Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara
FAVARA Via Crucis Cittadina 26 marzo 2010 presieduta dall'Arcivescovo don FRANCO
--(Schena elaborato e preparato dalla Consulta cittadina di Pastorale Giovanile)
Tutto
viene e ritorna a Dio,
Dio è principio e fine.
L'uomo nella sua follia peccaminosa
pensa spesso al principio,
ma molto raramente alla fine...
Introduzione
Canto
Cel:
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
Cel:
La pace sia con voi.
Tutti: E con il tuo
spirito.
Cel.
Signore Gesù, contempliamo la tua croce per fissare i nostri
occhi sul tuo volto e ascoltare le parole che ci vorrai dire.
Tu non ha finito di soffrire e di morire. Anche a Favara,
negli uomini che ogni giorno vivono, soffrono, lavorano,
cercano, sperano e muoiono, continui ad offrirti al Padre per
la salvezza del mondo. Aiutaci, o Signore, a ricordare che la
via del Calvario è anche la via della vita: ogni tappa della
Via Crucis ha il volto di un uomo e di una donna del nostro
tempo, nostro concittadino, con le sue scelte, le sue
contraddizioni, i suoi errori e i suoi problemi.
Con la tua parola illumina e purifica il nostro cuore,
Signore così potremo comunicare la fede in te che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Tutti:
Amen
PRIMA STAZIONE
Gesù è
condannato dal Sinedrio
V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dal
Vangelo secondo Luca 22, 66-71
Appena
fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani del popolo,
con i sommi sacerdoti e gli scribi; lo condussero davanti al
sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo, diccelo». Gesù
rispose: «Anche se ve lo dico, non mi crederete; se vi
interrogo, non mi risponderete. Ma da questo momento starà il
Figlio dell’uomo seduto alla destra della potenza di Dio».
Allora tutti esclamarono: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?».
Ed egli disse loro: «Lo dite voi stessi: io lo sono».
Risposero: «Che bisogno abbiamo ancora di testimonianza?
L’abbiamo udito noi stessi dalla sua bocca».
MEDITAZIONE
Gesù subisce un processo sommario. E' la stessa condanna facile che noi, favaresi, infliggiamo agli altri. Quando addossiamo le colpe soltanto a chi ricopre ruoli di responsabilità. Quando ci tiriamo fuori, puntiamo il dito contro gli altri e dimentichiamo le nostre responsabilità individuali e collettive. Quando giudichiamo sommariamente ed emarginiamo quanti vivono nel disagio a Favara. Quando diamo loro la colpa dell'allontanamento senza vedere la nostra totale indifferenza verso i loro bisogni, senza vedere in loro il volto di Cristo.
Invocazioni
Rit.
Signore, purifica la nostra coscienza
§
Signore
perdona la nostra mancanza di fede e il nostro amore fragile
che ci mettono
tra chi ritiene
un vanto schiaffeggiarti e ti accoglie con percosse. Preghiamo:
§
Signore
perdonaci quando continuiamo a schiaffeggiarti denigrando,
disprezzando, isolando il nostro fratello più debole,
negandogli quanto gli spetta di diritto. Preghiamo:
§
Signore,
giudice di tutti, fonte di ogni giustizia, fa che cessiamo di
giudicare gli altri e sottomettiamo noi stessi al tuo
giudizio, perché tu sei il nostro giudice. Preghiamo:
§
Lo
confessiamo: la nostra coscienza è spesso offuscata
dall'attaccamento al mondo e all'ipocrisia. Donaci il silenzio
interiore, perché udiamo con chiarezza la voce del tuo
giudizio che ci indica la via della salvezza. Preghiamo:
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
SECONDA
STAZIONE
Gesù è caricato
della Croce
V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dal
Vangelo secondo Marco 15, 20
Dopo
averlo schernito, spogliarono Gesù della porpora e gli
rimisero le sue vesti, poi lo condussero fuori per
crocifiggerlo.
MEDITAZIONE
“Se uno vuole venire dietro a me prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”. Gesù viene eliminato perché scomodo. Il Venerdì Santo è lo sforzo di seguire il Signore. Anche a costo delle estreme conseguenze. E’ addossarsi la propria croce, sicuri che sia strumento di salvezza. Siamo chiamati, a Favara, ad andare oltre ogni dovere, a superare i nostri diritti con l'esercizio della carità. Anche a costo di diventare scomodi e di opporci alla criminalità, ai privilegi acquisiti illecitamente, alle speculazioni, di chi prevarica sugli umili o approfitta della loro ignoranza.
Gesù non si valse dei suoi diritti di Figlio di Dio. E’ andato invece oltre ogni dovere, con una carità senza limiti. Sostenere la verità a Favara, contrastando la mafia, quando costa la vita è al di là del dovere. Amare e convertire chi ci fa del male è al di là del dovere. Dare la vita a chi ci fa morire è al di là del dovere. E’ l’amore di cui nessuno potrà misurare larghezza, profondità e sublimità.
Invocazioni
R:
Aiutaci, o Signore
§ Quando ci ritroviamo sulle spalle una croce, anche piccola e sopportabile, ma diventiamo insofferenti e pretendiamo che ci venga tolta o la scarichiamo su chi ci sta vicino, diventando irascibili, violenti. Preghiamo.
§
Quando di fronte ai
problemi, non sappiamo interrogarci, ponendoci ciascuno in
ascolto dell'altro, in vista di una possibile soluzione
comune. Preghiamo.
§ Quando cerchiamo di alleggerire la nostra croce, scaricando le nostra responsabilità e i nostri doveri sugli altri. Preghiamo.
§ Perché il Venerdì Santo sia lo sforzo di seguire il Signore, di mettere i nostri doveri prima dei diritti attraverso l’esercizio della carità. Preghiamo.
§ Perché possiamo dire la verità quando costa la vita e fare del bene a chi ci fa del male. Preghiamo.
§ Perché possiamo amare chi ci odia e dare la vita a chi ci fa morire. Preghiamo.
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
TERZA
STAZIONE
Gesù cade per la
prima volta
V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dalla
lettera agli Ebrei Eb
2, 18; 12, 2
Proprio
per essere stato messo alla prova ed aver sofferto
personalmente, è in grado di venire in aiuto a quelli che
subiscono la prova. Egli, in cambio della gioia che gli era
posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando
l'ignominia.
MEDITAZIONE
La prova ci opprime e si fa sempre più pesante! Le difficoltà schiacciano tante famiglie di Favara. Impediscono alle nuove generazioni di sognare, di sperare. Così i giovani favaresi si lasciano ingannare da falsi maestri che promettono gioia facile e immediata. Nello sballo, nell’immoralità, nella velocità, nel gioco senza freni, nel vagare nelle strade senza meta. Ma Gesù ci insegna che, al posto della gioia facile che ci viene posta innanzi, c’è un’altra via che conduce alla gioia vera. Una via da percorrere senza temere critiche e derisioni, sicuri di avviarci alla Verità. Gesù ci insegna che quando il cammino diventa pesante tale da buttarci a terra, è ora di rialzarci. Ci insegna a non vergognarci di seguirlo sulla strada della croce. A non vergognarci di appartenere alla sua Chiesa. A superare vecchi e falsi pregiudizi su di essa. A unirci alla sua Gloria. A vivere la vita con la sua stessa passione!
Invocazioni
Rit.
Rialzaci Signore
1.
Per
noi sedotti da una mentalità che ci ha abituati al guadagno
facile, allo sfruttamento del più debole, alla derisione del
prossimo, all'aggiramento delle regole visto come segno di
furbizia;
2.
Per
le famiglie provate dalla conflittualità o
dall’incomprensione;
3.
Per
i giovani di Favara caduti nel tunnel della droga e dell’alcool;
4.
Per
i giovani in difficoltà nel loro cammino di fede;
5.
Per
i giovani sedotti dallo “sballo” per svagarsi;
6.
Per
i poveri e i disoccupati di Favara;
7.
Per
i familiari logorati dalla fatica nell’impegno
assistenziale;
8.
Per
tutti noi, quando incombe il dolore e irrompe la prova;
Santa
Madre, deh! Voi fate
che le piaghe del Signore
siano impresse nel mio cuor.
QUARTA
STAZIONE
Gesù incontra sua Madre
V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa Croce hai
redento il mondo.
Dal
Vangelo secondo Luca Lc
2, 34-3.51
Simeone
parlò a Maria: “Egli è qui per la rovina e la
risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione
perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a
te una spada trafiggerà l'anima...”. Maria serbava tutte
queste cose nel suo cuore.
MEDITAZIONE
Gesù è quì, oggi, per la rovina e la risurrezione di molti a Favara, segno di contraddizione perchè siano svelati i pensieri dei cuori. Un portento? Una profezia? Una minaccia? Maria accolse l’annuncio e partì per un cammino coraggioso. Ne scoprì il mistero con lo scorrere dei giorni e, nel loro contenuto di gioie e di pene, riconobbe la luce della grazia. Anche noi, con Maria, siamo chiamati ad accogliere questo annuncio. A diventare segno di contraddizione A ribellarci alla mafia che opprime Favara perchè siano svelati i pensieri dei cuori malvagi che conducono alla rovina. Siamo chiamati a non cercare attraverso la mentalità mafiosa scorciatoie per risolvere i nostri problemi. A non sottometterci ad essa creando terreno fertile per la crimininalità organizzata. Anche noi, come Maria, non dobbiamo aver paura della spada che può trafiggerci il cuore.
Invocazioni
Guida:
La Vergine Maria, sotto la croce, è divenuta per
noi segno di consolazione e di sicura speranza. Confortati
dalla sua intercessione, preghiamo insieme e diciamo: Apri i nostri cuori alla tua grazia.
Tutti:
Apri i nostri cuori
alla tua grazia.
§
Gesù,
che gli uomini hanno ucciso e Dio ha sciolto dalle angosce
della morte. R:
§
Gesù,
sofferente come tante madri che oggi, nella nostra Favara,
vedono, impotenti, i figli avviarsi verso una strada di
perdizione. R:
§
Gesù,
crocifisso per amore, che il Padre ha costituito Signore e
Messia. R:
§
Gesù,
Figlio di Maria, che ci hai recato la pace. R:
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
QUINTA
STAZIONE
Gesù è aiutato dal Cireneo a portare la Croce
Dal
Vangelo secondo Luca 23, 26
Mentre
conducevano via Gesù, presero un certo Simone di Cirène che
veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare
dietro a Gesù.
MEDITAZIONE
Simone di Cirene, uno sconosciuto, fu costretto ad aiutare Gesù a portare la croce e collaborò alla redenzione del mondo. Noi invece, tante volte, a Favara, anziché aiutare, danneggiamo gli sconosciuti, pensando solo al nostro tornaconto. Quando cambiamo le carte per accaparrarci un privilegio che non ci spetta come un’invalidità "gonfiata" o una posizione avanti in graduatoria. E così appesantiamo la croce altrui togliendo il pane e la vita a chi è nel vero bisogno. Oppure razziamo e danneggiamo il bene pubblico, perché è di tutti e quindi di nessuno. Così facendo distruggiamo la nostra città e le nostre vite.
Siamo ciechi. Non vediamo negli altri la presenza di Gesù. Non siamo capaci di farci carico dei pesi dei fratelli. Non ci impegniamo senza tornaconto per i poveri, gli ammalati, gli anziani. Dimentichiamo che solo offrendoci agli altri per portare la loro croce acquistiamo la vita eterna e procuriamo la stessa felicità alle altre anime.
Invocazioni
Rit.: Sostienici, Signore.
§
Per
seguirti quando ogni giorno tu ci chiami ad aiutare i nostri
fratelli, vicini e lontani, nel bisogno. Preghiamo.
§
Quando
siamo portati a chiederci perché dobbiamo essere noi ad agire
in un certo
modo e perché non gli altri. Preghiamo.
§
Quando
cerchiamo di giustificare la nostra inerzia con la convinzione
che da soli non potremo mai cambiare le cose. Preghiamo.
§
Indicaci
il nostro ruolo e fa che a questa chiamata rispondiamo con
entusiasmo. Preghiamo.
§
Perché
il nostro impegno possa essere un sollievo per i più deboli e
più dimenticati e un contributo alla costruzione di un mondo
di Giustizia e di Pace. Preghiamo.
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
SESTA
STAZIONE
Veronica asciuga il volto di Gesù
V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dal
Libro del profeta Isaia
Is 53, 2-3
“Non
ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi. Non
splendore per potercene compiacere. Disprezzato e reietto
dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come
uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e
non ne avevamo alcuna stima...”.
MEDITAZIONE
Quante
persone a Favara oggi sono senza volto! Fratelli che vengono
da lontano, famiglie indigenti, disabili lasciati da soli,
alcolizzati e drogati. Accanto a noi quante persone lasciamo
al margine della vita, nell’esilio dell’abbandono,
nell’indifferenza che uccide.
La
Veronica non si fa né contagiare dalla brutalità dei
soldati, né paralizzare dalla paura dei discepoli. Anche noi,
non lasciamoci contagiare dal turbamento e dall’oscurità
dei cuori malvagi, ma manteniamo il coraggio della bontà,
senza permettere che il nostro cuore si ottenebri.
Troppi per noi non hanno un volto. Ci chiudiamo nelle nostre case. Nelle nostre chiese. Nel nostro gruppo. Dimentichiamo la comunione. Ma Gesù ci esorta: “Tutti sapranno che siete miei discepoli se avrete amore gli uni per gli altri”. Cristo non si incontra da soli. “Pur essendo molti siamo un corpo solo”. E il Corpo del Signore, oltraggiato e disprezzato, è impoverito se non viviamo in comunione, se non ci uniamo alla comunità.
Preghiamo:
Rit.
Signore, imprimi in noi
il tuo amore.
§
Per
abbandonare quella cultura di favaresi, quasi sempre generosa
e accogliente, che a volte fa emergere - in forma drammatica -
sopraffazione, violenza, attaccamento al denaro, orgoglio.
Preghiamo:
§
Perché
non ci limitiamo più a gettare uno sguardo distratto sugli
altri e proseguire per la nostra strada. Preghiamo:
§
Per
essere presenti al fianco del prossimo, per tergere il dolore
dalla sua fronte. Preghiamo.
§
Perché
non ignoriamo i poveri, gli ammalati,i piccoli, gli anziani e
tutti coloro che nella società hanno bisogno del nostro
aiuto. Preghiamo:
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
SETTIMA
STAZIONE
Gesù cade per la
seconda volta
V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa Croce hai
redento il mondo.
Dalla
prima lettera di san Pietro Apostolo
1 Pt 2, 23-24
Quando
era oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non
minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che
giudica con giustizia. Egli portò i nostri peccati sul suo
corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per
il peccato, vivessimo per la giustizia.
MEDITAZIONE
Gesù
cade travolto dall’ingiusta condanna. Oggi gli oltraggi
subiti pesano su di noi come una pesante croce che ci
schiaccia. A Favara quante ingiustizie, oltraggi, soprusi
commessi sui deboli da chi ricopre un incarico; commessi
quando non si serve chi ha bisogno, quando si fa apparire
elemosina quello che è un diritto come un posto di lavoro o
una casa popolare. Se non si capisce che i posti di
responsabilità sono posti di servizio alla comunità si
tradisce Gesù che dice: “Chi vuol essere il più grande sia
servo di tutti”.
Il Signore oltraggiato insegna a chi soffre la mitezza di
cuore che non minaccia vendetta. Insegna a rimettere al Padre
le sofferenze che unite alle sue diventano mezzo di salvezza.
Insegna a cercare il bene dei fratelli perché siamo un corpo
solo e se soffre un membro, soffre tutto il corpo.
Invocazioni
Preghiamo insieme:
Per la tua morte e la tua
risurrezione salvaci o Signore.
§ Donaci la forza di non reagire alle ingiustizie subite con l’odio o la violenza ma a rimettere a te la nostra causa. Preghiamo.
§ Donaci di non soccombere sotto il peso della sofferenza e degli oltraggi e cedere alla disperazione ma di sperare sempre il te rassicurati dalle parole di Paolo che dicono so in chi ho posto la mia speranza. Preghiamo.
§ Signore fa che le ingiustizie, le sofferenze, gli oltraggi, con la tua mitezza di cuore diventino per noi il completare ciò che manca ai patimenti di Cristo, per morire con lui e con lui risorgere. Preghiamo.
§ Fa o Signore che possiamo scoprire che nessun peccato può farci cadere senza possibilità di rialzarsi poiché tu hai inchiodato al legno della croce tutti i peccati attraverso il sacramento della riconciliazione. Preghiamo.
§ Donaci di vivere in te o Signore una vita nuova facendo morire in noi le opere della carne per favorire quelle dello Spirito. Preghiamo.
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
OTTAVA
STAZIONE
Gesù incontra le donne di Gerusalemme
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca 23, 27-31
Lo
seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano
il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi
verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete
su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco,
verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i
grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno
allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di
noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno
verde, che avverrà del legno secco?».
MEDITAZIONE
Sulla via del calvario, sapienti e dotti credono di rendere culto a Dio eliminando Colui che si era proclamato figlio di Dio. Sono invece le donne, considerate le più umili, a riconoscere che dietro quel volto sfigurato si cela l’amore di Dio fatto uomo. Gesù con pietosa compassione si rivolge a loro: “Piangete su voi stessi e sui vostri figli”. Con lo stesso sguardo pietoso rinnova oggi il suo invito alle madri e ai padri di Favara di fronte alla sfida educativa. Troppo spesso ci sottraiamo alle responsabilità dandola sempre vinta ai figli o dando loro sempre ragione. Anche dinanzi alle giuste indicazioni degli insegnanti. La tentazione a rinunciare ad educare è in agguato. Gesù è lì a dirci: chi fatica non si vergogni e chieda aiuto; chi ha doti le metta a servizio; chi tende a isolarsi per sua natura non rinunci mai a lanciare sos. Rinunciare ad educare significa perdere la propria libertà e dignità. Educare sempre è nello stile della quotidianità. Educare al fianco è scelta di compagnia. La sfida educativa non va vinta o subìta come perdita, ma va amata perché dove manca amore manca la vita che può sorgere e risorgere!
Invocazioni
Preghiamo insieme: Fortificaci Signore
§
per le donne che sulla via del calvario piangono i loro figli mai nati
per la menzogna del maligno che gli ha fatto credere che
l’aborto fosse l’unica soluzione ai loro problemi. Preghiamo:
§
Per chi piange
i figli morti: in incidenti stradali, sul lavoro, per
malattia, a causa del malaffare. Preghiamo:
§
Per chi piange
i giovani che si perdono nella droga, nell’alcool, in
progetti di vita sbagliati. Preghiamo:
§
Per
i giovani che si rovinano per la volontà resa fragile o per
cattive testimonianze ricevute. Preghiamo:
§
Per
i nostri giovani
che corrono il rischio di essere trattati come “legno
secco” perché non sono visti come risorsa ma solo come
potenziali consumatori cui spremere soldi. Preghiamo:
§
Perché
i giovani possono essere il legno verde destinato a fiorire e
a portare frutti secondo il progetto che il Padre ha su
ciascuno. Preghiamo:
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
NONA
stazione
Gesù cade la
terza volta
V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa Croce hai
redento il mondo.
Dal
Libro del profeta Isaia
Is 53, 5
Egli
è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le
nostre iniquità.
Il
castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le
sue piaghe noi siamo stati guariti.
MEDITAZIONE
Sotto la croce, quasi prossimo al calvario, cade sfinito il Figlio di Dio. Schiacciato per le nostre iniquità. Sotto le macerie di una casa, quasi prossima al calvario, crollata il 23 gennaio a Favara perdono la vita due vittime innocenti: Marianna e Chiara. Travolte dall'iniquità. Il peccato sociale e collettivo della comunità di Favara, generosa e disordinata, ricca di cuore sempre e, a volte ricca di disprezzo per il prossimo e di rapina della sua dignità, ha provocato questa tragedia. Di morte per la famiglia Bellavia, di vergogna per la città e per noi fratelli di Gesù. Preghiamo Dio perché non ci condanni tenendo fede alla sua Parola che dice: per le sue piaghe siamo stati guariti.
Pausa
di silenzio
Preghiamo
Rit.: Dio abbia pietà di noi.
§
Della nostra disobbedienza privata e della nostra disobbedienza nella
vita civile.
§
Del nostro disinteresse del bene pubblico.
§
Di quanti preposti a curare le parti più bisognose del corpo della
società civile e del corpo ecclesiale di Gesù hanno
disobbedito a Lui e alle leggi dello Stato.
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
DECIMA
STAZIONE
Gesù
é spogliato delle sue vesti
V.
Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R.
Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Giovanni 19,23-24
I
soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue
vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato, e la
tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta
d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non
stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si
adempiva la Scrittura:
Si
son divise tra loro le mie vesti
e
sulla mia tunica han gettato la sorte.
MEDITAZIONE
Gesù
viene spogliato della sua dignità. Come tante famiglie di
Favara. Pur essendo laboriosi e pieni d'amore per i loro
figli, tanti genitori non riescono ad avere una casa
dignitosa. Gesù viene spogliato della sua dignità. Come
tanti disoccupati e stranieri bisognosi a Favara. Come chi
mercifica il proprio corpo. Come chi, anche giovanissimo, cede
alle tentazioni perdendo purezza e dignità, macchiandosi per
il gusto del piacere.
Gli aguzzini di Gesù si dividono le sue vesti. Un sopruso che
si ripete nella nostra mentalità di profittatori, pigri,
speculatori, accaparratori, quando si mangia rubando al
prossimo e calpestando la giustizia, quando ci si imbosca nel
servizio di uffici e burocrazia nascondendo carte o
profittando della propria posizione.
Invocazioni
Rit.:
Gesù, rivestici di te.
§
Perché Gesù Crocifisso ci conceda di presentarci irreprensibili
davanti a Lui.
§
Perché Gesù Crocifisso ci doni la fermezza della nostra fede.
§
Perché Gesù Crocifisso offra a noi tutti la speranza del Vangelo che
cambia la nostra vita.
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
UNDICESIMA
STAZIONE
Gesù è crocifisso
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca 23, 33-38
Quando
giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due
malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva:
«Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno». Dopo
essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte.
Il popolo stava a vedere, i capi invece lo schernivano
dicendo: «Ha salvato gli altri, salvi se stesso, se è il
Cristo di Dio, il suo eletto». Anche i soldati lo
schernivano, e gli si accostavano per porgergli dell’aceto,
e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso».
C’era anche una scritta, sopra il suo capo: Questi è il re
dei Giudei.
MEDITAZIONE
Gesù è giunto sulla cima dove gli daranno la morte, è il punto della terra più vicino al cielo. Lo stendono e lo inchiodano sulla croce, non ha più nulla, neppure la libertà di muovere una mano, un piede. L'efferatezza, la cattiveria, la bramosia accecano e armano l'uomo. Fino al delitto più atroce. Le stesse perversioni che hanno portato a Favara al brutale assassinio di un giovane imprenditore nisseno. Portato sulla cima di un monte. Ucciso dopo essere stato privato della libertà di mani e piedi. Troppe volte a Favara la mano dell'uomo viene armata dalla perversione che induce a rapire qualcuno all'affetto dei suoi cari. Troppe volte a Favara il desiderio sfrenato, la cupidigia, lo scherno e l’odio hanno crocifisso deboli e innocenti. Guardiamo all'alto della croce di Gesù, fedeli anche nel momento della sofferenza. Illuminati dalle sue parole: Padre, perdonali, perchè non sanno quello che fanno.
Invocazioni
Rit.:
Noi crediamo nella tua risurrezione, Signore.
§
Gesù Risorto ci dia la forza di vivere una vita che si rinnova sempre.
§
Gesù Risorto conceda alla Chiesa di testimoniare ovunque il messaggio
evangelico.
§
Gesù Risorto offra una speranza vera a tutti coloro che soffrono
nell’anima e nel corpo.
§
Gesù Risorto doni a tutte le famiglie di vivere nella pace e nella
concordia tra le diverse generazioni
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
DODICESIMA
STAZIONE
Gesù muore sulla Croce
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa Croce hai
redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca. 23, 44-47
Era
verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio
su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del
tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce,
disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito».
Detto questo spirò. Visto ciò che era accaduto, il
centurione glorificava Dio: «Veramente quest’uomo era
giusto».
MEDITAZIONE
Questa stazione ci ricorda tutte le situazioni della nostra vita, le nostre difficoltà, il nostro dolore. Se oggi
il Signore ci chiamasse, che ne sarebbe della nostra anima? Egli ci dice per mezzo del profeta: Vi sembra
questo il tempo di abitare tranquilli nelle vostre case ben coperte, mentre questa casa è ancora in rovina?
Noi viviamo al sicuro nelle nostre case. Intanto la città in cui viviamo, Favara, che altro non è che
abitazione di Dio più grande, brucia e va in rovina. Affoga nella morsa della violenza, nell’egoismo,
nell’offesa ai poveri, mentre noi ci diamo premura solo per le nostre case. Per i nostri piccoli lotti e orticelli.
E così facendo ci accorgiamo che il nostro lavoro non porta frutto perché non vogliamo rinunciare alla
tranquillità delle nostre abitazioni. Riflettiamo bene sul nostro comportamento. Su cosa costruiamo
la nostra vita? E ancora. Riflettiamo sulla morte tragica, sulla violenza, sui crolli, sul dolore che riguardano
tutti. In comunione. Come in un corpo solo.
Invocazioni
Preghiamo
insieme e diciamo: ASCOLTACI SIGNORE
§
Per le volte che abbiamo avuto un lutto in
famiglia e non lo abbiamo accettato.
§
Perché davanti alla morte sentiamo la speranza cristiana e non la
disperazione di chi dice : “Tutto è finito”. R:
§
Per tutte le persone che vivono come se
Dio non esistesse, senza pensare alla vita eterna. R:
§
Per noi che siamo Chiesa perché troviamo
la forza di testimoniare Cristo crocifisso. R:
§
Per noi qui presenti perché non ci siano
segni di divisioni e si sviluppi in ciascuno una fede adulta. R:
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
TREDICESIMA
STAZIONE
Gesù
viene deposto dalla croce e messo nel grembo di sua madre
Dal
Vangelo secondo Giovanni
Gv 12, 23-26
Gesù
rispose: “E’ giunta l’ora che sia glorificato il Figlio
dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di
grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore,
produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia
la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà
anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà.
MEDITAZIONE
Come il chicco di grano, Gesù muore per portare frutto. Ma di fronte alla morte, nella nostra città ci preoccupiamo tante volte soltanto di un estremo saluto dato al cimitero per occhio umano. E la morte non ci interroga sulla nostra vita. Restiamo fermi all’apparenza, indifferenti e senza piena comunione con gli altri, non produciamo frutto nelle nostre chiese, nei nostri gruppi e movimenti. Ci affatichiamo a lavorare dentro il tempio. Per istruire i bambini con la catechesi. Preparare solenni liturgie. Organizzare feste, tridui e novene, per rendere attive ed efficienti le parrocchie. Eppure non produciamo frutto. Perché facciamo assegnamento all’efficienza delle nostre attività religiose, con la speranza che diano molto e poi danno poco; perché abbiamo paura di affrontare apertamente le fiamme dell’insuccesso e del fallimento, e di rimanere bruciati nel fuoco della nostra città.
Invocazioni
Preghiamo
insieme e diciamo: Salvaci, Signore.
§
Concedi
Signore di riflettere sulla nostra azione. Perché non succeda
che i lontani dalla fede si allontanino ancor di più e che i
“vicini” induriscano i loro cuori, sicuri di essere nel
tuo recinto. Preghiamo.
§
Concedi
Signore che non accada di sentire la tua voce che chiama la
siccità sui nostri incontri e sulle assemblee, sul culto e
sulla catechesi, sulle feste e sui raduni e su ogni prodotto
delle mani. Preghiamo.
§
Fa
Signore che i nostri gruppi si adoperino quotidianamente non
soltanto per la costruzione della casa parrocchiale ma
dell’intera tua abitazione, la città degli uomini.
Preghiamo.
§
Donaci
di portare nella tua casa il legname della carità e del
servizio perché grazie al fuoco del tuo Spirito bruci di
amore e solidarietà e possa compiacerti in essa e manifestare
la tua gloria divina. Preghiamo.
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
QUATTORDICESIMA
STAZIONE
Gesù è deposto nel sepolcro
V. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo.
R. Perché con la tua santa Croce hai redento il mondo.
Dal Vangelo secondo Luca. 23, 50-54
C’era
un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e
giusta. Non aveva aderito alla decisione e all’operato degli
altri. Egli era di Arimatèa, una città dei Giudei, e
aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato e chiese il
corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un
lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella
quale nessuno era stato ancora deposto. Era il giorno della
Parascève e già splendevano le luci del sabato.
MEDITAZIONE
Il Sepolcro: termine di ogni speranza che sia solo umana. Un corpo esamine: ecco tutto quello che rimane di Gesù agli occhi del mondo. Quando sono limitate le vedute umane, quanto infinitamente più grande gli orizzonti che Dio schiude. Eppure tante volte ci curiamo soltanto dei sepolcri imbiancati. Delle lapidi pulite e luccicanti. E dimentichiamo i cuori. Restiamo fermi all'apparenza. A una fede “mordi e fuggi”, distaccata, basata sul “devozionismo” limitato ad aspetti esteriori legati soli alla tradizione per il santo protettore. Fermi all'apparenza del conseguimento di un Sacramento visto come punto di arrivo di un percorso “obbligato” in parrocchia. Percepiamo estranea alla vita la Parola e non la vediamo come un elemento che può dare risposte alla quotidianità. L’azione pastorale è resa difficile da fretta, superficialità e mancanza di costanza con cui si vive la fede. E così restiamo chiusi nel sepolcro.
Invocazioni
Preghiamo
insieme e diciamo: converti,
Signore, i nostri cuori.
§
Gesù
che hai voluto essere simile a noi in tutto fuorché il
peccato, insegnaci a gioire con chi gioisce e a piangere con
chi piange. Perche la nostra carità diventi sempre più
concreta e generosa.
§
Gesù,
medico dei corpi e delle anime, guarisci le profonde ferite
della nostra umanità, perché possiamo godere pienamente3 dei
doni della tua redenzione.
§
Gesù
aiutaci a portare un messaggio di bontà e di grazia ai poveri
e ai sofferenti per incontrare te presente nei nostri fratelli
§
Per
i medici, gli infermieri e quanti operano nel campo della
sanità, fa che con il loro servizio sappiano ridare la
speranza ai malati e sappiano donare la serenità e la salute
§
Gesù
perdonaci se non ti abbiamo riconosciuto nei poveri, negli
ammalati, negli emarginati, nello straniero che cerca rifugio
nella nostra città.
Santa
Madre, deh! Voi fate
che
le piaghe del Signore
siano
impresse nel mio cuor.
RESURREZIONE
Dal Vangelo secondo Giovanni. 20, 6-8
Giunse
Simon Pietro ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra,
e il sudario, che era stato posto sul capo, non per terra con
le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche
l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e
vide e credette.
Meditazione
Siamo in corsa verso orizzonti di luce o andiamo di corsa verso sepolcri senza uscita? Favara rimane piagata da ferite e custodita in tombe di dolore, di disperazione, di non senso. Nelle nuove generazioni favaresi c’è una profonda incapacità di sperare dovuta soprattutto a: disagio occupazionale e socio-economico, scoraggiamento, mancanza di aspettative e prospettive future. Nei genitori e negli educatori c’è quasi la rassegnazione che nulla potrà cambiare e non vale la pena di spendersi troppo. Ecco l’SOS lanciato ai credenti, le sentinelle del mattino, che sanno rimanere sulle soglie di ogni piaga del mondo per denunciare da una parte la cancrena dell’ingiustizia e della violenza, della fame e delle chimere della società opulenta e, dall’altra, hanno il coraggio di annunciare che Cristo ha inaugurato la giustizia dell’amore, la pace dei cuori, il banchetto dei poveri, la verità che rende liberi. Quando su questa soglia, tra la vita e la morte, tra il buio e la luce, noi credenti diventiamo trasparenza della vittoria di Cristo, allora la corsa si arresta e ai molti è dato di fermarsi, di vedere e di credere; allora è possibile ripartire e rimanere in corsa per annunciare quella speranza che si alimenta della fede nella Resurrezione e della carità in grado di sanare le ferite dell’umanità.
Invocazioni
§
Quando ci fermiamo dinanzi ai nostri sepolcri di morte
Salvaci,
Signore!
§
Quando ci alletta il buio della disperazione, la notte dello sconforto,
la tentazione di fermarci
Salvaci,
Signore!
§
Quando preferiamo dissanguare nelle ferite del nostro peccato,
trascurando l’opportunità del perdono
Salvaci,
Signore!
§
Cristo Gesù, tu hai rimosso la pietra sepolcrale
Donaci
di credere che la tua Risurrezione è vita!
§
Cristo Gesù, tu hai lasciato le bende e il sudario nel buio del
sepolcro
Donaci
di credere che la tua Risurrezione è salvezza!
******************************************************************************
|
Parrocchia
B.M.V. di tutte le Grazie |
PRIMA
STAZIONE |
|
Parrocchia
B.M.V. del Carmine |
SECONDA
STAZIONE |
|
Parrocchia
B.M.V. del Transito |
TERZA
STAZIONE |
|
Parrocchia
B.M.V. dell’Itria |
QUARTA
STAZIONE |
|
Parrocchia
S.S. Pietro e Paolo |
QUINTA
STAZIONE Gesù
è aiutato dal Cireneo a portare la Croce |
|
Parrocchia
S Giuseppe Artigiano |
SESTA
STAZIONE
Veronica
asciuga il volto di Gesù |
|
Parrocchia
San Calogero |
SETTIMA
STAZIONE
Gesù
cade per la seconda volta |
|
Parrocchia
S. Antonio di Padova (Matrice) |
OTTAVA
STAZIONE |
|
Parrocchia
San Vito |
NONA
STAZIONE
Gesù
cade la terza volta |
|
Gruppi
di Padre Pio |
DECIMA
STAZIONE |
|
Confraternita
|
UNDICESIMA
STAZIONE |
|
San
Vincenzo |
DODICESIMA
STAZIONE |
|
R.N.S. |
TREDICESIMA
STAZIONE |
|
O.F.S. |
QUATTORDICESIMA
STAZIONE |
|
COLLEGINE |
RESURREZIONE |
segreteria.cpc@hotmail.it
Via
Crucis Cittadina 26 marzo 2010
COMUNICATO
29.3.2010
Domani
sera, come da programma della Settimana Santa
pubblicato dalla Confraternita, alle ore 21,00 al
CALVARIO, celebrazione della Santa Messa per
ricordare le due bambine, Marianna e Chiara Pia
Bellavia, tragicamente perite nel crollo della
loro casa del centro storico, lo scorso 23
gennaio.
A
seguire, sempre all’interno del Calvario, ai
piedi della grande Croce, VIA CRUCIS, seguendo
l’ottimo schema di riflessione, elaborato dalla
Consulta Cittadina di Pastorale Giovanile, che
invita a concentrare l’attenzione su taluni,
negativi comportamenti tipicamente favaresi e su
quelle case del centro storico, dove molte persone
delle fasce sociali più deboli, vivono la propria
Passione quotidianamente.
L’iniziativa
della Confraternita della Santa Croce del
Calvario, programmata il Martedì Santo, (al posto
della Via Crucis vivente, che i responsabili hanno
deciso quest’anno di sospendere in omaggio alle
due innocenti vittime della tragedia), si propone
di stimolare tutti, ciascuno per il suo ruolo di
responsabilità, ad essere più attenti nei
confronti della città e, in particolare, della
parte di città più povera e fatiscente.
Ovviamente
l’invito alla partecipazione è
rivolto a tutti, mentre quello all’impegno
concreto è soprattutto indirizzato, ai politici e
comunque a
tutte quelle autorità dalle quali dipende la
soluzione dei problemi legati alla sicurezza dei
quartieri.
Attraverso
questo raduno di preghiera al Calvario, si cerca
ancora di tenere i riflettori puntati su quella
parte di città abbandonata da troppo tempo al
degrado, così come si è cercato
di fare venerdì scorso, con la presenza
dell’Arcivescovo don Franco nella Via Crucis
interparrocchiale.
La
speranza è di ottenere dei risultati positivi,
perché è davvero tempo, finalmente, di avviare
quanto meno seriamente a soluzione il problema del
centro storico di Favara e di passare dalla
solidarietà a parole, ad opere concrete
necessarie, al fine di non costringere tante
famiglie a celebrare la Via Crucis tutto l’anno.
Sac.
Diego Acquisto
Parroco
del Calvario
Assistente
Spirituale della Confraternita della Santa Croce
di Favara
|
AUGURI PER UN SANTO NATALE, BUONA FINE d'ANNO e BUON INIZIO del nuovo ANNO civile 2010. |
*************
In data 12.12.2009, così come programmato, si sono svolte le elezioni a cui hanno partecipato i 28 confrati aventi diritto, così come indicato nel verbale del 20.11.2009. Tutto si è svolto regolarmente; il Decano è risultato eletto al primo scrutinio, avendo ottenuto i due terzi dei voti. Anche gli altri componenti del precedente direttivo sono stati tutti confermati.
Pertanto per il TRIENNIO 2010-2012 il DIRETTIVO risulta ancora così composto:
1. Sac. Diego Acquisto - Assistente Spirituale
2. Sutera Sardo Rosario - Decano
3. Azzaretto Antonio
4. Farini Giuseppe
5. Montaperto Calogero
6. Sciortino Franco
7. Sutera Sardo Salvatore
Nel prima riunione del direttivo, così come stabilisce lo Statuto, saranno assegnate le cariche di segretario e di tesoriere per il triennio 2010-2012.
************************************************************
N.B. In una nota della Curia, a firma di Mons. Gaetano Di Liberto, viene ufficialmente formulato al Direttivo, l'invito a proporre eventuali modifiche dello Statuto, - (che, in data 25.10.2005, è stato approvato "ad experimentum" per un quinquennio)-, in scadenza il prossimo 25.10.2010.
************************************************************************
Confraternita
della Santa Croce del Calvario Favara
VERBALE
DELLA SEDUTA DEL DIRETTIVO
20
novembre 2009
Oggi
20 novembre 2009 alle ore 21,00 nella sede della
Confraternita di Piazza Capitano Vaccaro a Favara
si è riunito il direttivo del triennio 2007-2009
della Confraternita della Santa Croce del
Calvario.
Sono
presenti: Don Diego Acquisto (Assistente
Spirituale), Sutera Sardo Rosario (Decano), Sutera
Sardo Salvatore (Segretario), Sciortino Franco
(Tesoriere), Montaperto Lillo, Farini Giuseppe e
Azzaretto Antonio.
Dopo
la preghiera si apre la discussione sulle elezioni
per il rinnovo del direttivo che durerà in carica
nel triennio 2010-2012.
In
ottemperanza a quanto stabilito dallo Statuto si
verificano le presenze alle varie riunioni della
Confraternita in considerazione a quanto stabilito
dallo Statuto che assegna il diritto di voto a
quanti hanno totalizzato almeno il 50% delle
presenze.
Risultano
avere diritto di voto i seguenti confrati che
vengono elencati, mettendo tra parentesi il numero
delle presenze nel triennio:
1)
Sutera Sardo Salvatore (32), 2)
Sutera Sardo Rosario (31),
Per
il Direttivo hanno i requisiti per essere eletti
come consiglieri i seguenti confrati: Sutera Sardo
Rosario, Sutera Sardo Salvatore, Montaperto
Calogero, Azzaretto Antonio, Farini Giuseppe,
Sciortino Franco, Intorre Giovanna Silvana, Fallea
Filippo, Sutera Sardo Carmela, Farini Calogera,
Carrubba Croce, Leone Alfonso.
Le
elezioni per il Decano e il direttivo si
svolgeranno il prossimo 12 Dicembre (Sabato) dalle
ore 19,00 alle ore 21,30; nel caso in cui, per
l’elezione del Decano non si raggiungesse la
maggioranza prevista dallo Statuto, le elezioni
per il solo Decano si ripeteranno lunedì 14 e se
necessario ancora nei giorni 15 – 16 dicembre
dalle ore 19,00 alle ore 21,30. Lo scrutinio
avverrà, ogni volta, subito dopo la conclusione
delle operazioni di voto.
Letto,
approvato e sottoscritto.
Favara
20 Novembre 2009
Salvatore
Sutera Sardo (Segretario)
Rosario
Sutera Sardo (Decano)
Giuseppe
Farini
Calogero
Montaperto
Azzaretto
Antonio
Sac. Diego Acquisto
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Attenzione - avviso del 07 novembre 2009
ELEZIONI per il rinnovo del DIRETTIVO
della
CONFRATERNITA della SANTA CROCE del CALVARIO
Nella riunione del Direttivo del 06.11.2009, - presenti Don Diego Acquisto, Rosario Sutera Sardo, Salvatore Sutera Sardo, Franco Sciortino, Antonio Azzaretto, Giuseppe Farini, (assente giustificato Lillo Montaperto) - è stata fissata per il prossimo 12 dicembre (sabato) dalle ore 19 alle ore 21,30 la data delle elezioni per il Direttivo del prossimo triennio 2010-2012.
Nel caso in cui, per l'elezione del Decano non si raggiungesse la maggioranza prevista dallo Statuto, le elezioni per il solo Decano si ripeteranno lunedì 14 - e se necessario ancora nei giorni15-16 dicembre - dalle ore 19 alle ore 21,30.
Lo scrutinio avverrà, ogni volta, subito dopo la conclusione delle operazioni di voto.
*******************************************
Confraternita della Santa
Croce del Calvario di Favara Comunicato stampa
La Confraternita della S. Croce del Calvario di Favara ha approfondito, attraverso un apposito incontro, la decisione presa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, in merito alla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche.
Tale decisione rappresenta una violazione della libertà delle famiglie cristiane di educare i loro figli secondo il loro credo religioso, la loro cultura e la loro tradizione. Da sottolineare che detto provvedimento viola l’art. 7 della nostra Costituzione, che afferma che Stato e Chiesa Cattolica sono nel proprio ordine indipendenti e sovrani e che i loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. D’altra parte, la corte di Strasburgo è un organismo della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, le cui decisioni non hanno alcun valore prescrittivo per l’Italia; valore vincolante hanno invece le sentenze emesse dalla Corte di Giustizia europea, che rappresenta il massimo organo giurisdizionale della Unione europea. Tale sentenza, frutto di un laicismo estremo, non tiene in considerazione la storia millenaria di molti stati europei, i loro usi, i loro costumi, il credo religioso. La religione cristiana rappresenta una dimensione importante della cultura dell’uomo, essa è strettamente collegata alle tradizioni, alla storia ed alla identità di ciascun popolo. Così come ogni popolo ha diritto di essere se stesso e di manifestare liberamente le proprie convinzioni ed il proprio credo religioso, devono pure essere assicurati ai popoli provenienti da altre civiltà, accoglienza, rispetto e soprattutto la possibilità di manifestare liberamente la propria fede. Sarebbe una pura follia, peraltro, cancellare con un colpo di spugna la nostra storia, eliminare dai programmi scolastici la Divina Commedia, i Promessi Sposi , cancellare dalla storia dell’arte le opere di Michelangelo o quelle di numerosi artisti e pensatori cristiani.
L’accettazione
e la cortese tolleranza costituiscono la strada
per la comprensione delle altre religioni
e per il superamento dell’integralismo
religioso, che costituisce il pericolo maggiore
per la convivenza civile tra i popoli.
I responsabili della comunicazione
Lillo Montaperto - Totò Pirrera
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Arcidiocesi
di Agrigento CONFRATERNITA di FAVARA S
T A T U T O E
R E G O L A M E N T O ARTICOLO
1 SCOPO Durante
tutto l’anno e soprattutto nei giorni della
Settimana Santa, la Confraternita della Santa
Croce del Calvario di Favara, cura il decoro del
luogo sacro del Calvario,
la devozione verso il Crocifisso e la
Madonna Addolorata, interessandosi anche del
regolare ed ordinato svolgimento delle
processioni, favorisce in ogni modo un cammino di
maturazione cristiana degli associati, nello
spirito del Vangelo ed in docile adesione
all’insegnamento del Magistero della Chiesa, ed
a norma del Can. 298 § 1 del C.J.C., tende a
promuovere un’esplicita testimonianza di fede e
di opere. A
tal fine: -
Stimola i confrati ad una partecipazione
consapevole ed attiva alle varie funzioni
liturgiche, soprattutto alla Via Crucis nel
periodo quaresimale, anche con l’abito votivo,
quando ciò dovesse essere richiesto dalle
circostanze e stabilito dal direttivo. -
Promuove e
partecipa, a corsi formativi spirituali e
culturali per l’approfondimento delle verità
della fede e secondo l’insegnamento della
Dottrina Sociale della Chiesa. -
Collabora attivamente nella pastorale
diocesana, parrocchiale e cittadina. -
Svolge attività caritative ed
assistenziali a favore dei poveri, degli
emarginati e degli ultimi, tenendo in particolare
considerazione i bisogni emergenti del territorio
favarese. -
Cura e
promuove attività di socializzazione, sportive,
ricreative e acculturazione dei confratelli. -
Collabora, a norma del Can. 328, con le
altre associazioni di fedeli, soprattutto con
quelle esistenti nello stesso territorio. ARTICOLO
2 AUTORITA’ La
Confraternita dipende esclusivamente
dall’autorità ecclesiastica per quanto riguarda
l’esistenza, il funzionamento e
l’amministrazione, in conformità al Can. 305
del C.J.C. ARTICOLO
3 ISCRIZIONE Possono
aderire alla Confraternita, come confratelli o
consorelle, uomini e donne di provata moralità e
fede religiosa, che abbiano compiuto 18 anni. Possono chiedere di far parte della Confraternita
come aspiranti, i
minori, che, avendo ricevuto il sacramento
della Cresima, iniziano così il noviziato, con
possibilità di diventare Confratelli, non appena
raggiunto il
18° anno di età. La
domanda d’iscrizione, compilata secondo un
particolare modulo predisposto, corredata dai
seguenti certificati: o
battesimo, o
cresima, o
matrimonio religioso, o
presentazione del proprio Parroco, è
sottoposta all’approvazione del direttivo. Dopo
un anno di tirocinio, il consiglio direttivo voterà
l’ammissione o meno dell’aspirante alla
Confraternita. Dal
momento dell’ammissione, l’aspirante inizia
l’anno del noviziato, alla fine del quale, a
giudizio insindacabile del direttivo, potrà
diventare confratello effettivo. Ogni
iscritto dovrà esplicitamente dichiarare di
accettare lo Statuto e sarà tenuto: -
al rispetto di tutte le norme statutarie e
di quelle
emanate dal
sodalizio stesso, oltre che dell’ Autorità
Ecclesiastica; -
al versamento della quota associativa
stabilita annualmente dal
direttivo; -
a realizzare gli scopi precipui della
Confraternita richiamati
all’art. 1; -
a partecipare alle funzioni liturgiche e
agli incontri formativi, promossi dalla
Confraternita. La
qualifica di confratello si perde per dimissioni,
per indegnità, per assenteismo e per altre cause
previste dal Can. 316 e viene determinata con
provvedimento del direttivo. ARTICOLO
4 DIRETTIVO La
Confraternita è retta da un direttivo composto da
sette membri : -
il Parroco-pro tempore della Parrocchia S.
Vito, - nella cui circoscrizione territoriale è
ubicato l’edificio sacro del Calvario- nella
qualità di Assistente Spirituale, eccetto che
l’Ordinario Diocesano nomini un altro
presbitero; -
il Decano; -
cinque consiglieri eletti dall’assemblea
dei confratelli. Due di essi saranno nominati dal
Direttivo, uno Tesoriere e un altro Segretario. La
carica di Decano può essere ricoperta da
confratelli che appartengono alla medesima con
un’anzianità di almeno dieci anni, mentre per
quella di consigliere si richiede un’anzianità di almeno cinque anni, computato
anche il noviziato. Il Decano non può essere
eletto più di due volte consecutive. Tutti i
membri elettivi durano in carica tre anni.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx Alle
elezioni, che si svolgeranno separatamente per il
Decano e per i Consiglieri, hanno diritto di voto
attivo tutti i Confratelli regolarmente iscritti
ai sensi dell’Art. 3. In
caso di dimissioni o di decesso del Decano, gli
subentra nella carica il Consigliere più anziano
per appartenenza alla Confraternita ed in
caso di parità di appartenenza alla
Confraternita di due o più Consiglieri, del
Consigliere più anziano per età, fino alla
elezione del nuovo Decano da parte
dell’Assemblea, da effettuarsi entro 60 giorni. In
caso di dimissioni o di decesso di altro
componente del Consiglio Direttivo, subentrerà il
primo dei non eletti. Il
Consiglio si riunisce tutte le volte che il Decano
lo ritiene necessario o che ne sia fatta richiesta
da almeno tre dei suoi membri, comunque, almeno
ogni tre mesi. Per
la validità delle deliberazioni occorre la
presenza effettiva della maggioranza dei membri
del Consiglio ed il voto favorevole della
maggioranza dei presenti. Il
direttivo è investito di tutti i poteri per la
gestione ordinaria della Confraternita ed è
l’organo esecutivo della volontà assembleare in
materia di ordinaria amministrazione, mentre per
quanto riguarda atti di straordinaria
amministrazione si richiede tassativamente un
mandato specifico dell’Assemblea. Il
Decano rappresenta legalmente la Confraternita nei
confronti dei terzi ed in giudizio, a norma del
can. CJC 1288 che proibisce di adire le vie legali
senza licenza scritta del proprio Ordinario. Cura
l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea e
del Consiglio. Nei casi di riconosciuta urgenza,
può esercitare i poteri del Consiglio, salvo
ratifica da parte di questo alla prima riunione
successiva. xxxxxxxx
Il Parroco-pro tempore della Chiesa S. Vito, è il
legale rappresentante dell’edificio sacro del
Calvario. ARTICOLO
5 PATRIMONIO
E MEZZI FINANZIARI Il
patrimonio è costituito: -
da eventuali beni immobili,
di cui comunque la Confraternita verrà in
proprietà e titolarità, compresi i diritti sopra
gli stessi, anche come concessioni amministrative; -
da eventuali fonti di riserva costituiti
con l’eccedenza del bilancio; -
da eventuali donazioni, lasciti ereditari
degli iscritti o di estranei. Con
l’elezione di un nuovo Direttivo sarà redatto
(o anche verificato quello già esistente) un
inventario dei beni patrimoniali dell’Ente. Il
documento sarà stilato e sottoscritto dal decano,
dall’Assistente
e da tre Confratelli appositamente eletti
dall’Assemblea. Le
entrate sono costituite: -
dalle quote dei Confratelli; -
da altre possibili entrate, che concorra ad
incrementare l’attivo della Confraternita. ARTICOLO
6 ESERCIZIO
FINANZIARIO
L’esercizio finanziario si chiude al 31
Dicembre di ogni anno e il rendiconto, approvato
dall’Assemblea dei Confratelli, viene trasmesso,
a norma del Can. 319, all’Autorità
ecclesiastica, entro il 31 Marzo successivo. ARTICOLO
7 DIREZIONE
SPIRITUALE L’Assistente
Spirituale, a
norma del Can. 317 del C.J.C., provvede alla
formazione religiosa dei Confratelli ed è
responsabile dell’esercizio del culto nella
Cappella del Calvario della Confraternita.
Il suo consenso è
vincolante per l’ammissione di un nuovo
Confratello.
A norma del Can 319,
per cui “una Confraternita amministra i beni,
che possiede, sotto la suprema direzione
dell’Autorità Ecclesiastica”, i verbali
dell’esercizio finanziario, di cui all’Art. 5,
saranno controfirmati dall’Assistente. ARTICOLO
8 ASSEMBLEE I
Confratelli sono convocati in Assemblea, ai sensi
del Can. 309 del C.J.C., mediante comunicazione
personale oppure a mezzo di editto pubblico,
affisso alla porta della Chiesa. L’avviso di
convocazione dovrà contenere gli argomenti
all’ordine del giorno e dovrà essere inoltrato
o affisso almeno otto giorni prima
dell’adunanza. L’Assemblea
Ordinaria che dovrà essere convocata almeno una
volta all’anno, delibererà sul rendiconto
finanziario, sugli indirizzi e direttive generali
della Confraternita, sulle spese straordinarie e
su quanto altro è ad essa demandato per legge o
per statuto: il tutto salvo ratifica
dell’Autorità Ecclesiastica (Can. 305). L’Assemblea
dei Confratelli stabilisce, nella sua prima seduta
dell’anno, in base al bilancio di previsione per
l’esercizio finanziario dell’anno che si apre,
il tetto massimo di spesa da parte del Consiglio
per particolari situazioni straordinarie. Hanno
diritto ad intervenire alla Assemblea elettiva
tutti i Confratelli effettivi, cioè i confrati
che hanno adempiuto i seguenti doveri: o
partecipazione alle convocazioni previste
dal programma annuale, almeno per il 50% di volte,
dimostrata dalle firme nel registro delle
presenze, o
regolarità nel pagamento della retta
annuale. L’esercizio del diritto di voto è strettamente personale e
quindi non delegabile. L’Assemblea
dei Confratelli, salvo il caso in cui intervenga
un rappresentante dell’Autorità Ecclesiastica,
è presieduta dal decano o dal delegato del decano
. Delle riunioni assembleari si redige processo
verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario. Un
terzo dei Confratelli rappresenta il quorum per la
validità delle Assemblee. Per
deliberare su affari di straordinaria
Amministrazione sarà necessaria la previa
comunicazione all’Ordinario Diocesano
dell’adunanza e degli argomenti all’ordine del
giorno. Il deliberato sarà valido solo a seguito
del visto di approvazione di detta Autorità. Qualora
almeno un quarto dei Confratelli lo ritenga
necessario, viene convocata una Assemblea
straordinaria, il cui ordine del giorno deve
essere chiaramente motivato dai richiedenti. ARTICOLO
9 RIUNIONI Anche
per le normali riunioni della Confraternita il
quorum è determinato da un terzo dei soci. ARTICOLO
10
CONTROVERSIE Le
eventuali controversie tra i Confratelli e/o tra
questi e la Confraternita o suo organo, saranno
sottoposte alla competenza di tre probiviri da
nominarsi dall’assemblea: essi giudicheranno ex
bono et aequo senza formalità di procedure. L’eventuale
ricorso contro il loro deliberato sarà esaminato
dall’ Ordinario Diocesano, le cui decisioni
saranno vincolanti per le parti ed inappellabili. ARTICOLO
11 RINVIO
AD ALTRE NORME Per
tutto quanto non previsto nel presente Statuto, si
applicheranno le norme del Codice Canonico, le
circolari della Sacra Congregazione e le leggi
dello Stato, se ed in quanto applicabili. Del
presente Statuto fa parte integrante a tutti gli
effetti l’allegato “regolamento” per le
elezioni dell’Amministrazione. Eventuali
deroghe alla normativa dello Statuto dovranno
essere stabilite o approvate dall’Ordinario
Diocesano. NORME
TRANSITORIE In
linea transitoria, nel primo anno, a partire dalla
data della sua formale costituzione, il direttivo
della Confraternita è costituito dal Direttivo in
carica del Comitato “Venerdì Santo”.
Successivamente si passerà alla elezione da parte
dell’Assemblea, secondo le norme ed i criteri
fissati negli articoli dello Statuto. Il Direttivo
valuterà i requisiti di eleggibilità, specie per quanto riguarda l’anzianità di appartenenza al
Comitato. Nella
prima fase le
cariche del Direttivo verranno assegnate su
proposta dell’Assistente, con approvazione
dell’Assemblea, da tenere entro 60 giorni, a
partire dal compimento del primo anno dalla
costituzione ufficiale della Confraternita. Risulterà eletto Decano
colui che avrà riportato una maggioranza
qualificata dall’Assemblea di almeno i due terzi
dei presenti in prima e seconda votazione, e della
metà più uno a partire dalla terza votazione. Il
primo anno di
vita della
Confraternita, a partire dalla sua
istituzione, deve essere considerato per tutti un
anno di formazione, al termine del quale
l’Assistente presenterà una dettagliata
relazione al competente Ufficio della Curia, per
ogni decisione che dovesse ritenersi necessaria. R
E G O L A M E N T O Per
le ELEZIONI della AMMINISTRAZIONE Art.
1 -Diritto
di elettorato. L’elettorato
attivo e passivo spetta ai Confratelli, ai sensi
di quanto stabilito dagli artt. 3 e 6 dello
Statuto. Art.
2 -
Costituzione della Commissione Elettorale. La
Commissione Elettorale, nominata dal direttivo, è
composta da tre Confratelli. La
Commissione Elettorale è presieduta da uno dei
suoi membri eletto a maggioranza assoluta dai suoi
componenti. Le
funzioni di Segretario sono svolte da un membro
designato dal Presidente. La
commissione è nominata non oltre il trentesimo
(30°) giorno antecedente a quello fissato per le
votazioni. Tutte
le decisioni della Commissione Elettorale sono
prese a maggioranza. Art.
3 -
Funzioni della commissione Elettorale. La
Commissione Elettorale forma o aggiorna l’elenco
dei Confratelli. Gli
elenchi debbono recare cognome, nome, data e luogo
di nascita delle persone che vi sono iscritte,
domicilio e recapito telefonico. Gli
elenchi devono essere depositati non oltre il
ventesimo (20°) giorno antecedente a quello
fissato per le votazioni. Art.
4 -
Ricorsi contro l’erronea compilazione
degli elenchi. Avverso
l’erronea compilazione degli elenchi è ammesso
ricorso da parte degli interessati, entro il
termine perentorio di dieci giorni dalla data di
deposito degli elenchi stessi. La
Commissione decide entro i successivi cinque
giorni sulla base della documentazione prodotta
dagli interessati e dagli atti acquisiti
dall’ufficio. Gli
elenchi definitivi sono rimessi ai seggi
elettorali (all’atto del loro insediamento), i
quali sono tenuti ad esporli, perché tutti ne
possano prendere visione. Art.
5 -
Costituzione, composizione e nomina dei
seggi elettorali. Almeno
cinque giorni prima della data delle elezioni
viene costituito il seggio elettorale composto da
tre membri: un Presidente e due Scrutatori di cui
uno funge da Segretario, scelti dal Presidente fra
i Confratelli. Art.
6 -
Validità delle deliberazioni dei seggi
elettorali. Tutte
le decisioni del seggio Elettorale sono prese a
maggioranza dei presenti. In
caso di parità prevale il voto del presidente. Art.
7 -
Predisposizione delle schede. Le
schede, per l’espressione del voto, devono
essere costituite da fogli di uguale grandezza e
colore, recanti il timbro della Confraternita e
vidimate dal Presidente. Qualora
la vidimazione non avvenga lo stesso giorno delle
votazioni, le schede vidimate devono essere
custodite in plichi sigillati. Art.
8 -
Modalità delle votazioni. Le
votazioni si svolgono in una sola giornata,
secondo l’orario stabilito dall’editto. Nel
locale adibito alle votazioni deve essere
determinatolo spazio riservato al pubblico, lo
spazio riservato ai componenti del seggio e lo
spazio riservato ai votanti. xxxxxxxxxxxxxx Il
seggio elettorale viene aperto per tre ore nel
giorno indicato per le votazioni. Le elezioni
saranno ritenute valide e si procederà allo
spoglio delle schede se nel tempo di apertura del
seggio elettorale avrà votato la maggioranza
assoluta degli aventi diritto al voto. Il
voto viene espresso personalmente da ciascun
elettore mediante l’indicazione del cognome o
del numero della persona prescelta. Ogni
elettore può esprimere non più di due
preferenze. A
parità di voti, risulterà eletto il Confratello
con maggiore anzianità nella confraternita, o, in
mancanza di elementi certi in tal senso, il
Confratello più anziano di età. Nella
elezione del Decano, per il quale verrà espresso
un solo voto, per due votazioni ci si attenga alla
maggioranza dei due terzi, nella terza si segue il
criterio della metà più uno, nella quarta della
maggioranza relativa. Art.
9 -
Operazioni di scrutinio. Le
operazioni di scrutinio hanno inizio
immediatamente dopo la chiusura delle votazioni e
non possono essere interrotte fino al loro
compimento. Delle
operazioni di scrutinio viene redatto processo
verbale in duplice originale, che è sottoscritto
in ogni foglio dal Presidente e dagli Scrutatori. Da
detto processo verbale devono in particolare
risultare i seguenti dati: -
il numero degli elettori e quello dei
votanti; -
il numero dei voti di preferenza riportati
da ciascun candidato. Un
esemplare dei verbali compilati dal seggio, resta
depositato presso l’archivio della
Confraternita, l’altro esemplare, in busta
chiusa, va rimesso subito al competente Ufficio
della Curia. Art.
10 -
Proclamazione degli eletti. Concluse
le predette operazioni, il Presidente procede alla
proclamazione degli eletti, che verranno immessi
in carica dopo la conferma da parte
dell’Ordinario Diocesano (Can. 317 del C.J.C.). Art.
12 -
Controversie. Per
eventuali controversie è competente l’Ordinario
Diocesano. N.B.
Approvato dall’Arcivescovo, per un quinquennio, in data
25.10.2005, contestualmente al Decreto di
istituzione della Confraternita Prot. N° CAN – 2004
– 258. ******************************************************** Favara, 09/11/09 La
Confraternita della S. Croce del Calvario di
Favara ha approfondito, attraverso un apposito
incontro, la decisione presa dalla Corte europea
dei diritti dell’uomo di Strasburgo, in merito
alla presenza del crocifisso nelle aule
scolastiche. Tale
decisione rappresenta una violazione della libertà
delle famiglie cristiane di educare i loro figli
secondo il loro credo religioso, la loro cultura e
la loro tradizione.
Da sottolineare che detto provvedimento
viola l’art. 7 della nostra Costituzione, che
afferma che Stato e Chiesa Cattolica sono
nel proprio ordine indipendenti e sovrani e che i
loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi.
D’altra parte, la corte di Strasburgo è un organismo della Convenzione europea dei diritti
dell’uomo, le cui decisioni non hanno alcun
valore prescrittivo per l’Italia; valore
vincolante hanno invece le sentenze
emesse dalla Corte di Giustizia europea,
che rappresenta il massimo organo giurisdizionale
della Unione europea. Tale sentenza, frutto di un
laicismo estremo,
non tiene in considerazione la storia
millenaria di molti stati europei,
i loro usi, i loro costumi, il credo
religioso. La religione cristiana rappresenta una
dimensione importante della cultura dell’uomo,
essa è strettamente collegata alle tradizioni, alla storia ed alla identità di ciascun
popolo. Così come ogni popolo ha diritto di
essere se stesso e di manifestare liberamente le
proprie convinzioni ed il proprio credo religioso,
devono pure essere assicurati ai popoli
provenienti da altre civiltà, accoglienza,
rispetto e soprattutto la possibilità di
manifestare liberamente
la propria fede.
Sarebbe una pura follia, peraltro,
cancellare con un colpo di spugna la nostra
storia, eliminare dai programmi scolastici la
Divina Commedia, i Promessi Sposi , cancellare dalla storia dell’arte le opere di
Michelangelo o quelle di numerosi artisti e
pensatori cristiani. L’accettazione
e la cortese tolleranza costituiscono la strada
per la comprensione delle altre religioni
e per il superamento dell’integralismo
religioso, che costituisce il pericolo maggiore
per la convivenza civile tra i popoli. I
responsabili della comunicazione Lillo
Montaperto - Totò Pirrera ***********************************************************
Collegati
e visita il sito web della CONFRATERNITA
della SANTA CROCE del CALVARIO di FAVARA www.confraternitasantacrocecalvariofavara.com
ATTENZIONE
Mercoledì
Santo 08-aprile 2009 i bambini della Scuola Materna,
dopo
aver pregato nella Cappella del Calvario, soprattutto per le
famiglie colpite dal terremoto in Abruzzo,
hanno
depositato i loro doni per i poveri nella
BUCA
della Solidarietà.
Ricordiamo
che la
domenica delle Palme, dello scorso anno,
esattamente il 16.3.2008, c'è stata la benedizione e
l’inaugurazione della BUCA della SOLIDARIETA’.
Cioè, accanto alla porta che qualche anno
fa è stata inaugurata per favorire l’ingresso
alla Cappella del Calvario alle persone
diversamente abili, evitando la lunga scalinata d’ingresso, a cura della
CONFRATERNITA è stata collocata una buca, simile
a quella delle lettere, ma naturalmente di più
grandi dimensioni, per consentire a chi vuole
compiere un gesto di solidarietà di potere
imbucare generi di prima necessità da destinare a
famiglie bisognose. Una buca che è perciò in funzione
sempre, in tutte le ore del giorno e della notte,
24 ore su 24. La Confraternita della Santa Croce
del Calvario, - e segnatamente la Commissione
Caritas che all’interno si è costituita, - si
fa carico di utilizzare i generi alimentari
raccolti e assistere
persone e famiglie che versano nel disagio.
*************************************************
ATTENZIONE
Sabato
22 novembre 2008
Iniziativa
della Confraternita Giornata
della solidarietà: raccolta di viveri per i poveri, davanti
ai supermercati di Favara. Si
ricorda altresì che è sempre in funzione al Calvario, 24 ore
su 24 , la "Buca della solidarietà"
************************************
Predica
al Calvario di don NINO GIARRAPUTO Lunedì Santo - 17.03.08 Processione
della Madonna Addolorata Maria,
donna coraggiosa Sarà
stato effetto di quel «non temere» pronunciato
dall' angelo dell' annunciazione. Certo è che, da
quel momento, Maria ha affrontato la vita con una
incredibile forza d'animo. È
chiaro: ha avuto a che fare anche lei con la
paura. Paura
di non essere capita. Paura per la cattiveria
degli uomini. Paura di non farcela. Paura per la
salute di Giuseppe. Paura per la sorte di Gesù.
Paura di rimanere sola... Quante paure! Se
ancora non ci fosse, bisognerebbe elevare un
santuario alla "Madonna della paura".
Nelle sue navate ci rifugeremmo un po' tutti.
Perché tutti, come Maria, siamo attraversati da
quell'umanissimo sentimento che è il segno più
chiaro del nostro limite. Paura
del domani. Paura che possa finire all'improvviso
un amore coltivato tanti anni. Paura per il figlio
che non trova lavoro e ha già superato la
trentina. Paura per la sorte della più piccola di
casa che si ritira sempre dopo mezzanotte, anche
d'inverno, e non le si può dire niente perché
risponde male. Paura per la salute che declina.
Paura della vecchiaia. Paura della notte. Paura
della morte... Ebbene,
nel santuario eretto alla "Madonna della
paura", davanti a lei divenuta la
"Madonna della fiducia", ciascuno di noi
ritroverebbe la forza per andare avanti,
riscoprendo i versetti di un salmo che Maria avrà
mormorato chi sa quante volte: «Pur se andassi
per valle oscura, non avrò a temere alcun male,
perché sempre mi sei vicino... lungo tutto il
migrare dei giorni». Madonna
della paura, dunque. Ma non della rassegnazione.
Perché lei non si è mai lasciate cadere le
braccia nel segno del cedimento, né le ha mai
alzate nel gesto della resa. Una volta sola si è
arresa: quando ha pronunciato il fiat e si è
consegnata prigioniera al suo Signore. Da
allora ha sempre reagito con incredibile
determinazione, andando controcorrente e superando
inaudite difficoltà che avrebbero stroncato le
gambe a tutti. Dal disagio del parto nella clinica
di una stalla all' espatrio forzato per sfuggire
alla persecuzione di Erode. Dai giorni amari
dell'asilo politico in Egitto alla presa d'atto
della profezia di Simeone greve di cruenti
presagi. Dai sacrifici di una vita grama nei
trent'anni del silenzio all'amarezza del giorno in
cui si chiuse per sempre la bottega del
"falegname" profumata di vernici e di
ricordi. Dalle strette al cuore che le procuravano
certe notizie che circolavano sul conto di suo
figlio al momento del Calvario quando, sfidando la
violenza dei soldati e lo sghignazzo della plebe,
si piantò coraggiosamente sotto la croce. Una
prova difficile, la sua. Contrassegnata, come per
il figlio morente, dal silenzio di Dio. Una prova
senza scenografie e senza sconti sui prezzi della
sofferenza, che rende ragione di quell'antifona
che risuona nella liturgia del Venerdì santo: «O
voi tutti che passate per via, fermatevi e vedete
se c'è un dolore simile al mio». Santa
Maria, donna coraggiosa, alcuni anni fa in una
celebre omelia Giovanni Paolo II ha scolpito il
monumento più bello che il magistero della Chiesa
abbia mai elevato alla tua umana fierezza, quando
disse che tu ti presenti come modello «per coloro
che non accettano passivamente le avverse
circostanze della vita personale e sociale, né
sono vittime della alienazione». Dunque,
tu non ti sei rassegnata a subire l'esistenza. Hai
combattuto. Hai affrontato gli ostacoli a viso
aperto. Hai reagito di fronte alle difficoltà
personali e ti sei ribellata dinanzi alle
ingiustizie sociali del tuo tempo. Non sei stata,
cioè, quella donna tutta casa e chiesa che certe
immagini devozionali vorrebbero farci passare. Sei
scesa sulla strada e ne hai affrontato i pericoli,
con la consapevolezza che i tuoi privilegi di
Madre di Dio non ti avrebbero offerto isole
pedonali capaci di preservarti dal traffico
violento della vita. Perciò,
Santa Maria, donna coraggiosa, tu che nelle tre
ore di agonia sotto la croce hai assorbito come
una spugna le afflizioni di tutte le madri della
terra, prestaci un po' della tua fortezza. Nel
nome di Dio, vendicatore dei poveri, alimenta i
moti di ribellione di chi si vede calpestato nella
sua dignità. Alleggerisci le pene di tutte le
vittime dei soprusi. E conforta il pianto nascosto
di tante donne che, nell'intimità della casa,
vengono sistematicamente oppresse dalla prepotenza
del maschio. Santa
Maria, donna coraggiosa, tu che sul Calvario, pur
senza morire hai conquistato la palma del
martirio, rincuoraci col tuo esempio a non
lasciarci abbattere dalle avversità. Aiutaci a
portare il fardello delle tribolazioni quotidiane,
non con l'anima dei disperati, ma con la serenità
di chi sa di essere custodito nel cavo della mano
di Dio. E se ci sfiora la tentazione di farla
finita perché non ce la facciamo più, mettiti
accanto a noi. Siediti sui nostri sconsolati
marciapiedi. Ripetici parole di speranza. Santa
Maria, Vergine della notte, noi
t'imploriamo di starci vicino quando
incombe il dolore, e
irrompe la prova, e
sibila il vento della disperazione, e
sovrastano sulla nostra esistenza il cielo nero
degli affanni o
il freddo delle delusioni, o
l'ala severa della morte. Liberaci
dai brividi delle tenebre. Nell'ora
del nostro Calvario, tu,
che hai sperimentato l'eclisse del sole, stendi
il tuo manto su di noi, sicché,
fasciati dal tuo respiro, ci
sia più sopportabile la lunga attesa della
libertà. Alleggerisci
con carezze di madre la
sofferenza dei malati. Riempi
di presenze amiche e discrete il
tempo amaro di chi è solo. Spegni
i focolai di nostalgia nel cuore dei naviganti, e
offri loro la spalla perché vi poggino il capo. Preserva
da ogni male i nostri cari che faticano in
terre lontane e
conforta, col baleno struggente degli occhi, chi
ha perso la fiducia nella vita. Ripeti
ancora oggi la canzone del Magnifìcat, e
annuncia straripamenti di giustizia a
tutti gli oppressi della terra. Non
ci lasciare soli nella notte a salmodiare le
nostre paure. Anzi,
se nei momenti dell'oscurità ti metterai vicino a
noi e
ci sussurrerai che anche tu, Vergine
dell'avvento, stai
aspettando la luce, le
sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro
volto. E
sveglieremo insieme l'aurora. E
allora, confortati dal tuo respiro, ti invocheremo
con la preghiera più antica che sia stata scritta
in tuo onore: «Sotto la tua protezione cerchiamo
rifugio, santa Madre di Dio; non disprezzare le
suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci
da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e
benedetta». Così sia,
Comunicato stampa – lunedì
10.03.2008 Oggetto:
Settimana Santa – BUCA
della SOLIDARIETA’. Dall’inizio
della Quaresima si è posta in particolare
fermento l’attività della
“Confraternita della Santa Croce del
Calvario”,
per assicurare – così come nel passato a
servizio della Città - l’ordinato svolgimento
dei riti della Settimana Santa, che inizia
domenica prossima. La
domenica delle Palme, primo giorno della
Settimana Santa, è la giornata in cui in ogni
quartiere della Città si rinnovano, con
particolari modalità, tradizioni diverse, per
ricordare l’ingresso trionfale do Gesù a
Gerusalemme. Al
Calvario, alle
ore 11, come di tradizione, ci sarà la
benedizione della Palme e dei ramoscelli
d’ulivo, a cui quest’anno però si aggiunge una
significativa novità: la benedizione e
l’inaugurazione della BUCA della SOLIDARIETA’.
Cioè, accanto alla porta che qualche anno
fa è stata inaugurata per favorire l’ingresso
alla Cappella del Calvario alle persone
diversamente abili, evitando la lunga scalinata
d’ingresso, nei giorni scorsi, a cura della
CONFRATERNITA è stata collocata una buca, simile
a quella delle lettere, ma naturalmente di più
grandi dimensioni, per consentire a chi vuole
compiere un gesto di solidarietà di potere
imbucare generi di prima necessità da destinare a
famiglie bisognose. Facendo la spesa alla bottega
o al supermercato, ognuno potrà destinare, ad
esempio, qualche chilo di zucchero o di pasta in
più per una famiglia bisognosa e recarsi alla
buca del Calvario per concretizzare la buona
azione. Una buca che sarà perciò in funzione
sempre, in tutte le ore del giorno e della notte,
24 ore su 24. La Confraternita della Santa Croce
del Calvario, - e segnatamente la Commissione
Caritas che all’interno si è costituita, - si
farà carico di utilizzare i generi alimentari
raccolti e assistere
persone e famiglie che versano nel disagio. Favara
sicuramente saprà cogliere il valore sociale e
spirituale dell’iniziativa, che educherà a
pensare al Calvario non solo come luogo di culto,
- come è stato finora -, ma anche come luogo di
solidarietà, stimolando così a
non dimenticare mai che la fede va sempre
coniugata e verificata con la carità. L’Assistente
Spirituale della “Confraternita della Santa
Croce del Calvario” Sac.
Diego Acquisto
************************************* In
data 04.03.2008 è stata collocata sulla porta centrale
dell'ingresso al Calvario la scritta della CONFRATERNITA, che
per decreto del Vescovo, proprio al Calvario ha la sua sede
legale. Ricordiamo
a tal proposito due date fondamentali della vita
della Confraternita, per capire anche perché una
di queste date si trova segnata nella tabella
esposta.
--Agrigento,
Palazzo Arcivescovile 12.8.2005 :
Riunione con l’Arcivescovo S.E. Mons. Carmelo Ferraro, che
ha pubblicamente dichiaratola nascita ufficiale della Confraternita
della “Santa Croce del Calvario” di Favara,
dando disposizione alla Curia di preparare il relativo
decreto. Era presente anche, nella parte finale della lunga e
laboriosa riunione, il Vicario Generale, don Salvatore
Muratore. (cfr.verbale
della riunione riportato sotto, scorrendo questo
file).
--In
data 25.10.2005 , l'Arcivescovo-Metropolita Mons. Carmelo Ferraro ha firmato il
decreto Prot. n° CAN - 2004 - 258 di erezione della "Confraternita della Santa Croce del Calvario di
Favara", approvando lo STATUTO per un quinquennio e nominando Assistente Spirituale il
Parroco-pro tempore della Parrocchia S. Vito, Don Diego Acquisto. ********************************************************************************** ************************************************
ATTENZIONE
- IMPORTANTE -
Avviso del 20.12.2007 Convocazione
assemblea della
Confraternita della
Santa Croce del Calvario ************** Tutti
i confratelli e le consorelle sono convocati nella sede della
Confraternita, lunedì 07.01 2008 alle ore 21,00 col seguente OdG: ---Proposta
del legale rappresentante- pro tempore del Calvario di una COMMISSIONE,
(formata oltre che dal Decano-pro tempore della Confraternita, dai
signori: Don Nino Giarraputo, Maria Fallea, Lillo Montaperto, Lillo
Sciortino, Michele Vitello) per seguire l’iter
tecnico-politico-burocratico del progetto di ristrutturazione
dell’edificio sacro del CALVARIO; ---Presentazione
ed illustrazione del PROGETTO
revisionato - (anche col supporto delle moderne tecniche audiovisive)
- dopo l’esame di tutte
le osservazioni pervenute, prima della stesura definitiva e
presentazione ai competenti Uffici, da parte dell’Architetto
Dott. Salvatore Pirrera. Si
prega di non mancare e di essere puntuali. L’Assistente
Spirituale della Confraternita della Santa Croce legale
rappresentante-pro tempore del Calvario Sac.
Diego Acquisto ******************************
Venerdì
Santo- FAVARA 06.04.2007 –
1)Predica
dell'Assistente Spirituale della Confraternita al
Calvario, alle ore 13, prima dell'
Esposizione di Cristo sulla
Croce.
– 2)Predica del Parroco Don
Nino Giarraputo,al Calvario, alle ore 21, prima
della Deposizione di Cristo sulla
Croce. 1) Prima
della solenne esposizione di Cristo sulla grande
Croce, - l’unica Croce destinata a polarizzare l’attenzione
e la fede di tutti noi - la riflessione che mi
accingo a proporre a me ed a voi, quest’anno
prende spunto da un documento del Concilio
Vaticano II, in cui tra l’altro si dice: "La
Sacra Scrittura, con cui è d`accordo l`esperienza
di secoli, insegna agli uomini che il progresso
umano, che pure è un grande bene dell`uomo, porta
con sé una grande tentazione: infatti, sconvolto
l`ordine dei valori e mescolando il male col bene,
gli individui e i gruppi guardano solamente alle
cose proprie…" "Se
dunque ci si chiede come può essere vinta tale
miserevole situazione, i cristiani per risposta
affermano che tutte le attività umane, …devono
venir purificate e rese perfette per mezzo della
croce e della risurrezione di Cristo". …. Sopportando
la morte per noi tutti peccatori, egli ci insegna
col suo esempio che è necessario anche portare la
croce; quella che dalla carne e dal mondo viene
messa sulle spalle di quanti cercano la pace e la
giustizia. Con la sua risurrezione costituito
Signore, egli, il Cristo ….purifica e fortifica
quei generosi propositi con i quali la famiglia
degli uomini cerca di rendere più umana la
propria vita…" Si
tratta di un passaggio significativo della Costituzione
Pastorale «Gaudium et spes» del Concilio
Ecumenico Vaticano II sulla Chiesa nel mondo
contemporaneo. (Nn. 37-38), dove chiaramente si
parla della necessità di - purificare tutte le
attività umane nel mistero pasquale, impedendo
così la confusione tra bene e male, accentuando
la capacità di discernimento, per evitare lo
sconvolgimento ed il travisamento dei veri valori,
a cui frequentemente in questi ultimi anni ci
hanno richiamato gli eventi e di conseguenza ci ha
richiamato il Papa, sia Giovanni Paolo II che
Benedetto XVI. Quei valori come la pace, la
vita, la dignità della persona, la famiglia, che
certa cultura o pseudo-cultura di oggi, cerca in
ogni modo di aggredire. Si tratta di un
orizzonte di valori che nella Croce ha il suo
sicuro punto di riferimento. Nella Croce. Il
cristianesimo non può ridursi ad un mediocre
impegno di onestà secondo criteri sociologici di
opportunità e di convenienza e pertanto, sui
grandi nodi etici, per il vero bene dell’uomo,
la testimonianza della Chiesa diventa segno di
contraddizione. E il Magistero della Chiesa (Papa
e Vescovi) non si stanca di ricordare ai cristiani
di essere presenti in modo attivo nel dibattito
pubblico e di affiancare a tale impegno un’efficace
azione culturale, che dalla logica della Croce
tragga la sua forza. Una
scena biblica, quella che si ripete ogni
anno in questa Piazza, davanti a questo Calvario,
cuore e centro, non solo geografico, ma
soprattutto morale della nostra Favara E noi,
Popolo di Dio che è in Favara, Sacerdoti,
Autorità, cittadini siamo tutti qui, al Calvario
davanti alla Croce, per volgere lo sguardo e
contemplare, Colui che, innocente, addossandosi le
colpe di tutti e invocando per tutti il perdono,
sulla Croce si è liberamente immolato e
sacrificato, Siamo qui, numerosi, per concludere
come ogni anno la Quaresima e prepararci
immediatamente alla Pasqua di Risurrezione ; il
Crocifisso che contempliamo è anche il Risorto e
Favara davanti al Calvario, il giorno del Venerdì
Santo, celebra ogni anno non solo quasi un rito di
purificazione collettiva, ma soprattutto Favara
celebra la sua speranza di un rinnovato impegno
morale e civile. La
nostra fede ci dice che in Cristo è il senso
della nostra vita, in Cristo il centro della
storia e del cosmo. È questa la lieta notizia, la
speranza che sentiamo ardere in noi e che dobbiamo
e vogliamo annunciare agli uomini d’oggi; è
questo il messaggio che da duemila anni attraversa
i secoli e risuona per tutta la terra per essere
proposto, da parte di noi cristiani in modo
credibile e rispettoso, ma nello stesso tempo
appassionato, ad ogni cuore. Papa Benedetto ci
invita a tenere fermo lo sguardo sul volto di
Gesù, ricordando che "la
sua risurrezione è stata come un’esplosione di
luce, un’esplosione d’amore che scioglie le
catene del peccato e della morte". Gesù
con la sua vita aveva annunciato una nuova
giustizia, aveva aperto una speranza per tutti
coloro che erano senza legge e senza potere, per i
peccatori, per i poveri, per i senza Dio…ma è
stato umanamente sconfitto. La legge religiosa ed
il potere umano hanno vinto e Lui muore, elevando
sul legno della Croce la protesta e la speranza
dei perdenti di tutto il mondo. Muore Crocifisso ,
Lui innocente, rappresentante dei peccatori e dei
perduti, con i quali per amore ha voluto
identificarsi per una espiazione vicaria,
caricandosi di tutta la violenza e maledizione del
mondo. Ed
il suo sacrificio, il sacrificio di Gesù, vero
uomo e vero Dio, ha un valore salvifico perenne,
universale ed infinito. Il sacrificio della Croce
è il sacrificio della nuova ed eterna alleanza,
che si rinnova in modo incruento nella
celebrazione della Messa, perché è lì, che nel
povero segno del pane e del vino, che diventano
suo corpo e suo sangue, Egli continua ad immolarsi
per la salvezza di tutti, finché ci saranno il
mondo e la storia. Mistero grande della nostra
fede, l’Eucaristia, in cui noi cristiani
annunciamo la sua morte e proclamiamo la sua
risurrezione in attesa del sua seconda e
definitiva venuta nella gloria. La
morte di Gesù in Croce è un atto di fiducia
incondizionata ed assoluta a Dio Padre, al quale
ogni vita appartiene. "Padre nelle tue
mani affido ilo mo spirito". Nel momento
del massimo trionfo del male il Cristo-uomo
riafferma la sua fede nel Dio della vita. E
proprio questa fede è il riscatto radicale da
ogni legge e da ogni potere umano, il trionfo del
Vangelo, il nascere della speranza, che poi nella
risurrezione ha il suo fondamento stabile e
sicuro. Nel momento dell’abbandono e dell’impotenza
estrema, la totale fiducia di Gesù-uomo a
Dio-Padre è la salvezza per il mondo intero. Il
Crocifisso è il grande libro del cristiano: lì
il cristiano impara chi è l’uomo e chi è Dio,
cosa è il male e cosa è la vera libertà, lì,
ai piedi del Crocifisso, il cristiano impara ad
amare e perdonare, a perdonare , a riconciliarsi
con gli altri; e Favara ha bisogno di crescere
nella cultura del perdono e della riconciliazione:
quante divisioni, quante lacerazioni in tante,
troppe famiglie. Rendendo omaggio al Crocifisso,
ognuno di noi, nel suo cuore deve dire: "Mi
ha amato ed ha dato se stesso per me". E
non ripetere l’atteggiamento arrogante,
irriverente e blasfemo, di quei tali che lo
sfidavano "se sei il Figlio di Dio, scendi
dalla Croce e ti crederemo…" ma, con
rispetto, con dignità, con consapevolezza, nella
libertà, anche se un po’ lontani dalla Croce,
come il centurione romano, fare il nostro atto di
fede: "Veramente costui è il Figlio di
Dio". Figlio naturale di Dio, che a me
peccatore ha comunicato la dignità di figlio
adottivo, insegnandoci anche la preghiera del "Padre
nostro"che ci fa rivolgere a Dio
chiamandolo Padre, preghiera in cui ci riscopriamo
fra di noi tutti fratelli…. Avviciniamoci
a Gesù sulla Croce, con umiltà e sincerità, con
raccoglimento interiore, come segno di quella
maturità cristiana che interiormente comunica il
gusto e la gioia di poter dire: "E’
risorto e più non muore.." E
il nostro pensiero a Maria Addolorata, ultimo dono
a noi di Gesù agonizzante. Meditiamo
le parole di Gesù così come ce le ripropone in
una strofe l’ inno alla Croce della nostra
CONFRATERNITA, - di questa nostra neonata "Confraternita
della Santa Croce del Calvario", che nel
suo impegnativo servizio alla Città, da tutti
deve essere sostenuta, aiutata e collaborata –
una strofe dell’inno testualmente dice : "Ecco
tuo figlio ed ecco la tua Madre!" Ridille
ancor per me queste parole ! Possa
sentirle in cuor nell’ore sole, possa
sentirle in cuor, l’ultimo dì !" Parole
consolanti queste con sui Gesù ci fa dono della
mamma sua; l’augurio è che ciascuno di noi
possa risentirle davvero nel proprio cuore,
soprattutto nei momenti di difficoltà, con quella
stessa fede e speranza con cui le accolse Maria
Addolorata ai piedi della Croce. Maria, Madre di
Cristo e della Chiesa, ci aiuti a comprendere che
Dio ci ama e per questo ci ha dato il suo unico
Figlio, Gesù che si è immolato sulla Croce, ci
aiuti – come ha ricordato recentemente Papa
Benedetto ai giovani, a "far risuonare
ovunque il grido che ha cambiato il mondo:
"Dio è amore!". Amen. Sac.
Diego Acquisto **************************************************** Predica
del Parroco Don Nino Giarraputo,al Calvario, alle ore 21, prima
della Deposizione di Cristo sulla Croce. Passione
di Cristo passione dell’umanità Carissimi
fratelli e sorelle favaresi amati e benedetti dal Signore, rendo omaggio a
questo luogo cuore della nostra Città e che in vario modo intreccia i percorsi
della nostra vita con quello della storia. Avverto l'onore dell’atto e la
responsabilità delle parole che vi donerò, perché sono consapevole che la
croce ("Passione di Cristo, Passione dell’umanità) è una vertigine
sconvolgente. UN
DIO STRANIERO Io
questa sera non ho nessuna pretesa se non quella di annunciarvi la
"Sapienza della Croce" alla quale mi aggrappo per evitare il naufragio
della mia esistenza e per leggere le contraddizioni e le speranze della nostra
amatissima città. Desidero presentarvi affidandovi il desiderio della ricerca
due immagini del Vangelo e sono: "L’ingresso di Cristo a Gerusalemme e
l’andata al Calvario. che
cercano lo spettacolo in un clima di fiera o di gita di paese. Cristo è sulla
strada del calvario: si fa’ fatica a riconoscerlo, in alto, nell’angolo
destro del quadro, ignorato. Gesù va incontro alla morte in un mondo che ha
cancellato la tragedia, il dramma. È un Dio che non redime perché nessuno
cerca la redenzione. Il Calvario non è un punto di arrivo del cammino
dell’uomo perché l’uomo è affogato in quelle febbrili agitazioni
quotidiane che cancellano il bisogno della Verità e la consapevolezza della
propria miseria esistenziale. LA
PRETESA DELLA RIDUZIONE Il
rischio del cristianesimo, oggi è quello della riduzione: il coniugarlo come
"religione civile", come un semplice supplemento d’anima per la
società nell’attuale momento di crisi, o se volete l’etichetta di una sua
tracciabilità storica per fini non legittimi; una sorta di riserva etica per
una ordinata convivenza, una cassa-prestiti di valori. Il perseguimento di
questa "pretesa" sarebbe l’uccisione della fede, annullerebbe la
differenza cristiana che deriva, invece, nella sua essenzialità, dalla
sequela di Cristo scelto e accettato come "segno di contraddizione"
e compagnia di redenzione all’uomo. L’AGONIA
DEL GETSEMANI Collochiamoci
al tramonto del "Giovedì Santo" Gesù lascia il Cenacolo dopo aver
compiuto due gesti che consegna ai "suoi" come dono e impegno per
realizzare l’umanità nuova: lava i piedi agli apostoli e istituisce
l’Eucaristia. È la cultura del servizio che alimentata dal pane
dell’eterno, strappa la fede dall’intimismo, la rende motore di speranza e
fa sedere Cristo stesso come commensale al banchetto della comunione autentica
con Dio e con i fratelli. Il Getsemani accoglie il Signore e lo avvolge nelle
ombre drammatiche della Passione imminente. "L’anima mia è triste fino
alla morte" (MC 14,34).La natura umana di Cristo si ribella alla
prospettiva di sofferenza e di morte." Togli da me questo calice" (Mc
14,36). Agonizza
la Scuola preda di violenza di di vandalismo. IL
GOLGOTA DELLA STORIA L’evangelista
Giovanni termina il racconto della passione del Signore con queste parole:
"Essi guarderanno colui che hanno trafitto" (Gv 19,37). Vi chiedo:
abbiamo ancora questo sguardo lungo che riesce a vedere nelle forche di ogni
tempo, di ogni ideologia o anche di ogni religiosità costruite dagli uomini, il
Cristo stesso che assume su di sé tutto il dolore innocente, tutte le
prevaricazioni, tutti i crimini dell’uomo sull’uomo? o abbiamo smontato la
Croce ritenendola un semplice incidente di percorso, svuotandola di tutto il suo
senso di redenzione, di Verità, di suprema consegna di amore? Da questo
svuotamento nascono i nuovi Golgota del nostro tempo. IL
GOLGOTA DEL NICHILISMO Ovvero,
cancellare l’Assoluto e sostituirlo con il nulla, o con "valori"
di volta in volta prodotti dalle convenienze sociali ( la Famiglia – i Dico,
le istituzioni diano un segnale forte "Si alla Famiglia".
Conseguenza: le nevrosi collettive, il cinismo quotidiano, lo sberleffo ai
bisogni dell’anima e alle tensioni verso il trascendente. E non c’è più
nulla per cui valga la pena di vivere o di morire. IL
GOLGOTA SENZA IL TERZO GIORNO È
la "pretesa" di considerare il Calvario una lugubre collina che
consuma una periferica vicenda giudiziaria, il mistero di Cristo una povera
cronaca di un profeta deluso, e la tomba "scavata nella roccia"
l'atto conclusivo che sigilla una voce spenta e affidata solo al ricordi dei
"devoti". IN
CONCLUSIONE VI CONSEGNO ALCUNI AFFIDAMENTI: ·
Cristo non stia mai alle vostre spalle, ma fatelo entrare nel vostro
"oggi", perché ogni istante è il "luogo" dove Lui
viene. Fuggite da una fede a intermittenza, che non abita il quotidiano,
che non diventa segno leggibile di una nuova modalità dell'esistenza,c
che non fa emergere la "differenza" cristiana in una società
secolarizzata. ·
Non privatizzate mai la fede ma impostatela con le speranze, le gioie e le
inquietudini della nostra amata città. E soprattutto niente e nessuno vi
allontani dall’Amore di Cristo. Non possiamo perderlo, Lui non ci perde
mai. Questa
è la grande certezza della mia vita. Vi auguro che si anche la vostra. Ora
vi invito a conclusione ad ascoltare questo canto che Rosaria Castronovo del
gruppo giovanile e catechista della Mia Parrocchia eseguirà, come preghiera. Sia
Lodato Gesù Cristo Don
Nino Giarraputo Parroco
della Parrocchia Ss.Pietro e Paolo Favara ************************************ Dal
Giornale di Sicilia del 02.04.2007 - Lunedì Santo Iniziativa
provocatoria della Consulta pastorale che coinvolge il mondo dei giovani. IL
CALVARIO DI FAVARA ORA è FORMATO DA QUATTRO CROCI Spunta
una quarta croce sul Calvario di Favara. L’hanno issata sabato sera oltre
duecento giovani delle parrocchie cittadine. Sul legno hanno anche messo i loro
nomi.la croce affianca le tradizionali: quella in cui il venerdì santo sarà
messo il simulacro di Gesù e quelle dei due ladroni. Un segnale forte, di sana
provocazione: "In un momento in cui cresce il disagio giovanile e –
spiega la Consulta Cittadina di Pastorale Giovanile - il messaggio della
croce sembra una pazzia per il mondo che cerca solo comfort e gioie illusorie, i
giovani si "attaccano" alla croce per testimoniare ai loro coetanei e
alle famiglie che solo vivendo la vita con la stessa passione di Gesù si
ritrova la Speranza". La Croce resterà al Calvario per tutta la
Settimana Santa. Le migliaia di fedeli che ogni anno parteciperanno ai riti
religiosi potranno mettere anche loro un biglietto personalizzato: un pensiero,
una preghiera o semplicemente il loro nome. "E’ un segnale forte
lanciato dai giovani delle parrocchie – spiega don Gerlando Montana,
direttore spirituale della Consulta – che insieme dicono no alla logica del
compromesso e della violenza per accogliere il messaggio di pace e speranza di
Gesù crocifisso e risorto". La croce è stata portata dai ragazzi al
Calvario in processione. Per don Mimmo Zambito, arciprete di Favara, "la
quarta croce è un forte messaggio per attirare l’attenzione della comunità:
i giovani favaresi non ci stanno a vedere la loro città dentro alla cronaca
solo per fatti riprovevoli". E don Diego Acquisto, parroco della Chiesa
San Vito nel cui territorio ricade il Calvario, sottolinea: "Accogliamo
con gioia l’iniziativa della consulta di pastorale giovanile che dimostra come
il Calvario può e deve diventare centro pulsante di vita per la città di
Favara che raggiunge il rilancio sociale e spirituale dolo unendosi al
sacrificio di Cristo in Croce". Salvatore
Fazio ****************************************************************** . Arcidiocesi
di Agrigento CONFRATERNITA
della SANTA CROCE del CALVARIO FAVARA COMUNICATO 20.02.2007 In
preparazione alla Settimana Santa ed alla Pasqua, a partire dal prossimo
venerdì 23 febbraio, primo venerdì di quaresima - e così per tutti i venerdì
di Quaresima – al CALVARIO sempre alle ore 16,30 ci sarà la "VIA
CRUCIS" ed a seguire la celebrazione della Santa Messa nella CAPPELLA
dove recentemente è stato collocato il Tabernacolo per la custodia del Ss.
Sacramento. Inoltre,
alle ore 21 , a partire dal prossimo venerdì e per tutti i venerdì di
quaresima, il direttivo ha programmato una serie di incontri di preghiera e
formativi, riservati a tutti i confrati e le consorelle. Durante le riunioni
settimanali della Confraternita saranno altresì man mano esaminati i vari
aspetti organizzativi per la migliore riuscita delle varie celebrazioni della
Settimana Santa che interessano tutta la Comunità favarese. Al
fine della migliore riuscita spirituale ed organizzativa della Settimana Santa,
il Decano terrà gli opportuni contatti con l’Amministrazione Comunale, con le
varie istituzioni civili e di volontariato, come pure con il Consiglio Pastorale
Cittadino ed il Presbiterio locale. La
CONFRATERNITA ringrazia in anticipo i singoli cittadini e tutte le istituzioni,
che – come negli anni precedenti - collaboreranno al più decoroso svolgimento
dei sacri riti. Favara
20.02.2007 Il
responsabile delle comunicazioni Lillo
Montaperto ***************************************************************************** Grande
partecipazione di popolo per la processione
conclusiva della Quarantore, la sera del 14.2.2007
(festa di S. Valentino), dalla Chiesa S. Vito al
Calvario - Benedizione Eucaristica impartita ,
davanti al Calvario da Don Alessandro Di Fede
Santangelo, Parroco della Parrocchia-Santuario BMV
dell'Itria. L'adorazione nella Cappella sino
alle 22,30 ha registrato un notevole flusso di
persone provenienti da tutte le parti della
Città. Molti i Confratelli e le Consorelle che
sono stati presenti per tutto il tempo. Alle
22.30 prima della Benedizione Eucaristica è stato
benedetto da don Diego Acquisto il Tabernacolo. Gradita
ed apprezzata da parte di tutti è stata
l'illuminazione straordinaria, - con 4 archi nella
piazza antistante al Calvario, - predisposta
dal Direttivo della Confraternita, come pure la
grande scritta collocata sul frontespizio del
Calvario "W
GESU' SACRAMENTATO" *********************************************************************** SS.
QUARANTORE L’ultimo
giorno, alle ore 18,30 dopo la celebrazione dei Vespri, solenne processione
eucaristica, dalla
Chiesa S. Vito
alla
Cappella del Calvario, dove avverrà
l’inaugurazione
e la benedizione del Tabernacolo . L’adorazione
eucaristica continuerà al Calvario
sino
alle ore 22,30 con turni per tutti i componenti della
"Confraternita
della Santa Croce". ****************************************************************************** CONFRATERNITA
della "SANTA CROCE del CALVARIO" Relazione
dell’Assistente Spirituale sul primo anno di attività:
ottobre 2005 – dicembre 2006 Favara
14.12.2006 Rev.mo
Mons. Gaetano Di Liberto Delegato
diocesano per le Confraternite Curia
Arcivescovile – Via Duomo 96 92100-AGRIGENTO Premesso
che la Confraternita è stata approvata oralmente dall’Arcivescovo, mons.
Carmelo Ferraro, nella riunione del 12.8.2005 e che il formale decreto di
approvazione, controfirmato dal Cancelliere della Curia, porta la data del
25.10.2005 Prot. N° CAN – 2004 - 258, la presente relazione viene redatta dal
sottoscritto Assistente Spirituale, in ottemperanza a quanto stabilito dallo
Statuto, (approvato contestualmente alla Confraternita, "ad experimentum"
per cinque anni), dove, nelle norme transitorie, si legge testualmente: "Il
primo anno di vita della Confraternita, a partire dalla sua istituzione, deve
essere considerato per tutti un anno di formazione, al termine del quale l’Assistente
presenterà una dettagliata relazione al competente Ufficio della Curia, per
ogni decisione che dovesse ritenersi necessaria". Ecco
quanto mi sento di comunicare: --1.
La Confraternita raccoglie la lunga esperienza ultratrentennale del "Comitato
Venerdì Santo", operante nella Parrocchia S. Vito, che, in data
06.03.2005 – IV domenica di quaresima - ha voluto ricordare il 30° del
servizio reso alla Città, con la festa dell’ "Omaggio alla
Croce". Momenti
significativi di questa commemorazione, preceduta da un triduo di riflessione e
di preghiera, sono stati la breve processione con la banda musicale, una sosta
di riflessione al Calvario ed una solenne celebrazione nella chiesa di S. Vito,
animata dalla Corale "Iubilate Deo", che per la prima volta ha
eseguito il nuovo, melodioso inno alla Croce, composto per le parole dal
compianto Mons. Domenico De Gregorio e per la musica dai Maestri Salvatore
Lentini e Antonio Cusumano. Alla festa hanno partecipato le più alte autorità
cittadine, dal Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, al Comandante
della Stazione dei Carabinieri. Alcuni mesi prima, c’era stata la
pubblicazione di un numero unico a colori, dal titolo " ‘A Cruci",
con fotografie e testimonianze varie dei 30 anni di attività, 1975-2004. --2.
Secondo quanto previsto dallo Statuto nelle norme transitorie, in questo primo
anno di attività, il direttivo del "Comitato Venerdì Santo" è
automaticamente diventato direttivo della Confraternita, costituito, oltre che
dal sottoscritto assistente spirituale, da Sutera Sardo Rosario (decano),
Ravarà Pasqualino (vice decano), Sciortino Franco (tesoriere), Farini Giuseppe
(segretario contabile), Sutera Sardo Salvatore (segretario verbalizzante). --3.
Si è organizzato un pellegrinaggio di ringraziamento, domenica 4 dicembre 2005
- (con 2 pullman, 115 persone) alla Basilica dell'Immacolata di Messina, servita
dai Frati Minori Conventuali, dove era esposta l'Urna utilizzata per raccogliere
i voti, richiesti ad una speciale Commissione teologica istituita da Pio IX
prima della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione
(8.12.1854). L'Urna
donata dal Pontefice Pio IX al Sacro Convento di Assisi nel 1857, è stata
esposta - per la prima volta - al pubblico di Messina e della Sicilia. (cfr.
articolo su "AVVENIRE" del 30.11.2005). Alla
Basilica dell'Immacolata di Messina, dall'agosto scorso, era tornato come
superiore il nostro concittadino e parrocchiano P. Giuseppe Fanara
o.f.m.conv. Il
Pellegrinaggio, programmato all’inizio del nuovo anno pastorale 2005-2006 dal
Consiglio Pastorale Parrocchiale, ha voluto essere un doveroso atto di
ringraziamento alla Madonna per il riconoscimento della "Confraternita
della Santa Croce del Calvario di Favara", oralmente approvata –
come detto - dall'Arcivescovo Mons. Carmelo Ferraro, in data 12.8.2005. Così la
Parrocchia S. Vito è finita su L'Osservatore Romano di domenica
26.2.2006, quando a pagina 4, in un articolo (in cui si riferiva delle
numerose visite ricevute dall’Urna a Messina) dal titolo "TORNATA AD
ASSISI L'URNA DELL'IMMACOLATA, UTILIZZATA PER DEPOSITARE I VOTI DELLA
PROCLAMAZIONE DEL DOGMA", testualmente è stato scritto: "La
domenica precedente la festività dell'Immacolata, la Santa Messa delle 11,30 è
stata animata da cento fedeli venuti addirittura con due pullman della
parrocchia S. Vito di Favara, guidati dal parroco don Diego Acquisto". --4.
Mensilmente, in questo primo anno di vita della Confraternita, si è tenuta la
riunione di tutti i confrati, firmando la presenza in un apposito registro.
Oltre alla discussione di problemi concreti riguardanti l’organizzazione e le
varie attività da svolgere, una parte importante in ogni riunione è stata
riservata alla preghiera ed alla formazione, con riflessioni su diversi temi e
sui vari commi dell’articolo primo dello Statuto, che fissa i punti
fondamentali di orientamento che ogni associato deve costantemente tenere
presenti per rafforzare sempre più la sua consapevole e responsabile
appartenenza alla Confraternita. --5.
Oltre alla riunione mensile, in questo primo anno di vita, bisogna ricordare la
riunione che, - in seguito ad apposito invito - si è svolta nella sala della
Presidenza del Consiglio Comunale in data 02.03.2006, all’inizio della
Quaresima, a cui hanno partecipato per la Confraternita il decano Rosario Sutera
Sardo ed il sottoscritto Assistente Spirituale, e per la Municipalità, alcuni
assessori (Giuseppe Piscopo - Rosaria Chianetta – Moscato Giuseppe – Angelo
Sorce), il Presidente del Consiglio Comunale Stefano Nobile, il Presidente della
"Pro loco" Antonio Moscato e tutti i capigruppo dei Partiti politici
presenti in Consiglio. --6.
I responsabili della comunicazione della Confraternita, Calogero Montaperto e
Salvatore Pirrera, nel corso dell’anno hanno informato la cittadinanza dell’attività
della Confraternita con alcuni comunicati – stampa, oltre che con un’apposita
trasmissione televisiva sull’emittente locale Sicilia-TV, in cui hanno
spiegato le finalità e le caratteristiche giuridiche della stessa, secondo
quanto previsto dal Codice di Diritto Canonico e dal decreto firmato dall’Arcivescovo,
in nome e per conto della comunità Ecclesiale, a servizio della Città --7.
Un nutrito numero di Confrati e Consorelle ha partecipato sempre a tutte le
GIORNATE di FORMAZIONE organizzate dal Centro Diocesano per le Confraternite a
Siculiana Marina, a Porto Empedocle, al Villaggio Peruzzo. Anche la
partecipazione a queste giornate è testimoniata dalla firma apposta nel
registro delle riunioni. All’ultima giornata di formazione di domenica 10
dicembre u.s., che si è tenuta a Siciliana Marina nella casa dell’Accoglienza
"Don Giustino", hanno partecipato tre membri del direttivo: Azzaretto
Antonio, Farini Giuseppe e Sutera Sardo Rosario --8.
Nel periodo quaresimale si è tenuta al Calvario una "Tre giorni"
con riflessioni suggerite da Mons. Gaetano Di Liberto, responsabile diocesano
delle Confraternite, sull’enciclica del Papa Benedetto XVI, "Deus
Charitas est". Buona è stata la partecipazione, con il conseguente
invito al direttivo, da parte di molti, di programmare in futuro altre valide
iniziative di formazione, come quella appena conclusa. --9.
In questo primo anno di attività della Confraternita, soprattutto nei primi
mesi, un notevole impegno da parte del direttivo è stato messo per concordare
con tutti i confrati la divisa e lo stendardo della Confraternita, oltre che per
apprestare ed arredare una sede nella stessa Piazza cap. Vaccaro, dove è
ubicato il Calvario. Per quanto riguarda la divisa, consistente in un ampio
foulard di colore rosso-arancione e lo stendardo, bisogna dire che, con generale
soddisfazione, il direttivo ha deciso di inserire l’icona del Calvario, con la
scritta completa della Confraternita, così come denominata nel decreto di
istituzione emanato dalla Curia. --10.
Un’iniziativa che ha riscosso unanime consenso non solo tra i confrati e le
consorelle , ma da parte dell’intera popolazione è stata l’apertura al
Calvario di una nuova Porta per consentire ai disabili il facile accesso alla
Cappella. L’idea lanciata dal decano Rosario Sutera Sardo e realizzata
tecnicamente con la proverbiale tenacia di cui è capace quando si convince
della bontà di un progetto, ha attirato l’attenzione della stampa che ne ha
ripetutamente parlato nelle pagine di cronaca locale. L’inaugurazione
ufficiale di tale porta con la solenne benedizione dell’Assistente è avvenuta
il martedì santo, alla presenza delle Autorità cittadine. A conclusione della
cerimonia al Calvario, nella sede della Confraternita, alla presenza del
Presidente del Consiglio Comunale, ins. Stefano Nobile, dell’Assistente e del
Decano, nonché di molti confrati, c’è stata l’ammissione ufficiale alla
Confraternita del Parroco di Ss. Pietro e Paolo, Don NINO GIARRAPUTO, che da
tempo ne aveva fatto richiesta e da sempre, da quando si trova a Favara, cioè
dal 1993, ha collaborato col Comitato Venerdì Santo. Molto
riuscita e partecipata è stata poi la manifestazione dei disabili con il
pellegrinaggio al Calvario, il giorno del Venerdì Santo, grazie anche alla
collaborazione di tante associazioni locali di volontariato. --11.
I componenti maggiorenni della Confraternita alla data del 24.11.2006 in ordine
alfabetico sono: 1.Acquisto
sac. Diego -2. Alba Lina Lilia – 3. Avarello Rosa – 4. Azzaretto Antonio
– 5. Azzaretto Rosa -6. Azzaretto Vincenzo –7. Bellavia Leonardo –8.
Belluzzo Domenica – 9. Bottone Melchiorre Domenico –10. Bruccoleri
Giuseppe – 11. Caramanno Giuseppe –12. Carruba Croce –13. Cutaia
Antonino –14. Di Natale Piera -15. Fallea Filippo -16. Fallea Maria Rita
–17. Farini Calogera – 18. Farini Giuseppe- 19. Farini Luigi – 20.
Gelo Maria 21. Giarraputo Sac. Antonino – 22. Intorre Giovanna Silvana –
23. Leone Alfonso – 24. Mendolia Giovanna – 25. Mendolia Vincenzo- 26.
Montapperto Calogero –27. Patti Diego 28. Picillo Francesco - 29. Pirrera
Salvatore –30. Piscopo Sabrina Lucia – 31. Pistritto Angelo – 32.
Puccio Carmela –33. Pullara Rosario – 34. Randisi Giuseppina – 35.
Ravarà Carmelo – 36- Ravarà Giuseppina – 37. Ravarà Pasqualino –38.
Sciortino Calogero – 39. Sciortino Franco – 40. Sciortino Salvatore –
41- Sicilia Cristoforo – 42. Spiteri Maria Giovanna –43. Sutera Sardo
Carmela –44. Sutera Sardo Carmelo - 45. Sutera Sardo Rosario - 46. Sutera
Sardo Salvatore – 47. Sutera Sardo Giovanni di Rosario – 48. Sutera
Sardo Giusy – 49. Vella Gaspare – 50. Villa Giuseppa – 51. Volpe
Calogero – 52.Vullo Maurizio.
--12.
In ottemperanza a quanto disposto dallo Statuto, in data 02.12.2006 si sono
svolte le elezioni, con la particolare procedura prevista in prima applicazione,
che prevede una chiara proposta dell’Assistente con approvazione dell’assemblea. La
proposta come Decano per il prossimo triennio 2007-2009 di Sutera Sardo Rosario,
nella seduta del 24.11.2006, è stata approvata all’unanimità, per
acclamazione. Dopo lungo ed appassionato dibattito, su esplicita richiesta dell’assemblea,
l’Assistente propone una rosa di nomi per l’elezione dei 5 componenti del
direttivo. Ecco i nominativi proposti: Azzaretto Antonio,Carruba Crocetta,
Farini Giuseppe, Mendolia Giovanna, Montaperto Calogero. Puccio Carmela, Randisi
Giuseppina, Ravarà Pasqualino,Sciortino Franco, Sutera Sardo Salvatore. Viene
anche nominata una commissione elettorale formata da Pirrera Salvatore
(presidente), Alba Lilia e Patti Dino. In
data 02.12.2006, dal segreto dell’urna risultano eletti: Azzaretto Antonio, .
Farini Giuseppe Montaperto Calogero, Sciortino Franco, Sutera Sardo
Salvatore. Pertanto
per il TRIENNIO 2007-2009 il DIRETTIVO risulta così composto: 1.
Sac. Diego Acquisto - Assistente Spirituale 2.
Sutera Sardo Rosario - Decano 3.
Azzaretto Antonio - consigliere 4.
Farini Giuseppe - consigliere 5.
Montaperto Calogero - consigliere 6.
Sciortino Franco - tesoriere 7.
Sutera Sardo Salvatore – segretario Su
proposta dell’Assistente, sempre in data 02.12.2006 subito dopo lo scrutinio
delle schede e la proclamazione ufficiale degli eletti da parte del Presidente
della Commissione elettorale, viene costituito anche lo Collegio dei probi viri,
che risulta formato da: 1- Pirrera Salvatore (presidente) - 2- Alba Lilia - 3-
Patti Diego. --13.
Infine, l’iniziativa appena conclusa di solidarietà dei giorni 8,9,10,11
dicembre, durante i quali in orario antimeridiano e pomeridiano, con un pubblico
manifesto, tutti i cittadini sono stati invitati a portare nella Cappella del
Calvario, doni per i poveri, per fare avere a tante famiglie bisognose un aiuto
materiale in natura prima del Santo Natale. La riuscita dell’iniziativa è
collegata all’impegno profuso da tutti i confrati e le consorelle, unitamente
agli aspiranti, guidati da Giusy Sutera Sardo collaborata da Maria Giovanna
Spiteri. Per Statuto sono aspiranti i 16 giovani che non hanno ancora compiuto
il 18° anno di età e intanto hanno iniziato il noviziato, in attesa di
diventare componenti effettivi della Confraternita con la maggiore età e nell’osservanza
delle nome statutarie. Per gli adulti, bisogna dire che il giorno della
solennità dell’Immacolata ha ufficialmente iniziato l’anno di noviziato,
CINQUEMANI IGNAZIO, residente in via Umberto 193 e che è stato presentato all’assemblea. VALUTAZIONE
CONCLUSIVA Malgrado
qualche momento di tensione che non è mancato, bisogna serenamente riconoscere
che risulta in crescita un promettente spirito di fraternità, che sicuramente
diverrà una conquista stabile man mano che ciascuno interiorizzerà la
spiritualità della Croce. Questo anno è stato caratterizzato da una tumultuosa
crescita quantitativa e qualitativa per la variegata tipologia delle adesioni
alla Confraternita, rispetto agli anni precedenti, quando le adesioni al "Comitato
Venerdì Santo", - specialmente negli ultimi anni - si erano quasi
fermate e cristallizzate. Di questo incremento, favorito da notevole spirito di
apertura, bisogna dare atto al direttivo del Comitato Venerdì Santo, che
unitamente all’Assistente Spirituale ed in comunione con lui, si è adoperato
alacremente per la costituzione della Confraternita, impegnandosi anche a
superare gli ostacoli, provenienti dall’interno della stessa Comunità
Ecclesiale favarese. Basta ricordare che il 03.06.2004 durante una riunione del
Consiglio Pastorale Cittadino presieduta dall’arciprete don Giuseppe Veneziano
Broccia, il coordinatore Prof. Giuseppe Mancuso distribuiva e poi leggeva all’assemblea
un documento (senza data né firma) che conteneva distorsioni, veleni e
sospetti, che riguardavano direttamente il sottoscritto, ma non risparmiavano,
seppur indirettamente, l’operato dell’intero Comitato "Venerdì
Santo". A
partire dalla fine del 2003, per tutto l’anno 2004 e sino alla prima metà del
2005, ( - periodo quest’ultimo, durante il quale è stato largamente diffuso
il numero unico "’A Cruci", che ha richiamato all’attenzione
della cittadinanza l’attività trentennale svolta dal Comitato e delineato le
prospettive di attività e di formazione del prossimo futuro, con la possibile
approvazione di una Confraternita - ), c’è stata l’adesione di diverse
coppie di coniugi come pure di singole persone, che , provenienti da famiglie di
lunga tradizione cattolica, nella società favarese sono anche socialmente
affermate e stimate per il ruolo che svolgono e la professione che esercitano. Contemporaneamente
con la formale richiesta di aggregazione, in crescita, anche, lo spirito di
servizio. Ma, su questo versante, chiaramente, ancora è necessario fare dei
passi avanti, sia sul modo di pensare, programmare e concretamente attuare e
vivere il servizio, sia sul piano formativo per assimilare la spiritualità
della Croce e del conseguente valore del sacrificio. La
logica evangelica della Croce porterà tutti i componenti della Confraternita al
più dignitoso e liberante dominio di sé nel controllare la voglia umana di
ricoprire cariche giudicate secondo la mentalità corrente "di prestigio"
. L’Assistente
Spirituale in modo discreto ma continuativo ha seguito con particolare
attenzione il cammino dei singoli in questo periodo. Qualche sua decisione,
assunta nel momento della scelta elettorale, per orientare l’assemblea secondo
le indicazioni dello Statuto, ha suscitano perplessità in una certa fascia, con
punte di vivacità magari di troppo, che però sembrano decisamente rientrate. Comunque,
per il bene delle stesse persone interessate e nel superiore interesse della
Confraternita, sarà forse necessario, con un apposito intervento dell’Autorità
Ecclesiastica allo scadere del tempo previsto dallo stesso Statuto approvato "ad
experimentum", - ed a parere oggi dello scrivente, prima delle scelte
per il prossimo triennio 2010-2012 - di prolungare la validità di talune norme
transitorie o di introdurre per tempo nuove norme che favoriscano la scelta di
persone che – senza deroghe di alcun genere - all’interno abbiamo dato, per
un significativo lasso di tempo, prova di attaccamento alla Confraternita e di
solidità di formazione cristiana. Con
sensi di stima, resto in attesa di un riscontro alla presente e intanto porgo
cordiali saluti ed auguri per le prossime festività. Favara
14.12.2006 L’Assistente
Spirituale della Confraternita Sac.
Diego Acquisto
Arcidiocesi
di Agrigento
CONFRATERNITA
della "SANTA CROCE del CALVARIO" FAVARA NATALE
INSIEME 2006 Iniziativa
di solidarietà della Confraternita Raccolta
di viveri nella Cappella del Calvario, nei giorni 8 - 9 - 10 - 11
dicembre. Domenica
11 dicembre, conclusione con la celebrazione della Santa Messa al Calvario alle
ore 20,30 per pregare per quanti vivono in situazione di disagio, destinatari
dell'iniziativa di solidarietà prima del Natale e per quanti hanno contribuito
alla riuscita dell'iniziativa. Obiettivo
dell' Assistente Spirituale e della Confraternita tutta è di rendere sempre
più il Calvario fruibile da parte della cittadinanza, per momenti
significativi di spiritualità, finalizzata alla crescita della cultura della
solidarietà. In
seguito alle elezioni del 2.12.2006, ecco il DIRETTIVO per il
Triennio 2007-2009 1-
Sac. Diego Acquisto - Assistente
Spirituale 2.
Sutera Sardo Rosario - Decano 3.
Azzaretto
Antonio
4.
Farini
Giuseppe
5.
Montaperto
Calogero
6.
Sciortino
Franco
7.
Sutera
Sardo Salvatore
Collegio
dei probi viri: 1-Pirrera
Salvatore (presidente) - 2-Alba Lilia - 3-Patti Dino *********************************************************
Componenti
maggiorenni della Confraternita alla data del 24.11.2006 in
ordine alfabetico **************************** 1.Acquisto
sac. Diego -2. Alba Lina Lilia – 3. Avarello Rosa – 4. Azzaretto Antonio
– 5. Azzaretto Rosa -6. Azzaretto Vincenzo –7. Bellavia Leonardo –8.
Belluzzo Domenica – 9. Bottone Melchiorre Domenico –10. Bruccoleri
Giuseppe – 11. Caramanno Giuseppe –12. Carruba Croce –13. Cutaia
Antonino –14. Di Natale Piera -15. Fallea Filippo -16. Fallea Maria Rita –17.
Farini Calogera – 18. Farini Giuseppe- 19. Farini Luigi – 20. Gelo Maria
21. Giarraputo Sac. Antonino – 22. Intorre Giovanna Silvana – 23. Leone
Alfonso – 24. Mendolia Giovanna – 25. Mendolia Vincenzo- 26. Montapperto
Calogero –27. Patti Diego 28. Picillo Francesco - 29. Pirrera Salvatore –30.
Piscopo Sabrina Lucia – 31. Pistritto Angelo – 32. Puccio Carmela –33.
Pullara Rosario – 34. Randisi Giuseppina – 35. Ravarà Carmelo – 36-
Ravarà Giuseppina – 37. Ravarà Pasqualino –38. Sciortino Calogero –
39. Sciortino Franco – 40. Sciortino Salvatore – 41- Sicilia Cristoforo
– 42. Spiteri Maria Giovanna –43. Sutera Sardo Carmela –44. Sutera Sardo
Carmelo - 45. Sutera Sardo Rosario - 46. Sutera Sardo Salvatore – 47. Sutera
Sardo Giovanni di Rosario – 48. Sutera Sardo Giusy – 49. Vella Gaspare –
50. Villa Giuseppa – 51. Volpe Calogero – 52.Vullo Maurizio. Ha
incominciato il Noviziato in data 08.12.2006,
CINQUEMANI IGNAZIO ****************************************************************************************
Arcidiocesi
di Agrigento
CONFRATERNITA
della "SANTA CROCE del CALVARIO" FAVARA Proposta
dell’Assistente per le elezioni del 02.12.2006 Cariche
previste dallo Statuto per il triennio 2007-2009 Decano:
Sutera Sardo Rosario (già approvato dall’assemblea, all’unanimità, per
acclamazione, nella riunione del 24.11.2006) Rosa
di nomi per l’elezione dei 5 componenti del direttivo Azzaretto
Antonio Carruba
Crocetta Farini
Giuseppe Mendolia
Giovanna Montaperto
Calogero Puccio
Carmela Randisi
Giuseppina Ravarà
Pasqualino Sciortino
Franco Sutera
Sardo Salvatore Commissione
elettorale: Pirrera Salvatore (presidente) -
Alba Lilia - Patti Dino
L’Assistente
Spirituale Sac.
Diego Acquisto ****************************************************************************************
Arcidiocesi
di Agrigento CONFRATERNITA
della SANTA CROCE del CALVARIO Favara --Rev.mi
Parroci di Favara e Ministri straordinari dell'Eucaristia --Rev.mo
P. Guardiano del Convento S.
Antonio di Favara --Preg.mi
Responsabili delle Associazioni di
Volontariato e della Case di Riposo di
Favara Oggetto:
Venerdì Santo 2006, visita al Calvario degli anziani, ammalati e
"diversamente abili". Riunione
mercoledì 22 marzo p.v. alle ore 20,00 nella Cappella del Calvario. La
Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara - da pochi mesi
istituita per decreto del nostro Arcivescovo-Metropolita, S. E. Rev.ma Mons.
Carmelo Ferraro - in preparazione ai riti della prossima Settimana Santa, ha
pensato di favorire in ogni modo, nella giornata del Venerdì Santo, la visita
al Calvario degli anziani, degli ammalati e dei "diversamente abili". L’iniziativa
ha trovato accoglienza da parte della Presidenza del Consiglio Comunale che, in
sinergia con l’Amministrazione, ha incoraggiato questa Confraternita a
procedere, per quanto possibile all’abbattimento delle barriere
architettoniche e così facilitare almeno la visita alla Cappella del Calvario,
nella giornata del Venerdì Santo, in una fascia oraria chiaramente determinata. Al
fine di organizzare al meglio questo servizio, sicuramente di notevole valenza
spirituale ed umana, invitiamo le SS. LL. a partecipare ad una riunione che si
terrà nella Cappella del Calvario, sede della Confraternita, mercoledì 22
marzo p.v. alle ore 20,00. Per
quanto riguarda i Ministri straordinari della distribuzione dell’Eucaristia,
nell’impossibilità di potere partecipare tutti, preghiamo i Rev.mi Parroci di
volere comunque assicurare la presenza alla riunione di almeno qualcuno, che
penserà poi ad informare gli altri della stessa Parrocchia . La
Confraternita, in collaborazione con le varie Associazioni, con l’Amministrazione
Comunale e la Presidenza del Consiglio, cercherà di pianificare tutto ed
assicurare anche il trasporto degli anziani, ammalati e "diversamente
abili", che le SS. LL. faranno conoscere, comunicando a qualcuna delle
persone sotto indicate, nome, cognome, recapito telefonico, via e numero civico,
di quanti vorranno usufruire di questo servizio. Sicuri
della loro sensibilità, confidiamo nella più convinta collaborazione ed
intanto invitiamo ad essere presenti e puntuali alla riunione programmata. Saluti
e cordialità Favara
18.03.2006 Il
Decano della Confraternita della Santa Croce del Calvario Rosario
Sutera Sardo L’Assistente
Spirituale della Confraternita della Santa Croce del Calvario Sac.
Diego Acquisto ATTENZIONE:
Comunicare a qualcuna delle persone sotto indicate, nome, cognome, recapito
telefonico, via e numero civico, degli anziani, ammalati, "diversamente
abili" che vogliono usufruire del servizio di trasporto. Lillo
Montaperto – Polimedica 0922-437628
(lunedì-venerdì dalle ore 8 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30) Sciortino
Franco 3477110437 - 328 0106767 – Rosario Sutera 3384928270 abitaz.
0922-420455 (dalle ore 8 alle ore 16 e poi dalle ore 21 in poi). ************************************************************************************ ******************************************************************* Nei
giorni 2 - 3- 4- marzo 2006, al Calvario alle ore 21 "Tre sere di
formazione" sullo STATUTO e sull'enciclica "Deus caritas
est", per tutti i confrati e tutte le consorelle della Confraternita
, con la guida di Mons. Gaetano Di Liberto, responsabile diocesano delle
Confraternite e Cancelliere della Curia Arcivescovile di Agrigento. ************************************************************************** In
data 25.10.2005 , l'Arcivescovo-Metropolita Mons. Carmelo Ferraro ha firmato il
decreto di erezione della "Confraternita della Santa Croce del Calvario di
Favara", approvando lo STATUTO e nominando Assistente Spirituale il
Parroco-pro tempore della Parrocchia S. Vito, Don Diego Acquisto. ********************************************************************************** Arcidiocesi
di Agrigento Parrocchia
San Vito Favara (Ag) OGGETTO:
Riunione con
L’Arcivescovo in data 12.8.2005
e riconoscimento ufficiale della Confraternita
della “Santa Croce del Calvario” di Favara.
Sconvolgente per l’intelligenza, interpellata oltre le pareti del proprio
limite. E sconvolgente per il cuore, chiamato non a fremiti superficiali ma a
decisioni radicali.
L’Evangelista colloca Cristo nel giorno che noi chiamiamo "Domenica delle
Palme" e che segna l’accoglienza e il rifiuto, l’acclamazione e la
congiura. Gesù al centro della scena, stordito, frastornato. Gli uomini che lo
circondano sono volti nascosti dietro le maschere. Il Signore cavalca l’asino,
ma nessuno lo guarda; avvolto in un cono di estranietà. Attorno a Lui c’è
un’enorme carnevale di indifferenza. Nessuno è in grado di rispondere alla
domanda del vangelo di Matteo. "Chi è il figlio dell’uomo per la gente?
Nessuno sa, nessuno è in grado di conservare nemmeno la memoria di quel nome,
di quella Presenza.
Anche nella salita al calvario Cristo c’è, ma le 500 figure non lo trovano:
nel mezzo ci sono due croci, in attesa della terza, circondati da una folla di
persone
Probabilmente queste due immagini potranno sembravi eccessive, "tinte
forti" che non rispecchiano il volto della nostra società ancora permeata
di cristianesimo, di riti, di liturgie, di riferimento ai simboli
"tradizionali" della fede. Ma di fatto esse costituiscono una
provocazione per uscire da una religiosità di vernice e riproporre il
"fatto cristiano", nelle sue certezze e nelle sue inquietudini, come
una storia di uomini e di donne, che nella storia di Cristo che patisce muore e
risorge, leggono e riflettono non una specie di memoria di accadimenti del
passato ma la loro reale e attuale condizione.
È l’anima pressata dal torchio dell’angoscia che vede in un istante il male
del mondo che attraversa i secoli e che non risparmia neanche i giusti e gli
innocenti. È il cuore del maestro che sente gravare su di sé tutto il carico
dell’umanità di ieri e di sempre, le delusioni dei "buoni" tutto il
bagaglio di odio e di violenza che appesantirà il cammino del mondo: E’
l’agonia del Signore e, il Lui, l’agonia dell’uomo perché Cristo è il
figlio dell’uomo di tutti i tempi.
Agonizza il bambino nel grembo materno sul quale la pseudo cultura del
"corpo è mio" ha decretato la sentenza: "tu non nascerai".
Agonizza la generazione di giovani ingannata e manipolata da persuasori (più o
meno occulti) che cancellano i sogni e gli ideali e li sostituiscono con i
surrogati della Verità: lo scetticismo, l’indifferenza, le idee prefabbricate
spacciate come merce di consumo, gli sballi più o meno affidati ai mercanti di
morte.
Agonizza la donna usata solo come bellezza da godere e da buttare.
Agonizzano le masse dei poveri relegati ai margini da questo immenso processo di
globalizzazione che sposta risorse finanziarie solo là dove l’uomo può
essere "acquistato a basso costo".
Agonizza "l’uomo delle beatitudini" che vede ridicolizzata la pace,
la mitezza, la misericordia della "inevitabilità " del ricorso alla
forza, alla guerra, alla violenza. E mentre l’uomo agonizza i credenti
dormono, come il piccolo gruppo dei discepoli nel Getsemani che invitati dal
Signore a vegliare, avevano "gli occhi pesanti" (v. Mc 14,40). Anche
nel mondo cristiano Gesù continua a patire e a sudare sangue mentre i
"fedeli" non riescono a vegliare con Lui nemmeno un’ora" (Mc.
14,34).
Dormono i credenti curvi nel consumare la loro fetta di benessere e di opulenza,
incapaci di "vedere" i rifiutati, gli ospiti nei perenni banchetti
della miseria e dell’ingiustizia. Dormono quanti fanno della fede un gioco di
equilibrismi senza mai mettersi dalla parte del Vangelo e dell’uomo ferito
sulla strada che "va da Gerusalemme a Gerico", ciechi e sordi ai
lamenti che escono dai sotterranei della storia. dormono anche i pastori quando
non educano le proprie comunità a farsi carico di tutte le agonie, di tutte le
sofferenze e di tutti i mali del mondo quando non vigilano affinché il diffuso
ed evanescente "bisogno del sacro" non sia una fuga dalla
responsabilità di non far evaporare nel vuoto il grido di compagnia all’Uomo
che sale da tutti i Getsemani della storia.
A questa "pretesa", Cristo ha sfondato il muro della morte, ha
oltrepassato la Croce, è vivo nella viva storia dell’uomo e chiede di non
essere considerato un fantasma. Nella sua liturgia antica e sempre nuova, la
Chiesa canta: "Morte e vita sono venute a duello, il padrone della vita
ucciso, regna vivendo".
La Pasqua è la vittoria definitiva di Cristo su Satana, il nemico
dell’uomo; è l’annuncio che nessuna morte può e deve avere l’ultima
parola; è la certezza che Gesù cammina davanti agli uomini segnando il
percorso della salvezza.
La Risurrezione di Cristo, evento impensabile ma reale, testimonia che solo il
suo Vangelo è la speranza per ogni uomo che voglia essere radicalmente nuovo
e per una società che voglia uscire dai labirinti delle violenze, dagli odi,
dalle sopraffazioni accettando le logiche pasquali dell’amore, del dono, del
perdono: tutti vogliono la pace, nessuno lo fa, tutto al più la s’impone...
Immettersi nel flusso della Risurrezione significa, per me e per voi, non
elevare il lamento sui grandi sogni sepolti sotto le macerie dei "tempi
avversi", ma riprendere il coraggio di credere ogni giorno nel
"lievito di Cristo" l’unico e grande fermento che ribalta le
pesanti pietre che schiacciano la libertà e la dignità dell’uomo. In primo
luogo la pietra del peccato, ogni "no" detto a Dio è il "sì"
a tutto ciò che ha reso possibile il Golgota: il rifiuto della Verità,
l’amore tradito, la fuga dell’abbraccio del Padre, l’abbandono
dell’uomo al potere dell’inganno e delle mistificazioni.
FAVARA
COMITATO
VENERDI’ SANTO
Premesso
che in data 22/03/2005, Martedì Santo, Mons.
Arcivescovo trovandosi a Favara, ha reso visita al
Calvario suggerendo un pensiero di riflessione ai
numerosi componenti del Comitato presenti che ha
esortato a continuare nel loro impegno con spirito di
fede e devozione alla Croce.
Premesso
inoltre che in data 06/08/2005 il parroco Don Diego
Acquisto ha consegnato all’Arcivescovo Mons. Carmelo
Ferraro una voluminosa carpetta contenente i bilanci
amministrativi di 31 anni di attività del Comitato,
unitamente a documenti, volantini vari sulle attività
svolte nel corso degli anni, nonché un registro di
oltre 20 verbali sull’attività caritativa ed
assistenziale del Comitato ed inoltre ancora una copia
del numero unico “A Cruci” stampato e diffuso a
Favara in oltre 2000 copie – Numero unico contenente i
bilanci dettagliati degli ultimi anni, oltre a varie
testimonianze di persone diverse sul modo come è
sentito e vissuto a Favara il Venerdì Santo.
In
data 12 agosto 2005 alle ore 10,45 il Comitato Venerdì
Santo è stato convocato ad Agrigento nel Palazzo
Arcivescovile da sua Ecc.za Rev.ma Mons. Carmelo Ferraro
Arcivescovo-Metropolita.
La
riunione si è tenuta nella sala delle udienze ed è
iniziata puntualmente con la presenza dell’Arcivescovo
che all’inizio con molta cordialità ha voluto
stringere la mano ad ognuno dei presenti, cioè ai
signori:
1.
Acquisto Sac. Diego - Parroco - Presidente
2.
Rosario Sutera Sardo - Presidente delegato
3.
Salvatore Pirrera
4.
Salvatore Sutera Sardo – Segretario
5.
Calogero Montaperto
6.
Pasqualino Ravarà – Vicepresidente delegato
7.
Giusy Sutera Sardo
8.
Maria Rita Fallea
9.
Antonio
Azzaretto
10.
Carmelo Ravarà
11.
Melchiorre Domenico Bottone
12.
Antonio Bruccoleri
13.
Croce Carruba
14.
Filippo Fallea
15.
Diego Patti
16.
Alfonso Leone
17.
Giuseppina Ravarà
18.
Calogero Sciortino
19.
Gerlando Sciortino
20.
Gaspare Vella
Dopo
la preghiera iniziale e l’invocazione dello Spirito
Santo, l’Arcivescovo dà la parola al Parroco Don
Acquisto che preliminariamente
rivolge a nome di tutti parole di omaggio e devozione al Pastore della
Diocesi, definendo tuttavia infelice la data scelta per
l’incontro, proprio a ridosso del ferragosto, quando
molti sono in campagna, in montagna o al mare e quindi
spesso irraggiungibili e perciò assenti alla riunione.
Don
Diego fa notare che sono presenti il 40% dei componenti
del Comitato e che gli altri sicuramente ci resteranno
male in quanto avrebbero avuto il desiderio di
incontrare personalmente l’Arcivescovo ed ascoltare la
sua parola.
Passa
quindi a fare un bilancio dell’attività svolta dal
Comitato nei 31 anni trascorsi, a servizio della città
e della Comunità Ecclesiale di Favara, sempre in
comunione con il Presbiterio locale, che ha saggiamente
interpretato le direttive diocesane, calandole nella
particolare situazione di Favara con la sua peculiare
sensibilità religiosa.
Uno
spaccato di fede e devozione sulla Settimana Santa di
cui è stato tracciato un quadro riassuntivo nel numero
unico “A Cruci”, come viene indicato a Favara il
Calvario. Don Diego ha definito una più bella
dell’altra le testimonianze contenute in detto
giornale, sottolineando tuttavia l’importanza della
testimonianza resa dall’ex comandante dei vigili
urbani Giuseppe Valenti che ha scritto: “Almeno in
questo, Favara è rimasta intatta”.
Offrendo
la sua disponibilità a farsi, dopo 36 anni, anche
eventualmente da parte, Don Acquisto, visibilmente
emozionato, ha concluso rifacendosi al motto episcopale
dell’attuale Papa Benedetto XVI che richiamandosi alla
terza lettera di San Giovanni ha scelto il versetto
“Cercatori di Verità”. L’intervento di Don
Acquisto è stato seguito da un applauso da parte di
tutti i presenti e dallo stesso Arcivescovo, che
prendendo la parola ha pregato anzitutto Don Diego di
restare al suo posto, per continuare il suo servizio
nella nuova realtà che si verrà a delineare.
Mons.
Carmelo Ferraro passa subito all’ordine del giorno. La
Confraternita differisce molto dal Comitato in quanto
dipende esclusivamente dall’autorità ecclesiastica
per quanto riguarda l’esistenza, il funzionamento e
l’amministrazione; deve collaborare attivamente nella
pastorale diocesana, parrocchiale e cittadina. Ci sono
delle regole ben precise che vanno rispettate in
conformità al diritto canonico emanato dalla chiesa. Il
Comitato è andato avanti per tanti anni con alcune
regole di carattere privatistico, mentre la
Confraternita dovrà attenersi alle norme dello Statuto
e del Codice del diritto canonico. La Confraternita,
aprendosi sempre di più all’intera città ed
all’apporto di tutti i fedeli delle varie parrocchie,
nonché alle indicazioni dei vari consigli pastorali
parrocchiali e dal consiglio pastorale cittadino che tre
mesi prima riunendosi dovrà dare le eventuali
indicazioni e suggerimenti, deve essere un’esplicita
testimonianza di fede, di opere caritative ed
assistenziali a favore dei poveri, degli emarginati e
degli ultimi. Il discorso dell’Arcivescovo si conclude
con un grande applauso da parte di tutti i presenti.
Passa
quindi la parola al presidente delegato Rosario Sutera
Sardo che con grande umiltà ed emozione dà viva
testimonianza di quello che abbiamo fatto in questi 31
anni di attività. Rosario ha voluto precisare che il
Comitato ha sempre agito nel rispetto del culto,
dell’evangelizzazione e della carità. Per questo ha
voluto ricordare, quando nel lontano 1977, fu messa in
bilancio la somma di lire 150.000 per i giovani per una
gita pellegrinaggio e tale somma è stata devoluta per
l’altare rivolto verso il popolo all’interno nella
chiesa San Vito in memoria di Don Giuseppe Seggio. Così
altri gesti di generosità compiuti sempre dai giovani
del Comitato, fino all’ultimo di quest’anno che
nella ricorrenza del 50° di Messa dell’Arcivescovo:
hanno voluto contribuire con la somma di Euro 200,00 per
il nuovo paravento della Cattedrale di San Gerlando. Il
Comitato, ha sottolineato, Rosario Sutera, ha sempre
operato con il Consiglio Pastorale Cittadino ed in
particolar modo con la pastorale giovanile guidata da
Don Nino Giarraputo.
La
prima riunione di un’apposita commissione per la
neo-Confraternita si è tenuta l’11 aprile 2002,
abbiamo preparato uno statuto e regolamento per la
costituzione della Confraternita della “Santa Croce
del Calvario” di Favara documentandoci, anche leggendo
gli statuti di altre confraternite già esistenti, che
abbiamo consegnato alla Curia Vescovile
dell’Arcidiocesi di Agrigento. Nell’articolo 1 è
racchiuso il programma delineato dall’Arcivescovo e
che il Comitato inserendolo nel programma della
Confraternita ha già in buona parte messo in pratica
negli anni. Il primo articolo che Rosario Sutera Sardo
ha letto così recita: “Durante tutto l’anno e
soprattutto nei giorni della Settimana Santa, la
Confraternita della Santa Croce del Calvario di Favara ,
cura il decoro del luogo sacro del Calvario, la
devozione verso il Crocifisso e la Madonna Addolorata,
interessandosi anche del regolare ed ordinato
svolgimento delle processioni, favorisce in ogni modo un
cammino di maturazione cristiana degli associati, nello
spirito del Vangelo ed in docile adesione
all’insegnamento del Magistero della Chiesa, ed a
norma del Can. 298 §1
del C.J.C., tende a promuovere un’esplicita
testimonianza di fede e di opere.
A
tal fine:
-
Stimola
ad una partecipazione consapevole ed attiva alle varie
funzioni liturgiche, soprattutto alla Via Crucis nel
periodo quaresimale, anche con l’abito votivo, quando
ciò dovesse essere richiesto dalle circostanze e
stabilito dal direttivo.
-
Partecipa
a corsi formativi annuali per l’approfondimento delle
verità della fede.
-
Collabora
attivamente nella pastorale diocesana, parrocchiale e
cittadina.
-
Svolge
attività caritative ed assistenziali a favore dei
poveri, degli emarginati e degli ultimi, tenendo in
particolare considerazione i bisogni emergenti del
territorio.
-
Cura
e promuove attività di socializzazione e acculturazione
dei confratelli.
-
Collabora,
a norma del Can. 328, con le altre associazioni di
fedeli, soprattutto con quelle esistenti nello stesso
territorio.”
Dopo
tale lettura, il presidente delegato chiude il suo
discorso seguito da un applauso.
Il
professore Salvatore Pirrera nel suo intervento mette in
evidenza la puntualità e la partecipazione personale
dell’introduzione di Padre Acquisto, le direttive
chiare tracciate dal Vescovo e le puntualizzazioni
precise del presidente delegato Rosario Sutera Sardo.
Egli
aggiunge anche che il Comitato ha sempre agito
ispirandosi ai valori cristiani e nel rispetto della
legalità e della trasparenza. Dai valori cristiani si
è passati al rispetto dei principi che hanno
indirizzato le azioni dell’associazione ed infine al
rispetto delle regole. Il Comitato peraltro ha agito in
perfetta sinergia con i presbiteri e il Consiglio
Pastorale Cittadino, accettandone i suggerimenti che nel
tempo sono stati dati; tutto ciò nella consapevolezza
di essere stati un microsistema nel più vasto sistema
del mondo della chiesa e della società civile. Auspica
la trasformazione del Comitato in Confraternita, nel
pieno rispetto del Codice Canonico e una maggiore
collaborazione tra tutte le comunità parrocchiali e le
associazioni religiose del paese.
E’
fermamente convinto che le regole vanno condivise e
rispettate, nella considerazione che non vi possono
essere regole per alcuni che pongono limiti e che
consentano invece libertà ad altri. Se vi è una
regola, essa è uguale per tutti, il metro è di cm 100,
non può essere di cm 90 per alcuni e cm 110 per altri.
E’ certo che la costituenda Confraternita nel
continuare e potenziare le precedenti attività
costituirà un punto di riferimento certo per tutte le
attività socio-culturali e religiose che contribuiranno
ad una più sana e positiva crescita della società
favarese.
(Ai presenti nel frattempo si aggiunge la presenza del Vicario Generale, don Salvatore Muratore.)
L’assemblea
applaude e prende la parola Calogero Montaperto, la
nostra serenità – egli afferma - scaturisce dal fatto
che pur avendo agito con responsabilità ma senza alcune
regole, ci stiamo rendendo conto dopo il suo intervento,
riferendosi al Vescovo, che non ci siamo per niente
allontanati da quelle regole che si dovranno osservare
con la Confraternita. Pertanto il nostro auspicio è che
questa nuova realtà religiosa possa diventare
un’agenzia di riferimento per tutti e soprattutto per
i nostri giovani. Comunque il nostro Comitato è un
gruppo di persone dove la stragrande maggioranza
appartiene ad altre parrocchie e non solo a quella di
San Vito e quindi si evidenzia l’apertura a 360°
gradi a tutta la collettività favarese. L’assemblea
applaude e prende la parola la giovane diciottenne Giusy
Sutera Sardo presentandosi come una ragazza determinata,
ottimista e che cerca di seguire fermamente i valori
basilari della vita. Lei ha vissuto, fin da bambina,
attivamente nella parrocchia a contatto con il Comitato,
ma nello stesso tempo a scuola ed in altri luoghi
frequentati da giovani e per questo ha potuto osservare
da diverse prospettive diversi modi di pensare e ha
messo in evidenza il bisogno di concretezza necessario
ai giovani di oggi. Questo potrebbe realizzarsi nel
nostro piccolo con la trasformazione del Comitato in
Confraternita, che la giovane paragona ad una piccola
goccia nell’Oceano, di rilevante importanza non solo
per il nostro paese e per la nostra comunità religiosa,
ma soprattutto per tutta la società e per i giovani che
hanno bisogno di un esempio di amore e di fede da
seguire e da portare avanti per contribuire al
miglioramento della società attuale. A chiusura del suo
discorso, tutti i presenti fanno un grosso applauso.
Dopo
tale intervento il nostro Arcivescovo tira le
conclusioni e dice le seguenti testuali
parole:”Ormai ero convinto, ma quest’ultima goccia
di quest’ultimo intervento di questa giovane ragazza
mi dà maggiore certezza e vi annuncio che la
Confraternita viene istituita con la data di oggi 12
agosto 2005”.
Tutta
l’assemblea scatta in piedi per un lungo e scrosciante
applauso, nascono tante emozioni e qualche lacrima si
vede scendere dagli occhi di alcuni componenti della
neo-Confraternita.
Alle
ore 12,00 del 12 agosto 2005 nasce la Confraternita
della “Santa Croce
del Calvario” di Favara.
Infine
Pasqualino Ravarà, invita il Vescovo a venire nella
nostra Parrocchia per l’inaugurazione di questo grande
evento, Mons. Ferraro accetta, ma la data verrà
stabilita dal nostro stesso Arcivescovo. Si passa alla
preghiera finale, e dopo aver ricevuto la benedizione
del nostro Vescovo lo salutiamo con un caloroso
abbraccio, come segno del nostro grande affetto e della
nostra gratitudine.
Arrivati
a Favara alle ore 12,45, tutti i componenti presenti
della Confraternita assieme al nostro assistente
spirituale Don Diego Acquisto ci siamo recati nel luogo
sacro del Calvario. Nella Cappella del Calvario si è
pregato e cantato per rendere omaggio alla Santa Croce,
concludendo con la benedizione di Don Acquisto.
Agrigento
lì, 12 agosto 2005
Il
Segretario
Salvatore
Sutera Sardo