite da una fede a intermittenza, che non abita il quotidiano, che non diventa segno leggibile di una nuova modalità dell'esistenza,c che non fa emergere la "differenza" cristiana in una società secolarizzata.

· Non privatizzate mai la fede ma impostatela con le speranze, le gioie e le inquietudini della nostra amata città. E soprattutto niente e nessuno vi allontani dall’Amore di Cristo. Non possiamo perderlo, Lui non ci perde mai.

Questa è la grande certezza della mia vita. Vi auguro che si anche la vostra.

Ora vi invito a conclusione ad ascoltare questo canto che Rosaria Castronovo del gruppo giovanile e catechista della Mia Parrocchia eseguirà, come preghiera.

Sia Lodato Gesù Cristo

Don Nino Giarraputo

Parroco della Parrocchia Ss.Pietro e Paolo

Favara

 

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Dal Giornale di Sicilia del 02.04.2007 - Lunedì Santo

Iniziativa provocatoria della Consulta pastorale che coinvolge il mondo dei giovani.

IL CALVARIO DI FAVARA ORA è FORMATO DA QUATTRO CROCI

 

Spunta una quarta croce sul Calvario di Favara. L’hanno issata sabato sera oltre duecento giovani delle parrocchie cittadine. Sul legno hanno anche messo i loro nomi.la croce affianca le tradizionali: quella in cui il venerdì santo sarà messo il simulacro di Gesù e quelle dei due ladroni. Un segnale forte, di sana provocazione: "In un momento in cui cresce il disagio giovanile e – spiega la Consulta Cittadina di Pastorale Giovanile - il messaggio della croce sembra una pazzia per il mondo che cerca solo comfort e gioie illusorie, i giovani si "attaccano" alla croce per testimoniare ai loro coetanei e alle famiglie che solo vivendo la vita con la stessa passione di Gesù si ritrova la Speranza". La Croce resterà al Calvario per tutta la Settimana Santa. Le migliaia di fedeli che ogni anno parteciperanno ai riti religiosi potranno mettere anche loro un biglietto personalizzato: un pensiero, una preghiera o semplicemente il loro nome. "E’ un segnale forte lanciato dai giovani delle parrocchie – spiega don Gerlando Montana, direttore spirituale della Consulta – che insieme dicono no alla logica del compromesso e della violenza per accogliere il messaggio di pace e speranza di Gesù crocifisso e risorto". La croce è stata portata dai ragazzi al Calvario in processione. Per don Mimmo Zambito, arciprete di Favara, "la quarta croce è un forte messaggio per attirare l’attenzione della comunità: i giovani favaresi non ci stanno a vedere la loro città dentro alla cronaca solo per fatti riprovevoli". E don Diego Acquisto, parroco della Chiesa San Vito nel cui territorio ricade il Calvario, sottolinea: "Accogliamo con gioia l’iniziativa della consulta di pastorale giovanile che dimostra come il Calvario può e deve diventare centro pulsante di vita per la città di Favara che raggiunge il rilancio sociale e spirituale dolo unendosi al sacrificio di Cristo in Croce".

Salvatore Fazio

 

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Arcidiocesi di Agrigento

CONFRATERNITA della SANTA CROCE del CALVARIO

FAVARA

COMUNICATO

 20.02.2007

 

In preparazione alla Settimana Santa ed alla Pasqua, a partire dal prossimo venerdì 23 febbraio, primo venerdì di quaresima - e così per tutti i venerdì di Quaresima – al CALVARIO sempre alle ore 16,30 ci sarà la "VIA CRUCIS" ed a seguire la celebrazione della Santa Messa nella CAPPELLA dove recentemente è stato collocato il Tabernacolo per la custodia del Ss. Sacramento.

Inoltre, alle ore 21 , a partire dal prossimo venerdì e per tutti i venerdì di quaresima, il direttivo ha programmato una serie di incontri di preghiera e formativi, riservati a tutti i confrati e le consorelle. Durante le riunioni settimanali della Confraternita saranno altresì man mano esaminati i vari aspetti organizzativi per la migliore riuscita delle varie celebrazioni della Settimana Santa che interessano tutta la Comunità favarese.

Al fine della migliore riuscita spirituale ed organizzativa della Settimana Santa, il Decano terrà gli opportuni contatti con l’Amministrazione Comunale, con le varie istituzioni civili e di volontariato, come pure con il Consiglio Pastorale Cittadino ed il Presbiterio locale.

La CONFRATERNITA ringrazia in anticipo i singoli cittadini e tutte le istituzioni, che – come negli anni precedenti - collaboreranno al più decoroso svolgimento dei sacri riti.

Favara 20.02.2007

Il responsabile delle comunicazioni

Lillo Montaperto

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Grande partecipazione di popolo per la processione conclusiva della Quarantore, la sera del 14.2.2007 (festa di S. Valentino), dalla Chiesa S. Vito al Calvario - Benedizione Eucaristica impartita , davanti al Calvario da Don Alessandro Di Fede Santangelo, Parroco della Parrocchia-Santuario BMV dell'Itria. L'adorazione nella Cappella  sino alle 22,30 ha registrato un notevole flusso di persone provenienti da tutte le parti della Città. Molti i Confratelli e le Consorelle che sono stati presenti per tutto il tempo.

Alle 22.30 prima della Benedizione Eucaristica è stato benedetto da don Diego Acquisto il Tabernacolo.

 

 Gradita ed apprezzata da parte di tutti è stata l'illuminazione straordinaria, - con 4 archi nella piazza antistante al Calvario, -  predisposta dal Direttivo della Confraternita, come pure 

la grande scritta collocata sul frontespizio del Calvario 

"W GESU' SACRAMENTATO"

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SS.  QUARANTORE a S. Vito nei giorni 12 - 13 - 14 -  Febbraio 2007

L’ultimo giorno, alle ore 18,30 dopo la celebrazione dei Vespri, solenne processione eucaristica, dalla Chiesa S. Vito alla Cappella del Calvario, dove avverrà l’inaugurazione e la benedizione del Tabernacolo .

 

L’adorazione eucaristica continuerà al Calvario sino alle ore 22,30 con turni per tutti i componenti della "Confraternita della Santa Croce".

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CONFRATERNITA della "SANTA CROCE del CALVARIO"
FAVARA

Relazione dell’Assistente Spirituale sul primo anno di attività: ottobre 2005 – dicembre 2006

Favara 14.12.2006

Rev.mo Mons. Gaetano Di Liberto

Delegato diocesano per le Confraternite

Curia Arcivescovile – Via Duomo 96

92100-AGRIGENTO

 

 

Premesso che la Confraternita è stata approvata oralmente dall’Arcivescovo, mons. Carmelo Ferraro, nella riunione del 12.8.2005 e che il formale decreto di approvazione, controfirmato dal Cancelliere della Curia, porta la data del 25.10.2005 Prot. N° CAN – 2004 - 258, la presente relazione viene redatta dal sottoscritto Assistente Spirituale, in ottemperanza a quanto stabilito dallo Statuto, (approvato contestualmente alla Confraternita, "ad experimentum" per cinque anni), dove, nelle norme transitorie, si legge testualmente: "Il primo anno di vita della Confraternita, a partire dalla sua istituzione, deve essere considerato per tutti un anno di formazione, al termine del quale l’Assistente presenterà una dettagliata relazione al competente Ufficio della Curia, per ogni decisione che dovesse ritenersi necessaria".

 

Ecco quanto mi sento di comunicare:

 

--1. La Confraternita raccoglie la lunga esperienza ultratrentennale del "Comitato Venerdì Santo", operante nella Parrocchia S. Vito, che, in data 06.03.2005 – IV domenica di quaresima - ha voluto ricordare il 30° del servizio reso alla Città, con la festa dell’ "Omaggio alla Croce".

Momenti significativi di questa commemorazione, preceduta da un triduo di riflessione e di preghiera, sono stati la breve processione con la banda musicale, una sosta di riflessione al Calvario ed una solenne celebrazione nella chiesa di S. Vito, animata dalla Corale "Iubilate Deo", che per la prima volta ha eseguito il nuovo, melodioso inno alla Croce, composto per le parole dal compianto Mons. Domenico De Gregorio e per la musica dai Maestri Salvatore Lentini e Antonio Cusumano. Alla festa hanno partecipato le più alte autorità cittadine, dal Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, al Comandante della Stazione dei Carabinieri. Alcuni mesi prima, c’era stata la pubblicazione di un numero unico a colori, dal titolo " ‘A Cruci", con fotografie e testimonianze varie dei 30 anni di attività, 1975-2004.

--2. Secondo quanto previsto dallo Statuto nelle norme transitorie, in questo primo anno di attività, il direttivo del "Comitato Venerdì Santo" è automaticamente diventato direttivo della Confraternita, costituito, oltre che dal sottoscritto assistente spirituale, da Sutera Sardo Rosario (decano), Ravarà Pasqualino (vice decano), Sciortino Franco (tesoriere), Farini Giuseppe (segretario contabile), Sutera Sardo Salvatore (segretario verbalizzante).

--3. Si è organizzato un pellegrinaggio di ringraziamento, domenica 4 dicembre 2005 - (con 2 pullman, 115 persone) alla Basilica dell'Immacolata di Messina, servita dai Frati Minori Conventuali, dove era esposta l'Urna utilizzata per raccogliere i voti, richiesti ad una speciale Commissione teologica istituita da Pio IX prima della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione (8.12.1854). 

L'Urna donata dal Pontefice Pio IX al Sacro Convento di Assisi nel 1857, è stata esposta - per la prima volta - al pubblico di Messina e della Sicilia. (cfr. articolo su "AVVENIRE" del 30.11.2005). 

Alla Basilica dell'Immacolata di Messina, dall'agosto scorso, era tornato come superiore il nostro concittadino e parrocchiano  P. Giuseppe Fanara o.f.m.conv.

Il Pellegrinaggio, programmato all’inizio del nuovo anno pastorale 2005-2006 dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha voluto essere un doveroso atto di ringraziamento alla Madonna per il riconoscimento della "Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara", oralmente approvata – come detto - dall'Arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro, in data 12.8.2005. Così la Parrocchia S. Vito è finita su L'Osservatore Romano di domenica 26.2.2006, quando a pagina 4, in un articolo (in cui si riferiva delle numerose visite ricevute dall’Urna a Messina) dal titolo "TORNATA AD ASSISI L'URNA DELL'IMMACOLATA, UTILIZZATA PER DEPOSITARE I VOTI DELLA PROCLAMAZIONE DEL DOGMA", testualmente è stato scritto: "La domenica precedente la festività dell'Immacolata, la Santa Messa delle 11,30 è stata animata da cento fedeli venuti addirittura con due pullman della parrocchia S. Vito di Favara, guidati dal parroco don Diego Acquisto".

--4. Mensilmente, in questo primo anno di vita della Confraternita, si è tenuta la riunione di tutti i confrati, firmando la presenza in un apposito registro. Oltre alla discussione di problemi concreti riguardanti l’organizzazione e le varie attività da svolgere, una parte importante in ogni riunione è stata riservata alla preghiera ed alla formazione, con riflessioni su diversi temi e sui vari commi dell’articolo primo dello Statuto, che fissa i punti fondamentali di orientamento che ogni associato deve costantemente tenere presenti per rafforzare sempre più la sua consapevole e responsabile appartenenza alla Confraternita.

--5. Oltre alla riunione mensile, in questo primo anno di vita, bisogna ricordare la riunione che, - in seguito ad apposito invito - si è svolta nella sala della Presidenza del Consiglio Comunale in data 02.03.2006, all’inizio della Quaresima, a cui hanno partecipato per la Confraternita il decano Rosario Sutera Sardo ed il sottoscritto Assistente Spirituale, e per la Municipalità, alcuni assessori (Giuseppe Piscopo - Rosaria Chianetta – Moscato Giuseppe – Angelo Sorce), il Presidente del Consiglio Comunale Stefano Nobile, il Presidente della "Pro loco" Antonio Moscato e tutti i capigruppo dei Partiti politici presenti in Consiglio.

--6. I responsabili della comunicazione della Confraternita, Calogero Montaperto e Salvatore Pirrera, nel corso dell’anno hanno informato la cittadinanza dell’attività della Confraternita con alcuni comunicati – stampa, oltre che con un’apposita trasmissione televisiva sull’emittente locale Sicilia-TV, in cui hanno spiegato le finalità e le caratteristiche giuridiche della stessa, secondo quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico e dal decreto firmato dall’Arcivescovo, in nome e per conto della comunità Ecclesiale, a servizio della Città

--7. Un nutrito numero di Confrati e Consorelle ha partecipato sempre a tutte le GIORNATE di FORMAZIONE organizzate dal Centro Diocesano per le Confraternite a Siculiana Marina, a Porto Empedocle, al Villaggio Peruzzo. Anche la partecipazione a queste giornate è testimoniata dalla firma apposta nel registro delle riunioni. All’ultima giornata di formazione di domenica 10 dicembre u.s., che si è tenuta a Siciliana Marina nella casa dell’Accoglienza "Don Giustino", hanno partecipato tre membri del direttivo: Azzaretto Antonio, Farini Giuseppe e Sutera Sardo Rosario

--8. Nel periodo quaresimale si è tenuta al Calvario una "Tre giorni" con riflessioni suggerite da Mons. Gaetano Di Liberto, responsabile diocesano delle Confraternite, sull’enciclica del Papa Benedetto XVI, "Deus Charitas est". Buona è stata la partecipazione, con il conseguente invito al direttivo, da parte di molti, di programmare in futuro altre valide iniziative di formazione, come quella appena conclusa.

 

--9. In questo primo anno di attività della Confraternita, soprattutto nei primi mesi, un notevole impegno da parte del direttivo è stato messo per concordare con tutti i confrati la divisa e lo stendardo della Confraternita, oltre che per apprestare ed arredare una sede nella stessa Piazza cap. Vaccaro, dove è ubicato il Calvario. Per quanto riguarda la divisa, consistente in un ampio foulard di colore rosso-arancione e lo stendardo, bisogna dire che, con generale soddisfazione, il direttivo ha deciso di inserire l’icona del Calvario, con la scritta completa della Confraternita, così come denominata nel decreto di istituzione emanato dalla Curia.

--10. Un’iniziativa che ha riscosso unanime consenso non solo tra i confrati e le consorelle , ma da parte dell’intera popolazione è stata l’apertura al Calvario di una nuova Porta per consentire ai disabili il facile accesso alla Cappella. L’idea lanciata dal decano Rosario Sutera Sardo e realizzata tecnicamente con la proverbiale tenacia di cui è capace quando si convince della bontà di un progetto, ha attirato l’attenzione della stampa che ne ha ripetutamente parlato nelle pagine di cronaca locale. L’inaugurazione ufficiale di tale porta con la solenne benedizione dell’Assistente è avvenuta il martedì santo, alla presenza delle Autorità cittadine. A conclusione della cerimonia al Calvario, nella sede della Confraternita, alla presenza del Presidente del Consiglio Comunale, ins. Stefano Nobile, dell’Assistente e del Decano, nonché di molti confrati, c’è stata l’ammissione ufficiale alla Confraternita del Parroco di Ss. Pietro e Paolo, Don NINO GIARRAPUTO, che da tempo ne aveva fatto richiesta e da sempre, da quando si trova a Favara, cioè dal 1993, ha collaborato col Comitato Venerdì Santo.

Molto riuscita e partecipata è stata poi la manifestazione dei disabili con il pellegrinaggio al Calvario, il giorno del Venerdì Santo, grazie anche alla collaborazione di tante associazioni locali di volontariato.

 

--11. I componenti maggiorenni della Confraternita alla data del 24.11.2006 in ordine alfabetico sono:

1.Acquisto sac. Diego -2. Alba Lina Lilia – 3. Avarello Rosa – 4. Azzaretto Antonio – 5. Azzaretto Rosa -6. Azzaretto Vincenzo –7. Bellavia Leonardo –8. Belluzzo Domenica – 9. Bottone Melchiorre Domenico –10. Bruccoleri Giuseppe – 11. Caramanno Giuseppe –12. Carruba Croce –13. Cutaia Antonino –14. Di Natale Piera -15. Fallea Filippo -16. Fallea Maria Rita –17. Farini Calogera – 18. Farini Giuseppe- 19. Farini Luigi – 20. Gelo Maria 21. Giarraputo Sac. Antonino – 22. Intorre Giovanna Silvana – 23. Leone Alfonso – 24. Mendolia Giovanna – 25. Mendolia Vincenzo- 26. Montapperto Calogero –27. Patti Diego 28. Picillo Francesco - 29. Pirrera Salvatore –30. Piscopo Sabrina Lucia – 31. Pistritto Angelo – 32. Puccio Carmela –33. Pullara Rosario – 34. Randisi Giuseppina – 35. Ravarà Carmelo – 36- Ravarà Giuseppina – 37. Ravarà Pasqualino –38. Sciortino Calogero – 39. Sciortino Franco – 40. Sciortino Salvatore – 41- Sicilia Cristoforo – 42. Spiteri Maria Giovanna –43. Sutera Sardo Carmela –44. Sutera Sardo Carmelo - 45. Sutera Sardo Rosario - 46. Sutera Sardo Salvatore – 47. Sutera Sardo Giovanni di Rosario – 48. Sutera Sardo Giusy – 49. Vella Gaspare – 50. Villa Giuseppa – 51. Volpe Calogero – 52.Vullo Maurizio.

 

--12. In ottemperanza a quanto disposto dallo Statuto, in data 02.12.2006 si sono svolte le elezioni, con la particolare procedura prevista in prima applicazione, che prevede una chiara proposta dell’Assistente con approvazione dell’assemblea.

La proposta come Decano per il prossimo triennio 2007-2009 di Sutera Sardo Rosario, nella seduta del 24.11.2006, è stata approvata all’unanimità, per acclamazione. Dopo lungo ed appassionato dibattito, su esplicita richiesta dell’assemblea, l’Assistente propone una rosa di nomi per l’elezione dei 5 componenti del direttivo. Ecco i nominativi proposti: Azzaretto Antonio,Carruba Crocetta, Farini Giuseppe, Mendolia Giovanna, Montaperto Calogero. Puccio Carmela, Randisi Giuseppina, Ravarà Pasqualino,Sciortino Franco, Sutera Sardo Salvatore. Viene anche nominata una commissione elettorale formata da Pirrera Salvatore (presidente), Alba Lilia e Patti Dino.

In data 02.12.2006, dal segreto dell’urna risultano eletti: Azzaretto Antonio, . Farini Giuseppe Montaperto Calogero, Sciortino Franco, Sutera Sardo Salvatore.

Pertanto per il TRIENNIO 2007-2009 il DIRETTIVO risulta così composto:

1. Sac. Diego Acquisto - Assistente Spirituale

2. Sutera Sardo Rosario - Decano

3. Azzaretto Antonio - consigliere

4. Farini Giuseppe - consigliere

5. Montaperto Calogero - consigliere

6. Sciortino Franco - tesoriere

7. Sutera Sardo Salvatore – segretario

 

Su proposta dell’Assistente, sempre in data 02.12.2006 subito dopo lo scrutinio delle schede e la proclamazione ufficiale degli eletti da parte del Presidente della Commissione elettorale, viene costituito anche lo Collegio dei probi viri, che risulta formato da: 1- Pirrera Salvatore (presidente) - 2- Alba Lilia - 3- Patti Diego.

--13. Infine, l’iniziativa appena conclusa di solidarietà dei giorni 8,9,10,11 dicembre, durante i quali in orario antimeridiano e pomeridiano, con un pubblico manifesto, tutti i cittadini sono stati invitati a portare nella Cappella del Calvario, doni per i poveri, per fare avere a tante famiglie bisognose un aiuto materiale in natura prima del Santo Natale. La riuscita dell’iniziativa è collegata all’impegno profuso da tutti i confrati e le consorelle, unitamente agli aspiranti, guidati da Giusy Sutera Sardo collaborata da Maria Giovanna Spiteri. Per Statuto sono aspiranti i 16 giovani che non hanno ancora compiuto il 18° anno di età e intanto hanno iniziato il noviziato, in attesa di diventare componenti effettivi della Confraternita con la maggiore età e nell’osservanza delle nome statutarie. Per gli adulti, bisogna dire che il giorno della solennità dell’Immacolata ha ufficialmente iniziato l’anno di noviziato, CINQUEMANI IGNAZIO, residente in via Umberto 193 e che è stato presentato all’assemblea.

 

VALUTAZIONE CONCLUSIVA

 

Malgrado qualche momento di tensione che non è mancato, bisogna serenamente riconoscere che risulta in crescita un promettente spirito di fraternità, che sicuramente diverrà una conquista stabile man mano che ciascuno interiorizzerà la spiritualità della Croce. Questo anno è stato caratterizzato da una tumultuosa crescita quantitativa e qualitativa per la variegata tipologia delle adesioni alla Confraternita, rispetto agli anni precedenti, quando le adesioni al "Comitato Venerdì Santo", - specialmente negli ultimi anni - si erano quasi fermate e cristallizzate. Di questo incremento, favorito da notevole spirito di apertura, bisogna dare atto al direttivo del Comitato Venerdì Santo, che unitamente all’Assistente Spirituale ed in comunione con lui, si è adoperato alacremente per la costituzione della Confraternita, impegnandosi anche a superare gli ostacoli, provenienti dall’interno della stessa Comunità Ecclesiale favarese. Basta ricordare che il 03.06.2004 durante una riunione del Consiglio Pastorale Cittadino presieduta dall’arciprete don Giuseppe Veneziano Broccia, il coordinatore Prof. Giuseppe Mancuso distribuiva e poi leggeva all’assemblea un documento (senza data né firma) che conteneva distorsioni, veleni e sospetti, che riguardavano direttamente il sottoscritto, ma non risparmiavano, seppur indirettamente, l’operato dell’intero Comitato "Venerdì Santo".

A partire dalla fine del 2003, per tutto l’anno 2004 e sino alla prima metà del 2005, ( - periodo quest’ultimo, durante il quale è stato largamente diffuso il numero unico "’A Cruci", che ha richiamato all’attenzione della cittadinanza l’attività trentennale svolta dal Comitato e delineato le prospettive di attività e di formazione del prossimo futuro, con la possibile approvazione di una Confraternita - ), c’è stata l’adesione di diverse coppie di coniugi come pure di singole persone, che , provenienti da famiglie di lunga tradizione cattolica, nella società favarese sono anche socialmente affermate e stimate per il ruolo che svolgono e la professione che esercitano.

Contemporaneamente con la formale richiesta di aggregazione, in crescita, anche, lo spirito di servizio. Ma, su questo versante, chiaramente, ancora è necessario fare dei passi avanti, sia sul modo di pensare, programmare e concretamente attuare e vivere il servizio, sia sul piano formativo per assimilare la spiritualità della Croce e del conseguente valore del sacrificio.

La logica evangelica della Croce porterà tutti i componenti della Confraternita al più dignitoso e liberante dominio di sé nel controllare la voglia umana di ricoprire cariche giudicate secondo la mentalità corrente "di prestigio" .

L’Assistente Spirituale in modo discreto ma continuativo ha seguito con particolare attenzione il cammino dei singoli in questo periodo. Qualche sua decisione, assunta nel momento della scelta elettorale, per orientare l’assemblea secondo le indicazioni dello Statuto, ha suscitano perplessità in una certa fascia, con punte di vivacità magari di troppo, che però sembrano decisamente rientrate.

Comunque, per il bene delle stesse persone interessate e nel superiore interesse della Confraternita, sarà forse necessario, con un apposito intervento dell’Autorità Ecclesiastica allo scadere del tempo previsto dallo stesso Statuto approvato "ad experimentum", - ed a parere oggi dello scrivente, prima delle scelte per il prossimo triennio 2010-2012 - di prolungare la validità di talune norme transitorie o di introdurre per tempo nuove norme che favoriscano la scelta di persone che – senza deroghe di alcun genere - all’interno abbiamo dato, per un significativo lasso di tempo, prova di attaccamento alla Confraternita e di solidità di formazione cristiana.

 

Con sensi di stima, resto in attesa di un riscontro alla presente e intanto porgo cordiali saluti ed auguri per le prossime festività.

Favara 14.12.2006

 

L’Assistente Spirituale della Confraternita

Sac. Diego Acquisto

 

 

 

Arcidiocesi di Agrigento

CONFRATERNITA della "SANTA CROCE del CALVARIO"

FAVARA

 

NATALE  INSIEME 2006

Iniziativa di solidarietà della Confraternita 

 Raccolta di viveri nella Cappella del Calvario, nei giorni  8 - 9 - 10 - 11 dicembre.

Domenica 11 dicembre, conclusione con la celebrazione della Santa Messa al Calvario alle ore 20,30 per pregare per quanti vivono in situazione di disagio, destinatari dell'iniziativa di solidarietà prima del Natale e per quanti hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa.

Obiettivo dell' Assistente Spirituale e della Confraternita tutta è di rendere sempre più il Calvario fruibile da parte della cittadinanza,  per momenti significativi di spiritualità, finalizzata alla crescita della cultura della solidarietà.

 

In seguito alle elezioni del 2.12.2006, ecco il DIRETTIVO per il Triennio 2007-2009

1- Sac. Diego Acquisto - Assistente Spirituale

2. Sutera Sardo Rosario - Decano

3. Azzaretto Antonio

4. Farini Giuseppe

5. Montaperto Calogero

6. Sciortino Franco 

7. Sutera Sardo Salvatore

 

Collegio dei probi viri: 1-Pirrera Salvatore (presidente) - 2-Alba Lilia - 3-Patti Dino

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Componenti maggiorenni della Confraternita alla data del 24.11.2006

in ordine alfabetico

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1.Acquisto sac. Diego -2. Alba Lina Lilia – 3. Avarello Rosa – 4. Azzaretto Antonio – 5. Azzaretto Rosa -6. Azzaretto Vincenzo –7. Bellavia Leonardo –8. Belluzzo Domenica – 9. Bottone Melchiorre Domenico –10. Bruccoleri Giuseppe – 11. Caramanno Giuseppe –12. Carruba Croce –13. Cutaia Antonino –14. Di Natale Piera -15. Fallea Filippo -16. Fallea Maria Rita –17. Farini Calogera – 18. Farini Giuseppe- 19. Farini Luigi – 20. Gelo Maria 21. Giarraputo Sac. Antonino – 22. Intorre Giovanna Silvana – 23. Leone Alfonso – 24. Mendolia Giovanna – 25. Mendolia Vincenzo- 26. Montapperto Calogero –27. Patti Diego 28. Picillo Francesco - 29. Pirrera Salvatore –30. Piscopo Sabrina Lucia – 31. Pistritto Angelo – 32. Puccio Carmela –33. Pullara Rosario – 34. Randisi Giuseppina – 35. Ravarà Carmelo – 36- Ravarà Giuseppina – 37. Ravarà Pasqualino –38. Sciortino Calogero – 39. Sciortino Franco – 40. Sciortino Salvatore – 41- Sicilia Cristoforo – 42. Spiteri Maria Giovanna –43. Sutera Sardo Carmela –44. Sutera Sardo Carmelo - 45. Sutera Sardo Rosario - 46. Sutera Sardo Salvatore – 47. Sutera Sardo Giovanni di Rosario – 48. Sutera Sardo Giusy – 49. Vella Gaspare – 50. Villa Giuseppa – 51. Volpe Calogero – 52.Vullo Maurizio.

Ha incominciato il Noviziato in data 08.12.2006, CINQUEMANI  IGNAZIO

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Arcidiocesi di Agrigento

CONFRATERNITA della "SANTA CROCE del CALVARIO"

FAVARA

Proposta dell’Assistente per le elezioni del 02.12.2006

Cariche previste dallo Statuto per il triennio 2007-2009

Decano: Sutera Sardo Rosario (già approvato dall’assemblea, all’unanimità, per acclamazione, nella riunione del 24.11.2006)

Rosa di nomi per l’elezione dei 5 componenti del direttivo

  1. Azzaretto Antonio

  2. Carruba Crocetta

  3. Farini Giuseppe

  4. Mendolia Giovanna

  5. Montaperto Calogero

  6. Puccio Carmela

  7. Randisi Giuseppina

  8. Ravarà Pasqualino

  9. Sciortino Franco 

  10. Sutera Sardo Salvatore

Commissione elettorale: Pirrera Salvatore (presidente) - Alba Lilia - Patti Dino

L’Assistente Spirituale

Sac. Diego Acquisto

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Arcidiocesi di Agrigento

CONFRATERNITA della SANTA CROCE del CALVARIO

Favara

 

--Rev.mi Parroci di Favara e Ministri straordinari dell'Eucaristia

--Rev.mo P. Guardiano del Convento

S. Antonio di Favara

 

--Preg.mi Responsabili delle Associazioni

di Volontariato e della Case di Riposo

di Favara

 

Oggetto: Venerdì Santo 2006, visita al Calvario degli anziani, ammalati e "diversamente abili".

Riunione mercoledì 22 marzo p.v. alle ore 20,00 nella Cappella del Calvario.

 

La Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara - da pochi mesi istituita per decreto del nostro Arcivescovo-Metropolita, S. E. Rev.ma Mons. Carmelo Ferraro - in preparazione ai riti della prossima Settimana Santa, ha pensato di favorire in ogni modo, nella giornata del Venerdì Santo, la visita al Calvario degli anziani, degli ammalati e dei "diversamente abili".

L’iniziativa ha trovato accoglienza da parte della Presidenza del Consiglio Comunale che, in sinergia con l’Amministrazione, ha incoraggiato questa Confraternita a procedere, per quanto possibile all’abbattimento delle barriere architettoniche e così facilitare almeno la visita alla Cappella del Calvario, nella giornata del Venerdì Santo, in una fascia oraria chiaramente determinata.

Al fine di organizzare al meglio questo servizio, sicuramente di notevole valenza spirituale ed umana, invitiamo le SS. LL. a partecipare ad una riunione che si terrà nella Cappella del Calvario, sede della Confraternita, mercoledì 22 marzo p.v. alle ore 20,00.

Per quanto riguarda i Ministri straordinari della distribuzione dell’Eucaristia, nell’impossibilità di potere partecipare tutti, preghiamo i Rev.mi Parroci di volere comunque assicurare la presenza alla riunione di almeno qualcuno, che penserà poi ad informare gli altri della stessa Parrocchia .

La Confraternita, in collaborazione con le varie Associazioni, con l’Amministrazione Comunale e la Presidenza del Consiglio, cercherà di pianificare tutto ed assicurare anche il trasporto degli anziani, ammalati e "diversamente abili", che le SS. LL. faranno conoscere, comunicando a qualcuna delle persone sotto indicate, nome, cognome, recapito telefonico, via e numero civico, di quanti vorranno usufruire di questo servizio.

Sicuri della loro sensibilità, confidiamo nella più convinta collaborazione ed intanto invitiamo ad essere presenti e puntuali alla riunione programmata.

Saluti e cordialità

Favara 18.03.2006

Il Decano della Confraternita della Santa Croce del Calvario

Rosario Sutera Sardo

 

L’Assistente Spirituale della Confraternita della Santa Croce del Calvario

Sac. Diego Acquisto

 

ATTENZIONE: Comunicare a qualcuna delle persone sotto indicate, nome, cognome, recapito telefonico, via e numero civico, degli anziani, ammalati, "diversamente abili" che vogliono usufruire del servizio di trasporto.

Lillo Montaperto – Polimedica 0922-437628 (lunedì-venerdì dalle ore 8 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30) Sciortino Franco 3477110437 - 328 0106767 – Rosario Sutera 3384928270 abitaz. 0922-420455 (dalle ore 8 alle ore 16 e poi dalle ore 21 in poi).

 

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Nei giorni 2 - 3- 4- marzo 2006, al Calvario alle ore 21 "Tre sere di formazione"  sullo STATUTO e sull'enciclica "Deus caritas est", per tutti i confrati e  tutte le consorelle della Confraternita , con la guida di Mons. Gaetano Di Liberto, responsabile diocesano delle Confraternite e Cancelliere della Curia Arcivescovile di Agrigento.

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In data 25.10.2005 , l'Arcivescovo-Metropolita Mons. Carmelo Ferraro ha firmato il decreto di erezione della "Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara", approvando lo STATUTO e nominando Assistente Spirituale il Parroco-pro tempore della Parrocchia S. Vito, Don Diego Acquisto.

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Arcidiocesi di  Agrigento

Parrocchia San Vito Favara (Ag)

COMITATO VENERDI’ SANTO

OGGETTO: Riunione con L’Arcivescovo in data 12.8.2005  e riconoscimento ufficiale della Confraternita della “Santa Croce del Calvario” di Favara.

Verbale n° 53

Premesso che in data 22/03/2005, Martedì Santo, Mons. Arcivescovo trovandosi a Favara, ha reso visita al Calvario suggerendo un pensiero di riflessione ai numerosi componenti del Comitato presenti che ha esortato a continuare nel loro impegno con spirito di fede e devozione alla Croce.

Premesso inoltre che in data 06/08/2005 il parroco Don Diego Acquisto ha consegnato all’Arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro una voluminosa carpetta contenente i bilanci amministrativi di 31 anni di attività del Comitato, unitamente a documenti, volantini vari sulle attività svolte nel corso degli anni, nonché un registro di oltre 20 verbali sull’attività caritativa ed assistenziale del Comitato ed inoltre ancora una copia del numero unico “A Cruci” stampato e diffuso a Favara in oltre 2000 copie – Numero unico contenente i bilanci dettagliati degli ultimi anni, oltre a varie testimonianze di persone diverse sul modo come è sentito e vissuto a Favara il Venerdì Santo.

In data 12 agosto 2005 alle ore 10,45 il Comitato Venerdì Santo è stato convocato ad Agrigento nel Palazzo Arcivescovile da sua Ecc.za Rev.ma Mons. Carmelo Ferraro Arcivescovo-Metropolita.

La riunione si è tenuta nella sala delle udienze ed è iniziata puntualmente con la presenza dell’Arcivescovo che all’inizio con molta cordialità ha voluto stringere la mano ad ognuno dei presenti, cioè ai signori:

1.    Acquisto Sac. Diego - Parroco - Presidente

2.    Rosario Sutera Sardo - Presidente delegato

3.    Salvatore Pirrera

4.    Salvatore Sutera Sardo – Segretario

5.    Calogero Montaperto

6.    Pasqualino Ravarà – Vicepresidente delegato

7.    Giusy Sutera Sardo

8.    Maria Rita Fallea

9.     Antonio Azzaretto

10.                      Carmelo Ravarà

11.                      Melchiorre Domenico Bottone

12.                      Antonio Bruccoleri

13.                      Croce Carruba

14.                      Filippo Fallea

15.                      Diego Patti

16.                      Alfonso Leone

17.                      Giuseppina Ravarà

18.                      Calogero Sciortino

19.                      Gerlando Sciortino

20.                      Gaspare Vella

Dopo la preghiera iniziale e l’invocazione dello Spirito Santo, l’Arcivescovo dà la parola al Parroco Don Acquisto che preliminariamente  rivolge a nome  di tutti parole di omaggio e devozione al Pastore della Diocesi, definendo tuttavia infelice la data scelta per l’incontro, proprio a ridosso del ferragosto, quando molti sono in campagna, in montagna o al mare e quindi spesso irraggiungibili e perciò assenti alla riunione.

Don Diego fa notare che sono presenti il 40% dei componenti del Comitato e che gli altri sicuramente ci resteranno male in quanto avrebbero avuto il desiderio di incontrare personalmente l’Arcivescovo ed ascoltare la sua parola.

Passa quindi a fare un bilancio dell’attività svolta dal Comitato nei 31 anni trascorsi, a servizio della città e della Comunità Ecclesiale di Favara, sempre in comunione con il Presbiterio locale, che ha saggiamente interpretato le direttive diocesane, calandole nella particolare situazione di Favara con la sua peculiare sensibilità religiosa.

Uno spaccato di fede e devozione sulla Settimana Santa di cui è stato tracciato un quadro riassuntivo nel numero unico “A Cruci”, come viene indicato a Favara il Calvario. Don Diego ha definito una più bella dell’altra le testimonianze contenute in detto giornale, sottolineando tuttavia l’importanza della testimonianza resa dall’ex comandante dei vigili urbani Giuseppe Valenti che ha scritto: “Almeno in questo, Favara è rimasta intatta”.

Offrendo la sua disponibilità a farsi, dopo 36 anni, anche eventualmente da parte, Don Acquisto, visibilmente emozionato, ha concluso rifacendosi al motto episcopale dell’attuale Papa Benedetto XVI che richiamandosi alla terza lettera di San Giovanni ha scelto il versetto “Cercatori di Verità”. L’intervento di Don Acquisto è stato seguito da un applauso da parte di tutti i presenti e dallo stesso Arcivescovo, che prendendo la parola ha pregato anzitutto Don Diego di restare al suo posto, per continuare il suo servizio nella nuova realtà che si verrà a delineare.

Mons. Carmelo Ferraro passa subito all’ordine del giorno. La Confraternita differisce molto dal Comitato in quanto dipende esclusivamente dall’autorità ecclesiastica per quanto riguarda l’esistenza, il funzionamento e l’amministrazione; deve collaborare attivamente nella pastorale diocesana, parrocchiale e cittadina. Ci sono delle regole ben precise che vanno rispettate in conformità al diritto canonico emanato dalla chiesa. Il Comitato è andato avanti per tanti anni con alcune regole di carattere privatistico, mentre la Confraternita dovrà attenersi alle norme dello Statuto e del Codice del diritto canonico. La Confraternita, aprendosi sempre di più all’intera città ed all’apporto di tutti i fedeli delle varie parrocchie, nonché alle indicazioni dei vari consigli pastorali parrocchiali e dal consiglio pastorale cittadino che tre mesi prima riunendosi dovrà dare le eventuali indicazioni e suggerimenti, deve essere un’esplicita testimonianza di fede, di opere caritative ed assistenziali a favore dei poveri, degli emarginati e degli ultimi. Il discorso dell’Arcivescovo si conclude con un grande applauso da parte di tutti i presenti.

Passa quindi la parola al presidente delegato Rosario Sutera Sardo che con grande umiltà ed emozione dà viva testimonianza di quello che abbiamo fatto in questi 31 anni di attività. Rosario ha voluto precisare che il Comitato ha sempre agito nel rispetto del culto, dell’evangelizzazione e della carità. Per questo ha voluto ricordare, quando nel lontano 1977, fu messa in bilancio la somma di lire 150.000 per i giovani per una gita pellegrinaggio e tale somma è stata devoluta per l’altare rivolto verso il popolo all’interno nella chiesa San Vito in memoria di Don Giuseppe Seggio. Così altri gesti di generosità compiuti sempre dai giovani del Comitato, fino all’ultimo di quest’anno che nella ricorrenza del 50° di Messa dell’Arcivescovo: hanno voluto contribuire con la somma di Euro 200,00 per il nuovo paravento della Cattedrale di San Gerlando. Il Comitato, ha sottolineato, Rosario Sutera, ha sempre operato con il Consiglio Pastorale Cittadino ed in particolar modo con la pastorale giovanile guidata da Don Nino Giarraputo.

 La prima riunione di un’apposita commissione per la neo-Confraternita si è tenuta l’11 aprile 2002, abbiamo preparato uno statuto e regolamento per la costituzione della Confraternita della “Santa Croce del Calvario” di Favara documentandoci, anche leggendo gli statuti di altre confraternite già esistenti, che abbiamo consegnato alla Curia Vescovile dell’Arcidiocesi di Agrigento. Nell’articolo 1 è racchiuso il programma delineato dall’Arcivescovo e che il Comitato inserendolo nel programma della Confraternita ha già in buona parte messo in pratica negli anni. Il primo articolo che Rosario Sutera Sardo ha letto così recita: “Durante tutto l’anno e soprattutto nei giorni della Settimana Santa, la Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara , cura il decoro del luogo sacro del Calvario, la devozione verso il Crocifisso e la Madonna Addolorata, interessandosi anche del regolare ed ordinato svolgimento delle processioni, favorisce in ogni modo un cammino di maturazione cristiana degli associati, nello spirito del Vangelo ed in docile adesione all’insegnamento del Magistero della Chiesa, ed a norma del Can. 298 §1 del C.J.C., tende a promuovere un’esplicita testimonianza di fede e di opere.

A tal fine:

-      Stimola ad una partecipazione consapevole ed attiva alle varie funzioni liturgiche, soprattutto alla Via Crucis nel periodo quaresimale, anche con l’abito votivo, quando ciò dovesse essere richiesto dalle circostanze e stabilito dal direttivo.

-      Partecipa a corsi formativi annuali per l’approfondimento delle verità della fede.

-      Collabora attivamente nella pastorale diocesana, parrocchiale e cittadina.

-      Svolge attività caritative ed assistenziali a favore dei poveri, degli emarginati e degli ultimi, tenendo in particolare considerazione i bisogni emergenti del territorio.

-      Cura e promuove attività di socializzazione e acculturazione dei confratelli.

-      Collabora, a norma del Can. 328, con le altre associazioni di fedeli, soprattutto con quelle esistenti nello stesso territorio.”

Dopo tale lettura, il presidente delegato chiude il suo discorso seguito da un applauso.

Il professore Salvatore Pirrera nel suo intervento mette in evidenza la puntualità e la partecipazione personale dell’introduzione di Padre Acquisto, le direttive chiare tracciate dal Vescovo e le puntualizzazioni precise del presidente delegato Rosario Sutera Sardo.

Egli aggiunge anche che il Comitato ha sempre agito ispirandosi ai valori cristiani e nel rispetto della legalità e della trasparenza. Dai valori cristiani si è passati al rispetto dei principi che hanno indirizzato le azioni dell’associazione ed infine al rispetto delle regole. Il Comitato peraltro ha agito in perfetta sinergia con i presbiteri e il Consiglio Pastorale Cittadino, accettandone i suggerimenti che nel tempo sono stati dati; tutto ciò nella consapevolezza di essere stati un microsistema nel più vasto sistema del mondo della chiesa e della società civile. Auspica la trasformazione del Comitato in Confraternita, nel pieno rispetto del Codice Canonico e una maggiore collaborazione tra tutte le comunità parrocchiali e le associazioni religiose del paese.

E’ fermamente convinto che le regole vanno condivise e rispettate, nella considerazione che non vi possono essere regole per alcuni che pongono limiti e che consentano invece libertà ad altri. Se vi è una regola, essa è uguale per tutti, il metro è di cm 100, non può essere di cm 90 per alcuni e cm 110 per altri. E’ certo che la costituenda Confraternita nel continuare e potenziare le precedenti attività costituirà un punto di riferimento certo per tutte le attività socio-culturali e religiose che contribuiranno ad una più sana e positiva crescita della società favarese.  

(Ai presenti nel frattempo si aggiunge la presenza del Vicario Generale, don Salvatore Muratore.)

L’assemblea applaude e prende la parola Calogero Montaperto, la nostra serenità – egli afferma - scaturisce dal fatto che pur avendo agito con responsabilità ma senza alcune regole, ci stiamo rendendo conto dopo il suo intervento, riferendosi al Vescovo, che non ci siamo per niente allontanati da quelle regole che si dovranno osservare con la Confraternita. Pertanto il nostro auspicio è che questa nuova realtà religiosa possa diventare un’agenzia di riferimento per tutti e soprattutto per i nostri giovani. Comunque il nostro Comitato è un gruppo di persone dove la stragrande maggioranza appartiene ad altre parrocchie e non solo a quella di San Vito e quindi si evidenzia l’apertura a 360° gradi a tutta la collettività favarese. L’assemblea applaude e prende la parola la giovane diciottenne Giusy Sutera Sardo presentandosi come una ragazza determinata, ottimista e che cerca di seguire fermamente i valori basilari della vita. Lei ha vissuto, fin da bambina, attivamente nella parrocchia a contatto con il Comitato, ma nello stesso tempo a scuola ed in altri luoghi frequentati da giovani e per questo ha potuto osservare da diverse prospettive diversi modi di pensare e ha messo in evidenza il bisogno di concretezza necessario ai giovani di oggi. Questo potrebbe realizzarsi nel nostro piccolo con la trasformazione del Comitato in Confraternita, che la giovane paragona ad una piccola goccia nell’Oceano, di rilevante importanza non solo per il nostro paese e per la nostra comunità religiosa, ma soprattutto per tutta la società e per i giovani che hanno bisogno di un esempio di amore e di fede da seguire e da portare avanti per contribuire al miglioramento della società attuale. A chiusura del suo discorso, tutti i presenti fanno un grosso applauso.

Dopo tale intervento il nostro Arcivescovo tira le conclusioni e dice le seguenti testuali parole:”Ormai ero convinto, ma quest’ultima goccia di quest’ultimo intervento di questa giovane ragazza mi dà maggiore certezza e vi annuncio che la Confraternita viene istituita con la data di oggi 12 agosto 2005”.

Tutta l’assemblea scatta in piedi per un lungo e scrosciante applauso, nascono tante emozioni e qualche lacrima si vede scendere dagli occhi di alcuni componenti della neo-Confraternita.

Alle ore 12,00 del 12 agosto 2005 nasce la Confraternita della “Santa  Croce del Calvario” di Favara.

Infine Pasqualino Ravarà, invita il Vescovo a venire nella nostra Parrocchia per l’inaugurazione di questo grande evento, Mons. Ferraro accetta, ma la data verrà stabilita dal nostro stesso Arcivescovo. Si passa alla preghiera finale, e dopo aver ricevuto la benedizione del nostro Vescovo lo salutiamo con un caloroso abbraccio, come segno del nostro grande affetto e della nostra gratitudine.

Arrivati a Favara alle ore 12,45, tutti i componenti presenti della Confraternita assieme al nostro assistente spirituale Don Diego Acquisto ci siamo recati nel luogo sacro del Calvario. Nella Cappella del Calvario si è pregato e cantato per rendere omaggio alla Santa Croce, concludendo con la benedizione di Don Acquisto.

Agrigento lì, 12 agosto 2005

Il Segretario

Salvatore Sutera Sardo